Il primo di tutto

Un'area dedicata all'esplorazione dell'universo musicale in genere, e degli altri protagonisti del rock progressivo in particolare.

Il primo di tutto

Postby Ender » 30 Oct 2025, 10:59

Titolo forse un po' fuorviante, ma non mi veniva di meglio. [:-D]
Ad ogni modo, mi riferivo alla prima volta, con i vari gruppi/cantanti (nostrani e non), il primo album che abbiamo ascoltato, magari legato a episodi o ad anni particolari; scoperte precoci o tardive...insomma la prima volta che abbiamo scoperto qualche nuovo orizzonte musicale...e non necessariamente progressive.
La mia lista (senz'altro incompleta) per la mia prima volta:

YES: Going for the one (Mioddio! Ma chi sono questi? Non potevate dirmelo prima?) scoperti nel 1978
GENESIS: Trespass (colonna sonora del mio primo campeggio) nel 1976
ELP: ELP + Tarkus (erano sulle due facciate di una cassetta C90 e hanno segnato i miei neuroni in modo indelebile) doveva essere circa il 1973
BLACK SABBATH: Sabbath bloody sabbath (anche questi insieme a ELP ma ho preferito questi ultimi)
PINK FLOYD: The dark side of the moon + Ummagumma (circa stessa età, ma del doppio album ascoltavo il disco live)
CSN & Y: 4 way street (circa a 12 anni, quindi nel '74)
A. BRANDUARDI: una raccolta "Incontro con Angelo Branduardi" anno...boh, forse 1980? Ad ogni modo l'ho subito apprezzato
RUSH: Moving pictures (gli ho consumato i solchi a furia di ascoltarlo, dovevo avere circa 21 anni, a seguire Exit...stage left)
PERIGEO: Azimut (facevo le medie e li ho scoperti con un compagno di classe, ma i primi loro brani - Grandangolo e Aspettando il nuovo giorno - si trovavano in una raccolta dal titolo "Four dimension" mi pare, insieme ad altri gruppi)
GANDALF: Tale from a long forgotten kingdom (a poco più di 20 anni, credo, comprato in un negozio di dischi usati). Ehm...non è progressive, ma lo metto lo stesso [:D]
ASIA: l'album omonimo (era l'unica cassetta presente nel campeggio e ho ascoltato quella per tre settimane, che tutti volevano sentirli)
ALAN STIVELL: il live Tro ar Bed (durante le medie)
STEVE HILLAGE: Fish rising (sempre verso i venti o poco più: un capolavoro!)
MARILLION: manco a dirlo con Keyleigh e Lavender, quindi album Misplaced childhood nel 1985
PFM: L'isola di niente, anche qui in tenera età, ma non ricordo di preciso
LE ORME: Ah! Smogmagica (a quindici o sedici anni)
KING CRIMSON: ovviamente In the court of the crimson king! A seguire Red e USA (adoro Asbury park!)

qui mi fermo, e chissà quanti altri ne avrete da aggiungere.
Ad ogni modo credo che le vere e proprie scoperte musicali tutti le facciano in 'tenera' età e quelle rimangano sempre, dove più dove meno. Penso inoltre che i livelli musicali - sotto ogni aspetto - degli anni '70 e '80 non siano più stati raggiunti. E poi un imprinting di progressive ricevuto in giovinezza non si cancella...non è possibile rieducare un progressive-ista. [8D]
Ma questa è un'altra storia...

Ciao a tutti!
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Re: Il primo di tutto

Postby aorlansky60 » 31 Oct 2025, 08:53

Ci sono dei titoli musicali che per me sono fissi nella memoria, come una fotografia scattata nel tempo sempre pronta ad essere rispolverata :

Dic 1973 : "Red Rose Speedway" Paul McCartney&Wings, primo LP acquistato nella mia vita, soprattutto per averne letto recensione in un settimanale per adolescenti, perchè allora non conoscevo nulla del panorama musicale internazionale (non avevo ancora scoperto CIAO2001 quale fonte di sapere in materia). E' che quel giorno ero partito da casa deciso ad acquistare finalmente un album (dopo svariati singoli 45g) e ne riconobbi la copertina dopo essermelo trovato davanti; pensai "deve trattarsi di un disco alla moda"...

Gen 1974 : "Living in the material world" George Harrison; l'analogia col precedente (entrambi "ex" Beatles) è casuale perchè come il primo la scelta venne sempre da una recensione da me letta su una rivista. Allora ero così ignorante in materia da aver solo sentito dire vagamente di una band chiamata "Beatles", senza nemmeno saperne i nomi dei componenti...

Gen 1974 : "Himself" Gilbert O'Sullivan, anche quello solo per aver letto recensione. Ne conservo ancora un buon ricordo, avendo conservato "un occhio di riguardo" per tutti i miei "primi acquisti"...

Feb 1974 : "Mind Games" John LENNON; intanto avevo scoperto CIAO2001 e stavo iniziando a farmi una cultura; quel giorno ero partito col proposito di acquistare un album di Bob Dylan; solo che il negoziante mi fece una gran confusione di titoli e preferii cominciare a scartabellare tra gli album finchè mi ritrovai davanti QUEL TITOLO di cui avevo già sentito per caso in radio la title track MIND GAMES che mi aveva folgorato; presi quello.

Mar 1974 : "Selling England by the pound"; senza esagerare, l'album che mi fece fare "il decisivo salto di qualità" e responsabile della mia formazione culturale in materia musicale. Ricordo che ne decisi l'acquisto solo tramite l'input di alcuni miei compagni delle medie, che parlandone dicevano un gran bene di questa misteriosa misconosciuta [per me] rock band inglese... Ci misi un pò ad assimilarlo, essendo decisamente "avanti" come stile, ma una volta fatto (dopo ripetuti ascolti) divenne "il mio riferimento" per quegli anni.

Apr 1974 : "Planet Waves" - Bob Dylan; album di recente pubblicazione, il primo dopo la sua rottura con la CBS, risultò per me di assai difficile assimilazione, essendo un tipo di musica decisamente diversa [ed ostica] da tutta quella che conoscevo; col tempo ho imparato ad apprezzarlo come merita, ed ha finito col diventare uno dei miei preferiti di Dylan.

Lug 1974 : "Caribou" Elton John; seguendo CIAO2001 non potevo non accorgermi che era una star internazionale; peraltro in quel periodo era anche molto trasmesso via radio; acquistai questo, il suo ultimo in ordine di pubblicazione che sebbene non il migliore(tutt'altro) conteneva brani abbastanza brillanti (oltre ad un suo classico di sempre, quello a chiusura LP) da farmi continuare la sua conoscenza. In seguito scoprii che era una autore si anche 'facile e commerciale', ma capace di arrangiare e produrre anche brani di tutto rispetto.

Ago 1974 : "Nursery Cryme" : una conferma anzi di più, UNA FOLGORAZIONE. Fin da allora è il mio disco preferito dei Genesis.

Set 1974 : "Trespass"; stranamente non mi colpì positivamente fin dall'inizio come i precedenti 2 LP, ma una volta assimilato divenne anch'esso imperdibile.

Ott 1974 : "Atom Earth Mother" - Pink Floyd; anch'esso ostico per i miei allora giovani anni, ma decisamente affascinante; dopo ripetuti e ripetuti ascolti ne venni a capo e capii che anche quella rock band meritava di essere seguita.

Ott 1974 "The BEATLES 1962/1966"; certo, non era progressive, ma in quei solchi capii che c'era il genio dell'invenzione in fatto di puro e raffinato song writing.

Ott 1974 : "Foxtrot"; l'anello mancante; altra strepitosa conferma.

Nov 1974 : "The Power and the glory" GENTLE GIANT e "RED" King Crimson; avevo deciso che "il progressive rock" era il sottogenere rock più ELEVATO e quindi più meritorio di attenzioni; nel frattempo stavo affinando anche le mie orecchie in fatto di ascolti e giudizi critici. DUE ALBUM CHE NON MI DELUSERO.

Dic 1974 : "The lamb lies down on brodway" appena pubblicato (lo avevo "prenotato" da tempo ed essendo doppio dovevo centellinare il mio budget da studente, allora non certo florido) che al primo ascolto un pochino mi deluse non essendo "tutto e solo progressive" come i precedenti; lo rivalutai nel corso del tempo.

Dic 1974 : "The BEATLES 1967/1970" altra folgorazione; più del precedente, capii definitivamente perchè erano e sono considerati ancora oggi i "#1" del Rock.

Dic 1974 : "The dark side of the moon"; un album decisamente storico. Lo acquistai perchè era già diventato una specie di mito in ogni ambiente se ne parlasse (anche tra compagni di scuola) ed in effetti mi accorsi che non erano esagerazioni. Un titolo destinato ad entrare nella storia, come in effetti è e rimane da allora.
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Re: Il primo di tutto

Postby Thomas Eiselberg » 03 Nov 2025, 15:07

Both Sides e Phil Collins (1994) Mio fratello maggiore aveva la cassetta e la ascoltava sempre. Io ero un ragazzino e di musica ascoltavo solo stupidaggini, poi mi decisi a dargli una chance e...diventai fan di Phil.

Selling England e Genesis (1997). Conoscevo alcune cose di Phil e avevo già The way we walk - the shorts. Era un periodo nel quale mio fratello comprava degli album da un club che ti recapitava CD musicali via posta. Allora ne approfitto, mi compro l'album (a detta di tutti) migliore del gruppo capitanato da Phil Collins ,(che, tanto, piaceva pure a lui). Ma che è sta roba? Noiosissimo e poi perchè c'è Phil nei credits se non canta lui? Chi cavolo è questo Peter Gabriel? Al secondo ascolto...la folgorazione. Album preferito in assoluto e Genesis mai più abbandonati

2000 Iron Maiden
Alle superiori non molti amici erano grandi appassionati di musica e chi lo era aveva gusti molto diversi dai miei. Un mio grande amico adorava i Doors (che poi mi costrinse ad ascoltare e gradii senza però restarne folgorato). Un altro Bob Marley (naaa, non fa per me). Niente, volevo qualcosa di moooolto più forte. Poi un conoscente che aveva già finito le superiori passò a mio fratello un CD masterizzato degli Iron Maiden (Fear of the dark), gruppo che mi affascinava già da tempo per le copertine che vedevo nel negozio di dischi. Boooooom. Amore a primo ascolto.

2001 Marillion.
Avevo già ascoltato per radio Kayleigh varie volte. Li definivano ogni benedettissima volta come "i cloni dei Genesis". "Non me somigghianano pe niente" (semicit.) mi ripetevo sempre, ma il pezzo mi piace e allora vediamo davvero come sono questi Marillion. Conoscente, cd masterizzato...Boooooom. Amore a primo ascolto. Non lo stesso con i Marillion di Hogarth (ai quali mi approcciai nello stesso periodo) ma piano piano anche loro...

2002 Scorpions e pop/hard rock anni '80
Ero quasi sulla ventina e appassionato di videogiochi (lo sono tutt'ora pur non avendo modo e tempo di giocarci quasi più). GTA Vice City lo consumai letteralmente, giocandoci anche solo per ascoltare la colonna sonora, piena di successi degli anni '80. Da lì la scoperta di tanti gruppi di quella decade, soprattutto l'acquisto di un Greatest Hits degli Scorpions mi catturò tanto che col tempo diventarono tra i miei gruppi preferiti.
GTA devo dire che mi ha regalato parecchi spunti per scoperte musicali e poi dove la trovi una saga di videogiochi che in ogni capitolo ti schiaffa una canzone dei nostri o di Phil nella colonna sonora? Aggiungiamoci che Phil era addirittura uno dei personaggi della trama in uno di questi capitoli (nella parte di se stesso). Da morire dalle risate. [:D]

Queste le mie "basi", gruppi dai quali poi ne ho cercati altri con sonorità simili. Col tempo ne ho scoperti e apprezzati tanti altri ma sono stati ascolti molto più "consapevoli", non figli della scoperta e della folgorazione che si può avere da ragazzi.
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Re: Il primo di tutto

Postby aorlansky60 » 04 Nov 2025, 08:29

Thomas Eiselberg wrote:
Selling England e Genesis (1997). Conoscevo alcune cose di Phil e avevo già The way we walk - the shorts. Era un periodo nel quale mio fratello comprava degli album da un club che ti recapitava CD musicali via posta. Allora ne approfitto, mi compro l'album (a detta di tutti) migliore del gruppo capitanato da Phil Collins (che, tanto, piaceva pure a lui). Ma che è sta roba? Noiosissimo e poi perchè c'è Phil nei credits se non canta lui? Chi cavolo è questo Peter Gabriel? Al secondo ascolto...la folgorazione. Album preferito in assoluto e Genesis mai più abbandonati


[:D]
[:-D]
[;)]

sono più di 20anni a separare "la mia" dalla "tua" scoperta dei Genesis attraverso quello storico album (è il caso di dirlo) ma alla fine l'effetto non cambia ed è sempre lo stesso.
[:)]
chiediamoci: perchè OGGI (ma potrei dire anche 10 o 20 o 30anni fà) di MUSICA così non ne fanno più?...

PS: per quanto riguarda il tuo "ma perchè non canta Phil?" sarai stato almeno accontentato dalla "innominabile" che però scontenta me da molto, troppo tempo...
[8D]
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Re: Il primo di tutto

Postby Thomas Eiselberg » 04 Nov 2025, 10:35

aorlansky60 wrote:PS: per quanto riguarda il tuo "ma perchè non canta Phil?" sarai stato almeno accontentato dalla "innominabile" che però scontenta me da molto, troppo tempo...
[8D]



Al primo ascolto fu l'unico pezzo che apprezzai. [:D] [:-D]

Devo dire che però ascoltando per la prima volta Selling trovai la voce di Gabriel piuttosto simile a quella di Phil: non mi disturbò la voce in sé, ma il fatto che ci fosse un altro a cantare (per me i Genesis erano Phil e basta) [:D]
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Re: Il primo di tutto

Postby Alius » 04 Nov 2025, 10:58

Anche io ho scoperto i Genesis con Selling England... Avevo forse 18 anni e andavo spesso a casa di un amico audiofilo che aveva questo disco. Guardo la copertina, leggo i titoli e mi incuriosisce "The Battle of Epping Forest". Gli chiedo se me lo fa ascoltare e lui mi accontenta: ma che è 'sta roba? Bocciati! Dopo un annetto, un compagno di scuola con cui parlo di musica mi convince a riprovarci: secondo lui i Genesis sono il massimo. Torno dal primo amico e mi faccio registrare una cassetta da 90 con "Selling England" e "Genesis Live". Un paio di ascolti e scoppia l'amore! Da notare che il mio amico registrò prima il lato B e poi il lato A; quindi, rimasero fuori per mancanza di spazio metà di "Firth of Fifth" e "More Fool Me" che scoprii molto tempo dopo quando decisi di avere l'intero album registrato su una più capiente cassetta da 60. Il disco vero e proprio l'ho acquistato solamente dentro il box 1970-75 molti anni dopo!!!
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Re: Il primo di tutto

Postby highinfidelity » 04 Nov 2025, 14:03

Cerco di piantare anch'io alcune pietre miliari, prendendo spunto da alcuni complessi che avete già menzionato e cercando di non fare un elenco verboso che non interessi molto a chi legge.

1975: Charles Aznavour
In un piccolo diario che avrebbe dovuto accompagnare la mia crescita, mia mamma aveva annotato che all'età di tre anni e tre mesi (!!!) avevo imparato ad usare il giradischi e che mettevo sù da solo i dischi di Charles Aznavour, artista che tutt'ora stimo e rispetto moltissimo. Non so spiegarmi come mai avessi così tanto nel sangue non solo la musica, ma in particolare proprio i dischi e i giradischi, ma questa testimonianza scritta di mia mamma certifica che mi sono dato l'imprinting da solo. Ho addirittura una foto in cui sono piccolissimo e manovro il mio amato giradischi, una fonovaligia rossa della Philco. Altri ascolti importanti del periodo: Angelo Branduardi (tuttora tra i miei italiani preferiti), Inti-Illimani (che godono del mio alto rispetto non solo per la musica popolare ma contemporaneamente d'altissima qualità che proponevano, ma anche per l'impegno politico pagato sulla loro pelle) e Fabrizio De Andrè (cantautore di cui riconosco senza difficoltà l'enorme importanza, ma che riascolto a piccole dosi, forse anche per la sua voce baritonale da forte fumatore che non è tanto nelle mie corde).

1980: Rolling Stones
Colloco in un anno "centrale" delle scuole elementari la mia scoperta dei Rolling Stones, prima passione veramente "mia", cioè non un semplice ascolto di dischi già appartenenti ai miei genitori. Ebbe inizio quando mia mamma trovò in strada Flowers, una delle loro prime compilation. Dico "in strada" in senso letterale: difatti questo disco - che ancora possiedo per ricordo - forse lanciato da una finestra o un balcone o un'auto in corsa, è ascoltabile solo sul lato sopra al quale passavano le gomme delle auto, mentre il lato che era rivolto verso l'asfalto è ridotto in condizioni pietose. Ignoro difatti quasi del tutto il contenuto del lato B. [:D] Successivamente riuscii a farmi acquistare in edicola la prima uscita promozionale della collana della Curcio "La grande Storia del Rock", il cui nunmero 1 era proprio una compilation più o meno ragionata e con qualche riga di commento storico-critico dei Rolling Stones. Poco dopo degli amici di famiglia mi regalarono per natale il disco dal vivo Still Life.

1981: Phil Collins
Dato all'anno successivo il mio primo contatto con Phil Collins, che si sentiva ovunque in radio con In The Air Tonight. Negli anni immediatamente dopo mi feci regalare, sempre a Natale, sia Face Value che Hello I Must Be Going (se non ricordo male arrivarono addirittura assieme). Nel 1985, quando uscì No Jacket Required, ormai ero lanciatissimo e lo consumai con il walkman, divenne la colonna sonora delle mie scuole medie. Sempre in quell'anno venni a sapere che Collins aveva cantato anche in un complesso chiamato Genesis, fu così che acquistai Duke, che come già ricordato in altri thread all'epoca era un disco ancora quasi "nuovo" e si trovava senza problemi in prima stampa nei negozi di dischi. In teoria giunti a quell'anno erano già usciti sia Abacab che Genesis, ma mi ricordo benissimo che ritenevo le copertine troppo "strane" rispetto alle altre e non riuscivo nemmeno a capire se si trattasse dello stesso complesso, e soprattutto se veramente ci cantasse Phil Collins. Non so se fu anche in questo caso una questione di imprinting, ma devo dire che si trattò di una vera "partenza in quarta": ancora adesso penso che Duke, nel periodo post-progressivo dei Genesis, sia un disco veramente eccezionale, e credo che senz'altro lo consiglierei a chi, come me, volesse ascoltare cosa avesse fatto di buono Phil Collins con i Genesis.

1984: Pink Floyd
Si era ormai sparsa la voce che ero molto appassionato di audio, per cui ogni tanto parenti o amici di famiglia mi portavano in regalo giradischi o radio o registratori che intendevano dismettere. All'interno di uno di questi "lotti" trovai la cassetta, originale si badi bene, di Wish You Were Here. Non ricordo esattamente l'anno, ma sicuramente frequentavo la scuola media. Ripensandoci adesso la cosa è un po' particolare perché Wish You Were Here era un album all'epoca piuttosto recente, e pare strano che qualcuno se ne fosse stufato al punto da buttarlo via, ma evidentemente così è la vita. Mi sembrava un disco stranissimo, con questi tappeti d'organo che, alla mia giovanissima età e con la sensazione del tempo dilatato che si ha in quel periodo, mi sembrava non finissero mai. Era comunque un suono ipnotico, al quale tornavo volentieri, e mi abituai così ad ascoltare il progressive sinfonico dei Pink Floyd. Confesso però che il rumore delle "macchine" in Welcome To The Machine mi inquietava un poco, anche perché la mia conoscenza dell'inglese all'epoca era di base e non ero in grado di capire cosa stesse succedendo a livello di liriche. [I8)] Grazie alla generosa offerta di un cugino adulto, Dino, pochi anni dopo potei vederli dal vivo a Torino, nel tour di Momentary Lapse Of Reason.

1986: CSN & Y
1986: Nick Drake

Fu il medesimo cugino adulto Dino, anche lui appassionato di chitarra folk, che nel frattempo avevo cominciato a suonare, a farmi conoscere sia CSNY che Nick Drake. Di Nick Drake (che anche lui aveva conosciuto in quegli stessi anni, e quindi in forte ritardo, dopo aver ascoltato per caso un brano trasmesso in radio) il cugino possedeva un cofanetto contenente i 3 dischi incisi in vita più un quarto disco di inediti (credo il tutto si intitolasse Fruit Tree). Ricordo che non voleva prestarmelo perché pensava che la musica di Drake fosse troppo crepuscolare per piacermi, e che gli sarebbe poi dispiaciuto sentirmene parlare male. Dovetti insistere moltissimo, anche perché i miei genitori - sempre lungimiranti - mi impedirono in tutti i modi di acquistare con i miei risparmi, e sottolineo miei, il medesimo cofanetto. Alla fine a furia d'insistere e giurando su quanto a me più caro (cioè i dischi di Phil Collins [:D] ) che non ne avrei comunque parlato male, riuscii a farmi prestare il sospirato cofanetto e a registrare i dischi su quattro cassette, nonché a fotocopiare in A3 il ricco libretto con critica e liriche che accompagnava il tutto - un'operazione che considerati i mezzi disponibili in quegli anni si poteva definire "spericolata". [:D] Faccio presente che all'epoca quelle poche pagine erano tutto quanto era dato sapere su vita morte e miracoli di Nick Drake, e chi c'era mi è testimone e sa che non sto affatto esagerando. Morale della favola: acquistai poi da adulto le ristampe dei dischi di Nick Drake, in piena era CD, quando i 33 giri ormai erano roba da intenditori e costavano una fortuna, tanto che al prezzo di ciascuno di quei singoli dischi avrei potuto acquistare nel decennio precedente l'intero cofanetto che li conteneva tutti. [:(-(] Fu in un certo senso una "lezione", ma decisamente non nel senso che intenedevano i miei genitori, anzi proprio al contrario.

2002: Alan Stivell
OK, questo è qui solo perché Ender l'ha menzionato, altrimenti non mi sarebbe proprio venuto in mente. [:D] Ma ne parlo lo stesso perché comunque è un bel ricordo: dopo la laurea, quando iniziai a lavorare con un contratto fisso in ospedale, avevo una collega più avanti con gli anni che era stata una vera hippy negli anni '70, aveva vissuto in una comune qui in Piemonte. Si faceva chiamare Lucia, anche se non era il suo nome di battesimo, e in alcune occasioni mi aveva parlato di come avesse ascoltato tantissimo Live In Dublin, di quanto fosse un bel disco. E così, partendo proprio da quel live, acquistai i miei dischi di Stivell, tutti centrati attorno a quel periodo storico.
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Re: Il primo di tutto

Postby maomac 2 » 04 Nov 2025, 21:41

Andiamo un pò a ritroso nelle mie scoperte musicali.

1975 - PINK FLOYD - mi regalano per Natale il mio primo mangiacassette Grundig e corro subito a comprarmi la mia prima cassetta, mi incuriosisce quella copertina nera con due mani robotiche che si uniscono e da li parte la scoperta dei Pink Floyd un gruppo la cui musica sarà la colonna sonora della mia vita. Ancora oggi quando le cose non vanno per il verso giusto devo ascoltare Shine on You Crazy Diamond ed anche se devo festeggiare qualcosa sempre quel pezzo devo ascoltare. Ovviamente poi con i sudati risparmi mi sono fatto tutti i 33 giri.

1976 - Genesis - un bel pomeriggio mia mamma si presenta con una cassetta che non so per quale motivo ha voluto comprarmi e quella santa donna mi ha preso A Trick of the Tail e da quel momento parte la mia scoperta nel mondo Genesis. Forse anche per questo primo LP sono più legato alla voce di Collins e per me resta il migliore dei Genesis anche se so che non è vero. Ma si sa i ricordi fanno tanto.

1977 - King Crimson - voi non ci crederete ma ancora mia mamma si presenta questa volta con un 33 giri, sapevo che quel giorno doveva passare vicino ad un noto negozio di dischi di Milano e gli dissi se per piacere mi comprava un disco, tu di al venditore che mi piacciono i Genesis e i Pink Floyd e sicuramente di darà qualcosa di bello. E quel disco era In the Court of the Crimson King

1984 - Marillion - questa volta mi trovo da Buscemi a Milano noto negozio di dischi ormai chiuso da un pò di anni e nel passare i 33 giri mi capita in mano questo disco che dalla copertina mi evoca tempi passati e me lo prendo. Ovviamente il disco era Script for a Jester's Tear

1999 - Porcupine Tree - facendo il falegname un architetto di mia conoscenza mi propone di fare i mobili ad un negozio di dischi, ovviamente non me lo faccio dire due volte, non mi sembrava vero di trovarmi in messo a tutti quei dischi (CD visto l'anno). E nel parlare di musica con il titolare del negozio visti i miei gusti musicali mi propone Signify e dal li ho conosciuto i porcospini. Sempre grazie a questo lavoro ho poi conosciuto tutti i gruppi neo prog venuti negli anni 85/90

Altre situazioni mi vengono in mente che mi hanno fatto conoscere i gruppi prog italiani i VDGG i Maiden e compagnia bella ma non voglio dilungarmi più di tanto. Comunque ad ogni gruppo ad ogni disco è legato un ricordo di vita ed ogni volta che il disco giro i ricordi ritornano. Quasi quasi mi emoziono.....
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Re: Il primo di tutto

Postby rkive » 05 Nov 2025, 07:58

I precursori (gli album dei miei fratelli):

Album Rosso e Blu dei Beatles.
Jesus Christ Superstar.

Le mie "prime" più significative:

Edoardo Bennato: Burattino Senza Fili.
Genesis: A Trick Of The Tail.
Prince: Videocassetta del Lovesexy Tour.

Direi "prime" a 360 gradi... [:)]
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Re: Il primo di tutto

Postby aorlansky60 » 05 Nov 2025, 08:35

highinfidelity wrote:
1975: Charles Aznavour



ah, con questo nome mi riporti agli anni della mia infanzia anni 60 vissuta in Francia, paese dove Aznavour era già popolarissimo e stra-trasmesso via radio. Allora naturalmente non avevo ancora maturato quello che sarà uno degli interessi focali della mia vita futura...



highinfidelity wrote:1980: Rolling Stones
Colloco in un anno "centrale" delle scuole elementari la mia scoperta dei Rolling Stones, prima passione veramente "mia", cioè non un semplice ascolto di dischi già appartenenti ai miei genitori. Ebbe inizio quando mia mamma trovò in strada Flowers, una delle loro prime compilation. Dico "in strada" in senso letterale: difatti questo disco - che ancora possiedo per ricordo - forse lanciato da una finestra o un balcone o un'auto in corsa, è ascoltabile solo sul lato sopra al quale passavano le gomme delle auto, mentre il lato che era rivolto verso l'asfalto è ridotto in condizioni pietose.


l'aneddoto è decisamente succoso! [:D]
contrariamente a te, questa band la scoprii piuttosto in ritardo, dopo aver conosciuto ed assimilato buona parte del rock progressive storico già ampiamente noto e pubblicato...

highinfidelity wrote:1986: Nick Drake[/b]
Fu il medesimo cugino adulto Dino, anche lui appassionato di chitarra folk, che nel frattempo avevo cominciato a suonare, a farmi conoscere sia CSNY che Nick Drake. Di Nick Drake (che anche lui aveva conosciuto in quegli stessi anni, e quindi in forte ritardo, dopo aver ascoltato per caso un brano trasmesso in radio) il cugino possedeva un cofanetto contenente i 3 dischi incisi in vita più un quarto disco di inediti (credo il tutto si intitolasse Fruit Tree).


confermo il titolo "Fruit Tree - The complete recording works" perchè posseggo quel cofanetto (un edizione dischi Ricordi qualitativamente così-così per resa del vinile, infatti posseggo dagli anni 70 anche i suoi 3 albums in ed originale UK di ben altra resa sonora...)
Beh, complimenti sia al cugino [:D] che a te; questo [sfortunato e fragile] autore è stato di molto riscoperto e rivalutato nei decenni, dopo la sua scomparsa. Ma godeva già di un certo interesse anche negli anni 70.
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Re: Il primo di tutto

Postby aorlansky60 » 05 Nov 2025, 08:43

maomac 2 wrote:
1976 - Genesis - un bel pomeriggio mia mamma si presenta con una cassetta che non so per quale motivo ha voluto comprarmi e quella santa donna mi ha preso A Trick of the Tail e da quel momento parte la mia scoperta nel mondo Genesis. Forse anche per questo primo LP sono più legato alla voce di Collins e per me resta il migliore dei Genesis anche se so che non è vero. Ma si sa i ricordi fanno tanto.


ma davvero eh! [8D]
per quello che ha fatto, ha una ragione in più (come mamma) [:)] perche tu le sia grato e riconoscente in eterno! [:D] [;)] ...non solo "un disco" dei Genesis, ma proprio A TRICK OF THE TAIL del quale ho da sempre (1976 appena pubblicato, acquistato ed ascoltato) un altissima considerazione. Viva la mamma. [:)]

maomac 2 wrote:1977 - King Crimson - voi non ci crederete ma ancora mia mamma si presenta questa volta con un 33 giri, sapevo che quel giorno doveva passare vicino ad un noto negozio di dischi di Milano e gli dissi se per piacere mi comprava un disco, tu di al venditore che mi piacciono i Genesis e i Pink Floyd e sicuramente di darà qualcosa di bello. E quel disco era In the Court of the Crimson King


beh, in questo secondo fortunato caso, un bravo anche al rivenditore! [:D]
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Re: Il primo di tutto

Postby vise60 » 06 Nov 2025, 17:33

Ahhh... cosa mi tocca ricordare.... [8D] [8D]

Ho fatto un piccolo e interessante viaggio controllando la mia collezione di vinili e cercherò di non annoiarvi

Alan Parson's Project - Eve - l'ho avuto scambiandolo con un mio compagno di squadra ,gli ho dato A Day at the Races dei Queen

Chicago X - Primo disco in assoluto

Deep Purple - Burn - Stormbringer
Pink Floyd - The dark side of the Moon - Wish You Were Here - Ummagumma
Tutti ascoltati in Stereo 8 nell'auto di mio fratello , gli ho anche scaricato la batteria del Renault 5 ( con tettuccio apribile,di tela )
apribile nel vero senso poichè qualche tempo dopo glielo hanno tagliato per fregargli lo stereo [J-,] [:-I] [8D]

Eagles - Hotel California - l'ho acquistato per 5000 lire e mi hanno consegnato la copertina bianca poichè non era ancora pronta in Italia [:0] dopo circa un mesetto l'ho restituita in cambio di quella originale

Lucio Battisti - Una Donna per Amico ,regalatomi dalla mia futura consorte

Donald Fagen - The Nightfly Dal video di New Frontier visto nella trasmissione di Massarini Mister Fantasy da lì poi tutto ciò che riguarda anche gli Steely Dan

And Then there Were Three - Lo associo all'esame di scuola guida

Poi quando a meta' anni settanta ci fu il boom di radio libere e si potevano ascoltare interamente i dischi che proponevano senza interruzioni ,da li , i vari Mike Oldfield , Jethro Tull , Kin Crimson e via andare

Invisible Touch - 1986 Sigla con videoclip ( brutta ) nell' Hangar per il Festivalbar , Mondiali in Messico subito fuori , e Matrimonio...

Wind and Wuthering - Secondo disco in assoluto , avevo ascoltato qualcosa prima dei Genesis dalle cassette che mi passava un amico , ma di quelle registrate tipo Compilation che si potevano fare ..
invece stavolta sono entrato in un negozio e c'era su il disco con Blood of the Rooftops , molto bello sto pezzo e ci sono pure le traduzioni ,5000 lire e via..

Mi fermo citando A Trick of the Tail ,un amico aveva un impianto stereo in casa super potente e pure super costoso ,l'ha azionato ,il primo pezzo lo conosciamo tutti , Dance on a Volcano ed
aveva dimenticato la manopola del volume un pò altina ...non so come ,vibrazioni o altro si e' staccato un quadro dal muro...poi me lo ha venduto ,il disco ,non lo stereo [:D] [:D]
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Re: Il primo di tutto

Postby Duke59 » 06 Nov 2025, 23:20

Ci provo anche io.

Il primo cambiamento nei miei ascolti, prima limitati essenzialmente a ciò che passava la radio (con l'ascolto obbligatorio della Hit parade condotta dal compianto Lelio Luttazzi) avvenne circa nel 1973 (all'età di circa 14 anni), quando un mio cugino più "vecchio" mi prestò alcuni album di musica rock.

Mi ricordo dei seguenti

PINK FLOYD
"Meddle". Questo album mi affascinò sin dal primo istante.
Non saprei dire quante volte ho ascoltato "Echoes" brano da cui rimasi letteralmente ossessionato.

PFM
"Storia di un Minuto". Fantastico album che mi trasformò immediatamente in un fan del gruppo. Brani come " La carrozza di Hans" o "Dove...quando parte 2" e ancora "Impressioni di Settembre" ebbero un fortissimo impatto su di me.

LED ZEPPELIN
credo che l'album fosse "Led Zeppelin II", di sicuro non era il celeberrimo IV (oppure ZosO come viene anche denominato) che scoprii solo in seguito. Led Zeppelin II non mi piacque. Avevo ascoltato e ascoltavo musica classica per cui il cantato di Plant così strillato quasi mi provocò una sincope. [:D] Risultato: BOCCIATO non era quella la musica nelle mie corde
(NOTA: Ci misi poi alcuni anni prima di far pace con gli Zeppelin grazie all'album "IV")

LE ORME
"Uomo di pezza", un'ottimo album che mi ha fatto diventare un "seguace" del gruppo per molti anni, complice un'interessantissima rubrica sulla storica rivista Ciao 2001 dove si parlava di sintetizzatori tenuta da Tony Pagliuca, tastierista del gruppo.

In quella prima trance di album ce n'erano sicuramente altri che però al momento non mi ricordo.

Poi da lì in avanti ricordo questi altri "primi incontri" quasi tutti album avuti in prestito.

BEATLES
Il mio primo impatto discografico con i Fab Four furono le doppie antologie "rossa" e "blu" già citate da AOR. Se la raccolta rossa mi piacque ma senza sconvolgermi la "blu" (quella dei brani più recenti e sperimentali") invece mi lasciò sbalordito tanta era la genialità che ne traspariva. Da allora Beatles Forever.

MIKE OLDFIELD
"Tubular bells", alcuni compagni di scuola superiore ne parlavano con grande ammirazione per cui me lo feci prestare e fu amore a primo ascolto.

DEEP PURPLE
"Stormbringer", me lo prestarono, lo ascoltai qualche volta ma non mi convinse. Lo giudicai troppo elementare, troppo Rock'n'roll per i miei gusti che prediligevano arrangiamenti complessi e cambi di tempo.

BANCO DEL MUTUO SOCCORSO
"BMS", mi piacque ma molto meno rispetto alla PFM. Brani come "Il giardino del mago" mi sembrarono eccessivamente lunghi e a tratti noiosetti. Però "Metamorfosi" e "RIP" mi piacevano molto.

ELP
"EL&P", un album "pesantuccio" che però contiene alcune gemme che me lo fecero apprezzare: la prima metà e il finale di "Take a pebble" (la parte intermedia con la sola chitarra acustica di Lake mi annoiava parecchio, secondo me avrebbero potuto eliminarla del tutto e il brano ci avrebbe guadagnato), "Tank" e "Knife edge". NOTA: "Lucky man" l'ho sempre trovata banalissima eccettuato il solo di synth finale. Ho scoperto di recente che Lake l'aveva scritta quando aveva 10 anni o giù di lì e questo spiega alcune cose.

GENTLE GIANT
"In a glass house", stranamente mi lasciò abbastanza indifferente, forse per questo in seguito non ho mai approfondito i GG se non moltissimo tempo dopo.

VAN DER GRAAF GENERATOR
acquistai una loro compilation uscita per una collana del tipo "I grandi del rock" o qualcosa del genere però trovai i brani noiosetti e non sentìi l'esigenza di approfondire.

GENESIS
il mio primo incontro con i Genesis va spiegato (forse ne avevo già parlato in passato per cui cerco di essere breve). Ebbi in prestito una musicassetta su cui avevano copiato "Foxtrot" e "Selling england" e un'altra che conteneva "The Lamb". Purtroppo quei nastri ascoltati su un lettore a cassette di bassissima qualità, dotato di un altoparlantino di 3 cm di diametro risultarono di una noia incredibile. Non si percepivano almeno metà delle frequenze, la dinamica era pari a zero e se si alzava un poco il volume tutto distorceva. L'unica cosa che mi rimase in mente da quel fugace ascolto furono l'assolo di synth su "In the cage" (che riascoltai più volte) e qualche frammento dell'Apocalisse in 9/8, questo perchè le parti soliste di synth venivano in qualche modo riprodotte mentre tutto il resto diventava una marmellata indistinguibile.

Quindi di fatto il mio vero primo incontro con i Genesis avvenne poi nel 1977 (credo), quando andai a trovare un amico e lui mise "A trick of the tail" sul suo giradischi. Mi bastò sentire l'intro di "Dance on a volcano" per innamoramene. Poi da lì andai man mano a recuperare tutti gli altri album.

KRAFTWERK
"Trans Europe Express", un album strano ma magico. Probabilmente avevo sentito la title track alla radio e mi aveva incuriosito così lo acquistai.

YES
"Close to the edge", avuto in prestito e amato sin dal primo istante.

LIGABUE
"Luciano Ligabue", ho amici che sfottono Ligabue perché dicono che fa canzoni di soli due accordi. Può essere, ma il suo primo album uscito nel 1990 io lo trovai moolto bello. Testi interessanti e musiche trascinanti, tante canzoni azzeccate come "Balliamo sul mondo", "Piccola stella senza cielo", "Non è tempo per noi", "Bar Mario", "Figlio d'un cane" (canzone querst'ultima che Ligabue aveva scritto per Bertoli). Lo ascoltai e lo ascolto ancora con piacere.

ULTRAVOX
"Vienna", un album importante dove la New wave si incrocia con il Synth Pop. Bellissimo.

BOB DYLAN
"Slow train coming", non sono mai stato un fan dal cantautore dala voce nasale ma dopo aver ascoltato alcuni brani di questo album decisi di acquistarlo e ne rimasi favorevolmenmte impressionato anche a livello musicale.

U2
"Under a blood red sky", la RAI trasmise il concerto a Red Rocks da cui venne tratto questo album live. Dopo averlo visto casualmente in TV corsi immediatamente ad acquistarlo. Un album potente.

THE WHO
"Tommy soundtrack". Vidi il film di Ken Russel, che non mi piacque più di tanto, ma le musiche invece le apprezzai e così mi presi il disco della colonna sonora (dove suonano gi stessi Who insieme ad una marea di ospiti e gli arrangiamenti sono addirittura migliori rispetto all'originale). Poi pian piano recuperai quasi tutti gli altri album del gruppo.

DAVID BOWIE
"Low", "Heroes" e "Lodger", non sono mai stato un fan di Bowie, pur riconoscendone l'importanza. Probabilmente spinto dalla lettura di una recensione decisi di acquistare i tre album del suo periodo berlinese. In realtà non ricordo se li acquistai tutti insieme ma sicuramente fu a breve distanza di tempo. Devo dire che questi album mi hanno stupito perché contengono cose quasi sperimentali mescolate a canzoni più ordinarie. Album interessanti quindi, ma non tanto da farmi decidere di approfondire ulteriormente l'artista.

MARILLION
"Real to reel", il primo live del gruppo registrato dopo l'uscita del secondo album "Fugazi". Le bellissime "Assassing" e "Forgotten sons" mi conquistarono ed andai a recuperare i loro primi due album.

Ce ne sarebbero altri ovviamente, ma al momento non mi vengono in mente.
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Re: Il primo di tutto

Postby Duke59 » 07 Nov 2025, 09:18

Aggiungo due cose rimaste nella tastiera

JOE JACKSON
"Night and day", dapprima rimasi un po' sconcertato dalla cospicua presenza di ritmi latini, che non avevo mai preso in considerazione, poi gradualmente divenne uno dei miei album preferiti. Poi da lì iniziai la scoperta di qeusto autore straordinario capace di passare dal "punk" con "I'm the man" "Volume 4" alla musica classica "Symphony n. 1" al pop di classe "Blaze of glory" "Fast Forward" al jazz "Jumping Jive" "The Duke" alla musica sperimentale "Night music" "Heaven and hell" "Night and day II" . Un artista straordinario, probabilmente il mio preferito in assoluto.

DREAM THEATER
"Metropolis part 2, scenes from a memory", fu una scoperta casuale perchè acquistai il CD esclusivamente per via della bella copertina [:0] . Fu uno shock che mi lasciò stordito per parecchio tempo, Questo era il metal che piaceva a me. Da lì ho poi continuato a seguirli anche se hanno avuto alti e bassi

IRON MAIDEN
"Somewhere in time", anche questo album lo presi a scatola chiusa. C'è un antefatto che riguarda il gruppetto di amici con suonavo da ragazzo. Il nostro batterista amava Deep Purple e Iron Maiden e devo dire che era anche piuttosto bravo, ma siccome era un ragazzo molto timido (cosa molto strana per un batterista) io e l'allora cantante del gruppo a volte lo sfottevamo un po'. Non è una cosa di cui vada particolarmente fiero ma l'arroganza dei vent'anni a volte ti fa fare battute che sarebbe meglio evitare. Fatto sta che lo sfottevamo per gli Iron Maiden e le loro copertine "sataniche" e Kitch. Poi lui mi prestò "The number of the beast" ma lo ascoltai già prevenuto e non ne capìi la bellezza anche se constatai la bravura dei musicisti. Avvolgimento veloce in avanti e mi vernne la curiosità di approfondire questo strano gruppo metal e così mi presi la musicassetta di "Somewhere in time" ... ora non ricondo come mai presi la musicassetta e non il CD ma così fu. Quell'album mi conquistò, anche se ho poi scoperto che i fans del gruppo lo ritennero troppo "elettronico".
Più o meno nello stesso periodo un collega di lavoro mi prestò il bellissimo "Liver after death" e quella fu la conferma che era un gruppo streaordinario. Da quel momento feci pace con gli Iron Maiden e presi a seguirli, anche se in modo non ossessivo.

Devo poi aggiungere che invece per quanto riguarda i DEEP PURPLE, dopo l'impatto un po' deludente avuto con Stormbringer ebbi modo di ascoltare "In rock" e "Made in japan" e divenni un loro estimatore.
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Re: Il primo di tutto

Postby aorlansky60 » 07 Nov 2025, 10:39

vise60 wrote:
Mi fermo citando A Trick of the Tail, un amico aveva un impianto stereo in casa super potente e pure super costoso ,l'ha azionato, il primo pezzo lo conosciamo tutti , Dance on a Volcano ed aveva dimenticato la manopola del volume un pò altina ...non so come ,vibrazioni o altro si e' staccato un quadro dal muro... [:D]


[:-D]

In efetti, appena terminati i primi secondi di arpeggi di elettrica, l'intro vero e proprio di DANCE è qualcosa di immanente e di potente insieme, oltremodo irrobustiti dal Moog Taurus utilizzato da Rutherford al termine di ogni prime battute dell'intro,
è andata bene (al tuo amico) [:D] che si sia staccato solo un quadro, potevano esserci a rischio i vetri delle finestre dell'ambiente d'ascolto, che all'epoca non erano mica doppi o tripli come lo sono adesso... [:D]
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Re: Il primo di tutto

Postby aorlansky60 » 07 Nov 2025, 11:05

Duke59 wrote:
BEATLES
Il mio primo impatto discografico con i Fab Four furono le doppie antologie "rossa" e "blu" già citate da AOR. Se la raccolta rossa mi piacque ma senza sconvolgermi la "blu" (quella dei brani più recenti e sperimentali") invece mi lasciò sbalordito tanta era la genialità che ne traspariva.



stessa impressione che ne ricavai al primo ascolto; ricordo ancora quella sera di tardo autunno '74 che ascoltai "la blu" appena acquistata, una facciata dopo l'altra, dall'inizio alla fine: ebbi l'impressione di essere di fronte ALLA STORIA della MUSICA POP. Monumentale.


Duke59 wrote:
GENTLE GIANT
"In a glass house", stranamente mi lasciò abbastanza indifferente, forse per questo in seguito non ho mai approfondito i GG se non moltissimo tempo dopo.


Stessa impressione interlocutoria che mi lasciò al primo ascolto, tanto che per molto tempo sottostimai questo titolo che poi nel tempo ho ripreso, ascoltato con maggiore attenzione e rivalutato pienamente.


Duke59 wrote:
YES
"Close to the edge", avuto in prestito e amato sin dal primo istante.


Costituì anche per me il biglietto d'ingresso al mondo YES; prima di procedere avevo letto per bene le recensioni dei vari albums su CIAO2001 (notare che si era nel 1975) che poneva questo titolo come il loro capolavoro assoluto; decisi allora di partire proprio da questo, che mi stupì piacevolmente fin dal primo ascolto. Anche per me ancora adesso, dovendo fare una classifica delle loro opere, continua a rimanere al vertice di preferenza. Anni dopo ricordo di averlo prestato e fatto sentire ad un mio amico del tempo, che aborriva gli YES; alcuni giorni dopo quando me lo ridiede, mi disse "veramente non avrei mai pensato che gli YES fossero capaci di fare un disco così bello..."


Duke59 wrote:ULTRAVOX
"Vienna", un album importante dove la New wave si incrocia con il Synth Pop. Bellissimo.


concordo; si era entrati in un periodo storico in cui il "progressive" era già stato ampiamente accusato e definitivamente sentenziato e nel frattempo la "new wave" stava facendo ordine levando di mezzo il punk, scoprii questo titolo grazie a C.Massarini e ad una trasmissione televisiva RAI del tempo, devo dire un altro titolo che mi stupì assai positivamente.


Duke59 wrote:U2
"Under a blood red sky", la RAI trasmise il concerto a Red Rocks da cui venne tratto questo album live. Dopo averlo visto casualmente in TV corsi immediatamente ad acquistarlo. Un album potente.


iniziano ad essere tante le analogie che ci accomunano a livello musicale; fu proprio questo anche per me l'album che mi fece scoprire gli U2, che già avevano attirato la mia attenzione con la loro esibizione al LIVE AID del Luglio 1985. Infatti dopo averli sentiti in quell'occasione, la settimana dopo acquistai proprio questo disco insieme al loro ultimo da studio "The Unforgettable Fire", seguendo il consiglio del rivenditore.

Duke59 wrote:JOE JACKSON
"Night and day", dapprima rimasi un po' sconcertato dalla cospicua presenza di ritmi latini, che non avevo mai preso in considerazione, poi gradualmente divenne uno dei miei album preferiti.


Concordo decisamente anche in questo caso; ero nel periodo di primi anni 80 in cui stavo cercando di scoprire nuovi nomi nel panorama rock, e J.Jackson fu uno di essi; il disco citato fu proprio quello che me lo fece conoscere, nel 1982 se non ricordo male. Peraltro registrato anche molto molto bene, cosa che per un cultore attento come me delle buone registrazioni e del "buon suono" già allora era un valore aggiunto oltre al valore artistico indiscutibile.
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Re: Il primo di tutto

Postby highinfidelity » 07 Nov 2025, 15:22

[:D] ancora altri aneddoti succosi, soprattutto quello del quadro che casca [:-D] ma anche l'aneddoto dell'ascolto dei nastri Stereo8 in auto (complimenti al fratellone: a quei tempi non erano in molti a possedere "robina" del genere, e spero abbiate ancora quei nastri perché sono una vera chicca!).

La spigolatura di Hotel California in busta provvisoria bianca, poi, mi giunge del tutto nuova! [:0]

Venendo a ricordi suscitati dai commenti di Duke, aggiungo anch'io un paio di cose...

1984: Mike Oldfield - Tubular Bells
Questo disco mi venne prestato, e poi mai richiesto indietro, da una coppia di amici di famiglia. Il fatto curioso consiste nel fatto stesso che ne possedessero una copia: si trattava difatti di una coppia di accademici che al limite avrebbe potuto ascoltare ed apprezzare la colonna sonora di West Side Story (titolo non sparato a caso, perché ricordo che lo avevano registrato su bobine Geloso e che lo ascoltavano con piacere). Colloco questo prestito nuovamente in "posizione centrale" rispetto alle scuole medie. Tubular Bells mi piacque subito tantissimo, e costituì il mio battesimo (a dir poco ideale!) con dischi di suite interamente strumentali, cosa che facilitò moltissimo il mio avvicinamento al rock progressivo. Ancora oggi mi chiedo come sia possibile che non si parli sovente delle assonanze tra questo disco e Profondo Rosso dei Goblin, sembra una di quelle cose che tutti vedono (perché è impossibile che non le vedano) ma delle quali nessuno osa parlare, come della palese somiglianza tra More Than Words degli Extreme e Vorrei Incontrarti Tra Cent'anni di Ron. Il disco era molto usurato dall'ascolto con un giradischi di qualità insufficiente, tuttavia fà tutt'ora parte della mia discoteca in quanto si tratta di una prestigiosa prima stampa italiana su etichetta Virgin "vergine e drago", che ben mi guardo dal dar via (e per la distorsione, pazienza...).

1986: Yes - Drama
Il mio primo contatto con gli Yes avvenne in prima liceo, quando sempre il già introdotto cugino adulto Dino (persona che, come avrete capito, è stata estremamente formativa per me, alla stregua di un secondo padre) mi prestò Drama, che aveva comprato sull'onda del grande bàttage pubblicitario dovuto all'entrata nel complesso di Downes. Il disco, tuttavia, non gli era piaciuto. All'epoca ero già abituato ad ascoltare Genesis e Pink Floyd e devo dire che Drama non mi dispiacque, lo ritengo tutt'ora un album ben fatto e piacevole, anche se ovviamente non ai livelli dei dischi migliori del complesso. Anche questo disco - visto che non era piaciuto - non mi fu chiesto indietro e fà tutt'ora parte della mia discoteca.

1991 - Ligabue
Quando acquistai i primi due CD (bleeee...) di Ligabue pensavo avesse alle spalle una lunga carriera. Mi sono invece poi reso conto a posteriori di aver fatto parte dei suoi fan della primissima ora, cosa che mi è capitata molto di rado nella vita: tipicamente, per impostazione mentale, sono uno da "grandi classici". Concordo pienamente con quanto scrive Duke: soprattutto nella fase iniziale ha scritto delle canzoni stupende, con liriche molto evocative di "un certo tipo di italianità", un rock sanguigno e non eccessivamente debitore dei paesi anglosassoni, e non è poco. Lo considero senza riserve tra i più grandi rocker italiani di tutti i tempi. Purtroppo in anni successivi, e in particolar modo di recente, è diventato inascoltabile: canzoni noiosissime con liriche tipo lagna, e mi rincresce dirlo perché a suo tempo l'avevo apprezzato moltissimo.

2000: Gentle Giant - Three Friends
Cominciai ad ascoltare i Gentle Giant da adulto, subito prima di arruolarmi o subito dopo essermi congedato dall'Arma, un periodo bellissimo durante il quale grazie ad una raggiunta indipendenza economica scoprii tanti dischi meravigliosi. Comincia acquistando Three Friends (il primo che trovai, senza un criterio di scelta particolare) perché dei GG si parlava spessissimo quando l'argomento era il rock progressivo, soprattutto si diceva che fosse un complesso molto più amato qui da noi che in patria. Tuttavia, come di tutto il resto d'altronde, in quegli anni di loro si sapeva pochissimo. I miei ascolti erano distratti perché il loro tipo di progressive è quasi meccanico ma al contempo molto articolato e radicalmente diverso da quello di tutti gli altri complessi. Cominciai ad apprezzarli sul serio, ed anzi entrarono a far parte dei miei preferiti in assoluto, dieci anni dopo, quando lessi Gentle Giant di Antonio Apuzzo, un testo assolutamente fondamentale e che ho già consigliato almeno una dozzina di volte su queste pagine. Apuzzo infatti effettua una vera e propria sinossi dei brani dei GG, riportando anche figure ritmiche e armonie (ma non serve saper leggere uno spartito) che sono veramente illuminanti, oserei dire indispensabili, si si vuole comprendere la grandezza di questo complesso. Lo consiglio ancora una volta a chi non è ancora riuscito ad "afferrare" pienamente la loro musica.

Chiudo meditando sulle note sui sintetizzatori firmate da Tony Pagliuca, rammentate da Duke. Chissà se qualcuno le ha mai raccolte in una specie di dispensa? Sarebbe veramente interessante leggerle. Io da tempo spingo perché la rubrica "Bankstatement" di Dusk, firmata da Tommaso Rivieccio, sia raccolta e pubblicata in un libro, debitamente illustrata ed espansa.
<< Conoscete voi spettacolo più ridicolo di venti uomini che s'accaniscono a raddoppiare il miagolìo di un violino? >>
(Luigi Russolo, Intonarumorista. 1913.)
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Re: Il primo di tutto

Postby vise60 » 07 Nov 2025, 18:38

Ta taaa... [:D] [:D]
https://www.discogs.com/it/release/3305 ... IzMDI5NA==
Cosa succedeva una volta , ma che nostalgia ...dovevi ritornare al negozio in città , meno male era vicino alla scuola [;)]
A proposito ,mi torna alla mente The Song Remain the Same dei Led Zeppelin e pure Blue Moves di Elton John, ecco , qualcuno me li ha ciulati .. sapete , si prestavano , ma poi ... [!:-!] [J-,] [J-,]
Last edited by vise60 on 08 Nov 2025, 10:30, edited 1 time in total.
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Re: Il primo di tutto

Postby aorlansky60 » 08 Nov 2025, 08:51

@Marco

GENTLE GIANT "Three Friends"
album SUPERLATIVO anche per me! [:p] insieme a "Aquiring the Taste" lo pongo al vertice di preferenza personale di questa inarrivabile progressive band, premesso che tutti i loro primi 8 albums (dal primo omonimo fino a "Free Hand") sono per me imperdibili e straordinari.


@Vise

Elton JOHN "Blue Moves"
bella segnalazione, altro album (doppio LP) bellissimo secondo me, anche se crepuscolare, nel senso che [sempre per me] è quello che chiude definitivamente la sua stagione di forte ispirazione artistica che lo portò a realizzare uno dopo l'altro dal 1970 albums molto molto belli. In coppia con B.Taupin che scriveva i testi, un altro esempio di SONG WRITING ad altissimo livello nella storia del rock con Elton John che curava gli arrangiamenti.
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Re: Il primo di tutto

Postby TDuke » 08 Nov 2025, 14:25

aorlansky60 wrote:@Marco

GENTLE GIANT "Three Friends"
album SUPERLATIVO anche per me! [:p] insieme a "Aquiring the Taste" lo pongo al vertice di preferenza personale di questa inarrivabile progressive band, premesso che tutti i loro primi 8 albums (dal primo omonimo fino a "Free Hand") sono per me imperdibili e straordinari.


Condivido in pieno, "Three Friends", spesso poco considerato, è un concept album bellissimo, è l'album dei GG che ascolto più spesso, ed anche io metterei "Aquiring the taste" al vertice di preferenza, anche il primo album eponimo, seppur con sonorità a volte ancora legate alla fine dei '60, lo trovo quasi perfetto. Non disdegno "The Missing Piece", secondo me ancora un album ben più che dignitoso con il suo tentativo "quasi riuscito" di allegerire ed ammodernare il sound, operazione invece poi completamente naufragata negli ultimi due mediocri lavori. Se non altro ci siamo risparmiati di vederli fare canzonette e video pop nei discutibili anni '80 [I8)]
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