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Originally posted by Hogweed
Genere????[:-I]
Giusto per sapere![:-I]
dalla recensione che ha segnalato Mozo
Recensito da Donato Zoppo
Viaggi, malinconia, speranza e prog romantico
Affascinante, intenso, evocativo, drammatico. E' piaciuto moltissimo a Phil Collins e Tony Banks, al manager Tony Smith, Steve Hackett lo ha persino utilizzato dal vivo prima dei suoi show negli ultimi tempi. Stiamo parlando di "Cerulean Blue" dei Rain, pubblicato nel 2004 e senza dubbio uno dei più interessanti lavori inglesi degli ultimi anni.
E' un disco sfuggente: non troppo prog nel suo viaggiare nella forma-canzone, attingendo a piene mani alla melodia di Beatles, Genesis e Elton John, nè troppo pop, spingendo verso i territori del post-rock di Radiohead e Elbow. Un concept album che narra del viaggio americano di un giovane e degli incontri che egli fa con diversi personaggi, simboleggiati dalle cartoline ricevute dal misterioso Mr. Jaeger, che segue il viaggio del giovane: tutto è raccordato dalla voce del narratore Rob Brown, che apre ogni singolo movimento dell'opera.
Disco arrangiato ed eseguito con professionalità, "Cerulean blue" rivela un gruppo maturo e intelligente nel dosare i diversi ingredienti, passando per il pop e la new age, Alan Parsons e Pink Floyd (il sax di "Parsifal", molto alla Dick Parry), il Canterbury sound, gettando un trait-d'union tra il primo prog di Procol Harum e Moody Blues e il new prog dei Marillion, ai quali spesso si avvicina (vedi l'eterea opener "The Lammas lands").
Gradevoli gli arrangiamenti per archi (vedi la title-track), che non sfigurano nè appesantiscono il rock del gruppo: un rock d'altronde molto soffice, elegante, incline alla comunicazione appassionata, come nel caso di "Jerusalem". Purtroppo le interruzioni del narratore rendono l'opera poco scorrevole ma è l'unico difetto del cd. "Starcrossed" è un brano dall'impianto quasi cinematografico nel suo sviluppo epico; la floydiana "The silver apples of the moon", nei cambi di tema, si avvicina di più all'estetica new prog; "Light and magic" sinuosa e ammaliante, tra le vette dell'album, con un pizzico di folk-rock e squarci di mellotron.
Un cd molto inglese, che necessita di molti ascolti e spicca per l'insieme più che per i singoli brani. Un insieme in cui la malinconia, le atmosfere introspettive e la ricercatezza la fanno da padrone.
Tell me my life is about to begin, tell me that I am a hero, promise me all of your violent dreams light up your body with anger