by aorlansky60 » 17 Feb 2009, 06:55
GIant ha scritto (riferito a NURSERY CRYME) :
"gli ha tolto tutto il riverbero!
specialmente su "all your hearts now seem so far from me", che sul precedente remaster del 1994 che ho confrontato invece è più marcato.
ma un po' tutto il disco mi sembra parecchio secco, tanto che l'entusiasmo per trespass è stato mitigato da una parziale delusione per nursery cryme. è una mia impressione?"
Ho già notato che molti di voi hanno espresso un ottimo giudizio per quanto riguarda il lavoro operato da Davis
su TRESPASS, e me ne rallegro, però le prime parole lette qui su Nursery Cryme mi gelano non poco; se veramente
Davis ha "osato" profanarmi la "reliquia" (stimo NURSERY CRYME quale uno dei classici 5 LP da salvare su tutto
e tutti) propongo allora un viaggio organizzato in Inghilterra per andarlo a scovare e metterlo di fronte alle
proprie responsabilità!!![:D] sono bene accetti strumenti di tortura quali gatto a nove code, ardesia, piumini
etc etc... [:D]
proprio ieri sera mi sono concesso la delizia di ascoltarmi una delle copie in vinile che ho di quest'opera, forse io mi stò veramente arrampicando sugli specchi cercando il Santo Graal, cioè ottenere su digitale quanto
è in grado di dare il vinile in dolcezza e gentilezza di emissione... perchè in vinile e su un front-end di un
certo livello, questo disco viene fuori sempre godibile, testimoniando che quello che si poteva credere un
difetto di registrazione o limite tecnico dell'epoca, cioè suono poco aperto e misteriosamente "chiuso", è invece una delle caratteristiche dell'opera di cui mi sono fatto l'abitudine nel tempo; anche se non hai l'impressione "di realtà" di trovarti i Genesis in salotto ad eseguire NURSERY, la scena e le proporzioni sono buone, ma soprattutto è la rotondità degli strumenti anche se non eccessivamente spaziati tra di loro, a venire fuori senza la benchè minima fatica d'ascolto tipica del suono digitale, anche nei momenti musicali apparentemente più difficili. Quando ascolto la coda di mellotron di SEVEN STONES per es. è palese ed evidente
che Banks non sia li con lo strumento, però il suono che ne esce è musicalissimo e lo stesso profondo, per nulla aggressivo...
Trovo la Definitive Remaster Edition coerente anche se distante rispetto al vinile, coerente nel senso che i tecnici del tempo hanno mantenuto, nel limite del possibile, quel feeling e quel sound tipici dell'opera;
leggere ora le impressioni di GIant che parla del remix di Davis "parecchio secco" in termini di suono mi turba
non poco... sono le impressioni che ho ricavato all'ascolto di TRICK e WIND nei remix dello stesso Davis, palesemente mancanti di frequenze medio basse per come me le ricordavo io...
Klimo77 ha scritto:
"Magari i tecnici hanno fatto oggi ciò che non fecero negli anni '70, perchè diciamolo, le registrazioni dei genesis sono quel che sono!(e data la raffinatezza della loro musica avrebbero meritato una ripresa del suono di gran lunga migliore). Come quelle dei Led Zeppelin e tanti altri gruppi, e non per colpa dei musicisti sia chiaro, ma perché la ripresa del suono nella musica rock non è mai stata il paradiso degli audiofili. Questo è un dato di fatto, trovatemi 20 dischi tra i capolavori del rock degli anni '70 registrati in maniera perfetta!
Magari! Sembra strano ma le migliori riprese del suono e quindi i dischi meglio suonanti erano degli anni 50 e 60, etichette come Mercury, Decca...ci sono album di classica e jazz vecchi di 50 anni che suonano in maniera perfetta, grazie al lavoro dei tecnici del suono, per il rock non c'è mai stata questa cosa (almeno nella maggior parte dei casi)."
qui c'è molto di cui parlare...
per anni (decenni) si è dibattuto su COSA DEVE ESSERE L'ALTA FEDELTA' DI RIPRODUZIONE MUSICALE;
deve dare il senso dell'illusione, quindi perfezione, o deve essere il più possibile espressione di realtà?
perchè in queste due fazioni si sono divisi gli ascoltatori; quella che vuole che la musica riprodotta debba essere il più possibile vicino alla realtà e quella che invece mira alla perfezione assoluta prima della realtà stessa.
PER ME SONO ENTRAMBE CHIMERE.
Nel senso che la perfezione non è di questo mondo, e ottenere LA REALTA' nel salotto di casa tua è cosa
altrettanta illusoria e comunque ardua. Tutt'al più si arriva a dei compromessi.
PERCHE' C'E' MUSICA E MUSICA. Prendiamo un orchestra di 50 elementi + ensemble vocale ed una partitura particolarmente complicata, come per es. il REQUIEM di W.A.MOZART... beh, guardate, non c'è registrazione al mondo pur raffinata, e nessun impianto domestico hifi, anche il più costoso ed avanzato che la tecnica possa
mettere a disposizione oggi, in grado di riprodurre correttamente in un ambiente tipico di 4 metri x 6 metri il potenziale acustico -prima ancora di quello musicale- di un opera del genere... perchè il suo ambiente ideale e naturale è uno spazio molto più ampio quale lo può essere una cattedrale o un auditorium appositamente studiato per lo scopo, con gli esecutori umani collocati dentro di essi... solo in quel contesto si può apprezzare veramente un Monumento Musicale del genere.
Per il jazz o per il folk il discorso è molto più semplice: meno sono gli elementi strumentali e meno è complessa la partitura musicale, allora più è avvicinabile a livello di riproduzione il senso di realtà;
io godo da matti quando ascolto il trio di Keith Jarrett, e "sento" ed "avverto" grazie anche ad una registrazione impeccabile e grazie al mio impianto, che nell'ambiente d'ascolto il trio si materializza
a meraviglia: il pianoforte di Jarrett è in uno spazio preciso, poco più indietro e leggermente spostata stà la batteria di DeJohnette e più staccato ancora e su un piano e dimensione propria il basso di Peacock...
In questo caso il senso di realtà è davvero molto avvertibile, sembra quasi che il "trio"(per antonomasia) abbia fatto "tappa" a casa mia...
Con questo intendo dire che la musica jazz, quando ridotta a pochi elementi, è MOLTO più semplice da riprodurre rispetto ad un orchestra sinfonica, sempre che il tecnico di registrazione abbia svolto correttamente il proprio lavoro... perchè anche questo è FONDAMENTALE.
Per esperienza, ho sentito vinili suonare benissimo ed altri da vero skifo, il più delle volte però questo secondo risultato è ottenuto con musica pop o rock, quasi che questa sia trattata in modo superficiale da parte dei tecnici di studio rispetto al jazz, arte ritenuta a torto o a ragione più "colta" rispetto al rock e
per questo diretta verso un pubblico che necessiti di registrazioni, missaggi e incisioni IMPECCABILI più del pop o rock, diretta a un pubblico più giovane che se ne infischia della qualità di registrazione...
E non parliamo poi del digitale, del famigerato CD; in questo settore il tecnico ha ancora più responsabilità, soprattutto quando si trova per le mani un master analogico anni '60 o '70 da trasferire su supporto digitale.
Anche qui stranamente ho assistito a scempi e trionfi: il repertorio anni '80 degli U2 su CD è stato trattato DA VERO SKIFO, un impianto di riproduzione di un certo livello più della musica registrata in quei supporti TI SBATTE IN FACCIA ED ORECCHIE tutti gli errori ed orrori di quei tecnici sciagurati, una vera tortura...
Mentre invece masterizzazioni operate verso opere dei RENAISSANCE o BARCLAY JAMES HARVEST dai master analogici evidenzia tutta la bravura e sensibilità dei tecnici che hanno trattato quel materiale, ottenendo un suono equilibrato tra bassi-medi-alti e per niente aggressivo o affaticante, seppure ancora distante dal suono del vinile...
Discorso GENESIS: anche loro non sfuggono alla regola del tempo, i loro materiale -imho- non è stato trattato come la loro splendida musica meritasse, credo su questo concetto siamo tutti d'accordo, però non è neanche stato registrato malissimo... diciamo che nella
media del rock del periodo si trova nella via di mezzo, senza lode ne infamia... so per certo che le opere coetanee dei Gentle Giant, dalla proposta altrettanto se non addirittura più complessa ed articolata, suonano "meglio"... forse per i Genesis sarebbe stato un bene che fossero approdati sotto la "chioccia" protettiva
qual'era la EMI, basta osservare come questa ha trattato i Pink Floyd di "Dark side of the moon" o "Wish you
were here", a livello di tecnica di studio di registrazione opere altamente SPETTACOLARI prima ancora della
pur validissima proposta musicale... rispondendo alla domanda di Klimo77 "trovatemi 20 dischi tra i capolavori del rock degli anni '70 registrati in maniera perfetta" almeno uno ce lo trovo, DARK SIDE OF THE MOON; è veramente incredibile sotto questo aspetto, vero precursore di "tecnica da banco", onore ad Alan Parson.
Ieri sera dopo NURSERY CRYME ho ascoltato un altro vinile strepitoso (sia per qualità musicale, che tecnica strumentale che bontà della registrazione) "NYC" degli STEPS AHEAD, la distanza di 20 anni tra le due opere si sente tutta, soprattutto per il miglioramento delle tecniche di registrazione che possono essere avvenute in quell'arco di tempo, però mi sento di dire che TRESPASS, NURSERY CRYME, FOXTROT etc se riprodotti
su un front-end(piatto-braccio-testina) di livello decente NON SFIGURANO; certo, scordiamoci il senso della realtà perchè quei master analogici non saranno mai in grado di restituirci i Genesis nel salotto di casa, vuoi per il tipo di musica e vuoi soprattutto per come è stata trattata dai tecnici del tempo, però il
risultato finale non è malissimo, ho spesso sentito di peggio. Il discorso peggiora quando si approda ai CD delle opere dei Genesis, qui purtroppo non c'è più la dolcezza e l'ampiezza di risposta in frequenza tipici del vinile, il suono finale è più dinamico ma anche più "duro" e metallico e molto spesso genera "fatica
d'ascolto". Ma torno su quella caratteristica così peculiare di NURSERY CRYME, quel sound così a tratti riverberato che in qualche modo conferisce misteriosità al sound complessivo tanto da farne una caratteristica propria... siamo sicuri che senza e ripulita di tale apparente difetto, l'Opera ci apparirà migliorata?...
...AMA TUTTI, CREDI A POCHI, NON FAR MALE A NESSUNO...