by Betelgeuse » 04 Jun 2008, 13:10
Sono affezionato a Phil Collins.
Per me è stato ( ed è ) un qualcosa a metà tra uno zio e un amico, una specie di punto di riferimento, dato che sono praticamente cresciuto ascoltando le sue canzoni.
Non è facilissimo commentare la figura di questo artista in poche decine di righe, ma un tentativo può essere fatto, facendo leva sui ricordi e sulle emozioni soggettive, soprattutto perchè Phil Collins è uno di quei personaggi che non lasciano indifferenti.
Di solito si diventa una rock-star quando si riescono a fare bene tutte queste cose: cantare, suonare, organizzare, decidere. Ebbene Phil le ha fatte benissimo.
Dopo un'esperienza con i Flaming Youth, nell'autunno nel 1970 entra nei Genesis, per la verità non proprio in punta di piedi, ma nell'unico modo che gli consente il suo carattere, cioè portando allegria, estroversione, e unanimi riconoscimenti da parte di compagni di gruppo e management, a cominciare da Tony Stratton-Smith. A pochi mesi dal suo ingresso riesce a portare in concerto un suo brano ( The Light ), a diventare in pratica la seconda voce del gruppo, con relativi controcanti in Musical Box, e canta addirittura da solo un unico pezzo, For Absent Friends. Ha un ruolo non propriamente marginale nell'elaborazione delle fasi più potenti dei brani dei Genesis con, probabilmente, grossi contributi compositivi in alcune parti strumentali di brani come Supper's Ready, Watcher Of The Sky, Cinema Show e altri, accentuando il carattere a volte epico, a volte sperimentale delle ritmiche del periodo, ma non rinunciando a critiche su certe scelte musicali, soprattutto di Peter, sempre in modo comunque costruttivo. Uno così ha la stoffa del leader, anche i più ottusi se ne dovevano accorgere. Così prende per mano i Genesis nel 1975, rivelando le sue grandi doti di vocalist, ma anche di front-man, e, come detto sopra, di organizzatore e coordinatore.
Phil ha in mente il percorso che il gruppo deve prendere, seguito apparentemente volentieri dagli altri due. Diventa il custode, il depositario di questo simbolo, avviandolo a grandi successi commerciali, dicendo anche la sua come compositore ( Duke su tutti ).
Tutto questo nei Genesis.
Un capitolo a parte merita la sua carriera solistica, contraddistinta sicuramente da alti e bassi, tra cui dischi tra i più belli degli ultimi 25 anni cioè Face Value, Hello I Must Be Going e No Jacket Required e tutti gli altri.
Poi la carriera ha subito qualche rallentamento, ma i 700000 del Circo Massimo erano lì anche per lui, oltre che per il significato che porta con sè il nome Genesis.
A Phil Collins credo che tutti noi dobbiamo voler bene, ma non c'è bisogno che lo dico io, questo sentimento è automatico.
Per la simpatia, l'umiltà la grandezza che questo personaggio ha trasmesso.
E, in ogni caso, nessuna reunion potrà, secondo me, essere realizzabile senza di lui.
Semplicemente, Grazie Phil!!!!!