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Originally posted by Betelgeuse
...E' sicuramente oggetto di dibattito capire se i Beatles abbiano avuto tutta questa influenza che si attribuisce loro sugli altri gruppi...







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Originally posted by aorlansky60
Se analiziamo la produzione degli Stones negli anni '60, a mio parere sembrava che gli Stones vivessore sotto
un alone caustico reverenziale nei confronti dei Beatles; anche la produzione musicale non ne era scevra;
Aftermath a me è sempre sembrato una copia di Revolver, per non parlare di THEIR MAJESTIC, palesemente influenzato dal PEPPER(imho)
Non voglio sminuire gli STONES; per me tornarono GRANDI quando ritrovarono la rotta; e la rotta la ritrovarono
quando decisero di tornare seriamente al BLUES, con brani quale "Jumping Jack Flash" in primis, vero spartiacque
stilistico della loro carriera, e poi con il mitico BEGGARS BANQUET, credo uno dei dischi più belli di sempre,
continuando con LET IT BLEED, STYCKY FINGER e EXILE, uno più bello e riuscito dell'altro(imho).


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Originally posted by aorlansky60
Carlo Maria ha scritto :
"Però trovo che i Beatles abbiano imitato quasi pedissequamente il percorso musicale dei Beach Boys"
Non va dimenticato che i Beatles erano un entità formato da quattro personalità distinte, delle quali una forte
(George) e DUE FORTISSIME OLTRE OGNI IMMAGINAZIONE (JOHN e PAUL); era certamente quest'ultimo ad essere
molto impressionato dal modo di comporre di B.Wilson, perchè JOHN non lo era affatto, tanto meno George, e lo
si avverte in tutti i brani dove è più marcata la mano di Lennon. John era fortemente influenzato da DYLAN più
che da Wilson.
"I Beatles smettono di esibirsi live a metà carriera..."
Nessuno dei Beatles era un mostro di tecnica al proprio strumento, questa và detto perchè è davvero così.
Ringo era "solo" un buon batterista, George all'inizio era il più preparato dei 4 al rispettivo strumento,
anche se era lontano da gente del calibro di Pete TOWNSHEND, per non parlare di Eric CLAPTON, ed ancor più
di un certo JEFF BECK che io ritengo essere il più talentuoso e tecnico chitarrista che L'Inghilterra del
tempo abbia prodotto; LENNON era un mediocre chitarrista ritmico, per suo stesso ammettere, e Paul era un
chitarrista che aveva appena scoperto il basso, per necessità avvenute; quest'ultimo fu quello che più crescerà negli
anni, sviluppando un fraseggio al basso originale ed innovativo(imho), tanto che uno dei tratti salienti ad essere ricordato della loro musica a livello tecnico sarà proprio l'apporto "di quel basso" in molte loro composizioni.
I BEATLES smisero di fare esibizioni LIVE perchè lo trovarono un ostacolo alla loro sperimentazione, oltre
al fatto che non ne potevano letteralmente più di urla che coprivano la loro musica; come disse RINGO,
giustamente(imho): "...non venivano ai concerti per sentirci, ma solo per vederci... perchè dopo pochi
istanti, le urla coprivano tutto... non riuscivo quasi nemmeno a stare a tempo, in modo da tenerli legati...
sentivo che al tempo, le nostre esibizioni erano musicalmente uno schifo..."
Smisero perchè la loro sperimentazione, almeno da RUBBER SOUL, rendeva MOLTO DIFFICILE eseguire quei brani dal
vivo... questo ancora a maggior ragione con la maggioranza dei brani di REVOLVER per non parlare del PEPPER, un laboratorio musicale di esperimenti e voli pindarici, per lo standard del tempo...
Loro consciamente in quel tempo stavano dedicando tutte le loro energie alla sperimentazione in studio, ed
anche se un brano era impossibile da essere riprodotto dal vivo a loro non importava... Avevano individuato
l'album LP come mezzo sufficiente per trasmettere al pubblico la loro Arte; perchè se la loro musica non era
Rock con assoli "a tutto gas", era comunque un qualcosa di unico sotto il profilo compositivo. Quadri
irripetibili sotto molti aspetti.
"però per me un vero gruppo si vede live. I Grateful Dead e -trent'anni dopo- i Phish erano già famosi e
mitici nell'ambiente ANNI prima di pubblicare il primo album, proprio grazie ai loro live"
D'accordo anche qui, ma parliamo di gente che tecnicamente era ben al di sopra dei BEATLES; mi fa piacere che
Tu abbia menzionato i Phish che anche a me piacciono molto... li trovo una sorta di "mix" tra Grateful & Zappa,
con uno spruzzo di PROG alla fine della "shekerata"...
io li apprezzo, i Beatles, però non riesco proprio a considerarli al vostro livello!
i gusti personali sono importanti in questo, in fondo... se uno ha conosciuto prima la musica dei '70, (è un
esempio, non so se è il tuo caso) e poi in un secondo tempo si accosta alla musica dei Beatles, la troverà
magari troppo semplice e priva di interesse; però, esaminata a fondo, molte delle loro composizioni celano
un incredibile inventiva per il tempo in cui furono pubblicate(imho) e molte delle loro melodie hanno retto
bene il tempo, diventando dei classici.


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Originally posted by aorlansky60
1) Il loro produttore George MARTIN non influenzò in alcun modo - e questo è importante dirlo -
lo sviluppo
creativo e compositivo dei BEATLES. Questo è un concetto universalmente noto, grazie alle parole dello stesso
MARTIN, che fu solo il tramite per la realizzazione di quello che volevano JOHN e PAUL... Rimarrà mitica una
delle
richieste di LENNON a MARTIN "hey, George, vorrei che questa suonasse come un'arancia!..." il che la dice lunga
circa l'ecclettismo stravagante di LENNON; questa richiesta la fece quando già era in confidenze col proprio
produttore e questi già conosceva la consistenza artistica del duo che era stato chiamato dal caso e dalla
storia
a produrre...
Per sue stesse ammissioni, riportate (di MARTIN): "...io non entrai mai nelle scelte che portavano John e Paul
a comporre, ne presi mai parte ai loro incredibili guadagni(per il tempo, ndr), tutt'al più cercavo di trovare
musicalmente ciò che loro due mi chiedevano..." questa è la pura verita e va detto, ad onore di un vero
gentleman qual'era indubbiamente sir George MARTIN; fu una vera fortuna per il gruppo incontrare un persona
come lui.
Giusto solo all'inizio (nel 63) si impuntò per far loro registrare una composizione che lui credeva di
successo certo ("How do you do it" di Mitch Murray, compositore professionista); di fronte alla reticenza dei
boys, che premevano per registrare una cosa loro, disse con una certo vigore "ora farete questa; quando ne
saprete comporre di migliori le registreremo, ma ora faremo questa..."
Quel brano fu dato poi in pasto a Gerry&the Pacemakers che la portarono al n.1 in UK, dimostrando anche il
fiuto che aveva George Martin per i brani pop.
Dal '64, per parole dello stesso Martin, LENNON&McCARTNEY "sbocciarono" come compositori, fornendogli materiale
via via più interessante e stimolante sul quale mettere le mani e lavorare.
Una delle scelte, ma non musicali, venne invece dal loro manager Brian EPSTEIN, che impose loro
un immagine "rosa, acqua e sapone" che piacque immediatamente a Paul ma che John odiava fortemente; li fece
vestire in un certo modo, dalle migliori sartorie di Londra, facendo loro dismettere i primi abiti in pelle
che in un certo senso rieccheggiava la loro figura di "Rockers e Fighters" quali erano ai primi tempi, quelli
di Amburgo... li fece apparire come il gruppo che "vogliono prenderti per mano" a differenza degli STONES che
"vogliono bruciarti la città...", facendo dimenticare (ma non di certo A CHI LI CONOSCEVA PER DAVVERO) che
JOHN, PAUL (anche GEORGE) erano di fatto "figli di puttana" presi singolarmente assai superiori a tutti gli stessi STONES messi assieme.
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Una delle prime influenze serie di LENNON fu BOB DYLAN, questo di certo già dal '65, palesemente esplicita
tramite una composizione quale "You've got to hide your love away"; per parole dello stesso LENNON (ma anche
Harrison), DYLAN fu il primo ad esercitare su di lui una certa influenza; suonavano spesso i primi dischi
folk di DYLAN, trovandolo affascinante specie nel modo di scrivere i testi.
DYLAN non aveva invece lo stesso effetto su Paul, molto più colpito dall'eleganza di forma di B.Wilson.
Qui non invento niente perchè è tutta STORIA, per bocca degli stessi protagonisti.
E' interessante notare quanto anche i BEATLES stessero influenzando inconsapevolmente lo stesso DYLAN, che per
sua stessa ammissione,
"li stava tenendo d'occhio già dagli inizi" perchè a lui parve chiaro che "quella era la direzione".
Se non ci fosse stata la British Invasion del '64, ed in cima a questa il successo già raccolto dai BEATLES,
credo che difficilmente avremmo visto la conversione di DYLAN dal folk puro ad una forma musicale "elettrica",
ed anche questa è storia, così come-ribadisco- non avremmo visto la nascita di fatto del folk-rock inaugurato
dai BYRDS, altro gruppo seminale fondamentale.
Ripeto, quel periodo - dal 65 in poi ma più precisamente 65-67, fu un periodo di AUTOINFLUENZA senza pari.
Quel periodo scrisse la storia e le fondamenta del pop&rock.
quote:
2) il discorso "dal vivo"
Loro per primi erano coscienti dei propri "limiti tecnici" - LENNON più volte ammise di non essere un granchè
quale chitarrista, riconoscendo ad uno come E.Clapton una bravura tecnica che lui non possedeva affatto;
diceva di possedere solo le basi che gli permettevano di comporre, punto e basta.
Il fatto è che LENNON era un pigro per natura. Spronato in continuazione dall'iperattivo McCartney, in quel
binomio di "amore&odio" egli riuscirà a dare fondo a tutte le proprie energie, e con l'aiuto del partner a
comporre "quadri pop" unici per marchio e stile - la sola voce di Lennon ne era marchio di fabbrica, potente
e tagliente-
Ad un certo punto della storia, furono affascinati dal potenziale che uno studio di registrazione poteva
permettergli di realizzare, molto più delle esibizioni dal vivo che erano per loro diventate una fatica ogni
limite. Non dimentichiamoci lo sforzo mentale che i 4 dovettero affrontare durante la "Beatlemania"; erano
sotto i riflettori 24 ore su 24; nessun altro gruppo del tempo fu sottoposto ad una tale fatica; quando
Harrison dichiarò, anni dopo che "il pubblico ha dato i suoi soldi ed entusiasmo, noi il nostro sistema
nervoso..." è facile rendersi conto dello stress al quale vennero sottoposti; anche per questo abbandonarono
le tourneè, trovando di rimando molto più stimolante "creare" in studio di registrazione.
Le loro canzoni, almeno da un certo punto in poi, possono sembrare candide ed innocue specialmente ad un
orecchio smaliziato musicalmente, ma denotano (imho) un inventiva senza pari in molti casi.
Come amo spesso definirle, dei veri e propri quadretti, QUADRI D'Autore.
Non era rock. O almeno non solo rock.
Era la composizione pop moderna allo stato dell'Arte
LENNON&McCARTNEY non erano "esecutori" ma "creatori" di canzoni pop. Al massimo dei livelli.
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Uno dei meriti che ebbero fu quello di piacere nello stesso tempo a più generazioni, almeno in UK, dai bambini
di 12 anni, ai ragazzi ventenni, agli adulti fino ai vecchi di 60 anni. Secondo me, non è poco.
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Quando Carlo Maria afferma "A me solo i Beatles e i Beach Boys sembrano davvero di un'altra epoca, precedente e superata."
Curioso, perchè quando ascolto le loro opere migliori, REVOLVER in particolare, la musica che vi è contenuta
a me sembra ancora così straordinariamente attuale e "fuori dal tempo", specie se messa a confronto con opere
che ne condividono il tempo -per es. il pur grande "SELL OUT" degli WHO- che mi danno l'idea di essere molto
più disperse nel tempo...
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ps -diretto a Carlo Maria: mi spiace dovere troncare questo stimolante scambio di vedute, ma ho problemi di collegamento, purtroppo; bello trovare persone come Te che, come me, apprezzano musica di ogni tipo - dagli Zeppelin ai Phish




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Originally posted by aorlansky60
I Beatles furono fortunati ad incontrare queste due persone nel corso della loro storia; Epstein si occupò di
tutto il management, lasciando a John e Paul solo l'onere di "fare musica" e comporre; dell'importanza di
Brian se ne accorsero immediatamente dopo la sua morte, quando dovettero affrontare problemi che non
conoscevano affatto e che non avevano mai incontrato in passato.
Martin assecondò le idee dei due producendo arragiamenti -come giustamente fai notare- straordinari; il fatto
che non comparisse nel copyright delle canzoni -lo storico marchio "Lennon&McCartney"- ma che si accontentasse
solo dello stipendio della EMI, e che facesse quel lavoro "per il gusto di farlo bene, nel migliore dei modi"
dà l'idea dello spessore di questa persona eccezionale.
Però io credo -e ne sarò sempre convinto- che Lennon&McCartney, nonstante la presenza di due figure di tale
spessore a far loro da chioccia, a livello musicale erano ben più influenzati dalla concorrenza musicale che
si stava levando attorno a loro al tempo; loro due osservavano praticamente TUTTO ciò che li circondava,
cercando costantemente fonti di ispirazione ovunque e sempre... perfino dai programmi TV dell'epoca -cosa molto
comune soprattutto per Lennon- e dalle testate dei giornali e relativi articoli...
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Io credo che la pubblicità i Beatles se la autoprocurarono con le proprie opere, fin dall'inizio...
Forse i tempi erano maturi perchè l'industria avesse bisogno di un fenomeno come il loro, come effettivamente
successe; se non dovesse essere capitato ai BEATLES, forse un altro gruppo (i Rollings, chissà) sarebbe assurto
agli onori delle cronache du tutti i tipi al posto loro...
Mi spiego meglio.
I Beatles come gruppo erano già insieme prima dell'avvento del decennio; nel '60 andranno ad Amburgo in due
occasioni per una manciata di soldi; l'occasione, più dei miseri guadagni, servirà loro come esperienza per
crescere e rinvigorire quell'unione, non solo a livello musicale.
La EMI pubblicò nell'ottobre del '62 il loro primo storico 45 "Love me do" e non successe niente, il singolo
arrivò al 17mo posto della classifica UK. Poi successe qualcosa che non ha niente a che vedere con la
pubblicità: Brian Epstein riuscì a collocarli in una storica trasmissione televisiva per teenagers del tempo,
nel marzo del '63, poco dopo la pubblicazione del loro secondo 45g, quel "Please please me" che eseguirono
nel corso di quella trasmissione, vista da milioni di ragazzini/e; quella fu la miccia che innescò il tutto.
Più della canzone, effettivamente puerile vista al giorno d'oggi, Vedere quei quattro ragazzi scuotere
sincronicamente quelle cappigliature era una cosa mai vista prima nel campo dello spettacolo. Era una novità
che colpì tutti quei teenagers che li videro quella sera. Non solo...
Il giorno dopo, tutti i giornali Inglesi del tempo montarono la cosa; questo forse i Beatles lo speravano ma
non lo avevano chiesto.
Il loro terzo 45g "From me to you" fu addirittura osteggiato dalla critica, che li dava già per finiti...
Fu con l'agosto del '63 e la pubblicazione di "She loves you" che nacque la Beatlemania, e quella canzone,
che al giorno d'oggi possiamo definire ridicola soprattutto nel testo, aveva per il tempo una carica micidiale
mai sentita prima, che colpì nel segno: quel "Yeah yeah yeah" iniziale - che MARTIN aveva voluto fortemente
all'inizio contro il volere di Lennon&McCartney, a dimostrazione del suo intuito- COSTITUI' UNA VERA BOMBA.
Il fenomeno montò a dismisura, perchè tutti i giornali Inglesi dedicavano
praticamente ogni giorno la prima pagina al quartetto.
In questo tipo di pubblicità i BEATLES e lo stesso Epstein c'entravano poco.
Il fenomeno cominciava ad uscire dagli ambiti musicali, costituendo un fenomeno societario e di costume, come
non si era mai visto prima di allora, nemmeno negli USA con Elvis...
Gli USA ancora li snobbavano, al tempo.
MARTIN aveva fatto di tutto per cercare di promuovere quelle canzoni, ma alla Capitol americana-consociata
della EMI Inglese- se ne fregavano, adducendo che quel tipo di musica non aveva "chances" nel mercato USA.
Poi arrivò l'assassinio di JFKennedy, ed una nazione intera trascinata nel dolore comune.
Molti sociologi hanno associato -a torto od a ragione, non sò- il fatto che gli USA caddero ai piedi dei
Beatles dopo
quel tragico evento. Stà di fatto che pubblicarono "I want to hold your hand" di lì a poco, altro n.1 in UK,
e che una copia del disco fu inviata via aerea da un americano che aveva come amico un DJ radio di NYC...
questi la trasmise alla radio nel corso del suo spazio... la storia narra di una VALANGA di telefonate di
ragazzi che intasarono la linea della radio, che chiedevano notizie del gruppo che eseguiva quella canzone.
La notizia si diffuse a macchia d'olio;
Il gioco era fatto.
La Capitol fu obbligata a stampare e diffondere quella canzone, di fronte ad una domanda che montava
incontrollata.
I Beatles non volevano andare in tourneè in USA prima di avere un N.1 e lo ottennero così, inaspettatamente.
Erano in tour a Parigi per due serate, quando un eccitatissimo Epstein telefonò a Martin in UK alle due di
notte, perchè aveva appena ricevuto notizie incredibili dalla Capitol : "We number one!!!"
Quello che successe dopo, a livello pubblicitario, posso concordarlo con Te -è incredibile il numero e tipo
di gadget che i molto più furbi americani proposero ad Epstein e realizzarono per tramutare in oro quel
momento: abbigliamento, caramelle, puppazzetti, figurine, etc e non ricordo nemmeno tutto, credo perfino
parrucche "alla Beatles" e chissà cos'altro... tutto fu utile per far guadagni su quell'immagine.
È altrettanto incredibile notare quanto Epstein sottovalutò quel incredibile potenziale, destinando solo un
misero 10% a se ed al gruppo sul ricavato del merchandising, lasciando oro agli americani, ma questo è un altro
discorso.
Che fossero meritevoli o no, di sfondare in quel modo, quelle prime canzoni di fatto costituirono la migliore
pubblicità per il gruppo, imho. Poi la qualità è un altra storia; quelle canzoni sono estremamente puerili,
anche per il mio orecchio, stà di fatto che all'epoca SFONDARONO ALLA GRANDE. Il resto è storia.
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proprio perchè di fatto i BEATLES erano usciti dal solo ambito musicale, diventando una gallina dalle uova
d'oro da sfruttare, dando lavoro a tutti, alla stampa in primo luogo che diventerà in seguito il più grande
(od uno dei più grandi) promotore del complesso. Senza che questo potesse dire o fare, ormai la macchina era
in moto; loro guardavano stupiti e meravigliati (oltre che strafelici perchè stavano ottenendo quello che
avevano sempre sperato, anche se quello che stavano ottenendo andava oltre ogni loro più rosea immaginazione)
ciò che stava accadendo, non potendo farci niente. Il fatto è che il mondo,
in quel periodo, (forse)aveva bisogno di un fenomeno del genere. Non è un caso che sia capitato nei sixties. Credo
che una cosa del genere sia irripetibile.
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Intendevo dire caratterialmente.
John e Paul soprattutti (ed anche George, ma in misura minore) erano noti in chi li frequentava intimamente
come dei veri "figli di buona donna" che pensavano solo ai propri interessi (a quelli del complesso, cioè);
forse solo nei confronti di MARTIN mantennero un atteggiamento riverenziale, un pò per la differenza d'età,
un pò per la posizione che occupava quella persona nella storia, ma con tutto il resto del mondo, ed intendo
proprio TUTTO,
il loro atteggiamento era di assoluta superiorità, del tipo "è così perchè lo dico io, altrimenti vaff****lo!!"
C'è un lato della vita dei due che forse spiega questa carica aggressiva: avevano perso entrambi la madre
in età piuttosto giovane, ed in condizioni drammatiche; quella di Lennon in un incidente d'auto, quella di
McCartney per un male incurabile; Paul riuscirà a "metabolizzare" ed esorcizzare nel tempo il fatto meglio di
JOHN, che conserverà negli anni una carica aggressiva inaudita che era pronta a sfocciarsi contro chiunque,
all'occasione anche con il migliore dei suoi amici.
Riuscirà a trovare un pò di serenità quando incontrerà e frequenterà, fino alla morte, YOKO ONO.
A parte questo, la loro storia è infarcita anch'essa (non solo quella degli Stones) da fatti luttuosi, come la
morte del primo bassista del gruppo, Stuart Sutcliff, morto in tragiche circostanze nel 1962 per un tumore al
cervello procurato verosimilmente anni prima da una botta rimediata in testa, quando i Beatles oltre che
musicisti di belle speranze erano pronti sempre ed ovunque a fare a botte per qualsiasi ragione;
poi fu la volta di Brian Epstein nel 67, a poco a poco estromesso dagli affari del gruppo -da quando questi
abbandonarono le tourneè,
il ruolo di Epstein venne a poco a poco sminuito ed egli cadde in depressione, arrivando al suicidio (anche
se ne non fu provata la volontà, di fatto morì per una dose da elefante di droghe miste a tranquillanti); poi
fu la volta di uno dei loro "roadies" stocici, Mal Evans, che nei primi '70, quando la parabola era già
conclusa, morì impallinato a L.A. dalla polizia che male interpretò il suo stato di ubriachezza, di fatto
dimenticato dal gruppo e lasciato in solitudine;
per non parlare dell'avvocato di B.Epstein, suicidatosi negli anni sessanta a causa dei mancati introiti
derivati dal cattivo fiuto del manager del gruppo sulla faccenda del "merchandising" di cui parlavo prima,
ma questa è un altra storia...
Il fatto che i Beatles erano praticamente coccolati e venerati dall'intera nazione (parlo dell'UK) li difese
verso la legge, al contrario degli Stones, anche per uso (massiccio ed allegro) di stupefacenti; quando il
vento cambierà, dal '68, anche per l'atteggiamento via via sempre più ostile di Lennon nel confronto di tutti,
cambierà anche "l'attenzione" della polizia nei loro riguardi (Harrison e Lennon saranno pizzicati più volte
per possesso ed uso di droga).
quote:
Era davvero un grande, grandissimo artista, ma credo poco c'entrasse con gli Stones e la loro immagine.
Di fatto, Brian fu fatto a pezzi e lasciato essiccare da quell'altro distinto "gentleman"(si fa per dire...)
di nome Mick Jagger... di fatto estromesso dalla band.
Brian Jones era un artista troppo più elevato musicalmente di Richards&C
Per il loro blues sporco e graffiante, penso che anche il successivo chitarrista sostituto di Brian, MICK
TAYLOR fosse troppo raffinato musicalmente per integrarsi in quella band e quel sound.
Il chitarrista definitivo degli STONES, imho, resta e resterà sempre RON WOOD, "sporco" e "graffiante" come
Richards & Jagger e quella musica che li ha fatto grandi - parlo da BEGGARS in su.
quote:
John era un utopista, un sognatore, un don chisciotte che si veste da cavaliere in tempi in cui la
cavalleria è tristemente già morta
John LENNON resterà ai miei occhi, come uno dei migliori "figli di..." ed allo stesso tempo come uno dei
più grandi filosofi del ns tempo, anche se estremamente ingenuo e "naiff", utopista e sognatore come Tu dici.
Era una persona dalla personalità assai complessa, derivata anche dai fatti della vita che ho descritto poco
più su.
Lui era semplicemente una persona che voleva "fama soldi e successo per avere donne ed agi" e che aspirava
semplicemente a vivere suonando in una rock'n'roll band.
Appena l'ho conosciuto(dai dischi, intendo...), ho amato la sua musica, ha rallegrato la mia vita... lo
ringrazio per questo.
Lui era quello che aspirava al successo, per poi disfarlo in continuazione con atteggiamenti discutibili ed
incomprensibili, questo dal '68 in poi, quando incontrerà YOKO ONO e comincerà ad averne abbastanza del
nome BEATLES.
Lui era quello che compose IMAGINE, dal testo potente e dirompente quanto semplice ed utopistico.
D'accordo, può essere naiff, ma in fondo quel che è descritto in quei versi non è quello che sogna ogni uomo
ed essere vivente? PACE, AMORE, FELICITA'? e fratellanza reciproca? Utopie, certo, ma il mondo come lo
vedeva e voleva Lennon in quella canzone potrebbe essere il PARADISO, ne sono convinto, non l'inferno
quotidiano
come lo devono spesso subire miliardi di esseri umani.
quote:
Nel 1963 Bob Dylan pubblica The Freewheelin' Bob Dylan; i Beatles Please Please Me
Inutile cercare di confrontare il sontuoso modo di scrivere di DYLAN con la puerilità e disarmante
innocenza dei primi testi dei BEATLES, su questo penso che il mondo intero sia d'accordo.
Più che i testi, sono convinto che l'apporto del gruppo per lo sviluppo della musica pop sia da vedere
nelle armonie, nelle orchestrazioni e nella pura musica... senza tralasciare alcuni testi memorabili, per
es. quello di "Eleanor Rigby" capolavoro letterario-imho- che preconizza uno dei mali oscuri della moderna
società: l'incomunicabilità tra gli esseri e la relativa alienazione. Questo è uno dei temi che i Beatles
hanno affrontato per primi, al di là delle visioni politiche&sociali che andavano per la maggiore in quegli
anni (Vietnam in primis) che i Beatles non hanno mai (voluto) affrontare.
Cercheranno, sopratutto Lennon, di dare una lettura personale della situazione con "Revolution" nel '68,
che sarà vista estremamente "reazionaria" da molti.
il fatto è che Lennon stava cominciando a cambiare, intuendo una possibile rivoluzione in chiave pacifista,
alla "Ghandi", e che lo porterà a scrivere di li a poco "Give peace a chance"
quote:
nel biennio 1965-'67 Bob ha pubblicato due album immortali come Highway 61 Revisited e Blonde on Blonde. Se
tu riesci a confrontarmi questi con i capolavori dei Beatles, Revolver e Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band
mi devi gentilmente spiegare sotto quale aspetto perchè in tutto si differenziano
ci aggiungo certamente, per DYLAN, anche "Bringing it all back home" del '65 nella galleria dei capolavori.
Io credo che la prima influenza Dylaniana era ormai sparita, a quel punto in Lennon.
A parte questo, io vedo benissimo RUBBER SOUL, REVOLVER e SGT PEPPER reggere il confronto, per spessore
artistico, con la triade Dylaniana citata prima, e non solo io. Per la cronaca, alcuni anni or sono, "Rolling
Stones"(la storica rivista) delegò circa trecento tra musicisti, produttori e giornalisti musicali che
"vissero" gli anni 60-70-80 in prima persona, esprimersi su quello che pensavano essere i dischi più grandi del
rock. Questi 300 circa personaggi, di indubbia esperienza e spessore musicale ognuno nel proprio settore, hanno
decretato il PEPPER al 1mo posto assoluto, seguito da Revolver al 2ndo.
Ognuno poi può dare il peso che vuole o meno a questo genere di classifica che tuttavia, ripeto, non essere il
solito referendum qualsiasi della rivista pinco pallino, visto e considerato la personalità dei votanti.
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i Beatles hanno composto per lo più liriche piuttosto esili... m'azzardo a definirle sciocche
concordo pienamente per il primo periodo; ma quando John e Paul cominciarono a "guardarsi in giro", nel '65
convennero che le solite canzoni d'amore non avvrebbero loro consentito di far molta strada; cominciarono
a scrivere molto più introspettivamente, cercando ispirazione anche nella proprio vita vissuta fino allora.
I loro testi da RUBBER SOUL in poi divennero molto più elaborati, ricchi ed in una qualche maniera oscuri e
quasi indecifrabili, contenenti spesso doppi e tripli sensi.
Od espliciti in maniera esagerata - il testo di LUCY in the SKY è la visione fantastica di un "viaggio" sotto
uso di stupefacenti, anche se l'autore ha sempre negato, e per me resta un piccolo-grande capolavoro nel suo
genere.
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I Beatles sono ciò che di più lontano vedo da tutta la realtà che avrebbero dovuto vivere: proteste
studentesche, lotta dei neri, hippies, guerra in Vietnam. E poi... Monterey, Isola di White, Woodstock
Per scelta; evitarono, almeno finchè furono legati comne gruppo, commenti sulla guerra in Vietnam (anche se
comunque, nelle interviste, LENNON era sempre acido verso gli USA quando si toccava quell'argomento).
Finch'è furono insieme, crearono musica di un certo tipo, poi credo che, oltre alla stessa YOKO ONO, una
diversa
veduta sulla realtà degli eventi socio&politici da parte di Lennon portò alla rottura definitiva con McCartney.
Lennon stava assumendo a poco a poco una coscienza sociale che lo porterà ad assumersi scelte e responsabilità
che peseranno non poco sulla propria vita.
Molti musicisti, al tempo, protestavano in musica per il Vietnam e la durezza della polizia nel reprimere
questo sentimento; quando lo farà LENNON, non in musica ma in fatti, esponendosi di prima persona, la CIA
aprirà un dossier contro di lui e l'FBI comincerà a fargli la guerra, cercando in tutti i modi di espellerlo
dagli USA, mentre tutti i musicisti suoi colleghi che lo facevano in musica potevano dirlo sempre e comunque
continuando a vivere nella loro villa con piscina e spostandosi con la propria limousine.
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intendevo quello che ho detto -hanno accomunato diverse generazioni di pubblico estimatore- relativo agli anni
'60, quando erano insieme.
Non so se, come dice Piero Scaruffi(noto sgretolatore di tutto l'universo Beatles), le loro canzoni sono ormai
mandate solo nei supermatket; è strano che lo dica uno come lui che ha vissuto negli USA (credo tuttora),
perchè
se facciamo una statistica, è a dir poco INCREDIBILE la frequenza con la quale ancora oggi, parlo con dati alla
mano, le radio degli STATES mandino in onda canzoni dei Fab Fours, a testimonianza di come siano ancora attuali
ed amati da quelle parti.
quote:
E brani come Break On Through, Light My Fire e The End sono tuttora memorabili nonostante abbiano avuto un
decimo della pubblicità di cui i Beatles hanno goduto
Amo questi brani, ma non sottostimerei la pubblicità che volenti o nolenti anche i Doors si autofecero, con
la propria musica, nel 67-68. Anche loro, grazie agli atteggiamenti coraggiosi ed a volte discutibili del
proprio leader, non passarono inosservati dalle cronache giornalistiche.





quote:
Originally posted by aorlansky60
OT comunicazione di servizio :
Carlo Maria,
perdonami se non ti risponderò, non per mia volontà ma è che temo di avere "saturato"
(che il Cielo ed i mod. del Forum mi perdonino a loro volta) questo topic in particolare con i miei scritti... prima o poi doveva capitare(sic)...
sono ore che tento di entrarvi, ed il sistema(il mio proxy-server, cioè) mi ritorna sistematicamente
questa scritta :
Fatal error: Allowed memory size of 8388608 bytes exhausted (tried to allocate 268650 bytes) in C:\WEBsites\anonymouse.org\anonymizer\index.php on line 1115
Dopo vari(tanti) tentativi andati a vuoto, sono riuscito ad entrarvi e ne approfitto per scrivere queste righe...
Non so se riuscirò ad entrare di nuovo (ho notato altri topic particolarmente corposi come quantità di bytes
dove il proxy fà altrettanta fatica, ritornandomi lo stesso errore...)
peccato... concordo che era una gran bella discussione ed anch'io mi divertivo [:)][;)]


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