Una Trilogia?

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Una Trilogia?

Postby rkive » 11 Apr 2025, 14:46

Vedo negli album Genesis, Invisible Touch e We Can't Dance molti brani simili: possiamo parlare di Trilogia? [:-I]

Arrabbiato alla Collins:
That's All, Invisible Touch, I Can't Dance.

Di satira:
Illegal Alien, Anything She Does, Jesus He's Knows Me.

Una love ballad:
Taking All Too Hard, Into Deep, Hold On My Heart.

Un brano lungo drammatico:
Home By The Sea, Domino, Driving the Last Spike.

Un brano strumentale:
Second Home by the Sea, The Brazilian, Fading Lights (parte centrale).

Un brano corto drammatico:
Mama, Tonight Tonight, No Son of Mine.

Un brano di politica sociale:
It's Gonna Get Better, Land of Confusion, Tell Me Why.

Arrabbiato alla Rutheford.
Just a Job to Do, Land of Confusion, I Can't Dance.

Mancherebbe uno sexy di Banks in WCD. [:D]
Silver Rainbow, Anything She Does, !?
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Re: Una Trilogia?

Postby 11mo Conte di Mar » 13 Apr 2025, 11:35

Non credo... pur apprezzando lo spunto.

Sappiamo che quei tre album sono nati per lo più in studio in pochi mesi se non settimane (quelli disponibili nell'agenda di Phil Collins) tra session e registrazione.
I testi sono per lo più attuali/introspettivi con una maggiore attenzione forse per il sociale come andava in quegli anni.
Musicalmente appiattiti verso il pop, volutamente lo sappiamo, anche per sfruttare il traino Collins.
Ovviamente per non perdere proprio tutti i fans della prima ora qualche brano più lungo e impegnativo. Oh... eravamo prog !!!
Il tutto con la classe, il gusto e la perizia che va loro riconosciuta.

In definitiva vedo Genesis/IT/WCD come lavori simili concettualmente ma slegati tra loro.
Piuttosto: pur ponendoli nella parte bassa della mia personale classifica (soprattutto IT...) proprio il fatto che fossero approntati in poco tempo,
visto anche il risultato ottenuto dal punto di vista qualitativo e quantitativo (vendite), mi ha sempre fatto pensare che quei 3 fossero
sorgenti naturali di musica...
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Re: Una Trilogia?

Postby rkive » 13 Apr 2025, 14:11

In effetti non è corretto parlare di trilogia, ma di uno sviluppo del loro stile musicale synth-pop di cui l'apice fu We Can't Dance.

Una cosa simile con il prog di Nursery Crime, Foxtrot che portò a Selling England e all'affermazione della band.
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Re: Una Trilogia?

Postby Thomas Eiselberg » 13 Apr 2025, 15:24

Non concordo moltissimo.

Di satira Anything She does? Parla di una modella della quale si era invaghito Tony Banks. Che satira è? [:D]
Il testo di Illegal Alien invece più che satira sembra uno scherzo, venuto pure male.

That's all e Invisibile Touch non mi sembrano arrabbiate anzi, decisamente poppettare quanto Taking It all too hard, se non di più. Possono stare anche nell'altro raggruppamento.

Tonight tonight tonight non è corta, dura 9 minuti [:D] , poi c'è la versione singolo che dura molto meno ma sull'album no, così come Fading Lights non è strumentale, non più di Driving The last Spike o Dreaming while you sleep.


Detto questo ci sta che gli album abbiano delle cose in comune visto che il metodo con il quale sono stati composti è simile. Tuttavia per me c'è grande differenza sia di qualità che di idee. Genesis e It sono molto più brevi e contengono poche cose davvero memorabili (Mama e Home by the Sea il primo, forse e dico forse Domino e Tonight in parte il secondo), WCD dura il doppio e contiene tante cose, alcune riuscite, altre no, ma è un album molto più vario e diviso tra pop,rock e qualcosa di prog e a mio avviso è più simile a Calling come struttura che agli altri 2 che lo precedono (al di lá di qualche influenza più rock qua e lá in CAS).
E infatti tendo ad accomunarli anche nei giudizi: Genesis e IT mediocri (il primo da 5,5 e il secondo da 4,5/5) mentre WCD e Calling per me sono album da 6/7 (da 7 il primo, da 6/6,5 il secondo)
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Re: Una Trilogia?

Postby rkive » 13 Apr 2025, 16:39

WCD comunque lo si potrebbe dividere in due parti quasi speculari. [I8)]

Illegale Alien è una satira mal riuscita sull'immigrazione illegale.

Anything She Does è nata dalla terza pagina dei quotidiani inglesi, dove si presentano delle modelle disinibite.

Collins presentava That's All a Milano "come vivere con una persona impossibile", ma era una frase edulcorata.

Invisible Touch, ci sono delle allusioni alla prima moglie come ha detto Collins più volte.

Ok Tonight, Tonight, Tonight è un brano lungo. [I8)]
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Re: Una Trilogia?

Postby 11mo Conte di Mar » 14 Apr 2025, 08:55

Il fatto che si stia qui a dissertare sui testi di quegli album conferma la nostalgia di una band di fatto finita da 30 anni (per me 35)... [':-|]
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Re: Una Trilogia?

Postby vise60 » 14 Apr 2025, 11:05

Per quanto ne capisco io e confermando quello gia' evidenziato dal Conte di Mar , piu' che una trilogia direi che si tratta di una routine nel metodo di realizzazione degli album di quel periodo , alla quale personalmente aggiungerei anche Abacab

Acquistando la Farm il loro metodo di composizione e' rimasto invariato e visto il successo commerciale non lo hanno modificato ,grandi session improvvisate e pezzi copia incolla tanto che qualsiasi brano lo si potrebbe spostare da un album all altro senza notare differenze , poi tanto per non scontentare i vecchi fan hanno pensato di inserire qualche pezzo piu' lungo ma senza saper creare le suggestioni passate , anche per l'uso delle nuove tecnologie tanto in voga negli anni ottanta , come sintetizzatori di ultima generazione ed il contemporaneo abbandono del suono tanto caro ai vecchi fan del Mellotron , ma soprattutto all'uso massiccio della dannatissima Drum Machine ,che non apprezzo per niente ( come se dovessero pagare un session man per suonare la batteria...) che comunque gli ha facilitato la composizione

I testi presi anche dall'attualita' non accrescono il valore artistico ma danno un sapore piu' leggero meno pesante e piu' divertente , Jesus He Knows Me su tutti , poi il resto del lavoro lo hanno fatto i video

We Can't Dance a mio modesto parere lo posizionerei un gradino piu' in alto degli altri ,forse stavano modificando leggermente il loro percorso ma dopo aver scavallato i quarant'anni , come segnalato, hanno pensato bene di chiudere i battenti ...

Poi Calling All Station ... che non mi dispiace, ma questa e' un'altra storia ...
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Re: Una Trilogia?

Postby rkive » 14 Apr 2025, 16:31

Non volevo entrare nel valore artistico, ma ho sempre visto in Nursery Crime, Foxtrot e Selling England come una specie di trilogia e mi chiedevo se si poteva fare un discorso simile con Genesis, IT e WCD.

Dalle risposte ho capito di no. [:)]
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Re: Una Trilogia?

Postby maomac 2 » 14 Apr 2025, 19:41

[&:-S]
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Re: Una Trilogia?

Postby highinfidelity » 15 Apr 2025, 09:24

Direi anch'io che di trilogie vere e proprie non si può parlare. Casomai si potrebbe considerarli trittici, accostabili tra loro per formazione stabile del complesso, epoca, strumenti utilizzati.

Onoestamente però devo dire che casomai ci vedo piuttosto dei dittici: Nursery Cryme - Foxtrot (Selling England già lo vedo come episodio a parte), poi vedo meglio appaiati Abacab - Genesis (Invisible Touch invece già discorso a parte, non appaiabile nemmeno a We Can't Dance).
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Re: Una Trilogia?

Postby aorlansky60 » 15 Apr 2025, 09:42

"Direi anch'io che di trilogie vere e proprie non si può parlare. Casomai si potrebbe considerarli trittici, accostabili tra loro per formazione stabile del complesso, epoca, strumenti utilizzati."


Io, dato il pessimo rapporto personale che ho con gli albums citati (2 in particolare), sono l'ultimo a dover parlare, ma secondo me Marco ha inquadrato bene il concetto; io però, se proprio li devo inquadrare in un "trittico", di quel particolare periodo considererei maggiormente questo :

ABACAB - GENESIS - INVISIBLE TOUCH ...periodo 81/86 (con l'album dell'83 nel mezzo);

il perchè di questa mia scelta è che :

1) passano ben 5 anni da IT a WCD (pubblicato nel 91) e molte cose cambiano (nel mondo intorno ai TRE e nella mente dei TRE) mentre gli altri tre albums sono più concentrati tra loro per periodo di pubblicazione

2) perchè confrontandoli, è impossibile non notare quanto più sia RAFFINATO nella musica espressa "WE CAN'T DANCE", rispetto soprattutto a "Genesis" e "Invisible Touch"...



Rkive ha scritto :

"Non volevo entrare nel valore artistico, ma ho sempre visto in Nursery Crime, Foxtrot e Selling England come una specie di trilogia e mi chiedevo se si poteva fare un discorso simile con Genesis, IT e WCD."

Personalmente per quanto riguarda IL PERIODO AUREO dei GENESIS, li ho sempre considerati come segue :

TRESPASS capitolo a se stante; caratterizzato da un sound in stile molto "folk-rock" (a dominare sono ancora le armonizzazioni delle 6 e 12 corde sia acustiche che elettriche grazie alla presenza di Ant PHILLIPS che tutti nella band vedono come "il leader")

NURSERY CRYME/FOXTROT molto vicini tra essi (per tutta una serie di motivi in cui anche la strumentazione usata ha la sua importanza, in grado di conferire una certa impronta più MARCATA non solo grazie ai nuovi arrivi, ma soprattutto per l'uso del MELLOTRON -in misura assai maggiore rispetto a TRESPASS- che sarà lo strumento dominante di questi due dischi).

SELLING ENGLAND BY THE POUND capitolo a se stante; caratterizzato dal sound più etereo e raffinato mai proposto dalla band fino a quel momento (anche in questo caso la strumentazione usata ha la sua importanza: è da questo disco che Tony Banks scopre e adotta il potenziale del ARP PRO SOLOIST che messo nelle sue mani è destinato a produrre MERAVIGLIE)

THE LAMB LIES DOWN ON BROADWAY : il disco dei GENESIS maggiormente A SE STANTE di tutta la loro produzione, il "perchè" lo sappiamo bene tutti qui senza doverlo ancora ripetere...
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Re: Una Trilogia?

Postby Thomas Eiselberg » 15 Apr 2025, 10:01

Ci aggiungerei anche il fattore "copertine".

Abacab, Genesis e IT condividono lo stesso approccio: copertine concettuali e molto essenziali.
WCD invece, anche se in modo diverso, ritorna ad una copertina più artistica, più sognante, più evocativa. Come a voler indicare un approccio musicale diverso.
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Re: Una Trilogia?

Postby aorlansky60 » 15 Apr 2025, 10:11

@Thomas

effettivamente -anche se le copertine degli albums non ne riflettono certo il contenuto artistico- sarà un caso, ma il "trittico" ABACAB-GENESIS-INVISIBLE TOUCH propone [secondo me] gli artworks più brutti di tutta la loro carriera... già DUKE e WE CAN'T DANCE assimilabili tra loro nell'artwork, sono molto molto meglio... tornando a quel "trittico" indicato più su, erano gli anni 80 e stava iniziando a prendere piede anche nell'arte visiva (quadri e dipinti) il fattore "concettuale" rispetto al fattore "figurativo", cosa che sicuramente ha influenzato i designers per quanto riguarda molti dischi pop rock pubblicati in quel decennio...
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Re: Una Trilogia?

Postby rkive » 15 Apr 2025, 10:26

Per me Abacab è un prequel perché ci sono ancora brani scritti da un solo autore, mentre gli altri nascono dal nuovo metodo iniziato con Genesis.

Forse Trespass è più simile a Nursery Crime e Foxtrot (la copertina è sempre di Whitehead) anche se non ci sono Steve Hackett e Phil Collins.

Comunque i due erano stati assunti per ricreare il sound di Trespass.
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Re: Una Trilogia?

Postby highinfidelity » 15 Apr 2025, 10:42

Thomas Eiselberg wrote:Ci aggiungerei anche il fattore "copertine".

Abacab, Genesis e IT condividono lo stesso approccio: copertine concettuali e molto essenziali.
WCD invece, anche se in modo diverso, ritorna ad una copertina più artistica, più sognante, più evocativa. Come a voler indicare un approccio musicale diverso.

Commenti molto condivisibili.

Io personalmente tendo comunque a distaccare il dittico Abacab - Genesis da Invisible Touch, perché i primi due sono suonati con una strumentazione tutto sommato omogenea e ancora relativamente inserita nei canoni del neo-progressive (ARP Quadra e Sequential Circuits Prophet 10 in particolare), mentre in Invisible Touch avverto uno stacco improvviso verso sintetizzatori digitali.

D'accordissimo che We Can't Dance rappresenti invece un (gradito) ritorno verso canoni progressìvi più classici, sia come timbri sia a livello compositivo sia come impostazione grafica. Peccato che la stroria della formazione a tre si sia arenata lì, perché non molti anni dopo è partito il rinascimento del rock progressivo, con monografie, ristampe dei grandi classici e via discorrendo, e forse i Genesis si sarebbero finalmente decisi a regalarci ancora qualcosa di pienamente progressivo o neo-progressivo. Amen.

aorlansky60 wrote:effettivamente -anche se le copertine degli albums non ne riflettono certo il contenuto artistico- sarà un caso, ma il "trittico" ABACAB-GENESIS-INVISIBLE TOUCH propone [secondo me] gli artworks più brutti di tutta la loro carriera... già DUKE e WE CAN'T DANCE assimilabili tra loro nell'artwork, sono molto molto meglio... tornando a quel "trittico" indicato più su, erano gli anni 80 e stava iniziando a prendere piede anche nell'arte visiva (quadri e dipinti) il fattore "concettuale" rispetto al fattore "figurativo", cosa che sicuramente ha influenzato i designers per quanto riguarda molti dischi pop rock pubblicati in quel decennio...

Condivisibilissimo anche questo commento, ma forse il punto di vista è quello di noi fanatici del rock progressivo più ortodosso. [:D] Non ti dico poi cosa ne penso del fatto che ad un disco non abbiano nemmeno dato un titolo: nella mia scala di valori siamo a livello trash. Eppure ricordo che decenni fa, quando misi assieme le mini-recensioni del sito primigenio da cui poi aveva preso il via il forum, mi aiutava un giovane amico architetto il quale letteralmente stravedeva per la copertina di Genesis con le formine! [:0]
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Re: Una Trilogia?

Postby 11mo Conte di Mar » 15 Apr 2025, 11:01

rkive wrote:Non volevo entrare nel valore artistico, ma ho sempre visto in Nursery Crime, Foxtrot e Selling England come una specie di trilogia e mi chiedevo se si poteva fare un discorso simile con Genesis, IT e WCD.

Dalle risposte ho capito di no. [:)]



Eh... la prossima volta vieni preparato... [;^(]


[:D] scherzo... [8D]
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Re: Una Trilogia?

Postby 11mo Conte di Mar » 15 Apr 2025, 11:42

Massì, destrutturiamo la carriera dei Genesis...
Con una premessa: FGTR e CAS, ossia gli estremi per me non esistono ergo non li prendo in cosiderazione.
Per brevità vado per acronimi e abbreviazioni....
Parto dal fondo.
Abacab ha molto in comune con Genesis ma tendo a considerarlo un momento netto di rottura col passato e di introduzione al futuro ma senza quella virata al pop che sarebbe arrivata come uno tsunami già dal 1983, iniziata gradualmente anni prima grazie alla presenza di Phil in fase di composizione e irrinunciabile poi dato il suo successo solista.
Per questo vado di trittico Gen/IT/WCD... con la seconda parte del primo e l' intero IT a rappresentare il baratro musicale della band... poi come molti hanno evidenziato le copertine non hanno aiutato.
Abacab episodio a sè stante.
Forzando un po' inserisco ATTWT e Duke in un dittico, la presa di distanza graduale dal prog inizia qui (ATTWT) ma ancora echi del luminoso passato abbinati (Duke) ad un sound potente.
Nel 1976 sarebbe potuto uscire un altro disco doppio dei nostri, con ATOTT e W&W, la cui somiglianza - per il breve periodo di distanza, per il ritorno parziale alle origini dopo l'esondazione dagli argini del prog rock con The Lamb, e per il fatto che fossero i primi due cantati da Phil... - è credo nelle orecchie di tutti.
TLLDOB è di fatto il disco a parte dei Genesis con cui Gabriel si commiata, diverso da tutto quanto fatto prima e differente da tutto ciò che lo segue. Non a caso l' album, ancora oggi, più attuale del gruppo.
Ritenendo Trespass e NC molto legati e simili con echi di Ant ancora ben udibili e, almeno per me, qualche influenza dei tardi '60s con il secondo concettualmente più duro li metterei in un dittico il che mi porta ad accoppiare Foxtrot e SEBTP.
In realtà trovo Selling più immediato e moderno rispetto al precedente ma, vuoi per i testi fiabeschi ma ora anche provocatori e vuoi perchè sono entrambi composti totalmente dalla formazione storica... li metto in un dittico va...
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Re: Una Trilogia?

Postby aorlansky60 » 15 Apr 2025, 16:44

HIGH ha scritto :

" ...ricordo che decenni fa, quando misi assieme le mini-recensioni del sito primigenio da cui poi aveva preso il via il forum, mi aiutava un giovane amico architetto il quale letteralmente stravedeva per la copertina di Genesis con le formine! [:0]"

Non mi sorprende; nel tempo ho imparato a "diffidare" degli architetti, specialmente "quelli" di ultima generazione, perchè i miei gusti in fatto di ARTE VISIVA propendono per l'antico e il figurativo, mentre "gli architetti" sono maggiormente attirati dall'Arte moderna concettuale che negli ultimi 40 anni ha conosciuto un vero e proprio "BOOM" crescente di interesse.
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Re: Una Trilogia?

Postby aorlansky60 » 15 Apr 2025, 17:00

11mo Conte di Mar wrote:
Abacab ha molto in comune con Genesis ma tendo a considerarlo un momento netto di rottura col passato e di introduzione al futuro ma senza quella virata al pop che sarebbe arrivata come uno tsunami già dal 1983, iniziata gradualmente anni prima grazie alla presenza di Phil in fase di composizione e irrinunciabile poi dato il suo successo solista.



secondo me il vero "punto di rottura" o come dire "alba di una nuova era" per quanto riguarda i GENESIS inizia prima, con DUKE. Si tratta del disco col quale Tony Banks chiude definitivamente un capitolo, mettendo "in pensione" (nella soffitta di casa) alcune tastiere, al contempo adottandone alcune completamente nuove, una in particolare, il synth Yamaha CS-80 che darà "il sound" a questo e ai due albums che lo seguiranno. Oltre questo dettaglio tecnico, la rottura col passato è visibile in due brani particolari: MISUNDERSTANDING dalla chiarissima vocazione pop commerciale e TURN IT ON AGAIN della quale si disse "per la prima volta si può ballare con una canzone dei Genesis" (cit. G.P. Vigorito)...


11mo Conte di Mar wrote:Forzando un po' inserisco ATTWT e Duke in un dittico, la presa di distanza graduale dal prog inizia qui (ATTWT) ma ancora echi del luminoso passato abbinati (Duke) ad un sound potente.


Molto forzatamente posso accettare questo punto di vista, se non altro perchè sono indiscutibilmente i due albums "di transizione" dal PROGRESSIVE al POP. Ancora legato al PROG il primo, ancora timido a votarsi completamente al POP il secondo.


11mo Conte di Mar wrote:Nel 1976 sarebbe potuto uscire un altro disco doppio dei nostri, con ATOTT e W&W, la cui somiglianza - per il breve periodo di distanza, per il ritorno parziale alle origini dopo l'esondazione dagli argini del prog rock con The Lamb, e per il fatto che fossero i primi due cantati da Phil... - è credo nelle orecchie di tutti.


Ed anche perchè sono gli ultimi 2 albums a "vedere" la presenza di Steve HACKETT, elemento fondamentale negli equilibri della band, secondo me -anche se spesso limitato nel suo campo d'azione rispetto al potenziale che avrebbe potuto dare- al pari se non addirittura maggiore di Peter GABRIEL...
Last edited by aorlansky60 on 15 Apr 2025, 17:03, edited 1 time in total.
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Re: Una Trilogia?

Postby rkive » 15 Apr 2025, 17:01

Mi pare sia in questo video che Bill Smith, l'art directory, racconta che la copertina delle formine di Genesis, è nata da suo figlio che aveva gettato le formine sul pavimento.

Bill Smith ha preso la macchina fotografica ed è nata la foto delle formine.

https://m.youtube.com/watch?v=8SqiRvDpU ... gAo7VqN5tD
Designing for Genesis - Interview with Bill Smith... ("ABACAB", "Duke", "Shapes" Cover Designer)
(Saltare ad 1ora e 10 circa).
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Re: Una Trilogia?

Postby vise60 » 16 Apr 2025, 08:50

P.S. [;)] [;)]
Massì, destrutturiamo la carriera dei Genesis... [8D] [8D]
E non dimentichiamoci di Spot The Pigeon ! Inediti a sorpresa del 1977 ....
Come lo inquadriamo ?
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Re: Una Trilogia?

Postby highinfidelity » 16 Apr 2025, 09:00

Giusto! [:D]

Beh la risposta è facile: in trittico con A Trick Of The Tail e Wind & Wuthering! [;)]
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Re: Una Trilogia?

Postby aorlansky60 » 16 Apr 2025, 09:12

...anche perchè l'EP SPOT THE PIGEON contiene "Inside and Out" di Hackett, candidata ad essere inclusa in WIND & WUTHERING poi però "cassata" a favore di un altra (il cui principale autore aveva peso politico "decisionale" più consistente di quello di Steve)... anche "Pigeon" proviene da quelle stesse sessions, brano molto curioso (per la sua struttura armonica) ma decisamente riuscito e gradevole (ci avverto una nota malinconica e nostalgica) avrebbe fatto bella figura (secondo me) nell'album, variandone un pò il contenuto monotematico in senso progressive... anche Phil Collins era di questo avviso, purtoppo però la lunghezza raggiunta dall'album con la scaletta nota (oltre 27 min SideA, 23min SideB) non permetteva molte varianti, forse avrebbero potuto collocarla nella sideB, che avrebbe così raggiunto i 26 minuti; tecnicamente credo che si potesse fare (considerando la lunghezza raggiunta dalla side A)...
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Re: Una Trilogia?

Postby Thomas Eiselberg » 16 Apr 2025, 09:38

Si, l'unico pezzo brutto di quell'EP è l'anonima Match of the day, che condivide (se non sbaglio) assieme alla successiva Me and Virgil il triste primato di essere l'unico pezzo che non hanno mai più ripubblicato in nessuna raccolta (e sui 2 Archive ci hanno messo di tutto). Forse questi 2 pezzi non se li ricordano manco loro, anzi è sicuramente così. [:D]
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Postby highinfidelity » 16 Apr 2025, 10:37

Ricordo che ne parlammo già diffusamente in qualche altro topic specifico... Personalmente Spot The Pigeon lo apprezzo in tutte le sue tre componenti.

Lo strumentale conclusivo di Inside and Out lo inclusi addirittura in scaletta quando fui ospite a Radio Lombardia dell'ottimo Marco Garavelli: mi era sembrata un'idea molto efficace per non proporre le "solite cose" che conoscono tutti, ma contemporaneamente mandare in onda un brano dal piglio sicuro.

Pigeons è veramente peculiare col suo essere sostanzialmente retta da un riff di un'unica nota ribattuta - sotto moti aspetti anticipa il desiderio di Elio di creare la canzone mononota [:D] . Stilisticamente trovo che si inserisca nel filone delle tipiche canzoni minori dei Genesis "da teatro dell'arte" (come qualcuno ebbe brillantemente a definirle proprio su queste pagine!), come Harold The Barrel per intenderci. Concordo che almeno le parti più brillanti di questi due brani, o espanse in stile progressivo, o inserite come passaggio strumentale ad arricchire altri brani, avrebbero potuto ottimamente figurare in Wind & Wuthering.

Personalmente però apprezzo anche Match Of The Day: certamente non è un brano memorabile che desidererei vedere al posto di qualcos'altro in Wind & Wuthering, ma trovo comunque che come canzone leggera "di disimpegno" sia comunque piacevole e che si regga su un bel groove divertente e molto filante. Su un disco solista di Phil o di Steve o di Mike non avrebbe sfigurato rispetto a tante altre loro canzoni. [O:-)]
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Re: Una Trilogia?

Postby 11mo Conte di Mar » 16 Apr 2025, 10:53

Vado controcorrente.

Reputo Spot the Pigeon un EP evitabile e che nulla aggiunge alla carriera dei Genesis.

Match e Pigeons sono veramente trascurabili.
Ma ci sta, sono comunque scarti altrimenti avrebbero avuto altra importanza.
Hanno il merito di introdurre il pubblico (all'epoca magari ancora inconsapevole... io lo acquistai negli anni '80) a ciò che sarà...
Amen

La stessa Inside &out, spesso osannata, e che per molti doveva essere inclusa in W&W, io la trovo
una lagna senza uno scopo.
E in effetti non avrei mai sacrificato nessun brano di quell'album (e nemmeno di ATOTT) per farle posto.


@ aor.... trovo Duke più prog di ATTWT [;)]
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Re: Una Trilogia?

Postby aorlansky60 » 16 Apr 2025, 11:05

@11moConte di Mar

" aor.... trovo Duke più prog di ATTWT [;)] "

Punto di vista, il tuo, altamente condivisibile, anche solo per il fatto che DUKE contiene quella sequenza finale MICIDIALE (da intendere in senso positivo) che ATTWT non può vantare assolutamente:
"DUKE's TRAVELS" & "DUKE's END", oltre 10 minuti di superba "cavalcata" sonora in puro genuino stile PROG; possiamo considerarlo il definitivo commiato di Tony BANKS (e dei Genesis) al loro glorioso "old style" musicale, col quale avevano incantato negli anni 70 ?...
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Re: Una Trilogia?

Postby rkive » 16 Apr 2025, 15:12

Duke più prog di A Trick?

Si, togliendo Misunderstanding, Turn it on Again, Alone Tonight e Please Don't Ask. [:-I]
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Re: Una Trilogia?

Postby Thomas Eiselberg » 16 Apr 2025, 15:43

rkive wrote:Duke più prog di A Trick?

Si, togliendo Misunderstanding, Turn it on Again, Alone Tonight e Please Don't Ask. [:-I]


Si riferivano ad And Then There Were Three.
A Duke dovremmo togliere tutto tranne forse Duke's travels per essere più prog di A trick of the tail [:D]
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Re: Una Trilogia?

Postby TDuke » 16 Apr 2025, 16:01

A Duke dovremmo togliere tutto tranne forse Duke's travels per essere più prog di A trick of the tail


Concordo [:D] Aggiungo anche che W&W è molto piu' "prog" di AToTT , diciamo pure che W&W è l'ultimo lavoro prog della band, non ci fosse stata l'orrenda "Your own special way" (non so come si abbia avuto il coraggio di inserirla nella "platinum collection") sarebbe stato un album ancora piu' convincente.
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Re: Una Trilogia?

Postby rkive » 16 Apr 2025, 16:24

@Duke vs ATTWT.
Chiedo scusa per l'errore di non leggere attentamente i post. [I8)]

Vedo AToTT e W&W due album quasi speculari:

Dance on a Volcano- Eleven Earl of Mar.
Entangled- Blood on the Rooftops.
Squonk- In that Quiet Earth.
Mad Man Moon- One for the Vine.
Robbery Assault &Battery- All in a Mouse's Night.
Ripples- You Own Special Way.
A Trick of the Tail- Afterglow.
Los Endos- Wot Gorilla, Unquiet Slumbers for the Sleepers.

Penso che Your Own Special Way sia una variazione non riuscita di Ripples. [:-I]
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Re: Una Trilogia?

Postby vise60 » 16 Apr 2025, 16:46

Vi diro' che tornando a Spot the Pigeon io ogni tanto me lo butto sul giradischi ...
Perdonatemi gli accostamenti forse e' l'eta' che mi amplifica il subconscio

Match of the Day ha un bel giro di basso e apprezzo le sonorita' della chitarra ,poi non so perche' mi ricorda la sigla della sit-com anni settanta "George e Mildred " [:-I] [:)]

Pigeon poteva stare benissimo sul primo album di Phil Collins e mi ricorda I'm Not A Moving

Inside e Out l'ho sempre apprezzata per la struttura, prima melodica e poi strumentale con tutti e quattro in evidenza ( e qui alzo il volume ) e perdonatemi ,non sono musicista ma a me sembra un tantino complicata da suonare... [:)] [:)]
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Re: Una Trilogia?

Postby aorlansky60 » 16 Apr 2025, 17:31

rkive wrote:
Duke più prog di A Trick?
Si, togliendo Misunderstanding, Turn it on Again, Alone Tonight e Please Don't Ask. [:-I]


se non ci fosse di mezzo un chiaro "Misunderstanding" [:D] direi che sei un ottimista incallito! [:-D] [;)]
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Re: Una Trilogia?

Postby aorlansky60 » 16 Apr 2025, 17:38

TDuke wrote:
A Duke dovremmo togliere tutto tranne forse Duke's travels per essere più prog di A trick of the tail


diciamo pure che W&W è l'ultimo lavoro prog della band, non ci fosse stata l'orrenda "Your own special way" (non so come si abbia avuto il coraggio di inserirla nella "platinum collection") sarebbe stato un album ancora piu' convincente.



a molti anzi a moltissimi "Your own special way" piace e pure assai! [:D]

Non è il mio caso però; [:-I]

Se c'è un piccolo difetto che ho sempre imputato al pur bravissimo Mike, è quello di comporre da solo;

se mai, conoscendone la pericolosa attitudine (a comporre "cose" eccessivamente sdolcinate, che unite al falsetto cantato di Phil Collins diventano insopportabili, almeno per me) gli altri della band avrebbero dovuto tenerlo d'occhio e impedirgli di scrivere cose "da solo" che poi sono confluite tal quali in alcuni albums : "More fool me" e "Your own special way" sono due esempi lampanti in tal senso... aih aih aih [:D]
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Re: Una Trilogia?

Postby Thomas Eiselberg » 16 Apr 2025, 17:41

TDuke wrote:
Concordo [:D] Aggiungo anche che W&W è molto piu' "prog" di AToTT , diciamo pure che W&W è l'ultimo lavoro prog della band, non ci fosse stata l'orrenda "Your own special way" (non so come si abbia avuto il coraggio di inserirla nella "platinum collection") sarebbe stato un album ancora piu' convincente.


W&W non so se sia più prog (forse si, visto che ha ben 3 strumentali anche se brevi) ma per me è decisamente inferiore a Trick, che non ha praticamente punti deboli (anche se nessuno picco clamoroso come gli album tra il '72 e il '74).
Wind oltre a Your own special way (orrenda no, dai, è sufficiente diciamo, la versione live su Archive 2 mi piace comunque molto di più) contiene anche Wot Gorilla che...boh, non è che sia inascoltabile ma è un esercizio di stile fine a se stesso (a differenza ad esempio delle ottime Unquiet/In that quiet).
Anche i pezzi migliori poi per me sono inferiori ai pezzi migliori di Trick.

Diciamo che Wind sta assieme a Trespass e Duke (dietro gli album dal 1971 a ll 1976) mentre Trick sta appena dopo la sacra triade (Foxtrot, Selling, The Lamb) e al livello più o meno di Nursery.
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Re: Una Trilogia?

Postby aorlansky60 » 16 Apr 2025, 17:54

rkive wrote:@Duke vs ATTWT.
Chiedo scusa per l'errore di non leggere attentamente i post. [I8)]

Vedo AToTT e W&W due album quasi speculari:



Pur essendo uno la prosecuzione dell'altro in senso cronologico di pubblicazione, a me suonano piuttosto "diversi"...

al di là del contenuto artistico (il cui apprezzamento dell'uno rispetto all'altro è soggettivo) c'è un dettaglio da citare puramente OGGETTIVO (l'ho scritto su questo forum molte volte):

A TRICK OF THE TAIL è registrato e soprattutto MIXATO in misura molto più equilibrata di Wind&Wuthering; quest'ultimo ha una resa sulle medio/alte frequenze decisamente più spinta, a parte poche eccezioni ("BLOOD ON THE ROOFTOPS"); la cosa può piacere o meno (a me NO) e tale scelta non è casuale ma deve essere stata operata in modo consapevole (da parte di David Hentschel produttore dell'album e dei Genesis stessi). Ascoltando i due albums con un impianto audio "all'altezza" è assai facile rendersi conto di questa diversità TECNICA tra i due titoli.
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Re: Una Trilogia?

Postby Thomas Eiselberg » 16 Apr 2025, 18:03

aorlansky60 wrote:A TRICK OF THE TAIL è registrato e soprattutto MIXATO in misura molto più equilibrata di Wind&Wuthering; quest'ultimo ha una resa sulle medio/alte frequenze decisamente più spinta, a parte poche eccezioni ("BLOOD ON THE ROOFTOPS"); la cosa può piacere o meno (a me NO) e tale scelta non è casuale ma deve essere stata operata in modo consapevole (da parte di David Hentschel produttore dell'album e dei Genesis stessi). Ascoltando i due albums con un impianto audio "all'altezza" è assai facile rendersi conto di questa diversità TECNICA tra i due titoli.


Concordo. Wind ha un sound (non sono un esperto, parlo di sensazioni) molto più "chiuso", troppo sbilanciato sulle tastiere che spesso danno questa sensazione di Wall of sound che appiattisce gli altri strumenti. E' l'album tra quelli storici per me invecchiato peggio come sonorità, e quello che fatico di più ad ascoltare tutto per interno, non per la qualità dei pezzi ma proprio a livello sonoro.
Trick invece a tratti mi ricorda Selling come "pulizia", un album che puoi stare lì ad ascoltare trovandoci sempre qualche cosa che prima non avevi notato
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Re: Una Trilogia?

Postby rkive » 16 Apr 2025, 22:39

aorlansky60 wrote:
rkive wrote:
Duke più prog di A Trick?
Si, togliendo Misunderstanding, Turn it on Again, Alone Tonight e Please Don't Ask. [:-I]


se non ci fosse di mezzo un chiaro "Misunderstanding" [:D] direi che sei un ottimista incallito! [:-D] [;)]


L' errore è che non ho considerato che Duke è uscito quattro anni dopo di A Trick, quindi con un sound new prog.
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Re: Una Trilogia?

Postby aorlansky60 » 17 Apr 2025, 07:27

rkive wrote:
aorlansky60 wrote:
rkive wrote:
Duke più prog di A Trick?
Si, togliendo Misunderstanding, Turn it on Again, Alone Tonight e Please Don't Ask. [:-I]


se non ci fosse di mezzo un chiaro "Misunderstanding" [:D] direi che sei un ottimista incallito! [:-D] [;)]


L' errore è che non ho considerato che Duke è uscito quattro anni dopo di A Trick, quindi con un sound new prog.



guarda che stavo scherzando... [:D] [;)] [:)]

Thomas, che aveva subito capito che avevi male interpretato il mio post (a causa di una semplice svista ma determinante) [:D] è arrivato prima di me e ha dato la risposta più appropriata :

"A Duke dovremmo togliere tutto tranne Duke's travels per essere più prog di A trick of the tail" [:-D]

ed infatti, come possono essere equiparabili a tutto il contenuto di A TRICK OF THE TAIL,
brani quali "Misunderstanding", "Turn it on again", "Please don't ask" ???

nel loro genere sono brani molto ben costruiti, eseguiti altrettanto BENE, e io li trovo "di gran tiro" i primi due e DI UNA GRANDE ELEGANZA "Please don't ask" (brano raffinatissimo), ma di certo NON sono più Progressive... ma questo non è un problema, se i Genesis riuscivano a fare ancora brani del genere... i problemi inizieranno [almeno per me] da ABACAB in poi... [:(]
Last edited by aorlansky60 on 17 Apr 2025, 07:39, edited 1 time in total.
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Re: Una Trilogia?

Postby highinfidelity » 17 Apr 2025, 07:37

vise60 wrote:Pigeon poteva stare benissimo sul primo album di Phil Collins e mi ricorda I'm Not A Moving

Sono abbastanza diverse e soprattutto in I'm Not Moving manca il riff "mononota", però in effetti l'andamento ritmico è simile! [;)]

Thomas Eiselberg wrote:Trick invece a tratti mi ricorda Selling come "pulizia", un album che puoi stare lì ad ascoltare trovandoci sempre qualche cosa che prima non avevi notato

Mentre sottoscrivo appieno il parallelismo tra Selling e Trick come album sonicamente migliori tra i primi dei Genesis, onestamente non ricordo un suono così terribile in Wind & Wuthering, devo riascoltarlo. È anche vero che forse è l'ultimo che ho ancora nelle ristampacce "Charisma azzurra" che fece la Virgin, se è così probabilmente non l'ho mai ascoltato un granché bene, devo individuare una serata per rimetterli entrambi sul giradischi! [:-I]

rkive wrote:L' errore è che non ho considerato che Duke è uscito quattro anni dopo di A Trick, quindi con un sound new prog.

Più che essere lui "ad avere un sound new prog", è proprio il disco che definisce quale sarà il suono del neo-progressive (ricordo al proposito una bella disquisizione di Thomas in un topic di parecchio tempo fa!).
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Re: Una Trilogia?

Postby aorlansky60 » 17 Apr 2025, 07:56

MARCO ha scritto :

"Mentre sottoscrivo appieno il parallelismo tra Selling e Trick come album sonicamente migliori tra i primi dei Genesis...

concordo anch'io, sono registrati "bene" e meglio, mettendoli in paragone con gli altri albums che li precedettero.


"onestamente non ricordo un suono così terribile in Wind & Wuthering, devo riascoltarlo.

Non è che sia "terribile", intendiamoci, si tratta semplicemente di una questione di GUSTI SOGGETTIVI, proprio per questo ho ribadito che il produttore e gli stessi Genesis operarono una scelta consapevole nella fase di mixaggio (una delle fasi del processo di registrazione che come ben sai anche Tu, è in grado di apportare differenze sostanziali al suono finale di un disco), per conferire al suono dell'album quella caratteristica "spinta" verso le frequenze medio/acute che in determinati mercati (soprattutto in Nord America: Canada e USA) è cosa assai gradita al pubblico, a quanto sembra.


"È anche vero che forse è l'ultimo che ho ancora nelle ristampacce "Charisma azzurra" che fece la Virgin"

uh che brutti ricordi!... ne ebbi una anch'io, comprata per sbaglio e per mia disattenzione a fine anni 80 (volevo un ulteriore coppia di FOXTROT) e solo una volta a casa, estraendolo, notai quella "orribile" etichetta azzurra a centro LP quasi come fosse un surrogato dei bei tempi passati, ma questo non è tutto: una volta tra le mani non potei non notare il peso ridicolo del vinile, praticamente un formato "sogliola" tanto era "slim" [:D] da questo capii che la Virgin aveva voluto lavorare decisamente "al risparmio"...
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Re: Una Trilogia?

Postby Thomas Eiselberg » 17 Apr 2025, 09:18

highinfidelity wrote:Più che essere lui "ad avere un sound new prog", è proprio il disco che definisce quale sarà il suono del neo-progressive (ricordo al proposito una bella disquisizione di Thomas in un topic di parecchio tempo fa!).


[^]

Si, di solito si fa risalire l'avvento del neo-progressive al 1982/83. Poi (come detto in altre occasioni) i Marillion tra gli album dei nostri che li hanno maggiormente ispirati citarono proprio Duke. [:)]
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Re: Una Trilogia?

Postby rkive » 17 Apr 2025, 19:36

Genesis, IT e WCD ultimamente sono tra i miei preferiti.

The Way We Walk è quasi una raccolta di questi album, e qui nasce l' ipotesi sbagliata di trilogia.
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Re: Una Trilogia?

Postby aorlansky60 » 18 Apr 2025, 10:02

rkive wrote:
Genesis, IT e WCD ultimamente sono tra i miei preferiti.




continuo a pensare che Tu sia un inguaribile "ottimista". [:D]

scherzo eh [;)]

è giusto che ognuno coltivi le proprie preferenze come crede.
Tanto più in materia di arte musicale come quella che stiamo trattando qui. [:)]
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Re: Una Trilogia?

Postby aorlansky60 » 18 Apr 2025, 10:05

Thomas Eiselberg wrote:
highinfidelity wrote:Più che essere lui "ad avere un sound new prog", è proprio il disco che definisce quale sarà il suono del neo-progressive (ricordo al proposito una bella disquisizione di Thomas in un topic di parecchio tempo fa!).


[^]

Si, di solito si fa risalire l'avvento del neo-progressive al 1982/83. Poi (come detto in altre occasioni) i Marillion tra gli album dei nostri che li hanno maggiormente ispirati citarono proprio Duke. [:)]



A quanto pare DUKE è stato base di ispirazione per diverse altre rock band di quel genere che iniziarono la carriera dagli anni 80, per loro stessa ammissione, come ricordo d'aver letto in passato...
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Re: Una Trilogia?

Postby Duke59 » 19 Apr 2025, 10:03

Provo ad intervenire su questa tema "singolare"

Personalmente non vedo evidenze di Trilogie.

Però volendo posso individuare alcuni schemi e fasi evolutive basati sul mio gusto personale, ovviamente:

FASE 1
From Genesis to revelation
Trespass
Nursery Crime
Foxtrot/Genesis live
Selling England by the pound

FASE 2
The Lamb

FASE 3
A trick of the tail
Wind and wuthering

FASE 4
And then there were three
Duke

FASE 5
Abacab
Genesis
Invisible touch
We can dance

FASE 6
Calling all stations


Analizzando sinteticamente ogni fase

FASE 1
From Genesis to Revelation ---> la band evolve ---> Trespass --> la band evolve --->
Nursey Crime ---> la band evolve ---> Foxtrot/Genesis live ---> la band evolve ulteriormente ---> Selling England

FASE 2
la band produce un Unicum che sta "altrove" ---> The Lamb lies down on Broadway

FASE 3
la band "riparte" più o meno dal punto cui era arrivata alla fine della fase precedente ---> A trick of the tail ---> la band evolve ---> Wind and wuthering (NOTA: nonostante la presenza della melensa e stiracchiata "Your own special way", che avrebbero dovuto accorciare a non più di 3 minuti) ---> la band evolve ulteriormente ---> Seconds out

FASE 4
la band "riparte" da un punto leggermente inferiore rispetto alla fine della fase precedente ma riesce ancora a migliorarsi ---> And the there were three ---> la band evolve ---> Duke

NOTA: dal mio punto di vista attuale DUKE e SELLING ENGLAND rappresentanmo i due vertici assoluti toccati dalla band.

FASE 5
la band "riparte" da un punto di molto inferiore rispetto alla fine della fase precedente ---> Abacab ---> la band smette di evolversi e perde terreno (non bastano 2 brani accettabili a certificare un'evoluzione) ---> Genesis ---> la band smette di evolversi e perde terreno ---> Invisible touch ---> la band smette di evolversi e continua a perde terreno ---> We can dance (NOTA: in We can dance ci sono almeno 3/4 brani meritevoli ma essendo un doppio con una grande quantità di canzoni "deboli" più indicate per Mike and the mechanics o per il Collins solista, in media un leggero uleriore declino viene confermato)

FASE 6
la band "riparte" da un punto al di sotto del termine della fase precedente ma senza più convinzione e arranca ---> Calling all stations

In base questa personalissima valutazione possiamo vedere come, alla pari di un atleta che incontra ostacoli, fino a Duke (FASE 4) l'atleta sia stato in grado di rialzarsi dopo una caduta, iniziando una nuova fase e riuscendo nell'intento di rimettersi in gara superando ogni volta se stesso.

Da Abacab in poi invece, l'atleta, ormai con meno energie, ha gradualmente perso posizioni (ovviamente non sto parlando di vendite, che invece sono andate benissimo. quanto di legacy lasciata al mondo della musica) scivolando indietro fino all'ultimo album davvero mediocre (sorry Ray).

Ne approfitto per augurare buona Pasqua a tutti,
Duke59
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Re: Una Trilogia?

Postby Thomas Eiselberg » 19 Apr 2025, 18:41

Duke59 wrote:(NOTA: in We can dance ci sono almeno 3/4 brani meritevoli ma essendo un doppio con una grande quantità di canzoni "deboli" più indicate per Mike and the mechanics o per il Collins solista, in media un leggero uleriore declino viene confermato)


In effetti vista la durata poteva essere un doppio anche se non lo è [:D]
Io invece non ne faccio una questione di media ma di quanti brani meritevoli contiene un album: WCD ne contiene 4 di buon livello ed un paio decisamente gradevoli.
It invece ne contiene un paio sufficienti o poco più. Il resto è allo stesso livello dei peggiori di WCD.

Se un album ad esempio contiene 20 brani dei quali 3/4 brani di ottimo livello, alcuni pezzi mediocri e qualche ciofeca ed un altro contiene invece 6 brani dei quali 2 ottimi e gli altri tutti mediocri, io tendo a considerare il primo come superiore perchè contiene più minuti in assoluto di buona musica.

Sulla suddivisione dei vari periodi invece condivido fino a Trick. Ma non riesco a considerare Wind una sua evoluzione. Anzi mi sembra un appiattimento, un tornare indietro. Non ci sento una evoluzione di sound o di qualità insomma così come era stato per tutti gli album precedenti, non si sono superati per me, anzi è proprio con Wind che inizia un po' il declino (in maniera molto lieve).

Volendo mettere dei voti aggiornati a come la penso adesso, dividendo in periodi, sarebbe una cosa tipo

FGTR 5-
Trespass 8
Nursery 8,5
Foxtrot 10
Selling 10 e lode
The Lamb 9,5 (ma il voto è puramente simbolico)

Quindi fino a qui una crescita costante

Poi

Trick 9
Wind 8

Quindi ancora album di qualità ma lievissimo calo


ATTWT 7--
Duke 8-
Abacab 7-

Si cerca una evoluzione inizialmente poco riuscita, poi più centrata, mantenendo un livello discreto

Genesis 5,5
It 5--

Idee poche e confuse

WCD 7
Calling 6,5

Si torna ad album gradevoli, con zero originaltà ma con più pezzi di buon livello alternati ad altri di puro mestiere. Meno brani imbarazzanti rispetto ai due precedenti anche se qualcuno non manca.


Buona Pasqua anche a te e a tutti gli altri [:)]
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Re: Una Trilogia?

Postby rkive » 20 Apr 2025, 06:58

Suddividendo gli album dei Genesis con le categorie fantasia / realtà.

FGTR a ATTWT, prevale il mondo della fantasia.

Duke e Abacab: metà fantasia e metà realtà.

Genesis, IT, WCD, CAS prevale il mondo della realtà.

Togliendo CAS ecco la Trilogia (!?) della realtà.

Buona Pasqua a tutti. [:)]
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Re: Una Trilogia?

Postby aorlansky60 » 20 Apr 2025, 07:42

@DUKE

interessante la tua personale "detessitura" sulla carriera dei nostri, con la quale concordo quasi su tutto, salvo questo "anello della catena" :

"FASE 4 : la band "riparte" da un punto leggermente inferiore rispetto alla fine della fase precedente ma riesce ancora a migliorarsi ---> And then there were three ---> la band evolve..."

qui non riesco più a seguirti; l'album indicato rappresenta il primo e più evidente decadimento di qualità (dove non ha senso parlare di "evoluzione", ma di "involuzione") rispetto a qualsiasi altro loro albums del passato. E chi visse quest'album "in tempo reale" come il sottoscritto (ma anche Tu visto che siamo della stessa generazione) in qualità di estimatore della band da diverso tempo, ancora si ricorda il DISAPPUNTO seguito all'ascolto di ATTWT appena acquistato e portato a casa. Nel tempo ho un pochino "ammorbidito" la mia posizione verso di esso, ma rimane il fatto indiscutibile che c'è davvero TANTA DIFFERENZA di qualità, anche solo rispetto all'immediato precedente "WIND & WUTHERING" (per non parlare DI TUTTO IL RESTO a monte) rispetto a "questo" che non è certo un album "casuale" all'interno della loro carriera:

ATTWT rappresenta la consapevolezza del "doversi adeguare" a nuove regole fissate da "compagnie discografiche, tabloids specializzati e pubblico" per chi proveniva dal passato e come i Genesis aveva una storia gloriosa alle spalle (fatta di MUSICA e di COMPOSIZIONI straordinarie) che ormai era diventata quasi un oggetto di scherno nei loro confronti... a volte quando considero questo ed altri fatti della storia umana, sono sempre portato a concludere di quanto sia "strana" e "volubile" (oltre che strumentalizzabile) la specie umana. Ciò che la storia combinò loro in quel particolare momento (come per qualsiasi altra PROGRESSIVE BAND dell'epoca) fu un mera costrizione e forzatura verso la quale si dovettero piegare :

Se i Genesis volevano mantenere un minimo di visibilità nel panorama POP ROCK in un periodo che gli era decisamente OSTILE (da parte del pubblico e riviste specializzate) occorreva operare un cambiamento "forzoso", cosa che iniziarono con ATTWT e conclusero con DUKE che è il vero "apripista" di tutta la loro "nuova carriera" anni 80 (con questo non intendo dire che DUKE sia "brutto", semplicemente che è più riuscito del suo predecessore ancora troppo dolorosamente legato ai "fasti" del passato).

In MUSICA e nella fattispecie IL ROCK nella sua evoluzione, eventi rivoluzionari non necessariamente equivalgono a 'nefandezze' (ne è un esempio IN THE COURT OF THE CRIMSON KING che nel 1969 di fatto aprì "l'alba di una nuova era" per l'evoluzione di un tipo di musica tra i più elevati ed eccelsi che si ricordino, dei generi catalogabili nell'ambito della "POPular music" del XXmo secolo) ma qualche volta SI (ne è un esempio perfetto "never mind the bollocks, here's the sex pistols" che nel 1977 aprì "l'era della distruzione di tutto quanto di buono e positivo era stato costruito prima del suo arrivo"). (*)

Tutti (MA PROPRIO TUTTI) abboccarono a quell'esca furbescamente architettata ("la più grande truffa del rock'n'roll" come lo descriveranno, anni dopo la sua pubblicazione, quel malaugurato, nefasto e orripilante LP) ed improvvisamente IL PUBBLICO voltò le spalle "AL BELLO" per abbracciare "IL BRUTTO". Questo molto spesso accade QUANDO NON RAGIONI PIU' CON IL TUO CERVELLO, PER FARTI "PILOTARE" DA SOGGETTI & ORGANIZZAZIONI CHE REPUTI AUTOREVOLI MA CHE SOTTO SOTTO SONO AUTENTICI MISERABILI MAESTRI DEL NULLA, PERO' ANCHE MOLTO FURBI perchè ANIMATI DA UN FINE BEN PRECISO.

Fu in mezzo a questa follia di degenerazione collettiva che si ritrovarono BANKS-RUTHERFORD-COLLINS, e posso solo immaginare il loro imbarazzo al tempo, riassumibile in una semplice domanda reciproca : "Ragazzi, ed ora che facciamo???..."

Fu esattamente QUELLO il contesto dal quale nacque ATTWT : per una Rock band quale i GENESIS, il contesto peggiore che si potesse mai immaginare; chiaro, quindi, che non ne poteva sortire un album memorabile...


(*) : sarà un caso (e non lo è) ma il 1977 è anche l'anno che vede la comparsa di "Saturday Night Fever" con relativa colonna sonora che celebrerà definitivamente la "consacrazione" del genere "DISCO" a livello mondiale. Sembrava proprio che la musica ROCK fosse divenuta improvvisamente "scomoda" (per alcuni o per molti che non stò qui a precisare). Quella MUSICA ROCK che in molti casi conteneva TESTI IMPEGNATI e MUSICA dall'architettura COMPLESSA, che per essere meglio assimilata prima ed apprezzata successivamente, necessitava di un impegno intellettuale da parte del fruitore... uno sforzo cerebrale che con il "punk" e la "disco" viene meno fino ad essere cancellato del tutto, perchè non serve più... chi ha orecchie, intenda.
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Re: Una Trilogia?

Postby Duke59 » 20 Apr 2025, 10:21

aorlansky60 wrote:In MUSICA e nella fattispecie IL ROCK nella sua evoluzione, eventi rivoluzionari non necessariamente equivalgono a 'nefandezze' (ne è un esempio IN THE COURT OF THE CRIMSON KING che nel 1969 di fatto aprì "l'alba di una nuova era" per l'evoluzione di un tipo di musica tra i più elevati ed eccelsi che si ricordino, dei generi catalogabili nell'ambito della "POPular music" del XXmo secolo) ma qualche volta SI (ne è un esempio perfetto "never mind the bollocks, here's the sex pistols" che nel 1977 aprì "l'era della distruzione di tutto quanto di buono e positivo era stato costruito prima del suo arrivo"). (*)

Tutti (MA PROPRIO TUTTI) abboccarono a quell'esca furbescamente architettata ("la più grande truffa del rock'n'roll" come lo descriveranno, anni dopo la sua pubblicazione, quel malaugurato, nefasto e orripilante LP) ed improvvisamente IL PUBBLICO voltò le spalle "AL BELLO" per abbracciare "IL BRUTTO". Questo molto spesso accade QUANDO NON RAGIONI PIU' CON IL TUO CERVELLO, PER FARTI "PILOTARE" DA SOGGETTI & ORGANIZZAZIONI CHE REPUTI AUTOREVOLI MA CHE SOTTO SOTTO SONO AUTENTICI MISERABILI MAESTRI DEL NULLA, PERO' ANCHE MOLTO FURBI perchè ANIMATI DA UN FINE BEN PRECISO.

Fu in mezzo a questa follia di degenerazione collettiva che si ritrovarono BANKS-RUTHERFORD-COLLINS, e posso solo immaginare il loro imbarazzo al tempo, riassumibile in una semplice domanda reciproca : "Ragazzi, ed ora che facciamo???..."

Fu esattamente QUELLO il contesto dal quale nacque ATTWT : per una Rock band quale i GENESIS, il contesto peggiore che si potesse mai immaginare; chiaro, quindi, che non ne poteva sortire un album memorabile...


(*) : sarà un caso (e non lo è) ma il 1977 è anche l'anno che vede la comparsa di "Saturday Night Fever" con relativa colonna sonora che celebrerà definitivamente la "consacrazione" del genere "DISCO" a livello mondiale. Sembrava proprio che la musica ROCK fosse divenuta improvvisamente "scomoda" (per alcuni o per molti che non stò qui a precisare). Quella MUSICA ROCK che in molti casi conteneva TESTI IMPEGNATI e MUSICA dall'architettura COMPLESSA, che per essere meglio assimilata prima ed apprezzata successivamente, necessitava di un impegno intellettuale da parte del fruitore... uno sforzo cerebrale che con il "punk" e la "disco" viene meno fino ad essere cancellato del tutto, perchè non serve più... chi ha orecchie, intenda.


Su questo ho un mio parere, che probabilmente non è allineato con la maggioranza.

Parto da un mio ricordo risalente alla fine degli anni ''70: ero alle superiori e in classe eravamo circa venticinque ragazzi. Bene di questi 25 solo in due ascoltavamo Progressive o Jazz rock mentre TUTTI gli altri ascoltavano DISCO.

NESSUNO, sottolineo NESSUNO ascoltava il PUNK. In tutta la scuola (circa 700 studenti) i punk saranno stati una decina. il 99% ascoltava DISCO ed era il 1979.

La spiegazione è semplice: per cuccare dovevi andare in discoteca e se andavi in discoteca ascoltavi Disco music. Se invece ascoltavi cose più complesse ti guardavano strano perchè IL PROGRESSIVE NON SI PUO' BALLARE mentre gran parte delle persone associa naturalmente la musica al ballo, sia esso il ballo liscio o il 'Rock'nRoll (che però richiedono un minimo di tecnica) che la disco, che invece è alla portata di TUTTI e che per questo ha avuto un enorme successo [:D] . Punto. La qualità della musica è un discorso a parte: possono esserci musiche ballabili di grande qualità oppure pessime, mentre nessun tipo di brano Progressive si potrà mai ballare, non importa quanto sublime possa essere.

E infatti io stesso dovetti giocoforza sorbirmi molte serate in discoteca per non emarginarmi dal gruppo degli amici e delle amiche.

Questo mi ha convinto del fatto che il declino della musica avvenuto tra la fine degli anni '70 e l'inizio degli '80 sia stato causato PIU' dall'avvento del ballo di massa, leggi DISCO MUSIC, che non dal Punk, che alla fine era solo una riedizione del vecchio Rock'n'Roll semplicemente suonato più veloce e più sporco ma ASCOLTATO DA POCHI.

Poi fu la stampa musicale che pompo' il fenomeno punk, cavalcandone il carattere "ribelle" e contestatore ed esaltandone gli aspetti folkloristici (ecco la grande truffa), quasi fosse una nuova versione più nichilista dei cantautori politici del '68 alla Dylan, ma numericamente il punk sporco e cattivo rimase un fenomeno di nicchia in confronto al dilagare della DISCO, che si prendeva (vado a spanne) un buon 70% del mercato musicale.

Ma se oggi riguardi all'unico disco dei Pistols "Never mind the bollocks" scopri che:

a - è registrato benissimo da gente che suona decentemente (Sid Vicious entrerà in scena solo dopo l'abbandono di Glen Matlock e suona solo su un brano)
b - Il motivo per cui l'album suona bene è semplice: l'album venne prodotto da Chris Thomas che è lo stesso che produsse tra gli altri Beatles, PInk Floyd Procul Harum, McCartney, Elton John e Roxy Music. Chris Thomas fu colui che rifinì il missaggio di The Dark Side of the Moon dei Floyd. Alla faccia del "punk".

c - L'unica cosa che distingue i brani dei Pistols dai vecchi brani Rock''Roll alla Chuck Berry sono la velocità di esecuzione accelerata, i testi iconoclasti (cosa che mandò in estasi i "critici") e lo stile di canto sbeffeggiante. Ma sotto sotto la ciccia è la stessa.

d. Dei Sex Pistols, McCartney disse con il suo solito tono divagante: "Se ascolti la musica, per me è questo l'entusiasmo. È un ottimo rock 'n' roll, e molti altri ci provano, ma ci sono voluti ragazzi così e l'energia che sapevano mettere, per arrivare al vero rock". Ha aggiunto: "È davvero bella musica, se la ascolti".

https://faroutmagazine.co.uk/what-paul-mccartney-thought-of-the-sex-pistols/

Tutto il resto furono amplificazioni giornalistiche e glorificazione dell'autodistruzione o del brutto carattere di alcuni musicisti punk (tutte cose già viste prima, si pensi a Keith Moon, Brian Jones, Jimi Hendrix, Ginger Baker, ecc... ecc...)

So che molti musicisti Progressive (ad esempio Wakeman o Hackett) e molti analisti considerano il punk come la causa del declino del Progressive alla fine degli anni '70. Io invece penso che il punk sia stato solo una follia mediatica che si esaurì molto velocemente diventando presto un 'etichetta priva di senso (Joe Jackson e Ultravoxx vennero etichettati come Punk, il che fa davvero ridere) mentre fu la DISCO (spesso suonata da musicisti con i controca@@i ma ripetitiva per esigenze di genere) che spinse i produttori che dovevano investire i soldi a tarpare le ali alle musiche NON ballabili.

Però è vero che l'argomento "Punk" divenne tema obbligatorio per le riviste musicali. Il che dovrebbe farrci riflettere su quanto i media possano gonfiare i fenomeni.

Termino qui la digressione augurandovi una Buona Pasqua. [:)]
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Re: Una Trilogia?

Postby rkive » 20 Apr 2025, 19:11

Per amare i Genesis '80 '90 bisognava convertirsi a questo tipo di musica:
https://open.spotify.com/playlist/7j8dG ... 6c957147fb

Che poi non era così male...
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Re: Una Trilogia?

Postby aorlansky60 » 21 Apr 2025, 10:35

DUKE ha scritto :

"Ma se oggi riguardi all'unico disco dei Pistols "Never mind the bollocks"

si, per fortuna (o per grazia del Cielo) fu l'unico: il primo ed ultimo... poi fine della storia.


scopri che:

"a - è registrato benissimo da gente che suona decentemente (Sid Vicious entrerà in scena solo dopo l'abbandono di Glen Matlock e suona solo su un brano)

il fatto che, come noti, "è registrato benissimo" non dipese tanto dai "pistols" quanto dai tecnici di studio (che si presero 'cura' della band: verrebbe da dire "quanta fatica sprecata" per nulla...) tutta gente che a livello professionale, oltre a Chris Thomas, sapeva il fatto proprio; peraltro "l'abbandono" di Glen Matlock (l'unico dei pistols che sapeva suonare "decentemente") non fu decisione di quest'ultimo ma di Malcom McLaren (manager della band) per la cui decisione è più appropriato parlare di "estromissione"; come sostituto scelse Sid Vicious (elemento già in qualche modo "vicino" alla band) anche se non sapeva suonare per niente, perchè aveva una presenza scenica (unita a suoi atteggiamenti a dir poco 'irriverenti' sul palco) che mandava in visibilio il pubblico presente ai loro concerti, e questo dettaglio la dice tutta sulla "montatura" mediatica pubblicitaria per una 'band' che non aveva "nulla" da proporre, se non solo criticare (gli altri) a 360°per "demolire" e basta. Molto facile da fare, ma troppo poco per durare. Infatti non durarono.


"b - Il motivo per cui l'album suona bene è semplice: l'album venne prodotto da Chris Thomas che è lo stesso che produsse tra gli altri Beatles..."

"Il motivo per cui l'album suona bene" non dipese solo da Thomas ma (come ho ricordato sopra) anche di tutto il team tecnico a seguito nello studio di reg.; peraltro Thomas aveva già avuto esperienze con bands "turbolenti" infatti hai citato non a caso i BEATLES: Thomas era già in orbita EMI nel 1967, il produttore G.MARTIN lo conosceva, e quando i BEATLES si ritrovarono nel pieno dei LITIGI interni durante le sessions per il WHITE ALBUM (Agosto 68), anche G.MARTIN perse la pazienza ed abbandonò (temporaneamente) le sedute per prendersi una pausa, chiamando proprio Thomas a sostituirlo, senza però avvertire prima i BEATLES; Thomas arrivò agli Abbey Road Studios ai primi di Settembre del 68 e tanto per dare un idea del "clima" che "girava" allora all'interno dello Studio 2, Thomas affermò che : "quando Paul McCartney arrivò dentro in studio e mi vide, mi chiese "COSA CI FAI TU QUI?"... io ero già teso e nervoso e riuscii a borbottare "George [MARTIN ndr] non te l'ha detto? mi ha incaricato di produrvi durante la sua assenza..."
la risposta di PAUL : "BENE, SE HAI VOGLIA DI PRODURCI PUOI FARLO, SE NON NE HAI VOGLIA PUOI ANCHE ANDARE A FARTI FO@@@RE! "
" Dopo questo "incorraggiamento" Thomas produsse 6 brani per l'album in lavorazione (quindi si: può affermare a ragione di "aver lavorato con loro") poi ritornò G.MARTIN, alla fine di Settembre, e si concluse l'esperienza di Thomas con l'allora Rock band più celebre del pianeta.
(fonte dati: MARK LEWISHON - THE COMPLETE BEATLES RECORDING SESSIONS)
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Re: Una Trilogia?

Postby TDuke » 21 Apr 2025, 10:47

Non era affatto male (rivalutandola ex post, all'epoca, visto che erano i miei tempi, non la sopportavo) ma era mooolto "leggera", ma soprattutto aveva un suo "senso" se suonata da gruppi giovani ed emergenti, già molto meno se suonata da chi aveva partorito "ben altra musica" come per esempio i ns ma quasi tutti i grandi degli anni '70 ci sono inevitabilmente cascati (un po' per adeguarsi, un po' per giusta curiosità musicale, un po' per mangiare...) penso a terribili album degli anni '80 di Lou Reed o di CSN... mamma mia [:-|] Invece riallanciandomi a post precedenti io la tesi dei ns che si sono ritrovati ad un certo punto "orfani del prog" e catapultati in una nuova realtà musicale non riesco troppo a sposarla, e per vari motivi. In primis perché un po' cozza con le dichiarazioni (quando non vere "abiure", vero Tony?) successive dei ns, un po' perché alla fine Steve se ne andò anche (se non soprattutto) perché aveva capito e non condivideva la virata "verso la classifica" che si respirava e un po' perché spesso , tra chi ama molto il prog (quindi mi ci metto anche io che è il genere che tutt'ora ascolto di più) a volte si compie involontariamente l'errore di pensare che anche negli anni d'oro (71'-73' ?) il prog "dominasse le classifiche" o fosse ascoltato da tutti cosa che sappiamo bene essere del tutto falsa, questo per dire che chi faceva quel tipo di musica allora lo faceva principalmente perché voleva farlo e non certo perché era il genere che "tirava".

Altra nota personale sul Punk: in Italia come per molte altre cose arrivò semplicemente dopo e non attecchì mai veramente, salvo poco eccezioni, come produzione "autoctona", non me ne faccio un cruccio visto che non l'ho mai amato, conservo cmq un certo rispetto per gruppi come i Clash o i Ramones ma non ho nessun rispetto musicale per i Sex Pistols che non sapevano suonare, non avevano nulla da dire (e non lo dissero, parafrasando Scaruffi [:D] ) e furono principalmente un'operazione creata a tavolino, ma certamente ebbero un grande impatto sociale perché i tempi erano maturi per quello (pensiamo alla nota "chiamata alle armi" verso i giovani musicisti di Melody Maker) e questo non si può negare, ma musicalmente no, furono un grande abbaglio e ci cascarono in tanti, compreso Neil Young...
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Re: Una Trilogia?

Postby aorlansky60 » 21 Apr 2025, 11:25

"a volte si compie involontariamente l'errore di pensare che anche negli anni d'oro (71'-73'?) il prog "dominasse le classifiche" "


forse dominarle NO, ma molti albums del tempo, decisamente "difficili" da digerire, PROG o quanto meno vicini all'orbita del PROG, appena dopo la pubblicazione arrivarono in vetta (o molto vicini ad essa) alle classifiche di vendita :


ATOM EARTH MOTHER (PINK FLOYD) #1 nella classifica UK,
UMMAGUMMA 5ta posizione sempre nella classifica UK degli albums

"The Dark side of the moon" fece IL BOTTO a livello mondiale (#1 praticamente OVUNQUE)

Mike Oldfield : TUBULAR BELLS fece altrettanto IL BOTTO a livello mondiale (#1 in USA, UK e in molti altri paesi)

AQUALUNG (JETHRO TULL) : #3 in UK e #7 in USA
THICK AS A BRIK : #5 in UK, #1 in USA (e molti altri paesi)
il mistero dei misteri : JETHRO TULL "A PASSION PLAY" raggiunse la #1 di Billboard in USA nella classifica degli albums(!!!)

"EMERSON LAKE & PALMER" No. 4 in UK
"TARKUS" (EL&P) #1 in UK, #9 in USA

YES "FRAGILE" #5 in UK, #4 in USA
YES "CLOSE TO THE EDGE" #4 iN UK, #3 USA



Ora: non è che la MUSICA proposta dagli albums citati fosse "delle più facili" da recepire e comprendere all'ascolto... eppure, come si può evincere dai dati che ho elencato (la cui FONTE è indiscutibile perchè ufficiale), il genere PROGRESSIVE era assai più di un genere 'di nicchia' nei primi anni 70, rispetto a ciò che si tende erroneamente a pensare...
potrei andare avanti ancora a lungo; e ricordo che le classifiche (dei singoli e degli ALBUMS) UK e soprattutto USA erano le più IMPORTANTI del tempo al mondo PER NUMERI, al cui confronto quella italiana era poco meno di nulla...
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Re: Una Trilogia?

Postby TDuke » 21 Apr 2025, 11:52

Da quando frequento il forum credo sia la prima volta che non ci troviamo del tutto d'accordo, doveva succedere [:)]

Naturalmente conosco gli esempi da te citati, ma un conto è dire che il Prog fosse in quell'epoca in auge (la prima metà degli anni '70 è certamente l'epoca d'oro probabilmente sotto qualsiasi punto di vista) un conto è pensare che fosse un genere così "di moda" ecco, se mi permetti il termine. In un anno nelle classifiche degli album (singoli o lp) passano centinaia di artisti, se andiamo a guardarci una classifica top 20 (ma anche top 50) di quegli anni non è che troviamo poi tutti questi gruppi progressive, mentre se prendiamo una qualsiasi classifica settimanale della metà degli anni '80 (sia inglese, americana ma direi anche italiana) ben oltre la metà è certamente riconducibile al "sinth pop" dell'epoca (anche se certamente l'offerta musicale degli anni '70 era molto più variegata)
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Re: Una Trilogia?

Postby aorlansky60 » 21 Apr 2025, 18:37

@TDuke

"Da quando frequento il forum credo sia la prima volta che non ci troviamo del tutto d'accordo, doveva succedere"

E che problema c'è? [:D] io non vedo nessun problema [:)] è naturale anzi direi molto "umano" a volte non essere completamente d'accordo su un determinato tema o argomento... [;)]

Penso che tu abbia usato un termine appropriato descrivendo il PROG: "di moda"; in quel tempo (prima metà anni 70) è difficile negare che non lo fosse (Keith Emerson, uno dei primi che cercò di promuovere il genere al grande pubblico attraverso contaminazioni rock miscelate a pagine di musica Classica, dovrebbe esserne fiero), d'altra parte basta appunto guardare ai risultati di vendita che ho postato per rendersene conto (e mi sono limitato ai nomi più eclatanti, in realtà altri gruppi PROG furono premiati da riscontri di vendita più che soddisfacenti, basti solo osservare che SELLING ENGLAND BY THE POUND arrivò al #3 della classifica inglese degli albums, in un paese che non ne aveva mai amato molto la proposta). Credo che l'apoteosi del concetto venne raggiunta da THE DARK SIDE OF THE MOON, nel 1973 un album diventato "di gran moda" in molti ambienti (praticamente TUTTI) che ne hanno decretato il successo che conosciamo.

Di "moda" non è tuttavia da intendere negativamente; è semplicemente che all'epoca IL PUBBLICO [in vasto numero] gradiva [anche] proposte musicali impegnative in campo POP (del quale Rock e Prog sono sottogeneri secondo la nomenclatura del tempo) con le quali confrontarsi (e ripeto: non si guardi solo all'Italia dove il genere PROGRESSIVE era molto popolare e diffuso, ma UK e soprattutto USA, i mercati discografici che facevano davvero la differenza nel decretare il raggiungimento del successo o meno per qualsiasi artista in campo musicale; dai dati di vendita degli albums PROG pubblicati all'epoca in quei due mercati, si può ben capire quanto il genere fosse piuttosto apprezzato anche in posti come gli USA dove non te lo aspetti; per dare un idea più convincente: un #30 nella classifica BILLBOARD in USA corrispondeva ad un #1 in paesi quali ITA FR DE).

Poi, da un certo punto in poi (1976) sono cominciati a cambiare i gusti, lentamente ma progressivamente (sembra un gioco di parole) finchè nel 1977 arrivarono i "sex pistols" (e il "punk" in generale) e da quel momento il PROG venne messo in FORTE discussione a qualsiasi livello (case discografiche, produttori, tabloids, pubblico), e questo credo sia indiscutibile, scusate l'ennesimo gioco di parole: da appassionato qual'ero vissi quel momento storico in tempo reale, e ricordo bene "la virata" che attuarono molte fanzines musicali del tempo (che acquistavo regolarmente per tenermi aggiornato sulle uscite discografiche) che precedentemente incensavano il PROG ed improvvisamente iniziarono a denigrarlo. Di certo NON un esempio di coerenza.
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Re: Una Trilogia?

Postby Duke59 » 03 May 2025, 22:05

aorlansky60 wrote:@DUKE

ATTWT rappresenta la consapevolezza del "doversi adeguare" a nuove regole fissate da "compagnie discografiche, tabloids specializzati e pubblico" per chi proveniva dal passato e come i Genesis aveva una storia gloriosa alle spalle (fatta di MUSICA e di COMPOSIZIONI straordinarie) che ormai era diventata quasi un oggetto di scherno nei loro confronti... a volte quando considero questo ed altri fatti della storia umana, sono sempre portato a concludere di quanto sia "strana" e "volubile" (oltre che strumentalizzabile) la specie umana. Ciò che la storia combinò loro in quel particolare momento (come per qualsiasi altra PROGRESSIVE BAND dell'epoca) fu un mera costrizione e forzatura verso la quale si dovettero piegare :



Carissimo AOR, anche se nel mio post ero stato alquanto tenero con ATTWT - forse per motivi affettivi in quanto il sound "autunnale" di buona parte di quell'album coincise con un particolare periodo della mia vita che me lo fece apprezzare - concordo con te nel ritenere ATTWT e ABACAB i due punti chiave della metamorfosi musicale del gruppo verso composizioni più semplici e una de-evoluzione stilistica.

ATTWT fu in pratica il vero spartiacque tra un "prima" e un "dopo" (anche se con Duke recupereranno in parte).

Però non credo che ciò sia stato causato dal "doversi adeguare a nuove regole fissate da compagnie discografiche, tabloids , ecc… " ormai traviate dalla moda (passeggera tra l'altro) del Punk.

Io invece mi farei una domanda (dandomi ovviamente una risposta, come direbbe Marzullo [:D] )

PERCHE' nel 1978 i Genesis fecero questa virata epocale?

Perché invece artisti jazz, fusion, compositori classici, compositori di musica contemporanea, big bands, ecc... continuarono a produrre le loro musiche, infischiandosene altamente della DISCO, del PUNK e delle mode spinte dalla stampa specializzata tra la fine degli anni '70 e l'inizio degli '80?

Cosa impedì ai Genesis di continuare per la loro strada in barba alle mode imperanti?

La mia idea in merito è che chi cambiò direzione musicale tra fine anni '70 e inizio anni '80 lo fece principalmente per propria volontà, non a causa della pressione esterna dovuta alla moda Punk del momento e delle riviste specializzate.

Vediamo infatti che esistono illustri esempi di artisti che ignorarono l'ondata Punk (e Disco) e che valicarono tranquillamente quegli anni turbolenti mantenendo coerentemente il loro stile musicale.

PINK FLOYD
Nel periodo d'oro del Punk i Floyd tirarono fuori il loro album forse più Progressive, "Animals" (1977), per poi rilanciare due anni dopo un doppio album alquanto impegnativo "The wall" (1979) che concedeva al facile ascolto solo un paio di canzoni: "Another brick in the wall" e "Comfortably numb". Non contenti di ciò il loro album successivo "The final cut"(1983) fu ancora più "elitario" e difficile. Poi la faida Waters-contro-tutti decretò di fatto la fine del gruppo così com'era stato.
Ma il Punk non ebbe nulla a che fare con tutto ciò.

YES
Prendiamo gli Yes, in piena epoca Punk fecero uscire "Tormato" (1978) e tennero 102 show tra il 1978 e il 1979, di cui molti sold out. Poi due anni dopo pubblicarono "Drama" (1980). Erano due album pienamente Progressive ed ebbero ottimo riscontro. I problemi che il gruppo ebbe durante il tour di Drama furono dovuti principalmente all'assenza di Jon Anderson alla voce sostituito da Trevor Horn (che non era in grado di cantare adeguatamente i vecchi pezzi di Anderson). Ma in ciò il Punk e le mode non c'entrarono nulla.

EL&P
EL&P uscirono in piena epoca Punk con il loro doppio album "Works" (1977) contenente addirittura un concerto per pianoforte e orchestra; tutti brani non "radiofonici", eccettuato il lato di Greg Lake, da sempre scrittore di canzoni "pop". L'album ebbe un buon riscontro di vendite, anche se notoriamente il gruppo ebbe poi problemi. Questi però furono causati da sbagliate scelte manageriali, come ad esempio un lungo tour con un'orchestra di 60 elementi a seguito, fonte di spese insostenibili. Questa cosa devastò le finanze del trio.
A ciò si sommarono incompatibilità caratteriali. I tre avevano già deciso di sciogliere il gruppo ma per motivi contrattuali dovettero pubblicare il pessimo "Love beach" nel 1978. Il gruppo si ricostituirà poi parecchi anni dopo pubblicando il piacevole "Black moon" (1992).
Ma non fu il Punk a fermarli, furono problemi interni.

KING CRIMSON
I King Crimson pubblicarono "Red" nel 1974, poi Fripp si ritirò temporaneamente dalle scene. Riapparve in piena epoca Punk con l'album "Exposure" (1979) un album che nulla concedeva al facile ascolto e sul quale sperimentò i suoi Frippertronics. Di li a poco riformò i King Crimson e pubblicò "Discipline" (1981) un album innovativo e complesso. Tutto nell'era del Punk.

Vediamo quindi bene come chi avesse voluto continuare a produrre musica Progressive o sperimentale avrebbe potuto farlo, fregandosene del Punk e delle riviste specializzate.

Per questi motivi io credo che il cambio di direzione che i Genesis attuarono nel 1978 fu una loro precisa scelta, non influenzata da pressioni esterne.

Scrive infatti Mike nella sua autobiografia

(…) Il 1977 è stato l'anno del punk: era ovunque. O almeno così doveva essere. Quando sei in tour per sette mesi su dodici – come noi quell'anno – molte cose ti sfuggono. Per quanto mi riguardava, il punk era una di quelle cose: non mi sentivo davvero presente per quello. La frase di Phil sul punk era sempre "scuotere l'albero": vedere quali vecchie band crollavano e sparivano quando le spingevi un po'. Per quanto mi influenzasse, provavo la stessa sensazione. Sapevo che il punk era in parte una reazione a band come noi – quelle grandi e imponenti – e mi piaceva l'ethos fai-da-te che riportava in auge. Mi ricordava come avevamo iniziato nella soffitta di Brian Roberts durante le vacanze di Pasqua. Ma pensavo anche che se eri abbastanza bravo, di cosa ti dovevi preoccupare? E sentivo che lo eravamo abbastanza. In più, mi piaceva quello che stavamo facendo come band. (…)

PETER GABRIEL
Gabriel percorse l'era del Punk con due album usciti nel 1977 e nel 1978 in cui fece tutte le sperimentazioni di stile che voleva, incorporando sin dall'inizio suggestioni Punk nella sua musica ("Modern love", "On the air", "Animal magic") fino a che non trovò la sua strada maestra con III (1980) e IV (1982).

STEVE HACKETT
Steve scrive drammaticamente nella sua autobiografia:

[...]
"Una nuova ondata di alieni era atterrata e stava prendendo il sopravvento. Il punk era arrivato. Mi resi conto che il nuovo ordine era lì in vigore quando, un giorno, per entrare in un negozio di dischi in King's Road dovetti farmi strada tra un gruppo di punk verdi, con i capelli scoloriti, brufoli e beffardi, ornati di spille da balia e rasoi. Inizialmente pensai fosse uno scherzo. Ricordo di aver comprato il primo disco dei Sex Pistols, che mi fece sorridere e si adattava perfettamente alla mia collezione di Derek e Clive [NdR: Derek e Clive erano un duo di comici noti per le loro battute piuttosto offensive che incidevano dischi satirici]. Ma quando il punk prese effettivamente le armi contro ogni altro genere musicale, la stampa si unì a lui e l'ostilità divenne la norma. Con il punk a capo della carica, l'ignoranza fu ora acclamata come virtù.
(…)
Una sinistra forma di dittatura prese piede. I giornalisti perdevano il lavoro se si rifiutavano di seguire la linea del partito. Il Melody Maker, proprio il giornale che mi aveva messo in contatto con i Genesis, come molti altri giornali musicali diffusi negli anni Settanta, alla fine chiuse i battenti. Le carriere di molti musicisti furono di fatto distrutte. La musica stessa era sul banco degli imputati. Quelli di noi che sopravvissero allo tsunami punk dovettero essere sempre più tenaci. Molti scelsero di diventare musicalmente più superficiali e accessibili. Alcuni, come i Pink Floyd con The Wall, riuscirono a colmare il divario, mantenendo il loro stile musicale, pur allineandosi a un concetto anti-establishment rivolto ai feriti viventi. Io intrapresi una strada simile con il mio album successivo.
(…)
Il titolo "Defector" mi si addiceva personalmente, dato che mi ero già affermato come un'entità separata e libera. Rifletteva anche il materiale dell'album. Volevo fare qualcosa di concreto. Spettrale."

[...]

Lo scenario catastrofico descritto da Hackett mi pare un tantino eccessivo; infatti per la cronaca il Melody Maker vide sicuramente dei conflitti tra i capi-redattori su quale fosse la linea editoriale da seguire, ma non chiuse i battenti e continuò le sue pubblicazioni fino al 2000.

Inoltre possiamo vedere dai crudi dati numerici che anche Steve era riuscito a scavallare brillantemente l'onda del Punk.

Infatti durante quel periodo Steve aveva pubblicato "Please don't touch" (1978), "Spectral mornings" (1979) e infine "Defector" (1980).

E, sorpresa delle sorprese, "Defector", per quanto riguarda le vendite in UK - risulta essere ANCOR OGGI l'album di maggior successo di SEMPRE mai prodotto da Hackett - Genesis Revisited inclusi!

Si vede infatti che la posizione di picco nelle charts UK degli album raggiunta da "Defector" fu la num. 9, la più alta tra tutti i suoi lavori solisti.

https://www.officialcharts.com/artist/2 ... e-hackett/
(occorre scorrere la pagina di Officialcharts verso il basso, dove sono elencati tutti gli album di Hackett, ognuno con le sue posizioni in classifica)

Sorprende parecchio quindi il fatto che dopo 4 ottimi album prodotti nell'arco che va dal 1975 al 1980 Steve, al termine del tour di Defector, abbia poi deciso di smantellare quell'ottima band.

Produrrà in seguito nel 1981 il modesto "Cured", registrato "a casa" con una batteria elettronica, tre collaboratori e lo stesso Steve alla voce.

Sicuramente deve esserci stato qualche grave problema che causò la fine di quella fase luminosa, ma la spiegazione che Steve fornisce nel suo libro, ovvero problemi finanziari uniti al fatto che i componenti del gruppo avrebbero voluto contribuire alla scrittura dei pezzi, cosa che lui non voleva, mi lascia perplesso.

Sarebbe una cosa da approfondire. Resta comunque il fatto che i problemi di Hackett iniziarono quando l'ondata del Punk si era già esaurita.

Ma torniamo ai Genesis e a ATTWT

Scrive Mike:

[...]
Per natura, i musicisti saranno sempre frustrati perché c'è sempre qualcosa di meglio che non hanno ancora fatto – una canzone migliore da scrivere. Ecco perché non mi sono mai sentito arrivato. Ma, con A Trick of the Tail, Wind & Wuthering e... And Then There Were Three..., ho sentito che la nave che stavamo cercando di varare era finalmente arrivata sullo scivolo di lancio. Detto questo,... And Then There Three... è un album divertente. Dato che avevamo scritto così tanto materiale per Wind & Wuthering che non trovò spazio, decidemmo che in questo nuovo album NON avremmo avuto canzoni lunghe. [NOTA: il maiuscolo è mio] [...]

Collins invece nella sua autobiografia non entra nel merito di questo cambiamento di stile perché troppo concentrato sulle sue note tribolazioni famigliari. Inoltre l'unica sua partecipazione alla composizione di quell'album fu il testo di "Scenes from a night dream" (!), tutto il resto fu farina del sacco di Tony e Mike.

Relativamente alla svolta Seconds out ---> And then there were three Phil scrive le seguenti considerazioni molto generiche che dimostrano come avesse la testa da un'altra parte

[...]
Così, Steve se ne va, un’altra dipartita. Ma se siamo sopravvissuti alla perdita di un cantante, siamo in grado di sopravvivere a quella di un chitarrista. Continuiamo, imperterriti, con Mike che ci dà dentro sia al basso sia alla chitarra solista. Quell’autunno siamo di nuovo a registrare a Hilvarenbeek, ed entro la fine dell’anno abbiamo finito di incidere un altro album, «...And Then There Were Three...». I Genesis non hanno mai avuto tanto successo. Il terzetto sta funzionando, e anche io come cantante. La sensazione è che potremmo sfondare. Se solo fossimo pronti a scarpinare di più. Sì, ancora di più.
(…)
Io e Andy [NdR: Andrea Bertorelli, la sua prima moglie] abbiamo appena comprato una casa, Old Croft, a Shalford, vicino a Guildford, nel Surrey, un po’ più lontana da Londra di quanto avevamo previsto in origine. È in cima a strade di campagna tortuose, quasi come la casa dei genitori di Peter. Sono passato dal capolinea della metro alla casa in fondo alla strada chiusa. Eppure, in questo momento sono tutt’altro che ricco. «A Trick of the Tail», due anni prima, è stato il disco nel quale i Genesis hanno iniziato a citare gli autori singolarmente, quindi arrivano i diritti d’autore individuali. Ma anche adesso, con «...And Then There Were Three...», non guadagno ancora molto dalla composizione dei brani. E ora eccoci qui con un grosso mutuo da pagare e una famiglia giovane e in espansione: Simon ha un anno e mezzo e Joely cinque.

[...]

Come si vede, nessun accenno all'aver deciso una nuova rotta artistica, le canzoni le scrivevano Tony e Mike e lui "si limitava" (dico per dire) a suonare la batteria e a cantare.


Per chiudere sentiamo anche cosa dice Banks sulla virata stilistica di "And then there were three"
https://www.twronline.net/issues/twr31/ ... _part5.htm

[...]Commercialmente, Wind & Wuthering era stato un po' una stasi, probabilmente una stasi proprio come The Lamb... quello era stato un calo. Non eravamo mai stati motivati ​​dal fattore successo. È solo che penso che sia come con gli amici: non puoi fare a meno di essere influenzato da tutto ciò che ti accade intorno. Ho sentito che quando scrivevo per Wind & Wuthering, And Then There Were Three e Burning Rope, pensavo che forse l'avevo già fatto prima e che forse avrei dovuto provare ad accorciarlo un po', sai.

E poi è nata l'idea di provare a evitare di fare canzoni lunghe e di tenerle più corte e vedere dove ci portava.

Penso che sia stato un buon esperimento da provare, ma non credo che abbia prodotto... probabilmente ha prodotto uno dei nostri album meno soddisfacenti, a parte due o tre tracce in cui c'erano cose leggermente più dilatate. Penso che il gruppo a quel punto fosse probabilmente più frammentato, con la maggior parte delle tracce scritte da singoli e due o tre tracce scritte dal gruppo. Follow You Follow Me era uno di quei brani e penso che sia probabilmente uno dei migliori dell'album, ed era anche un singolo, ed era un brano di gruppo, ed è probabilmente per questo che suonava meglio.

D: L'avete vista come una sfida, essere rimasti in tre?

Beh... Trick Of The Tail è stato il primo album, ed è stato molto divertente realizzarlo dall'inizio alla fine, e ci ha dato un po' più di respiro, e And Then There Were Three è stato più o meno la stessa cosa e credo che io, Mike e Phil fossimo più grandi e sapessimo esattamente fino a che punto spingerci senza dover più affrontare tutti quei litigi che eravamo soliti affrontare. Quindi, fare dischi dopo And Then There Were Three è stato molto più piacevole e questa è una cosa davvero importante, per noi. Personalmente, però, musicalmente penso che And Then There Were Three sia stato probabilmente uno dei miei album meno preferiti, anche se ci sono alcune canzoni con un'atmosfera fantastica, come Say It's Alright, Joe e Undertow.
[...]

e sul Punk
https://ultimateclassicrock.com/tony-ba ... x-pistols/

"I nostri concorrenti – gente come gli Yes e gli E.L.P. – erano ormai tramontati. Quindi eravamo gli ultimi di quel baluardo prog. In realtà abbiamo pubblicato il nostro primo disco di successo... all'apice del punk. In un certo senso ci ha aiutato a superare quel periodo."

Ha continuato: "È buffo, ricordo un giorno di aver camminato per Wardour Street [a Londra] e di aver visto questo tizio in completo punk: orecchie a punta, spille, giacca di pelle. Mi è corso incontro e mi ha detto: 'Tony Banks! Ho davvero bisogno del tuo autografo!' E ha tirato fuori questa copia di 'Pretty Vacant' da farmi firmare. In realtà ha dimostrato quello che avevo sempre saputo: che le persone hanno gusti diversi, non sono bloccate in una routine. A loro piace un po' di questo e un po' di quello."

[...]

Io penso quindi che - contrariamente a quanto si sia inclini a pensare - l'ondata Punk influì poco sulla direzione artistica che presero i grossi gruppi Progressive verso la fine degli anni '70.

Questo non vuol dire che l'ondata Punk non avesse prodotto effetti, ma l'arrivo in alte posizioni della classifica di gruppi Punk fu un avvenimento episodico. Inoltre il Punk, oltre ai molti "demeriti", ebbe anche il merito di aprire la strada ad alcune belle realtà come The Police e U2.

Però secondo me il vero game-changer sarà l'avvento delle varie MTV e canali similari, che inizieranno a trasmettere videoclip a tempo pieno a partire dai primi anni '80, condizionando pesantemente le produzioni musicali da lì in avanti.

Ironicamente il primo video trasmesso da MTV nel 1981 fu quello di "Video killed the Radio Star" dei Buggles.

Quasi una profezia.
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Re: Una Trilogia?

Postby aorlansky60 » 04 May 2025, 06:34

@DUKE

molto interessanti le dichiarazioni dei Genesis, in particolare quella di Steve Hackett, che "fotografa" al meglio [secondo me] quel fatidico periodo 77-78 a livello di musica POP ROCK, con i repentini "cambi di umore" che conseguirono all'entrata in scena del 'punk' in UK.

Anche ciò che afferma ad un certo punto Mike Rutherford è emblematico e significativo :
"Sapevo che il punk era in parte una reazione a band come noi – quelle grandi e imponenti... "

Di fatto, oltre che nascere come movimento "sociale" per poi estendersi anche alla musica come fenomeno emergente, il 'punk' (con tutto quello che ci girava intorno) non volle solo affermarsi e autodeterminarsi come "valida proposta musicale alternativa", ma uno dei suoi punti fondamentali fu AGGREDIRE DICHIARATAMENTE QUELLA FORMA MUSICALE (nota come "Progressive Rock" ndr) RITENUTA ECCESSIVAMENTE COLTA e CEREBRALE e per questo MUSICA per ALTI AMBIENTI SOCIALI rivolta ad un pubblico DOTATO DI UNA CERTA CULTURA. Avendo in appoggio TUTTA LA STAMPA SPECIALIZZATA dell'epoca, fu UN ATTACCO condotto IN GRANDE STILE. (emblematico ciò che dice in proposito Steve HACKETT : "Quando il punk prese effettivamente le armi contro ogni altro genere musicale, la stampa si unì a lui e l'ostilità divenne la norma. Con il punk a capo della carica, l'ignoranza fu ora acclamata come virtù. Una sinistra forma di dittatura prese piede. I giornalisti perdevano il lavoro se si rifiutavano di seguire la linea del "politicamente corretto" del partito")

E' quello che dice esattamente anche Mike Rutherford.

Ricordo bene quel periodo di transizione per averlo vissuto in tempo reale da "appassionato" di musica Rock (allora compravo ogni sorta di fanzine specializzata per tenermi aggiornato sulle uscite discografiche: da un certo punto della storia in poi, da queste riviste NESSUNA ESCLUSA fu una "celebrazione" collettiva del fenomeno 'punk' perchè secondo i redattori "aveva finalmente messo a nudo il RE con tutte le sue esagerazioni e i suoi eccessi").

Di fronte ad un ATTACCO del genere (perchè fu un vero e proprio ATTACCO e in questo sono solidale al pensiero di Steve HACKETT sull'argomento) per chi era una prog band "navigata" già dai primi anni 70 che intendeva proseguire il proprio cammino a livello professionale, si prospettavano 2 opzioni di scelta :

1) rimanere coerenti e fedeli al proprio stile originario, consapevoli però di essere destinati a diventare un fenomeno di "nicchia" per pochi fedeli (fu la scelta di rock bands quali BARCLAY JAMES HARVEST per es.) e di conseguenza ottenere poco seguito nei concerti e scarse soddisfazioni dalle vendite di dischi.

2) mutare decisamente il proprio stile aggiornandolo ai nuovi dettami della "moda" musicale (il periodo fu molto dinamico: il punk durò pochissimo in termini di tempo e si evolse prima nella NEW WAVE e successivamente in altri sottogeneri; sotto questo profilo il punk fu importante -inutile negarlo, ma credo sia l'unica concessione positiva che posso attribuirgli - perchè dalle sue ceneri nacquero successivamente rock bands destinate a scrivere pagine importanti di storia, quali SIMPLE MIND, U2, POLICE ed altre).

caro DUKE, ad un certo punto del tuo post, dici :

"Perché invece artisti jazz, fusion, compositori classici, compositori di musica contemporanea, big bands, ecc... continuarono a produrre le loro musiche, infischiandosene altamente della DISCO, del PUNK e delle mode spinte dalla stampa specializzata tra la fine degli anni '70 e l'inizio degli '80?"

beh qui la risposta è semplice: non dobbiamo intendere la POP MUSIC (e con essa tutti i suoi sottogeneri, ROCK incluso) come l'accentratore assoluto in fatto di proposta MUSICALE per il pubblico; in realtà quei generi che hai citato godevano al tempo di un alto bacino di pubblico (non a livello di POP MUSIC ma comunque più che rilevante; apro una breve parentesi sulla MUSICA LIRICA: i suoi "primi attori" ovvero TENORI, BARITONI, BASSI, SOPRANI, CONTRALTI, DIRETTORI D'ORCHESTRA, REGISTI DI SCENA etc PARLO DELLE PERSONALITA' DI SPICCO per INDISCUSSI MERITI RICONOSCIUTI, godevano di un pubblico OCEANICO fin dagli anni 50 ed erano richiestissimi OVUNQUE continuamente in tutto il mondo per esibizioni LIVE) e chi come musicista compositore era abbastanza o veramente BRAVO riusciva ad emergere senza problemi, garantendosi un bacino di seguito sufficiente per "vivere" e proseguire per la strada che aveva scelto di percorrere a livello di STILE MUSICALE, JAZZ o FUSION; per es. PAT METHENY esordì proprio nel 76 a livello discografico, e da quel momento fu per lui un continuo ininterrotto crescendo per consenso di pubblico.
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Re: Una Trilogia?

Postby Thomas Eiselberg » 04 May 2025, 09:49

I Genesis avevano dimostrato di sapersi destreggiare con composizioni più semplici e dirette già su The Lamb, che a ben vedere contiene alcune composizioni che, a posteriori, possono essere già considerate punk. Lo stesso Trick, pur pienamente prog, non contiene composizioni cervellotiche o astruse, ma pezzi pop/rock con parti strumentali elaborate ed efficacissime.

Diciamo che tra i gruppi prog i Genesis sono sempre stati forse quelli più legati al rock e al pop ed a un certo punto, venuti meno due pilastri come Peter e Steve è stata una evoluzione naturale semplificare la formula. Poi, parliamoci chiaro, ad un certo punto un po' tutti si sono messi in testa di voler guadagnare col singolo di successo e le "canzonette". Ci ha provato Peter, ci ha provato Steve (Cured, Highly Strung), Mike e Tony con risultati non esaltanti ecc. Ma ci hanno provato pure gli Yes in 2/3 album prima di capire che non era roba per loro e restare un gruppo "di nicchia", ci provarono i Jethro Tull, ci provarono tanti gruppi, non tutti certo.
Solo lo fecero a punk ormai evaporato. Non è che i gruppi prog appena arrivò il punk si misero subito a cambiare musica o a cercare di rivoluzionare il loro sound. Lo fecero, in tanti, successivamente, in piena epoca new wave. Il punk in questo senso non fu una influenza diretta, ma portò sicuramente ad un cambiamento dei gusti musicali. Se prima il prog era un genere in voga (forse non il più in voga ma tra quelli più ascoltati), fare prog negli anni '80 era impossibile o mal visto, perché tutti ormai ascoltavano altro e chi ascoltava prog era visto come un nerd o uno sfigato. Negli anni '80 il punk puro non esisteva più di fatto o non era più di moda ma lo erano generi che col punk condividevano un certo approccio e tutti o quasi tutti provarono ad adeguarsi, con risultati più o meno riusciti.

Il peso del punk insomma fu decisivo, ma non lo fu immediatamente, dal punto di vista musicale. Divenne evidente nel giro di qualche anno, quando ormai non esisteva manco più come genere, ma i semi che aveva gettato diedero i loro frutti nel cambiare radicalmente approccio alla musica di ascoltatori e critici. Bisognerà aspettare gli anni 2000 e il successo del prog metal (sbeffeggiato ma a posteriori importante per la "resurrezione) per sentire qualcuno parlare di nuovo di prog sempre meno timidamente (mentre di punk si parlava sempre, anche se di fatto il punk classico non esisteva più, ricordo le riviste di fine anni '90 schifarsi ancora per qualunque cosa durasse più di 3 minuti o avesse delle tastiere ed elogiare qualunque schifezza durasse 29 minuti massimo. Parlo di durata di un album con almeno 13/15 canzoni).

Oggi per fortuna il prog è molto suonato ed ascoltato, anche se purtroppo ad ascoltare il rock in generale sono sempre meno persone e questo è un problema sia per il punk che per il prog [:-|]
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Re: Una Trilogia?

Postby rkive » 04 May 2025, 16:06

E' chiaro che la crisi della musica prog ha influito su ATTWT, però i Genesis hanno sempre cercato di non ripetersi e di non farsi condizionare dalle aspettative dei fans.

Con l'uscita di Steve Hackett e la rinuncia a sostituirlo, la strada è stata quella di un album di canzoni brevi (quindi non ripetersi), e penso che più dei fans importava l'appoggio dell' Atlantic perchè volevano essere tramessi nelle maggiori radio degli USA.

Interessante che la fase prog siano continuata negli album solisti di Banks- A Curious Feeling (1979)e Rutherford- Smallcreep's Day (1980). [:-I]
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Re: Una Trilogia?

Postby aorlansky60 » 05 May 2025, 08:45

THOMAS ha scritto :

"I Genesis avevano dimostrato di sapersi destreggiare con composizioni più semplici e dirette già su The Lamb, che a ben vedere contiene alcune composizioni che, a posteriori, possono essere già considerate punk."

con la differenza che rispetto alla maggioranza di "quelli del punk" almeno i GENESIS sapevano suonare; quelle "alcune composizioni" che a posteriori come dici "possono essere già considerate punk" per me si riducono ad una sola: "BACK IN NYC" e poi forse "considerarla punk" è eccessivo, meglio dire forse che, quando ancora il punk non esisteva. "possono avere ispirato il punk" in qualche modo ed allora ci aggiungo anche "Lilywhite Lilith" ma oltre a queste due non ne vedo altre contenute in quell'album, per quanto riguarda la base e l'accompagnamento strumentale... diversa invece la posizione di Peter GABRIEL che nel ruolo di LEAD VOCAL "canta" e interpreta in maniera diversa dal passato (in qualche modo più RUDE e GRAFFIANTE in diversi brani del disco, vedere sempre ad es. "BACK IN NYC" nella quale è LA SUA VOCE e IL MODO DI USARLA che fa la differenza, fino a trasformare quel brano "ancora più cattivo" di quello che sarebbe)...



"Diciamo che tra i gruppi prog i Genesis sono sempre stati forse quelli più legati al rock e al pop ed a un certo punto, venuti meno due pilastri come Peter e Steve è stata una evoluzione naturale semplificare la formula."

Concordo su questo; i GENESIS si distinsero dalla "media" delle bands progressive del tempo per l'uso scenico di GABRIEL attraverso le sue molte maschere e trasformazioni in relazione con i brani da lui interpretati 'on stage' (il concetto raggiunse l'apoteosi con la rappresentazione live di THE LAMB) ma non credo che questo dettaglio sia stato particolare oggetto di critica nei loro confronti. Invece, credo che fu la magniloquenza nelle rappresentazioni "live" di EL&P, con Keith Emerson che on-stage fingeva "una lotta" tra lui e l'organo giggioneggiandosi agli occhi del pubblico, ad avere "prestato il fianco" a critiche tutto sommato giustificate da parte di "quelli del punk" stampa specializzata inclusa, oltre naturalmente alla COMPLESSITA' musicale della proposta degli stessi EL&P ed alcuni altri, come YES (con il loro TALES FROM TOPOGRAPHIC OCEANS per es.)

Oltre questo, nel caso particolare dei Genesis per quanto riguarda "la loro mutazione di stile e proposta" c'è sempre da tenere in considerazione UN DETTAGLIO molto significativo: d'accordo che gli abbandoni prima di GABRIEL poi di HACKETT abbiano "semplificato" tutta la gestione generale della band, come ebbe a ricordare anche Tony BANKS "dopo l'uscita anche di Steve dalla band, il processo di creazione dei brani tra di noi si semplificò moltissimo..." (come a voler dire che non c'erano più contrasti interni come invece ci furono in passato) ma il vero punto è questo: a Febbraio 1981 esce 'FACE VALUE' primo album "solo" di Phil COLLINS che raggiunge UN CLAMOROSO SUCCESSO INTERNAZIONALE; è IMPOSSIBILE che la cosa non sia stata notata da Banks e Rutherford che "rischiavano" di diventare, coi Genesis, la "band di accompagnamento" di Phil Collins... infatti, l'album dei GENESIS "ABACAB" pubblicato molti mesi dopo, nell'autunno dello stesso anno, rivela un DOVEROSO adattamento dei GENESIS "alla formula Collins" del suo primo album, non a caso...



"Non è che i gruppi prog appena arrivò il punk si misero subito a cambiare musica o a cercare di rivoluzionare il loro sound. "

beh, sempre prendendo a riferimento EL&P, il loro album "LOVE BEACH" del 1978 è quello che si potrebbe definire "il loro" AND THEN THERE WHERE THREE in quanto a "rivoluzione di stile", infatti esso è parecchio più 'sempliciotto' (nella architettura musicale dei brani contenuti) rispetto alla produzione passata della band e cerca in qualche modo -senza riuscirci- proprio di "adattarsi" alle nuove esigenze che la recente svolta del 1977 nel campo della musica POP ROCK aveva imposto; infatti parlandone molto tempo dopo, lo stesso Emerson ammise che : "sul piano musicale quel disco fu un tentativo di transizione simile a quello portato avanti con successo nello stesso periodo dai Genesis"...
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Re: Una Trilogia?

Postby Duke59 » 05 May 2025, 11:24

Thomas Eiselberg wrote: Non è che i gruppi prog appena arrivò il punk si misero subito a cambiare musica o a cercare di rivoluzionare il loro sound. Lo fecero, in tanti, successivamente, in piena epoca new wave. Il punk in questo senso non fu una influenza diretta, ma portò sicuramente ad un cambiamento dei gusti musicali.


Infatti.

La sequenza - secondo me in base a quanto ricordo e a quanto ho potuto leggere - grosso modo fu (perdonate le grossolane semplificazioni)

MOD e GARAGE ROCK (Kinks - The Who) --> PROTO PUNK (MC5 - Stooges) ---> PUNK (Sex Pistols - Clash - Stooges - Ramones) --> POST PUNK (Clash - Ramones - PIL - Souxie and the Banshees) --> NEW WAVE (Police - Devo - Blondie - Costello - Joe Jackson ...)

Aggiungendo a questo sovrapporsi di generi e di "nuove" direzioni musicali l'avvento su larghissima scala, databile nei primi anni '80, dei videoclip che obbligavano a canzoni di breve durata; la tentazione/necessità di saltare su quel carro divenne molto forte anche per gli alfieri del Progressive.

Collins ha sempre affermato di preferire il Soul al Progressive, il che secondo me è il motivo per cui dietro la batteria riusciva a rendere in modo gradevole anche passaggi piuttosto ostici, privilegiando il feeeling alla pura matematica.

Anche Rutherford in genere ha sempre privilegiato le composizioni "semplici" e in forma canzone.

Per cui il passaggio dai brani lunghi e sfaccettati a canzoni più corte e semplificate non dovrebbe sorprendere. Ammesso che il punk (e poi la New Wave) abbiano favorito questo cambiamento di stile, in realtà essi non fecero altro che far gernogliare semi già presenti in almeno 2/3 del gruppo.

Dei tre fu Banks quello che dovette modificare maggiormente il suo stile compositivo, obbligandosi ad accorciare il modo in cui sviluppava temi melodici e armonici.

Se questo sia stato un bene o un male resta indeterminabile.

Io però amo immaginare un universo parallelo in cui i Genesis, dopo Seconds out, decisero di rimanere una band di culto, rinunciando alla ricerca del "facile" consenso di massa (che comunque all'epoca non era prevedibile) perchè sarei veramente curioso di osservare in che direzione si sarebbero mossi.
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Re: Una Trilogia?

Postby TDuke » 05 May 2025, 14:38

Dei tre fu Banks quello che dovette modificare maggiormente il suo stile compositivo, obbligandosi ad accorciare il modo in cui sviluppava temi melodici e armonici


Infatti a mio avviso Banks, da sempre considerato il genio compositivo del gruppo, diventerà sempre meno incisivo e soprattutto da un punto di vista prettamente "pianistico" sempre meno creativo.


Per il resto sono estremamente d'accordo con il lungo post precedente di Duke59, la "virata" (direi anche brusca) derivò più che dal fatto che i gusti stavano cambiando dalla volontà dei ns di cercare qualcosa di più semplice e diretto, volontà che poi , componendo come fosse un puzzle tutte le varie dichiarazioni successive fino ai tempi più recenti, viene tranquillamente palesata e con convinzione. Poi, come già detto, i fatti (nel senso di hits e vendite) gli diedero ragione , ma la fama del gruppo ne rimmarrà comunque in qualche modo "intaccata", e secondo me a ragione, ma qua poi diventa un discorso soggettivo.
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Re: Una Trilogia?

Postby aorlansky60 » 05 May 2025, 18:01

@DUKE

"Io però amo immaginare un universo parallelo in cui i Genesis, dopo Seconds out, decisero di rimanere una band di culto, rinunciando alla ricerca del "facile" consenso di massa (che comunque all'epoca non era prevedibile) perchè sarei veramente curioso di osservare in che direzione si sarebbero mossi."

Sarebbe piaciuto molto anche a me. Se non altro avrei continuato a seguirli anzichè dire "BASTA" con ABACAB. Però per vedere realizzato QUESTO sarebbe stato necessario che Steve HACKETT rimanesse nei GENESIS. Ed è il cruccio che mi porto sempre dentro pensando a loro: che Tony BANKS non abbia saputo (o non abbia voluto) estendere un "ponte" tra di lui e il chitarrista, cercando di considerarne maggiormente il potenziale "anche" in qualità di compositore oltre che di semplice esecutore.

Tornando alla realtà, hai sottolineato un punto che fu davvero importante nella "mutazione stilistica" da parte di coloro che, come rock bands, arrivavano da lontano : "i videoclip che obbligavano a canzoni di breve durata; la tentazione/necessità di saltare su quel carro divenne molto forte anche per gli alfieri del Progressive."

Oltre al punk (e agli editori compiacenti verso di esso) l'avvento di MTV fu determinante nel creare "la nuova musica POP ROCK" di inizio decennio 80 (destinata a durare per molti anni) e a sancire "la fine" del periodo precedente.
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Re: Una Trilogia?

Postby rkive » 06 May 2025, 07:53

Mi pare che nell' introduzione del libro Genesis- Rivelazioni, Collins disse che per continuare bisognava uccidere la "vacca sacra". [:-I]
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Re: Una Trilogia?

Postby aorlansky60 » 06 May 2025, 09:12

Adesso non so bene cosa intendesse di preciso Phil Collins per "vacca sacra" (forse qualche rimando al concetto Biblico di "vacche grasse? boh"...) ma una cosa è chiara, per me :

una volta che indovinarono "IL FILONE GIUSTO" per mezzo di "FACE VALUE", quello cioè che gli aprì ad una popolarità GIGANTESCA e in conseguenza, SOLDI A VAGONATE COME NON NE AVEVANO MAI VISTI PRIMA, tramite esibizioni live SOLD OUT "all over the world" e VENDITE DI DISCHI DA ALTA CLASSIFICA, continuarono per quella via che COLLINS aveva sondato ed aperto.

La conferma di quanto ho detto sopra viene DAI NUMERI : "ABACAB" (il primo album a nome GENESIS pubblicato dopo "FACE VALUE" di COLLINS) raggiunse la pos. #1 della classifica degli albums in UK e la pos. #7 in USA (ricordo che una 7ma pos. in USA equivaleva al tempo a raggiungere la #1 in Francia Germania ovest Italia Olanda Belgio Spagna TUTTE SOMMATE INSIEME e forse tale SOMMA non raggiungeva nemmeno così il corrispettivo num. di albums venduti in USA). E sappiamo bene che ABACAB fu il vero albums "di rottura" col passato (tanto per dirne una: si tratta del primo album dei GENESIS che vede comparire una SEZIONE FIATI di accompagnamento, guarda caso LA STESSA usata da COLLINS in molti brani di FACE VALUE...)

Ed allora "il sogno" (mio, di DUKE e credo di altri) di vederli continuare con il PROGRESSIVE più ortodosso ancora per qualche album (dopo Wind&Wuthering) vacilla e viene meno, perchè si trattava di mettere SU UN PIATTO DELLA BILANCIA questa scelta (che garantiva scarse vendite e scarso successo già negli anni 70, figurarsi dopo l'avvento delle "nuove mode musicali" punk e new wave) E SULL'ALTRO PIATTO QUELLA CHE AVEVANO TROVATO grazie all'intuizione di COLLINS.

Secondo voi, tra la GLORIA (concessa loro da critici e redattori nel decennio precedente) e IL SUCCESSO (arrivato dal 1981, col conto in banca che lievita meravigliosamente sempre più in alto) Banks Rutherford e Collins cosa avrebbero scelto?... di continuare col PROGRESSIVE nel quale erano bravissimi, oppure "virare" verso una proposta musicale assai più gradita AL GRANDE PUBBLICO ?

per me la risposta è scontata.
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Re: Una Trilogia?

Postby rkive » 06 May 2025, 09:18

La vacca sacra fa parte della religione indiana dove le mucche non si possono uccidere. [:)]
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Re: Una Trilogia?

Postby aorlansky60 » 06 May 2025, 09:26

forse per "vacca sacra" COLLINS intendeva metaforicamente IL PROGRESSIVE, mi è venuta adesso...
allora SI che l'affermazione ha un senso: finirla per sempre col passato ed aprire un nuovo orizzonte.
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Re: Una Trilogia?

Postby rkive » 06 May 2025, 10:01

https://www.amazon.com/Genesis-Chapter- ... 0312379560

Non avendo più il libro penso che l' affermazione "sacred cow" non sia di Collins ma dell' autore.

Comunque l' ho interpretata in riferimento al progressive. [I8)]
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Re: Una Trilogia?

Postby highinfidelity » 26 May 2025, 14:45

Bella dissertazione, mi dispiace essermela persa e averla dovuta leggere "in differita".

Duke, è interessante la tua teoria sul fatto che il declino del progressive sia dovuto alla disco e non al punk. Forse in buona parte è anche vera, sicuramente è molto suggestiva, sebbene sia difficile dimostrare che la disco abbia eroso potenziali ascoltatori alla musica più colta; sarebbe facile ad esempio argomentare che i tuoi compagni di classe che ascoltavano disco erano gli omologhi dei ragazzotti degli anni '60 che ascoltavano 45 giri sciocchi uno via l'altro.

In ogni caso, la percezione (vera o solo immaginata) che sia stato il punk a distruggere il genere progressivo è molto diffusa presso i diretti protagonisti dell'epoca. Tu citavi il racconto di Steve Hackett incluso nella sua recente autobiografia, ma anche Ant Phillips (che mi pare nessuno abbia citato) era stato almeno altrettanto esplicito in quanto riportato nella monografia a lui dedicata da Giammetti.

La mia conclusione è che sebbene la diffusione avuta dal punk sia stata e sia tuttora enormemente sopravvalutata, a livello giornalistico ma soprattutto a livello di management dell'indistria musicale veniva brandita come un manganello, e i musicisti colti ne venivano continuamente minacciati, per cui anche in loro si è radicata la convinzione che il punk abbia avuto una vastissima penetrazione nella cultura popolare.
<< Conoscete voi spettacolo più ridicolo di venti uomini che s'accaniscono a raddoppiare il miagolìo di un violino? >>
(Luigi Russolo, Intonarumorista. 1913.)
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Re: Una Trilogia?

Postby TDuke » 28 May 2025, 18:52

highinfidelity wrote:Bella dissertazione, mi dispiace essermela persa e averla dovuta leggere "in differita".
La mia conclusione è che sebbene la diffusione avuta dal punk sia stata e sia tuttora enormemente sopravvalutata, a livello giornalistico ma soprattutto a livello di management dell'indistria musicale veniva brandita come un manganello, e i musicisti colti ne venivano continuamente minacciati, per cui anche in loro si è radicata la convinzione che il punk abbia avuto una vastissima penetrazione nella cultura popolare.


Tremendamente vero! Questa cosa mi ha ricordato la seconda puntata di Vinyl (*) dove il protagonista, il produttore discografico americano Richie Finestra apostrofa con disprezzo gli Yes e gli EL&P considerati appunto emblemi ed alfieri di un genere autocelebrativo ed ormai lontano dal mainstream...


(*) Se non sapete cos'è Vinyl shame on you! [:D] E una miniserie del 2016 di un'unica stagione prodotta da Scorsese e Mick Jagger acclamata dalla critica e dai (pochi) spettatori che la videro che fu tagliata appunto dopo la prima stagione (dieci episodi) ma che può comunque essere tranquillamente vista anche così, anzi forse è anche meglio. L'ho vista e rivista in lingua originale ed in italiano, serie cult per chi ama gli anni '70 e la buona musica in generale. [;)]

https://www.youtube.com/watch?v=b5wbEaqMjKU
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Re: Una Trilogia?

Postby rkive » 02 Jun 2025, 09:19

#declino_progressive.

Le case discografiiche hanno accelerato il declino del progressive, ma di per sé era già in crisi.

Le band prog avevano raggiunto il loro massimo creativo e non potevano che ripetersi o cercare nuove strade.
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Re: Una Trilogia?

Postby aorlansky60 » 02 Jun 2025, 10:15

"Le bands prog avevano raggiunto il loro massimo creativo e non potevano che ripetersi o cercare nuove strade."

Si, questo è comprensibile. Evidentemente in Terra e "nelle cose fatte dall'Uomo" -mi riferisco alle varie FORME d'ARTE ed in particolare a quella MUSICALE- il "BELLO" e lo "STRAORDINARIO" non possono durare troppo a lungo, ma sono associabili ad un numero limitato di anni e ad un arco di tempo ristretto... esattamente 'questo' dice l'epopea del PROGRESSIVE ROCK di matrice Europea, nato per dare una risposta e una 'contro proposta' alla matrice musicale Rock Nord Americana che dal 67/68 aveva iniziato a catturare i favori del 'grosso' pubblico, più del Rock proveniente dall'Inghilterra...

A ben guardare e giudicare, infatti, gli albums migliori di Progressive Rock vennero concepiti e pubblicati nello spazio di 5/6 anni, quelli che vanno dal 1969 al 1974. Dopo il '74 a parte rare eccezioni ("A TRICK OF THE TAIL" è una di esse, oppure anche "CHOCOLATE KING" di PFM) è quasi impossibile riuscire ad individuare albums di matrice "Progressive" che riescano a tenere il passo con quelli dei tempi "aurei" ormai andati...

Personalmente parlando -per gli anni che mi porto dietro, che nella mia gioventù coincisero con un periodo così fecondo e felice a livello musicale come quello della 1ma metà anni 70- mi tengo ben stretto QUEL PERIODO attraverso TUTTI GLI ALBUMS -anche di NOMI minori- che ho conosciuto e che ancora apprezzo fortemente.

Pensando a chi si ritrova ad essere GIOVANE ed ILLUSO nel 2010/25, mi viene tristezza a pensare "al loro mondo" di adesso, potendolo confrontare "col mio mondo" da adolescente di 50anni fà a livello MUSICALE, quando diversi coraggiosi ed ispiratissimi compositori/musicisti riuscirono a fare MUSICA così bella e prodigiosa da fruire ed ascoltare...
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