aorlansky60 wrote:beh, ora non è che posso immedesimarmi "in tutto il pubblico italiano" del tempo,
Devi, devi...
Vedo comunque che le sensazioni sono state all'incirca le stesse.
Thomas Eiselberg wrote:Many too many l'ho sempre apprezzata molto, uno dei brani pop più sottovalutati dei nostri.
![Sorridente [:)]](./images/smilies/smile_smile.gif)
Verissimo, canzone assolutamente stupenda. Forse più adatta per meditare con in mano un bel bicchiere di
vermouth di Torino superiore che non per ballare con una ragazza, ma quando si tratta di ragazze va bene tutto...
vise60 wrote:Se posso aggiungere ed a pormi un quesito ,che perdonatemi , potrebbe essere fuori tema a quello che state scrivendo e' sapere chi ha voluto veramente la fine del cosiddetto Progressive che ricordo ai tempi veniva definito anche Rock Sinfonico..
I Discografici ? La storiella del Punk a cui non credo ? Gli stessi artisti che hanno capito che pur essendo bravi hanno realizzato che per fare i soldini era meglio assecondare la moda del momento ?
I video di MTV ?
Secondo me tutto quello che hai citato, con in più le case discografiche che avevano cambiato atteggiamento. La questione punk, è vero, forse va un po' ridimensionata (ne abiamo discusso a lungo di recente), ma non va nemmeno dimenticato che sia Steve Hackett che Ant Phillips la citano entrambi come causa assolutamente centrale se non unica del disastro, e la loro opinione è certamente molto molto autorevole.
Per come la vedo io probabilmente c'è stato un riflusso generale, dopo anni di intellettualismo e impegno (anche politico) che è andato di moda per un certo periodo e che, come per tutte le mode, per tantissime persone era solo una recita. Il disimpegno e l'edonismo che negli anni '80 raggiungeranno il culmine partono da lì.
Sicuramente hanno avuto un ruolo importante anche le case discografiche, che da scopritrici e lanciatrici di talenti si sono trasformate in macchine per fare soldi alle quali il contenuto artistico importa meno di nulla. Di questo processo parlavano già esplicitamente i Pink Floyd in Have A Cigar (figurarsi) ed è culminato più lentamente, direi giungendo a piena maturazione del disastro negli anni '90. Secondo me la questione punk si avvita attorno alla questione delle case discografiche: nel senso che s'era visto che si potevano fare soldi a palate anche con la spazzatura e palesi farse in stile Sex Pistols. In questo senso il punk non sarebbe causa prima nel crollo della musica di qualità, ma un catalizzatore di altri eventi.
Certamente anche il sorgere di MTV e la mania dei video usa-e-getta, come hai giustamente segnalato, hanno contribuito. Inizialmente sembrava (almeno a me) che potessero essere un mezzo per favorire l'ascolto di certa musica, particolarmente di certa new wave un po' tardiva, o di certo heavy metal non eccessivo. Poi tutto è degenerato nel trash, culminando verso la fine degli anni '90, quando MTV a parer mio era diventata spazzatura pura, un canale assolutamente inguardabile con trasmissioni per decerebrati. Sono 25 anni che rifiuto totalmente di guardarla, non so nemmeno se esista ancora.
Molti ricorderanno con una certa nostalgia VideoMusic, l'alternativa tutta italiana ai canali musicali, con alcune trasmissioni veramente di spessore soprattutto in fascia serale (ricordo con particolare nostalgia e rispetto Blue Night condotto da Clare Ann Matz). Persino questa emittente non è riuscita a sopravvivere allo tsunami di fango e porcheria degli anni '90.