by Duke59 » 09 May 2025, 16:20
Prendendo spunto da altro thread in cui si è discusso della svolta pop dei Genesis nel 1978 con il loro primo album a tre, il noto e controverso "And then there were three", ho provato a ri-esaminare il 'mistero' dell'album "Cured" del nostro Steve pubblicato nel 1981 (stesso anno della pubblicazione di "Abacab" da parte dei Genesis).
Per prima cosa gli ho dato una riascoltata, saranno infatti stati almeno 30 anni che non ne risentivo le canzoni, eccettuata "The air-conditioned nightmare" (credo ispirata al controverso libro di Henry Miller) che mi risulta essere l'unico brano dell'album che Hackett abbia riproposto in seguito.
Queste le mie impressioni ad un primo riascolto dopo tutto questo tempo:
Hope I don't wake
Inizio a cappella stile CSN&Y. Melodia piacevole.
Se fosse cantata da un buon cantante potrebbe stare in una Top 50 di oggi.
Voto 7
Picture postcard
Voce troooppo fine, il giro di basso e chitarra della strofa è comunque bello. Purtroppo brigde e ritornello sono banalissimi.
Voto 4
Can't let go - L'inizio richiama vagamente l'intro di Into the lens degli Yes però in tonalità minore.
Poi diventa una specie di synth pop con un cantato veramente orribile, siamo al livello del Rutherford di "Acting very strange" o del Banks di "The fugitive". Ritornello da dimenticare, indegno persino di una Top 100000. Bello il riff chitarra-synth verso la fine, ma non basta.
L'arpeggino in coda è inutile e fuori posto, perché abbia deciso di lasciarlo è un mistero.
Voto 2
The air conditionated nightmare.
Un bel brano strumentale, tra le pochissime cose dell'album che si salvano. Lo vedrei perfetto come sigla per un film-serie TV Action-thriller
Voto 8
Funny feeling
Poteva essere un ottimo brano synth-pop, peccato per la voce troppo fine. Anche qui con una voce più valida, non necessariamente un virtuoso (sarebbe bastato anche un timbro alla Trevor Horn) poteva risultare piacevole. Il giro di accordi riecheggia un po' lo stile di "The show" dell'album precedente. Lo stacco con le chitarre però interrompe il flow della canzone cercando di trasformarla in qualcosa che non è.
Voto 5 e 1/2
A cradle of swans
Un piacevole intermezzo acustico su cui però sento troppo riverbero e il suono della chitarra risulta impastato.
Peccato perché la breve composizione è bella.
Voto 7 alla composizione
Voto 4 alla produzione
Overnight sleeper
Bella intro, poi purtroppo entra la voce di Steve che butta giù tutto. Ma le parti strumentali sono oggettivamente all'altezza. Se non fosse per la voce sarebbe al livello di "Air conditionated nightmare".
Voto 7
Turn back time
Lento che se cantato da un vero cantante poteva avere qualche possibilità. Purtroppo la voce di Steve lo ammazza nella culla.
Questo brano però mi riporta alla mente un episodio specifico che riguarda i miei amati nonni per cui riascoltandolo mi sono commosso.
Voto al brano 2
Voto ai ricordi 10
Perché parlando di quest'album ho usato il termine 'mistero'?
Vediamo.
Il primo album solista di Steve "Voyage of the acolyte" risale al 1975 e Hackett in parte lo compose addirittura durante il tour di "The lamb".
Finito quel tour con l'abbandono di Gabriel, Hackett si lanciò immediatamente nella sua realizzazione, mentre ancora i Genesis stavano cercando un nuovo cantante. Paradossalmente su questo primo album di Steve è già presente un brano cantato da Phil Collins, prima ancora che Collins diventasse uffcialmente il cantante dei Genesis!
Poi finita la realizzazione dell'album Steve si precipitò alla registrazioni di "A trick of tail" con i Genesis, arrivando un giorno in ritardo.
Forse già qui si produsse una prima frattura tra lui e il gruppo.
Tempo dopo però un altro avvenimento più spiacevole esacerbò la situazione. Steve lo racconta così nella sua autobiografia:
[...]
Le mie preoccupazioni riguardo alla situazione della band iniziarono in un'occasione, durante il tour del 1976. La Chrysalis (la casa discografica statunitense) mi stava riservando un po' di attenzione, dato che "Voyage of the Acolyte" era appena uscito per la loro etichetta e stava riscuotendo un buon successo. Ma, nonostante la band avesse accettato di farmi filmare durante un soundcheck per la promozione dell'album, Mike scaraventò a terra il basso in segno di irritazione. Più tardi quel giorno lui e Tony mi chiesero di incontrarli da solo e mi informarono che non volevano che mi dedicassi ad altri progetti solisti, pur rimanendo membro della band. Rimasi sorpreso, dato che Mike si era dimostrato favorevole alla registrazione di "Voyage" e ci aveva lavorato con me.
[...]
Immagino come si debba essere sentito Steve dopo essere stato "aggredito" dai due colleghi che gli imponevano di dimenticarsi attività soliste finchè sarebbe rimasto nel gruppo. Alla luce di questa (brutta) esperienza il suo divorzio dal gruppo diventa assai più comprensibile.
Inoltre l'episodio chiarisce senza ombra di dubbio chi prendeva le decisioni in casa Genesis, Collins probabilmente non venne nemmeno interpellato dai due "boss" di questa iniziativa che io trovo perlomeno discutibile.
Ma Mike non fa mistero di essere rimasto seccato dall'idea di Steve di lavorare su un suo album solista proprio nel momento in cui Peter li aveva lasciati e il gruppo si doveva riorganizzare. Scrive infatti Mike:
[...]
Ciò che mi infastidì in seguito fu che Steve se ne era andato a registrare il suo primo album solista proprio mentre noi stavamo iniziando a lavorare a "A Trick of the Tail": per Steve andava tutto benissimo, ma la band si sarebbe sciolta se io e Tony non avessimo messo insieme tutti i nostri riff nell'album.
[...]
Arriviamo poi all'uscita di Steve dai Genesis.
La prima fase delle sua carriera solista comprende notoriamente il poker dei 4 album considerati suoi classici.
Verificando le classifiche UK di vendita di quegli album vediamo che hanno avuto tutti un ottimo riscontro e che Defector è l'album che raggiunse la più alta posizione in classifica DI SEMPRE - entrò addirittura nella Top 10 - tra tutti gli album mai prodotti da Hackett!!
Non proprio un cattivo risultato direi.
Queste le perfomance britanniche di quei 4 album.
"Voyage of the acolyte" (1975)
raggiunse il 26.mo posto
rimase 4 settimane nella Top 100
"Please don't touch" (1978)
raggiunse il 38.mo posto
rimase 5 settimane nella Top 100
"Spectral mornings" (1979)
raggiunse il 22.mo posto
rimase 11 settimane nella Top 100
"Defector" (1980)
raggiunse il 9.o posto
rimase 7 settimane nella Top 100
Se confrontiamo poi i risultati di Hackett con quelli di quattro suoi diretti "concorrenti", ovvero Steve Howe, Robert Fripp, David Gilmour e Gary Moore nello stesso periodo temporale, vediamo che nessuno di loro si avvicina ai risultati di Steve, eccettuato forse il primo album solista di Howe.
STEVE HOWE
Beginnings (1975)
raggiunse il 22.o posto
rimase 4 settimane nella Top 100
The Steve Howe album (1979)
raggiunse il 68.o posto
rimase 2 settimane nella Top 100
ROBERT FRIPP
Exposure (1979)
raggiunse il 71.o posto
rimase 1 settimana nella Top 100
DAVID GILMOUR
David Gilmour (1978)
raggiunse il 17.o posto
rimase 9 settimane nella Top 100
GARY MOORE
Back on streets (1979)
raggiunse il 70.o posto
rimase 1 settimana nella Top 100
Basandoci su questi numeri se ne deduce che nel 1980 alla Hackett Band le cose dovessero andare piuttosto bene: Steve poteva vantare una discreta vendita di album e molti concerti in giro per il mondo.
Perché allora Hackett sciolse quella band in un momento in cui, almeno apparentemente, le cose erano al Top?
Hackett nella sua autobiografia non entra in particolari dettagli su quel periodo e si limita a dire quanto segue.
Dapprima esprime soddisfazione per come Defector, la sua risposta al Punk, avesse avuto ottimi riscontri
[...]
Quelli di noi che sono sopravvissuti allo tsunami punk hanno dovuto essere sempre più tenaci. Molti hanno scelto di diventare musicalmente più superficiali e accessibili. Alcuni, come i Pink Floyd con The Wall, riuscirono a colmare il divario, mantenendo il loro stile musicale e al contempo allineandosi a un concetto anti-establishment rivolto ai feriti viventi. Io intrapresi un percorso simile con il mio album successivo.
[...]
La consapevolezza che il comunismo sovietico sarebbe crollato dall'interno (come accadde dieci anni dopo) ispirò il concetto di "Defector". Vedevo un parallelo tra le persone in fuga dal blocco orientale e me stesso come disertore della macchina ben oliata dei Genesis... Certo, i Genesis non erano un'organizzazione sinistra, ma il sottotesto era comunque il bisogno di libertà da qualcosa di limitante e non si può tenere a freno un brav'uomo.
[...]
Il tour di Defector battè ogni record al botteghino internazionale e fui felice di essere rimasto fedele alla mia posizione nonostante tutte le critiche. Ci furono diversi momenti salienti, incluso il giorno in cui Phil Collins venne a vedere lo spettacolo al Roxy di Los Angeles.
[...]
Poi descrive alcune difficoltà con la casa discografica che lo distribuiva negli USA.
[...]
Il periodo delle difficoltà era tutt'altro che finito. Gli Stati Uniti stavano ormai abbracciando una scena dominata da MTV. La Chrysalis aveva da poco acquisito i Blondie e si stava orientando verso un mercato più pop e orientato ai singoli, per cui rifiutarono Defector e dovetti trovare un'altra etichetta.
[...]
E infine racconta la sua decisione di sciogliere la band in poche righe, che io trovo parecchio ambigue.
[...]
Sebbene tutto fosse andato così bene, un nuovo problema si stava profilando... Stava diventando finanziariamente impossibile mantenere la band a tempo pieno, mentre i membri della band stavano diventando un po' irrequieti, comprensibilmente desiderosi di avere un ruolo più importante nella scrittura. Ero comprensivo, ma avevo lasciato i Genesis per intraprendere una carriera da solista e non volevo sentirmi compromesso. Per quanto li amassi, mi rendevo conto che un cambiamento era nell'aria. Sentivano chiaramente il bisogno anche loro di spiegare le ali.
Si apriva un nuovo capitolo... Avevo intenzione di andare avanti con Nick Magnus, mio fratello John e John Acock.
[...]
Non so. Io trovo questa spiegazione poco convincente. Va bene tutto, ma perché - oltre a Nick Magnus - non mantenere almeno la collaborazione con Pete Hicks come cantante? O perchè non ingaggiare un altro cantante? Già questo avrebbe migliorato di molto la qualità della produzione successiva. E poi perché abbandonare la propria strada maestra proprio dopo aver avuto riscontri così positivi?
Secondo Dick Cadbury, bassista della band, qualche problema economico poteva essere stato causato dal costo della produzione degli show che volevano avere una grandiosità simile a quella dei Genesis. Però Steve parla sia di problemi finanziari nel mantenere una band a tempo pieno quanto di membri della band che avrebbero voluto collaborare alla scrittura dei brani.
Entrambe le motivazioni mi lasciano perplesso.
La soluzione di Steve comunque fu quella di porre fine al tutto.
Ora se la produzione successiva di Steve fosse stata all'altezza delle precedenti non avrei nulla da eccepire su questa decisione (del resto la band e la musica erano sue) ma il passaggio da "Defector" a "Cured" fu traumatico e - ripeto - per me inspiegabile.
Trovo poi strano che Steve si lamenti del fatto che i membri della band volessero contribuire alle composizioni; la cosa non sarebbe stata difficile da chiarire visto che era lui a stipendiarli.
La sensazione che ho è che tra le motivazioni che indussero Hackett a sciogliere la band e a cambiare tutto per poi produrre quella mozzarellina chiamata "Cured" ci siano cose che lui preferisce (legittimamente, intendiamoci) non rendere pubbliche. Forse cose molto private.
Anche il dislivello della qualità compositiva tra "Defector" e "Cured" sembra indicare che Steve stesse attraversando un periodo personale non ottimale. Forse un burn out?
A chi pensasse che la colpa sia da imputare totalmente alle case discografiche che all'epoca volevano solo canzoni pop ricordo che, nello stesso anno in cui Hackett registrava e pubblicava "Cured" (1981), un certo Robert Fripp andava controcorrente e riformava i King Crimson con Bruford, Levin e Belew e pubblicava quella meraviglia intitolata "Discipline" con cui di fatto creava un nuovo stile musicale che metteva insieme Progressive, New Wave, Jazz e sperimentazione.
Quindi fare Musica invece che muzak era possibile anche nei primi anni '80.
Per questo motivo penso che dietro la brusca virata di Hackett da "Defector" a "Cured" (a mio avviso ben peggiore di quella che fecero i Genesis passando da "Seconds out" a "And then there were three") ci fossero motivazioni che probabilmente non sapremo mai.