aorlansky60 wrote:@DUKE
ATTWT rappresenta la consapevolezza del "doversi adeguare" a nuove regole fissate da "compagnie discografiche, tabloids specializzati e pubblico" per chi proveniva dal passato e come i Genesis aveva una storia gloriosa alle spalle (fatta di MUSICA e di COMPOSIZIONI straordinarie) che ormai era diventata quasi un oggetto di scherno nei loro confronti... a volte quando considero questo ed altri fatti della storia umana, sono sempre portato a concludere di quanto sia "strana" e "volubile" (oltre che strumentalizzabile) la specie umana. Ciò che la storia combinò loro in quel particolare momento (come per qualsiasi altra PROGRESSIVE BAND dell'epoca) fu un mera costrizione e forzatura verso la quale si dovettero piegare :
Carissimo AOR, anche se nel mio post ero stato alquanto tenero con ATTWT - forse per motivi affettivi in quanto il sound "autunnale" di buona parte di quell'album coincise con un particolare periodo della mia vita che me lo fece apprezzare - concordo con te nel ritenere ATTWT e ABACAB i due punti chiave della metamorfosi musicale del gruppo verso composizioni più semplici e una de-evoluzione stilistica.
ATTWT fu in pratica il vero spartiacque tra un "prima" e un "dopo" (anche se con Duke recupereranno in parte).
Però non credo che ciò sia stato causato dal "doversi adeguare a nuove regole fissate da compagnie discografiche, tabloids , ecc… " ormai traviate dalla moda (passeggera tra l'altro) del Punk.
Io invece mi farei una domanda (dandomi ovviamente una risposta, come direbbe Marzullo
![Sghignazzante [:D]](./images/smilies/smile_bigsmile.gif)
)
PERCHE' nel 1978 i Genesis fecero questa virata epocale?
Perché invece
artisti jazz, fusion, compositori classici, compositori di musica contemporanea, big bands, ecc... continuarono a produrre le loro musiche, infischiandosene altamente della DISCO, del PUNK e delle mode spinte dalla stampa specializzata tra la fine degli anni '70 e l'inizio degli '80?
Cosa impedì ai Genesis di continuare per la loro strada in barba alle mode imperanti?
La mia idea in merito è che chi cambiò direzione musicale tra fine anni '70 e inizio anni '80 lo fece principalmente per propria volontà, non a causa della pressione esterna dovuta alla moda Punk del momento e delle riviste specializzate.
Vediamo infatti che esistono illustri esempi di artisti che ignorarono l'ondata Punk (e Disco) e che valicarono tranquillamente quegli anni turbolenti mantenendo coerentemente il loro stile musicale.
PINK FLOYD
Nel periodo d'oro del Punk i Floyd tirarono fuori il loro album forse più Progressive, "Animals" (1977), per poi rilanciare due anni dopo un doppio album alquanto impegnativo "The wall" (1979) che concedeva al facile ascolto solo un paio di canzoni: "Another brick in the wall" e "Comfortably numb". Non contenti di ciò il loro album successivo "The final cut"(1983) fu ancora più "elitario" e difficile. Poi la faida Waters-contro-tutti decretò di fatto la fine del gruppo così com'era stato.
Ma il Punk non ebbe nulla a che fare con tutto ciò.
YES
Prendiamo gli Yes, in piena epoca Punk fecero uscire "Tormato" (1978) e tennero 102 show tra il 1978 e il 1979, di cui molti sold out. Poi due anni dopo pubblicarono "Drama" (1980). Erano due album pienamente Progressive ed ebbero ottimo riscontro. I problemi che il gruppo ebbe durante il tour di Drama furono dovuti principalmente all'assenza di Jon Anderson alla voce sostituito da Trevor Horn (che non era in grado di cantare adeguatamente i vecchi pezzi di Anderson). Ma in ciò il Punk e le mode non c'entrarono nulla.
EL&P
EL&P uscirono in piena epoca Punk con il loro doppio album "Works" (1977) contenente addirittura un concerto per pianoforte e orchestra; tutti brani non "radiofonici", eccettuato il lato di Greg Lake, da sempre scrittore di canzoni "pop". L'album ebbe un buon riscontro di vendite, anche se notoriamente il gruppo ebbe poi problemi. Questi però furono causati da sbagliate scelte manageriali, come ad esempio un lungo tour con un'orchestra di 60 elementi a seguito, fonte di spese insostenibili. Questa cosa devastò le finanze del trio.
A ciò si sommarono incompatibilità caratteriali. I tre avevano già deciso di sciogliere il gruppo ma per motivi contrattuali dovettero pubblicare il pessimo "Love beach" nel 1978. Il gruppo si ricostituirà poi parecchi anni dopo pubblicando il piacevole "Black moon" (1992).
Ma non fu il Punk a fermarli, furono problemi interni.
KING CRIMSON
I King Crimson pubblicarono "Red" nel 1974, poi Fripp si ritirò temporaneamente dalle scene. Riapparve in piena epoca Punk con l'album "Exposure" (1979) un album che nulla concedeva al facile ascolto e sul quale sperimentò i suoi Frippertronics. Di li a poco riformò i King Crimson e pubblicò "Discipline" (1981) un album innovativo e complesso. Tutto nell'era del Punk.
Vediamo quindi bene come chi avesse voluto continuare a produrre musica Progressive o sperimentale avrebbe potuto farlo, fregandosene del Punk e delle riviste specializzate.
Per questi motivi io credo che il cambio di direzione che i Genesis attuarono nel 1978 fu una loro precisa scelta, non influenzata da pressioni esterne.
Scrive infatti Mike nella sua autobiografia
(…)
Il 1977 è stato l'anno del punk: era ovunque. O almeno così doveva essere. Quando sei in tour per sette mesi su dodici – come noi quell'anno – molte cose ti sfuggono. Per quanto mi riguardava, il punk era una di quelle cose: non mi sentivo davvero presente per quello. La frase di Phil sul punk era sempre "scuotere l'albero": vedere quali vecchie band crollavano e sparivano quando le spingevi un po'. Per quanto mi influenzasse, provavo la stessa sensazione. Sapevo che il punk era in parte una reazione a band come noi – quelle grandi e imponenti – e mi piaceva l'ethos fai-da-te che riportava in auge. Mi ricordava come avevamo iniziato nella soffitta di Brian Roberts durante le vacanze di Pasqua. Ma pensavo anche che se eri abbastanza bravo, di cosa ti dovevi preoccupare? E sentivo che lo eravamo abbastanza. In più, mi piaceva quello che stavamo facendo come band. (…)
PETER GABRIEL
Gabriel percorse l'era del Punk con due album usciti nel 1977 e nel 1978 in cui fece tutte le sperimentazioni di stile che voleva, incorporando sin dall'inizio suggestioni Punk nella sua musica ("Modern love", "On the air", "Animal magic") fino a che non trovò la sua strada maestra con III (1980) e IV (1982).
STEVE HACKETT
Steve scrive drammaticamente nella sua autobiografia:
[...]
"
Una nuova ondata di alieni era atterrata e stava prendendo il sopravvento. Il punk era arrivato. Mi resi conto che il nuovo ordine era lì in vigore quando, un giorno, per entrare in un negozio di dischi in King's Road dovetti farmi strada tra un gruppo di punk verdi, con i capelli scoloriti, brufoli e beffardi, ornati di spille da balia e rasoi. Inizialmente pensai fosse uno scherzo. Ricordo di aver comprato il primo disco dei Sex Pistols, che mi fece sorridere e si adattava perfettamente alla mia collezione di Derek e Clive [NdR: Derek e Clive erano un duo di comici noti per le loro battute piuttosto offensive che incidevano dischi satirici]. Ma quando il punk prese effettivamente le armi contro ogni altro genere musicale, la stampa si unì a lui e l'ostilità divenne la norma. Con il punk a capo della carica, l'ignoranza fu ora acclamata come virtù.
(…)
Una sinistra forma di dittatura prese piede. I giornalisti perdevano il lavoro se si rifiutavano di seguire la linea del partito. Il Melody Maker, proprio il giornale che mi aveva messo in contatto con i Genesis, come molti altri giornali musicali diffusi negli anni Settanta, alla fine chiuse i battenti. Le carriere di molti musicisti furono di fatto distrutte. La musica stessa era sul banco degli imputati. Quelli di noi che sopravvissero allo tsunami punk dovettero essere sempre più tenaci. Molti scelsero di diventare musicalmente più superficiali e accessibili. Alcuni, come i Pink Floyd con The Wall, riuscirono a colmare il divario, mantenendo il loro stile musicale, pur allineandosi a un concetto anti-establishment rivolto ai feriti viventi. Io intrapresi una strada simile con il mio album successivo.
(…)
Il titolo "Defector" mi si addiceva personalmente, dato che mi ero già affermato come un'entità separata e libera. Rifletteva anche il materiale dell'album. Volevo fare qualcosa di concreto. Spettrale."[...]
Lo scenario catastrofico descritto da Hackett mi pare un tantino eccessivo; infatti per la cronaca il Melody Maker vide sicuramente dei conflitti tra i capi-redattori su quale fosse la linea editoriale da seguire, ma non chiuse i battenti e continuò le sue pubblicazioni fino al 2000.
Inoltre possiamo vedere dai crudi dati numerici che anche Steve era riuscito a scavallare brillantemente l'onda del Punk.
Infatti durante quel periodo Steve aveva pubblicato "Please don't touch" (1978), "Spectral mornings" (1979) e infine "Defector" (1980).
E, sorpresa delle sorprese,
"Defector", per quanto riguarda le vendite in UK -
risulta essere ANCOR OGGI l'album di maggior successo di SEMPRE mai prodotto da Hackett - Genesis Revisited inclusi!Si vede infatti che la posizione di picco nelle charts UK degli album raggiunta da "Defector" fu la num. 9, la più alta tra tutti i suoi lavori solisti.
https://www.officialcharts.com/artist/2 ... e-hackett/(occorre scorrere la pagina di Officialcharts verso il basso, dove sono elencati tutti gli album di Hackett, ognuno con le sue posizioni in classifica)
Sorprende parecchio quindi il fatto che dopo 4 ottimi album prodotti nell'arco che va dal 1975 al 1980 Steve, al termine del tour di Defector, abbia poi deciso di smantellare quell'ottima band.
Produrrà in seguito nel 1981 il modesto "Cured", registrato "a casa" con una batteria elettronica, tre collaboratori e lo stesso Steve alla voce.
Sicuramente deve esserci stato qualche grave problema che causò la fine di quella fase luminosa, ma la spiegazione che Steve fornisce nel suo libro, ovvero problemi finanziari uniti al fatto che i componenti del gruppo avrebbero voluto contribuire alla scrittura dei pezzi, cosa che lui non voleva, mi lascia perplesso.
Sarebbe una cosa da approfondire. Resta comunque il fatto che i problemi di Hackett iniziarono quando l'ondata del Punk si era già esaurita.
Ma torniamo ai Genesis e a ATTWT
Scrive Mike:
[...]
Per natura, i musicisti saranno sempre frustrati perché c'è sempre qualcosa di meglio che non hanno ancora fatto – una canzone migliore da scrivere. Ecco perché non mi sono mai sentito arrivato. Ma, con A Trick of the Tail, Wind & Wuthering e... And Then There Were Three..., ho sentito che la nave che stavamo cercando di varare era finalmente arrivata sullo scivolo di lancio. Detto questo,... And Then There Three... è un album divertente. Dato che avevamo scritto così tanto materiale per Wind & Wuthering che non trovò spazio, decidemmo che in questo nuovo album NON avremmo avuto canzoni lunghe. [NOTA: il maiuscolo è mio] [...]
Collins invece nella sua autobiografia non entra nel merito di questo cambiamento di stile perché troppo concentrato sulle sue note tribolazioni famigliari. Inoltre l'unica sua partecipazione alla composizione di quell'album fu il testo di "Scenes from a night dream" (!), tutto il resto fu farina del sacco di Tony e Mike.
Relativamente alla svolta Seconds out ---> And then there were three Phil scrive le seguenti considerazioni molto generiche che dimostrano come avesse la testa da un'altra parte
[...]
Così, Steve se ne va, un’altra dipartita. Ma se siamo sopravvissuti alla perdita di un cantante, siamo in grado di sopravvivere a quella di un chitarrista. Continuiamo, imperterriti, con Mike che ci dà dentro sia al basso sia alla chitarra solista. Quell’autunno siamo di nuovo a registrare a Hilvarenbeek, ed entro la fine dell’anno abbiamo finito di incidere un altro album, «...And Then There Were Three...». I Genesis non hanno mai avuto tanto successo. Il terzetto sta funzionando, e anche io come cantante. La sensazione è che potremmo sfondare. Se solo fossimo pronti a scarpinare di più. Sì, ancora di più.
(…)
Io e Andy [NdR: Andrea Bertorelli, la sua prima moglie] abbiamo appena comprato una casa, Old Croft, a Shalford, vicino a Guildford, nel Surrey, un po’ più lontana da Londra di quanto avevamo previsto in origine. È in cima a strade di campagna tortuose, quasi come la casa dei genitori di Peter. Sono passato dal capolinea della metro alla casa in fondo alla strada chiusa. Eppure, in questo momento sono tutt’altro che ricco. «A Trick of the Tail», due anni prima, è stato il disco nel quale i Genesis hanno iniziato a citare gli autori singolarmente, quindi arrivano i diritti d’autore individuali. Ma anche adesso, con «...And Then There Were Three...», non guadagno ancora molto dalla composizione dei brani. E ora eccoci qui con un grosso mutuo da pagare e una famiglia giovane e in espansione: Simon ha un anno e mezzo e Joely cinque.[...]
Come si vede, nessun accenno all'aver deciso una nuova rotta artistica, le canzoni le scrivevano Tony e Mike e lui "si limitava" (dico per dire) a suonare la batteria e a cantare.
Per chiudere sentiamo anche cosa dice Banks sulla virata stilistica di "And then there were three"
https://www.twronline.net/issues/twr31/ ... _part5.htm[...]
Commercialmente, Wind & Wuthering era stato un po' una stasi, probabilmente una stasi proprio come The Lamb... quello era stato un calo. Non eravamo mai stati motivati dal fattore successo. È solo che penso che sia come con gli amici: non puoi fare a meno di essere influenzato da tutto ciò che ti accade intorno. Ho sentito che quando scrivevo per Wind & Wuthering, And Then There Were Three e Burning Rope, pensavo che forse l'avevo già fatto prima e che forse avrei dovuto provare ad accorciarlo un po', sai.
E poi è nata l'idea di provare a evitare di fare canzoni lunghe e di tenerle più corte e vedere dove ci portava.
Penso che sia stato un buon esperimento da provare, ma non credo che abbia prodotto... probabilmente ha prodotto uno dei nostri album meno soddisfacenti, a parte due o tre tracce in cui c'erano cose leggermente più dilatate. Penso che il gruppo a quel punto fosse probabilmente più frammentato, con la maggior parte delle tracce scritte da singoli e due o tre tracce scritte dal gruppo. Follow You Follow Me era uno di quei brani e penso che sia probabilmente uno dei migliori dell'album, ed era anche un singolo, ed era un brano di gruppo, ed è probabilmente per questo che suonava meglio.
D: L'avete vista come una sfida, essere rimasti in tre?
Beh... Trick Of The Tail è stato il primo album, ed è stato molto divertente realizzarlo dall'inizio alla fine, e ci ha dato un po' più di respiro, e And Then There Were Three è stato più o meno la stessa cosa e credo che io, Mike e Phil fossimo più grandi e sapessimo esattamente fino a che punto spingerci senza dover più affrontare tutti quei litigi che eravamo soliti affrontare. Quindi, fare dischi dopo And Then There Were Three è stato molto più piacevole e questa è una cosa davvero importante, per noi. Personalmente, però, musicalmente penso che And Then There Were Three sia stato probabilmente uno dei miei album meno preferiti, anche se ci sono alcune canzoni con un'atmosfera fantastica, come Say It's Alright, Joe e Undertow.[...]
e sul Punk
https://ultimateclassicrock.com/tony-ba ... x-pistols/"
I nostri concorrenti – gente come gli Yes e gli E.L.P. – erano ormai tramontati. Quindi eravamo gli ultimi di quel baluardo prog. In realtà abbiamo pubblicato il nostro primo disco di successo... all'apice del punk. In un certo senso ci ha aiutato a superare quel periodo."
Ha continuato: "
È buffo, ricordo un giorno di aver camminato per Wardour Street [a Londra] e di aver visto questo tizio in completo punk: orecchie a punta, spille, giacca di pelle. Mi è corso incontro e mi ha detto: 'Tony Banks! Ho davvero bisogno del tuo autografo!' E ha tirato fuori questa copia di 'Pretty Vacant' da farmi firmare. In realtà ha dimostrato quello che avevo sempre saputo: che le persone hanno gusti diversi, non sono bloccate in una routine. A loro piace un po' di questo e un po' di quello."
[...]
Io penso quindi che - contrariamente a quanto si sia inclini a pensare - l'ondata Punk influì poco sulla direzione artistica che presero i grossi gruppi Progressive verso la fine degli anni '70.
Questo non vuol dire che l'ondata Punk non avesse prodotto effetti, ma l'arrivo in alte posizioni della classifica di gruppi Punk fu un avvenimento episodico. Inoltre il Punk, oltre ai molti "demeriti", ebbe anche il merito di aprire la strada ad alcune belle realtà come The Police e U2.
Però secondo me il vero game-changer sarà l'avvento delle varie MTV e canali similari, che inizieranno a trasmettere videoclip a tempo pieno a partire dai primi anni '80, condizionando pesantemente le produzioni musicali da lì in avanti.
Ironicamente il primo video trasmesso da MTV nel 1981 fu quello di "Video killed the Radio Star" dei Buggles.
Quasi una profezia.