) quindi ho tutto il tempo del mondo. Eccoci qui A Trick of the tail è un disco strano. Meravigliosamente strano.
Dopo l'abbandono di Peter, i Genesis decidono di dimostrare a tutti che, anche se ridotti a 4 elementi, sono gli stessi dei primi album. Tutto l'album risente di questo approccio, di questa volontà di "tornare al passato", dopo l'evoluzione degli ultimi 2 lavori in studio, soprattutto The Lamb.
Con A Trick of The Tail si riabbracciano sonoritá progressive più classiche, per certi versi simili a quelle di Selling, ma ancora più melodiche.
A voler rimarcare un ritorno alle origini, non solo musicalmente ma anche a livello tematico, tornano qui (dopo l'assenza nei due album precedenti, più ancorati al presente e a tematiche sociali) i testi fantasy. Fatta fuori ancora una volta quasi del tutto la fantascienza, si vira su un fantastico che a tratti si fa favolistico. Se c'è davvero insomma un album che parla di "folletti" (anche se in senso lato) è paradossalmente il primo album con Phil alla voce.
Pure la copertina, dopo il realismo "psichedelico" di The Lamb, ci catapulta di nuovo tra personaggi che mescolano realtà e fantasia. C'è perfino una citazione a Supper's Ready, a voler rimarcare in tutti i modi un legame col passato che faccia capire ai fan che, anche se ridotti a 4 e senza un componente fondamentale, si tratta degli stessi Genesis che hanno composto Foxtrot.
La prima canzone poi, contiene la parola Dance, che richiana il Dancing (with the Moonlit Knight) col quale si apriva Selling.
Tuttavia, sotto la patina del "ritorno alle origini", ricercata in tutti i modi, il cambiamento è giá in atto e si nota da alcuni fattori evidenti, che saranno lo standard negli album successivi
- La batteria passa decisamente in primo piano, rendendo il sound molto più potente nei brani più dinamici
- I pezzi risentono di influenze jazz/fusion, cosa non riscontrabile negli album precedenti.
- Tony Banks ha qui molto più potere all'interno del gruppo, tanto che ogni brano porterà in qualche modo la sua firma, il suo zampino. Steve in alcuni brani sembra sparire totalmente.
- Il cantato di Phil rende le parti meno dinamiche molto più "romantiche", più "pop oriented", più dolci.
Dal mio punto di vista è il miglior album dopo la sacra triade (Foxtrot, Selling, The Lamb), un pelo davanti a Nursery. E' il disco che, assieme a Selling a mio avviso "suona meglio": allo stesso modo rivela ad ogni ascolto nuovi particolari, nuove sfumature, dettagli a cui non avevamo prestato attenzione.
E' l'album più omogeneo in assoluto dei nostri, per me. Non ha capolavorissimi (come ne hanno invece gli album da Trespass a The Lamb) ma nemmeno pezzi volutamente minori, di raccordo, introduttivi ecc (presenti invece in tutti gli album da Nursery in poi). Pure le durate dei pezzi sono praticamente tutte tra i quasi 5 minuti e i 8 e qualcosa.
Un album insomma molto compatto che mantiene per tutta la sua durata una qualitá invidiabile. Infatti faccio davvero grossa fatica nel decidere le varie posizioni della classifica.
1) Dance on a Volcano (voto 9,3)
Anni fa gli avrei preferito altri pezzi ma probabilmente si tratta della canzone più simbolica dell'album ed quella che adesso ascolto più spesso. Potente, jazzata, piena di momenti memorabili:
- L'introduzione: quel ti ti ta ta tararara ti si stampa subito in testa.
Iconico. E poi tutto il crescendo che conduce alla prima strofa.- Il testo sul superare le proprie paure e le avversità, che mescola misticismo, immagini di guerra, frasi forti. Davvero evocativo. Ad esempio il fatto che le "Green crosses" e le "Blue crosses" fossero agenti chimici usati durante la prima guerra mondiale, io l'ho scoperto non molto tempo fa.
Ma, per dire, colpisce pure la "quasi bestemmia" messa lì come prima frase.
O altre chicche ad effetto, tipo "and the lava's the lover who licks your boots away".
Insomma a mio avviso un testo decisamente riuscito, pieno di frasi memorabili.
- L'interpretazione di Phil. Non è Peter, ma già dal suo primo brano ufficiale da frontman dimostra di poter reggere il peso del nuovo ruolo. Uno dei momenti che mi è esaltano di più è quando canta "Let the dance begin". Luciferino
- La coda strumentale, "stop and go": potente, furiosa, tipicamente genesisiana.
2) Entangled (voto 9,2)
Pura poesia. La prima parte con le 3 chitarre che si sovrappongono è deliziosa ma il meglio del pezzo è racchiuso in una coda strumentale eterea, magica, da brividi. Uno dei momenti che farei ascoltare a chi mi chiede chi è Tony Banks, quei momenti in grado di farti davvero viaggiare con la mente.
Purtroppo tanta magnificenza viene totalmente rovinata nelle ultime rimasterizzazioni, che distruggono quei bassi potentissimi.
Il testo, di Steve, è efficace e ci racconta, non senza qualche momento ironico, la storia di un paziente di un ospedale che entra ed esce continuamente dallo stato onirico, sentendosi intrappolato in uno stato a metà tra sogno e realtà.
3) Los Endos. (Voto 9)
Non è tecnicamente uno strumentale, visto che nella versione in studio, come sappiamo, sul finale Phil canta due strofe tratte da Supper's Ready. Un bell'omaggio a Peter che impreziosisce il pezzo. Resta comunque probabilmente lo "strumentale" più famoso di tutta la loro carriera. Ispirato da Carlos Santana, il titolo nonsense ricorda quelli, ugualmente ironici, che utilizzavano all'epoca i Brand X. Non un caso, perché anche a livello sonoro Los Endos ricorda proprio quei Brand X nei quali militava all'epoca Phil.
L'introduzione, sognante e d'atmosfera, riprende quella dell'altrettanto bella It's Yourself, ma è probabilmente la coda (che cita Squonk) la parte migliore: trascinante, potente, con tutti e 4 i musicisti sugli scudi. Magnifica.
4) Mad Man Moon (voto 8,5)
Qui Tony "inaugura" un suo marchio di fabbrica: i testi poetici che mescolano pessimismo, incomunicabilità, senso di inadeguatezza e ineluttabilità. Ne sfornerà parecchi e quasi sempre di alto livello (per me da questo album in poi i suoi testi saranno i migliori della band). In questo pezzo si parla di un incompreso, un "folle", un sognatore che vede gli altri allontanarsi da lui a causa della sua continua fuga dalla realtá in cerca di qualcosa che non troverà mai. Mente? O davvero ha visto tutti i mondi e le stranezze di cui parla? In fondo può essere vista anche come una metafora della malattia mentale, tema (la malattia) giá presente in Entangled.
A livello sonoro si tratta di una canzone delicata, sognante, dominata dal piano e da atmosfere tipicamente banksiane. Molto bella ed evocativa la parte strumentale centrale, con le famose tastiere ad effetto vento. Ottima a mio avviso pure l'interpretazione di Phil.
Non ha difetti, ma a mio avviso il fatto che Steve non ci sia proprio me la rende meno "completa" rispetto ai pezzi che la precedono in classifica.
5) Ripples (voto 8,2)
Singolare che il pezzo più lungo dell'album sia di fatto una ballata.
Il testo è una riflessione sul passare del tempo e sul fatto che la giovinezza e la bellezza prima o poi svaniscono.
La parte migliore del pezzo è indubbiamente l'ipnotica parte centrale strumentale, uno dei momenti nei quali Tony e Steve riescono a duettare in maniera perfetta, creando sonoritá liquide e misteriose.
Il resto del pezzo è una piacevole ballata, magari poco originale ma di grande effetto. A mio avviso non sdolcinata come lo è per alcuni. Chi non apprezza il cantato di Phil probabilmente troverà la sua interpretazione stucchevole. Io trovo che invece sia perfetta per questo pezzo e a tratti pure commovente.
Lui che qualcosa ne sa ve la spiega molto meglio di me
https://www.youtube.com/live/NpGWECloBx ... r-QeW4K2I6
6) Squonk (voto 8)
Il testo ci parla di una creatura del folklore statunitense, brutta a vedersi e sempre triste, che però ha la capacità di dissolversi letteralmente nelle sue lacrime. Decisamente originale. Singolare che sullo stesso album ci sia un altro pezzo (la titke track) che tratta praticamente della stessa tematica: una creatura innocente a cui viene data la caccia, metafora della cattiveria e della crudeltà del mondo nei confronti di chi è vulnerabile.
A livello musicale invece si tratta del pezzo più potente del disco, con batteria e basso in grandissimo rilievo. Anche la prestazione vocale di Phil è di livello assoluto in quello che a mio avviso non è un pezzo per niente facile da cantare. Qui riesce ad avvicinare molto lo stile di Peter, con un cantato a tratti rabbioso, a tratti teatrale.
Non è il pezzo più originale del mondo ma è uno di quelli che dimostrano la versatilità del gruppo, anche senza Gabriel al microfono o come scrittore di testi.
7) A Trick of the Tail (voto 7,8)
Come sopra: la tematica è davvero simile a quella di Squonk. Il testo però lo trovo più affascinante, più misterioso. Parla di questa creatura che si ritrova catapultata (non si sa come) nel nostro mondo e deve subire la crudeltà degli uomini che la sfruttano per i propri interessi, fino a quando riuscirà a scappare e a tornare nel suo mondo.
A livello musicale il pezzo ricorda certe composizioni dei Beatles, con un tocco jazzato. Bello il finale, con i classici rumorini e le finezze di Steve alla chitarra (una delle cose che mi mancheranno di più del post Wind sono queste sue genialate in background, che non noti subito ma un volta che ci fai caso poi ti catturano per sempre).
8) Robbery, Assault and Battery (voto 7)
Ennesimo capitolo delle tradizionali canzoni "teatrali", nonostante ormai Peter sia andato via e di solito era lui, oltre ad interpretare i personaggi delle storie, a scrivere questo tipo di testi. La cosa si nota: la storia è simpatica e ironica, ma manca di parti memorabili, di invenzioni interessanti, di genialate "alla Peter" insomma.
A livello di interpretazione vocale invece devo dire che Phil non se la cava affatto male. Non è Peter, non ha le stesse capacitá trasformistiche, ma è piuttosto convincente nell'approcciarsi ai vari personaggi: tipo la parte "Hello son, I hope you're having fun?
You've got it wrong, sir, I'm only the cleaner" o quella che comincia con "He's leaving via the roof The bastard's got away".
A livello musicale il pezzo a mio avviso alterna buone cose, anche strepitose (l'assolo di Tony, godurioso) ad altre meno convincenti: il ritornello non mi ha mai entusiasmato.
Forse insomma l'unico pezzo dell'album che non mi convince del tutto, laddove per il resto ho davvero pochissimi appunti da fargli
Voto globale all'album: 9


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![Complice [;)]](./images/smilies/smile_wink.gif)
![Confuso [:-|]](./images/smilies/smile_confused.gif)
![Sardonico [:-j]](./images/smilies/smile_rolleyes.gif)
ed in misura più allargata con THE LAMB) ma scorre via felicemente dall'inizio alla fine regalandomi sempre bellissime sensazioni attraverso splendidi momenti musicali continui. Anche la spesso contestata (non mi riferisco alla ns gara, qui) "title track" [che verosimilmente finirà in ultima posizione] io l'ho sempre considerata un brano di alta caratura musicale.
(poi non nego che simile roba "edulcorata" possa piacere fino all'entusiasmo, solo che a me simili cose fanno venire il classico "latte alle ginocchia" non so se mi spiego...)