Innanzitutto rispetto ai 3 album precedenti si torna ad una copertina sognante, semplice ma suo modo evocativa, come quella di Duke (non sarà l'unica somiglianza tra i due album).
L'album poi è strutturato in modo completamente diverso rispetto ai precedenti 3. E' il più lungo della loro carriera, lunghissimo (non fosse uscito negli anni 90 sarebbe stato un doppio), idealmente diviso in 2 categorie di pezzi: quelli più commerciali ed altri molto più ambiziosi e con parti strumentali di livello, un po' come Duke (parlo di struttura del disco non di qualità in se). Gli album precedenti invece duravano la metà e avevano uno/due pezzi pseudo prog (ma più per durata che per struttura) e 6/7 pezzi molto leggeri.
In pratica ci troviamo di fronte a due album stipati in un unico disco.
Idealmente uno con No son of mine, Driving the last Spike, Dreaming while you sleep, Living Forever, Fading Lights (sui 40 minuti)
L'altro con i pezzi più leggeri e brevi (sui 30 minuti e qualcosa).
Nonostante questa struttura più "pesante", più "camaleontica" risulta di gran lunga l'album più venduto dei nostri. La dimostrazione che si può fare anche un album commerciale solo a metà e vendere lo stesso, anzi di più.
Il sound poi: finita la sbornia plasticosa degli anni '80 se non altro si torna a respirare. Svaniscono quasi del tutto gli effettini, gli sbuffi di treno, i riffettini ecc. del disco precedente e si torna a suonare davvero. Mike ad esempio torna alle chitarre elettriche "normali" abbandonando i Guitar synth.
I testi spesso qui trattano tematiche sociali, per gran parte risultano più "maturi" e meno "spensierati" rispetto a quelli immediatamente precedenti.
Phil stesso per la prima volta su un disco dei Genesis si cimenta con brani più ambiziosi e di durata elevata, mentre sui precedenti aveva composto solamente pezzi pop piuttosto leggeri e brevi.
Va da sé che è difficile valutare l'album globalmente. Ha ancora alcuni difetti di IT ma adotta dei correttivi che lo rendono molto più riuscito e gradevole anche da chi non amava esattamente quel disco. Migliora in tante cose ma non abbastanza per essere considerato un buon album. Ma è indubbiamente il lavoro migliore dai tempi di Duke.
Divido la classifica in due post separati, sia per problemi di lunghezza, sia perchè per me il disco è idealmente diviso in 2 parti di diversa qualità e ambizione. Tipo The Way We Walk, The Longs e The Shorts
WCD Parte 1 - The Best
1) Fading Lights (voto 8,4)
Dopo 3 album conditi da quale pezzo prog "mascherato", credo che si possa dire abbastanza oggettivamente che Fading Lights è invece un pezzo prog a tutto tondo (poi certo può non piacere), composto per essere tale. Se la gioca con Duke's Travels per la palma della miglior suite dei Genesis a 3.
Già a partire dalla bella intro d'atmosfera (peccato per la drum machine) Tony ci regala atmosfere malinconiche, tristi, da "addio". E' evidente, anche a leggere il testo, che i nostri avevano capito di essere giunti al capolinea (in quella versione almeno). Anche il testo, mascherato da canzone d'amore, ci parla in realtà dello scorrere del tempo, di come tutto, anche le cose più belle, prima o poi debbano finire. Non può essere un caso che l'abbiano piazzata come ultima canzone dell' ultimo disco con Phil. Una specie di saluto ai fan.
Vi dirò, quando Phil nel finale canta "And you know that these are the days of our lives, remember", con le tastiere che tornano e chiudono il pezzo facendolo sfumare, mi commuove sempre.
Ma trovo meravigliosi anche passaggi come:
Another chance hello, another goodbye/And so many things we'll never see again/Days of lives that seem so unimportant/They seem to matter and to count much later on
A livello musicale ovviamente il brano si fa notare per la lunga sezione centrale strumentale, che arriva "a sorpresa", esplodendo al minuto 3:33 (i riff secchi di chitarra e tastiere potenti portano il brano verso sentieri prog ormai apparentemente abbandonati dal gruppo)
Tony che si diverte con sonorità "orientali" e ci regala degli assolo di grandissimo effetto. Per un attimo sembra di essere tornati ai tempi di Duke (da 4:13 a 4:39)
Le mie parti musicali preferite sono però quella da 5:05 (Banks che emoziona con le sue sonorità avvolgenti e calde) e quella dal minuto 6:50 (Banks che stupisce per gusto e velocità di esecuzione).
La parte strumentale di questa suite fa facilmente impallidire tutte quelle degli album precedenti da Abacab in poi.
A voler mettere in evidenza l'importanza del brano credo che sia l'unico pezzo che dal vivo veniva suonato solo da loro 3.
2) No Son of Mine (voto 7,5)
Brano sostanzialmente farina del sacco di Phil. Si tratta di un pezzo pop rock, ma meno banale di quanto può sembrare. Il contributo degli altri 2 infatti è decisivo e rende questa canzone una delle più riuscite (tra quelle non prog) dell'ultimo periodo.
Innanzitutto mi ha sempre affascinato quell'effetto particolare nell'intro, piuttosto inquietante, "Elephantus" lo hanno denominato loro (assomiglia ad un barrito). Effetto che tra l'altro hanno utilizzato pure sulla b-side On The Shoreline. Unito al ticchettio in sottofondo, conferisce al pezzo un'atmosfera piuttosto inquietante. Molto caratteristico.
Il cantato di Phil poi è molto riuscito, alternando parti dove utilizza un registro molto sommesso e quasi parlato (le strofe) ad altre dove sfodera il suo classico cantato rabbioso (il ritornello, ben contrappuntato dalla chitarra di Mike qui molto aggressiva ed efficace).
Mi piace molto pure il finale, piuttosto epico e trascinante, con l'assolo di Mike. Certo quell' "oh oh oh oh" forse è un po' troppo ruffiano e potevano concludere con una parte solo strumentale. Ma va va bene lo stesso, dai.
Il testo allo stesso modo non è banale. Ci parla di un ragazzo in fuga da una famiglia violenta che, quando decide di riallacciare un rapporto col padre, viene rifiutato. Una canzone insomma che ci parla di abusi, senso di colpa, accettazione. Tematiche ancora una volta, come buona parte dei pezzi dell'album, lontane dalle spensieratezze di altre canzoni pop-rock contenute soprattutto nel disco precedente.
3) Driving the last Spike (voto 7,3)
Un' altra suite, ma piuttosto diversa da Fading Lights. Innanzitutto il compositore principale, sorprendentemente, è Phil.
La cosa, in parte si sente: molto più "cantata", emozionale, con non grandissimi spunti strumentali. Tuttavia è molto "scorrevole", non ha parti che sembrano appiccicate con lo sputo.
Il testo ci narra dei "Navvies", gli operai che costruirono le ferrovie britanniche. Ferrovie che furono costruite al costo di vite umane, famiglie abbandonate, sacrifici.
Phil la interpreta "in prima persona", attraverso il monologo di uno di questi ipotetici operai. Piuttosto originale come scelta ma efficace.
A livello musicale non è un pezzo complessissimo ma ben costruito. I suoni sono molto puliti, in totale controtendenza con quelli plasticosi del disco precedentemente. La chitarra qui è molto più in primo piano rispetto a Fading Lights, già dall'introduzione.
Probabilmente alla lunga si avverte un po' la durata, forse eccessiva, ma la suite ha indubbiamente dei momenti decisamente riusciti. Ad esempio mi è sempre piaciuto il piccolo assolo di Tony subito dopo la prima strofa (1:27), che tornerá varie volte durante il pezzo, riesce davvero ad evocare eventi tristi del passato. Ottimi pure l'ingresso della batteria al minuto 2:33, con colpi secchi e potenti, e il riffettone chitarristico, appena dopo il primo ritornello (3:01), che conducono il pezzo verso sonorità molto più rock.
Il brano poco dopo metà viene spezzato da un altro riffettone di chitarra che muta completamente l'atmosfera e ci conduce verso il finale, abbastanza epico, anche se Phil forse spinge un po' troppo la sua voce sulle note più alte. Mi piace comunque molto la parte "Driving the last spike/Lifting and laying the track..."
Non un capolavoro insomma, non una delle loro suite migliori, ma resta gradevole e comunque discretamente riuscita. Come per Fading Lights, può non piacere ma se questo è pop banale...
4) Dreaming While You Sleep (voto 7,1)
Ancora tematiche piuttosto forti e tutt'altro che spensierate. Forse il testo più riuscito in assoluto ad opera del solo Mike. Ci parla di un pirata della strada, che vive quotidianamente tra il rimorso, la colpa, e il desiderio e la speranza che ha vittima possa un giorno risvegliarsi dal coma.
Anche a livello strutturale stavolta Mike ha fatto i compiti: non è un pezzo totalmente originale ma ha diversi spunti che la elevano dalla banalità, oltre alla sua durata piuttosto elevata (ancora una volta: se questo è semplice pop...). Prendiamo ad esempio la parte centrale con i riff incalzanti di chitarra elettrica che si sovrappongono alle tastiere ( da 4:05 a 4:28)
Purtroppo non mi piace a livello di sonoritá. Forse è il pezzo che si avvicina di più da quel punto di vista ai pezzi di IT.
L'intro soprattutto, con la drum machine in evidenza e le tastiere plasticose, non danno belle sensazioni. In questi frangenti si salva grazie ai sopracitati riff chitarristici di Mike che donano se non altro una certa aggressività. Comunque le strofe in generale non mi fanno impazzire.
Molto molto meglio tutta la parte da 2:30 in poi, che comincia con questo sottofondo di tastiere delicate che preparano il terreno per l'ingresso della chitarra elettrica che sfocia nel classico fill batteristico di Phil a 2:47 (sulla falsariga di quello di In the Air Tonight). Poi il ritornello, che trovo piuttosto efficace. Soprattutto quando Phil al minuto 3:35 canta "Open your Eyes" mi commuovo.
Ecco, un'altra cosa che WCD ha rispetto a IT e WCD. Ga dei momenti riusciti dal punto di vista emozionale, non mi riferisco ai pezzi ultrazuccherosi d'amore scritti con lo stampino, ma a parti costruite per dare qualcosa, per lasciare qualcosa a livello emotivo
Un pezzo che poteva essere ancora meglio ma che pure così, nonostante i difetti evidenti, funziona. Bravo Mike.
5) Living Forever (voto 7)
Ennesimo pezzo con una tematica piuttosto originale, stavolta ad opera di Tony. Il protagonista è un super salutista che per tutta la vita ha basato il suo stile di vita sulla cura estrema del corpo, perchè il suo ideale è "vivere per sempre". Ad un certo punto cambia idea e capisce che nessuno può vivere per sempre ma che è bello già solo vivere un giorno in più rispetto ad oggi.
Una critica a tutti i sedicenti guru delle diete moderne e una satira nei confronti di certe discutibili pratiche per "restare sempre belli e in forma". Un modo per scherzare sulla ricerca ossessiva della perfezione.
A livello musicale di tratta di un pezzo rockeggiante, con un insistente riff di Mike. Devo dire che lo trovo gradevole ma non esaltante, se non fosse...
Se non fosse per il fatto che giusto a metà diventa totalmente un'altra cosa. Mike con uno dei suoi caratteristici riff chitarristici (credo che WCD sia l'album dove si sbizzarrisce di più da questo punto di vista) ci conduce verso una seconda parte totalmente strumentale. Una jam dove Tony ha modo di regalarci le sue classiche atmosfere lugubri/misteriose che rimandano ancora una volta a Duke, soprattutto l'assolo al minuto 4:10, davvero efficace. Si chiude in maniera potente con Phil che ci regala un bel finale grazie ai suoi classici fill.
In definitiva un pezzo pop rock abbastanza canonico ma che all'improvviso diventa inaspettatamente prog. Bella l'idea.
6) Jesus He Knows Me (voto 6,6)
Non ve l'aspettavate, lo so.
Faccio Coming Out: mi piace questa canzone, non da morire ma la trovo simpatica. Un mio guilty pleasure.
Innanzitutto il testo è tra quelli più riusciti dal punto di vista satirico. Una invettiva contro i telepredicatori, che immagino dovessero essere particolarmente "invadenti" in quegli anni visto che pure gli Iron Maiden qualche mese prima composero un pezzo molto simile per tematiche.
Da Wikipedia
Phil: "Non è un brano contro la religione, ma contro l'ipocrisia degli evangelisti. In America ci sono più di quaranta canali tv dove trovi questi orribili truffatori. E, a quanto pare, sembra che gran parte degli americani non se ne renda conto. Sarà che l'America è un Paese meno cinico dell'Europa, ma è sorprendente per un europeo vedere questo spettacolo. Ti chiedi come possa la gente prenderli sul serio. A me sembravano dei programmi comici..."
Tony: "Questa ventata di pseudomisticismo ha invaso gli Stati Uniti grazie alle parole di questi imbonitori vestiti da oratori che raccolgono migliaia di adepti e creano un giro d'affari enorme costruito sulla buonafede e sull'ingenuità della gente"
Il testo di Phil è efficacissimo. Frasi come
"You don't need to believe in hereafter
Just believe in me"
O
"I believe in family
With my ever lovin' wife beside me
But she don't know about my girlfriend
Or the man I met last night"
O
"Do you believe in God?
'Cause that's what I'm selling"
Si stampano subito in testa.
Divertente pure il video
Quanto alla canzone in sé non è malaccio dai, Ha un buon ritmo, un bel tiro rock, si presta bene ad essere coverizzata in versione metal (qui un esempio https://youtu.be/BE3kJeBr9QI?is=_x1FzXrgWMzbLpkR
) e dal vivo migliora ulteriormente.
Certo il bridge pseudo reggae fa abbastanza schifetto, quello si.
...



![Complice [;)]](./images/smilies/smile_wink.gif)
Però non sono così oltranzista alla fine , dal non cosiderare capolavori alcuni album o considerare "cacca" tutto quello che è venuto da una certa data in poi ne corre, io alla fine, di tutti gli album dei ns ho dato una grave insufficienza al solo Abacab... (WCD non mi fa schifetto lo considero mediocre ma non "inascoltabile", certi pezzi mi piacciono pure) quindi dai non sono così cattivo, poi capisco che quei fan che partono come giudizio minimo dal 7 in su mi guarderanno con forte sospetto ![Santarellino [O:-)]](./images/smilies/smile_saint.gif)

![Morto dalla noia [:(-(]](./images/smilies/smile_bored.gif)
ma così erano "i suoni" alla moda del tempo) caratterizzato da un bel tappeto di synth (con OTTIMA SCELTA DI SUONO) sul quale si appoggia la voce di Collins a descrivere 'Strofe/Ritornelli' nella prima parte del brano; strofe calme, ritornelli appena più sostenuti grazie agli acuti vocali di Collins; melodia "nostalgico crepuscolare" ben assecondata dalla progressione armonica (in base alle sensazioni che vuole trasmettere IL TESTO, suppongo). MA QUESTA PARTE NON È IL PUNTO FORTE DEL BRANO e nemmeno