Beatles

Un'area dedicata all'esplorazione dell'universo musicale in genere, e degli altri protagonisti del rock progressivo in particolare.

Beatles

Postby Betelgeuse » 13 May 2008, 19:10

Parliamo dei Beatles.
Di quello che probabilmente è il maggiore fenomeno mediatico associato alla musica, e viceversa il più clamoroso fenomeno musicale associato al costume.
Se ne parliamo in questo forum, lo faremo senza aver potuto vivere direttamente la fantastica epoca ( ed epopea ) di questo gruppo, dato che, probabilmente i più anziani del forum, da quello che ho capito, hanno circa 50 anni, quindi avevano 4 anni quando i Beatles hanno iniziato la carriera e appena 12 quando si sono sciolti: troppo poco.
Tuttavia la fame di ascolto di tutti noi, a posteriori, verso questa vera e propria istituzione della musica, credo sia stata irresistibile, e difficilmente qualcuno si è astenuto dall'acquistare o comunque procurarsi i loro lavori.
E' sicuramente oggetto di dibattito capire se i Beatles abbiano avuto tutta questa influenza che si attribuisce loro sugli altri gruppi, Genesis compresi, io penso di sì, anzi dirò di più, forse una cosa un pò pesante: l'eredità dei Beatles per quanto riguarda l'aspetto del business e della fama va ai Led Zeppelin, per il lato sperimentale e psichedelico va ai Pink Floyd, ma, per ciò che riguarda la melodia, e la bellezza di certe composizioni, sissignori, va proprio ai nostri Genesis.
Decisiva è stata poi l'influenza che i Beatles hanno avuto in certi cambiamenti del costume dell'epoca, soprattutto a livello giovanile, e forse per la prima volta nella storia la gente ha imparato a pensare sì con la propria testa, ma mentre ascoltava una canzone.
Ma, a parte questa considerazione, restano inarrivabili melodie che sono veramente senza tempo, sfornate dalla più preziosa ditta che la storia delle sette note, da Beethoven a oggi, ci abbia mai regalato, la ditta Lennon-McCartney.
Ho acquistato, circa 5 anni fa, i cd dei Beatles, spinto dalla curiosità, e non me ne sono certo pentito.
Ecco i miei voti:

Please Please Me: 7
With The Beatles: 6,5
A hard Day's Night: 7
Beatles For Sale: 6
Help: 7,5
Rubber soul: 7,5
Revolver: 9
Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band: 10 e lode
Magical Mystery Tour: 10
The Beatles: 10
Yellow Submarine: 7
Abbey Road: 9,5
Let It Be: 9,5
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Postby Dalex_61 » 13 May 2008, 20:16

Sono piuttosto in sintonia con Betelgeuse. Ecco i miei voti:

Please Please Me: 7
With The Beatles: 6,5
A hard Day's Night: 7
Beatles For Sale: 6,5
Help: 7
Rubber soul: 8
Revolver: 9
Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band: 10 e lode
Magical Mystery Tour: 9
The Beatles: 9
Yellow Submarine: 7
Abbey Road: 9,5
Let It Be: 9
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Postby Moog » 14 May 2008, 18:58

Il primo disco della mia carriera fu Rubber Soul (1965) e consumai la puntina del giradischi. E' un album complesso di musica pop non banale dove il rock'n'roll si fa più maturo ed anche i testi sono più ispirati. Insieme a Revolver (1966) è considerato l'album della svolta della loro carriera. Pare che in quel periodo non disdegnassero l'uso di sostanze allucinogene sia naturali (canapa indiana) che sintetiche (LSD), cosa che fece incrinare il mito di bravi ragazzi, baronetti di sua maestà britannica, idoli delle teenagers, ma paradossalmente da li in avanti produssero dal punto di vista compositivo e letterario le cose più belle, quasi tutte quelle che stanno nell'Olimpo della musica contemporanea e firmate beatles. La ditta Lennon-McCartney non è stata ancora superata perchè al momento non mi risulta che vi siano Ditte in circolazione col maggior numero di evergreen dei Beatles. IHMO
Aggiungo anche che dal punto di vista mediatico rappresentano più di chiunque altro, con tutte le sue contraddizioni, il decennio 60.

Classifica:

Please Please Me 6.5
Whit the Beatles 6
A Hard day's Night 7
Beatles for sale 6
Help 7
Rubber Soul 7.5
Revolver 8
Sgt Pepper 10
Magical Mystery Tour 8.5
White Album 9
Hey Jude 7.5
Yellow Submarine 6.5
Abbey Road 9.5
Let it be 9
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Postby aorlansky60 » 27 May 2008, 09:47

per due ragazzi della Liverpool anni 50' che sognavano "di fare i soldi" per ottenere fama successo donne etc (parole di Lennon), il risultato ottenuto fu al di fuori di ogni più rosea immaginazione... loro stessi all'inizio non avrebbero mai immaginato cosa sarebbero diventati nella storia...
Hanno praticamente segnato un decennio in modo indelebile con la loro musica. Non solo, ma con l'aiuto dei tecnici e produttori della EMI, hanno scavato il solco dell'invenzione, creando tecniche di registrazione e produzione mai viste prima in campo pop, delle quali faranno tesoro una miriade di musicisti pop&rock dopo di loro.
Uno degli aspetti del loro genio era che erano a digiuno delle tecniche musicali; erano autodidatti, a conoscenza di soli pochi accordi; avevano solo il rock'n'roll ed Elvis nella testa; per questo, già dall'inizio, componevano con una metrica musicale completamente diversa da quella usata dai compositori professionisti del tempo.
La cosa li rese subito molto originali e temerari nell'accostarsi ad un modo di composizione anticonvenzionale.
Una volta arrivati Lennon&McCartney, altri si resero conto che non era poi così difficile crearsi le canzoni in casa (Jagger&Richard, Ray Davis, Pete Townshend, etc) e da quella scintilla esploderà poi il fenomeno del
rock anni '60.
Per me, il risultato della loro arte è rappresentato dalle diverse personalità dei due partners creativi
della band: l'unione dell'eleganza ed ottimismo di Paul con il sarcasmo di John.
Anche se le loro creature, a parte gli inizi, nascevano dal rispettivo autore, questi poi lo sottoponeva al
collega per il lavoro di affinamento e supervisione, questo almeno fino al Pepper.
Dopo inizieranno litigi e dissapori e questi influiranno non poco sulla produzione finale che resterà comunque
di livello ancora memorabile.

Loro rappresentano un punto fermo ed imprescindibile della cultura&musica pop.
[:)]
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Postby Flower » 27 May 2008, 11:10

Per me possiedo una raccolta dei pezzi in doppio cd dei Beatles,e debbo dire,da ascoltatrice,che hanno un qualcosa di magico quando li ascolti,di eterno...[O:-)]

E' sempre molto interessante leggere della loro storia,mi vengono in mente tutte le volte che ho letto o ascoltato interviste a vari Artisti,contemporanei anche,fra tutti i nostri Genesis,dove tutti sostengono l'importanza dei Beatles come genio,composizione,e come in tantissimi abbiano tratto ispirazione dalle loro splendide opere.[:)]
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Postby aorlansky60 » 28 May 2008, 07:01

brevemente([:D] si fa per dire...[:-I][;)]) ogni album al mio personale "setaccio" di giudizio:

PLEASE PLEASE ME
----------------
l'album del "registreremo tutto quel che avete, ce la faremo in 12 ore" come detto dallo stesso George Martin,
come poi fecero, anche se alla fine si incrinò la voce a John in "Twist and shout"...
Fu un debutto che proiettò il gruppo in una dimensione superiore allo standard del periodo, per il fatto di
contenere in prevalenza creature della stessa band, cosa davvero insolita per l'epoca che vedeva ancora i
solisti e gruppi di grido in campo pop affidarsi prevalentemente a compositori di professione...
Uno dei meriti di John e Paul fu quello di incanalare nella propria scia altri composers in erba (Kinks, Animals, Rolling) e di creare una nuova dimensione in campo pop. VOTO 6

WITH THE BEATLES
----------------
album ancora in sentore di profumi Beat (e ci mancherebbe, siamo ancora nel '63, praticamente all'alba dei tempi...)
dalle composizioni più mature del precedente - All my loving, i Beatles erano talmente già prolifici nel
comporre da stupire i concorrenti del tempo nel lasciare un pezzo del genere in un 33g senza pubblicarlo come
singolo, dato lo spessore artistico e commerciale del brano - i quattro, John e Paul soprattutti prestavano
cura per ogni particolare che riguardava il proprio lavoro, come dimostra anche la scelta della copertina,
la bella foto di R.Freeman .
VOTO 6

A HARD DAY'S NIGHT
------------------
con questo terzo LP, cominciano a condurre l'ascoltatore in un territorio ancora più maturo e sofisticato,
considerato lo spessore di molte canzoni presenti che rappresentano un passo avanti notevole rispetto ai
primi due... quando la concorrenza del tempo ebbe modo di sentire le note e l'invenzione sprigionate in
questi solchi, credo cominciarono a realizzare davvero chi fosse al top assoluto nel campo e portatore d'invenzione vera. Oltre al fatto di non poco conto che erano tutte creature Lennon & McCartney...
A Hard Day's Night , I Should Have Known Better , If I Fell , And I Love Her , Can't Buy Me Love ,
Things We Said Today , You Can't Do That , I'll Be Back le mie preferite e veri e propri pezzi di storia.
VOTO 7

BEATLES FOR SALE
----------------
a mio avviso, un passo indietro, non solo perchè tornano alle covers di altri compositori, ma anche perchè è minore l'inventiva rispetto a molti brani del precedente, anche se vanno considerate nella caratura che meritano ottimi brani quali I'm a Loser , Baby's in Black , I'll Follow the Sun , Eight Days a Week ,
Every Little Thing e I Don't Want to Spoil the Party ... VOTO 6,5

HELP!
-----
Questo fu un altro step decisivo. Ancor prima di Rubber Soul; quando John e Paul convenirono che con le sole
e semplici canzoni d'amore, non avrebbero fatto molta strada... cominciarono a guardarsi intorno, perchè il
panorama UK stava già fornendo nomi di un certo interesse (Yardbirds, Kinks, Who, Rolling Stones, Animals...) e caratura,
e cominciarono a comporre brani che alzavano ulteriormente lo standard...
A parte la stranota title track, per merito proprio, e la ultra famosa Yesterday che cominciava ad indirizzare
il pop in territori mai esplorati prima, sono degne di nota l'armonicamente complessa "You're Going to Lose That Girl" e la splendida "Ticket to ride" che si può considerare uno degli "spartiacque" stilistici della loro
carriera.
Notevole anche "You've Got to Hide Your Love Away" che denotava il giro d'influenze reciproche che si andava
delineando in quegli anni in campo pop&rock. VOTO 7

RUBBER SOUL
-----------
A sentire le sole stesse parole dei concorrenti dei Beatles del tempo, questo fu l'album che in modo
determinante spostò il tiro sulla qualità del pop e relativi standards, facendo dei Beatles "il verbo" da
seguire(parole di Steve Winwood)... Musicalmente, anche a sentire lo stesso Martin, era "di un altra
dimensione" per qualità, cura, ispirazione ed inventiva rispetto a tutto il passato, anche non solo Beatles,
ed era pura verità... I testi si fanno più intimistici, riflettendo esperienze personali degli stessi autori...
Da notare la splendida foto di copertina...
Da citare anche due brani straordinari per raffinatezza musicale, non presenti nell'album ma frutto delle sessions del periodo, mi riferisco ovviamente a Day Tripper/We can work it out...
Inutile citare i brani dell'LP... l'unico per il quale nutro più di una perplessità è sempre stato
"What goes on", ma il resto è ad un livello artistico molto elevato, con picchi superbi. VOTO 8,5

REVOLVER
--------
Su questo disco si potrebbe scrivere un libro intero... oppure basterebbe citare anche una sola canzone,
quella "Eleanor Rigby" con la sola presenza della quale questo LP rimarrebbe comunque un capolavoro senza
tempo...
George Harrison stava cominciando a crescere, lo dimostra il fatto che i suoi partners gli concessero
l'onore di aprire le danze, con quella Taxman che, a parte il sarcasmo del testo del proprio autore, denota
una magnificenza musicale ed un sound senza pari, uno di quelli caratteriali dell'album, con un assolo di
elettrica superbo eseguito da Paul... erano ancora i tempi nei quali tutti e quattro erano solidali al
progetto Beatles, e ne stavano anche respirando la piena consapevolezza artistica...
Patrimonio dell'umanità, imho... VOTO 9,5

Seargent Pepper's lonely Hearts club band
-----------------------------------------
Semplicemente il massimo del visionario e del genio della band... Quando fu pubblicato, peccato io fossi
ancora troppo piccolo per capire e sentire... e vedere le facce sbigottite del mondo intero e dei concorrenti
musicali dei Beatles al suono di quel vinile... Ancora una volta, il gruppo alzava il tiro... ancora una volta,
tutti quanti stupiti guardavano in alto i Beatles fuori dalla loro portata...
L'album con il quale vengono portate a termine in modo spettacolare nuove forme di produzione,
destinate ad influenzare parecchi compositori musicali in erba che da lì a poco
spiccheranno il volo...
cit. da "the BEATLES: l'opera completa" - Jan McDonald :
"...l'album fu presto contraddistinto da un alone mistico-riverenziale; David Crosby e Paul Kantner(Jefferson Airplane), insieme a molti amici una notte a S.Francisco lo suonarono più volte ascoltandolo rapiti... era come se una nuova rinascenza musicale si stesse librando nell'aria..."

non servono altre parole... VOTO 11(undici)

STRAWBERRY FIELDS FOREVER/PENNY LANE
------------------------------------
questo 45g vale molto di più da solo della maggioranza di LP prodotta nella storia del
rock da qualsiasi artista singolo o gruppo...
frutto dello stesso periodo e dell'ispirazione che portarono al concepimento del "Pepper", questi
due brani dovevano nelle itenzioni degli autori prendervene parte, per poi lasciare il passo a scelte manageriali più alte delle loro (EMI)...
Se la perfezione non esiste, questi due brani ci vanno molto molto vicino; il massimo della raffinatezza
musicale della quale era capace Paul McCartney ed il massimo del genio visionario di John Lennon. VOTO 10

MAGICAL MYSTERY TOUR
--------------------
Il primo progetto realizzato dopo la morte di Brian Epstein, vide per la prima volta il gruppo esposto a
critiche controverse, soprattutto per il lungometraggio... Per chiarezza, mi rifaccio unicamente all'EP
originario UK, e non all'LP Americano "Capitol"... Musicalmente - imho- i Beatles "cavalcavano ancora la
tigre" alla grande, lo dimostravano il lustro di "I am the Walrus" in primis, e "Magical Mystery Tour" ,
"The Fool on the Hill" e "Your Mother Should Know" mentre Flying era piu che altro un riempitivo al di sotto
dello standard al quale ormai avevano abituato, stessa cosa per la Blue Jay Way di George. VOTO 9

THE BEATLES (White Album)
-------------------------
Il primo album per la neonata Apple, ed il primo album dove cominciano a manifestarsi segni premonitori...
I Beatles, e soprattutto John e Paul, cominciano ad abbandonare il nome Beatles inteso come progetto comune,
forse più John che Paul, iniziando a comporre senza la supervisione del reciproco partner... ed i risultati
sono -imho- più che palesi: ad un aggressivo Lennon che attacca tutto e tutti nelle proprie songs, fà rimando
un McCartney a volte fin troppo lezioso ed autoindulgente (Honey Pie, Ob-la-di) quasi a palesare una
mancanza di controllo da parte dello stesso Lennon...
Il disco rimane comunque notevole, con picchi ancora superbi e straordinari (Back in the USSR, Dear Prudence, My guitar gently weeps, Happyness is a warm gun, Martha my dear, Blackbird, Julia, Birthday, Long long long...) ma denota indubbiamente anche attriti ed apre allo step conclusivo della carriera del gruppo...
George Martin voleva condensare il tutto in un unico LP, con i brani a suo modo di vedere migliori, ma si
scontrò con la volontà dei quattro di volere pubblicare TUTTO il disponibile...
Incredibilmente, ascoltandolo ormai da trent'anni, avverto sempre quella carica di tensione che sembra volere racchiudere in ogni suo solco, poche eccezioni a parte...
Rimarrò sempre convinto che questo disco sia il più controverso in quanto a giudizi da parte degli
estimatori del gruppo...
VOTO 8,5

YELLOW SUBMARINE
----------------
A parte le composizioni in chiave classica di G.Martin che occupano l'intera B side dell'LP, e che non giudico,
a parte l' ormai nota title track e "All you need is love", solo 4 nuove composizioni offerte in questo disco,
peraltro composizioni frutto del periodo immediatamente "post Pepper", nel quale i Beatles sembravano un pò con
il fiato corto, come se avessero spremute ormai tutte le energie per il capolavoro del '67...
Troppo poco, anche se figura una delle mie Beatlesiane favorite di sempre, quella "Hey Bulldog" capolavoro
nascosto, che fu anche il primo disco in assoluto che ebbi modo di sentire dei Beatles, davvero un gran bel pezzo! VOTO 6,5

LET IT BE
---------
Sebbene strapieno di ottime intenzioni ed idee, riflette purtroppo fin troppo bene ciò che stava avvenendo nella primavera '69 nell'universo Beatles, un mondo ormai in dirittura d'arrivo... un pò autoindulgente,
un pò crepuscolare, ancora qualche magia qua e là ed ancora ottimi brani, ma -imho- con la convinzione che
il sogno sia ormai svanito per sempre... il fatto che la produzione di questo album sia passata per le mani di tanti produttori (tre? quattro? non ricordo di preciso...) la dice lunga circa la qualità finale del lavoro...
VOTO 7

ABBEY ROAD
----------
Il vero testamento artistico della band, ed un disco di una solarità incredibile, pensando ai problemi personali e manageriali che stavano passando i quattro... nonostante tutto, per loro era difficile dimenticare un sodalizio, nato da molto lontano, che aveva forgiato quell'amicizia così intima e del tutto particolare...
Personalmente, trovo negativa solo "Maxwell" mentre la media rimane su livelli alti, sugli stessi standards
ai quali i Beatles avevano abituato il proprio pubblico da molto tempo, con dei picchi stratosferici
rappresentati dalle 2 songs di George, "Come Together" e "Because" di John ed il famoso meraviglioso
"Long Medley" che riempe il lato 2 dell'LP... VOTO 9,5

[:)]
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Postby The Serpent » 28 May 2008, 07:54

Sintetica, efficace, piacevole, leggibile. Un "Bignami" sui fab4 davvero bello.

Grazie Aor!![^][^]

[:D][:D][:D][:D]
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Postby Magog » 28 May 2008, 09:20

Aor!! mi piaci più te dei Beatles!!!! [:D][:D]Grandissimo!!! [^]
"mangiato in fretta ? mangiato troppo è ?"
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Postby aorlansky60 » 28 May 2008, 09:43

beh, [:D] grazie Magog [:D] ma non esageriamo [:D]
molto, molto meglio loro, The BEATLES [;)][:)]

comunque ri-grazie per il complimento [;)]

spero solo di essere utile quale chiave di lettura per chi ancora (ma realmente c'è ancora qualcuno che non ne conosca le canzoni?)
non avesse esperienza con la musica dei BEATLES...

a costoro io consiglierei in primis il trittico che considero il periodo aureo, quello segnato da RUBBER SOUL, REVOLVER e SGT PEPPER, per poi proseguire con MAGICAL MYSTERY TOUR, il WHITE ALBUM ed ABBEY ROAD... e poi il resto...[:)]
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Postby Moog » 28 May 2008, 15:55

Leggo solo adesso la recensione degli album....che dire? Sono commosso!

Grande Aor[8:-x][8:-x][:)][;)]
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Postby Hogweed » 28 May 2008, 17:02

Aor, il picco assoluto di Abbey Road per me è "i want you" vera lezione progressista su quello che sarebbe diventato l'Hard Rock...
There's an angel standing in the sun, and he's crying with a loud voice!!!!


Non sarebbe male leggere le FAQ
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Postby aorlansky60 » 29 May 2008, 04:27

I giudizi su questo brano sono stati nel tempo piuttosto vari; ricordo per esempio che il chitarrista di
The Band (R.Robertson) lo definì, nel corso di un intervista "...a piece of shit..."; a me non dispiace(tutt'altro)
ma forse lo trovo un pò "disarmonico" rispetto alla grande eleganza di fondo che contrassegna tutto l'album,
per mano di McCartney soprattutto (il "Long Medley" del lato 2 è quasi tutta farina del suo sacco, a parte
un paio di cose di Lennon) e di Harrison che firma due brani di assoluto spessore (Here comes the sun e
Something); di sicuro, questo brano (ma anche COME TOGHETHER) denota da parte del proprio autore la voglia
di scrollarsi di dosso definitivamente il pop brillante creato dai BEATLES negli anni precedenti ed affrontare
consapevolmente il territorio rock, su questo concordo con Hogweed.[;)][:)]
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Postby Betelgeuse » 29 May 2008, 18:19

Le loro canzoni che mi piacciono di più ( non necessariamente nell'ordine ):

Hey Jude
Strawberry Fields Forever
The Fool On The Hill
All My Loving
Norwegian Wood
Fixing A Hole
A Day In The Life
She's Leaving Home
Everybody's Got Something to Hide Except Me and My Monkey
Helter Skelter
Yer Blues
I Want You
Dig A Pony
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Postby aorlansky60 » 30 May 2008, 04:33

quote:
Originally posted by Betelgeuse

...E' sicuramente oggetto di dibattito capire se i Beatles abbiano avuto tutta questa influenza che si attribuisce loro sugli altri gruppi...


Questo è un ottimo spunto.[;)]
Credo che i Beatles furono la punta di diamante di un intera generazione di musicisti che in quel magico ed irripetibile decennio, tracciarono il solco dell'invenzione.
Se ci pensiamo attentamente, prima di loro c'era solo il rock'n'roll ed Elvis... e prima ancora il jazz nelle sue varie forme, ed il blues... più il folk rurale naturalmente...
Non è un caso che i Beatles siano esplosi in quel decennio...
Beatles, Dylan, Byrds...
Se non ci fossero stati i Beatles, non ci sarebbero stati gli Stones; e non ci sarebbero stati Yardbirds e Kinks, e neppure gli Who, tutti gruppi storici del rock Inglese. Se non ci fossero stati tutti loro, Dylan non si sarebbe convertito dalla forma folk di partenza al rock, e i Byrds non avrebbero di fatto inventato il folk-rock... e non ci sarebbero stati Grateful Dead e Jefferson Airplane...
Attenzione, non voglio assolutamente dire che dai Beatles dipende tutto, perchè quel decennio fu un periodo di autoinfluenza reciproca micidiale come pochi, forse nessuno.
Lennon fu molto influenzato da Dylan, e viceversa... McCartney aveva un altissima reputazione di Brian Wilson quale compositore dei Beach Boys... di fatto, in quel periodo, a detta degli stessi autori (McCartney in primis) nacque una sorta di competizione accerrima ufficialmente non dichiarata atta a chi scrivesse la musica più bella e brillante in assoluto in campo pop&rock; credo che questa "guerra" pacifica abbia fatto molto bene allo sviluppo della musica contemporanea; ricordo bene la competizione a colpi di note tra Beatles e Beach Boys, quando quest'ultimi pubblicarono "Pet sounds" nel '66, ritenuto da McCartney il disco maggiormente degno di nota fatto fino ad allora(e se lo diceva uno come lui!); i Beatles risposero con Revolver... Brian Wilson era già al lavoro per superarlo(il progetto "Smile" che vedrà la luce anni dopo), ma i
Beatles irruppero nella primavera del '67 con una bordata micidiale, quel SGT PEPPER destinato a scrivere la storia. Brian Wilson si ritirò dalla competizione, riconoscendo che superare un opera come quella, in quel particolare momento, era impossibile.

Per spiegare come quel decennio in campo pop fu "magmatico" e dinamico in maniera unica, basta fare osservare che l'influenza stessa uscì dall'ambito pop andando ad interessare anche il jazz!
Miles Davis di fatto diede vita ad una nuova forma musicale alla fine dei '60 prima con il magico "In a Silent Way" e poi in modo perentorio con il successivo "Bitches Brew" decretando la nascita del Jazz Elettrico, che porterà di li a breve al Jazz-rock e poi alla fusion sotto le sue varie forme.
CREDO CHE DIFFICILMENTE ASSISTEREMO DI NUOVO AD UN PERIODO COSI' FECONDO PER LO SVILUPPO DELLA MUSICA!

Di fatto i Beatles, anche con l'aiuto di George Martin loro produttore e dei vari tecnici della EMI che "crebbero" enormemente sotto il profilo delle tecniche di registrazione perchè sempre stimolati a sperimentare il nuovo da parte di LENNON&McCARTNEY, pensarono, inventarono e misero a punto tecniche di produzione mai viste prima, realizzando una serie di albums pazzeschi ed inimmaginabili fino a poco tempo prima per tecnica, inventiva ed immaginazione. Patrimonio dell'umanità.
Se io devo pensare ai musicisti di ogni tempo più influenti in assoluto per lo sviluppo della musica quale forma d'arte ed intrattenimento, i nomi che mi vengono in mente sono...
BACH, BETHOVEN, MOZART, MILES, COLTRANE, ZAPPA(zio Frank[:D]), DYLAN, BEATLES.[:)]
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Postby Flower » 30 May 2008, 09:03

Aor,pure per me ti ringrazio delle bellissime recensioni,dettagliate dei grandi Beatles,e davvero aiutano a capire meglio il fenomeno,il perche' siano continuamente considerati dei precursori per moltissimi motivi che ben spieghi,thanks![:)][8:-x]

Interessantissimo anche sapere di queste "competizioni",davvero bello,perche' il talento,il genio e la fantasia di questi giovani di allora,veniva in qualche maniera stimolata anche da queste cose,questo vuol dire,per il mio parere semplice,come ci fosse molta voglia di ricercare,di sperimentare,passione per la Musica,dedizione totale per le note musicali,le parole....che bello[8:-x]
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Postby marcoleodori » 30 May 2008, 09:15

Tornando alla sfida a distanza tra Beach Boys e Beatles, si dice che Brian Wilson sia caduto in depressione dopo la pubblicazione di "Sergent Pepper" da parte della band di Paul McCartney e John Lennon...
E sarà la prima che incontri per strada,
che tu coprirai d'oro
per un bacio mai dato,
per un amore nuovo...
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Postby aorlansky60 » 30 May 2008, 09:44

pare sia proprio vero; non lo avevo detto nel mio post precedente ma pare sia andata proprio così; inoltre, va detto che il progetto che Brian Wilson stava portando avanti per "superare" REVOLVER - intitolato "SMILEY SMILE" - lo vedeva come solo compositore, isolato e in parte boicottato dal resto dalla band che non ne condivideva le idee. Solo anni dopo, quel progetto verrà pubblicato con il titolo di "Smile", tra l'altro non contenente tutto il frutto della composizione originaria di B.Wilson. [:)]
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Postby Flower » 30 May 2008, 10:47

Quante cose che non si sanno![:)]

...vorrei dire che,riflettendo un po e rileggendo,il fatto che i Beatles siano come una specie di "tappa" importante nella storia della Musica,un "passaggio obbligato" per noi ascoltatori per comprendere ed assaporare al meglio l'evoluzione musicale anche odierna; per i musicisti ed autori e compositori di oggi e del passato che,credo,debbano le loro ispirazioni musicali anche e soprattutto a Loro,perche' prima del loro arrivo era in un modo,POI e' arrivato un nuovo corso...[O:-)]

p.s. sempre opinioni fatte leggendo il topic super-interessante e grazie sempre[:)][8:-x]
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Beatles

Postby Carlo Maria » 30 May 2008, 11:14

Aor, posso condividere o meno i giudizi espressi sugli album dei beatles (nello specifico, i miei voti sui primi 4 sono più risicati), tuttavia ti chiedo di motivarmi quest'affermazione:

"Se non ci fossero stati i Beatles, non ci sarebbero stati gli Stones; e non ci sarebbero stati Yardbirds e Kinks, e neppure gli Who, tutti gruppi storici del rock Inglese"

che mi sembra ampiamente esagerata e frutto di una evidente passione personale per i fab four. [:)]

In questo forum già altre volte mi è capitato di leggere commenti incensanti i The Beatles e critici o sminuenti l'apporto musicale fondamentale che i The Rolling Stones hanno fornito.
Senza alcun dubbio l'influenza dei Beatles si è avvertita anche nelle band coeve (che con l'opera dei quattro miti dovevano fare i conti giornalmente), tuttavia se penso ad un disco quale My Generation degli Who (per citare uno dei gruppi che tu hai elencato) non mi viene da riscontrare una comunanza o discendenza così palese. Tenuto conto che siamo nel 1965, quindi prima degli album più importanti degli Scarafaggi, mi focalizzo sui testi (poichè sono carente [V] sotto l'aspetto tecnico-musicale) e confesso che esordire con un album d'impatto generazionale come quello fu qualcosa di davvero forte, un qualcosa di innovativo, esagererei. Il sound degli Who si evolse poi in concept album formidabili quali il sottovalutato Sell Out, il sopravvalutato (ma pur sempre grande) Tommy e, in epoca post beatlesiana, in Who's Next e Quadrophenia. Nulla di ciò mi sembra eccessivamente derivante dai Beatles.
Quanto ai Rolling, che certo arricchirono le proprie sonorità inserendo nei propri brani l'utilizzo di strumentazione che i Beatles da pionieri avevano mostrato ai colleghi per primi, discendono da un solco diametralmente opposto a quello dei rivali: il beat per i Beatles, il blues per i Rolling. Senza i Beatles forse saremmo più poveri musicalmente, e il sound dei Rolling sarebbe stato più scarno ma certo sarebbe esistito. Sui Kinks, invece, così come per esempio potrei citare i Byrds ti do ragione: la forma canzone non viene innovata, bensì aggiornata e dai Beatles secondo me discendono ampiamente.
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Postby aorlansky60 » 30 May 2008, 11:42

era in effetti "anche" un "modo di dire" che denota la mia ammirazione verso i Beatles come creatori di canzoni.[:)]

È corretto quando affermi che i Rolling venivano dal circuito blues, mentre i Beatles dal Mersey e dal... rock'n'roll

Però è anche vero, solo per citare un episodio, che i Rolling nel '63 chiesero un giorno a Lennon&McCartney di
"passaggio" di fornire loro un pezzo da "classifica"; la storia narra che John e Paul si appartarono in un
angolo dello studio ed in cinque minuti tirarono fuori le basi di "I Wanna be your man" e la diedero agli
Stones, che certo capirono che crearsi la musica in proprio non era poi così difficile.
Solo un episodio, nient'altro che un episodio.
Con questo non voglio dire che "senza Beatles non ci sarebbero stati gli Stones" però l'influenza esercitata
da Lennon&McCartney su Jagger&Richard è palese in tutti i sixties. Così come verso gli altri gruppi emergenti
dell'allora "British Invasion" del '64

Se analiziamo la produzione degli Stones negli anni '60, a mio parere sembrava che gli Stones vivessore sotto
un alone caustico riverenziale nei confronti dei Beatles; anche la produzione musicale non ne era scevra;
Aftermath a me è sempre sembrato una copia di Revolver, per non parlare di THEIR MAJESTIC, palesemente influenzato dal PEPPER(imho)
Non voglio sminuire gli STONES; per me tornarono GRANDI quando ritrovarono la rotta; e la rotta la ritrovarono
quando decisero di tornare seriamente al BLUES, con brani quale "Jumping Jack Flash" in primis, vero spartiacque
stilistico della loro carriera, e poi con il mitico BEGGARS BANQUET, credo uno dei dischi più belli di sempre,
continuando con LET IT BLEED, STYCKY FINGER e EXILE, uno più bello e riuscito dell'altro(imho).

Altro aneddoto, raccontato dallo stesso David Crosby: allora, lui e McGuinn si erano appena formati e non
avevano ancora le idee "a fuoco"; andarono a vedere il film "Hard Day's Night" e ne uscirono come se avessero
visto "la luce"-parole di Crosby- erano ecitatissimi e decisi che quella era "la via" - Rickembacker 12 corde
che presto adotteranno - la stessa nuova Rickembacker 12 corde di George Harrison, uno dei suoni caratteristici
dell'album "Hard day's night".
[:)]
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Postby Carlo Maria » 30 May 2008, 15:34

quote:
Originally posted by aorlansky60
Se analiziamo la produzione degli Stones negli anni '60, a mio parere sembrava che gli Stones vivessore sotto
un alone caustico reverenziale nei confronti dei Beatles; anche la produzione musicale non ne era scevra;
Aftermath a me è sempre sembrato una copia di Revolver, per non parlare di THEIR MAJESTIC, palesemente influenzato dal PEPPER(imho)
Non voglio sminuire gli STONES; per me tornarono GRANDI quando ritrovarono la rotta; e la rotta la ritrovarono
quando decisero di tornare seriamente al BLUES, con brani quale "Jumping Jack Flash" in primis, vero spartiacque
stilistico della loro carriera, e poi con il mitico BEGGARS BANQUET, credo uno dei dischi più belli di sempre,
continuando con LET IT BLEED, STYCKY FINGER e EXILE, uno più bello e riuscito dell'altro(imho).


Aneddoti sui Beatles ce ne sono davvero a decine e probabilmente un fondo di verità ci deve pur essere. Non ho intenzione di negare l'importanza beatlesiana, quanto mai di sminuirne la portata (senza svalutarne la fondamentale importanza, sia chiaro).
Quanto al paragone tra Their Satanic Majesties Request e Sgt. Pepper direi di essere abbastanza d'accordo, mentre nell'altro caso, ti rammento che Aftermath è uscito prima di Revolver. Al massimo quindi dovrebbe esser l'opera beatleasiana a risultar ridimensionata nel raffronto.
Però, invero, io non vi riscontro una vicinanza così palese e non voglio sottrarre spessore ad una delle opere che davvero apprezzo anche io del quattro di Liverpool.
Altri sostengono che Brian Wilson si sia ritirato dalle scene per depressione, dopo l'uscita di Sgt. Pepper. E' un album incredibile, di un'annata incredibile (produsse Piper at the gates of dawn, The Doors, Velvet Underground & Nico, Absolutely Free, Surrealistic Pillow, After Bathing At Baxter's e Are You Experienced... 'sti caxxi!!!). Però trovo che i Beatles abbiano imitato quasi pedissequamente il percorso musicale dei Beach Boys, con un annetto di ritardo ogni volta. Sgt. Pepper, a mio avviso, non deve quindi esser confrontato con Smile -che s'immagina avrebbe sbaragliato- con Pet Sound, cui deve molto. Ed è giusto ricordare che, se l'album dei BB fu creato da Brian Wilson, dietro quello dei Beatles, vi è la mano del "quinto uomo" Martin.
Non da sottovalutare, poi, il fatto che nei giorni in cui è uscito i gruppi che DAVVERO (secondo me) hanno fatto la storia erano al Monterey festival. E allora mi ritrovo a parlare di un punto che mi sta molto a cuore e che a febbraio era stato sminuito o negato: i live dei Beatles. I Beatles smettono di esibirsi live a metà carriera. Qui ho letto giustificazioni tipo: "Non era possibile riprodurre live quelle sonorità così ricche". Certo, non eravamo nel 2000, però per me un vero gruppo si vede live. I Grateful Dead e -trent'anni dopo- i Phish erano già famosi e mitici nell'ambiente ANNI prima di pubblicare il primo album, proprio grazie ai loro live. I live divennero uno strumento commerciale e visionario colossale coi Pink Floyd, l'esemplificazione del genio creativo con Jimi Hendrix, della brutalità sotto il punk. I live faraonici hanno supportato il mito dei Rolling, sopravvissuti ai loro tempi. Album come Live a Leeds, Live/Dead, Made in Japan ecc. ecc. hanno fatto la storia e mostrato le vere potenzialità di gruppi memorabili.
Niente da fare... [8D] io li apprezzo, i Beatles, però non riesco proprio a considerarli al vostro livello! [;)]
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Postby aorlansky60 » 03 Jun 2008, 04:57

Carlo Maria ha scritto :

"...ti rammento che Aftermath è uscito prima di Revolver. Al massimo quindi dovrebbe esser l'opera
beatleasiana a risultar ridimensionata nel raffronto..."


A me "Aftermath" non dispiace, però se lo devo confrontare con "Revolver", esce sconfitto (per le mie
orecchie[;)]); ritengo Revolver di uno spessore artistico nettamente superiore. Questione di semplici opinioni
personali, in fondo...[;)][:)]


"Però trovo che i Beatles abbiano imitato quasi pedissequamente il percorso musicale dei Beach Boys"

Non va dimenticato che i Beatles erano un entità formato da quattro personalità distinte, delle quali una forte
(George) e DUE FORTISSIME OLTRE OGNI IMMAGINAZIONE (JOHN e PAUL); era certamente quest'ultimo ad essere
molto impressionato dal modo di comporre di B.Wilson, perchè JOHN non lo era affatto, tanto meno George, e lo
si avverte in tutti i brani dove è più marcata la mano di Lennon. John era fortemente influenzato da DYLAN più
che da Wilson.


"Sgt. Pepper, a mio avviso, non deve quindi esser confrontato con Smile -che s'immagina avrebbe sbaragliato- quanto
con Pet Sound, cui deve molto..."


Non può e non deve essere paragonato con SMILE perchè è impossibile farlo, perchè il progetto fu pubblicato
anni dopo e senza nemmeno tutto lo spirito ed i brani come li aveva immaginati Wilson nel 66/67.
Concordo invece per il paragone con "Pet Sound", anche dalle parole dello stesso McCartney che lo riteneva
"la cosa migliore mai pubblicata fino ad allora in campo pop" e che "i Beatles avrebbero dovuto impegnarsi
alla grande per superare quell'album..." sempre parole sue. LO FECERO.


"dietro quello dei Beatles, vi è la mano del "quinto uomo" Martin."
Pienamente d'accordo. I Beatles furono davvero fortunati nel trovare sul proprio cammino un uomo simile, che
assecondò - senza prendersene mai merito (e soldi) - le loro idee.


"I Beatles smettono di esibirsi live a metà carriera..."
Nessuno dei Beatles era un mostro di tecnica al proprio strumento, questa và detto perchè è davvero così.
Ringo era "solo" un buon batterista, George all'inizio era il più preparato dei 4 al rispettivo strumento,
anche se era lontano da gente del calibro di Pete TOWNSHEND, per non parlare di Eric CLAPTON, ed ancor più
di un certo JEFF BECK che io ritengo essere il più talentuoso e tecnico chitarrista che L'Inghilterra del
tempo abbia prodotto; LENNON era un mediocre chitarrista ritmico, per suo stesso ammettere, e Paul era un
chitarrista che aveva appena scoperto il basso, per necessità avvenute; quest'ultimo fu quello che più crescerà negli
anni, sviluppando un fraseggio al basso originale ed innovativo(imho), tanto che uno dei tratti salienti ad essere ricordato della loro musica a livello tecnico sarà proprio l'apporto "di quel basso" in molte loro composizioni.
I BEATLES smisero di fare esibizioni LIVE perchè lo trovarono un ostacolo alla loro sperimentazione, oltre
al fatto che non ne potevano letteralmente più di urla che coprivano la loro musica; come disse RINGO,
giustamente(imho): "...non venivano ai concerti per sentirci, ma solo per vederci... perchè dopo pochi
istanti, le urla coprivano tutto... non riuscivo quasi nemmeno a stare a tempo, in modo da tenerli legati...
sentivo che al tempo, le nostre esibizioni erano musicalmente uno schifo..."
Smisero perchè la loro sperimentazione, almeno da RUBBER SOUL, rendeva MOLTO DIFFICILE eseguire quei brani dal
vivo... questo ancora a maggior ragione con la maggioranza dei brani di REVOLVER per non parlare del PEPPER, un laboratorio musicale di esperimenti e voli pindarici, per lo standard del tempo...
Loro consciamente in quel tempo stavano dedicando tutte le loro energie alla sperimentazione in studio, ed
anche se un brano era impossibile da essere riprodotto dal vivo a loro non importava... Avevano individuato
l'album LP come mezzo sufficiente per trasmettere al pubblico la loro Arte; perchè se la loro musica non era
Rock con assoli "a tutto gas", era comunque un qualcosa di unico sotto il profilo compositivo. Quadri
irripetibili sotto molti aspetti.


"E' un album incredibile(il Pepper), di un'annata incredibile (produsse Piper at the gates of dawn, The
Doors, Velvet Underground & Nico, Absolutely Free, Surrealistic Pillow, After Bathing At Baxter's e Are You
Experienced... 'sti caxxi!!!). "


Assolutamente d'accordo; quell'anno (ma anche il '66) fu un anno pazzesco se consideriamo il materiale che
fu pubblicato e la relativa qualità.


"però per me un vero gruppo si vede live. I Grateful Dead e -trent'anni dopo- i Phish erano già famosi e
mitici nell'ambiente ANNI prima di pubblicare il primo album, proprio grazie ai loro live"


D'accordo anche qui, ma parliamo di gente che tecnicamente era ben al di sopra dei BEATLES; mi fa piacere che
Tu abbia menzionato i Phish che anche a me piacciono molto... li trovo una sorta di "mix" tra Grateful & Zappa,
con uno spruzzo di PROG alla fine della "shekerata"...


io li apprezzo, i Beatles, però non riesco proprio a considerarli al vostro livello!

i gusti personali sono importanti in questo, in fondo... se uno ha conosciuto prima la musica dei '70, (è un
esempio, non so se è il tuo caso) e poi in un secondo tempo si accosta alla musica dei Beatles, la troverà
magari troppo semplice e priva di interesse; però, esaminata a fondo, molte delle loro composizioni celano
un incredibile inventiva per il tempo in cui furono pubblicate(imho) e molte delle loro melodie hanno retto
bene il tempo, diventando dei classici.

Quel gruppo, THE BEATLES, e più in particolare quei due compositori, non era una rock band stellare per
tecnica, ma aveva indubbiamente il genio della composizione fra le mani(e la mente), che seppe mettere a frutto
negli albums.

Un pò come CLAPTON - per rovesciare il concetto - che non fu mai un grande compositore - anzi, per nulla(imho)
ma un grande tecnico della chitarra.
Last edited by aorlansky60 on 03 Jun 2008, 06:11, edited 1 time in total.
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Postby Carlo Maria » 03 Jun 2008, 07:12

quote:
Originally posted by aorlansky60

Carlo Maria ha scritto :

"Però trovo che i Beatles abbiano imitato quasi pedissequamente il percorso musicale dei Beach Boys"

Non va dimenticato che i Beatles erano un entità formato da quattro personalità distinte, delle quali una forte
(George) e DUE FORTISSIME OLTRE OGNI IMMAGINAZIONE (JOHN e PAUL); era certamente quest'ultimo ad essere
molto impressionato dal modo di comporre di B.Wilson, perchè JOHN non lo era affatto, tanto meno George, e lo
si avverte in tutti i brani dove è più marcata la mano di Lennon. John era fortemente influenzato da DYLAN più
che da Wilson.


"I Beatles smettono di esibirsi live a metà carriera..."
Nessuno dei Beatles era un mostro di tecnica al proprio strumento, questa và detto perchè è davvero così.
Ringo era "solo" un buon batterista, George all'inizio era il più preparato dei 4 al rispettivo strumento,
anche se era lontano da gente del calibro di Pete TOWNSHEND, per non parlare di Eric CLAPTON, ed ancor più
di un certo JEFF BECK che io ritengo essere il più talentuoso e tecnico chitarrista che L'Inghilterra del
tempo abbia prodotto; LENNON era un mediocre chitarrista ritmico, per suo stesso ammettere, e Paul era un
chitarrista che aveva appena scoperto il basso, per necessità avvenute; quest'ultimo fu quello che più crescerà negli
anni, sviluppando un fraseggio al basso originale ed innovativo(imho), tanto che uno dei tratti salienti ad essere ricordato della loro musica a livello tecnico sarà proprio l'apporto "di quel basso" in molte loro composizioni.
I BEATLES smisero di fare esibizioni LIVE perchè lo trovarono un ostacolo alla loro sperimentazione, oltre
al fatto che non ne potevano letteralmente più di urla che coprivano la loro musica; come disse RINGO,
giustamente(imho): "...non venivano ai concerti per sentirci, ma solo per vederci... perchè dopo pochi
istanti, le urla coprivano tutto... non riuscivo quasi nemmeno a stare a tempo, in modo da tenerli legati...
sentivo che al tempo, le nostre esibizioni erano musicalmente uno schifo..."
Smisero perchè la loro sperimentazione, almeno da RUBBER SOUL, rendeva MOLTO DIFFICILE eseguire quei brani dal
vivo... questo ancora a maggior ragione con la maggioranza dei brani di REVOLVER per non parlare del PEPPER, un laboratorio musicale di esperimenti e voli pindarici, per lo standard del tempo...
Loro consciamente in quel tempo stavano dedicando tutte le loro energie alla sperimentazione in studio, ed
anche se un brano era impossibile da essere riprodotto dal vivo a loro non importava... Avevano individuato
l'album LP come mezzo sufficiente per trasmettere al pubblico la loro Arte; perchè se la loro musica non era
Rock con assoli "a tutto gas", era comunque un qualcosa di unico sotto il profilo compositivo. Quadri
irripetibili sotto molti aspetti.


"però per me un vero gruppo si vede live. I Grateful Dead e -trent'anni dopo- i Phish erano già famosi e
mitici nell'ambiente ANNI prima di pubblicare il primo album, proprio grazie ai loro live"


D'accordo anche qui, ma parliamo di gente che tecnicamente era ben al di sopra dei BEATLES; mi fa piacere che
Tu abbia menzionato i Phish che anche a me piacciono molto... li trovo una sorta di "mix" tra Grateful & Zappa,
con uno spruzzo di PROG alla fine della "shekerata"...


io li apprezzo, i Beatles, però non riesco proprio a considerarli al vostro livello!

i gusti personali sono importanti in questo, in fondo... se uno ha conosciuto prima la musica dei '70, (è un
esempio, non so se è il tuo caso) e poi in un secondo tempo si accosta alla musica dei Beatles, la troverà
magari troppo semplice e priva di interesse; però, esaminata a fondo, molte delle loro composizioni celano
un incredibile inventiva per il tempo in cui furono pubblicate(imho) e molte delle loro melodie hanno retto
bene il tempo, diventando dei classici.





Grazie della replica articolata, aor. [:)]
Mi concentrerò principalmente su alcune parti del tuo quote, che secondo me sono il fulcro delle relative sottotrame del discorso.
Dunque.
1)Per quanto riguarda le diverse influenze, ritengo che l'orientamento "à la beach boys" sia stato dato più a tavolino. Cioè che la guida di Martin sia stata anche in questo campo più convinta pure di quella di Paul che tu attesti. Martin voleva un complesso di quel tipo, che replicasse sonorità come quelle, e così è stato. Sul fatto poi che le abbiano anche migliorate, posso anche condividere: Pet Sound è un album che apprezzo, Sgt. Pepper uno che stimo molto. Riguardo le influenze dylaniane di John, invece, ho qualche perplessità in più perchè non emergono granchè. Almeno, finchè John fa parte dei Beatles. Infatti, sciolto il gruppo, Lennon diventerà un esponente della ribellione, della lotta alla guerra, un cantante contro, un hippy... fuori tempo massimo. Nel 1970, infatti, il movimento acid rock dei Grateful Dead e dei Jefferson Airplane aveva perso ormai gran parte del suo impulso, l'era degli hippies stava finendo e mi fa tenerezza vedere John, finalmente libero dai vincoli dei binari beatlesiani, cercare di sfogarsi in tempi in cui la musica già stava approdando a nuove sonorità, hard rock da un lato, prog dall'altro. Il 1970 è l'anno di In Rock, i Led Zeppelin ne avevano pubblicati 3, i King Crimson hanno già da tempo mostrato "la via", mentre i Black Sabbath hanno suggerito la propria... John era a quel punto un oggetto strano, secondo me, di nuovo in ritardo.
2)Sulle grida che disturbavano i loro live già avevamo discusso in effetti, due mesi fa, così come della sperimentazione dei loro album.
Però la sostanza del mediocre livello tecnico dei 4 resta e condivido il tuo discorso di fondo. Però i live sono fatti anche con fantasia. Laddove non era possibile riportare le medesime sonorità anche dal vivo, l'artista si è sempre ingegnato per presenziare comunque di fronte al proprio pubblico: alcuni riarrangiavano i brani, altri ne facevano versioni acustiche, altri ancora riportavano fedelmente le sonorità per mezzo di registrazioni, altri semplicemente impoverivano coscientemente la propria musica puntando maggiormente -chessò- su velocità o tecnica o quant'altro. Penso a tutti gli artisti che possono esser compresi tra Frank Zappa -dio- e gli umilissimi e commercialissimi Rhapsody On Fire, campioni del metal italico anni novanta/duemila.
3) Dei Phish fino a poco tempo fa avevo ascoltato solo il meraviglioso Picture of Nectar. Ora ne ho presi altri 4, tra cui A Live One, sensazionale. E mi ritrovo di nuovo ad esaltare un live, vero metro di paragone di un gruppo. [8:-x]
4)Mah! Il mio amore per la musica anni sessanta-settanta è generalizzato, non faccio differenze tra i gruppi facenti parte del sacro periodo 1964-1976. A me solo i Beatles e i Beach Boys, così come nei commenti dell'altrove discutibile critico Scaruffi, sembrano davvero di un'altra epoca, precedente e superata. Il che non significa che trovi brutte le loro composizioni perchè come detto invece ne apprezzo diverse. Quanto ai classici lasciati dai beatles, avrei un attimo da riflettere: quanti di questi sono, per esempio, tratti dal loro capolavoro? Secondo me una sola, Lucy in the sky with diamond. Se ci pensi, le 20-25 canzoni più celebri dei Beatles non sono obbligatoriamente le più ricche e complesse orchestrazioni ideate dal quartetto, bensì quelle cui dietro vi è stata una maggior promozione artistica, una maggior spinta. Il che -ovvio- non sta a significare che non valgano necessariamente (Eleonor Rigby, per es., è un brano conosciutissimo e proprio stupendo à tout court). Love me do, però è molto più famosa di brani successivi assai più meritevoli ed esempi di questo tipo ce ne sono diversi.
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Postby aorlansky60 » 03 Jun 2008, 12:07

allora, ho trovato miracolosamente un proxy-server che mi permette almeno di continuare l'interessantissimo
discorso con Carlo Maria... non mi faccio illusioni perchè tanto il "grande fratello" me lo becca tra poco e
me lo tritura a regola d'arte(sic)...

1) Il loro produttore George MARTIN non influenzò in alcun modo - e questo è importante dirlo -
lo sviluppo
creativo e compositivo dei BEATLES. Questo è un concetto universalmente noto, grazie alle parole dello stesso
MARTIN, che fu solo il tramite per la realizzazione di quello che volevano JOHN e PAUL... Rimarrà mitica una
delle
richieste di LENNON a MARTIN "hey, George, vorrei che questa suonasse come un'arancia!..." il che la dice lunga
circa l'ecclettismo stravagante di LENNON; questa richiesta la fece quando già era in confidenze col proprio
produttore e questi già conosceva la consistenza artistica del duo che era stato chiamato dal caso e dalla
storia
a produrre...
Per sue stesse ammissioni, riportate (di MARTIN): "...io non entrai mai nelle scelte che portavano John e Paul
a comporre, ne presi mai parte ai loro incredibili guadagni(per il tempo, ndr), tutt'al più cercavo di trovare
musicalmente ciò che loro due mi chiedevano..." questa è la pura verita e va detto, ad onore di un vero
gentleman qual'era indubbiamente sir George MARTIN; fu una vera fortuna per il gruppo incontrare un persona
come lui.
Giusto solo all'inizio (nel 63) si impuntò per far loro registrare una composizione che lui credeva di
successo certo ("How do you do it" di Mitch Murray, compositore professionista); di fronte alla reticenza dei
boys, che premevano per registrare una cosa loro, disse con una certo vigore "ora farete questa; quando ne
saprete comporre di migliori le registreremo, ma ora faremo questa..."
Quel brano fu dato poi in pasto a Gerry&the Pacemakers che la portarono al n.1 in UK, dimostrando anche il
fiuto che aveva George Martin per i brani pop.
Dal '64, per parole dello stesso Martin, LENNON&McCARTNEY "sbocciarono" come compositori, fornendogli materiale
via via più interessante e stimolante sul quale mettere le mani e lavorare.

Una delle scelte, ma non musicali, venne invece dal loro manager Brian EPSTEIN, che impose loro
un immagine "rosa, acqua e sapone" che piacque immediatamente a Paul ma che John odiava fortemente; li fece
vestire in un certo modo, dalle migliori sartorie di Londra, facendo loro dismettere i primi abiti in pelle
che in un certo senso rieccheggiava la loro figura di "Rockers e Fighters" quali erano ai primi tempi, quelli
di Amburgo... li fece apparire come il gruppo che "vogliono prenderti per mano" a differenza degli STONES che
"vogliono bruciarti la città...", facendo dimenticare (ma non di certo A CHI LI CONOSCEVA PER DAVVERO) che
JOHN, PAUL (anche GEORGE) erano di fatto "figli di puttana" presi singolarmente assai superiori a tutti gli stessi STONES messi assieme.

Una delle prime influenze serie di LENNON fu BOB DYLAN, questo di certo già dal '65, palesemente esplicita
tramite una composizione quale "You've got to hide your love away"; per parole dello stesso LENNON (ma anche
Harrison), DYLAN fu il primo ad esercitare su di lui una certa influenza; suonavano spesso i primi dischi
folk di DYLAN, trovandolo affascinante specie nel modo di scrivere i testi.
DYLAN non aveva invece lo stesso effetto su Paul, molto più colpito dall'eleganza di forma di B.Wilson.
Qui non invento niente perchè è tutta STORIA, per bocca degli stessi protagonisti.
E' interessante notare quanto anche i BEATLES stessero influenzando inconsapevolmente lo stesso DYLAN, che per
sua stessa ammissione,
"li stava tenendo d'occhio già dagli inizi" perchè a lui parve chiaro che "quella era la direzione".
Se non ci fosse stata la British Invasion del '64, ed in cima a questa il successo già raccolto dai BEATLES,
credo che difficilmente avremmo visto la conversione di DYLAN dal folk puro ad una forma musicale "elettrica",
ed anche questa è storia, così come-ribadisco- non avremmo visto la nascita di fatto del folk-rock inaugurato
dai BYRDS, altro gruppo seminale fondamentale.

Ripeto, quel periodo - dal 65 in poi ma più precisamente 65-67, fu un periodo di AUTOINFLUENZA senza pari.
Quel periodo scrisse la storia e le fondamenta del pop&rock.


2) il discorso "dal vivo"
Loro per primi erano coscienti dei propri "limiti tecnici" - LENNON più volte ammise di non essere un granchè
quale chitarrista, riconoscendo ad uno come E.Clapton una bravura tecnica che lui non possedeva affatto;
diceva di possedere solo le basi che gli permettevano di comporre, punto e basta.
Il fatto è che LENNON era un pigro per natura. Spronato in continuazione dall'iperattivo McCartney, in quel
binomio di "amore&odio" egli riuscirà a dare fondo a tutte le proprie energie, e con l'aiuto del partner a
comporre "quadri pop" unici per marchio e stile - la sola voce di Lennon ne era marchio di fabbrica, potente
e tagliente-
Ad un certo punto della storia, furono affascinati dal potenziale che uno studio di registrazione poteva
permettergli di realizzare, molto più delle esibizioni dal vivo che erano per loro diventate una fatica ogni
limite. Non dimentichiamoci lo sforzo mentale che i 4 dovettero affrontare durante la "Beatlemania"; erano
sotto i riflettori 24 ore su 24; nessun altro gruppo del tempo fu sottoposto ad una tale fatica; quando
Harrison dichiarò, anni dopo che "il pubblico ha dato i suoi soldi ed entusiasmo, noi il nostro sistema
nervoso..." è facile rendersi conto dello stress al quale vennero sottoposti; anche per questo abbandonarono
le tourneè, trovando di rimando molto più stimolante "creare" in studio di registrazione.
Le loro canzoni, almeno da un certo punto in poi, possono sembrare candide ed innocue specialmente ad un
orecchio smaliziato musicalmente, ma denotano (imho) un inventiva senza pari in molti casi.
Come amo spesso definirle, dei veri e propri quadretti, QUADRI D'Autore.

Non era rock. O almeno non solo rock.
Era la composizione pop moderna allo stato dell'Arte
LENNON&McCARTNEY non erano "esecutori" ma "creatori" di canzoni pop. Al massimo dei livelli.

Uno dei meriti che ebbero fu quello di piacere nello stesso tempo a più generazioni, almeno in UK, dai bambini
di 12 anni, ai ragazzi ventenni, agli adulti fino ai vecchi di 60 anni. Secondo me, non è poco.

Quando Carlo Maria afferma "A me solo i Beatles e i Beach Boys sembrano davvero di un'altra epoca, precedente e superata."
Curioso, perchè quando ascolto le loro opere migliori, REVOLVER in particolare, la musica che vi è contenuta
a me sembra ancora così straordinariamente attuale e "fuori dal tempo", specie se messa a confronto con opere
che ne condividono il tempo -per es. il pur grande "SELL OUT" degli WHO- che mi danno l'idea di essere molto
più disperse nel tempo...

ps -diretto a Carlo Maria: mi spiace dovere troncare questo stimolante scambio di vedute, ma ho problemi di collegamento, purtroppo; bello trovare persone come Te che, come me, apprezzano musica di ogni tipo - dagli Zeppelin ai Phish
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Beatles

Postby Carlo Maria » 03 Jun 2008, 14:15

Mamma mia quanta roba (e interessante! [:)]) !
Cerco di venirne a capo, aor, senza garantire nulla perchè davvero la tua difesa è stata fantastica. [:)]
Allora:


quote:
Originally posted by aorlansky60


1) Il loro produttore George MARTIN non influenzò in alcun modo - e questo è importante dirlo -
lo sviluppo
creativo e compositivo dei BEATLES. Questo è un concetto universalmente noto, grazie alle parole dello stesso
MARTIN, che fu solo il tramite per la realizzazione di quello che volevano JOHN e PAUL... Rimarrà mitica una
delle
richieste di LENNON a MARTIN "hey, George, vorrei che questa suonasse come un'arancia!..." il che la dice lunga
circa l'ecclettismo stravagante di LENNON; questa richiesta la fece quando già era in confidenze col proprio
produttore e questi già conosceva la consistenza artistica del duo che era stato chiamato dal caso e dalla
storia
a produrre...
Per sue stesse ammissioni, riportate (di MARTIN): "...io non entrai mai nelle scelte che portavano John e Paul
a comporre, ne presi mai parte ai loro incredibili guadagni(per il tempo, ndr), tutt'al più cercavo di trovare
musicalmente ciò che loro due mi chiedevano..." questa è la pura verita e va detto, ad onore di un vero
gentleman qual'era indubbiamente sir George MARTIN; fu una vera fortuna per il gruppo incontrare un persona
come lui.
Giusto solo all'inizio (nel 63) si impuntò per far loro registrare una composizione che lui credeva di
successo certo ("How do you do it" di Mitch Murray, compositore professionista); di fronte alla reticenza dei
boys, che premevano per registrare una cosa loro, disse con una certo vigore "ora farete questa; quando ne
saprete comporre di migliori le registreremo, ma ora faremo questa..."
Quel brano fu dato poi in pasto a Gerry&the Pacemakers che la portarono al n.1 in UK, dimostrando anche il
fiuto che aveva George Martin per i brani pop.
Dal '64, per parole dello stesso Martin, LENNON&McCARTNEY "sbocciarono" come compositori, fornendogli materiale
via via più interessante e stimolante sul quale mettere le mani e lavorare.

Una delle scelte, ma non musicali, venne invece dal loro manager Brian EPSTEIN, che impose loro
un immagine "rosa, acqua e sapone" che piacque immediatamente a Paul ma che John odiava fortemente; li fece
vestire in un certo modo, dalle migliori sartorie di Londra, facendo loro dismettere i primi abiti in pelle
che in un certo senso rieccheggiava la loro figura di "Rockers e Fighters" quali erano ai primi tempi, quelli
di Amburgo... li fece apparire come il gruppo che "vogliono prenderti per mano" a differenza degli STONES che
"vogliono bruciarti la città...", facendo dimenticare (ma non di certo A CHI LI CONOSCEVA PER DAVVERO) che
JOHN, PAUL (anche GEORGE) erano di fatto "figli di puttana" presi singolarmente assai superiori a tutti gli stessi STONES messi assieme.



In tutto questo estratto mi parli di Martin, Epstein e dei due leaders dei Beatles.
Ho parlato di "influenza", ok, attenuo il termine: orientamento.
Sia Epstein sia Martin furono col tempo chiamati a turno "il quinto Beatles". Di motivi ce ne sono molti: entrambi contribuirono in modo decisivo all'affermazione mondiale del fenomeno della beatlesmania.
Il primo non si limitò a variare l'abbigliamento dei 4 musicisti: ne mutò anche l'acconciatura, ne studiò l'immagine, ne promosse le figure e ne lanciò e sostenne la carriera costantemente.
La pubblicità fatta ai beatles è qualcosa d'impensabile, se pensi agli artisti contemporanei. Gli Who fino a Sell Out compreso (che anche tu apprezzi), tanto per dire, erano sul baratro del fallimento, da cui anche il titolo. Entwistle e Moon meditavano di andarsene e fondare un gruppo con altri due ragazzetti, tali Page e Plant...
Nessuno di quell'epoca ha avuto a disposizione i mezzi di cui hanno disposto i Beatles. E il ruolo di Martin, checchè tu ne scriva, non fu solo quello di umile soldatino agli ordini di John&Paul. Senza voler obbligatoriamente sminuire i meriti del duo (sacrosanti), Martin come produttore non assecondò solo i desideri delle sue galline dalle uova d'oro, ma contribuì attivamente, coi suoi arrangiamenti. Non hai citato a caso Gerry and the Pacemaker: era un gruppo anch'esso prodotto da Martin e che si collocava costantemente ai vertici delle charts. Il grande senso degli affari ma anche il fiuto e l'orecchio musicale di costui era ben vivo e presente PRIMA dell'avvento dei Beatles. E i beatles non hanno iniziato con Sgt. Pepper, per anni hanno avuto un'ala chioccia sulle loro teste.
Ti contesto anche il lato da "figli di puttana". Note sono le loro origini familiari, tuttavia i Rolling hanno avuto una carriera costellata di morti, incidenti, casini e i beatles non si avvicinano loro. Pensa a Brian Jones, al suo declino ed alla morte sospettissima di questo grande artista. Se i Beatles avevano 2 leaders, i Rolling ne avevano addirittura 3.


quote:

Una delle prime influenze serie di LENNON fu BOB DYLAN, questo di certo già dal '65, palesemente esplicita
tramite una composizione quale "You've got to hide your love away"; per parole dello stesso LENNON (ma anche
Harrison), DYLAN fu il primo ad esercitare su di lui una certa influenza; suonavano spesso i primi dischi
folk di DYLAN, trovandolo affascinante specie nel modo di scrivere i testi.
DYLAN non aveva invece lo stesso effetto su Paul, molto più colpito dall'eleganza di forma di B.Wilson.
Qui non invento niente perchè è tutta STORIA, per bocca degli stessi protagonisti.
E' interessante notare quanto anche i BEATLES stessero influenzando inconsapevolmente lo stesso DYLAN, che per
sua stessa ammissione,
"li stava tenendo d'occhio già dagli inizi" perchè a lui parve chiaro che "quella era la direzione".
Se non ci fosse stata la British Invasion del '64, ed in cima a questa il successo già raccolto dai BEATLES,
credo che difficilmente avremmo visto la conversione di DYLAN dal folk puro ad una forma musicale "elettrica",
ed anche questa è storia, così come-ribadisco- non avremmo visto la nascita di fatto del folk-rock inaugurato
dai BYRDS, altro gruppo seminale fondamentale.

Ripeto, quel periodo - dal 65 in poi ma più precisamente 65-67, fu un periodo di AUTOINFLUENZA senza pari.
Quel periodo scrisse la storia e le fondamenta del pop&rock.



Qui condivido solo le ultime due frasi! [:p][:p][:D][:p][:p]
E' stato un periodo magnifico, potremmo citare almeno 15 CAPOLAVORI ACCLARATI, scritti in quel biennio.
Però, non mi hai convinto. Io posso apprezzare Tolstoj, non per questo saprò scrivere come lui, quindi se sono intelligente non proverò nemmeno quella strada ma mi accontenterò di quanto i miei umili mezzi mi sapranno fornire.
Questo è per me John e la sua grandezza. Aveva ambizioni differenti da Paul, più coi piedi per terra rispetto a Lennon. John era un utopista, un sognatore, un don chisciotte che si veste da cavaliere in tempi in cui la cavalleria è tristemente già morta. Perchè durante gli anni dei Beatles John avrà anche ammesso la propria ammirazione per Bob Dylan, ma assai poco ne è trapelato in termini di comprensione del poeta di Duluth.
Nel 1963 Bob Dylan pubblica The Freewheelin' Bob Dylan; i Beatles Please Please Me. E' uscito prima il disco degli Scarafaggi, però trovo nei brani "Love me do" e "Blowin' in the Wind" due manifesti palesi degli intenti dei rispettivi autori. Nell'album dei Beatles c'era Please Please Me; in quello di Bob Masters of War (brano che ora imo risente assai degli anni trascorsi, ma che al tempo fece un certo scalpore).
Se proseguiamo con le carriere, vediamo che nel biennio 1965-'67 Bob ha pubblicato due album immortali come Highway 61 Revisited e Blonde on Blonde. Se tu riesci a confrontarmi questi con i capolavori dei Beatles, Revolver e Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band mi devi gentilmente spiegare sotto quale aspetto perchè in tutto si differenziano. Come testi, Bob in america viene studiato a scuola (magari in Italia si studiasse De Andrè!!!), i Beatles hanno composto per lo più liriche piuttosto esili... m'azzardo a definirle sciocche. Ho detto per lo più, s'intende. Se dunque il legame non è nei testi, dove? A livello musicale tutto si unisce, tutto s'influenza. I Rolling attinsero dal rock e dal blues, i Beatles dal merseybeat e dai complessi vocali (Beach Boys su tutti), Bob Dylan... beh a seconda delle sue varie fasi, perchè il folk, il rock, non sono le sue uniche fonti. Il cantautorato impegnato, così come la religione offrirono spunti continui ad un artista così interessato agli argomenti da trattare.
I Beatles sono ciò che di più lontano vedo da tutta la realtà che avrebbero dovuto vivere: proteste studentesche, lotta dei neri, hippies, guerra in Vietnam. E poi... Monterey, Isola di White, Woodstock, ecc. Sono tanto reazionari ed anacronistici a mio avviso per la loro epoca quanto lo fu per esempio in Italia un dichiarare Anna Oxa come "la nostra icona Punk". Il nostro mercato, infatti, prono alle mode commerciali del momento ma restio a seguire gli orientamenti musicali basilari e non di richiamo, ha sempre vissuto con un ritardo abissale la musica. In Inghilterra c'era il punk? Da noi le cantanti si cotonavano i capelli, si vestivano di pelle e scosciate cantavano fra luci soffuse. Quello per noi era il punk... E se ormai è MTV a dettare le mode del momento, non sfugge che fu l'entourage dei Beatles a immaginare le potenzialità di video musicali.
I Beatles, che si voglia o no, furono un fenomeno culturale colossale, di massa, ma di stampo prettamente commerciale. Bob Dylan tutt'al più non può negare che una simile esposizione possa aver marginalmente influenzato lui come tutti i coevi. Non dimentichiamo però che poi la strada percorsa da Dylan fu tutt'altra, tant'è che le vendite sue non è che siano mai state chissà che: al massimo un suo disco è arrivato a vendere 2 milioni di copie.

quote:

2) il discorso "dal vivo"
Loro per primi erano coscienti dei propri "limiti tecnici" - LENNON più volte ammise di non essere un granchè
quale chitarrista, riconoscendo ad uno come E.Clapton una bravura tecnica che lui non possedeva affatto;
diceva di possedere solo le basi che gli permettevano di comporre, punto e basta.
Il fatto è che LENNON era un pigro per natura. Spronato in continuazione dall'iperattivo McCartney, in quel
binomio di "amore&odio" egli riuscirà a dare fondo a tutte le proprie energie, e con l'aiuto del partner a
comporre "quadri pop" unici per marchio e stile - la sola voce di Lennon ne era marchio di fabbrica, potente
e tagliente-
Ad un certo punto della storia, furono affascinati dal potenziale che uno studio di registrazione poteva
permettergli di realizzare, molto più delle esibizioni dal vivo che erano per loro diventate una fatica ogni
limite. Non dimentichiamoci lo sforzo mentale che i 4 dovettero affrontare durante la "Beatlemania"; erano
sotto i riflettori 24 ore su 24; nessun altro gruppo del tempo fu sottoposto ad una tale fatica; quando
Harrison dichiarò, anni dopo che "il pubblico ha dato i suoi soldi ed entusiasmo, noi il nostro sistema
nervoso..." è facile rendersi conto dello stress al quale vennero sottoposti; anche per questo abbandonarono
le tourneè, trovando di rimando molto più stimolante "creare" in studio di registrazione.
Le loro canzoni, almeno da un certo punto in poi, possono sembrare candide ed innocue specialmente ad un
orecchio smaliziato musicalmente, ma denotano (imho) un inventiva senza pari in molti casi.
Come amo spesso definirle, dei veri e propri quadretti, QUADRI D'Autore.

Non era rock. O almeno non solo rock.
Era la composizione pop moderna allo stato dell'Arte
LENNON&McCARTNEY non erano "esecutori" ma "creatori" di canzoni pop. Al massimo dei livelli.




Su tutto questo ho pochissimo da dire perchè condivido: Lennon e compagni erano enormemente inferiori a livello tecnico rispetto ai contemporanei, ciò non ha impedito loro di scrivere e comporre brani che porto nel cuore.




quote:


Uno dei meriti che ebbero fu quello di piacere nello stesso tempo a più generazioni, almeno in UK, dai bambini
di 12 anni, ai ragazzi ventenni, agli adulti fino ai vecchi di 60 anni. Secondo me, non è poco.




No. Se piacciono è perchè negli anni, costantemente, si è proseguito con le operazioni di marketing che ne hanno rinverdito la fama. Pura commercialità, atta a promuovere presso le nuove generazioni le canzoni del quartetto. Se i Colosseum avessero goduto di una tale macchina retrostante, ora saremmo qui a incensare (con certo maggiori meriti tecnici) una band di musicisti veri e qualitativamente sublimi.
Nel precedente post ti ho fatto l'esempio di Sgt. Pepper. Fai una prova: vai per strada, ferma 100 persone di età compresa tra i 15 ed i 70 anni e elenca tutti i titoli delle canzoni che compongono l'album. Fischietta per ciascuno il motivetto. Chiedi loro solo d'indicarti quante ne conoscono. Mi mangio il cappello se dieci persone arrivano a segnalarti 3 brani.
Fai una controprova: fa' la stessa cosa con il primo album dei Doors.
Io alle superiori ci andavo 10 anni fa, all'università fino al 2003, però mi ricordo sulle cartelle le scritte di Jim Morrison. Non hanno mai smesso di affascinare le teenagers. E brani come Break On Through, Light My Fire e The End sono tuttora memorabili nonostante abbiano avuto un decimo della pubblicità di cui i Beatles hanno goduto.


quote:

Quando Carlo Maria afferma "A me solo i Beatles e i Beach Boys sembrano davvero di un'altra epoca, precedente e superata."
Curioso, perchè quando ascolto le loro opere migliori, REVOLVER in particolare, la musica che vi è contenuta
a me sembra ancora così straordinariamente attuale e "fuori dal tempo", specie se messa a confronto con opere
che ne condividono il tempo -per es. il pur grande "SELL OUT" degli WHO- che mi danno l'idea di essere molto
più disperse nel tempo...



Beh, alla fine su questo punto sono convinto che si tratti di una questione di gusti, caro. [I8)][:)] Sell Out non lo cambierei neanche con Sgt. Pepper, per quel che mi riguarda. [8:-x]



quote:

ps -diretto a Carlo Maria: mi spiace dovere troncare questo stimolante scambio di vedute, ma ho problemi di collegamento, purtroppo; bello trovare persone come Te che, come me, apprezzano musica di ogni tipo - dagli Zeppelin ai Phish



Vale anche per me!
E di passioni in comune (Deep Purple a parte, sembra) scommetto che ne avremo diverse da scoprire! [:)]
Forse sarà la volta buona che comincerò a conoscere anche meglio il prog, mia reale lacuna, visto che le mie conoscenze si fermano alla discografia di Yes, King Crimson, ELP, Genesis, Gentle Giant, Colosseum e su quanto viene attribuito al genere [ma io non concordo affatto] dei Pink Floyd e dei Jethro Tull!
Ciao!
Carlo Maria
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Beatles

Postby aorlansky60 » 04 Jun 2008, 07:57

Ho letto (con piacere) le tue riflessioni, che denotano di certo una competenza sui fatti in esame notevole,
complimenti.

cerco di andare in ordine:


...mi parli di Martin, Epstein e dei due leaders dei Beatles.
Ho parlato di "influenza", ok, attenuo il termine: orientamento.


I Beatles furono fortunati ad incontrare queste due persone nel corso della loro storia; Epstein si occupò di
tutto il management, lasciando a John e Paul solo l'onere di "fare musica" e comporre; dell'importanza di
Brian se ne accorsero immediatamente dopo la sua morte, quando dovettero affrontare problemi che non
conoscevano affatto e che non avevano mai incontrato in passato.
Martin assecondò le idee dei due producendo arragiamenti -come giustamente fai notare- straordinari; il fatto
che non comparisse nel copyright delle canzoni -lo storico marchio "Lennon&McCartney"- ma che si accontentasse
solo dello stipendio della EMI, e che facesse quel lavoro "per il gusto di farlo bene, nel migliore dei modi"
dà l'idea dello spessore di questa persona eccezionale.
Però io credo -e ne sarò sempre convinto- che Lennon&McCartney, nonstante la presenza di due figure di tale
spessore a far loro da chioccia, a livello musicale erano ben più influenzati dalla concorrenza musicale che
si stava levando attorno a loro al tempo; loro due osservavano praticamente TUTTO ciò che li circondava,
cercando costantemente fonti di ispirazione ovunque e sempre... perfino dai programmi TV dell'epoca -cosa molto
comune soprattutto per Lennon- e dalle testate dei giornali e relativi articoli...


La pubblicità fatta ai beatles è qualcosa d'impensabile, se pensi agli artisti contemporanei
Io credo che la pubblicità i Beatles se la autoprocurarono con le proprie opere, fin dall'inizio...
Forse i tempi erano maturi perchè l'industria avesse bisogno di un fenomeno come il loro, come effettivamente
successe; se non dovesse essere capitato ai BEATLES, forse un altro gruppo (i Rollings, chissà) sarebbe assurto
agli onori delle cronache du tutti i tipi al posto loro...
Mi spiego meglio.
I Beatles come gruppo erano già insieme prima dell'avvento del decennio; nel '60 andranno ad Amburgo in due
occasioni per una manciata di soldi; l'occasione, più dei miseri guadagni, servirà loro come esperienza per
crescere e rinvigorire quell'unione, non solo a livello musicale.
La EMI pubblicò nell'ottobre del '62 il loro primo storico 45 "Love me do" e non successe niente, il singolo
arrivò al 17mo posto della classifica UK. Poi successe qualcosa che non ha niente a che vedere con la
pubblicità: Brian Epstein riuscì a collocarli in una storica trasmissione televisiva per teenagers del tempo,
nel marzo del '63, poco dopo la pubblicazione del loro secondo 45g, quel "Please please me" che eseguirono
nel corso di quella trasmissione, vista da milioni di ragazzini/e; quella fu la miccia che innescò il tutto.
Più della canzone, effettivamente puerile vista al giorno d'oggi, Vedere quei quattro ragazzi scuotere
sincronicamente quelle cappigliature era una cosa mai vista prima nel campo dello spettacolo. Era una novità
che colpì tutti quei teenagers che li videro quella sera. Non solo...
Il giorno dopo, tutti i giornali Inglesi del tempo montarono la cosa; questo forse i Beatles lo speravano ma
non lo avevano chiesto.
Il loro terzo 45g "From me to you" fu addirittura osteggiato dalla critica, che li dava già per finiti...
Fu con l'agosto del '63 e la pubblicazione di "She loves you" che nacque la Beatlemania, e quella canzone,
che al giorno d'oggi possiamo definire ridicola soprattutto nel testo, aveva per il tempo una carica micidiale
mai sentita prima, che colpì nel segno: quel "Yeah yeah yeah" iniziale - che MARTIN aveva voluto fortemente
all'inizio contro il volere di Lennon&McCartney, a dimostrazione del suo intuito- COSTITUI' UNA VERA BOMBA.
Il fenomeno montò a dismisura, perchè tutti i giornali Inglesi dedicavano
praticamente ogni giorno la prima pagina al quartetto.
In questo tipo di pubblicità i BEATLES e lo stesso Epstein c'entravano poco.
Il fenomeno cominciava ad uscire dagli ambiti musicali, costituendo un fenomeno societario e di costume, come
non si era mai visto prima di allora, nemmeno negli USA con Elvis...
Gli USA ancora li snobbavano, al tempo.
MARTIN aveva fatto di tutto per cercare di promuovere quelle canzoni, ma alla Capitol americana-consociata
della EMI Inglese- se ne fregavano, adducendo che quel tipo di musica non aveva "chances" nel mercato USA.
Poi arrivò l'assassinio di JFKennedy, ed una nazione intera trascinata nel dolore comune.
Molti sociologi hanno associato -a torto od a ragione, non sò- il fatto che gli USA caddero ai piedi dei
Beatles dopo
quel tragico evento. Stà di fatto che pubblicarono "I want to hold your hand" di lì a poco, altro n.1 in UK,
e che una copia del disco fu inviata via aerea da un americano che aveva come amico un DJ radio di NYC...
questi la trasmise alla radio nel corso del suo spazio... la storia narra di una VALANGA di telefonate di
ragazzi che intasarono la linea della radio, che chiedevano notizie del gruppo che eseguiva quella canzone.
La notizia si diffuse a macchia d'olio;
Il gioco era fatto.
La Capitol fu obbligata a stampare e diffondere quella canzone, di fronte ad una domanda che montava
incontrollata.
I Beatles non volevano andare in tourneè in USA prima di avere un N.1 e lo ottennero così, inaspettatamente.
Erano in tour a Parigi per due serate, quando un eccitatissimo Epstein telefonò a Martin in UK alle due di
notte, perchè aveva appena ricevuto notizie incredibili dalla Capitol : "We number one!!!"
Quello che successe dopo, a livello pubblicitario, posso concordarlo con Te -è incredibile il numero e tipo
di gadget che i molto più furbi americani proposero ad Epstein e realizzarono per tramutare in oro quel
momento: abbigliamento, caramelle, puppazzetti, figurine, etc e non ricordo nemmeno tutto, credo perfino
parrucche "alla Beatles" e chissà cos'altro... tutto fu utile per far guadagni su quell'immagine.
È altrettanto incredibile notare quanto Epstein sottovalutò quel incredibile potenziale, destinando solo un
misero 10% a se ed al gruppo sul ricavato del merchandising, lasciando oro agli americani, ma questo è un altro
discorso.
Che fossero meritevoli o no, di sfondare in quel modo, quelle prime canzoni di fatto costituirono la migliore
pubblicità per il gruppo, imho. Poi la qualità è un altra storia; quelle canzoni sono estremamente puerili,
anche per il mio orecchio, stà di fatto che all'epoca SFONDARONO ALLA GRANDE. Il resto è storia.


Nessuno di quell'epoca ha avuto a disposizione i mezzi di cui hanno disposto i Beatles
proprio perchè di fatto i BEATLES erano usciti dal solo ambito musicale, diventando una gallina dalle uova
d'oro da sfruttare, dando lavoro a tutti, alla stampa in primo luogo che diventerà in seguito il più grande
(od uno dei più grandi) promotore del complesso. Senza che questo potesse dire o fare, ormai la macchina era
in moto; loro guardavano stupiti e meravigliati (oltre che strafelici perchè stavano ottenendo quello che
avevano sempre sperato, anche se quello che stavano ottenendo andava oltre ogni loro più rosea immaginazione)
ciò che stava accadendo, non potendo farci niente. Il fatto è che il mondo,
in quel periodo, (forse)aveva bisogno di un fenomeno del genere. Non è un caso che sia capitato nei sixties. Credo
che una cosa del genere sia irripetibile.

Ti contesto anche il lato da "figli di puttana".
Intendevo dire caratterialmente.
John e Paul soprattutti (ed anche George, ma in misura minore) erano noti in chi li frequentava intimamente
come dei veri "figli di buona donna" che pensavano solo ai propri interessi (a quelli del complesso, cioè);
forse solo nei confronti di MARTIN mantennero un atteggiamento riverenziale, un pò per la differenza d'età,
un pò per la posizione che occupava quella persona nella storia, ma con tutto il resto del mondo, ed intendo
proprio TUTTO,
il loro atteggiamento era di assoluta superiorità, del tipo "è così perchè lo dico io, altrimenti vaff****lo!!"
C'è un lato della vita dei due che forse spiega questa carica aggressiva: avevano perso entrambi la madre
in età piuttosto giovane, ed in condizioni drammatiche; quella di Lennon in un incidente d'auto, quella di
McCartney per un male incurabile; Paul riuscirà a "metabolizzare" ed esorcizzare nel tempo il fatto meglio di
JOHN, che conserverà negli anni una carica aggressiva inaudita che era pronta a sfocciarsi contro chiunque,
all'occasione anche con il migliore dei suoi amici.
Riuscirà a trovare un pò di serenità quando incontrerà e frequenterà, fino alla morte, YOKO ONO.
A parte questo, la loro storia è infarcita anch'essa (non solo quella degli Stones) da fatti luttuosi, come la
morte del primo bassista del gruppo, Stuart Sutcliff, morto in tragiche circostanze nel 1962 per un tumore al
cervello procurato verosimilmente anni prima da una botta rimediata in testa, quando i Beatles oltre che
musicisti di belle speranze erano pronti sempre ed ovunque a fare a botte per qualsiasi ragione;
poi fu la volta di Brian Epstein nel 67, a poco a poco estromesso dagli affari del gruppo -da quando questi
abbandonarono le tourneè,
il ruolo di Epstein venne a poco a poco sminuito ed egli cadde in depressione, arrivando al suicidio (anche
se ne non fu provata la volontà, di fatto morì per una dose da elefante di droghe miste a tranquillanti); poi
fu la volta di uno dei loro "roadies" stocici, Mal Evans, che nei primi '70, quando la parabola era già
conclusa, morì impallinato a L.A. dalla polizia che male interpretò il suo stato di ubriachezza, di fatto
dimenticato dal gruppo e lasciato in solitudine;
per non parlare dell'avvocato di B.Epstein, suicidatosi negli anni sessanta a causa dei mancati introiti
derivati dal cattivo fiuto del manager del gruppo sulla faccenda del "merchandising" di cui parlavo prima,
ma questa è un altra storia...
Il fatto che i Beatles erano praticamente coccolati e venerati dall'intera nazione (parlo dell'UK) li difese
verso la legge, al contrario degli Stones, anche per uso (massiccio ed allegro) di stupefacenti; quando il
vento cambierà, dal '68, anche per l'atteggiamento via via sempre più ostile di Lennon nel confronto di tutti,
cambierà anche "l'attenzione" della polizia nei loro riguardi (Harrison e Lennon saranno pizzicati più volte
per possesso ed uso di droga).

Pensa a Brian Jones, al suo declino ed alla morte sospettissima di questo grande artista
Era davvero un grande, grandissimo artista, ma credo poco c'entrasse con gli Stones e la loro immagine.
Di fatto, Brian fu fatto a pezzi e lasciato essiccare da quell'altro distinto "gentleman"(si fa per dire...)
di nome Mick Jagger... di fatto estromesso dalla band.
Brian Jones era un artista troppo più elevato musicalmente di Richards&C

Per il loro blues sporco e graffiante, penso che anche il successivo chitarrista sostituto di Brian, MICK

TAYLOR fosse troppo raffinato musicalmente per integrarsi in quella band e quel sound.
Il chitarrista definitivo degli STONES, imho, resta e resterà sempre RON WOOD, "sporco" e "graffiante" come
Richards & Jagger e quella musica che li ha fatto grandi - parlo da BEGGARS in su.


John era un utopista, un sognatore, un don chisciotte che si veste da cavaliere in tempi in cui la
cavalleria è tristemente già morta

John LENNON resterà ai miei occhi, come uno dei migliori "figli di..." ed allo stesso tempo come uno dei
più grandi filosofi del ns tempo, anche se estremamente ingenuo e "naiff", utopista e sognatore come Tu dici.
Era una persona dalla personalità assai complessa, derivata anche dai fatti della vita che ho descritto poco
più su.
Lui era semplicemente una persona che voleva "fama soldi e successo per avere donne ed agi" e che aspirava
semplicemente a vivere suonando in una rock'n'roll band.
Appena l'ho conosciuto(dai dischi, intendo...), ho amato la sua musica, ha rallegrato la mia vita... lo
ringrazio per questo.
Lui era quello che aspirava al successo, per poi disfarlo in continuazione con atteggiamenti discutibili ed
incomprensibili, questo dal '68 in poi, quando incontrerà YOKO ONO e comincerà ad averne abbastanza del
nome BEATLES.
Lui era quello che compose IMAGINE, dal testo potente e dirompente quanto semplice ed utopistico.
D'accordo, può essere naiff, ma in fondo quel che è descritto in quei versi non è quello che sogna ogni uomo
ed essere vivente? PACE, AMORE, FELICITA'? e fratellanza reciproca? Utopie, certo, ma il mondo come lo
vedeva e voleva Lennon in quella canzone potrebbe essere il PARADISO, ne sono convinto, non l'inferno
quotidiano
come lo devono spesso subire miliardi di esseri umani.


Nel 1963 Bob Dylan pubblica The Freewheelin' Bob Dylan; i Beatles Please Please Me
Inutile cercare di confrontare il sontuoso modo di scrivere di DYLAN con la puerilità e disarmante
innocenza dei primi testi dei BEATLES, su questo penso che il mondo intero sia d'accordo.
Più che i testi, sono convinto che l'apporto del gruppo per lo sviluppo della musica pop sia da vedere
nelle armonie, nelle orchestrazioni e nella pura musica... senza tralasciare alcuni testi memorabili, per
es. quello di "Eleanor Rigby" capolavoro letterario-imho- che preconizza uno dei mali oscuri della moderna
società: l'incomunicabilità tra gli esseri e la relativa alienazione. Questo è uno dei temi che i Beatles
hanno affrontato per primi, al di là delle visioni politiche&sociali che andavano per la maggiore in quegli
anni (Vietnam in primis) che i Beatles non hanno mai (voluto) affrontare.
Cercheranno, sopratutto Lennon, di dare una lettura personale della situazione con "Revolution" nel '68,
che sarà vista estremamente "reazionaria" da molti.
il fatto è che Lennon stava cominciando a cambiare, intuendo una possibile rivoluzione in chiave pacifista,
alla "Ghandi", e che lo porterà a scrivere di li a poco "Give peace a chance"


nel biennio 1965-'67 Bob ha pubblicato due album immortali come Highway 61 Revisited e Blonde on Blonde. Se
tu riesci a confrontarmi questi con i capolavori dei Beatles, Revolver e Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band
mi devi gentilmente spiegare sotto quale aspetto perchè in tutto si differenziano

ci aggiungo certamente, per DYLAN, anche "Bringing it all back home" del '65 nella galleria dei capolavori.
Io credo che la prima influenza Dylaniana era ormai sparita, a quel punto in Lennon.
A parte questo, io vedo benissimo RUBBER SOUL, REVOLVER e SGT PEPPER reggere il confronto, per spessore
artistico, con la triade Dylaniana citata prima, e non solo io. Per la cronaca, alcuni anni or sono, "Rolling
Stones"(la storica rivista) delegò circa trecento tra musicisti, produttori e giornalisti musicali che
"vissero" gli anni 60-70-80 in prima persona, esprimersi su quello che pensavano essere i dischi più grandi del
rock. Questi 300 circa personaggi, di indubbia esperienza e spessore musicale ognuno nel proprio settore, hanno
decretato il PEPPER al 1mo posto assoluto, seguito da Revolver al 2ndo.
Ognuno poi può dare il peso che vuole o meno a questo genere di classifica che tuttavia, ripeto, non essere il
solito referendum qualsiasi della rivista pinco pallino, visto e considerato la personalità dei votanti.


i Beatles hanno composto per lo più liriche piuttosto esili... m'azzardo a definirle sciocche
concordo pienamente per il primo periodo; ma quando John e Paul cominciarono a "guardarsi in giro", nel '65
convennero che le solite canzoni d'amore non avvrebbero loro consentito di far molta strada; cominciarono
a scrivere molto più introspettivamente, cercando ispirazione anche nella proprio vita vissuta fino allora.
I loro testi da RUBBER SOUL in poi divennero molto più elaborati, ricchi ed in una qualche maniera oscuri e
quasi indecifrabili, contenenti spesso doppi e tripli sensi.
Od espliciti in maniera esagerata - il testo di LUCY in the SKY è la visione fantastica di un "viaggio" sotto
uso di stupefacenti, anche se l'autore ha sempre negato, e per me resta un piccolo-grande capolavoro nel suo
genere.

I Beatles sono ciò che di più lontano vedo da tutta la realtà che avrebbero dovuto vivere: proteste
studentesche, lotta dei neri, hippies, guerra in Vietnam. E poi... Monterey, Isola di White, Woodstock

Per scelta; evitarono, almeno finchè furono legati comne gruppo, commenti sulla guerra in Vietnam (anche se
comunque, nelle interviste, LENNON era sempre acido verso gli USA quando si toccava quell'argomento).
Finch'è furono insieme, crearono musica di un certo tipo, poi credo che, oltre alla stessa YOKO ONO, una
diversa
veduta sulla realtà degli eventi socio&politici da parte di Lennon portò alla rottura definitiva con McCartney.
Lennon stava assumendo a poco a poco una coscienza sociale che lo porterà ad assumersi scelte e responsabilità
che peseranno non poco sulla propria vita.
Molti musicisti, al tempo, protestavano in musica per il Vietnam e la durezza della polizia nel reprimere
questo sentimento; quando lo farà LENNON, non in musica ma in fatti, esponendosi di prima persona, la CIA
aprirà un dossier contro di lui e l'FBI comincerà a fargli la guerra, cercando in tutti i modi di espellerlo
dagli USA, mentre tutti i musicisti suoi colleghi che lo facevano in musica potevano dirlo sempre e comunque
continuando a vivere nella loro villa con piscina e spostandosi con la propria limousine.

I Beatles, che si voglia o no, furono un fenomeno culturale colossale, di massa, ma di stampo prettamente
commerciale.

Inutile negarlo, furono anche questo. Ma anche molto, molto altro.


No. Se piacciono è perchè negli anni, costantemente, si è proseguito con le operazioni di marketing che ne
hanno rinverdito la fama

intendevo quello che ho detto -hanno accomunato diverse generazioni di pubblico estimatore- relativo agli anni
'60, quando erano insieme.
Non so se, come dice Piero Scaruffi(noto sgretolatore di tutto l'universo Beatles), le loro canzoni sono ormai
mandate solo nei supermatket; è strano che lo dica uno come lui che ha vissuto negli USA (credo tuttora),
perchè
se facciamo una statistica, è a dir poco INCREDIBILE la frequenza con la quale ancora oggi, parlo con dati alla
mano, le radio degli STATES mandino in onda canzoni dei Fab Fours, a testimonianza di come siano ancora attuali
ed amati da quelle parti.



Se i Colosseum avessero goduto di una tale macchina retrostante, ora saremmo qui a incensare (con certo
maggiori meriti tecnici) una band di musicisti veri e qualitativamente sublimi.

conosco ed aprrezzo moltissimo "Valentyne Suite" come "Daughter of time", tuttavia dubito che quella musica,
anche se massicciamente pubblicizzata e promossa, avrebbe potuto far breccia nel pubblico così come l'hanno
fatto la semplice e sublime melodia di molti brani dei BEATLES.


E brani come Break On Through, Light My Fire e The End sono tuttora memorabili nonostante abbiano avuto un

decimo della pubblicità di cui i Beatles hanno goduto

Amo questi brani, ma non sottostimerei la pubblicità che volenti o nolenti anche i Doors si autofecero, con
la propria musica, nel 67-68. Anche loro, grazie agli atteggiamenti coraggiosi ed a volte discutibili del
proprio leader, non passarono inosservati dalle cronache giornalistiche.


Beh, alla fine su questo punto sono convinto che si tratti di una questione di gusti, caro. Sell Out non lo
cambierei neanche con Sgt. Pepper, per quel che mi riguarda.


concordo, caro amico mio. Per la "questione di gusti personali" sia chiaro, perchè per il resto, il pur
notevole SELL OUT per me non arriva al lustro musicale di REVOLVER... figurarsi il PEPPER.
Quando sento questi due dischi e li confronto non solo con gli WHO, ma anche gli STONES ed altri, ancora mi
è lampante la differenza musicale, per composizione ed inventiva, che contraddinstingue REVOLVER e SGT PEPPER
dalla massa dei competitori, almeno sul piano temporale della pubblicazione.
Forse il problema è proprio questo: doverli confrontare a tutti i costi.
Perchè le opere dei Beatles sono uniche.
C'è stato il rock da una parte, i vari nomi, da STONES a BYRDS, passando per Jefferson e Gratefull,
QUICKSILVER, DOORS, WHO, HENDRIX, YARDBIRDS, SANTANA, VAN MORRISON, beh, la lista è interminabile...
E dall'altra ci sono loro, The BEATLES, unici; come un GLENLIVET od una BENTLEY.

ciao!
Alain
...AMA TUTTI, CREDI A POCHI, NON FAR MALE A NESSUNO...
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Postby aorlansky60 » 04 Jun 2008, 08:22

ps al mio intervento di prima:
il fatto che io non abbia arricchito di faccine sorridenti-come mio solito- il mio intervento potrebbe suonare come un pò freddo nei confronti di Carlo Maria... niente di tutto questo. Purtroppo stò facendo uso di un proxy e non sono più in grado di vedere alcuna faccina, anche triste.
Ringrazio anzi Carlo Maria per l'interessantissimo spunto di discussione e scambio di idee e mi complimento di nuovo con lui per la non comune conoscenza musicale del tempo, visto e considerato che, interpretendo quello che ha detto, dovrebbe essere trentenne o giu di lì, se non ho male interpretato.
CIAO
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Postby Carlo Maria » 04 Jun 2008, 17:45

O-MIO-DIO! [:D]
Arrivo dal lavoro (ho pure avuto un malore, accidentaccio, nulla di che) e mi becco questa pappardella! [:D]
Me la leggo pian piano, mi impegno a risponderti, aor!
Comunque sì: ho trent'anni, quasi 31 (primo agosto)!
Sono nato nel 1977, l'anno del punk!!! [8D]
Carlo Maria
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Postby Carlo Maria » 04 Jun 2008, 20:26

quote:
Originally posted by aorlansky60



I Beatles furono fortunati ad incontrare queste due persone nel corso della loro storia; Epstein si occupò di
tutto il management, lasciando a John e Paul solo l'onere di "fare musica" e comporre; dell'importanza di
Brian se ne accorsero immediatamente dopo la sua morte, quando dovettero affrontare problemi che non
conoscevano affatto e che non avevano mai incontrato in passato.
Martin assecondò le idee dei due producendo arragiamenti -come giustamente fai notare- straordinari; il fatto
che non comparisse nel copyright delle canzoni -lo storico marchio "Lennon&McCartney"- ma che si accontentasse
solo dello stipendio della EMI, e che facesse quel lavoro "per il gusto di farlo bene, nel migliore dei modi"
dà l'idea dello spessore di questa persona eccezionale.
Però io credo -e ne sarò sempre convinto- che Lennon&McCartney, nonstante la presenza di due figure di tale
spessore a far loro da chioccia, a livello musicale erano ben più influenzati dalla concorrenza musicale che
si stava levando attorno a loro al tempo; loro due osservavano praticamente TUTTO ciò che li circondava,
cercando costantemente fonti di ispirazione ovunque e sempre... perfino dai programmi TV dell'epoca -cosa molto
comune soprattutto per Lennon- e dalle testate dei giornali e relativi articoli...



Dal tuo lunghissimo discorso m'aspettavo maggiori divergenze, invece trovo molti punti in comune. [:)]

Per quanto attiene questo primo, non ho nulla da eccepire: alla fine riconosci il valore di Martin ed Epstein ed il ruolo fondamentale che ebbero. D'altro canto, io non mi permetterei mai di negare le qualità dei 2 leaders (soprattutto John, ammetto che m'ha sempre appassionato di più [:)]).
Mi permetto una riflessione, invece, per quanto riguarda la curiosità di John e Paul: Un certo Frank Zappa esordì con un album doppio (uno dei primi della storia), un concept (primo della storia) in cui critica ferocemente, e facendo ampio utilizzo di satira, la società americana ed i media. Soprattutto la televisione fu posta sotto lo sguardo accusatore del grande Frank. Freak Out è un album davvero eccezionale, a mio avviso. Insomma, certo i Beatles non erano i soli a mostrare curiosità verso i medium, ma altri imo lo hanno saputo fare in modo più efficace.



quote:

Io credo che la pubblicità i Beatles se la autoprocurarono con le proprie opere, fin dall'inizio...
Forse i tempi erano maturi perchè l'industria avesse bisogno di un fenomeno come il loro, come effettivamente
successe; se non dovesse essere capitato ai BEATLES, forse un altro gruppo (i Rollings, chissà) sarebbe assurto
agli onori delle cronache du tutti i tipi al posto loro...
Mi spiego meglio.
I Beatles come gruppo erano già insieme prima dell'avvento del decennio; nel '60 andranno ad Amburgo in due
occasioni per una manciata di soldi; l'occasione, più dei miseri guadagni, servirà loro come esperienza per
crescere e rinvigorire quell'unione, non solo a livello musicale.
La EMI pubblicò nell'ottobre del '62 il loro primo storico 45 "Love me do" e non successe niente, il singolo
arrivò al 17mo posto della classifica UK. Poi successe qualcosa che non ha niente a che vedere con la
pubblicità: Brian Epstein riuscì a collocarli in una storica trasmissione televisiva per teenagers del tempo,
nel marzo del '63, poco dopo la pubblicazione del loro secondo 45g, quel "Please please me" che eseguirono
nel corso di quella trasmissione, vista da milioni di ragazzini/e; quella fu la miccia che innescò il tutto.
Più della canzone, effettivamente puerile vista al giorno d'oggi, Vedere quei quattro ragazzi scuotere
sincronicamente quelle cappigliature era una cosa mai vista prima nel campo dello spettacolo. Era una novità
che colpì tutti quei teenagers che li videro quella sera. Non solo...
Il giorno dopo, tutti i giornali Inglesi del tempo montarono la cosa; questo forse i Beatles lo speravano ma
non lo avevano chiesto.
Il loro terzo 45g "From me to you" fu addirittura osteggiato dalla critica, che li dava già per finiti...
Fu con l'agosto del '63 e la pubblicazione di "She loves you" che nacque la Beatlemania, e quella canzone,
che al giorno d'oggi possiamo definire ridicola soprattutto nel testo, aveva per il tempo una carica micidiale
mai sentita prima, che colpì nel segno: quel "Yeah yeah yeah" iniziale - che MARTIN aveva voluto fortemente
all'inizio contro il volere di Lennon&McCartney, a dimostrazione del suo intuito- COSTITUI' UNA VERA BOMBA.
Il fenomeno montò a dismisura, perchè tutti i giornali Inglesi dedicavano
praticamente ogni giorno la prima pagina al quartetto.
In questo tipo di pubblicità i BEATLES e lo stesso Epstein c'entravano poco.
Il fenomeno cominciava ad uscire dagli ambiti musicali, costituendo un fenomeno societario e di costume, come
non si era mai visto prima di allora, nemmeno negli USA con Elvis...
Gli USA ancora li snobbavano, al tempo.
MARTIN aveva fatto di tutto per cercare di promuovere quelle canzoni, ma alla Capitol americana-consociata
della EMI Inglese- se ne fregavano, adducendo che quel tipo di musica non aveva "chances" nel mercato USA.
Poi arrivò l'assassinio di JFKennedy, ed una nazione intera trascinata nel dolore comune.
Molti sociologi hanno associato -a torto od a ragione, non sò- il fatto che gli USA caddero ai piedi dei
Beatles dopo
quel tragico evento. Stà di fatto che pubblicarono "I want to hold your hand" di lì a poco, altro n.1 in UK,
e che una copia del disco fu inviata via aerea da un americano che aveva come amico un DJ radio di NYC...
questi la trasmise alla radio nel corso del suo spazio... la storia narra di una VALANGA di telefonate di
ragazzi che intasarono la linea della radio, che chiedevano notizie del gruppo che eseguiva quella canzone.
La notizia si diffuse a macchia d'olio;
Il gioco era fatto.
La Capitol fu obbligata a stampare e diffondere quella canzone, di fronte ad una domanda che montava
incontrollata.
I Beatles non volevano andare in tourneè in USA prima di avere un N.1 e lo ottennero così, inaspettatamente.
Erano in tour a Parigi per due serate, quando un eccitatissimo Epstein telefonò a Martin in UK alle due di
notte, perchè aveva appena ricevuto notizie incredibili dalla Capitol : "We number one!!!"
Quello che successe dopo, a livello pubblicitario, posso concordarlo con Te -è incredibile il numero e tipo
di gadget che i molto più furbi americani proposero ad Epstein e realizzarono per tramutare in oro quel
momento: abbigliamento, caramelle, puppazzetti, figurine, etc e non ricordo nemmeno tutto, credo perfino
parrucche "alla Beatles" e chissà cos'altro... tutto fu utile per far guadagni su quell'immagine.
È altrettanto incredibile notare quanto Epstein sottovalutò quel incredibile potenziale, destinando solo un
misero 10% a se ed al gruppo sul ricavato del merchandising, lasciando oro agli americani, ma questo è un altro
discorso.
Che fossero meritevoli o no, di sfondare in quel modo, quelle prime canzoni di fatto costituirono la migliore
pubblicità per il gruppo, imho. Poi la qualità è un altra storia; quelle canzoni sono estremamente puerili,
anche per il mio orecchio, stà di fatto che all'epoca SFONDARONO ALLA GRANDE. Il resto è storia.



Tu mi parli degli inizi, dei primi singoli, ed io mi riallaccio al discorso e torno a citare Epstein. Non aveva esperienze precedenti, che io sappia, come manager. Puntò e credette tanto ai beatles che acquistò personalmente 10 mila copie del primo singolo, Love Me Do.
Le vendite hanno bisogno di una spinta, egli non ha mai lasciato nulla d'intentato per raggiungere l'obiettivo di promuovere il gruppo che rappresentava.
Ignoro quanto gli accadimenti storici americani abbiano realmente influenzato l'inizio della beatlesmania, certo mi pare un dato di fatto incontrovertibile che tale esplosione, quando avvenne, fu poi incontrollabile e devastante su scala planetaria.

quote:

proprio perchè di fatto i BEATLES erano usciti dal solo ambito musicale, diventando una gallina dalle uova
d'oro da sfruttare, dando lavoro a tutti, alla stampa in primo luogo che diventerà in seguito il più grande
(od uno dei più grandi) promotore del complesso. Senza che questo potesse dire o fare, ormai la macchina era
in moto; loro guardavano stupiti e meravigliati (oltre che strafelici perchè stavano ottenendo quello che
avevano sempre sperato, anche se quello che stavano ottenendo andava oltre ogni loro più rosea immaginazione)
ciò che stava accadendo, non potendo farci niente. Il fatto è che il mondo,
in quel periodo, (forse)aveva bisogno di un fenomeno del genere. Non è un caso che sia capitato nei sixties. Credo
che una cosa del genere sia irripetibile.



La stampa. Dunque mi paragoni alla fine i Beatles a gente tipo Lady D o Anna Maria Franzoni. Un bel film che certo avrai visto s'intitola "Sbatti il mostro in prima pagina". Se vogliamo parlare del quinto potere, da sempre è stato incline a pubblicare notizie che sa vendano. Difatto i Beatles vendevano come nessun altro ed il meccanismo si autoalimentava perchè la stampa, seguendoli costantemente, rinfocolava anche le vendite del gruppo, le quali crescendo davano nuovi motivi alla stampa per trattare di tale fenomeno commerciale e sociale sovranazionale.
Ma non si può dire che la pubblicità non sia stata dai Beatles ricercata. Difatti chi se non i soliti nomi noti vi era dietro alla mossa commerciale dei films girati dal quartetto di Liverpool? A partire dal 1964 girarono un sacco di pellicole che, dietro gli intenti di facciata, null'altro erano che opere autoincensanti, promozioni vere e proprie. Non si può dire che tale pubblicità "non fu cercata"!


quote:

Intendevo dire caratterialmente.
John e Paul soprattutti (ed anche George, ma in misura minore) erano noti in chi li frequentava intimamente
come dei veri "figli di buona donna" che pensavano solo ai propri interessi (a quelli del complesso, cioè);
forse solo nei confronti di MARTIN mantennero un atteggiamento riverenziale, un pò per la differenza d'età,
un pò per la posizione che occupava quella persona nella storia, ma con tutto il resto del mondo, ed intendo
proprio TUTTO,
il loro atteggiamento era di assoluta superiorità, del tipo "è così perchè lo dico io, altrimenti vaff****lo!!"
C'è un lato della vita dei due che forse spiega questa carica aggressiva: avevano perso entrambi la madre
in età piuttosto giovane, ed in condizioni drammatiche; quella di Lennon in un incidente d'auto, quella di
McCartney per un male incurabile; Paul riuscirà a "metabolizzare" ed esorcizzare nel tempo il fatto meglio di
JOHN, che conserverà negli anni una carica aggressiva inaudita che era pronta a sfocciarsi contro chiunque,
all'occasione anche con il migliore dei suoi amici.
Riuscirà a trovare un pò di serenità quando incontrerà e frequenterà, fino alla morte, YOKO ONO.
A parte questo, la loro storia è infarcita anch'essa (non solo quella degli Stones) da fatti luttuosi, come la
morte del primo bassista del gruppo, Stuart Sutcliff, morto in tragiche circostanze nel 1962 per un tumore al
cervello procurato verosimilmente anni prima da una botta rimediata in testa, quando i Beatles oltre che
musicisti di belle speranze erano pronti sempre ed ovunque a fare a botte per qualsiasi ragione;
poi fu la volta di Brian Epstein nel 67, a poco a poco estromesso dagli affari del gruppo -da quando questi
abbandonarono le tourneè,
il ruolo di Epstein venne a poco a poco sminuito ed egli cadde in depressione, arrivando al suicidio (anche
se ne non fu provata la volontà, di fatto morì per una dose da elefante di droghe miste a tranquillanti); poi
fu la volta di uno dei loro "roadies" stocici, Mal Evans, che nei primi '70, quando la parabola era già
conclusa, morì impallinato a L.A. dalla polizia che male interpretò il suo stato di ubriachezza, di fatto
dimenticato dal gruppo e lasciato in solitudine;
per non parlare dell'avvocato di B.Epstein, suicidatosi negli anni sessanta a causa dei mancati introiti
derivati dal cattivo fiuto del manager del gruppo sulla faccenda del "merchandising" di cui parlavo prima,
ma questa è un altra storia...
Il fatto che i Beatles erano praticamente coccolati e venerati dall'intera nazione (parlo dell'UK) li difese
verso la legge, al contrario degli Stones, anche per uso (massiccio ed allegro) di stupefacenti; quando il
vento cambierà, dal '68, anche per l'atteggiamento via via sempre più ostile di Lennon nel confronto di tutti,
cambierà anche "l'attenzione" della polizia nei loro riguardi (Harrison e Lennon saranno pizzicati più volte
per possesso ed uso di droga).



Beh, detta così mi è più chiara, condivido! [:D][:)]
La tesi del suicidio di Epstein, però, è largamente discussa e controversa. C'è chi adduce le motivazioni che riporti, chi cita la sua omosessualità acclarata, chi parli dei drammi familiari del manager, chi ribadisca la tesi dell'incidente. [:.-(]

quote:


Era davvero un grande, grandissimo artista, ma credo poco c'entrasse con gli Stones e la loro immagine.
Di fatto, Brian fu fatto a pezzi e lasciato essiccare da quell'altro distinto "gentleman"(si fa per dire...)
di nome Mick Jagger... di fatto estromesso dalla band.
Brian Jones era un artista troppo più elevato musicalmente di Richards&C

Per il loro blues sporco e graffiante, penso che anche il successivo chitarrista sostituto di Brian, MICK

TAYLOR fosse troppo raffinato musicalmente per integrarsi in quella band e quel sound.
Il chitarrista definitivo degli STONES, imho, resta e resterà sempre RON WOOD, "sporco" e "graffiante" come
Richards & Jagger e quella musica che li ha fatto grandi - parlo da BEGGARS in su.



Beh, detta così invece questa risulta eccessivamente dura nei confronti di Jagger e soprattutto di Richards. Personalmente continuo a reputarlo un dio, uno dei più grandi se non il più grande creatore di riffs della storia musicale (anche se ne potrei citare tanti del sacro Blackmore [:)] ).
Il loro suono sporco, ricercato e voluto, derivava dalle radici blues insite nella musica che loro suonavano. Io li ho visti solo nel 2003, a milano, grande ritorno dopo 20 anni -mi pare- d'assenza dalla scena italiana.
E' stato il mio primo concerto (ho iniziato tardissimo), ma mi è ancora molto caro. [:)] Condivido il discorso su Ronnie Wood. Dispiace non aver avuto l'occasione di vedere all'opera anche Wyman, che con Watts ha creato una sezione ritmica essenziale e memorabile, però non mi lamento: la line up attuale è di tutto rispetto, musicisti che si conoscono da una vita.



quote:

John era un utopista, un sognatore, un don chisciotte che si veste da cavaliere in tempi in cui la
cavalleria è tristemente già morta

John LENNON resterà ai miei occhi, come uno dei migliori "figli di..." ed allo stesso tempo come uno dei
più grandi filosofi del ns tempo, anche se estremamente ingenuo e "naiff", utopista e sognatore come Tu dici.
Era una persona dalla personalità assai complessa, derivata anche dai fatti della vita che ho descritto poco
più su.
Lui era semplicemente una persona che voleva "fama soldi e successo per avere donne ed agi" e che aspirava
semplicemente a vivere suonando in una rock'n'roll band.
Appena l'ho conosciuto(dai dischi, intendo...), ho amato la sua musica, ha rallegrato la mia vita... lo
ringrazio per questo.
Lui era quello che aspirava al successo, per poi disfarlo in continuazione con atteggiamenti discutibili ed
incomprensibili, questo dal '68 in poi, quando incontrerà YOKO ONO e comincerà ad averne abbastanza del
nome BEATLES.
Lui era quello che compose IMAGINE, dal testo potente e dirompente quanto semplice ed utopistico.
D'accordo, può essere naiff, ma in fondo quel che è descritto in quei versi non è quello che sogna ogni uomo
ed essere vivente? PACE, AMORE, FELICITA'? e fratellanza reciproca? Utopie, certo, ma il mondo come lo
vedeva e voleva Lennon in quella canzone potrebbe essere il PARADISO, ne sono convinto, non l'inferno
quotidiano
come lo devono spesso subire miliardi di esseri umani.



Su questo non ho nulla da aggiungere, posso criticarlo quanto mi pare, ma io ho amato ed amo tuttore John Lennon. Da ventenne gli assomigliavo anche abbastanza, e pure volutamente! [;)][:D]


quote:

Nel 1963 Bob Dylan pubblica The Freewheelin' Bob Dylan; i Beatles Please Please Me
Inutile cercare di confrontare il sontuoso modo di scrivere di DYLAN con la puerilità e disarmante
innocenza dei primi testi dei BEATLES, su questo penso che il mondo intero sia d'accordo.
Più che i testi, sono convinto che l'apporto del gruppo per lo sviluppo della musica pop sia da vedere
nelle armonie, nelle orchestrazioni e nella pura musica... senza tralasciare alcuni testi memorabili, per
es. quello di "Eleanor Rigby" capolavoro letterario-imho- che preconizza uno dei mali oscuri della moderna
società: l'incomunicabilità tra gli esseri e la relativa alienazione. Questo è uno dei temi che i Beatles
hanno affrontato per primi, al di là delle visioni politiche&sociali che andavano per la maggiore in quegli
anni (Vietnam in primis) che i Beatles non hanno mai (voluto) affrontare.
Cercheranno, sopratutto Lennon, di dare una lettura personale della situazione con "Revolution" nel '68,
che sarà vista estremamente "reazionaria" da molti.
il fatto è che Lennon stava cominciando a cambiare, intuendo una possibile rivoluzione in chiave pacifista,
alla "Ghandi", e che lo porterà a scrivere di li a poco "Give peace a chance"



Eh... [V] Per quanto riguarda l'aspetto armonico, ammetto le mie lacune: colgo le sonorità e cerco d'esser attento a rilevare influenze e stili, bensì quanto a tempi musicali, innovazioni strumentali e quanto si voglia citare di maggiormente tecnico, non posso seguirti in quanto non essendo musicista non ho competenza alcuna.
Se invece restiamo in superficie, qualche commentino mi permetto di esprimerlo: continuo a non vedere tali similitudini. I Beatles sfociano nella psichedelia, genere che Bob non mi risulta abbia mai visitato. La ricchezza del sound presente in Sgt. Pepper è fuori dagli interessi (dalle possibilità, fors'anche) di Dylan, quasi sempre scarno ed essenziale (però mi viene in mente un disco come Desire che stupisce tuttora per la sua freschezza). I Beatles erano un coro, laddove Dylan era un menestrello. In Bob Dylan (come nell'italiano De Andrè, almeno fino all'incontro con De Gregori) il testo ha prevalenza assoluta sull'aspetto musicale. Nei Beatles il connubio vincente (spero che tu mi possa concedere il privilegio di una certa generalizzazione) fu quello di musiche orecchiabili e voci ben fuse tra loro. Io prediligo anche qui quella di John, tuttavia ben legavano proprio l'una alle altre.
Con Dylan continuo a vedere assai poco in comune.

quote:

nel biennio 1965-'67 Bob ha pubblicato due album immortali come Highway 61 Revisited e Blonde on Blonde. Se
tu riesci a confrontarmi questi con i capolavori dei Beatles, Revolver e Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band
mi devi gentilmente spiegare sotto quale aspetto perchè in tutto si differenziano

ci aggiungo certamente, per DYLAN, anche "Bringing it all back home" del '65 nella galleria dei capolavori.
Io credo che la prima influenza Dylaniana era ormai sparita, a quel punto in Lennon.
A parte questo, io vedo benissimo RUBBER SOUL, REVOLVER e SGT PEPPER reggere il confronto, per spessore
artistico, con la triade Dylaniana citata prima, e non solo io. Per la cronaca, alcuni anni or sono, "Rolling
Stones"(la storica rivista) delegò circa trecento tra musicisti, produttori e giornalisti musicali che
"vissero" gli anni 60-70-80 in prima persona, esprimersi su quello che pensavano essere i dischi più grandi del
rock. Questi 300 circa personaggi, di indubbia esperienza e spessore musicale ognuno nel proprio settore, hanno
decretato il PEPPER al 1mo posto assoluto, seguito da Revolver al 2ndo.
Ognuno poi può dare il peso che vuole o meno a questo genere di classifica che tuttavia, ripeto, non essere il
solito referendum qualsiasi della rivista pinco pallino, visto e considerato la personalità dei votanti.



Qui ho poco da dire, rimando a sopra per quanto riguarda il tema "Bob & the Beatles". Critico invece Rolling Stones e le sue classifiche. Le lessi tutte: quella dei migliori chitarristi mi mandò in bestia, per fare un esempio. Quella dei migliori album e delle migliori canzoni è quasi risibile. Vatti a vedere la lista. Tu non metteresti nemmeno un album italiano? E' nettamente sballata, quella lista, ed assai di parte. Premia, infatti, ed incensa album ed artisti che molto hanno avuto successo negli USA, stroncandone o sminuendone in modo insensato altri. Non si può accontentare tutti, certo, però è la stessa logica che sta dietro al fatto che l'academy per la Hall of fame del rock abbia inserito gente come Madonna e non i Deep Purple o i Jethro Tull. I Deep Purple non ebbero i manager di Beatles e Led Zeppelin. Il risultato fu che, rispetto ai rivali Plant&Page, vendettero di più nel resto del mondo, ma un decimo in america. Io ho una discografia parziale ma molto soddisfacente dei Deep: 56 album. Quanti sono gli album in studio? 19!
Tutto il resto sono live e raccolte, di cui ne giudico tra il fenomenale ed il rilevante solo 4-5.
Ciò dimostra una strategia commerciale assurda, uno staff manageriale che io avrei liquidato molto rapidamente, una sovrabbondanza che ha arricchito le casse del gruppo, ma ne ha impoverito ingiustamente la fama.
Davvero, credo ci siano riviste migliori di Rolling Stone, per non parlare della versione italiana! [:D]




quote:

i Beatles hanno composto per lo più liriche piuttosto esili... m'azzardo a definirle sciocche
concordo pienamente per il primo periodo; ma quando John e Paul cominciarono a "guardarsi in giro", nel '65
convennero che le solite canzoni d'amore non avvrebbero loro consentito di far molta strada; cominciarono
a scrivere molto più introspettivamente, cercando ispirazione anche nella proprio vita vissuta fino allora.
I loro testi da RUBBER SOUL in poi divennero molto più elaborati, ricchi ed in una qualche maniera oscuri e
quasi indecifrabili, contenenti spesso doppi e tripli sensi.
Od espliciti in maniera esagerata - il testo di LUCY in the SKY è la visione fantastica di un "viaggio" sotto
uso di stupefacenti, anche se l'autore ha sempre negato, e per me resta un piccolo-grande capolavoro nel suo
genere.



Sì, qua condivido. [:)][;)]


quote:

I Beatles sono ciò che di più lontano vedo da tutta la realtà che avrebbero dovuto vivere: proteste
studentesche, lotta dei neri, hippies, guerra in Vietnam. E poi... Monterey, Isola di White, Woodstock

Per scelta; evitarono, almeno finchè furono legati comne gruppo, commenti sulla guerra in Vietnam (anche se
comunque, nelle interviste, LENNON era sempre acido verso gli USA quando si toccava quell'argomento).
Finch'è furono insieme, crearono musica di un certo tipo, poi credo che, oltre alla stessa YOKO ONO, una
diversa
veduta sulla realtà degli eventi socio&politici da parte di Lennon portò alla rottura definitiva con McCartney.
Lennon stava assumendo a poco a poco una coscienza sociale che lo porterà ad assumersi scelte e responsabilità
che peseranno non poco sulla propria vita.
Molti musicisti, al tempo, protestavano in musica per il Vietnam e la durezza della polizia nel reprimere
questo sentimento; quando lo farà LENNON, non in musica ma in fatti, esponendosi di prima persona, la CIA
aprirà un dossier contro di lui e l'FBI comincerà a fargli la guerra, cercando in tutti i modi di espellerlo
dagli USA, mentre tutti i musicisti suoi colleghi che lo facevano in musica potevano dirlo sempre e comunque
continuando a vivere nella loro villa con piscina e spostandosi con la propria limousine.



Quest'ultimo punto m'interessa. Ritengo semplicemente che gli americani siano arrivati prima di Berlusconi (e non voglio far della sciapa propaganda politica, sia chiaro) a comprendere che la tv modificava lo stato di percezione della realtà nelle persone. Tuttora, anzi, soprattutto al giorno d'oggi, se una cosa viene detta in tv significa -tristemente- che essa sia vera. I quotidiani e le radio non vengono più seguiti, la gente non è in grado di focalizzare la propria attenzione su un articolo che sia di lunghezza superiore ad una colonna. Pur essendo, allora, in tempi ben antecedenti all'uscita dei videogiochi e degli altri (per carità, geniali) strumenti di rincoglionimento collettivo, la televisione aveva una presa sociale devastante. E John Lennon era un'icona che proprio i mezzi di comunicazione avevano elevato. Naturale quindi la reazione del tutto esagerata delle polizie americane. Anche in Italia i Modena City Ramblers scrivono canzoni sul presidente Berlusconi (e molti altri lo fanno), però il casino capita solo se al concerto del primo maggio, in diretta tv, il presentatore -praticamente sconosciuto- esprime le proprie tesi.
Non fa paura la contestazione ma l'immagine della contestazione.
Attualizzo ed esco ancora dal seminato: diverse canzoni sono state anche critiche nei confronti della chiesa. Ma mica solo di canzoni, parlo: la comunità scientifica ha molto da eccepire sulle teorie ecclesiastiche e lo fa quotidianamente su pubblicazioni di settore. Eppure il papa -l'uomo che si pretende dovrebbe avere una sudditanza di un miliardo di fedeli...- teme molto di più quattro ragazzini che gli muovono contro in diretta televisiva, mi riferisco all'episodio della Sapienza. E così un uomo talmente potente preferisce far la figura del martire, quando le forze in campo sono di gran lunga differenti.
Potere della tv...

quote:

intendevo quello che ho detto -hanno accomunato diverse generazioni di pubblico estimatore- relativo agli anni
'60, quando erano insieme.
Non so se, come dice Piero Scaruffi(noto sgretolatore di tutto l'universo Beatles), le loro canzoni sono ormai
mandate solo nei supermatket; è strano che lo dica uno come lui che ha vissuto negli USA (credo tuttora),
perchè
se facciamo una statistica, è a dir poco INCREDIBILE la frequenza con la quale ancora oggi, parlo con dati alla
mano, le radio degli STATES mandino in onda canzoni dei Fab Fours, a testimonianza di come siano ancora attuali
ed amati da quelle parti.



Scaruffi dice però chiaramente che la gente utilizza ancora il "passaparola". Insomma, altri artisti, meno promossi, ottengono una fama ed una vendibilità in proporzione superiore ai beatles dal semplice commento positivo della gente, quando invece i Beatles hanno bisogno di tutto l'apporto mediatico-organizzativo possibile.



quote:

E brani come Break On Through, Light My Fire e The End sono tuttora memorabili nonostante abbiano avuto un

decimo della pubblicità di cui i Beatles hanno goduto

Amo questi brani, ma non sottostimerei la pubblicità che volenti o nolenti anche i Doors si autofecero, con
la propria musica, nel 67-68. Anche loro, grazie agli atteggiamenti coraggiosi ed a volte discutibili del
proprio leader, non passarono inosservati dalle cronache giornalistiche.



Beh, sui doors nel novanta o giù di lì hanno fatto un film che riportò in auge il mito. Senza dubbio. Ma resto dell'idea che i loro brani maggiori siano non meno noti di quelli presenti negli album più impegnati dei Beatles. Dei primi 4 singoli dei Beatles da te citati ad inizio discorso, almeno 3 ritengo siano universalmente più famosi di tutto l'album Sgt. Pepper (eccezion fatta per LSD), nonostante siano palesemente inferiori.
Boff... più o meno ho detto di tutto! [:D]
Se troverai errori o vaccate varie, scusami: è l'ora tarda e la debolezza di oggi che solo il desiderio di replicarti è riuscito a vincere!
Ciao! [:)]
Carlo Maria
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Postby aorlansky60 » 05 Jun 2008, 07:34

ciao Carlo Maria
spero che il malore sia stato una cosa da nulla e tu ti sia rimesso [:)]

Freak Out è un album davvero eccezionale
eh SI!! condivido alla grande! Per i tempi, una satira del genere sull'intero sistema & establishment della
moderna società dei consumi, a 360 gradi-dai media al potere, a chi lo deve subire, fece diventare quell'albun
(ed Artista) il nemico pubblico n.1 negli USA di allora. Una sorta di fungo particolarmente VELENOSO nato nella
jungla dei prodotti discografici!
Per me, FRANK ZAPPA è stato uno dei più grandi geni musicali del '900 e della storia, mi sbilancio; non solo
a livello di testi e satira ma anche squisitamente a livello musicale.
Però il discorso con i Beatles che facevo è leggermente diverso: John e Paul cercavano ispirazione, solo
ispirazione e nuove idee guardando in continuazione TV e giornali (soprattutto LENNON) ma senza per questo
criticarli, al contrario di Frank ZAPPA, che come giustamente sottolinei, ha intrapreso una sorta di crociata
con quel mitico album.


Tu mi parli degli inizi, dei primi singoli, ed io mi riallaccio al discorso e torno a citare Epstein. Non
aveva esperienze precedenti, che io sappia, come manager. Puntò e credette tanto ai beatles che acquistò
personalmente 10 mila copie del primo singolo, Love Me Do.

Corrette osservazioni supportate dalla verità dei fatti.
Epstein era appartenente ad una ricca famiglia ebrea di Liverpool; la famiglia, tra i vari possedimenti, aveva
anche il più rifornito negozio di dischi&elettrodomestici della città. Brian non aveva di sorta alcuna
esperienza in campo manageriale. I suoi interessi erano orientati al teatro, oltre che messo dal padre a
dirigere il negozio citato prima.
Fu proprio lì che un giorno la sua vita cambiò, quando un ragazzino di Liverpool venne a chiedergli un 45g dal
titolo "My Bonnie" di un fantomatico gruppo chiamato BEATLES. Non ne sapeva niente, ma rassicurò il ragazzo
che si sarebbe informato... dalle sue ricerche, fu non poco sorpreso quando venne a sapere che quel gruppo era
di Liverpool... non solo, ma che li avvrebbe potuti incontrare a pochi isolati di distanza, in un posto nel
quale erano soliti esibirsi da qualche tempo con regolare frequenza... il Cavern Club...
Fu lì che li vide per la prima volta, ne fu estremamente colpito (meglio dire "scosso") ed intuì qualcosa di
pazzesco.
È vero che -come dici- egli acquistò direttamente dalla EMI 10.000 copie di "Love me do", ma questo episodio
è poca, pochissima cosa.
Il fatto è che una delle rivoluzioni che attuarono i BEATLES, senza volerlo(ma sperandolo), nell'industria
dello spettacolo fu prettamente e puramente "commerciale", elevando il rapporto di vendite dei dischi
all'inimmaginabile(per il tempo).
Dobbiamo considerare i tempi: nei primi '60 la macchina discografica mondiale era davvero poca cosa paragonata
non solo al giorno d'oggi ma anche agli stessi anni 60 successivi per non parlare dei '70; un artista che
allora vendeva alcune decine di miglia di copie (in UK; il mercato USA era un pò più prolifico...) era da
considerarsi una STAR assoluta; con l'arrivo dei Beatles, questi ultimi cominciarono a vendere a livello di
centinaia di miglia di copie, una cosa mai vista prima. Il BOOM si verificherà già con i primi singoli, tipo
"She loves you" e successivi, quando il totale delle SOLE PRENOTAZIONI dei negozi (oltre 500.000 copie) farà
balzare di botto il disco al N.1 in classifica ANCORA PRIMA CHE SE NE SIA VENDUTA UNA SOLA COPIA AL
CONSUMATORE. PAZZESCO.
Già questo fatto non poteva evitare che la stampa, tutta la stampa parlasse di loro non solo a livello
strettamente musicale ma di ogni aspetto -anche i più insignificanti- della loro carriera allora agli albori,
perchè questo serviva per vendere più copie ed indirettamente autoalimentava il fenomeno ad aumentare sempre
più...
una specie di reazione nucleare più o meno controllata (che servirebbe oggi in tempi di carenza energetica
del ns paese, ma non mi dilungo in merito perchè questo è un argomento spinoso che andrebbe trattato in altro
topic a parte...)
Tornando a Brian, quelle 10.000 copie sono state il primo ed ultimo "promotional act" da parte sua, in misura
più o meno significativa... poi il fenomeno, per quanto ho avuto modo di spiegare, non avrà più bisogno di
azioni del genere.


La stampa. Dunque mi paragoni alla fine i Beatles a gente tipo Lady D o Anna Maria Franzoni
purtroppo si.
volenti o nolenti.
Perchè ciò che diventarono uscì alla grande dai soli ambiti musicali, andando a toccare praticamente tutti
i risvolti della società e del costume, almeno a livello di società occidentale. Gli unici posti dove non
arrivò il fenomeno penso fossero i paesi comunisti (Cina ed USSR) di allora ed emirati arabi, oltre che gli
esquimesi del polo... per il resto del mondo, ilfenomeno fu una vera miniera d'oro per EMI & company, andando
di fatto ad alimentare un mercato discografico -non solo Beatles- dalle dimensioni mai viste in precedenza.


Ma non si può dire che la pubblicità non sia stata dai Beatles ricercata. Difatti chi se non i soliti nomi
noti vi era dietro alla mossa commerciale dei films girati dal quartetto di Liverpool?

risposta semplice: Gli Americani
Quelli della UA (United Artist) Americana, ed in quanto tale molto più "furba" a livello di business degli
anglosassoni, che fiutarono immediatamente, prima di Epstein stesso, tutto ciò che si poteva realizzare in
termini di soldi sfruttando quel marchio, quell'immagine (i Quattro) per la quale tutto il mondo stava
letteralmente impazzendo allora.
Furono loro che proposero ad Epstein un contratto di almeno 4 Films del gruppo(se non ricordo male) che egli
accettò(non certo prima di un consulto con i boys).
Fotogrammi a parte, comunque, va detto che quei films erano infarciti di canzoni(nuove e composte per
l'occasione) che ne costituivano la colonna sonora, (i vari "Hard Day's night", "Help", "Magical Mystery Tour",
"Yellow submarine"), per cui io non direi che si trattasse solo di mera operazione pubblicitaria, perchè
quelle colonne sonore, di fatto,(che poi furono pubblicate nei relativi titoli ufficiali come LP) di fatto
costituivano uno degli elementi essenziali ancora prima delle scene.

La tesi del suicidio di Epstein, però, è largamente discussa e controversa.
Però è stata ufficialmente accettata come tale.
Se anche si trattò di incidente, è certo che nel '67 Epstein si trovasse in profonda depressione.
Questo a detta di tutti quelli che gli erano ancora intimamente accanto quali amici...
Tra questi Non i Beatles che, inconsciamente o meno, avevano iniziato a prendere le distanze da lui.
Dopo la decisione del gruppo di terminare ogni tipo di attività dal vivo (dall'agosto 66, data dell'ultima
storica esibizione del vivo a CandlestickPark-S.Francisco), l'utilità di Epstein venne a poco a poco a
svanire, e lui questo lo avvertiva prima di ogni altro. Le scelte che portavano alla composizione già non
lo riguardavano affatto, essendo una stretta faccenda "Lennon&McCartney, ed egli cominciò a manisfestare una
certa inquietudine, confidando agli amici più stretti di essere diventato inutile, cominciando a trovare
conforto solo nell'uso di droghe varie.
Per uno come lui che fu paragonato a Re Mida, ai tempi della "Beatlemania", vedersi piombare a quel livello
era inaccettabile. Ma più di tutto, soffriva della mancanza di attenzione da parte degli stessi Beatles,
che ormai vedeva sempre meno.


...detta così invece questa risulta eccessivamente dura nei confronti di ...soprattutto di Richards.
Personalmente continuo a reputarlo un dio, uno dei più grandi se non il più grande creatore di riffs della
storia musicale


beh riconosco di essere stato un pò duro nel giudizio e faccio ammenda.
Anche se devo ammettere con sincerità di non sopportare il suo riff che dà praticamente l'anima a "I can get no
satisfaction", brano che da tutto il mondo è riconosciuto quale standard di fatto della musica rock ma che a
me non ha mai detto niente-solo parere personale- riconosco che Richards è un grande.
Solo anche per la meravigliosa "Jumping Jack Flash", senza ricordare tutti i monumenti sonori a seguire, da
quel punto.(i miei preferiti degli Stones, da BEGGARS ad EXILE e tutto quello che ci stà in mezzo, non
disdegnando comunque "SOUP" e "It's only rock'n'roll").


...bensì quanto a tempi musicali, innovazioni strumentali e quanto si voglia citare di maggiormente tecnico,
non posso seguirti in quanto non essendo musicista non ho competenza alcuna.

beh siamo praticamente alla pari, perchè anch'io come Te non posseggo assolutamente alcuna dotrina musicale.
Sono un semplice appassionato di musica; ho iniziato dal pop, ma è stato il prog a folgorarmi, in particolare
un gruppo che è particolarmente caro a questo Forum di discussione...
Una volta assimilata la musica dei Genesis, per me così straordinariamente inventiva, complicata tecnicamente
ed immaginifica, mi sono alienato il rock in 4/4 già in tenera età... quando ero adolescente mi nutrivo solo
di prog, tralasciando colpevolmente tutto il resto, perchè credevo che il prog fosse la forma musicale più
evoluta in assoluto. Forse è così, però col tempo ho preso visione a livello quasi totale di tutto il fenomeno
rock anni 60-70, scoprendo in continuazione autentiche gemme, da CSN&Y a tutta la famiglia BYRDS, dai Jefferson
ai Quicksilver passando per i Gratefull, i DOORS, FRANK ZAPPA, DYLAN, poi LITTLE FEAT, STEVE MILLER, ALLMAN
BROTHERS BAND, etc etc... i nomi sono tantissimi.
Con il tempo ho iniziato ad apprezzare prima il rock-jazz poi la fusion, e gente stratosferica dal punto di
vista tecnico (PERIGEO, WEATHER REPORTS, STEPS AHEAD, MILES DAVIS nelle sue varie incarnazioni e discepoli,
COLTRANE, BILL EVANS, KEITH JARRETT etc anche qui i nomi sono tanti...)


I Beatles erano un coro
Era uno dei loro marchi di fabbrica. L'uso delle voci e dei cori credo che qui abbia raggiunto lo stato
dell'arte, assieme a pochi altri casi (Beach Boys, Crosby Stills & Nash, Simon & Garfunkel...) in campo
pop&rock... Però erano veramente anche molto, molto altro. E di più, imho.
Ieri sera mi sono ascoltato per la milionesima volta(o giù di lì) REVOLVER... sull'onda della chiaccherata
con Te, questa volta ho cercato di essere particolarmente concentrato sulle varie sfumature armoniche...
Ora io non voglio nemmeno sapere la percentuale di merito da ripartire tra Lennon & McCartney & Harrison &
Martin... so solo che quei solchi sprigionano autentico genio compositivo, almeno così pare al mio cervello.
Onore per sempre a chi ha avuto quelle intuizioni ed ispirazioni-imho.
Se solo penso al "salto mortale" operato da Harrison per arricchire "I'm only sleeping" di Lennon - quei venti
secondi di chitarra praticamente IMPOSSIBILE da riprodurre del vivo perchè frutto di otto ore di lavoro da
parte di George ripartiti tra loops, nastri al contrario, ADT etc - mi vengono letteralmente i brividi.
Erano coscienti che quello che stavano facendo era impossibile da riprodurre dal vivo, perchè loro volevano
proprio questo, crescere dal punto di vista della produzione musicale sfruttando tutto quello (anche oltre)
che erano in grado di offrire loro gli allora studi di Abbey Road... se penso che fino al Pepper hanno dovuto
usare un misero 4 piste, il risultato finale ha del prodigioso... noi non abbiamo veramente idea di che cosa
erano le sessions dei Beatles... ore interminabili di studio, prove, registrazioni anche di quisquiglie
che servivano per il prodotto finale che avevano in mente come idea ed intenzione. In questo, un particolare
merito anche a George Martin quale produttore e Geoff Emerick, primo tecnico assistente di Martin (da Revolver
in poi), che "crescerà in continuazione, sempre stimolato a cercare il nuovo da parte dei Beatles" per sua
stessa ammissione.
Il fatto è che Lennon&McCartney più di chiunque altro era desideroso di vendere un prodotto che manifestasse
la loro arte; le esibizioni dal vivo non gli interessavano affatto, per tutti i motivi detti in precedenza.
McCartney in particolare era alla continua ricerca della perfezione, anche più di Lennon.


Critico invece Rolling Stones e le sue classifiche...
beh, nel caso che ho portato ad esempio, non ho posto i rifflettori sulla rivista, per la quale anch'io ho
scarso interesse, QUANTO INVECE SULLA QUALITA' E SPESSORE delle persone chiamate dalla rivista per stilare
quella classifica, particolarmente ardua, se ci pensiamo: decretare i migliori dischi del rock dal punto di
vista del contenuto, dell'influenza nella storia, ed il segno che hanno lasciato.
Tutti i votanti -adesso non li ricordo uno per uno- hanno maturato una vasta esperienza in campo musicale,
quali produttori, musicisti stessi, giornalisti dell'ambiente, già negli anni d'oro 60-70.
Lo spessore di tutta questa gente credo elevi il valore finale di questa particolare classifica e la possa
ritenere veritiera.
Se non ricordo male, oltre al PEPPER e REVOLVER figurano nei primi posti roba del calibro di BLONDE ON BLONDE,
HIGWAY 61 REVISITED, EXILE ON MAIN STREET, TOMMY... quindi anche molta gente inglese oltre che USA.



la tv modificava lo stato di percezione della realtà nelle persone.
d'accordissimo. Ed anche tutt'ora.
Un sistema di informazione è certamente in grado di influenzare l'opinione pubblica.
Quello che il sistema dice (o non dice), in un mondo sempre più legato all'informazione, è in grado di
condizionare le scelte delle persone.


E John Lennon era un'icona che proprio i mezzi di comunicazione avevano elevato
d'accordissimo. Fintanto che pochi coraggiosi e sconosciuti (tipo Country Joe McDonald) si levarono a protestare contro
il Vietnam, il sistema fece : "eh????"
Ma quando iniziò a farlo uno dalla fama di LENNON, e NON SOLO A CANZONI, il sistema cominciò a preoccuparsi per
davvero...


Non fa paura la contestazione ma l'immagine della contestazione.
Vero. a livello mediatico, il messaggio delle contestazione è proporzionale allo spessore ed importanza di
chi la fà.
Se io dico (io inteso come aor) -anche in TV- che non sono i Napoletani e Campani ad essere incivili per il
recente (mica poi tanto) problema emerso dei rifiuti, non mi caga nessuno, anche se faccio rilevare che non
è colpa dei Campani questa situazione, ma colpa di una scelta CRIMINALE di trasformare, ormai da decenni, la
Campania nella più grande discarica illegale a livello planetario di rifiuti tossici e pericolosi per la
salute, da parte delle forze Camorriste che hanno accettato rifiuti tossici da ogni parte d'Europa (non solo
nord italia) per far soldi sulla pelle ignara di milioni di ignari cittadini, che si trovano a vivere accanto
a discariche abusive potenzialmente pericolosissime. Il fatto è che non sanno letteralmente più dove mettere
i rifiuti sul suolo Campano perchè ormai quasi esclusivamente ricoperto da questi micidiali veleni; se uno
come il Bertolaso di turno cerca nuovi siti per altrettante discariche (ma anche questo è opinabile che sia
la soluzione), si ritrova, appena scavato qualche centimetro, emergere rifiuti chimici di ogni tipo.
ECCO IL PERCHE'.
Stamane salta fuori il Pres. della Rep. NAPOLITANO sbottare che la colpa sono i rifiuti del nord...
E trova riflesso su tutte le prime pagine dei giornali... come se avessero scoperto chissà che cosa!!!
Ma per favore! Ma se uno come me che ha voglia e sa come e dove informarsi lo sa da anni che le cose stanno
così!
Credo di avere un attimino "deviato" e che il problema che ho portato a galla sia meritevole di discussione
altrove, però credo che l'esempio calzi alla grande.
Quando dico che la Camorra ha architettato tutto questo, non lo ha fatto da sola...
Non si pensi che, pur di risparmiare illecitamente, rappresentanti di qualsiasi ditte produttrici di
qualsivolgia materiale chimico abbia intrapreso contatti diretto con le forze malavitose...
A far da tramite ci hanno pensato di certo rappresentanze politiche per il loro sporco gioco(leggi far soldi).
Al di là di tutto, resta il dramma rappresentato dai dati ufficiali: negli ultimi anni, in Campania si sono
alzati in misura preoccupante i casi di tumori di vario tipo nelle persone... e non dico altro.
Chi ha avuto il coraggio(ma che coraggio!) di lucrare così "sulla pelle della gente" per me meriterebbe una
sola punizione... non la dico perchè poi mi sbottano di essere violento.


Scaruffi dice però chiaramente che la gente utilizza ancora il "passaparola". Insomma, altri artisti, meno
promossi, ottengono una fama ed una vendibilità in proporzione superiore ai beatles dal semplice commento
positivo della gente, quando invece i Beatles hanno bisogno di tutto l'apporto mediatico-organizzativo
possibile.

Permettimi di non essere completamente d'accordo. Occorre differenziare i tempi.

Negli anni '60, anche dopo la fine della Beatlemania, l'imminente uscita di un LP nuovo dei Beatles era
considerato un avvenimento. Ricordo -per averle lette e sentite dire- la crescente attesa per la pubblicazione
del disco LP che avrebbe seguito RUBBER SOUL, ed ancor di più di quella per il disco che avrebbe seguito
REVOLVER, per non parlare di quella per il disco del "dopo PEPPER"....
Il fatto è che, a quel tempo, la musica di quei dischi era considerata "il verbo" a livello pop, non solo a
detta mia ma anche da parte degli stessi protagonisti musicali... quando Steve Winwood definisce RUBBER SOUL
"il disco che ha cambiato tutto nel pop" da l'esatta misura della statura e del consenso popolare che i
BEatles avevano raggiunto.
Le promozioni fatte nel tempo da parte della EMI per continuare a far soldi su quel patrimonio musicale sono
indubbie, su questo concordo. Le uscite dei vari "Yellow submarine" rimixato, "Let it be" rimixato secondo
le reali intenzioni di McCartney (parlo dell'intero LP non solo della singola canzone) al contrario del
"WALL of Sound" caratteristico che Spector diede all'album originale in fase di produzione, di "1" e di "LOVE"
sono chiaramente tutte operazioni commerciali atte per fare ulteriori guadagni e per tenere vivo il fasto.
Personalmente, io credo che come pubblicità il nome BEATLES non ne abbia bisogno più di tanto.
Credo che le loro opere saranno ancora degne di nota ed ascoltate ancora per parecchio, anche solo a
pronunciare
quel magico nome, BEATLES...
Pur musicalmente meritevoli, vorrei chiedere ad un campione di gente preso tra i più vari, se amano la musica
di gente come LITTLE FEAT, MARSHALL TUCKER BAND, RANDY NEWMAN, STEVE MILLER, RY COODER tanto per fare qualche
nome...
Sono curioso di sapere quanti mi chiederebbero chi è in realtà tutta questa gente...


Per THE DOORS, ricordo qualche post fà mi facevi l'esempio degli zaini delle ragazze nei quali era disegnata
la figura di Jim MORRISON... beh, è indubbio che quel viso emaciato e quasi spettrale, prima ancora della
musica, abbia fatto breccia nell'immaginario collettivo di milioni di cuori di ragazzine, innamoratesi di quel
bel viso...
E' il concetto del mito di Jim MORRISON, più della stessa pur grande musica dei DOORS, imho, che terrà viva
quell'immagine di gruppo rock, credo.


Sono alla fine, chiedo scusa per la lunghezza (vabbè, ormai...) ma mi piace ancora troppo scrivere su certi
argomenti... poi quando trovo uno come Carlo Maria [;)] così stimolante nelle argomentazioni...

[:)]
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Postby smiroldo » 05 Jun 2008, 07:55

oddio, scontro fra titani [:D][:D][:D]

(off topic: ciao aor, felice di rileggerti [;)] - fine OT)
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Postby paolo » 05 Jun 2008, 07:55

Aor e pe fortuna che nun te collegavi.... SEI UN GRANDISSIMO è sempre un piacere leggerti.

Ciao a presto.

Paolo 63[;)]
No cloud, a sleepy calm,
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Postby aorlansky60 » 05 Jun 2008, 08:00

un grazie a PAOLO [:)] ed un salutone a SMIRO [:)]che ho(abbiamo) finalmente modo di rivedere e rileggere [:)] con grande piacere
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Postby Carlo Maria » 05 Jun 2008, 09:41

per quanto mi secchi, caro, nei prox tre giorni non riuscirò -temo- a risponderti adeguatamente perchè ho impegni extralavorativi con le ferie medievali del mio paese. Mi riprometto però di tornare quanto prima a replicarti perchè mi diverto! [:D][;)][:)]
Ciao!
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Postby aorlansky60 » 05 Jun 2008, 10:17

OT comunicazione di servizio :

Carlo Maria,
perdonami se non ti risponderò, non per mia volontà ma è che temo di avere "saturato"
(che il Cielo ed i mod. del Forum mi perdonino a loro volta) questo topic in particolare con i miei scritti... prima o poi doveva capitare(sic)...

sono ore che tento di entrarvi, ed il sistema(il mio proxy-server, cioè) mi ritorna sistematicamente
questa scritta :

Fatal error: Allowed memory size of 8388608 bytes exhausted (tried to allocate 268650 bytes) in C:\WEBsites\anonymouse.org\anonymizer\index.php on line 1115


Dopo vari(tanti) tentativi andati a vuoto, sono riuscito ad entrarvi e ne approfitto per scrivere queste righe...

Non so se riuscirò ad entrare di nuovo (ho notato altri topic particolarmente corposi come quantità di bytes
dove il proxy fà altrettanta fatica, ritornandomi lo stesso errore...)

peccato... concordo che era una gran bella discussione ed anch'io mi divertivo [:)][;)]
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Postby Hogweed » 05 Jun 2008, 10:29

Aor, prova a postare in un topicchino![;)]
There's an angel standing in the sun, and he's crying with a loud voice!!!!


Non sarebbe male leggere le FAQ
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Postby Carlo Maria » 07 Jun 2008, 22:49

quote:
Originally posted by aorlansky60

OT comunicazione di servizio :

Carlo Maria,
perdonami se non ti risponderò, non per mia volontà ma è che temo di avere "saturato"
(che il Cielo ed i mod. del Forum mi perdonino a loro volta) questo topic in particolare con i miei scritti... prima o poi doveva capitare(sic)...

sono ore che tento di entrarvi, ed il sistema(il mio proxy-server, cioè) mi ritorna sistematicamente
questa scritta :

Fatal error: Allowed memory size of 8388608 bytes exhausted (tried to allocate 268650 bytes) in C:\WEBsites\anonymouse.org\anonymizer\index.php on line 1115


Dopo vari(tanti) tentativi andati a vuoto, sono riuscito ad entrarvi e ne approfitto per scrivere queste righe...

Non so se riuscirò ad entrare di nuovo (ho notato altri topic particolarmente corposi come quantità di bytes
dove il proxy fà altrettanta fatica, ritornandomi lo stesso errore...)

peccato... concordo che era una gran bella discussione ed anch'io mi divertivo [:)][;)]




Se il problema è questo, beh caro potrei aprire un topic chiamato Beatles II e proseguire lì. Se ai mod va a genio la cosa, beninteso. Attendo loro opinione.
Carlo Maria
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Postby aorlansky60 » 09 Jun 2008, 06:22

mahhh... stamane sono riuscito ad entrare nel topic senza problemi...
dev'essere il mio strumento di navigazione che ogni tanto "dà i numeri", boh...[:D]
credo che si possa continuare qui...[:)]
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