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Sezione riservata al celebre chitarrista del complesso nei suoi anni piu' gloriosi, ed in seguito impegnato in una carriera solista che prosegue tutt'oggi.

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Postby Coastliners » 01 Feb 2010, 19:05

Sinceramente mi sono accostato a questo disco in maniera molto timorosa.

Tutti me ne avevano parlato come di un passo falso, se non prorpio di una vera schifezza!!

Invece... non è niente male.

Certo, rispetto alle precedentei produzioni non copete minimamente, ma se visto per quello che è non è malvagio.

Composto durante le vacanze in Brasile, dopo il tour di Defector, è la testimonianza di voler produrre qualcosa di carino, "curato" e piacevole senza troppe pretese. La copertina è un'ottima presentazione di quanto la musica propone: Hachett seduto con davanti il bicchiere di cocktail.

Le vostre impressioni?
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Postby highinfidelity » 02 Feb 2010, 04:27

Quelle che hai detto a inizio post. [:D]

Simpatica la copertina, ma il disco e' veramente mediocre. Sembra un disco scritto dai Police dopo un incidente d'auto con Crosby Stills Nash and Young.

Non c'e' piu' praticamente nessuno della vecchia band di Steve e la cosa si sente benissimo.

Per ascoltare AOR di questa lega, tanto vale accendere la radio a caso. Salvo radio maria, tutto il resto potrebbe gia' essere meglio.
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Postby Magog » 02 Feb 2010, 04:31

quando usci lo comprai di corsa appena vidi la faccia di Benigni sopra

http://johnhackett.info/main/wp-content ... 386632.jpg

e soprattutto il contenuto pensai di aver sbagliato disco!! [;^(]
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Postby wondering clouds » 02 Feb 2010, 05:49

Tuttavia il pezzo a Cradle of Swans per classica è un vero gioiello.
l'ho scoperto a caso suonato sul tubo, pensa te se avrei mai scoperto che l'aveva composto e scritto su cured. casi della vita.
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Postby smiroldo » 02 Feb 2010, 06:49

mah, io non faccio testo su stivuccio...ma, a parte la copertina agghiacciante (davvero mi chiedo come si sia potuto pensare di pubblicare un disco con una copertina così squallida), a me piace moltissimo.
si sente la mancanza di una batteria vera, ma fino a un certo punto: le programmazioni erano, data la tecnologia dell'epoca, eccellenti.
mi piace moltissimo il lavoro vocale con bellissime parti corali (hope i don't wake), mi piacciono molto anche i pezzi pop (picture postcard, il lentone a fine disco di cui non ricordo il titolo) e c'è ancora molto "prog-hackett" (air conditioned nightmare, stupenda!; overnight sleeper).
boh, io non gli darei meno di 8 [:)]
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Postby harlequin » 02 Feb 2010, 06:54

Comunque c'è Nick Magnus alle tastiere del vecchio gruppo.
Mi piaceva il suono del basso, suonato molto bene da Steve.
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Postby marbian » 02 Feb 2010, 08:22

Sarà che dopo Defector lo aspettavo con grande impazienza, ma per me fu un altro cazzotto in pancia, ad un mese da abacab.

Il suono della band si era dissolto, per far posto a canzoncine piacevoli in salsa hi tech casalinga, ma nulla di più.

Oggi Hackett sa come usare la propria voce, ma all'epoca mi sembrò un cantante stile Bee Gees- senza la classe dei fratellini Gibb [:D]

Un altro segno della mia vecchiaia incombente è che adesso 'sto disco mi piace molto: Overnight sleeper, Turn back time, the air conditioned nightmare, A cradle of Swans, picture postcard...tutti brani che ascolto volentieri.... Nostalgia canaglia...[:D]
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Postby Thomas Eiselberg » 02 Feb 2010, 08:41

quote:
Originally posted by smiroldo

mah, io non faccio testo su stivuccio...ma, a parte la copertina agghiacciante (davvero mi chiedo come si sia potuto pensare di pubblicare un disco con una copertina così squallida)...



Eh?[:-I][:0][:D]

Ma siamo arrivati già a Cured? E gli album precedenti?[:-I] (Vabbè dai, dopo li recuperiamo[:D]).

Per quanto sia un grandissimo fan di Steve, il nostro purtroppo da Please don't touch in poi ha una sorta di strana involuzione che lo porterà per tutti gli anni '80 a sfornare dischi non all'altezza (si riprenderà con l'arrivo dei novanta ma sarà già un artista di nicchia), e Cured non è esente da questa tendenza.

Cured non è "brutto", è solo spoglio, povero, troppo semplice e poco originale. Un album di canzoni pop, alcune più riuscite altre meno.

Ci sono alcuni pezzi simpatici (Hope I Don't Wake, Funny Feeling, Overnight Sleeper), altri davvero belli (The Air-Conditioned Nightmare, la migliore del disco, e A Cradle of Swans) ed altri davvero emdiocri (Picture Postcard, Can't Let Go, Turn back time).

Non aiuta poi il fatto che si accolli tutte la parti vocali e il risultato non è certo esaltante (saprà poi crescere col tempo, grazie anche ad aiuti arrivando a risultati ottimi, viste le premesse, negli ultimi album. Il punto di svolta sarà Guitar noir, il primo album dove davvero sembra un cantante).

Si sente inoltre che è un lavoro quasi fatto in casa, con pochi strumenti e pochi musicisti. Insomma non un album pessimo, ma mediocre si, qualche perla sparsa c'è ma i dischi degli anni '90/00 sono molto meglio.
Last edited by Thomas Eiselberg on 02 Feb 2010, 08:43, edited 1 time in total.
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Postby Coastliners » 02 Feb 2010, 15:52

quote:
Originally posted by harlequin

Comunque c'è Nick Magnus alle tastiere del vecchio gruppo.
Mi piaceva il suono del basso, suonato molto bene da Steve.



Mi sembra che suoni di più Magnus che non Hackett!!

Se questo album non fosse di Steve Hackett, manterreste lo stesso giudizio??
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Postby Thomas Eiselberg » 03 Feb 2010, 07:46

quote:
Originally posted by Coastliners


Se questo album non fosse di Steve Hackett, manterreste lo stesso giudizio??



Se non fosse di Hackett non lo conoscerei neppure[:D][;)]
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Postby smiroldo » 03 Feb 2010, 09:45

quote:
Originally posted by Coastliners

Se questo album non fosse di Steve Hackett, manterreste lo stesso giudizio??


si. non ho alcun problema a dire che un paio di album dei G, un paio di hackett, quasi tutti quelli di banks, tutti quelli dei mechanics sono porcate.
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Postby Coastliners » 03 Feb 2010, 14:32

quote:
Originally posted by smiroldo

quote:
Originally posted by Coastliners

Se questo album non fosse di Steve Hackett, manterreste lo stesso giudizio??


si. non ho alcun problema a dire che un paio di album dei G, un paio di hackett, quasi tutti quelli di banks, tutti quelli dei mechanics sono porcate.



[:-D][:-D][:-D]
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Postby Raistlin Majere » 03 Feb 2010, 14:49

io continuo ad essere uno dei pochi sostenitori di Funny Feeling, immagino... [:-D]
Firma conforme alla normativa europea =)


It's the last great adventure left to mankind...



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Postby theknife » 03 Feb 2010, 22:53

corazzata potiomkin...indegna copertina...orribile contenuto a parte un brano e lui canta come uno che gli stanno strozando le palle...voto 2...in tour l'ho visto a Csatel S.Angelo. Roma, 13 09 81 concerto poi riproposto nella serie live archive...
le atmosfere tropicali gli hanno sempre suggerito cosacce...vedasi till we have faces....altro che cured...lo doveva chiamare sick!
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Postby Thomas Eiselberg » 04 Feb 2010, 07:32

quote:
Originally posted by theknife

...indegna copertina...



[!:-!][!:-!][:D]
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Postby genesisforever » 04 Feb 2010, 09:09

Un lavoro dimesso e sottoprodotto, tolto "air conditioned" resta davvero poco. Tutto sommato, considerata la lunga carriera di steve, lo considero un disco trascurabile.
Ciò che non ci uccide ci rende più forti.
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Postby wondering clouds » 04 Feb 2010, 16:32

quote:
Originally posted by Thomas Eiselberg

quote:
Originally posted by Coastliners


Se questo album non fosse di Steve Hackett, manterreste lo stesso giudizio??



Se non fosse di Hackett non lo conoscerei neppure[:D][;)]



per cui la scelta del tuo avatar è autolesionista, o autoironica..
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Postby Thomas Eiselberg » 04 Feb 2010, 18:01

L'avatar l'ho scelto per l'immagine più che altro, l'album (come ho detto) non mi convince (a parte qualche pezzo).

Per questo trovo le critiche alla coperina ingiuste: io ci vedo una bella immagine di Steve nel fiore degli anni che se la spassa e si gode il suo attimo di popolarità (l'unica vera volta: le altre immagini dei suoi dischi sono molto diverse e più simboliche)[:D]
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Postby highinfidelity » 05 Feb 2010, 05:22

quote:
Originally posted by Thomas Eiselberg

Per questo trovo le critiche alla coperina ingiuste: io ci vedo una bella immagine di Steve nel fiore degli anni che se la spassa e si gode il suo attimo di popolarità
Non e' quello il punto: il fatto e' che la fotografia e' orrenda, sgranata in modo pauroso (sembra guercio dall'occhio sinistro) e per nulla incisa, con pure il bicchiere e la cannuccia che a momenti impallano la faccia.

A proposito di foto, sulla fodera interna c'e' la solita faccina di quell'"angioletto" di Kim [O:-)], ogni volta che la vedo devo trattenermi dal bestemmiare...! [!:-!]
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Postby marbian » 05 Feb 2010, 05:57

E la "bella foto" di Steve è proprio opera dell'"angelica" Kim...[:D]
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Postby wondering clouds » 06 Feb 2010, 17:53

entro ed esco dallo spetteguless: ma "cured" è legato al fatto che il povero guitarman era uscito dall'esaurimento nervoso e una santa donna lo salvò. e lo si trovò "curato".
Ricordo che lessi, prob sul ciao 2001 che un punto di rottura per i neuroni del ns. fu l'aver suonato troppe volte in pubblico col gruppo Squonk e gli usciva fuori dalle....e si ritirò per un po' dalle scene per disintossicarsi.[X-P]
vi sembra spetteguless attendibile ?
tanto che le dedicò po po' di pesso che è "Kim." (che però è su please don't touch)
che se l'avessi composto io per la mia donna mi avrebbe incorniciato in parete con firma e dedica...[:-I]
Ah l'amore che viene e che poi se ne va...perfino albano e romina[:.-(]

si schersa nè ?!
Last edited by wondering clouds on 06 Feb 2010, 17:56, edited 1 time in total.
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Postby Coastliners » 07 Feb 2010, 18:41

Su questo non so risponderti.

Pensavo che il titolo si riferisse al fatto che il disco era stato realizzato in un momento di relax, in un ambito più casalingo che non di studio,in modo "curato" come sembrerebbe dimostrare la copertina.

Certo che chiamare il precedente cd Defector, come se si volesse scappare da qualcosa e il successivo Curato, mi insospettisce non poco.
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Postby Hairless Heart » 27 Feb 2010, 14:57

Ascoltato proprio oggi per la prima volta. Una vera delusione, considerati i quattro dischi precedenti. Non so se volesse attirare un diverso tipo di pubblico, ma mi sa che ha ottenuto solo l'allontanamento di parte del suo zoccolo duro...
Le cose migliori: l'arpeggio incrociato di Picture postcard (ma il resto del brano è poca cosa), l'intro di Can't let go che promette molto ma mantiene nulla, la pluricitata The air-conditioned nightmare, sicuramente la migliore ma a mio parere lontana dai suoi capolavori precedenti, discrete A cradle of swans e Overnight sleeper, anche se non supportate da grande creatività. Il "lentone finale", Turn back time, sembra uno scarto di Eye in the sky di Alan Parsons Project, anche la voce ricorda Eric Woolfson. Voto 5-. Il ragazzo ha ottime capacità ma non si applica.
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Re: Cured

Postby Duke59 » 09 May 2025, 16:20

Prendendo spunto da altro thread in cui si è discusso della svolta pop dei Genesis nel 1978 con il loro primo album a tre, il noto e controverso "And then there were three", ho provato a ri-esaminare il 'mistero' dell'album "Cured" del nostro Steve pubblicato nel 1981 (stesso anno della pubblicazione di "Abacab" da parte dei Genesis).

Per prima cosa gli ho dato una riascoltata, saranno infatti stati almeno 30 anni che non ne risentivo le canzoni, eccettuata "The air-conditioned nightmare" (credo ispirata al controverso libro di Henry Miller) che mi risulta essere l'unico brano dell'album che Hackett abbia riproposto in seguito.

Queste le mie impressioni ad un primo riascolto dopo tutto questo tempo:

Hope I don't wake
Inizio a cappella stile CSN&Y. Melodia piacevole.
Se fosse cantata da un buon cantante potrebbe stare in una Top 50 di oggi.
Voto 7

Picture postcard
Voce troooppo fine, il giro di basso e chitarra della strofa è comunque bello. Purtroppo brigde e ritornello sono banalissimi.
Voto 4

Can't let go - L'inizio richiama vagamente l'intro di Into the lens degli Yes però in tonalità minore.
Poi diventa una specie di synth pop con un cantato veramente orribile, siamo al livello del Rutherford di "Acting very strange" o del Banks di "The fugitive". Ritornello da dimenticare, indegno persino di una Top 100000. Bello il riff chitarra-synth verso la fine, ma non basta.
L'arpeggino in coda è inutile e fuori posto, perché abbia deciso di lasciarlo è un mistero.
Voto 2

The air conditionated nightmare.
Un bel brano strumentale, tra le pochissime cose dell'album che si salvano. Lo vedrei perfetto come sigla per un film-serie TV Action-thriller
Voto 8

Funny feeling
Poteva essere un ottimo brano synth-pop, peccato per la voce troppo fine. Anche qui con una voce più valida, non necessariamente un virtuoso (sarebbe bastato anche un timbro alla Trevor Horn) poteva risultare piacevole. Il giro di accordi riecheggia un po' lo stile di "The show" dell'album precedente. Lo stacco con le chitarre però interrompe il flow della canzone cercando di trasformarla in qualcosa che non è.
Voto 5 e 1/2

A cradle of swans
Un piacevole intermezzo acustico su cui però sento troppo riverbero e il suono della chitarra risulta impastato.
Peccato perché la breve composizione è bella.
Voto 7 alla composizione
Voto 4 alla produzione


Overnight sleeper
Bella intro, poi purtroppo entra la voce di Steve che butta giù tutto. Ma le parti strumentali sono oggettivamente all'altezza. Se non fosse per la voce sarebbe al livello di "Air conditionated nightmare".
Voto 7

Turn back time
Lento che se cantato da un vero cantante poteva avere qualche possibilità. Purtroppo la voce di Steve lo ammazza nella culla.
Questo brano però mi riporta alla mente un episodio specifico che riguarda i miei amati nonni per cui riascoltandolo mi sono commosso.
Voto al brano 2
Voto ai ricordi 10

Perché parlando di quest'album ho usato il termine 'mistero'?

Vediamo.

Il primo album solista di Steve "Voyage of the acolyte" risale al 1975 e Hackett in parte lo compose addirittura durante il tour di "The lamb".

Finito quel tour con l'abbandono di Gabriel, Hackett si lanciò immediatamente nella sua realizzazione, mentre ancora i Genesis stavano cercando un nuovo cantante. Paradossalmente su questo primo album di Steve è già presente un brano cantato da Phil Collins, prima ancora che Collins diventasse uffcialmente il cantante dei Genesis!

Poi finita la realizzazione dell'album Steve si precipitò alla registrazioni di "A trick of tail" con i Genesis, arrivando un giorno in ritardo.

Forse già qui si produsse una prima frattura tra lui e il gruppo.

Tempo dopo però un altro avvenimento più spiacevole esacerbò la situazione. Steve lo racconta così nella sua autobiografia:

[...]
Le mie preoccupazioni riguardo alla situazione della band iniziarono in un'occasione, durante il tour del 1976. La Chrysalis (la casa discografica statunitense) mi stava riservando un po' di attenzione, dato che "Voyage of the Acolyte" era appena uscito per la loro etichetta e stava riscuotendo un buon successo. Ma, nonostante la band avesse accettato di farmi filmare durante un soundcheck per la promozione dell'album, Mike scaraventò a terra il basso in segno di irritazione. Più tardi quel giorno lui e Tony mi chiesero di incontrarli da solo e mi informarono che non volevano che mi dedicassi ad altri progetti solisti, pur rimanendo membro della band. Rimasi sorpreso, dato che Mike si era dimostrato favorevole alla registrazione di "Voyage" e ci aveva lavorato con me.
[...]

Immagino come si debba essere sentito Steve dopo essere stato "aggredito" dai due colleghi che gli imponevano di dimenticarsi attività soliste finchè sarebbe rimasto nel gruppo. Alla luce di questa (brutta) esperienza il suo divorzio dal gruppo diventa assai più comprensibile.

Inoltre l'episodio chiarisce senza ombra di dubbio chi prendeva le decisioni in casa Genesis, Collins probabilmente non venne nemmeno interpellato dai due "boss" di questa iniziativa che io trovo perlomeno discutibile.

Ma Mike non fa mistero di essere rimasto seccato dall'idea di Steve di lavorare su un suo album solista proprio nel momento in cui Peter li aveva lasciati e il gruppo si doveva riorganizzare. Scrive infatti Mike:

[...]
Ciò che mi infastidì in seguito fu che Steve se ne era andato a registrare il suo primo album solista proprio mentre noi stavamo iniziando a lavorare a "A Trick of the Tail": per Steve andava tutto benissimo, ma la band si sarebbe sciolta se io e Tony non avessimo messo insieme tutti i nostri riff nell'album.
[...]

Arriviamo poi all'uscita di Steve dai Genesis.

La prima fase delle sua carriera solista comprende notoriamente il poker dei 4 album considerati suoi classici.

Verificando le classifiche UK di vendita di quegli album vediamo che hanno avuto tutti un ottimo riscontro e che Defector è l'album che raggiunse la più alta posizione in classifica DI SEMPRE - entrò addirittura nella Top 10 - tra tutti gli album mai prodotti da Hackett!!
Non proprio un cattivo risultato direi.

Queste le perfomance britanniche di quei 4 album.

"Voyage of the acolyte" (1975)
raggiunse il 26.mo posto
rimase 4 settimane nella Top 100

"Please don't touch" (1978)
raggiunse il 38.mo posto
rimase 5 settimane nella Top 100

"Spectral mornings" (1979)
raggiunse il 22.mo posto
rimase 11 settimane nella Top 100

"Defector" (1980)
raggiunse il 9.o posto
rimase 7 settimane nella Top 100

Se confrontiamo poi i risultati di Hackett con quelli di quattro suoi diretti "concorrenti", ovvero Steve Howe, Robert Fripp, David Gilmour e Gary Moore nello stesso periodo temporale, vediamo che nessuno di loro si avvicina ai risultati di Steve, eccettuato forse il primo album solista di Howe.

STEVE HOWE
Beginnings (1975)

raggiunse il 22.o posto
rimase 4 settimane nella Top 100

The Steve Howe album (1979)
raggiunse il 68.o posto
rimase 2 settimane nella Top 100

ROBERT FRIPP
Exposure (1979)

raggiunse il 71.o posto
rimase 1 settimana nella Top 100

DAVID GILMOUR
David Gilmour (1978)

raggiunse il 17.o posto
rimase 9 settimane nella Top 100

GARY MOORE
Back on streets (1979)

raggiunse il 70.o posto
rimase 1 settimana nella Top 100

Basandoci su questi numeri se ne deduce che nel 1980 alla Hackett Band le cose dovessero andare piuttosto bene: Steve poteva vantare una discreta vendita di album e molti concerti in giro per il mondo.

Perché allora Hackett sciolse quella band in un momento in cui, almeno apparentemente, le cose erano al Top?

Hackett nella sua autobiografia non entra in particolari dettagli su quel periodo e si limita a dire quanto segue.

Dapprima esprime soddisfazione per come Defector, la sua risposta al Punk, avesse avuto ottimi riscontri

[...]
Quelli di noi che sono sopravvissuti allo tsunami punk hanno dovuto essere sempre più tenaci. Molti hanno scelto di diventare musicalmente più superficiali e accessibili. Alcuni, come i Pink Floyd con The Wall, riuscirono a colmare il divario, mantenendo il loro stile musicale e al contempo allineandosi a un concetto anti-establishment rivolto ai feriti viventi. Io intrapresi un percorso simile con il mio album successivo.
[...]
La consapevolezza che il comunismo sovietico sarebbe crollato dall'interno (come accadde dieci anni dopo) ispirò il concetto di "Defector". Vedevo un parallelo tra le persone in fuga dal blocco orientale e me stesso come disertore della macchina ben oliata dei Genesis... Certo, i Genesis non erano un'organizzazione sinistra, ma il sottotesto era comunque il bisogno di libertà da qualcosa di limitante e non si può tenere a freno un brav'uomo.
[...]
Il tour di Defector battè ogni record al botteghino internazionale e fui felice di essere rimasto fedele alla mia posizione nonostante tutte le critiche. Ci furono diversi momenti salienti, incluso il giorno in cui Phil Collins venne a vedere lo spettacolo al Roxy di Los Angeles.
[...]

Poi descrive alcune difficoltà con la casa discografica che lo distribuiva negli USA.

[...]
Il periodo delle difficoltà era tutt'altro che finito. Gli Stati Uniti stavano ormai abbracciando una scena dominata da MTV. La Chrysalis aveva da poco acquisito i Blondie e si stava orientando verso un mercato più pop e orientato ai singoli, per cui rifiutarono Defector e dovetti trovare un'altra etichetta.
[...]

E infine racconta la sua decisione di sciogliere la band in poche righe, che io trovo parecchio ambigue.

[...]
Sebbene tutto fosse andato così bene, un nuovo problema si stava profilando... Stava diventando finanziariamente impossibile mantenere la band a tempo pieno, mentre i membri della band stavano diventando un po' irrequieti, comprensibilmente desiderosi di avere un ruolo più importante nella scrittura. Ero comprensivo, ma avevo lasciato i Genesis per intraprendere una carriera da solista e non volevo sentirmi compromesso. Per quanto li amassi, mi rendevo conto che un cambiamento era nell'aria. Sentivano chiaramente il bisogno anche loro di spiegare le ali.

Si apriva un nuovo capitolo... Avevo intenzione di andare avanti con Nick Magnus, mio ​​fratello John e John Acock.

[...]

Non so. Io trovo questa spiegazione poco convincente. Va bene tutto, ma perché - oltre a Nick Magnus - non mantenere almeno la collaborazione con Pete Hicks come cantante? O perchè non ingaggiare un altro cantante? Già questo avrebbe migliorato di molto la qualità della produzione successiva. E poi perché abbandonare la propria strada maestra proprio dopo aver avuto riscontri così positivi?

Secondo Dick Cadbury, bassista della band, qualche problema economico poteva essere stato causato dal costo della produzione degli show che volevano avere una grandiosità simile a quella dei Genesis. Però Steve parla sia di problemi finanziari nel mantenere una band a tempo pieno quanto di membri della band che avrebbero voluto collaborare alla scrittura dei brani.

Entrambe le motivazioni mi lasciano perplesso.

La soluzione di Steve comunque fu quella di porre fine al tutto.

Ora se la produzione successiva di Steve fosse stata all'altezza delle precedenti non avrei nulla da eccepire su questa decisione (del resto la band e la musica erano sue) ma il passaggio da "Defector" a "Cured" fu traumatico e - ripeto - per me inspiegabile.

Trovo poi strano che Steve si lamenti del fatto che i membri della band volessero contribuire alle composizioni; la cosa non sarebbe stata difficile da chiarire visto che era lui a stipendiarli.

La sensazione che ho è che tra le motivazioni che indussero Hackett a sciogliere la band e a cambiare tutto per poi produrre quella mozzarellina chiamata "Cured" ci siano cose che lui preferisce (legittimamente, intendiamoci) non rendere pubbliche. Forse cose molto private.

Anche il dislivello della qualità compositiva tra "Defector" e "Cured" sembra indicare che Steve stesse attraversando un periodo personale non ottimale. Forse un burn out?

A chi pensasse che la colpa sia da imputare totalmente alle case discografiche che all'epoca volevano solo canzoni pop ricordo che, nello stesso anno in cui Hackett registrava e pubblicava "Cured" (1981), un certo Robert Fripp andava controcorrente e riformava i King Crimson con Bruford, Levin e Belew e pubblicava quella meraviglia intitolata "Discipline" con cui di fatto creava un nuovo stile musicale che metteva insieme Progressive, New Wave, Jazz e sperimentazione.

Quindi fare Musica invece che muzak era possibile anche nei primi anni '80.

Per questo motivo penso che dietro la brusca virata di Hackett da "Defector" a "Cured" (a mio avviso ben peggiore di quella che fecero i Genesis passando da "Seconds out" a "And then there were three") ci fossero motivazioni che probabilmente non sapremo mai.
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Re: Cured

Postby rkive » 09 May 2025, 21:07

Album gradevole pur con i suoi limiti.

Pensare che in quel periodo mi piaceva molto Famous Last Words dei Supertramp. [8D]
https://open.spotify.com/embed/album/47 ... eMKTD4RJv1
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Re: Cured

Postby Duke59 » 12 May 2025, 18:15

In aggiunta al mio post precedente trovo interessante citare anche cosa scrive Collins del primo album solista di Steve.

[...]
Ci tuffiamo nella composizione del settimo album del gruppo, il nostro primo come quartetto, anche se Steve all’inizio manca perché sta completando il suo primo album solista, «Voyage of the Acolyte». La mia sensazione è che volesse più spazio come compositore: Tony, Mike e Peter monopolizzavano la scrittura del materiale per il gruppo, e francamente componevano meglio di Steve. Meglio di me, di sicuro. Ma fino a «The Lamb» io non avevo quasi mai composto, quindi non ho problemi. Steve, però, vuole uno sfogo, quindi, senza che noi abbiamo niente da ridire, incide un album da solo. Mike e io suoniamo persino su «Voyage of the Acolyte», e io sono felice di fare da voce solista su Star of Sirius. È tutto molto amichevole. Nonostante la temporanea assenza di Steve, con nostro grande sollievo si capisce piuttosto in fretta che possiamo cavarcela anche senza Peter. Le canzoni ci vengono come ai vecchi tempi, ed è roba buona. Abbiamo pronta Dance on a Volcano prima ancora che Steve ritorni. Seguono Squonk e Los Endos, una forte salva di apertura per l’album che sarà intitolato «A Trick of the Tail».
[...]

Noto che anche a distanza di circa 40 anni sia Collins che Mike tendono ancora a mettere un po' in secondo piano quel capolavoro che è "Voyage of the Acolyte" cui avevano collaborato (se non erro la magniloquente coda strumentale in crescendo di "Shadow of the Hierophant" fu composta proprio da Mike).

Brani come "Ace of wands" "A tower struck down" " Star of Sirius" e appunto "Shadow of the Hierophant" ci mostrano delle prestazioni strumentali di alto livello sia da parte di Mike che da parte di Phil.

L'album però ebbe la "colpa" di essere realizzato nel momento in cui il destino dei Genesis era ancora in forse e "Trick of the tail" doveva ancora nascere.

Forse proprio per questo motivo "Acolyte" alla fine è stato vissuto un po' come uno sgarbo da parte della band (ovvero Tony e Mike. Collins invece non ne fu turbato).

Mike sottolinea addirittura ( e qui non so se scherzi o meno) il fatto che nè lui nè Phil vennero pagati per la collaborazione:

[...]
"Voyage of the Acolyte" fu un album decente. In effetti, Phil e io ci abbiamo suonato. Immagino che Steve pensasse di chiedercelo perché non avrebbe dovuto pagarci (e non lo fece). Ma anche se eravamo convinti di non ostacolarci mai a vicenda, sentivo che il suo tempismo avrebbe potuto essere decisamente migliore: era un momento critico per noi e avevamo bisogno di tutte le idee possibili.
[...]

Sembra quindi che il seme del divorzio tra Steve e la band (ovvero Mike e Tony) sia stato piantato proprio in quel periodo.

Infatti Steve durante la realizzazione di The lamb e il successivo tour, attraversava una fase molto difficile sia personalmente che musicalmente . Scrive:

[...]
All'epoca il mio giudizio era un po' annebbiato... Mi aggrappavo a qualche libro di auto-aiuto occasionale. Era difficile prendere decisioni razionali. Mi rivolgevo a persone decise e sicure di sé, che pensavo potessero indicarmi la strada, che mi portassero o meno a fare un viaggio fuori dal mondo. I rigori della strada mi rendevano più suscettibile a indizi e risposte quasi cosmici. Mi sentivo come una nave ammaccata, persa in una tempesta. Ero piuttosto stordito quando i Genesis arrivarono a New York nel dicembre del 1974. Incontrai Kim Poor [NdR: la sua futura seconda moglie] dopo il concerto, quando si presentò nel backstage.
[...]
Nel 1974 avevo già iniziato a scrivere molta musica per la band, ma molte delle mie idee non avevano ancora visto la luce. Anche se mi ero appena separato da Ellen ed ero profondamente depresso, il mio mondo musicale interiore continuava a prosperare. Era sia un rifugio che uno stimolo creativo. Sentivo il bisogno di lavorare oltre i limiti della band, ma molte delle mie idee erano più romantiche dei Lamb.
Amavo molto The Lamb, ma idee personali cominciavano a bussare alla mia porta interiore. Mentre registravamo "In The Cage", mi resi conto che le mie idee musicali lottavano e morivano per essere lasciate uscire da una gabbia simile.

[...]

Una volta finito il tour, con Peter che lasciava la band, Steve si lanciò allora immediatamente nella realizzazione di "Voyage of the Acolyte" che rappresentava la "cura" per questa sua insoddisfacente situazione personale.

D'altra parte Mike e Tony, del tutto all'oscuro dei travagli interiori di Steve, giudicarono altamente inopportuno il progetto solista del chitarrista, che li "abbandonava" proprio nel momento del bisogno.

Evidentemente i rapporti personali tra di loro erano come quelli che si realizzano tra colleghi d'ufficio con i quali si evitano confidenze troppo personali; senza il supporto reciproco che caratterizza le amicizie (anche se noi pubblico amiamo immaginare che siano tutti grandi amiconi tra loro).
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Re: Cured

Postby rkive » 13 May 2025, 13:19

Direi che è noto che l'abbandono di Steve è dovuto dalle chiusure da parte di Mike e Tony alle sue idee musicali.

Penso che migliori album di Steve siano dei Genesis "revisited", nel senso di musica romantica e quindi molto accessibile.

Interessante che ha differenza di Peter, Phil, Tony e Mike (Mechanics), non abbia composto qualcosa di totalmente diverso. [:-I]
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Re: Cured

Postby maomac 2 » 13 May 2025, 20:20

Diverso in che senso
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Re: Cured

Postby rkive » 13 May 2025, 20:55

Nel senso che Steve non ha cambiato il suo genere musicale, verso qualcosa di più commerciale e di classifica.

La sua confort zone è stato il prog romantico o la musica classica

Mi correggo: Steve c'è riuscito, anche se per poco, ma con il supergruppo dei GTR.
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Re: Cured

Postby Duke59 » 14 May 2025, 09:12

rkive wrote:Nel senso che Steve non ha cambiato il suo genere musicale, verso qualcosa di più commerciale e di classifica.

La sua confort zone è stato il prog romantico o la musica classica

Mi correggo: Steve c'è riuscito, anche se per poco, ma con il supergruppo dei GTR.


Direi che oltre a "GTR" anche "Cured" e "Higly strung" sono stati tentativi - sebbene un po' maldestri - di fare qualcosa di più commerciale e da classifica.

"Funny feeling" avrebbe potuto essere un brano da classifica, se cantato da qualcuno con una voce più "audiogenica".
"Camino Royale" e "Cell 151" idem. Da notare che "Cell 151" è l'unico singolo di Steve ad essere entrato nella Top 100 inglese per 2 settimane (66.mo e 68.mo posto).
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Re: Cured

Postby highinfidelity » 26 May 2025, 15:08

Caspita Duke, una disamina con tanto di citazioni degna di una tesi di laurea!!!

Ho osservato anch'io (e lo scrissi qui a suo tempo) che l'autobiografia di Steve è più lacunosa proprio nei punti che invece necessiterebbero di maggiori delucidazioni e circostanziamenti (su tutti il più imbarazzante è la non-parte che non-riguarda Kim Poor). Anch'io comunque ho sempre avuto la nettissima sensazione (epidermica) che Steve fosse stato vittima di un burn-out, e che la copertina di Cured, titolo incluso, ne fosse la prova del nove. Potrebbe darsi che Steve neghi a sé stesso di aver avuto questo bruttissimo momento di crisi, magari superato con qualche terapia che ne prevedesse la rimozione (sono solo mie congetture, per carità non prendetele troppo sul serio!).

È stato un vero peccato perché da quel momento in avanti Steve ha inanellato una lunga serie di album con moltissime criticità, toccando il fondo a mio parere con Till We Have Faces, album che come scrissi molti anni fa mi fece pensare "che mi stesse prendendo in giro". Per fortuna in età matura Steve è riuscito a tornare, se non proprio agli antichi fasti, almeno ad una serie di album con tantissimi spunti interessanti. Dal mio canto sono felicissimo d'averlo ritrovato, anche se purtroppo rimane il rammarico per quella bella rincorsa presa ad inizio carriera troppo presto interrotta da una serie di tonfi micidiali.

Raccolgo la tua sfida e proverò a riascoltare Cured (credo anch'Io di non averlo riascoltato negli ultimi... diciamo 25 anni, 30 è forse oggettivamente un po' troppo), seguito magari da Till We Have Faces... [:-I]
<< Conoscete voi spettacolo più ridicolo di venti uomini che s'accaniscono a raddoppiare il miagolìo di un violino? >>
(Luigi Russolo, Intonarumorista. 1913.)
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