Però Tales From Topographic Oceans è effettivamente pallosissimo.
Nello stesso anno però uscirono ben altri album, uno su tutti che conoscete benissimo e manco cito. Ma pure Lark' dei KC, oppure Houses of the holy, o ancora Dark side of the Moon (che non mi fa impazzire rispetto ad altri album dei PF, vabbè), Tubular Bells o anche Goodbye Yellow Brick Road o Quadrophenia. E potrei continuare per molto tempo.
E' qui che sta la differenza, nella varietà. Sulla qualità ci sono fattori non dipendenti necessariamente dai musicisti (tutto è stato detto e fatto, sfornare capolavori epocali oggi è impresa pressoché impossibile) ma la cosa che fa rabbrividire è la mancanza di varietà.
A uno può pure non piacere il prog, oppure non amare (come me) gli Yes ma adorare altri gruppi prog, può adorare anche solo il pop, o l'hard rock e il metal ecc. In un solo anno (quello citato) sono usciti capolavori in tutti i generi della pop/rock music. E vendevano benissimo tutti. Non ti piaceva un genere? C'era tanta altra musica particolare e ben suonata comunque, c'erano comunque testi interessanti, stimolanti, intelligenti in tanti altri album.
Oggi più di 2/3 della musica che va in classifica è roba commerciale banalissima e (soprattutto) simile. E lo è volutamente. Perchè più è simile ad altre e più vende.
Il problema di oggi, come dice High, non è tanto che non si faccia più buona musica. Si fa e si continuerà a fare. Il problema è che nel mondo attuale, dove puoi trovare di tutto e suonare di tutto, per trovare certe cose bisogna usare il lanternino ed scartabellarsi siti, forum e recensioni vare prima di trovare qualcosa di decente. Perchè è tutto affossato o ingolfato da robaccia e una gran parte di questi artisti se vuole avere un pubblico (quindi arrivare anche solo al secondo o terzo album) il più delle volte deve diventare come quell'80% di artisti anonimi. Tralasciando il fatto che ormai pure gli album sono obsoleti, la gente vuole solo la canzoncina singola, un album intero? Che noia. " E poi non ho tempo" (mentre stanno sui social ore e ore).
Un vero paradosso. In un mondo in cui puoi ascoltare tutto e hai accesso a tutto in modo relativamente immediato (quindi chiunque può farsi una cultura musica e non solo) la maggior parte della gente preferisce ascoltare sempre la stessa roba, che non vada troppo fuori dal seminato e non stimoli troppe riflessioni
Invece oggi l'80% della gente vuole quello: non pensare, mai. Non "perdere tempo". Cerca solo disimpegno. La musica è anche quello, lo è sempre stata, ma non solo e sempre quello. Oggi invece il giovane cerca un paio di rime da canticchiare sotto la doccia, non importa quanto stupide, e stop.
E' il paradosso dei nostri tempi: c'è molta più musica a disposizione, molti più musicisti, eppure la maggior parte della gente ascolta sempre e solo la stessa roba, che suoni più o meno allo stesso modo e scivoli via il più in fretta possibile senza dare nulla se non un jingle che resti in testa un paio di settimane. Facciamo tutto di fretta, abbiamo paura che un assolo un po' più lungo ci rubi del tempo prezioso, non ci godiamo più nulla.
Vale anche per i film eh. Leggo sempre più di persone che guardano i film a velocità doppia o tripla, con gli attori che sembra parlino sotto effetto dell'elio. Perchè? Perchè "così in mezz'ora guardo un film di un'ora e mezza". Fa niente se poi non se lo sono goduto o non ci hanno capito nulla o non hanno recepito il messaggio che il regista voleva dare. L'importante è raccontare sui social che hanno visto quel film e magari hanno guardato quella famosa scena (probabilmente la più stupida del film) di cui parlano tutti.
Il problema non è la tecnologia, è la gente (una gran parte). E non è una questione di giovani, vecchi, di prima si stava meglio ecc. E' pigrizia mentale e quella non dipende dall'etá o dai tempi. Se si vuole si può. Anzi oggi abbiamo molti più mezzi e molte più possibilità rispetto ad un tempo, è una cosa oggettiva. E' il come la gente sceglie di sfruttarli che fa la differenza.