by uppg34 » 23 Oct 2008, 10:57
Per fortuna (lo considero un privilegio di cui essere fiero), tutti i santi giorni metto piede dentro una scuola pubblica.
Incontro colleghi di sinistra nostalgici del '68, colleghi che odiano la politica, altri che rimpiangono il ventennio.
Colleghi sposati in chiesa, altri in Municipio. Altri che sono single, per scelta o perché non hanno trovato nessuno.
Colleghi bigotti ed altri atei.
Colleghi che leggono il Manifesto ed altri che leggono il Giornale.
Altri che odiano questo governo, altri che si farebbero la Gelmini e pure La Russa per quanto sono filogovernativi. Tutti, anche gli antigovernativi, si farebbero la Carfagna.
Incontro alunni figli di medici, di avvocati ma anche figli di operai, di contadini, di troie che lavorano nei night e perfino figli di quei fannulloni che lavorano nella pubblica amministrazione.
Incontro alunni cattolici, musulmani, atei, ebrei, albanesi, svizzeri, pakistani, romeni, argentini, cinesi e pure italiani.
Alunni che la domenica servono la messa ed altri che il sabato sera si fanno le canne e tracannano alcolici.
Non è facile far convivere tutto e tutti in armonia, ma questa è la sola scuola che possa essere chiamata tale.
L'unica scuola che insegna la convivenza, che insegna ad accettare le diversità, gli altri, il diverso.
L'unica scuola capace di insegnare la tolleranza ed il rispetto.
L'unica scuola che lo Stato deve sostenere: la scuola pubblica.
Certo, passare da Mourinho e Milito a Lippi e Cannavaro, voglio dire, avrebbe fatto appassire anche la verga di Siffredi