I più belli acquistati a "scatola chiusa".

Un'area dedicata all'esplorazione dell'universo musicale in genere, e degli altri protagonisti del rock progressivo in particolare.

I più belli acquistati a "scatola chiusa".

Postby highinfidelity » 07 Nov 2025, 15:36

Ho esaurito il tempo che posso dedicare oggi a leggere e scrivere sul forum, ma prima di dimenticarmene volevo lanciare un'idea di discussione che mi è venuta leggendo gli altri thread attualmente attivi, ed è: quali sono i dischi che avete acquistato completamente "a scatola chiusa", senza sapere nulla del loro contenuto, senza che nessuno ve ne avesse mai parlato, solo perché la copertina o il titolo o il nome del complesso vi ispiravano, o perché costavano pochissimo eccetera, e che si sono poi rivelati una piacevolissima sorpresa? [:-I]

Beh, ripensandoci: possiamo inserire anche quelli che invece sono stati una delusione tremenda! [:D]

Io ne ho già un paio in mente, dei quali vi scriverò a breve... [;)]
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Re: I più belli acquistati a "scatola chiusa".

Postby aorlansky60 » 09 Nov 2025, 11:04

quali sono i dischi che avete acquistato completamente "a scatola chiusa", senza sapere nulla del loro contenuto, senza che nessuno ve ne avesse mai parlato, solo perché la copertina o il titolo o il nome del complesso vi ispiravano


Difficile seguire e soddisfare "la traccia" che hai posto, almeno nel mio caso, perchè da quando iniziai ad appassionarmi sempre più seriamente alla musica POP ROCK, ben presto feci ricorso a riviste specializzate (in particolare CIAO2001 a partire dalla seconda metà 74) per disporre di una guida "ponderata" per quello che volevo seguire prima di acquistare, evitando così i rischi "a scatola chiusa" (in quei primi anni il mio budget da dedicare ai soli dischi "era quel che era" cioè molto limitato, ed era quindi UN PECCATO sbagliare acquisto.)

Quindi i miei acquisti "a scatola chiusa" sono molto pochi, direi limitati a quel 1974 quando iniziai ad ascoltare e comprare musica partendo da un livello di totale ignoranza del panorama internazionale (ne ho reso dettagliata lista nell'altro topic "IL PRIMO di TUTTO"); direi che su tutti ne primeggia UNO in particolare che si chiama "NURSERY CRYME", del quale ricordo che scartabellando LP le prime volte che lo facevo (inizio 74), mi compariva sempre davanti agli occhi (insieme all'inseparabile TRESPASS messo vicino) quella copertina a dominante GIALLA così misteriosamente AFFASCINANTE nella scena che vi era ritratta... copertina troppo particolare pensai (la collegai ad un tipo di musica che vi poteva essere proposto "troppo difficile" da affrontare per me), infatti ne ritardai l'acquisto di almeno 7 mesi (AGO 74) solo dopo aver conosciuto (tramite SELLING ENGLAND da me acquistato su "chiacchericcio" captato di compagni di scuola) quella rock band chiamata "Genesis"... inutile ribadire (perchè l'ho detto molte volte) [:D] che questo titolo costituì per me "una folgorazione" assai maggiore del pur splendido SELLING ENGLAND conosciuto 6 mesi prima...
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Re: I più belli acquistati a "scatola chiusa".

Postby Thomas Eiselberg » 09 Nov 2025, 15:35

In generale sono uno che non ha quasi mai acquistato cd/dischi senza sapere nulla sull'artista che suonava/cantava sugli stessi. Magari conoscevo già qualche canzone o il cantante o qualcuno dei musicisti. Se non conoscevo loro in particolare c'era sempre comunque qualche assonanza con gruppi che già conoscevo. Ad esempio dopo aver conosciuto i Genesis ho cercato altri gruppi prog famosi, stessa cosa per il Metal dopo aver conosciuto i Maiden ecc. Islands dei KC (il mio primo album di Fripp e soci) insomma lo acquistai senza conoscere nulla del gruppo ma più o meno sapevo cosa aspettarmi, stessa cosa Mirage dei Camel ecc.
Quando si trattava di artisti che non avevo mai sentito nominare e che non conoscevo neppure minimamente me li facevo prestare o amici/conoscenti mi dicevano di provarli.
Non mi fido degli acquisti a scatola chiusa, tendo sempre ad avere un minimo di base sulla quale fare acquisti. Le eccezioni riguardano quasi sempre CD/dischi che uscivano assieme a riviste musicali, TV sorrisi e canzoni ecc.

Billy Joel - The Stranger
Questo è uno di quei casi di cui sopra. Mai ascoltato nulla di Billy Joel fino a quel momento, o almeno così credevo (un paio di pezzi non sapevo fossero i suoi). In questo caso cascai bene: album molto molto gradevole che poi scoprii essere tra i suoi più famosi.

Lucio Dalla - Canzoni
Preso totalmente a caso perchè dovevo provare lo stereo appena acquistato. [:D]
Alcuni pezzi molto gradevoli, altri mah. Non il migliore di Dalla, ma all'epoca non mi era dispiaciuto visto che non conoscevo minimamente la sua discografia (alcuni pezzi mi piacciono ancora oggi comunque, anche se non li riascolto quasi mai)

Red Hot Chili Peppers - Mother's Milk
Usciva assieme a TV sorrisi e canzoni. Non mi dispiaceva e non mi dispiace neppure oggi ma, oltre a non essere un grandissimo fan del gruppo, gli preferisco altri album

Soundgarden - Superunknown
Uno dei pochissimi casi (l'unico forse) di album acquistato solo per la (stranissima) copertina. Probabilmente li avevo già sentiti nominare e un paio di pezzi non mi erano del tutto sconosciuti ma quando lo acquistai non sapevo davvero cosa aspettarmi.
Gran disco.

Pearl Jam - Ten
Uscito assieme a qualche rivista musicale. Molto bello, non quanto l'album dei Soundgarden ma pieno di ottime cose.

Questi quelli che mi vengono in mente. Diciamo nessun capolavoro assoluto (Superunknown ci va vicino) ma nemmeno ciofeche. [:D]
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Re: I più belli acquistati a "scatola chiusa".

Postby aorlansky60 » 10 Nov 2025, 08:33

@Thomas

"Soundgarden - Superunknown"

Non li ho mai seguiti ne tanto mai approfonditi (non gradendo il genere a cui erano legati, "grunge" se non ricordo male) ma di quell'album che citi conosco "Black Hole Sun" un brano davvero grandioso


"Billy Joel - The Stranger"

questo nome invece lo conosco eccome, davvero un fior fiore di song writer, almeno fino ad un certo punto della sua carriera
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Re: I più belli acquistati a "scatola chiusa".

Postby Duke59 » 10 Nov 2025, 09:00

Alcuni acquisti al buio li ho fatti, questi sono quelli che ricordo

DREAM THEATER, "Metropolis part 2, scenes from a memory"
Qui la fortuna mi ha aiutato, facendomi scegliere casualmente un vero e proprio capolavoro.
Uno dei migliori album di tutti i tempi, per chi ama il Progressive e il Metal.

DONALD FAGEN, "The nightfly"
Onestamente mi aspettavo di più oltre alla produzione curatissima e gli arrangimenti patinati. Non sono riuscito ad entrarci in sintonia. Ci riproverò.

PAIN OF SALVATION, "Remedy lane"
Bello ma ha qualcosa per cui non ho sentito l'esigenza di tornare ad ascoltarlo, ha un qualcosa di ... non so come chiamarlo ... "artificiale" che rende l'ascolto faticoso, un po' la stessa sensazione che provo ascoltando i "Tool" (peraltro bravissimi).

ZAPPA, "Zoot allures"
Su Zappa ci sarebbe da scrivere un capitolo a parte perchè ogni album di Zappa può essere un acquisto "al buio" (nel senso che non sai cosa troverai, un po' come Joe Jackson, ma in maniera più estrema). Non ricordo quale sia stato il primo album di Zappa che in assoluto che acquistai ma potrebbe in effetti essere stato questo. Un ottimo album di "pop-rock" strambo, stralunato ma piacevolissimo nonostante i suoi momenti "scorretti" ("The torture never stops" ad esempio ci propone una musica celestiale su cui il vocione del nostro canta un testo alquanto splatter accompagnato dai lamenti anche un po' ambigui di una donna torturata). Però a parte questo brano, che credo non sia mai stato passato in nessuna radio al mondo, le altre canzoni o pezzi strumentali sono piacevolissimi, di altissimo livello e geniali. Un ottimo acquisto. Curiosità: in alcuni brani Zappa canta e suona tutti gli strumenti tranne la batteria mentre sulla copertina dell'album oltre a Zappa e Terry Bozzio compaiono anche Patrick O'Hearn e Eddie Jobson che però non suonano nell'album.)

RETURN TO FOREVER, "Romantic warrior"
Album stupendo comprato solo pochi anni fa. Un acquisto straordinario.

JOE JACKSON, "NIght and day"
la scoperta di un genio della musica.
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Re: I più belli acquistati a "scatola chiusa".

Postby aorlansky60 » 10 Nov 2025, 10:49

@DUKE

adesso che mi ci fai pensare (avendo citato F.ZAPPA) questo è proprio "uno di quelli" col quale cominciai "a scatola chiusa", avendo al tempo avuto solo un riferimento citato riguardo "all'importanza del nome" riconosciuta, ma per niente dettagliato riguardo al tipo di musica che proponeva; ricordo che al tempo (metà anni 70) "HOT RATS" era uno dei suoi albums più reputati dalle riviste specializzate e fu proprio quello col quale decisi di partire per fare la sua conoscenza. Ricordo che non mi colpì negativamente. Le impressioni ricavate dalle riviste a riguardo del disco erano tutto sommato giuste. Si tratta di un disco dove la chitarra elettrica conduttrice insieme alle chitarre ritmiche giocano un ruolo da primi attori. Ricordo ancora la grande impressione che mi fece fin dal primo ascolto la magnificenza di "Peaches in Regalia" (brano di apertura) che rivelava che ZAPPA oltre che ottimo autore e ottimo esecutore all'elettrica era UN ARRANGIATORE STRUMENTALE DAVVERO GRANDIOSO, un aspetto che avrei imparato a conoscere meglio di lui nel proseguo del tempo...


RETURN TO FOREVER, "Romantic warrior"

non esageri affatto definendo "straordinario" questo titolo, fu uno dei miei "must" iniziali quando scoprii un certo tipo di musica alternativa al Rock, quella proposta da gruppi come Weather Reports, Mahavishnu Orchestra, e appunto questi Return to Forever (insieme agli italiani Perigeo). I primi tre sono QUELLI che fuoriuscirono dalla "palestra" di Miles Davis quando [nei primissimi anni 70] i suoi discepoli (i vari J.McLaughlin, Chick Corea, Joe Zawinull ed altri) decisero di procedere indipendenti formando i gruppi citati, e possono essere considerati (insieme al MAESTRO) i "padri" della FUSION moderna.
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Re: I più belli acquistati a "scatola chiusa".

Postby Thomas Eiselberg » 10 Nov 2025, 11:11

aorlansky60 wrote:@Thomas

"Soundgarden - Superunknown"

Non li ho mai seguiti ne tanto mai approfonditi (non gradendo il genere a cui erano legati, "grunge" se non ricordo male) ma di quell'album che citi conosco "Black Hole Sun" un brano davvero grandioso




Si tende ad inserire i Soundgarden nel grunge più per la loro provenienza e per il periodo nel quale sbocciarono. A ben vedere però sia loro che altri gruppi (Pearl Jam o gli Smashing Pumpkins che facevano una marea di generi, in alcuni pezzi avevano perfino delle sonorità prog) avevano altre basi musicali. I Soundgarden avevano molto più in comune col metal. Singolare, perchè da sempre si tende a considerare il grunge come il genere che mise fine alla grande ondata del metal degli anni '80, un po' come il punk sancì per molti la fine del prog classico.
Non è un caso che io preferisca di gran lunga il prog al punk e il metal al grunge (che in origine prendeva spunto a livello di sonorità dal punk, vedi Nirvana, che proprio non mi sono mai andati giù). Quindi apprezzo tantissimo i Soundgarden che molti considerano grunge (per me a torto) ma il grunge non mi è mai piaciuto [:D]

Duke59 wrote:Alcuni acquisti al buio li ho fatti, questi sono quelli che ricordo

DREAM THEATER, "Metropolis part 2, scenes from a memory"
Qui la fortuna mi ha aiutato, facendomi scegliere casualmente un vero e proprio capolavoro.
Uno dei migliori album di tutti i tempi, per chi ama il Progressive e il Metal.

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PAIN OF SALVATION, "Remedy lane"
Bello ma ha qualcosa per cui non ho sentito l'esigenza di tornare ad ascoltarlo, ha un qualcosa di ... non so come chiamarlo ... "artificiale" che rende l'ascolto faticoso, un po' la stessa sensazione che provo ascoltando i "Tool" (peraltro bravissimi).



Metropolis part 2 per me è il canto de cigno dei DT. Dopo quell'album non hanno mai più sfornato un disco che io riesca ad apprezzare in toto, solo pezzi sparsi qua e lá.
Anche questo prestato da un conoscente che li adorava, quindi fu anche per me il primo approccio con la band. Col tempo però dopo aver approfondito la loro discografia (i primi album quanto meno) ho maturato l'idea che il meglio lo abbiano dato prima, il loro capolavoro è Images and Words. Metropolis pt. 2 è ancora un grande album, ma comincia già a possedere, in piccola parte, i difetti che mi faranno allontanare dal gruppo.

Remedy Lane fu anche per me il primo approccio con i Pain of Salvation e mi conquistò fin dal primo ascolto. Io lo considero uno dei migliori album metal di sempre e anche le recensioni in rete tendono a metterlo tra i migliori della band. Strano che tu non riesca ad apprezzarlo, anche perchè alle mie orecchie risuona tutt'altro che artificioso, anzi lo ritengo uno dei migliori esempi di metal "emozionale", dove la rabbia e la durezza molto spesso si alterano a momenti molto delicati ed emozionanti. Proprio quello che da un certo momento non ho più trovato nei DT (meccanici, freddi, intenti più a dimostrare le loro qualità tecniche e le loro influenze piuttosto che a dare qualcosa di concreto all'ascoltatore)
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Re: I più belli acquistati a "scatola chiusa".

Postby highinfidelity » 10 Nov 2025, 14:40

Mi diverte leggere come molti hanno esordito scrivendo "beh ma in realtà a scatola chiusa non ho mai comprato davvero nulla..." mentre poi invece ne son saltate fuori di tutti i colori! [:D] Per quanto mi riguarda, non a caso ho incluso anche la "questione prezzo", perché in effetti molti dei miei acquisti alla cieca sono partiti proprio da prezzi particolarmente convenienti. [O:-)]

John Renbourn - So Clear
A fine anni '80, presso Rock & Folk (celeberrimo negozio di dischi di Torino, che ha cambiato sede ma esiste tutt'ora), nella cassetta dei dischi in offerta stracciata campeggiava - non so perché - So Clear a un prezzo assolutamente ridicolo, tipo forse 2000 lire, una cira davvero irrisoria anche all'epoca. Il fatto che in copertina comparisse il buon John che si trascinava dietro una chitarra folk (strumento che all'epoca faticavo ad acquistare, e per il quale naturalmente stravedevo) mi fece portare a casa il disco. Feci così la conoscenza del purtroppo già scomparso Renbourn, artista interessantissimo e raffinato strumentista, che purtroppo ancor oggi non sono riuscito ad approfondire come avrei voluto. Ricordo che qualche anno dopo, all'università, prestai So Clear ad un collega di studi il quale invece su Renbourn era ferratissimo. Non capivo perché volesse registrarlo, dato che si trattava di una compilation. Mi spiegò che So Clear conteneva anche alcuni brani che non era facile ascoltare in altro modo, fatto che persino oggi faccio fatica a verificare su internet e che quindi ritrasmetto "col beneficio del dubbio".

Stevie Nicks - The Other Side Of The Mirror
Nel sottopassaggio pedonale della stazione di Porta Nuova a Torino (poi scomparso per lasciar posto alla struttura sottorranea della metropolitana) fino agli anni '90 si trovava un microscopico negozietto di dischi che vendeva dei remainders a prezzi stracciatissimi. L'assortimento era minimo, ma i prezzi popolari (molte cose erano sulle 4000-5000 lire) facevano venir voglia di portarsi a casa anche dischi di cui non si sapeva nulla, giusto per non andar via a mani vuote (che pareva brutto [:D] ). Tra questi acquisti ci fu The Other Side Of The Mirror di Stevie Nicks, tutta colorata e fatata in copertina come piace tanto a lei (e pure a noi... [:D] ). Non avevo mai ascoltato prima la voce contraltistica della Nicks, che mi stupì abbastanza, ma alcune canzoni particolarmente azzeccate mi portarono ad ascoltare il disco ripetutamente per un periodo piuttosto lungo. Non meno di dieci anni dopo mi accorsi che la Nicks aveva collaborato con Tom Petty, e in seguito acquistai anche qualcosa dei Fleetwod Mac, le cui sonorità a quel punto mi risultarono familiari, con la voce della Nicks sempre perfettamente riconoscibile (e che personalmente preferisco a quella della McVie, forse anche perché ha interpretato canzoni che a mio gusto ritengo più belle).

Yngwie J. Malmsteen - Trilogy
Anche questo disco si trovava in vendita nell'appena ricordato sottopasso di Porta Nuova, ad un prezzo oserei dire "simbolico". Lo scelsi perché A) era palese che si trattasse di un disco di metal B) dai crediti si capiva che ci fossero anche dei sintetizzatori, fatto curioso per un disco metal C) era chiaro che per chitarra ed abbigliamento Malmsteen si rifacesse a Hendrix D) il brano "Trilogy Suite Op: 5" per assonanza mi riconduceva al rock progressivo ed anche alla musica sinfonica, e pareva promettere benissimo. Certamente questo acquisto "alla cieca" è stato tra i più fortunati, tanto che ancora oggi mi considero tra i più grandi estimatori del chitarrista svedese. Come già scritto altre volte, qualcosa mi diede l'impressione che all'epoca Malmsteen fosse famosissimo e che io fossi stato l'ultimo fesso ad accorgermi di lui; successivamente invece mi resi conto che ben pochi conoscevano il suo nome ed ancor meno lo avevano ascoltato con una certa serietà. Facendo la tara alla sua vita ed ai suoi modi da truzzo, è comunque un grandissimo se non il più grande di tutti i tempi.

Loreena McKennitt - The Mask And Mirror
Nei primissimi anni '90, dopo il radicale cambiamento di vita imposto dall'iscrizione all'università, mi sentivo molto solo e cercavo una simbolica compagnia femminile leggendo molti romanzi scritti da donne ed ascoltando molta musica composta da donne. Per un breve periodo ci furono dei negozi dove si potevano "affittare" dei CD. Ora pensando a YouTube e Spotify e compagnia cantante vien da piegarsi in due dal ridere, ma all'epoca questi negozi furono osteggiati in tutti i modi dalla "giustizia". Per un breve periodo sopravvissero con l'escamotage del "vendere CD usati, che se venivano riconsegnati entro una settimana venivano riacquistati pena la perdita di una quantità minima di danaro" (che sostanzialmente equivaleva a noleggiarli, ma la parola noleggio era vietatissima e non si poteva più usare). In breve tempo furono fatti chiudere tutti. Comunque, durante quella fugace stagione, trovai tra i dischi in noleggio anzi no scusate in vendita usato The Mask And Mirror di Loreena McKennitt. La vaga aria serena di Loreena ed i decori che contornavano il suo bel sembiante lasciavano intuire atmosfere celtiche e folk, che mi fecero portare a casa il disco, che al primo ascolto decisi di tenere. La copertina infatti non ingannava: si trattava forse del suo lavoro più complesso e più maturo. Lo ascoltai centinaia, forse migliaia di volte, e ogni tanto lo riascolto ancora. Purtroppo da lì a breve una grave disgrazia e forse un po' di stanchezza portarono la McKennitt a far uscire una serie, peraltro molto distanziata, di dischi non più in grado di tener testa a quelli del passato. Peccato, perché ho avuto modo di riascoltarla dal vivo di recente a Bard, e la sua siderea voce politimbrica ci sarebbe ancora tutta.
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Re: I più belli acquistati a "scatola chiusa".

Postby rkive » 10 Nov 2025, 15:45

Ben Harper & R7: White Lies for Dark Times.
Acquistato perchè in offerta, convinto di aver preso Bruno Mars (per una spiegazione dovrei chiedere a Freud). [&:-S]

Le Orme & Friends.
Sorpreso dai Friends che proprio non conoscevo: Mangala Vallis, Alex Carpani, Sezione Frenante e Tal Neunder! [:)]
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Re: I più belli acquistati a "scatola chiusa".

Postby HogweedBack » 10 Nov 2025, 16:40

Purtroppo essendo un millennial non ho avuto modo di acquistare titoli storici come quelli che leggo in alcuni post, ma questo topic mi porta alla mente l'esatto momento in cui mi mi trovavo alla mediaworld di Grugliasco (High sa [;)] ). Io e mio padre incappavamo nel reparto televisioni dove veniva esposto ad alto volume il live dei Dream Theater, Score.

Fummo rapiti entrambi dalle sonorità e dagli ammiccamenti decisamente progressive.

Comprammo senza esitazione il dvd e ce lo godemmo a casa [8:-x] ! Gran bel ricordo!
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Re: I più belli acquistati a "scatola chiusa".

Postby aorlansky60 » 11 Nov 2025, 08:34

@Marco

"John Renbourn - So Clear"

ah! un altro nome a me piuttosto familiare! allora penso che, come me, tu abbia esplorato a dovere la band per cui acquisì celebrità, i PENTANGLE, in cui figurava anche un altro eccelso chitarrista folk, Bert Jansch; il sound di questa band (dichiaratamente FOLK, con forti richiami a brani storici della cultura britannica) verteva proprio sui duetti di questi due eccelsi chitarristi; fecero solo 5 albums (quelli del primo periodo, prima della ricostituzione anni 80), ma abbastanza per essere famosi e ricordati nella storia.


"Mi diverte leggere come molti hanno esordito scrivendo "beh ma in realtà a scatola chiusa non ho mai comprato davvero nulla..." mentre poi invece ne son saltate fuori di tutti i colori! [:D]"

In effetti anche per me potrebbero essere diversi titoli, quelli che potrei citare, ma è solo che non me li ricordo bene legati ad una particolare occasione, visto il tempo trascorso...
mi è venuto in mente ZAPPA con "Hot Rats" solo per associazione di idee; oppure quella volta che nell'estate 1979, ad una "festa dell'unità", mi ritrovai davanti ad una rivenditoria ambulante di dischi messa su per l'occasione, dove inevitabilmente mi misi a rovistare fino a trovarmi davanti una copertina bellissima, un neonato emergente dalle acque, tenuto su (letteralmente) da due mani che affioravano in superfice, con lo sfondo del sole crepuscolare, si trattava di "SUNFIGHTER" accreditato alla coppia Kantner&Slick (Paul e Grace rispettivamente, compagni anche nella vita oltre che membri dei JEFFERSON AIRPLANE) infatti quella bimba in copertina era la loro primogenita China.
Un album SUPERLATIVO che ascolto volentieri ancora ai tempi odierni.
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Re: I più belli acquistati a "scatola chiusa".

Postby highinfidelity » 11 Nov 2025, 09:26

aorlansky60 wrote:"John Renbourn - So Clear"

ah! un altro nome a me piuttosto familiare! allora penso che, come me, tu abbia esplorato a dovere la band per cui acquisì celebrità, i PENTANGLE, in cui figurava anche un altro eccelso chitarrista folk, Bert Jansch; il sound di questa band (dichiaratamente FOLK, con forti richiami a brani storici della cultura britannica) verteva proprio sui duetti di questi due eccelsi chitarristi; fecero solo 5 albums (quelli del primo periodo, prima della ricostituzione anni 80), ma abbastanza per essere famosi e ricordati nella storia.


Li conosco benissimo di fama (citatissimi!) ma purtroppo no, non sono ancora riuscito ad approfondirli. Di Renbourn ho in seguito comprato solo altri due dischi, formati assieme al suo "group": A Maid In Bedlam (che non riascolto spesso ma di cui ho un bellissimo ricordo) e The Enchanted Garden. A dire il vero è un (lungo) periodo in cui i miei ascolti di folk si sono parecchio rarefatti, sono più su altre cose.
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Re: I più belli acquistati a "scatola chiusa".

Postby vise60 » 11 Nov 2025, 11:33

A scatola chiusa ne ho comprati diversi sopratutto negli anni 70- 80 quando non c'era ancora la rete e quindi la possibilità di ascoltare qualcosa di più approfondito prima dell'acquisto ,
mi basavo soprattutto su ciò che trasmetteva la radio e sulle classifiche e recensioni di Ciao 2001 in virtu' anche del fatto che i consigli dei miei amici poi erano poco affidabili...

David Gilmour - About Face , sulla fiducia ma niente di speciale ,

David Sylvian - Brilliant Trees , a tanti e piaciuto a me un pò meno ,poi ceduto

Deep Purple - Perfect Stranger , la reunion tanto attesa , così così...

Fleetwood Mac - Rumours lo vedevo sempre in testa nelle classifiche americane ,grande colpo

Average White Band - Person To Person ,bel live ,ne conoscevo solo il nome e Pick up the Piece , buon acquisto

Poco - Indian Summer , bella sorpresa ,no mi ricordo nemmeno perchè lo acquistai

La febbre del Sabato sera - ....sto scherzando [:D] [:D]

Styx - The grand Illusion , i primi tempi mi piacque poi non l'ho più riascoltato , poi ceduto

Rick Wakeman's - Criminal Record ,avevo letto una intervista che lo aveva registrato quasi in contemporanea con Going for the One ,lo riascolto ancora spesso

Mike Rutherford - Smallcreep's Day ,sulla fiducia ,Super acquisto lo riascolto spesso ,in particolare la prima facciata anche se la seconda non mi dispiace

Mike Rutherford - Acting very Strange ,acquistato sulla fiducia , stavolta mal riposta ..

Tony Banks - A Curious Feeling , non sapevo nemmeno fosse uscito ,trovato per caso in negozio su indicazione

Jethro Tull - Songs from the Wood , comprato in scia agli altri usciti in precedenza ,così così

Tony Banks - The fugitive , comprato sulla fiducia , mi dispiace caro Antonio ...

Mi fermo con Topper Headon - Waking Up ,mi piace veramente ,lo riascolto ogni tanto ,bell'acquisto di cui non ricordo il motivo

Rosie Vela - Zazu , non un gran che ma solo perchè ci suonava Donald Fagen , poi ceduto
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Re: I più belli acquistati a "scatola chiusa".

Postby Thomas Eiselberg » 11 Nov 2025, 16:40

vise60 wrote:
Jethro Tull - Songs from the Wood , comprato in scia agli altri usciti in precedenza ,così così



Commento che mi stupisce non poco. Per me uno dei migliori dei JT, subito dietro i mostri sacri (Thick as a brick, Aqualung, Stand Up) e sullo stesso piano di Heavy Horses. Un bel ritorno al folk prog dopo qualche passaggio a vuoto [:p]
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Re: I più belli acquistati a "scatola chiusa".

Postby TDuke » 11 Nov 2025, 20:33

Concordo, molto bello "Songs from the Wood" , non solo il migliore della cosidetta "trilogia folk" ma anche uno dei migliori in assoluto a mio avviso della band che, pur senza particolari picchi, riuscirà a sfornare album sempre decenti per tutti gli anni '70.
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Re: I più belli acquistati a "scatola chiusa".

Postby highinfidelity » 11 Nov 2025, 22:33

Non volevo andare OT, ma in effetti è un commento che ha stupito molto anche me. Lo ritengo un album brillantissimo, anche se purtroppo un inspiegabile eccesso di frequenze acute rende quasi inascoltabile la mia copia. Credo dovresti riascoltarlo, è possibile che tu lo abbia acquistato in un momento in cui eri poco ricettivo. [:-I]
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Re: I più belli acquistati a "scatola chiusa".

Postby aorlansky60 » 12 Nov 2025, 08:37

@Vise

Fleetwood Mac - Rumours
lo vedevo sempre in testa nelle classifiche americane, grande colpo

Infatti ricordi giusto, fu l'album che "spaccò" (per loro) col quale arrivarono al successo; lato 'commerciale' a parte, un album per me ancora molto gradevole.


Poco - Indian Summer
bella sorpresa, non mi ricordo nemmeno perchè lo acquistai

Country rock band molto nota e popolare negli USA negli anni 70, assai meno in EU e ancor meno in Italia (dove le riviste specializzate in genere NON spingevano il Rock americano), io li scoprii nella seconda metà anni 70 solo grazie alla rubrica musicale della rivista Hi-Fi SUONO (che si chiamava "MUSIC BOX", un titolo richiamante una SONG molto familiare agli amanti del progressive, per una redazione di giornalisti che paradossalmente DETESTAVA il genere ed amava 'solo' il rock made in USA, infatti trattavano solo QUELLO, con rarissime concessioni al rock inglese) con i bellissimi albums (precedenti a quello che hai citato) "CRAZY EYES" e "SEVEN", reputati (sempre da quella redazione) come i loro migliori.



Mike Rutherford - Smallcreep's Day
sulla fiducia, Super acquisto, lo riascolto spesso, in particolare la prima facciata

Album generalmente reputato e ritenuto molto buono (soprattutto dai fans e sostenitori della "famiglia Genesis"), devo dire che a me invece non ha mai dato quella particolare sensazione...



Tony Banks - A Curious Feeling
non sapevo nemmeno fosse uscito, trovato per caso in negozio su indicazione

discorso qui totalmente diverso rispetto a quello del "collega" e amico; sempre per me, un gran bell'album e decisamente il migliore che abbia composto e pubblicato come solista.
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Re: I più belli acquistati a "scatola chiusa".

Postby highinfidelity » 12 Nov 2025, 09:13

aorlansky60 wrote:Mike Rutherford - Smallcreep's Day
sulla fiducia, Super acquisto, lo riascolto spesso, in particolare la prima facciata

Album generalmente reputato e ritenuto molto buono (soprattutto dai fans e sostenitori della "famiglia Genesis"), devo dire che a me invece non ha mai dato quella particolare sensazione...


...e adesso però, caro Alain, tocca a te rimettere il disco sul giradischi! [:D]

Scherzi a parte, è un ricordo vecchio? E' da tanto che non lo ascolti? Perché sulle canzoni "sciolte" del lato B in effetti capisco che possano esserci opinioni divergenti (a parer mio va ascoltato molte volte, poi piace, però non ho difficoltà a riconoscere che possa anche risultare sgradito per tutta una serie di motivi). La suite progressiva sul lato A, invece, la giudico un capolavoro assoluto del genere; mi stupirei moltissimo di sapere che un grande appassionato e profondo cultore del progressive come te veramente non la apprezzi.
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Re: I più belli acquistati a "scatola chiusa".

Postby vise60 » 12 Nov 2025, 10:07

Thomas Eiselberg wrote:
vise60 wrote:
Jethro Tull - Songs from the Wood , comprato in scia agli altri usciti in precedenza ,così così



Commento che mi stupisce non poco. Per me uno dei migliori dei JT, subito dietro i mostri sacri (Thick as a brick, Aqualung, Stand Up) e sullo stesso piano di Heavy Horses. Un bel ritorno al folk prog dopo qualche passaggio a vuoto [:p]


In effetti non l'ho bocciato , ed al tempo della sua uscita l'ho spesso ascoltato , ma di solito tendo nel corso degli anni a non mettere sul giradischi gli Album che non mi hanno impressionato
Comunque prometto che alla prossima accensione dell'impianto sara' mia premura per prima cosa posizionarlo sul giradischi e riascoltarlo [;)] [;)] [;)]
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Re: I più belli acquistati a "scatola chiusa".

Postby Thomas Eiselberg » 12 Nov 2025, 10:32

Sui due esordi da solisti di Tony e Mike come forse saprete io sono ancora più cattivo. Un po' per i due vocalist scelti (che per me non c'entravano nulla col prog e i dischi in questione) che ho sempre digerito poco, troppo generici e simili a tanti altri che imperversavano nelle hit dell'epoca (molto più adatti ad un gruppo come i Mechanics). E se non mi piace per nulla la voce del cantante, come noto, mi preclude l'apprezzamento di tutto l'album. Un po' perché solo a tratti a mio avviso si sente davvero profumo di prog genesisiano.
Non mancano ovviamente i momenti pregevoli (Smallcreep's day, soprattutto Out into the daylight e il finale, From the undertow e The Waters of Lethe) ma sono album (a mio avviso) troppo pieni di pezzi pop generico con qualche bell'assolo (adoro le code o gli intermezzi di pezzi che nel loro succo non mi convincono).
A mio avviso Tony farà di meglio negli album seguenti, nessuno dei quali purtroppo privo di momenti discutibili, anzi, ma alcuni pezzi singoli li trovo molto più riusciti (tipo Another Murder of a day o An Island in the darkness, che trovo un capolavoro).

Diciamo che in una ipotetica tier list degli esordi nei nostri, quello di Steve, Ant e Phil sarebbero S o minimo A+, mentre quelli di Peter, Mike e Tony sarebbero B oppure C+ [:D]

Ecco, ho fatto un OT gigantesco pure stavolta, lo sapevo [:D]


vise60 wrote:Comunque prometto che alla prossima accensione dell'impianto sara' mia premura per prima cosa posizionarlo sul giradischi e riascoltarlo [;)] [;)] [;)]


[8D] [^]
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Re: I più belli acquistati a "scatola chiusa".

Postby TDuke » 12 Nov 2025, 10:54

Il primo album di Steve è per i miei gusti il migliore di tutti ed è tutt'ora considerato un caposaldo del progressive dell'epoca d'oro . Molto buono quello di Anthony ed ci aggiungo anche il primo di Peter che , forse perché ancora "in divenire" è quello con sonorità più varie ed aggiungerei più "audaci", lo ascolto sempre volentieri e contiene almeno 3-4 pezzi ottimi, quando sarebbe arrivato poi il grande successo planetario con "So" a quel punto faceva un genere a me del tutto indifferente. Le carriere soliste di Mike (gruppo compreso) Tony e Phil non mi hanno mai entusiasmato (eufemismo....) mentre ho sempre apprezzato molto i primi album dei Brand X con Phil alla batteria.
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Re: I più belli acquistati a "scatola chiusa".

Postby maomac 2 » 12 Nov 2025, 20:43

Visto che è stato menzionato Out into the Daylaight, sicuramente saprete che è un cavallo di battaglia di Elio e le Storie Tese nei loro live.
https://www.youtube.com/watch?v=-JHcgpP ... rt_radio=1
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Re: I più belli acquistati a "scatola chiusa".

Postby aorlansky60 » 13 Nov 2025, 08:35

highinfidelity wrote:
aorlansky60 wrote:Mike Rutherford - Smallcreep's Day
sulla fiducia, Super acquisto, lo riascolto spesso, in particolare la prima facciata

Album generalmente reputato e ritenuto molto buono (soprattutto dai fans e sostenitori della "famiglia Genesis"), devo dire che a me invece non ha mai dato quella particolare sensazione...


...e adesso però, caro Alain, tocca a te rimettere il disco sul giradischi! [:D]

Scherzi a parte, è un ricordo vecchio? E' da tanto che non lo ascolti? Perché sulle canzoni "sciolte" del lato B in effetti capisco che possano esserci opinioni divergenti (a parer mio va ascoltato molte volte, poi piace, però non ho difficoltà a riconoscere che possa anche risultare sgradito per tutta una serie di motivi). La suite progressiva sul lato A, invece, la giudico un capolavoro assoluto del genere; mi stupirei moltissimo di sapere che un grande appassionato e profondo cultore del progressive come te veramente non la apprezzi.


In effetti, le impressioni che ho scritto a proposito di "Smallcreep's Day" sono legate ad ascolti dell'album che feci molto, molto tempo fa... non l'ho mai più ripreso da allora...
magari riascoltandolo oggi, potrebbe fornirmi impressioni assai diverse, chissà... [:-I]
Però se lo abbandonai ci dev'essere un motivo ben preciso, ovvero che non mi deve aver colpìto positivamente, [:-I] al contrario dell'esordio solista di Tony Banks che ho ascoltato molto più spesso nel corso del tempo, che mi piacque parecchio fin dal primo ascolto...

OT per OT, seguo Thomas nel fare l'elenco personale di preferenza, per quanto riguarda gli esordi solisti "dei nostri"; a scendere :

Steve Hackett - Voyage of the Acolyte
Anthony Phillips - The Geese and the Ghost


Tony Banks - A curious feeling | Peter Gabriel - I (ex-eaquo)

Mike Rutherford - Smallcreep's Day
Phil Collins - Face Value

...mi aspetto critiche... [:D]
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Re: I più belli acquistati a "scatola chiusa".

Postby vise60 » 13 Nov 2025, 16:22

Duke59 wrote:Alcuni acquisti al buio li ho fatti, questi sono quelli che ricordo
DONALD FAGEN, "The nightfly"
Onestamente mi aspettavo di più oltre alla produzione curatissima e gli arrangimenti patinati. Non sono riuscito ad entrarci in sintonia. Ci riproverò.

Ahhhh....che colpo al cuore [:D] [:D]
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Re: I più belli acquistati a "scatola chiusa".

Postby highinfidelity » 13 Nov 2025, 17:32

aorlansky60 wrote:OT per OT, seguo Thomas nel fare l'elenco personale di preferenza, per quanto riguarda gli esordi solisti "dei nostri"; a scendere :

Steve Hackett - Voyage of the Acolyte
Anthony Phillips - The Geese and the Ghost


Tony Banks - A curious feeling | Peter Gabriel - I (ex-eaquo)

Mike Rutherford - Smallcreep's Day
Phil Collins - Face Value

...mi aspetto critiche... [:D]


Ma no, perché critiche... Certamente Phil Collins, da solo, ha fatto un genere che con il rock progressivo non c'entra assolutamente nulla. Io lo trovo brillantissimo e di una freschezza impareggiabile anche a 40 anni di distanza, ma se quel genere a te non piace è comprensibile che non apprezzi il suo esordio da solista.

Su Mike Rutherford siamo già intesi che riascolterai il disco con attenzione, una sera in cui ti sentirai particolarmente "ricettivo", luci soffuse eccetera. [;)] Sono realativamente sicuro che ti ricrederai, almeno riguardo la suite; il resto delle canzoni è un discorso a parte.

Io pongo l'esordio di Banks molte incollature in testa a quello di Gabriel, che personalmente (ma come già detto stiamo confrontando le pere con le ciliegie) colloco sotto anche l'esordio di Collins. Comunque ovviamente è una questione di gusti personali.
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Re: I più belli acquistati a "scatola chiusa".

Postby maomac 2 » 13 Nov 2025, 21:08

Indubbiamente come disco d'esordio quello di Hackett è di gran lunga il migliore di tutti.
A seguire a me è sempre piaciuto molto quello di Rutherford, intendo però solo la suite in quanto il lato B scivola via senza lasciare ricordi poi visto che era stata criticata la voce di quel disco voglio ricordare che il cantante era Noel McCalla che nei provini che avevano fatto per il dopo Gabriel era stato il prescelto poi invece sappiamo come è andata.
Face Value di Collins non è progressive ma lo preferisco a quello di Banks che è un pò la via di mezzo tra il vorrei ma non posso, cioè vale a dire sembra che volesse fare un disco in pieno stile Genesis ma poi è rimasto a metà strada.
Il primo di Gabriel comprato al tempo di uscita mi aveva creato una aspettativa tale che poi la delusione è stata mitigata solo con due o tre brani. Mi aspettavo un qualcosa che proseguisse The Lamb ma niente.
Anthony Phillips devo essere sincero non l'ho mai seguito, ho The Geese and the Ghost, comprato anni dopo la sua uscita ma non mi sono mai sentito coinvolto nella sua musica
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Re: I più belli acquistati a "scatola chiusa".

Postby Alius » 14 Nov 2025, 11:35

Dico anch'io la mia anche se siamo OT:

1) Voyage of the Acolyte ---> capolavoro
2) Smallcreep's Day ---> molto molto buono, sorprendentemente vicino al tipico suono Genesis. Mi piacciono molto anche i primi due brani della seconda facciata
3) a pari merito The Geese & The Ghost e Peter Gabriel I ---> bei dischi anche se non certo dei capolavori
5) A Curious Feeling ---> è un buon disco ma per me molto al di sotto delle aspettative, da Banks mi aspettavo mooolto di più. I pezzi che amo di più sono "You" e "After The Lie" dove Tony rompe la monotonia con dei passaggi strumentali degni dei migliori Genesis
6) Face Value ---> disco discreto ma molto lontano dal suono Genesis
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Re: I più belli acquistati a "scatola chiusa".

Postby highinfidelity » 14 Nov 2025, 13:14

Alius wrote:2) Smallcreep's Day ---> molto molto buono, sorprendentemente vicino al tipico suono Genesis.


Forse non tanto sorprendentemente se si considera che, oltre ovviamente a Pluto, nel disco suona organi e sintetizzatori un giovanotto biondo che di nome fa Anthony Phillips! [8D]

Ne approfitto per ricordare - a beneficio di Alain che sicuramente aguzzerà... l'udito! - che alla batteria siede Simon Phillips e alle percussioni Morris Pert. E di fronte a questi due nomi non credo serva aggiungere commenti... [/:-|]
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Re: I più belli acquistati a "scatola chiusa".

Postby Duke59 » 14 Nov 2025, 13:26

highinfidelity wrote:
Yngwie J. Malmsteen - Trilogy


Yngwie Malmsteen - Rising force

Avevo dimenticato di inserire questo, perché lo acquistai dopo che il mio collega me ne fece ascoltare alcuni estratti. Quindi non fu propriamente un acquisto "a scatola chiusa" ma a "scatola semiaperta"

Un ottimo album che contiene dei brani molto interessanti con la chitarra elettrica che esegue dei virtuosismi alla Paganini. La creazione di un nuovo stile.

HogweedBack wrote:Io e mio padre incappavamo nel reparto televisioni dove veniva esposto ad alto volume il live dei Dream Theater, Score.
Fummo rapiti entrambi dalle sonorità e dagli ammiccamenti decisamente progressive.


Score dei Dream Theater è un ottimo album ma preferisco Six degrees e Octavarium eseguiti dal gruppo senza orchestra.

vise60 wrote:Deep Purple - Perfect Stranger , la reunion tanto attesa , così così...


L'album del grande ritorno.
A me la title track, con venature progressive, piace moltissimo. Anche Knocking at your back door è una bella canzone (la suonicchiai con i miei amici all'epoca come tastierista).


vise60 wrote:Rick Wakeman's - Criminal Record ,avevo letto una intervista che lo aveva registrato quasi in contemporanea con Going for the One ,lo riascolto ancora spesso


Questo non l'ho mai sentito, potrebbe essere l'occasione per rimediare.

vise60 wrote:Jethro Tull - Songs from the Wood , comprato in scia agli altri usciti in precedenza ,così così


Splendido album folk-rock con occasionali derive progressive. La title track è meravigliosa e metterebbe a dura prova qualunque batterista con i suoi continui cambi di tempo.

vise60 wrote:Mike Rutherford - Smallcreep's Day ,sulla fiducia ,Super acquisto lo riascolto spesso ,in particolare la prima facciata anche se la seconda non mi dispiace


Bene il lato uno, ancora progressive, mentre il lato due essenzialmente pop non è mai riuscito a "prendermi".

vise60 wrote:Mike Rutherford - Acting very Strange ,acquistato sulla fiducia , stavolta mal riposta ..


Probabilmente uno dei peggiori album che abbia mai posseduto. La voce di Rutherford purtroppo riesce a devastare delle canzoni che già poco hanno da offrire. Ricordo solo "Acting very strage", "Maxine" e "Hideaway". Le prime due orrende, l'ultima ascoltabile.

vise60 wrote:Tony Banks - A Curious Feeling , non sapevo nemmeno fosse uscito ,trovato per caso in negozio su indicazione


Preso al volo con il cuore che batteva appena visto in vetrina del negozio di dischi uscendo da scuola. Tutto sommato lo apprezzai.

vise60 wrote:Tony Banks - The fugitive , comprato sulla fiducia , mi dispiace caro Antonio ...


Mah ... alcune idee non sono male ma la voce di Banks, sebbene migliore di quella di Rutherford, rende il tutto un po' anonimo. Sembra più una raccolta di demo ancora da sviluppare che un album finito.


aorlancky wrote:Poco - Indian Summer


Mai ascoltati (almeno non consapevolmente) . Diciasmo che me li sono filati … poco [:D]


aorlancky wrote:Mike Rutherford - Smallcreep's Day
sulla fiducia, Super acquisto, lo riascolto spesso, in particolare la prima facciata

Album generalmente reputato e ritenuto molto buono (soprattutto dai fans e sostenitori della "famiglia Genesis"), devo dire che a me invece non ha mai dato quella particolare sensazione…


mmmm …. Probabilmente l'unico album in cui il Rutherford solista si cimenta ancora con il progressive (tolti alcuni rimasugli di progressive che entreranno nel primo album dei Mechanics). Già solo per questo Smallcreep merita. Siccome i Mechanics non mi hanno mai preso e smisi di acquistarne gli album dopo Word of mouth, per me il miglior Rutherford solista resta questo.

e venendo al sub topic originatosi spontaneamente sui primi album solisti dei Genesis ed ex Genesis grosso modo il mio ordine di gradimento è questo

1-Phil Collins "Face value" un album straordinario, fresco oggi come allora

2-Steve Hackett "Voyage of the acolyte", progressive rock ad alti livelli

3-Anthony Phillips "The geese and the ghost"
Piacevole, intrigante ed indubbiamente frutto di un lavoro molto impegnativo. Mi sarebbe piaciuto che i suoi lavori successivi seguissero questa stessa strada. Invece fino all'album "1984" (che segna un cambio di stile assai drastico e che ho apprezzato molto) trovo i suoi lavori troppo "impalpabili".

4-Tony Banks "A curious feeling" amato alla follia forse più per il valore affettivo che per quello strettamente musicale che però offre alcuni momenti di alto banksismo.
Vorrei citare ad esempio "From the undertow" con le sue affascinanti progressioni armoniche, il bel solo di synth sui finale di "After the lie", il travolgente solo sul finale di "You" (che prende qualcosa dal bellissimo solo su "Down and out" del trio), la marcata "Somebody else's dream" con un testo che mi ha sempre coinvolto parecchio ed un andamento che richiama "Deep in the motherlode" del trio e l'oscura conclusione con "In the dark", molto coerente.

4-Mike Rutherford "Smallcreep's day" 50% buon progressive per cui l'ho apprezzato … al 50%.

5-Peter Gabriel I (Car)
difficile quantificare quanto grande fu la delusione che mi procurò quest'album. Non era nulla di ciò che mi aspettavo, ma inteso in senso negativo. Lo ascoltai infinite volte sperando che prima o poi sarebbe scoccata la scintilla. Ma ciò non accadde. Per un certo tempo addirittura finsi con me stesso che fosse un buon album perchè non volevo arrendermi al fatto che invece era oggettivamente un album mediocre e confuso. Dei brani dell'album sono "sopravvissuti" al tempo solo "Flood" (effettivamente molto bella) e "Solsbury hill" (quest'ultima per me assai sopravvalutata per via del testo autobiografico) ma il resto è stato (secondo me giustamente) seppellito dall'oblio.
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Re: I più belli acquistati a "scatola chiusa".

Postby Thomas Eiselberg » 14 Nov 2025, 14:15

Duke59 wrote:
5-Peter Gabriel I (Car)
difficile quantificare quanto grande fu la delusione che mi procurò quest'album. Non era nulla di ciò che mi aspettavo, ma inteso in senso negativo. Lo ascoltai infinite volte sperando che prima o poi sarebbe scoccata la scintilla. Ma ciò non accadde. Per un certo tempo addirittura finsi con me stesso che fosse un buon album perchè non volevo arrendermi al fatto che invece era oggettivamente un album mediocre e confuso. Dei brani dell'album sono "sopravvissuti" al tempo solo "Flood" (effettivamente molto bella) e "Solsbury hill" (quest'ultima per me assai sopravvalutata per via del testo autobiografico) ma il resto è stato (secondo me giustamente) seppellito dall'oblio.


Tra i brani migliori io ci metto pure Humdrum: originale e con un crescendo di grande atmosfera.
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Re: I più belli acquistati a "scatola chiusa".

Postby highinfidelity » 14 Nov 2025, 14:28

Duke59 wrote:
vise60 wrote:Mike Rutherford - Acting very Strange ,acquistato sulla fiducia , stavolta mal riposta ..

Probabilmente uno dei peggiori album che abbia mai posseduto. La voce di Rutherford purtroppo riesce a devastare delle canzoni che già poco hanno da offrire. Ricordo solo "Acting very strage", "Maxine" e "Hideaway". Le prime due orrende, l'ultima ascoltabile.

Rammento una graffiante recensione dell'epoca, forse su Stereoplay...
TITOLO: Mike Rutherford - Acting Very Strange
RECENSIONE: In questo disco, Mike Rutherford non fa assolutamente nulla di strano... [:D]

Duke59 wrote:
vise60 wrote:Tony Banks - The fugitive , comprato sulla fiducia , mi dispiace caro Antonio ...

Mah ... alcune idee non sono male ma la voce di Banks, sebbene migliore di quella di Rutherford, rende il tutto un po' anonimo. Sembra più una raccolta di demo ancora da sviluppare che un album finito.

Ne abbiamo già parlato diffusamente in thread specifici. Senza ripetermi troppo: da un lato certamente la voce di Tony non è a livello di Pavarotti [:D] ma a me neppure dispiace, lo trovo a livello di onesto cantautorato. Gli arrangiamenti è vero talvolta sono da demo-tape, ma in molti casi no, e rivelano tutta l'abilità di Banks in veste di arrangiatore. Di idee belle ce ne sono davvero tante, una tra tutte Man of Spells, con liriche stupende. Capisco che non sia un disco per tutti, ma a me è sempre piaciuto molto.

============================================================================

A questo punto anch'io dico la mia sulla classifica OT degli esordi solisti...

1 - (PARI MERITO) Phil Collins "Face value", Steve Hackett "Voyage of the acolyte"
Non confrontabili tra loro (le famolse pere e ciliegie), uno campione assoluto del rock progressivo, l'altro di un pop jazzato e funkeggiante, entrambi assolutamente stupendi a modo loro.

2 - (PARI MERITO) Anthony Phillips "The geese and the ghost", Tony Banks "A curious feeling"
In questo caso invece i dischi afferiscono allo stesso genere e sono paragonabili; più uniforme e per questo apprezzabile The Geese, meno coerente A Curious Feeling, il quale però contiene degli episodi veramente stupendi, che oggettivamente The Geese con la sua placida pastoralità non può raggiungere. Tutto considerato finiscono testa a testa.

3 - Mike Rutherford "Smallcreep's day"
L'unico vero disco di grande rock progressivo sfornato da Mike. Molto molto bello, ma con un lato B che, pur essendo tutt'altro che disprezzabile, già si allontana dal rock progressivo.

4 - Peter Gabriel I (Car)
Leggo della cocente, giusta delusione di molti, seguita alle più sperticate aspettative. Ebbene, sembrerà incredibile, ma questo disco è talmente deludente da avere il potere di riuscire a fare il medesimo effetto anche a posteriori.
Cominciai a seguire Gabriel "in diretta" all'uscita di So, che acquistai in cassetta in (udite udite!) Jugoslavia, paese di cui all'epoca nessuno avrebbe saputo vaticinare l'orrenda dissoluzione alla quale a molti dei qui scriventi è toccato assistere. Nel frattempo, come raccontato molte volte, transitando da Collins ai Genesis di Collins ero giunto ai Genesis epoca Gabriel. All'uscita di So, Gabriel era ormai già ammantato di una (per me fastidiosa) aura da guru e santone, e tutti i suoi dischi precedenti godevano di una stima incondizionata (oserei dire "prostrata") della critica, ma anche popolare, soprattutto presso coloro i quali in realtà non li avevano mai ascoltati. Avevo un timore quasi reverenziale ad affrontarli, e rimandai il momento numerose volte non ritenendomi "all'altezza", o forse attendendo un periodo della mia vita sufficientemente luminoso per apprezzare appieno una simile rivelazione. Finii per acquistare I (Car) addirittura negli anni '90 (non ho annotato esattamente l'anno, ma direi 1997 o 1998, il consueto periodo in attesa di arruolarmi nell'Arma che fu foriero di tante scoperte) e il senso di delusione e di pochezza che provai nell'ascoltare il disco è indescrivibile. Anch'io mi colpevolizzai e mi accanii a riascoltarlo moltissime volte, accusandomi di non essere in grado di percepirne la grandezza. Mi arresi dopo parecchio tempo all'evidenza di trovarmi di fronte a un'opera molto, molto al di sotto della aspettative.
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Re: I più belli acquistati a "scatola chiusa".

Postby rkive » 15 Nov 2025, 10:30

Primi album Genesis solisti.

Peter Gabriel- Car.
Valeva l' acquisto anche solo per Solsbury Hill.

Phil Collins - No Jacket Requiered.
Il mio primo acquisto e l' album che preferisco.

Mike+Mechanics- Hits.
Mike è stato il componente dei Genesis che più mi ha sorpreso.

Tony Banks- Seven.
C'è stato un periodo che in rete c'era solo la melensa For a While.

Steve Hackett- Access All Areas.
Il vero erede dell'era Gabriel.

Anthony Phillips - The Meadows of Englewood.
Acquistato per la copertina da segnalare l' omonima suite.
Last edited by rkive on 15 Nov 2025, 11:28, edited 1 time in total.
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Re: I più belli acquistati a "scatola chiusa".

Postby aorlansky60 » 15 Nov 2025, 11:06

highinfidelity wrote:
Alius wrote:2) Smallcreep's Day ---> molto molto buono, sorprendentemente vicino al tipico suono Genesis.


Forse non tanto sorprendentemente se si considera che, oltre ovviamente a Pluto, nel disco suona organi e sintetizzatori un giovanotto biondo che di nome fa Anthony Phillips! [8D] (*)

Ne approfitto per ricordare - a beneficio di Alain che sicuramente aguzzerà... l'udito! - che alla batteria siede Simon Phillips e alle percussioni Morris Pert. E di fronte a questi due nomi non credo serva aggiungere commenti... [/:-|]


(*) particolare che non ricordavo proprio! evidentemente, Anthony Phillips volle ricambiare il favore all'amico Mike, per avere collaborato (lui insieme a Phil Collins) nel suo album d'esordio "The Geese & The Ghost"
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Re: I più belli acquistati a "scatola chiusa".

Postby Thomas Eiselberg » 15 Nov 2025, 13:45

rkive wrote:.

Anthony Phillips - The Meadows of Englewood.
Acquistato per la copertina da segnalare l' omonima suite.


Molto bella e sottovalutatissima. Uno dei rarissimi casi, nella sua discografia, di suite (che in pratica dura quanto un album intero, ben 37 minuti) costruita su tastiere e chitarre elettriche. Ne vengono fuori sonorità molto psichedeliche, a tratti floydiane, lontane dai suoni pastorali onnipresenti in quasi tutti i suoi dischi e pure da album molto più "elettronici" come Slow Dance e 1984.
Consiglio di recuperarla a chi apprezza il prog d'atmosfera e la psichedelia [:)]
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Re: I più belli acquistati a "scatola chiusa".

Postby rkive » 16 Nov 2025, 07:32

The Meadows of Englewood: un mio post messo nel topic di Cazenave. [I8)]

Re: FILMATO DA e con GUILLERMO CAZENAVE
Postby rkive » 10 Aug 2019, 21:34

Impressioni dopo l'ascolto.

01 - Peggy en los Cielos Sin Diamantes.
Un riff ripetuto di chitarra in atmosfera new-age, che fa da intro all'album.

02 - Las Praderas de Englewood.
Una serie di assoli lenti di chitarra elettrica di Ant, con Guillermo che accompagna con tastiere e piano, una suite piacevole che non annoia.

03 - Lucy_ Una Ilusión.
Ballad di Ant, addirittura del 1969!

04 - El Agente Mulder Nunca Resuelve Ningún Caso.
L'agente Mulder si muove in un'atmosfera un pò cupa.

05 - Sortilegio.
Qui Guillermo si diverte con delle scale di note di chitarra elettrica.

06 - Ella Estará Esperando.
Un'altra ballad di Ant, e non è chiaro chi è lei che sta aspettando.

07 - El Círculo.
Rispetto all'agente Mulder, l'atmosefera è più romantica.

08 - Picaresca.
Uno strumentale di Ant, che si scatena in un flamenco finale.

09 - Eight Grapefruits With Pepper...
Una definizione dell'album che ci può stare...

Per rinfrancare lo spirito...tra un post e l' altro. [:)]
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Re: I più belli acquistati a "scatola chiusa".

Postby Duke59 » 16 Nov 2025, 10:25

Thomas Eiselberg wrote:
Duke59 wrote:Alcuni acquisti al buio li ho fatti, questi sono quelli che ricordo

PAIN OF SALVATION, "Remedy lane"
Bello ma ha qualcosa per cui non ho sentito l'esigenza di tornare ad ascoltarlo, ha un qualcosa di ... non so come chiamarlo ... "artificiale" che rende l'ascolto faticoso, un po' la stessa sensazione che provo ascoltando i "Tool" (peraltro bravissimi).



Remedy Lane fu anche per me il primo approccio con i Pain of Salvation e mi conquistò fin dal primo ascolto. Io lo considero uno dei migliori album metal di sempre e anche le recensioni in rete tendono a metterlo tra i migliori della band. Strano che tu non riesca ad apprezzarlo, anche perchè alle mie orecchie risuona tutt'altro che artificioso, anzi lo ritengo uno dei migliori esempi di metal "emozionale", dove la rabbia e la durezza molto spesso si alterano a momenti molto delicati ed emozionanti. Proprio quello che da un certo momento non ho più trovato nei DT (meccanici, freddi, intenti più a dimostrare le loro qualità tecniche e le loro influenze piuttosto che a dare qualcosa di concreto all'ascoltatore)


Essendo passati circa 20 anni dall'ultima volta che ascoltai Remedy lane ho voluto provare a capire come mai l'avessi mentalmente inserito nella categoria di "bello ma non lo riascolterò".

Innanzitutto devo dire che l'album è molto meno metal di quanto ricordassi, a tratti diventa addirittura folk-prog richiamando atmosfere alla Jethro Tull. Poi alla fine ho capito perchè non mi avesse lasciato la voglia di riascoltarlo.

Il problema è la voce.

Purtroppo il timbro vocale di Gildenlow molto particolare non rientra nei miei gusti, inoltre, come se non bastasse, in alcuni brani dell'album che sarebbero musicalmente pregevoli (Ending theme, Chain sling, Waking every god) sono presenti in modo (a mio parere) eccessivo voci che parlano o declamano a volte con tono arrabbiato, sia in background che in primo piano. Questo uso delle voci riesce benissimo ai PInk Floyd, che vi hanno fatto ricorso spessissimo, e molto bene ai Dream Theater nelle poche occasioni in cui l'hanno utilizzato ma su Remedy lane anche un bel brano come "Ending theme" diventa per me "fastidioso" quando a partire circa dalle metà la voce viene usata in questo modo.

Probabilmente ciò è funzionale ai fini della storia del concept (che onestamente non ho mai avuto il desiderio di approfondire) ma la resa musicale secondo me non è riuscitissima.

Restano alcuni brani strumentali più altri in cui trovo che la voce sia tollerabile (A trace of blood, This heart of mine, Undertow, Dryad of the woods, Second love) che sono interessanti e ben costruiti mentre il lungo e conclusivo "Beyond the pale" mi sembra un po' raffazzonato con diverse idee messe insieme in modo un po' caotico.

Siccome quando ascolto un album lo faccio lasciandolo scorrere dall'inizio alla fine la presenza di parecchi brani per me non gradevoli a causa della voce mi ha portato all'abbandono di Remedy lane. Un po' come mi accadde con "All the world is a stage" dei Rush a causa della voce del Geddy Lee degli inizi per me inascoltabile.
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Re: I più belli acquistati a "scatola chiusa".

Postby Thomas Eiselberg » 16 Nov 2025, 10:56

Duke59 wrote:
Il problema è la voce.

Purtroppo il timbro vocale di Gildenlow molto particolare non rientra nei miei gusti, inoltre, come se non bastasse, in alcuni brani dell'album che sarebbero musicalmente pregevoli (Ending theme, Chain sling, Waking every god) sono presenti in modo (a mio parere) eccessivo voci che parlano o declamano a volte con tono arrabbiato, sia in background che in primo piano. Questo uso delle voci riesce benissimo ai PInk Floyd, che vi hanno fatto ricorso spessissimo, e molto bene ai Dream Theater nelle poche occasioni in cui l'hanno utilizzato ma su Remedy lane anche un bel brano come "Ending theme" diventa per me "fastidioso" quando a partire circa dalle metà la voce viene usata in questo modo.


In realtà quel modo di cantare è tipico del cosiddetto "nu metal", sottogenere del metal che mescola lo stesso con un modo di cantare che si rifà molto al rap. Nemmeno a me fa impazzire non essendo un fan del rap. Ma non viene usato troppo spesso nell'album a mio avviso, anche se effettivamente può fare fastidio a chi non apprezza il sottogenere.
E' un po' la stessa cosa del growl (che per fortuna i POS hanno usato in modo limitatissimo), se non lo apprezzi poi non riesci ad apprezzare nessun album che contiene quel modo di cantare. Molti cosiddetti capolavori del metal li ho abbandonati o ignorati perchè non riesco a tollerare quel modo di usare la voce. Preferisco cantanti metal classici con la voce "cristallina": Bruce Dickinson, Andi Deris, le voci "cavernose" devono sempre avere un certo gusto melodico, tipo quella di Rob Halford.

Duke59 wrote:Siccome quando ascolto un album lo faccio lasciandolo scorrere dall'inizio alla fine la presenza di parecchi brani per me non gradevoli a causa della voce mi ha portato all'abbandono di Remedy lane. Un po' come mi accadde con "All the world is a stage" dei Rush a causa della voce del Geddy Lee degli inizi per me inascoltabile.


Sull'album e il gruppo in questione non concordo (la voce di Gildenlow non mi dispiace affatto) mentre in generale si. Come avrai letto in alcuni miei post, ho già scritto che pure io se mi imbatto in una voce che mi irrita non riesco poi ad apprezzare per nulla l'album che la contiene, anche se poi magari si tratta di opere musicalmente molto interessanti. Ti capisco quindi. [;)]
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