Il filone "canterburiano" del rock progressivo.

Un'area dedicata all'esplorazione dell'universo musicale in genere, e degli altri protagonisti del rock progressivo in particolare.

Il filone "canterburiano" del rock progressivo.

Postby highinfidelity » 17 Jan 2025, 15:47

Ho sempre trovato curioso come vengano storicamente considerati affiliati al rock progressivo alcuni sotto-filoni che hanno un suono radicalmente diverso dai "grandi pilastri" del genere, quali il jazz-rock ed il progressive canterburiano. Eppure da sempre sono felice che ne facciano parte: se non fossero affiliati al progressive e quindi storicamente trattati assieme ad esso, è possibile o forse addirittura probabile che non li avrei mai ascoltati. [:)]

La recente discussione che tirava in ballo Third dei Soft Machine mi ha portato a trovare questo articolo con "consigli d'ascolto" di Rolling Stone, che mi era completamente sfuggito. Naturalmente - ça va sans dire - a firma di Fabio Zuffanti. Alcuni consigli a mio parere sono un po' spericolati [:D] , per alcuni complessi avrei magari consigliato altri titoli, ma è comunque una lettura simpatica e interessante:

https://www.rollingstone.it/musica/clas ... li/556812/

Via ai commenti! [:D]
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Re: Il filone "canterburiano" del rock progressivo.

Postby aorlansky60 » 18 Jan 2025, 08:44

Ancora prima di leggere l'art. linkato, [:D] confermo di essere sempre stato (fin da quando ascolto musica Rock, cioè) grande estimatore più che di Soft Machine, di CAMEL, CARAVAN, HATFIELD AND THE NORTH tutti gruppi nativi dell'area (anche per origine e nascita dei componenti)...
lo stesso Mike OLDFIELD ebbe "nativi" musicali intorno a quell'area dato che fin da giovanissimo praticamente ancora imberbe ma già validissimo esecutore alla chitarra (sia acustica che elettrica(, ebbe a collaborare con un certo David BEDFORD nome meno noto ai più ma musicalmente sempre proveniente dal "quell'area" di Inghilterra...
In questo momento sono di corsa ma mi riprometto di tornare, leggere l'art e commentare. [:D]


... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ...... ... ... ... ... ... ... ...... ... ... ... ... ... ... ... ...


Allora: per quanto riguarda la "scelta" del recensore dell'art. 'in 10 titoli' per conoscere "al meglio" (come logico supporre) quella che fu una vera e propria "scuola" musicale del tutto particolare all'interno del progressive-rock :


“Fish Rising” Steve Hillage (1975) : ottima scelta per un album notevole

“The Polite Force” Egg (1971) : non saprei, non li conosco

“Shooting at the Moon” Kevin Ayers (1970) : buona scelta

“You” Gong (1974) : scelta felicissima, disco stupendo (insieme agli altri due albums che compongono la celebre "trilogia" di "Radio Gnome invisible" immaginata da David Allen)

"“National Health” National Health (1977) : scelta stra-felicissima, altro titolo stupendo anche se pubblicato in epoca ormai "tarda" (fine anni 70)

“Third” Soft Machine (1970) : scelta che definirei "inevitabile" vista l'aurea che dal 1970 circonda questo titolo tra "gli addetti ai lavori", [:-I] che tuttavia (alzerò gli orrori dei 'puristi' dicendolo) [:D] non rientra tra i miei preferiti della scuola di Canterbury (dei Soft Machine apprezzo di più il periodo successivo a "Third" come ho già avuto modo di dire)

“Matching Mole” Matching Mole (1972) : ottima scelta, Robert Wyatt svincolato dai Soft Machine col suo nuovo gruppo propone un ottimo album, consigliatissimo

“In the Land of Grey and Pink” Caravan (1971) : scelta stra-felicissima, album stupendo insieme ad [almeno] altri due albums di questa band, della quale quello qui in oggetto può ritenersi il loro capolavoro

“Rock Bottom” Robert Wyatt (1974) : buona scelta, ma attenzione : un disco da prendere "abbastanza" per "le molle" come si suol dire, non di facilissimo approccio per chi non è avvezzo ad un certo genere musicale come quello qui proposto (e R.Wyatt quando voleva sapeva essere davvero rareffatto e "perso" per "i suoi vicoli mentali", la cui trasposizione da trasmettere all'ascoltatore tramite DISCO non sempre si rivelò riuscita, a mio avviso)

“The Rotters’ Club” Hatfield and the North (1975) : scelta stra-felicissima, un album STRAORDINARIO insieme al suo predecessore l'omonimo "Hatfield and the North" che mi piace addirittura più di questo!


Allora, detto questo e con la precisazione che POSSEGGO (da tempo) e quindi straCONOSCO tutti gli albums qui citati, meno uno (“The Polite Force” Egg) devo fare una tiratina d'orecchie al recensore:

"Sono stati volutamente esclusi gruppi dal suono vicino a quello della “scuola”, come Henry Cow e Camel"

non è la prima volta che mi capita di leggere una selezione di titoli ragionata del "Canterbury sound", e come al solito mancano i CAMEL !!!!! [!:-!]
un altra rock band da ritenersi identificabile a pieno titolo nell'area di Canterbury (per tipo di musica proposta oltre che per luogo di nascita dei componenti della band, alcuni dei quali nel tempo sono transitati sia nella formazione dei CARAVAN che di HATFIELD AND THE NORTH) ed io mi domando per l'ennesima volta perchè vengono così snobbati! [:-j] [:-|]

Ora: se posso capire l'esclusione consapevole di HENRY COW, la cui proposta è decisamente "ostica" musicalmente parlando, quella dei CAMEL è imperdonabile, trattando della "scuola" di Canterbury.
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Re: Il filone "canterburiano" del rock progressivo.

Postby TDuke » 18 Jan 2025, 14:39

Si escludere i Camel magari solo perchè londinesi non ha proprio senso. Anche io li amo moltissimo, direi che forse dopo i Genesis sono il gruppo prog che ascolto di più, in particolare il primo omonimo , spesso considerato solo un buon esordio e che invece a mio modesto avviso non ha nulla da invidiare al più famoso "Mirage" e "The Snow goose" , che è uno degli album strumentali piu' struggenti che abbia mai sentito. Non certo agli stessi livelli (io poi non amo né il cosidetto "neo prog" né in generale quello che i grandi nomi hanno sfornato dopo "il periodo aureo") però "Rajaz" del '99 è un album stupefacente e che consiglio senza riserve.

"Fish Rising" : Beh album straordinario, Hillage ha uno stile chitarristico altamente riconoscibile e che apprezzo molto, mi azzardo a dire che quest'album è la migliore commistione tra prog-rock e psichedelia mai uscita (almeno per i miei gusti) anche "Space Shant"i è un altro album che adoro (una di quelle perle passate completamente inosservate e riscoperte mooolto a posteriori) e che risento spesso e volentieri come tutto il trittico dei Gong (soprattutto il primo ed il terzo, meno il secondo) . Non disdegno (anche qua caso rarissimo per me) i lavori successivi di Hillage sia come solista che nelle varie evoluzioni dei Gong.

"In the Land of Grey and Pink" ... vabbè ragazzi , album tra i piu' magici di tutto il prog , non solo della "scuola di Canterbury", un album che ti fa letteralmente viaggiare con la testa, qua mi sbilancio: è un "primus inter pares" , nel senso che è per me nell'olimpo del genere, insieme a tanti altri certo, quindi le classiche 5 stelle nel senso che non trovereri nessun altro album superiore, ma solo allo stesso livello, compreso il "trio delle meraviglie" dei ns beneamati. Dei Caravan apprezzo molto anche "Waterloo Lilly" dove il basso di Sinclair praticamente "vola" per tutto il disco, anche questo un album considerato di solito "buono" ma secondo me di livello ben maggiore. Mentre sempre assai gradevole ma secondo me un po' sopravvaltutato "If I Could Do It All Over Again, I'd Do It All Over You". Al contrario dei Camel (sempre x i miei gusti) tutto quello che è venuto dopo questi 3 album mi trova molto freddo.

Concordo assolutamente per “Rock Bottom” , un album bello ma secondo me non "epocale" anche se così generalmente considerato dalla critica, ma non sono un grande fan Wyatt solista , non a caso neanche i Matching Mole mi fanno impazzire.

Discorso Hatefield and the North e ci metto pure i National Health , allora "The Rotter's Club" è un album che ogni tanto ascolto ma in generale questi due importantissimi gruppi diciamo della "seconda ora" del Canterbury sound non mi hanno sempre del tutto convinto: a volte si trascende, x i mie gusti, verso un soft-jazz che sconfina nell' "ambient" che non so, mi porta sempre a cercare di aumentare il volume [:D] certo tecnicamente tutti musicisti notevolissimi (ma vabbè non ne staremmo parlando qua...) però mi mancano quelle variazioni, "quei colpi di genio improvviso" , diciamo quelle "zingarate" scomodando un classico del ns cinema , che poi sono quelle caratteristiche che mi fanno ancora amare tanto il variegato calderone del prog. Paradossalmente ascolto piu' volentieri i nostrani e canterburiani "Picchio dal pozzo" o gruppi minori come i Gilgamesh che appunto, secondo me , mantennero una connotazione prog maggiore, concezione personale questa difficile da spiegare... [:-I]
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Re: Il filone "canterburiano" del rock progressivo.

Postby aorlansky60 » 18 Jan 2025, 17:50

@TDuke

"The Snow goose", uno degli album strumentali piu' struggenti che abbia mai sentito.

Concordo assolutamente. [:)]
Peraltro io non faccio testo, perchè apprezzo così tanto i CAMEL da diventare un pochino meno obiettivo, infatti tendo a non buttare via nulla dei loro albums periodo anni 70 (proprio nulla, nemmeno il discusso
"I can see your house from here") naturalmente includendo anche "NUDE" del 1981, bellissimo album in chiave splendidamente progressive, in un anno del nuovo decennio in cui il 'punk' e la 'new wave' avevano già procurato danni sufficienti (il primo) [:(-(] e ridisegnato il rock (la seconda)...
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Re: Il filone "canterburiano" del rock progressivo.

Postby maomac 2 » 18 Jan 2025, 20:36

Secondo me Zuffanti nella sua classifica non ha incluso i Camel in quanto non li considera nella cosidetta scuola di canterbury e io condivido la sua idea.
I Camel con Latimer avevano una chitarra molto presente cosa che non si trova nei gruppi tipicamente canterburiani, anzi diciamo che Latimer da quel suono caratteristico dei Camel e lo trovo molto gilmouriano. Tra l'altro i Camel li considero alla pari dei Genesis solo un pò più sfortunati e condivido il giudizio riguardo al primo album molto bello alla pari dei successivi come pure la bellezza di Rajaz, album del 1999 che nessun gruppo prog anni 70 sarebbe stato capace di fare alle soglie degli anni 2000.
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Re: Il filone "canterburiano" del rock progressivo.

Postby aorlansky60 » 19 Jan 2025, 09:05

@Maomac

"I Camel con Latimer avevano una chitarra molto presente cosa che non si trova nei gruppi tipicamente canterburiani, anzi diciamo che Latimer da quel suono caratteristico dei Camel e lo trovo molto gilmouriano."

Corretta [secondo me] la tua osservazione sul chitarrista e il ruolo centrale -come strumentista- che ebbe nella band, che però condivideva col tastierista Peter Bardens, infatti fino a che quest'ultimo è stato nella band (periodo 73-78 ovvero il migliore) i due sono stati i principali autori -in molti casi anche co-autori- dei Camel (uno degli albums più belli del periodo d'oro della band, il già ricordato "The Snow Goose" è totalmente accreditato a "Peter Bardens & Andrew Latimer") con le tastiere di Bardens sempre molto "presenti" (a fornire la base armonica, ma non disdegnava neppure momenti di assolo per le sue tastiere) insieme all'elettrica solista di Latimer. Quest'ultimo nell'ultimo albums di studio dei Camel ("A nod and a wink" del 2002) farà una dedica sentita all'amico collega, scomparso quello stesso anno.
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Re: Il filone "canterburiano" del rock progressivo.

Postby highinfidelity » 20 Jan 2025, 10:09

maomac 2 wrote:Secondo me Zuffanti nella sua classifica non ha incluso i Camel in quanto non li considera nella cosidetta scuola di canterbury e io condivido la sua idea.


Son d'accordo anch'io con questo punto di vista (e credo anch'io che sia questa la ragione per cui Zuffanti non ha messo i Camel in elenco).

A mio modo di vedere non basta essere dell'area di Canterbury per aver fatto del progressive canterburiano. Questo sotto-genere, almeno per come vedo io le cose, ha delle caratteristiche molto ben definite che non si limitano solo all'essere jazzato in vario grado, ma anche o forse soprattutto a contenere degli schemi armonici molto particolari e molto riconoscibili (dei quali non saprei dare una descrizione accademica, sebbene siano facilmente percepibili e riconoscibili anche da parte di non-musicisti). Come archetipi assoluti del suono del progressive canterburiano personalmente individuo In The Land Of Grey And Pink dei Caravan e Hatfield And The North (album omonimo). In nessun album dei Camel ricordo d'aver mai registrato sonorità di tipo simile, anzi come qualcuno condivisibilmente ha scritto i Camel sono forse il complesso più avvicinabile al rock progressivo sinfonico "neoclassico" dei Genesis. Corretto invece sempre a mio parere inserire Third dei Soft Machine in quanto opera che, tra infinite sbrodolature, contiene comunque a tratti in embrione il vero suono del progressive canterburiano; da questo punto di vista è effettivamente un album importante, "seminale" come si usa dire in questi casi considerato che è del 1970, sebbene certamente non da 5 stelline.

Tornando alla "classifica", concordo pienamente con Alain circa la preferenza del primo omonimo Hatfield And The North, album veramente delizioso, al successivo più oscuro e meno decifrabile The Rotter's Club. Anch'io avrei certamente segnalato il primo anziché il secondo come opera più apprezzabile del complesso.

Mi ha un po' stupito invece trovare You dei Gong, album che possiedo ma che non ho ancora avuto tempo di ascoltare con quell'assiduità che meriterebbe. A memoria, comunque, non avevo registrato un suono particolarmente canterburiano. Mi riprometto di riascoltarlo a breve e di verificare. [:-I]
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Re: Il filone "canterburiano" del rock progressivo.

Postby aorlansky60 » 20 Jan 2025, 12:28

highinfidelity wrote:
Mi ha un po' stupito invece trovare You dei Gong, album che possiedo ma che non ho ancora avuto tempo di ascoltare con quell'assiduità che meriterebbe. A memoria, comunque, non avevo registrato un suono particolarmente canterburiano. Mi riprometto di riascoltarlo a breve e di verificare.


Spero tu abbia [e conosca] anche gli altri due albums della "trilogia", ovvero i precedenti "Flying Teapot" e il successivo "Angel Egg" ("You" è l'ultimo nella cronologia), che inquadra uno dei momenti musicalmente più felici di questa band. Tra i tre, poi, scegliere quale sia 'il preferito' è sempre la solita questione "de gustibus non disputandum est"... [;)] I GONG vengono citati [forse] perchè il leader iniziale della band David ALLEN fu anche uno dei membri fondatori dei SOFT MACHINE già dal 1966, anche se ci rimarrà pochissimo, perchè a causa di strane vicissitudini (niente a che fare con scelte musicali comunque), se ne andrà in Francia per andare a formare la "sua" creatura "GONG", il cui suono e spirito di base però si discosterà -come hai notato- in qualche modo dal classico "Canterbury sound"... dopo però che Allen deciderà di abbandonare la formazione, questa dal 1976 prenderà una piega decisamente Fusion (o jazz-rock) abbandonando così il sound iniziale (coniato da Allen) che ne aveva fatto una delle rock band più originali della 1ma metà anni 70...
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Re: Il filone "canterburiano" del rock progressivo.

Postby highinfidelity » 23 Jan 2025, 09:53

Sì grazie, li ho tutti, e ho anche Camembert Electrique, acquistato forse più per la genialità del titolo che non per le alte aspettative sul contenuto! [:D]

Nel frattempo ho riascoltato You. Come ricordavo, è una album veramente bello, persino orecchiabile a tratti, con parecchie parti che "filano via" veramente bene. Sempre come ricordavo, però, non ho riscontrato parti in cui effettivamente si possa sentire quello che io riconosco come "suono di Canterbury". Non che la cosa possa stupire, considerato che l'album è stato composto ed inciso lontanissimo da Canterbury...
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Re: Il filone "canterburiano" del rock progressivo.

Postby TDuke » 25 Jan 2025, 19:58

highinfidelity wrote:Sempre come ricordavo, però, non ho riscontrato parti in cui effettivamente si possa sentire quello che io riconosco come "suono di Canterbury". Non che la cosa possa stupire, considerato che l'album è stato composto ed inciso lontanissimo da Canterbury...


Dipende dai , non tutto il canterbury è "uguale", quello per esempio di derivazione Hillage o dei Caravan è abbastanza diverso da quello piu' "fusion" dei Soft Machine, dei Matching mole o dei vari Hatefield o National Health, "In the Land of grey and pink" è probabilmente l'album piu' famoso del canterbury (a mio gusto anche il più bello) e non suona certo come i grupponi prima citati [;)]
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Re: Il filone "canterburiano" del rock progressivo.

Postby Thomas Eiselberg » 04 Feb 2025, 12:17

Anche io non considero esattamente i Camel come una band appartenente al filone. Non a caso sono il gruppo che mi piace di più tra quelli in elenco, sono molto più vicini ai Genesis e al rock sinfonico classico.

Per il resto conosco poco e quel poco non mi ha mai fatto impazzire. Se dovessi citare un gruppo citerei i Caravan (In the Land of grey and Pink soprattutto, che gradisco in toto a differenza di altri loro lavori dove ci sono cose che gradisco e altre meno), ma anche loro (anche se pienamente inseriti nel genere e avendo quel tipo di sonorità) hanno caratteristiche molto simili a quelle di gruppi rock sinfonico e per sonorità a volte ricordano tantissimo i Camel (non è un caso che ad un certo punto le due band si siano quasi "fuse").

Per il resto a parte qualcosina qua e là (tipo i Gong) direi nulla, non fa per me come sotto genere del prog
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Re: Il filone "canterburiano" del rock progressivo.

Postby highinfidelity » 04 Feb 2025, 14:49

Uh, peccato Thomas! Certo il canterburiano non ha la maestosità e la possenza del sinfonico, però è così deliziosamente aereo e rarefatto, così elegante...
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