Archeo Musik - Tony Squonk and the slippermen

Strumenti musicali, tecniche e tecnologia del suono; inserzioni e richieste/offerte di collaborazioni; domande e risposte per addetti ai lavori.

Archeo Musik - Tony Squonk and the slippermen

Postby Duke59 » 28 Apr 2026, 13:10

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ANTEFATTO

Era il 2011 circa e dopo più o meno 20 anni incontravo nuovamente il mio vecchio amico Antonello.

Antonello era stato il mio miglior amico in gioventù, ex compagno di scuola, ex cantante in uno dei vari gruppi musicali in cui avevo suonato prima che ci perdessimo di vista nel 1989-1990 circa.

Con l'occasione Antonello mi portò delle testimonianze dei vecchi tempi, inclusi dei CD con la digitalizzazione di alcune nostre canzoni (purtroppo non tutte) che avevamo suonato nei primi anni '80 con il gruppo o in duo.

Ma non solo.

Antonello mi portò anche la copia di una cosa di cui mi ero del tutto dimenticato:
un'audiocassetta di “Tony Squonk and the Slippermen”.

E “Tony Squonk and the slippermen” ero (stato) io!

Infatti nel 1988, durante un periodo in cui erano in atto cambiamenti nel gruppo in cui suonavo, decisi di approfittarne per fare un “album solista/raccolta di demo” di composizioni mie.

E così nacque il progetto “Tony Squonk and the slippermen”, un nickname che per gli appassionati dei Genesis non necessita certo di spiegazioni e sotto il quale si celava il sottoscritto.

Registrai la cassetta (maggiori info più avanti) e ne feci credo 8-10 copie che distribuii agli amici e la cosa, ovviamente finì li.

Quanto ad Antonello questo è un collage di due foto del nostro duo “The big oncia” (io sono quello alla chitarra) con cui negli anni '80 partecipammo ad un paio di festival locali con canzonette composte da me in stile Righeira, ma più serie (si fa per dire). Lui era il mattatore, aveva una gran presenza scenica, io invece ero paralizzato dalla timidezza ma scrivevo musica e testi e suonicchiavo tutti gli strumenti. (Per mia fortuna eravamo forzatamente in playback).

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Antonello lo rividi ancora alcune volte poi due anni dopo emigrò in Thailandia dove purtroppo morì in circostanze misteriose nel 2014.

RIP Antonello. Quante cose abbiamo fatto insieme!


L'AUDIOCASSETTA



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E così la cassetta di Tony Squonk nel 2011 ricomparve in casa mia (la mia copia master purtroppo era andata persa già durante gli anni '90).

La misi da parte e non ci pensai più.

Però un paio di settimane fa mi resi conto che se avessi abbandonato l'audiocassetta al suo destino il nastro avrebbe continuato a deteriorarsi sempre più, nessuno avrebbe mai più potuto ascoltarla (e forse questo poteva essere un bene [:D] ) e tutto il lavoro fatto sarebbe finito nella spazzatura.

Mi seccava l'idea che di abbandonare nuovamente il lavoro fatto nel 1988 dato che il destino me lo aveva rimesso casualmente in mano.

Da qui l'idea di digitalizzare quei pezzi e, usando alcuni software in mio possesso, tentare di restaurarli per quanto possibile per poi pubblicarli in rete in modo che tornassero a vivere - e a far danni [:D] - in qualche forma.

Detto fatto, non conoscendo nessuno in possesso di un lettore di audiocassette decente, ne ho quindi dovuto acquistare uno, il FiiO CP13 che sebbene compatto dai test risulta uno dei migliori per la sua fascia di prezzo.

Questo qui.

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Ho poi digitalizzato il contenuto della cassetta in files stereo codificati a 48Khz-24 bit grazie alla scheda audio che uso per fare musica e il programma Cubase. In questo modo ho messo in sicurezza il contenuto del nastro.

Purtroppo il livello qualitativo era già bassino in partenza e dopo 38 anni su nastro non è migliorato.

Wow and flutter, rumore di fondo, perdita delle frequenze, canali che si attenuano e poi ricompaiono erano purtroppo prevedibili; se a ciò si sommano le stonature della mia voce non proprio eccezionale e i suoni di chitarra solista quasi indigeribili si può avere un'idea della drammaticità della situazione.

COME REGISTRAI LA CASSETTA

Nel 1988 mi dedicai alla scrittura e alla registrazione di questi 8 pezzi. Usai una batteria elettronica KORG di cui ho ritrovato il modello cercando in rete perché ovviamente non me lo ricordavo più. Ricordo che programmarla era un lavoraccio ... ma evidentemente ero riuscito a farlo perché i pezzi sono lì a dimostrarlo.

La batteria elettronica era questa.

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Quanto alle tastiere l'unica che sono certo di aver usato è il Juno 106 della Roland preso a noleggio (al tempo non possedevo ancora il D50) ma è possibile che ne avessi a disposizione anche altre noleggiate per il gruppo di cui ora assolutamente non ricordo né marca né modello.

Image

La chitarra era una Ibanez di fascia mediobassa.

Per registrare utilizzai una piastra TASCAM Portastudio 144, un registratore che utilizzava le audiocassette e che funzionava come multraccia a 4 piste (ovviamente mono). Ho scoperto in seguito che questo è lo stesso registratore utilizzato da Springsteen per l'album “Nebraska”.

Image

Il Portastudio aveva solo 4 piste ma usando la tecnica dei premix il numero si poteva aumentare.

Ovvero una volta registrata la pista 1 con la batteria, la pista 2 con il basso e la pista 3 con la chitarra era possibile riversare il premix di queste tre piste sulla pista 4. Questo liberava le piste 1, 2 e 3 per l'aggiunta di altri strumenti e la voce.

Ovviamente ricorrere ai premix creava due problemi: il primo è che una volta riversate le piste con un premix non era più possibile modificare i livelli relativi per cui se il basso confliggeva con la cassa della batteria o se la chitarra risultava troppo bassa o troppo alta di livello così te li dovevi tenere; il secondo era che ad ogni premix il livello qualitativo peggiorava e il fruscìo aumentava.

Non ricordo quanti riversamenti avessi dovuto fare per quei pezzi ma credo che un minimo di 8 (basso, chitarra 1, chitarra 2, batteria, tastiera 1, tastiera 2, tastiera 3, voce 1 e a volte voce 2) sia una stima realistica.

Una cosa che va ricordata è che all'epoca se sbagliavi una nota dovevi ri-registrare l'intera parte.
Oggi invece volendo si potrebbe costruire un assolo o una parte suonando solo tre note per volta per poi attaccarle insieme.

Nelle note della copertina c'è scritto che lo registrai in un solo mese (Agosto 1988) in parte nel monolocale in cui vivevo (ricordo il Juno 106 appoggiato su un mobile con il Tascam accanto e le cuffie) e in parte nella sala prove del gruppo (soprattutto per la voce) ma non ricordo se la scrittura di alcuni pezzi potesse risalisse a prima. Cosa che è possibile.

Per la voce usai un riverbero a molla che avevamo in sala prove ( in cui mi trasferivo portandomi ila piastra TASCAM) che non ricordo cosa fosse; quello che è certo è che il riverbero lo aggiungevo direttamente in registrazione per cui dopo non era più regolabile.

Anche le chitarre le registrai in sala prove usando amplificatore con microfono posizionato davanti al cono.

Insomma fu un lavoro intenso ma soddisfacente per il quale l'unica collaborazione che ricevetti fu quella del mio amico Dino, che canta in uno dei pezzi.

LA COPERTINA

Per la copertina e il foglietto con i testi mi impegnai parecchio. Ora forse nel 1988 avevo già un Personal PC IBM 286 a casa, ma non ne sono del tutto certo perché forse lo comprai in seguito, però sicuramente non avevo a disposizione una stampante casalinga dato che nel 1988 costavano un occhio della testa. In ufficio invece avevamo ancora la stampante ad aghi che stampava su carta continua per cui non era utilizzabile.

Potrei aver usato la mia macchina da scrivere per poi sfruttare la fotocopiatrice dell'ufficio (grazie mamma RAI) per comporre i testi e ingrandirli/ridurli con lo zoom. O forse riuscìi in qualche modo a scrivere con un programma di videoscrittura e stampare in qualche ufficio dotato di stampanti a getto d'inchiostro ... onestamente nnon riesco a ricordarlo. Purtroppo il foglietto con i testi (che sono in inglese) è andato perso.

La mia fissazione negativa per le cravatte, che avrò indossato al massimo 3 volte in vita mia, sta all'origine del titolo della canzone “Real rockers don't wear the tie” che è anche quello della raccolta (che poi io tutto sono tranne che un real rocker [:D] [:D] ) e del brano dedicato a Zappa “The floral tie of Mr. Kite”

Qui potete vedere il risultato del lavoro:


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Nota: se vi siete preoccupati leggendo il titolo del brano 3 “The return of the musical box” fate bene perché, in preda a qualche delirio di imprecisata natura, decisi di scrivere la parte 2 proprio di QUELLA “The musical box”, prolungando le disavventure del povero Henry che invecchiato anzitempo era già presumibilmente passato a miglior vita alla fine del pezzo.

In realtà avevo pensato di coverizzare il pezzo ma, essendo ahimè INCAPACE di suonarlo come si doveva, decisi che potevo scriverne il seguito richiamandone a tratti alcuni elementi. Se deciderete di ascoltarlo e lo vivrete come un sacrilegio vi prego di essere clementi e di non riportare la cosa alle autorità competenti. Probabilmente oggi non lo rifarei, ma ormai ... Comunque il mio voleva essere un omaggio, spero non venga preso come un oltraggio.


METODO DI RESTAURAZIONE-REMIX

Ho de-mixato i pezzi e così da ogni traccia originale ne ho ricavate tre: batteria-voce-altri strumenti.

Poi ho rimixato i pezzi, togliendo rumori ambientali e qualche risonanza; ho infine riequalizzato il tutto usando anche la compressione su voce e batteria.
Su un pezzo ho dovuto addirittura togliere l'eccesso di riverbero che c'era sulla voce (oggi si può anche de-reverberizzare).
Ho infine corretto qualche piccola svirgolata dell'intonazione del canto, cosa che oggi è possibile fare chirurgicamente e con una certa facilità (e che ormai fanno TUTTI, Gabriel in testa). La voce resta comunque il punto debole del tutto.

Per ora ho restaurato due pezzi, che caricherò su Youtube tra oggi e domani.

Man mano che caricherò i brani scriverò qualche nota esplicativa su ognuno.

Scusate la lunghezza.

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Re: Archeo Musik - Tony Squonk and the slippermen

Postby Duke59 » 28 Apr 2026, 20:52

Il primo brano restaurato che ho pubblicato stasera è

“The floral tie of Mr. Kite”

Un pezzo brevissimo che dura solo circa 1:30 .

Lo scrissi pensando allo Frank Zappa orchestrale e idealmente lo dedicai a lui (avevo visto Zappa in concerto a Torino solo due mesi prima). Nonostante il brano sia ispirato a Zappa gira su un tempo pari, ma la “zappitudine” (almeno nelle mie intenzioni) dovrebbe stare nella melodia solista che nella prima metà richiama gli arzigogoli che suonava alla marimba la fantastica Ruth Underwood mentre nella seconda lascia spazio ad una tromba leggermente più convenzionale.

Peccato per le vocine iniziali (shiftate usando un pedale octaver per chitarra) che distorcono e friggono nonostante i tentativi di pulirle.

Come restauro comunque questo pezzo è stato abbastanza semplice da gestire.

https://youtu.be/d69UTHVqVCI?si=aeK-vAfAGZWpRnIs

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Re: Archeo Musik - Tony Squonk and the slippermen

Postby highinfidelity » 29 Apr 2026, 09:26

Grazie moltissime per il bel racconto di questa avventura, sebbene sia molto addolorato per il triste destino che attendeva il tuo "pard"...

Percepisco chiaramente dagli intenti di questa cassetta - prima ancora di averne ascoltato i pezzi digitalizzati - la conferma che musicalmente sei stato anche in questo caso anni luce avanti a me. Facemmo anche noi un paio di incisioni domestiche con strumentazione molto simile, ma a causa della mancanza di un vero compositore di razza non andammo molto più in là di brani "zappiani" ma nel senso meno nobile del termine. Diciamo così che Elio e Le Storie Tese ci devono molto, via... Ci fu anche un tentativo di farci scrivere delle liriche da una compagna di liceo, l'idea era stimolante (soprattutto perché avrebbe coinvolto una sensibilità femminile, fatto piuttosto originale) ma non si andò molto al di là delle pure intenzioni.

Ad ogni modo commuove vedere come il risultato finale (una cassetta con libretto "a fotocopia" e disegni originali) risulti simile. Anche nel mio caso la copia personale della cassetta andò "persa" (= buttata via senza riguardo da qualche familiare) ma mi rientrò dalla finestra grazie a un cugino che mi diede anni dopo la sua copia-della-copia. Conservo ancora per ricordo i master a 4 tracce, ma a parte che ci vorrebbe una piastra specifica per leggerli, non penso si siano conservati bene perché erano tutti nastri al cromo, e le altre cassette stereo di quel tipo che conservo, per qualche ragione sono invecchiate malissimo (molto peggio di nastri a bias "normale").

La tua copertina mi sembra in parte fatta con macchina da scrivere, in parte con trasferelli (i titoli in grande), in parte con una stampata di computer (elenco brani e crediti), quest'ultima attribuzione soprattutto per via del grassetto, che mi sembra troppo preciso per essere fatto a macchina da scrivere. Ricordo che noi, per rendere meno evidente il fatto che la copertina era battuta a macchina, individuammo una Olivetti che aveva dei caratteri diversi dal solito e in parte impiegammo quella, per rendere meno evidente che si trattava di un prodotto amatoriale fatto in casa. Che tempi, quanto occorreva ingegnarsi per ogni minima cosa...

Anche noi impiegammo un'oscura batteria elettronica, sempre Roland ma un altro modello di non miglior pregio. Anche noi Tascam a 4 tracce, però un modello con riduttore di rumore dbx che in effetti migliorava moltissimo la resa audio, soprattutto dopo i ping-ponging in cui si sommavano le tracce. Mi viene da annotare al volo che i circuiti di preamplificazione di quei multitraccia risultavano molto appprezzati per la coloritura audio che conferivano, anche quando portati al clipping, tanto che la JHS li ha replicati in un pedale.

Gran bel synth il Roland Juno 106, semplicissimo ma con un paio di trovate geniali per rendere il suono ricco e corposo. Ne ho acquistato di recente la versione Roland Boutique, e mi pare di averla già "recensita" su queste pagine per cui non mi dilungo...

Nota a margine: la prossima volta che ti serve un riversamento, se vuoi chiedimi pure: ho numerose piastre di alto livello che mantengo funzionanti. [;)]

Ci risentiamo dopo l'ascolto!
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Re: Archeo Musik - Tony Squonk and the slippermen

Postby Duke59 » 29 Apr 2026, 12:57

Grazie per le belle parole ... però vediamo cosa dirai dopo l'ascolto [:D] .

Comunque è proprio vero ... in quegli anni occorreva ingegnarsi anche per le “piccole” cose. Se ci pensi allora producevi una cassettina, lavoravi in modo ossessivo per darle un un minimo di personalità anche nell'aspetto e poi ne facevi, quando andava bene, qualche decina di copie da regalare (o in caso di artisti in gamba) da vendere a chi ti era vicino o ti veniva a sentire.

Oggi invece hai tutti gli editor e gli strumenti virtuali disponibili e con l'equivalente del costo di un synth hardware te ne puoi comprare 20 virtuali e una volta che hai inciso un tuo pezzo lo puoi caricare in rete e distribuirlo su varie piattaforme raggiungendo potenzialmente tutto il mondo (anche se questa è solo un'illusione) . Non che oggi non sia necessario sbattersi, perchè ora la concorrenza è aumentata a dismisura anche tra i cosiddetti indipendenti. Però è un approccio diverso .... e comunque alla fine la differenza la faranno le esibizioni live dove si suona davvero (non con l'80% del pezzo su base) anche perchè ormai chi (soprav)vive di musica guadagna unicamente dagli spettacoli dal vivo.

Intanto sto procedendo nel restauro dei miei pezzi (oltre che all'ascolto delle b-sides dei nostri) e devo dire che qua e là sento dei suoni scampanellosi e metallici che farebbero pensare ad un D50 (una DX 7 non l'ho mai usata nemmeno presa a noleggio) ... tipo un suono di xylophono che non credo fosse tra le prerogative di un synth come il Juno. [:-I] Potrebbe anche essere che avessi già noleggiato un D50 dal famoso Merula di Roreto di Cherasco prima di deciderne l'acquisto in seguito e che quindi nel 1988 lo stessi già usando, però di aver usato il 106 me lo ricordo. Ecco se nelle note di copertina della cassetta avessi anche elencato gli strumenti usati ora non avrei questi buchi nella memoria ma ormai ... [':-|]


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Re: Archeo Musik - Tony Squonk and the slippermen

Postby highinfidelity » 29 Apr 2026, 13:38

Ecco: noi non avevamo questo problema perché tra i crediti inserivamo anche strumenti mai visti coi nostri occhi... [:D]

Appena ho un attimo ripasso in rassegna i timbri dello Juno per vedere se c'è qualche xilofono scampanelloso. Ma in teoria, se ci si accontenta, non è un suono troppo difficile da ottenere anche in sintesi sottrattiva.
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Re: Archeo Musik - Tony Squonk and the slippermen

Postby highinfidelity » 30 Apr 2026, 13:28

Duke59 wrote:Grazie per le belle parole ... però vediamo cosa dirai dopo l'ascolto [:D] .

Avrei avuto in ogni caso un atteggiamento molto favorevole, in quanto so quanta fatica c'è dietro, anche a risultati magari deludenti...

Il primo breve strumentale che hai postato, comunque, mi ha fatto un'impressione molto positiva: ti eri veramente "spaccato" per inciderlo. Pure la batteria elettronica, che di solito risulta piattissima, ha dei crescendo e calando che indicano una programmazione molto accurata. Non mi fà impazzire il solo iniziale di uno strumento tipo koto-koto per via del suono un po' stravagante, anche se il fraseggio è notevole, mentre ho decisamente apprezzato più avanti quando un tema simile viene riproposto con un synth brass. Che lavoraccio, complimenti!

Ieri sera per curiosità mi sono ripassato in rassegna i timbri dello Juno 106 (versione Roland Boutique). Forse son troppo ben abituato con il JX-8P e il suo cross modulator implementato apposta per i suoni squillanti e quindi ricordavo male: lo Juno in effetti presenta ben poco che possa definirsi "campanelloso", giusto la voce 66 che offre un "passabile" glockenspiel e praticamente nient'altro. Magari quando si arriva ai brani in cui senti questi suoni che ti sembrano più da D50, segnalameli così mi ci concentro sopra.
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Re: Archeo Musik - Tony Squonk and the slippermen

Postby Duke59 » 01 May 2026, 09:52

highinfidelity wrote:Anche noi Tascam a 4 tracce, però un modello con riduttore di rumore dbx che in effetti migliorava moltissimo la resa audio, soprattutto dopo i ping-ponging in cui si sommavano le tracce. Mi viene da annotare al volo che i circuiti di preamplificazione di quei multitraccia risultavano molto appprezzati per la coloritura audio che conferivano, anche quando portati al clipping, tanto che la JHS li ha replicati in un pedale.


Interessantissimo, questo proprio non lo sapevo!

All'epoca quel Tascam fu una benedizione per migliaia di musicisti amatoriali in tutto il mondo i quali, spendendo relativamente poco, potevano finalmente registrare in multitraccia a casa propria. Un'invenzione geniale! Sarei curioso di sapere quanto avesse venduto ma immagino che sia andato via come il pane. Una delle idee migliori nella storia della musica autoprodotta. Inoltre immagino che anche molti musicisti professionisti lo abbiano usato per mettere giù idee al volo o creare demo con un minimo di arrangiamenti da presentare poi alle loro band.

highinfidelity wrote:Avrei avuto in ogni caso un atteggiamento molto favorevole, in quanto so quanta fatica c'è dietro, anche a risultati magari deludenti…


Eh solo chi si è cimentato può capire lo sbattimento. Scrivere i pezzi e i testi, suonarli mentre nel contempo bisogna occuparsi delle mille attività tecniche è davvero impegnativo. Poi ovviamente per la legge di Murphy nascono ostacoli imprevedibili, tipo suonare una parte meravigliosamente bene salvo poi accorgersi dopo che non si era attivata la funzione REC, [:D] oppure la comparsa di misteriosi ronzìi generati da chissà quale anello di massa dovuto a collegamenti multipli di strumenti, effetti amplificatori ecc... Altro che i videogame con il mostro di fine livello! Ma era divertente, nonostante le occasionali frustrazioni.
[:D]

highinfidelity wrote:Non mi fà impazzire il solo iniziale di uno strumento tipo koto-koto per via del suono un po' stravagante, anche se il fraseggio è notevole,


Quello è un riferimento voluto alle marimbe onnipresenti nei brani di Zappa. Non ricordo perché non usai un suono di marimba, che avevo a disposizione. Boh...

highinfidelity wrote:mentre ho decisamente apprezzato più avanti quando un tema simile viene riproposto con un synth brass. Che lavoraccio, complimenti!


Un bel timbro tromba/trombone nemmeno qui ricordo se del Juno o del D50

highinfidelity wrote:Ieri sera per curiosità mi sono ripassato in rassegna i timbri dello Juno 106 (versione Roland Boutique). Forse son troppo ben abituato con il JX-8P e il suo cross modulator implementato apposta per i suoni squillanti e quindi ricordavo male: lo Juno in effetti presenta ben poco che possa definirsi "campanelloso", giusto la voce 66 che offre un "passabile" glockenspiel e praticamente nient'altro. Magari quando si arriva ai brani in cui senti questi suoni che ti sembrano più da D50, segnalameli così mi ci concentro sopra.


Infatti questo mi convince della presenza del D50, sia per i brass che hanno un attacco molto deciso che mi fa pensare al suono con attack campionato tipico di quello strumento, sia per alcuni timbri squillanti e metallici che compaiono in altri pezzi.

Ad esempio il brano Blue Dinosaur che ho finito di restaurare oggi e che ho caricato poco fa alla fine ha un riff di Campane/Glockenspiel che non credo proprio possa provenire dal Juno e lo darei al100% come farina del sacco del D50.
Anche il piano campanelloso è sicuramente del D50.
Fatto è che io non ricordo di aver avuto in uso contemporaneamente Juno 106 e D50 … ma penso sia un buco di memoria visti i tanti anni trascorsi.

Questo il link a Blue Dinosaur

https://youtu.be/IaMt19s_-xo

Purtroppo per chi ascolta il pezzo è cantato [:0] [:D] , e la parte vocale è scarsuccia [':-|] però fortunatamente compare solo nella prima metà. La seconda metà solo strumentale, contiene qualche approssimazione qua e là della chitarra e del basso (suonato con la tastiera), però ha un interessante crescendo che sfocia in un accordo di Mi minore che ancor oggi mi chiedo coma faccia a suonare così potente dato che venne registrato sul nastrino di una cassetta. Credo sia stata una fortunata combinazione di eventi irripetibile. Poi si sente che ero stato parecchio influenzato dai PAAA-PARA! PA! PA-PARA! delle sezioni fiati usate da Collins (i suoi primi 3 album solisti li ascoltavo tantissimo). Qui compaiono nell'incipit e nella seconda parte strumentale, dove tutto sommato ci stanno; purtroppo li misi anche nella strofa cantata dove li trovo superflui. Oggi li toglierei (ma non riesco a separarli dal mix per cui li ho dovuti lasciare). Il testo parla di un pupazzo di peluche a forma di Dinosauro (!) e l'ho scritto pensando ad una mia amica paleontologa. Un testo volutamente un po' infantile e scherzoso. Altri testi invece avranno pretese più filosofiche [:D] .

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Re: Archeo Musik - Tony Squonk and the slippermen

Postby Duke59 » 05 May 2026, 08:53

Nuovi caricamenti senza nessun obbligo di ascolto ovviamente. Se solo potrai verificare il suono del sax della canzone Eledy sarei curioso di sapere se il suono del sax era del D50 o del Juno.

SI tratta di una canzone vagamente sentimentale (zuccherosa? spero di no) che scrissi per un'amica che si chiama Eledy e che frequentavo all'epoca. Una ragazza molto semplice ed ingenua che lavorava tantissimo e la canzone parla di questo. Ci siamo ritrovati dopo trent'anni ed è ancora così. Qua e là ci sono dei wow and flutter del nastro ma forse c'erano già sul master originale.

Come anticipavo non ricordo se il suono del sax, che ha una lunga improvvisazione nella parte finale, fosse del D50 o del Juno [:-I]
Se riesci a verificarlo ... ovviamente senza fretta ... ho atteso 38 anni [:D]

La voce è quel che è per cui occorrre tolleranza [:D]

Eledy
https://youtu.be/2zfNjnRadJk

E poi un altro piccolo omaggio a Zappa. Uno strumentale più scarno e geometrico questa volta con tempo dispari. Forse poteva andare come solonna sonora di un telefilm action poliziesco [:-D]

Evening star
https://youtu.be/KaMSfK8clc4




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Re: Archeo Musik - Tony Squonk and the slippermen

Postby Duke59 » 13 May 2026, 11:27

Ecco qua, ho finalmente terminato l'opera di restauro dei nove brani, registrati nel 1988, tornati dopo decenni nelle mie mani.

La qualità è quel che è ma onestamente temevo peggio. Occasionalmente si sente qualche variazione di velocità del nastro (già presente sull'originale a quel che ricordo) e anche un po' di fruscìo, ma in misura minore a quanto pensavo.

Per il restauro mi sono limitato a demixare i brani e poi come prima cosa ho corretto qua e là alcune note stonate del cantato con il Variaudio di Cubase (usando la correzione manuale).


Image

Ho poi equalizzato e usato un filo di compressione sulla traccia della batteria elettronica per domare alcune parti troppo in evidenza o per far uscire alcune cose che erano troppo indietro nel mix. Dopo di che ho rimixato il tutto.
Ho preferito comunque limitare al minimo necessario il maquillage per non alterare troppo il mood originale della registrazione.

Dovendo per forza caricare i pezzi su youtube come file video ne ho approfittato per aggiungere i testi come sottotitoli e qualche immagine qua e là.

Ora che li ho risentiti più volte penso proprio che il synth che usai fosse il Roland D50, mi resta il dubbio solo sul brano Vancouver che potrei aver inciso prima e sul quale l'organo (un timbro stupendo) potrebbe essere quello del Juno 106.

Come già detto usai batteria elettronica, chitarra acustica ed elettrica, tastiera e (ahimè) la mia voce, con l'eccezione del brano Vancouver ove l'amico Dino si unì per i backing vocals del ritornello.

I brani risentono abbastanza del periodo in cui vennero scritti, in particolare per l'uso di sezioni fiati nello stile del Phil Collins solista, che escono qua e là (ottimi i timbri del D50). Ci sono però alcuni pezzi che non mi sembrano databili come gli strumentali Floral tie of Mr. Kite ed Evening star e anche la breve canzone Vancouver, che (almeno a me) musicalmente pare abbastanza fuori dal tempo.

C'è infine il pezzo strano della situazione che è The return of the Musical Box, ovvero la messa in pratica della folle idea che mi venne allora di rendere omaggio ai Genesis con la continuazione della loro celebre "canzone". Avrei potuto dare un titolo diverso al pezzo, ma siccome al suo interno vengono citate melodie da The musical box e si riprende la storia del piccolo Henry diventato vecchio di botto, mi sarebbe sembrato un mezzo plagio. Almeno così il riferimento è esplicito, anche se espone a comprensibili critiche da parte dei fan più integralisti.
Amen, il passato non si cambia.

Ero indeciso se pubblicarla su Youtube ma poi mi sono detto che tutto lo sbattimento che ci avevo messo meritava di essere portato ad un traguardo, sia pur se infinitesimale, per cui alla fine ho caricato pure quella.

Se verrò citato in giudizio per vilipendio artistico da Tony Banks & Co. ora sapete il perchè.

Non mi aspetto che qualcuno abbia voglia di dedicare tempo all'ascolto di questi reperti, che tutt'al più potranno incuriosire qualche archeologo di passaggio, ma visto che ora sono disponibili ne pubblico i link.

Ecco quindi i brani con due notine relative al loro allestimento museale.

The return of the Musical Box durata 11:03
Lo sfortunato Henry si ritrova nel Limbo insieme al carillon. Il brano racconta quel che gli succede ed è suddiviso in quattro sezioni.
I. Open the box
II. Here it comes again
III. Go through the mirror
IV. Close the box, please

Il brano come stile in realtà ricorda più i Marillion che i Genesis (dei Marillion con Fish e Steve Rothery quel giorno assenti [:D] ), del resto si era nel 1988. Le poche immagini che ho inserito generate con l'AI sicuramente potevano essere meglio, ma non intendevo perderci tempo eccessivo in quanto solo collaterali.

Image

Vancouver durata 3:38
Casualmente questa canzone si intitola come un brano dei Genesis, con il quale però spartisce poco o nulla a parte la località.
Avevo degli zii che vivevano a Vancouver e nel 1986 andai a trovarli insieme ad un'amica, restando loro ospite per due settimane. Tra l'altro nel 1986 Vancouver era sede dell'EXPO per cui in quel momento era un po' il centro del mondo. La canzone la scrissi qualche tempo dopo il viaggio per descrivere le mie impressioni da visitatore incantato da una città bellissima che si affaccia sull'Oceano Pacifico e che si trova vicina all'Alaska. Ora questo piccolo brano, nato da arpeggi sulla chitarra acustica e recuperato di recente, lo sento un po' come un piccolo tributo alla memoria dei miei zii nel frattempo scomparsi. Alla fine del video ho sentito la necessità di inserire una dedica alla loro memoria. So che non la vedrà praticamente nessuno, ma era una cosa che sentivo l'esigenza di fare.
Mi piace tantissimo il suono dell'organo ma non ricordo se usai il D50 o il Juno 106. Non ne sono totalmente certo ma mi sembra che per non "sprecare" una traccia solo per i backing vocals io e Dino cantammo insieme i ritornelli: io posizionato vicino al microfono e lui tre/quattro metri più indietro [:-D] questo potrebbe spiegare il mix delle voci non proprio perfetto.

Real rockers don' wear the tie Part1/Part2 durata 5:10
Un rock ironico sulle mode che nella seconda metà diventa uno strumentale con venature progressive.

Putting dreams into a chip durata 5:10
Un brano pop-rock dedicato alle frustrazioni di un programmatore di chip.

Running in the dark durata 5:11
Un brano pop-progressive che tratta dell'impossibilità di dare un senso alla vita.

e infine i quattro brani già linkati nei post precedenti

Eledy durata 6:40
Ispirata dalla mia amica dedita unicamente al lavoro

Blue dinosaur part1/part2 durata 5:12
La storia di un dinosauro di peluche che poi diventa uno strumentale (abbastanza) scatenato.

The floral tie of Mr. Kite - strumentale durata 1:29
Ispirata a Frank Zappa.

Evening star - strumentale durata 3:04
Ispirata a Frank Zappa.

AVVISO:
Il museo ha orario 7:00-22:00 ed è aperto tutti i giorni.
Si pregano i visitatori di gettare i rifiuti negli appositi cestini.
L'uso della cravatta è facoltativo.
In caso di necessità i visitatori devono utilizzare le uscite di sicurezza.


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Re: Archeo Musik - Tony Squonk and the slippermen

Postby highinfidelity » 13 May 2026, 13:43

Duke59 wrote:Non mi aspetto che qualcuno abbia voglia di dedicare tempo all'ascolto di questi reperti, che tutt'al più potranno incuriosire qualche archeologo di passaggio, ma visto che ora sono disponibili ne pubblico i link.


Scherzi! Lo ascolterò volentierissimo, anzi scusa se non sono ancora nemmeno passato al secondo brano ma purtroppo la mia situazione lavorativa e familiare è quella che è e sto cercando di non far ritardare troppo le "classifiche" dei Genesis visto che è un "lavoro di gruppo".

AVVISO:
Il museo ha orario 7:00-22:00 ed è aperto tutti i giorni.
Si pregano i visitatori di gettare i rifiuti negli appositi cestini.
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Re: Archeo Musik - Tony Squonk and the slippermen

Postby Duke59 » 14 May 2026, 16:12

highinfidelity wrote:
Duke59 wrote:Non mi aspetto che qualcuno abbia voglia di dedicare tempo all'ascolto di questi reperti, che tutt'al più potranno incuriosire qualche archeologo di passaggio, ma visto che ora sono disponibili ne pubblico i link.


Scherzi! Lo ascolterò volentierissimo, anzi scusa se non sono ancora nemmeno passato al secondo brano ma purtroppo la mia situazione lavorativa e familiare è quella che è e sto cercando di non far ritardare troppo le "classifiche" dei Genesis visto che è un "lavoro di gruppo".


Un avvertimento necessario è che in alcune delle canzoni la voce è abbastanza indigeribile... un po' perchè è così di natura , un po' perchè registrando in quel modo accrocchiato il riverbero era eccessivo e l'effetto tubo risultante ne accentua i limiti ... il risultato vocale non è sempre orripilante ma in alcuni punti si. [&:-S]
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Re: Archeo Musik - Tony Squonk and the slippermen

Postby highinfidelity » 14 May 2026, 18:02

Mi sembra molto congruo: nella scia della migliore tradizione del rock progressivo italiano, non avevate un vero cantante di razza... [;)]
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Re: Archeo Musik - Tony Squonk and the slippermen

Postby highinfidelity » 20 Aug 2026, 10:01

Duke59 wrote:Nuovi caricamenti senza nessun obbligo di ascolto ovviamente. Se solo potrai verificare il suono del sax della canzone Eledy sarei curioso di sapere se il suono del sax era del D50 o del Juno.

SI tratta di una canzone vagamente sentimentale (zuccherosa? spero di no) che scrissi per un'amica che si chiama Eledy e che frequentavo all'epoca. Una ragazza molto semplice ed ingenua che lavorava tantissimo e la canzone parla di questo. Ci siamo ritrovati dopo trent'anni ed è ancora così. Qua e là ci sono dei wow and flutter del nastro ma forse c'erano già sul master originale.

Come anticipavo non ricordo se il suono del sax, che ha una lunga improvvisazione nella parte finale, fosse del D50 o del Juno [:-I]
Se riesci a verificarlo ... ovviamente senza fretta ... ho atteso 38 anni [:D]

La voce è quel che è per cui occorrre tolleranza [:D]

Eledy
https://youtu.be/2zfNjnRadJk


Perdonami Duke, pian piano cerco di recuperare tutto quello con cui sono indietro, sto facendo una vita non facile... Oggi sono tornato ad Eledy. Intanto complimenti per l'arrangiamento complessivo del brano, è molto elaborato, non sembra una robina fatta in casa alla bell'e meglio. Molto bella la melodia e l'atmosfera complessiva del brano, con una punta di malinconia che trasemette già (a 20 anni o giù di lì) un vago senso di rimpianto per una vita non pienamente goduta. Alla fine chi canta questo brano, sempre quel tuo amico? Carino il testo, a parte un paio d'ingenuità è molto grazioso; spero sia stato apprezzato e abbia raggiunto il suo scopo, qualunque esso fosse.

Dunque il timbro di sax... Sulle prime pensavo ti riferissi a quel suono strano che c'è all'inizio, che può sembrare un sax ma ha un attacco molto pesante, alla fine non ho nemmeno capito bene cosa sia... Invece quasi certamente ti riferisci al sax dell'assolo nella parte conclusiva della canzone. A me sembra assolutamente impossibile che la Juno possa generare un suono così realistico, così soffiato e così preciso come evoluzione del timbro. Sono praticamente sicuro che, anche se ti sembra di non ricordare e non l'hai messa nella lista delle "attrezzature", effettivamente possedevi già la D50 quando hai inciso questo disco. Proverò in questi giorni a rintracciare un timbro plausibilmente simile sulla D-05, anche se non sarà facile perché nel tuo disco il suono è inciso abbastanza effettato, e a sua volta la D-05 tende a presentare già effettati i timbri per praticità di utilizzo. Ma in ogni caso, se viene da lì, dovrei poter abbastanza facilmente individuare almeno un suono di sax ben fatto. [;)]
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Re: Archeo Musik - Tony Squonk and the slippermen

Postby Duke59 » 22 Aug 2026, 10:26

Ciao. Innanzitutto grazie per aver dedicato del tempo ad ascoltare quella canzone. [:)]

La voce che si sente (purtroppo) è la mia voce com'era nel 1988 [:D] con tutti i suoi limiti. Oggi purtroppo è ancor peggio, e quasi non riesco più a cantare per via di un disturbo alla gola, non grave ma fastidioso, che mi affligge dal 2019.

Da quando avevo postato i pezzi ho poi provato a ricostruire gli eventi dell'epoca utilizzando frammenti di registrazioni recuperati fortunosamente e anche parlando con il mio amico Gabriele, ai tempi chitarrista del nostro gruppo e co-autore con me delle nostre canzoni.

Anche lui però ricorda poco, inoltre, diversamente da me, lui ha sempre continuato a suonare e suona ancor oggi per cui, avendo suonato con questo e con quello, i suoi ricordi musicali relativi a quegli eventi di 38 anni fa sono ancor più opachi dei miei.

Comunque qualcosa sono riuscito a ricostruire.

Ricordo che tutte le parti di chitarra e le voci le registrai nella nostra sala prove che si trovava in aperta campagna vicino a Castiglione, un paesello a circa 12 Km da Asti; la sala prove l'avevamo ricavata nello scantinato di un casolare di campagna di proprietà della famiglia del nostro cantante di allora, Antonello.

Là si poteva suonare la batteria e alzare il volume degli ampli senza problemi e infatti ricordo qualche momento in cui ero intento a registrare le parti di chitarra (ampli a tutto volume microfonato poi collegato all'input mic del Tascam), smadonnando ad ogni nota svirgolata che mi obbligata a ri-registrare la parte [:D] Anche il cantato mi mise a dura prova e dovetti ripetere mille volte alcune parti prima di accontentarmi di quel che riuscivo a fare. All'epoca ovviamente non esisteva la pitch correction in postproduzione, almeno non a livelli amatoriali, per cui una volta registrata una linea di cantato te la tenevi com'era (a parte l'equalizzazione e l'aggiunta di riverbero-delay).

La struttura portante dei pezzi (batteria - basso e varie parti di tastiera) però la incisi nel monolocare situato nel centro di Asti dove abitavo all'epoca. Ovviamente tutto in cuffia per non disturbare gli appartamenti del vicinato (ricordo che passai delle notti intere a registrare, perdendo il senso degli orari).

La parte più difficile fu la programmazione della batteria elettronica e ricordo il manuale della mia Korg DDM 110 sempre aperto per cercare di volta in volta la spiegazione su come programmare certe sequenze ritmiche. Chi se lo immaginava allora l'avvento di Internet e dei tutorial su youtube? Fantascienza!

Quanto alla tastiera riascoltando le registrazioni della cassetta e anche altri pezzi di prove con il gruppo risalenti a quegli anni posso dire che sono ora certo che si trattasse del Roland D 50. Il suono di sax su Eledy è quindi quello del D 50, anche nella parte iniziale dove suona un po' strano; credo che ciò avvenga perchè essendo la parte suonata su note molto basse basse, in un'area in cui devidentemente la trasposizione del campionamento dell'attacco è meno fedele, il risultato è piuttosto aspro.
Anche la batteria, con quel passaggio sui tom sempre uguale nel ritornello, che dopo un po' diventa irritante, poteva essere programmata meglio.

Con Eledy ci perdemmo di vista qualche tempo dopo; ci siamo rivisti due anni fa, ovviamente nel corso del tempo le nostre vite hanno preso direzioni totalmente diverse, come inevitabile. Il tono malinconico che hai individuato nel mood del pezzo è perfettamente corrispondente allo stato d'animo depresso che vivevo in quel periodo della mia vita dove, in un ambito di pesanti problemi famigliari, la musica rappresentava la mia unica isola felice. Tanto per far capire la dimensione dei problemi, pochi mesi dopo questo mio “exploit“ artistico, nel Febbraio 1989, il mio povero padre si tolse la vita. Ciò ovviamente portò molte conseguenze e nel giro di pochi anni finìi con l'abbandonare la musica per dedicarmi alla ricerca spirituale in senso lato, non religioso. Ma quella è tutta un'altra storia, troppo personale per essere postata in rete.

Tornando alla musica.
Il Juno 106 (preso a noleggio e mai acquistato) lo avevo usato in precedenza per realizzare alcune cover di Peter Gabriel tra le quali ricordo in particolare quella della folle “The family and the fishing net“ [:0] Quello era il Gabriel che mi piaceva: ... scuro, enigmatico, coraggioso, trasgressivo ... altro che Sledgehammer! Purtroppo queste cover gabrielliane sono andate perse [:(] .

Però per quanto riguarda la tastiera che usai nel 1988 ora posso dire che era certamente un fantastico Roland D 50.

Sicuramente la tastiera migliore su cui, da strimpellatore amatoriale, abbia mai messo le mani.

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Re: Archeo Musik - Tony Squonk and the slippermen

Postby highinfidelity » 22 Aug 2026, 21:50

Uelà ma questa D-50 buttata sul divano di casa significa che te la sei ricomprata? [:-I]
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Re: Archeo Musik - Tony Squonk and the slippermen

Postby Duke59 » 23 Aug 2026, 08:34

highinfidelity wrote:Uelà ma questa D-50 buttata sul divano di casa significa che te la sei ricomprata? [:-I]



No ... purtroppo è solo un 'immagine recuperata in rete.
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