by aorlansky60 » 06 Jun 2008, 06:39
Ho letto i vostri interventi, tra i quali a mio parere, c'è un osservazione molto interessante di WIND che stà
alla base del problema: "DOBBIAMO CONSUMARE MENO ENERGIA".
La base del problema è appunto LA DOMANDA CRESCENTE di energia a livello mondiale.
Dovremmo diventare tutti quanti PIU' EFFICIENTI e sciupare meno. Sia a livello di privato cittadino che di
medio&grande industria, passando per ogni genere di servizi ed utility.
Ma temo che non sarebbe sufficiente.
Purtroppo, ci scontriamo contro la filosofia che ci è stata imposta da decenni, quella della CIVILTA' dei
CONSUMI tipico del modo di vita di stampo occidentale, che ci obbliga appunto a consumare per mantenere
l'economia dei vari stati sovrani ai quali apparteniamo.
Ed a maggior ragione, ora che nel 2000 altri stati sovrani stanno raggiungendo una filosofia di vita simile
alla nostra (parlo ovviamente di CINA ed INDIA), ci troviamo almeno altri 2 miliardi di persone che aspirano
ad un tenore di vita come quello che noi occidentali abbiamo raggiunto decenni orsono. Questo in cifre,
significa altri 2 miliardi di persone che passano da una civiltà di stampo rurale ad una più marcatamente
industriale e consumistica, che hanno sete di energia, consumano e producono rifiuti (oltre ad apportare
maggiore fonte di inquinamento, ma questo è un altro discorso, seppure da non sottovalutare a livello di
impatto ambientale futuro).
Temo che purtroppo non ci siano alternative. Sarebbe molto bello potere tornare ad un modello di vita che preveda
di consumare meno energia, ma questo non è voluto dalle potenti lobby economiche che governano questo pianeta,
prima di tutto.
Anche se concesso, si dovrebbe progettare e ridisegnare tutto un modo di vita, dalla produzione dei prodotti,
alla distribuzione, all'uso finale, e questo credo non sia fattibile perchè implicherebbe costi impossibili da
sostenere, almeno all'inizio. Inoltre, nella sua storia evolutiva, l'uomo non è mai tornato indietro sulle
proprie scelte, quelle che ne hanno caratterizzato il proggredire civile a tutti livelli.
Ecco perchè sono scettico.
Facendo un esempio pratico, chi di noi vorrebbe rinunciare a frigorifero, lavastoviglie, lavatrice,
asciugacapelli, forno elettrico, condizionatore, TV, video registratore, impianto HIFI, DVD, Personal computer,
tenere accese le luci in tutta la casa anche se non servono, come spesso fa mia moglie e contro la quale, per
questo suo aspetto, mi sono arreso(sic) e rassegnato? E chi lo va a dire a cinesi ed indiani proprio ora che
stanno arrivando, che : "no, guardate, non si può più, dobbiamo farne a meno per consumare meno energia..."
Torniamo all'argomento principale.
L'energia nucleare è stata scelta quale fonte di energia già da vari decenni dai più sviluppati paesi del
mondo, con proporzioni più o meno altalenanti tra il rapporto di produzione e fabbisogno; gli stati con
la maggiore concentrazione di reattori nucleari al mondo sono (vado a memoria) Francia, USA e Giappone.
per es. gli USA grazie al totale dei propri reattori (un centinaio) soddisfa solo il 10% della domanda
interna; un paese come la Francia che ha scelto decisamente la "via nucleare" già dagli anni '60, grazie ai
suoi quasi 60 reattori in funzione soddisfa l'80% della domanda interna; d'accordo, gli Americani sono
oltre 300 milioni, mentre i francesi "solo" 60 milioni, però il dato è rimarchevole.
La Francia ha un "surplus" tale di energia prodotta che può permettersi di venderla a paesi confinanti
(l'Italia è tra questi).
Il nucleare ha dei costi elevatissimi di progettazione e manutenzione. Necessita quindi di forti investimenti
e di piani di sviluppo ragionati ed a lungo termine. Non tutti i paesi sono in grado di permetterselo.
E non ci si può permettere progettazioni vacue e "campate in aria" in questo settore.
Attualmente l'Italia non detiene un "know how" tale che le permetta di attuare un piano di sviluppo
sufficientemente veloce, come la domanda interna di energia pretende. (Ecco perchè sono piuttosto scettico
riguardo alle ottimistiche previsioni del ministro Scajola a riguardo...)
Dovrebbe quindi fare ricorso a chi questa tecnologia già la detiene ed è all'avanguardia nel settore, come
Francesi, Americani, Giapponesi... che ovviamente ci aspettano al varco perchè non ce la daranno "gratis"...
Il costo per la realizzazione di una centrale supera abbondantemente la cifra di 1 miliardo di euro.(stime
attuali).
Una centrale nucleare non è eterna; le centrali nucleari hanno una vita media di esercizio di 35/40 anni.
Dopo di che vanno smantellate. Smantellare una centrale nucleare non è semplice come fare il trasloco di casa
propria...
Significa aggiungere altri costi iperbolici - ho letto recentemente che lo smantellamento delle 4 centrali
presenti in Italia costerà allo stato(cioè alle nostre tasche) almeno 4 miliardi di euro... 1 miliardo per
ogni centrale... centrali che non hanno prodotto energia, se non per pochissimi anni, perchè le nostre furono
disattivate nell'87 (solo quelle di Caorso e Trino Vercellese - le altre due nel Lazio non sono mai entrate
in funzione, nonostante i costi sostenuti per costruirle...) per volere popolare (discutibile per
scelta, imho, perchè un governo eletto e pagato per pensare e promulgare leggi ed affrontare scelte importanti
per il paese, secondo me non può delegare al popolo, deresponsabilizzandosene, una scelta così critica che ha
condizionato l'economia del ns paese da vent'anni, ed i cui nodi stanno ormai arrivando al pettine).
Con lo spegnimento del reattore della centrale di Caorso(Piacenza) tutti pensano che il potenziale pericolo
derivato da un qualsiasi "incidente" sia scampato...
ERRORE: Non tutti sanno che in quella centrale vi sono ancora 187 tonnellate di barre di Uranio... (senza
considerare i materiali di scoria ancora stockati nella centrale).
Le barre di Uranio, TUTTE, sono ancora nelle piscine da vent'anni, e vanno raffreddate adeguatamente, per
controllare il decadimento della reazione...
sapete, disattivare un reattore nucleare non è come spegnere il motore della propria auto...
Se penso al mantenimento del personale di quella centrale, pagato per dovere controllare un mostro che non
ha mai prodotto energia -scopo per il quale fu realizzato- ecco che il quadro è completo, ho davanti a me
uno dei più splendidi esempi di sperpero di cui solo questo paese è capace(sic).
Altra nota, il suolo sul quale era edificato una centrale nucleare è perso per sempre, non più a disposizione
della gente, perchè radioattivo; la camera dov'era contenuto il "nocciolo"(le barre di uranio arricchito) e
tutti gli impianti dove passava acqua di raffreddamento sono altamente radioattivi...
le procedure di smantellazione prevedono che il suolo venga ricoperto da strati di colate di cemento e
successivamente reticolato e posto sotto sorveglianza per impedirne l'accesso.
Per questo motivo, la Francia che ha sempre creduto nel nucleare e tutt'ora ci crede, non solo ha allo sviluppo
i reattori di III generazione, ma ha in progettazione quelli di IV generazione che dovrebbero, secondo i piani,
sostituire quelli attuali ed entrare in esercizio nel 2030.
Come paese confinante, noi Italiani ci troveremmo sempre a fare i conti con uno degli spauracchi del nucleare
agli occhi della gente, rapppresentato dal potenziale "incidente" (l'uomo non è perfetto, si sa, ed a volte
anche se poche, un progetto studiato e realizzato nei minimi particolari può nascondere qualche insidia ed
imprevisto... nel caso di una centrale nucleare, basta anche una sola svista... Chernonyll insegna...)
Anche se va detto che quello accaduto a Chernobyll è in gran parte legato ad errore umano "sul momento", oltre
alla pericolosità legata al tipo di progetto di quella particolare centrale, come tutte quelle di stampo
sovietico del tempo-a contrario di quelle occidentali, diverse come progettazione.
Il nucleare infine ha il grosso problema delle scorie. Queste possono essere usate anche per scopi devianti:
la reazione nucleare dell'isotopo dell'uranio U235 (arricchito partendo dall'U238 che in maggiore quantità
si trova in natura) tramite sua fissione produce vari isotopi di altri elementi quali "scorie", tristemente
noti dopo il disastro di Chernobyll, quali Cesio, Stronzio, Iodio... e Plutonio... quest'ultimo è quello che
gli studi scientifici hanno ritenuto più efficiente per uso di ordigni nucleari...
Ovviamente, non tutte le scorie sono dirottate per scopi bellici... la maggior parte di esse rappresenta il
problema di dove "stockare" questo materiale, anche considerato che la maggior parte di questi isotopi possiede
radioattività tale che il tempo di solo dimezzamento della carica necessita di molte migliaia di anni... ed
altre migliaia di anni prima di diventare innocque... un bel modo di dirottare alle generazioni future una
simile PATATA BOLLENTE...
Per tutto quello che ho elencato, personalmente penso che il nucleare non possa essere la scelta giusta per
un paese come l'Italia. Anche solo osservandone la conformazione geografica, l'Italia presenta maggiori
problemi rispetto ai cugini francesi; quest'ultimi sono in 60 milioni (come noi) ma per loro fortuna
dispongono di un territorio che è più del doppio del nostro in superficie e che non presenta grosse asperità
come il nostro. Hanno quindi libertà di scelta maggiore dove pensare di collocare una centrale nucleare,
a differenza nostra. Con la nostra concentrazione demografica, parlo dell'Italia, ormai è difficile trovare
un sito che non sia occupato da un insediamento urbano seppur piccolo; inoltre, una centrale non può essere
costruita in zone montane, per ovvi motivi, e necessita di acqua, quindi di un fiume di adeguate proporzioni
per portata idrica nelle proprie immediate vicinanze per il raffreddamento del nocciolo e per produrre
vapore...
In un paese come il ns che non vuole discariche (per sacrosanti motivi legati alla salute), forni
inceneritori(stessi motivi di cui prima) nelle proprie vicinanze, l'idea di dovere convivere con un
reattore nucleare a pochi passi farebbe scatenare un inferno di proteste già prima dall'annuncio...
Ma la domanda iniziale resta senza risposta... come conciliare il ns attuale sistema di vita, che richiede
molta energia, e fare a meno del nucleare??
Pare che anche Indiani e soprattutto i Cinesi, considerati i crescenti volumi di domanda energetica che
dovranno affrontare di qui a breve, abbiano già impostato un piano per l'immediato futuro che prevede la
costruzione di "alcune decine" di nuove centrali nucleari al proprio interno...
...AMA TUTTI, CREDI A POCHI, NON FAR MALE A NESSUNO...