by aorlansky60 » 18 Jul 2007, 04:40
Il vescovo fuggiasco aveva raggiunto il feudo confinante a quello di ORN, quello governato dall'altrettanto
malvagio signore suo alleato che già gli era stato d'aiuto in passato...
"Aiutami in questa mia battaglia, fa che sia anche la tua, costruisci insieme a me un regno dominato dalle
oscure forze del male, non avrai di che pentirti, io ti farò acquisire gloria e potenza!"
disse il vescovo amaliante nei confronti del Signore, Lord Talisker, che lusingato da cotante proposte,
accettò l'alleanza...
Ottenuto ciò che voleva, il vescovo si ritirò nella stanza a lui assegnatagli per la notte, tirò fuori dal suo
sacco delle pietre, dei monili e delle erbe... ed una pergamena sulla quale erano incisi strani disegni
geometrici... ed un libro...
Dopo avere distesa la pergamena su un tavolo, e posti su di essa gli oggetti in una certa maniera, aprì il
libro e cominciò a proferire strane parole, in un linguaggio misterioso... Una pratica esoterica...
Stava invocando gli inferi ed i suoi spiriti più malvagi!!!
Quella notte, un vento gelido e persistente si levò in quella contea, quale non s'era mai visto in passato,
e soffiò fino all'alba del giorno dopo...
Nella contea di ORN quel mattino, al castello del Conte, improvvisamente tutti furono svegliati di soprassalto
da grida disperate, urla di donna provenire dal torrione centrale, dalle stanze del Conte.
Highfield, Perkolfo, Raistlang, Rael e tutte le donne accorsero verso gli appartamenti del Conte, verso la
stanza da dove provenivano quelle urla strazianti...
La scena che si presentò loro appena aperta la porta era desolante;
seduta ai piedi del letto, con le braccia disperatamente protese lungo il corpo del Conte stava la bella
Guinnevere : "noooooooooooo!!!!!!!!!! noooooooooooo!!!!!!!!!!... noooooooooooo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!" urlava
disperata singhiozzando...
Highfield e Perkolfo furono i primi ad avvicinarsi; ciò che videro aveva dell'incredibile : disteso, con il
volto dall'espressione serena, senza fiatare, Smiroldo era tutto ricoperto di ghiaccio, dal viso fino ai piedi,
freddo, in un apparente stato di morte...
La compagnia era esterefatta; mentre le altre donne, Cynthia, Salmatia, Cymbollina, cercavano di consolare
Guinnevere, Raistlang fu il primo a capire di cosa poteva trattarsi...
"Mark" fece il Teutonico rivolto ad Highfield "questa non è opera naturale, questa è cosa malvagia, questa è
opera di forze al di fuori di questo mondo!..."
"L'HAI DETTO!" disse improvvisamente una voce nella penombra della stanza...
Tutti si voltarono, meno Guinnevere che disperata piangeva senza lasciare il contatto delle sue mani sul corpo
dell'amato...
"Chi sei??..." chiese Perkolfo...
Parve loro davanti una legiadra figura di donna, dai lunghi capelli, dal viso radioso e dalle vesti così
particolari che se ne poteva quasi intuire la non appartenenza al mondo degli umani...
"Sono la Dama del Lago" disse quella donna, "ho intuito ciò che imcombe su questa terra, su questa fraterna
compagnia... Forze inaudite ed oscure stanno tramando per fare trionfare il male sul bene, l'oscurità sulla
luce, la menzogna sulla verità... Il vostro buon Signore è vittima di un perverso sortilegio;
Egli non è riuscito ad estirpare il male, ieri pomeriggio...
Ricordatevi l'antica profezia...
UN GIORNO SENZA GIORNO, UNA NOTTE SENZA NOTTE!!!..."
"Che vuoi dire??? spiegati meglio!..." fece Highfield...
"Capire tu non puoi" fece la Dama "e fare tu non potrai... solo colui che ha il cuore puro e la mente libera
dall'odio può fare e capire..."
Tutti quanti erano a dir poco perplessi, guardandosi tra di loro...
La dama sciolse ben presto i loro dubbi...
"Rael, puro e sincero cavaliere " disse la Dama a lui rivolgendosi, "Tu saprai salvare il tuo amico Smiroldo,
perchè la tua mente è libera dall'odio, ed il tuo cuore è puro come limpida acqua... i tuoi occhi lo dicono...
così come le tue parole... così come i tuoi pensieri..."
"Si mia signora!" rispose risoluto Rael
"Ecco, prendi..." disse la Dama estraendo un mantello leggero, finissimo di rara bellezza e trama...
era un mantello bianco, sul quale erano raffigurati due animali:
un agnello sdraiato e un lupo sedutogli a fianco, con espressione fiera...
"D'ora in avanti, Tu sarai Rael Cavaliere, Rael dell'Agnello, perchè l'agnello è dolce e mite
mentre il lupo è forte e fedele...
D'ora in avanti, questi saranno i tuoi colori, perchè il tuo animo in questi si rispecchia...
D'ora in avanti, questo sarà il tuo nome."
"Si mia signora!" fece Rael senza esitare, mentre tutti guardavano estasiati quella scena...
"Ora sella un cavallo, ed un altro per il cambio, perchè è tanta la strada che dovrai percorrere...
parti per la vecchia fontana, quella che ti ha fatto da madre, la Fontana di Salmacis...
vieni da me, ho altre istruzioni da darti..."
furono le ultime parole che tutti udurono, perchè la Dama si eclissò...
Guinnevere era disperata ma aveva sentito : "ti supplico, ti prego, se tu puoi fare qualcosa come ha detto
quella donna, fa ritornare in vita il mio amato... fa che ritorni da me..." disse piangendo ai piedi di
Rael...
Rael si chinò verso di lei e le disse di non temere, che avrebbe dato anche la vita per il suo buon amico
Smiroldo.
Partì solo di gran carriera, al galoppo, diretto al suo vecchio mondo, quello al quale non più apparteneva...
Vi giunse e vi trovò la fata alla fonte...
"Ecco cavaliere" gli disse "prendi il tuo elmo..." e gli porse un elmo Normanno, "...ed ecco il tuo scudo..."
lo scudo raffigurava lo stesso emblema del mantello donatogli dalla Dama poco tempo prima...
Rael lo prese e lo fissò all'altro cavallo...
"E questa sarà la tua spada..." la fata gli porse uno spadone da impugnare a due mani, dalla lama più lunga
di quella che Rael aveva ricevuto da Smiroldo durante la sua investitura a cavaliere...
"Togliti la veste" fece la Fata, indicando il tessuto che ricopriva la cotta di maglia che Rael stava
indossando; gli diede una veste fine e bianca, lunga fino al ginocchio, che raffigurava in corrispondenza
del petto e del dorso il simbolo dell'Agnello e del Lupo, che Rael indossò...
"Dobbiamo partire, subito..." fece la donna "prendi con te questa cesta e legala al tuo destriero..."
Rael fece come dettogli dalla Fata
Costei si trasformò in un ermellino bianco, e scomparve dentro la cesta...
"Prendi la direzione dei monti, verso nord..." gli disse ancora la Fata...
Rael partì. Cavalcò per giorni, senza sosta, alternando i cavalli come saggiamente consigliato dalla Fata.
Questa lo condusse per lande mai viste, distanti da Orn, a nord, verso terre fredde dove il vento sibila
gelido...
Giunse una sera nei pressi di antiche rovine, un luogo di culto abbandonato...
"Prendi la spada, fatti largo tra i rovi..." disse la Fata, uscendo dal cesto e balzando sulle spalle di Rael .
Rael seguì le indicazioni della Fata, che lo condusse nei pressi di quella che doveva essere stata, tanto tempo
prima, una cripta...
"Usa la tua spada, penetra la fenditura che vedi nella roccia, e scardina la protezione..."
Aprì in questo modo un vecchio passaggio... era all'imboccatura di un cunicolo freddo e buio...
"Scendi dove ti porterà la via..." disse la fata
Rael si inoltrò per quell'antro; non aveva freddo, non provava paura, piena era la sua fiducia in quella
Dama...
procedeva a tentoni, perchè la via era buia...
dopo un certo tempo, scorse lontana una luce, un chiarore strano farsi via via sempre più forte quanto più
procedeva...
il cunicolo lo introdusse in una sala nella quale regnava la luce, una luce non violenta ne abbagliante,
una luce bianca e diffusa... calma pace e serenità regnavano in quel luogo...
"Apri lo scrigno..." disse la fata indicando a Rael un vecchio forziere...
Rael fece come dettogli dalla fata...
Allora, una tempesta di luce irrorò il luogo, ed una liturgia cominciò a risuonare lontana...
"Inginocchiati" le disse la Dama "perchè il luogo che ti ospita è Sacro..."
Rael si inginocchiò, con gli occhi ancora semichiusi data la grandissima luce abbagliante...
Vide allora comparire una figura bellissima, quale non aveva mai visto prima, dalle parvenze umane ma con due
ali; era tutto bianco, ma di un bianco candido e puro, e tutto risplendente di luce...
Recava con ambo le mani un calice d'oro; con le braccia protese, lo stava porgendo verso Rael...
Si udì una voce solida e tuonante : "...Colui che ha il cuore puro è degno di ricevere il Calice..."
Rael prese in mano quel calice dall'Angelo, dopo di che questi a poco a poco scomparve alla vista,
e la luce si fece meno abbagliante, tornando soffusa e calma e radiosa come quando erano arrivati...
"Il mio compito è finito, per ora..." disse la dama ritornando alle sue sembianze di donna
"Porta questo calice senza fermarti dal tuo Signore, il più presto che puoi... avvolgilo in un tessuto e
riponilo nella cesta, quella che m'ha ospitato, affinchè si nasconda dalla vista dei tuoi simili..."
detto questo, la Dama scomparve dalla vista di Rael.
Rifece il cunicolo fino a raggiungere l'esterno, poi ritrovò i cavalli, fece come gli aveva detto di fare la
Dama del Lago.
Intraprese il lungo viaggio di ritorno...
Era a metà strada, quando un mattino, nei pressi di una gola, udì lamenti ed urla farsi sempre più vicini, urla
terrorizzate di donna!
Contravvenendo ai consigli della Dama, si fece via via più vicino a quelle urla, deviando leggermente...
Vide infine una giovane donna legata ad un palo per mani e piedi, davanti all'apertura di una grotta; la donna
sembrava come impazzita dal terrore, urlando tutta la sua paura!
Rael scese da cavallo, spada alla mano, all'indirizzo della donna; costei lo vide e smise momentaneamente le
sue urla, quand'ecco che uscì dalla grotta un mostro, creatura grande e alata, orrida, orripilante, paurosa;
emetteva fumo dalle narici, ed aveva una lunga coda. Si ergeva su due grandi zampe. Fissava la donna...
La giovane donna cominciò di nuovo ad urlare disperata alla vista di quella creatura disumana, poi svenne
dall'emozione.
Rael corse ai cavalli, rinfoderò la spada e prese lo spadone, ed impavidamente si lanciò contro la bestia per
tentare di salvare la donna; cominciò una lotta furibonda con quell'essere gigantesco!
Rael era piu piccolo, molto più piccolo, ma senza paura cominciò a lanciare fendenti e affondi all'indirizzo
delle zampe del drago, che molto più lento, non riusciva ad inquadrare il coraggioso cavaliere; quante più Rael
infliggeva ferite agli arti del mostro, muovendosi agilmente, più questi diventava dolorante e furioso!!! [!:-!]
Dopo un estenuante lotta, dopo che Rael rischiò più volte di essere schiacciato dalle zampe del mostro,
quest'ultimo si abbattè violentemente su un fianco, vinto dal dolore, producendo un grande rumore; fu allora
che Rael dell'Agnello ne approfittò per balzare sul collo del drago ed impartire il colpo di grazia,
affondando lo spadone negli occhi del mostro, che lanciò un urlo di dolore lacerante che squarciò la valle!
Poi, prese la spada, quella più corta, e l'affondò più volte, con tutta la forza rimastagli, in prossimità
della gola della bestia.
La testa del mostro precipitò a terra con fragore, sbattendo a terra anche Rael.
Era esausto, ma felice di avere salvato la giovane donna, che era tornata in se già da prima ed aveva assistito
terrorizzata agli ultimi esiti dello scontro...
Un pò stanco, Rael le si avvicinò... senza parlare, le recise le corde che la tenevano legata, poi la guardò e
disse :
"Non avete più nulla da temere, mia signora, siete libera..."
Era una giovane donna, alta, bella, snella, dal viso semplice, dalle forme suadenti, con gli occhi verdi, dai
lunghi capelli castani che lisci le scendevano sulle spalle, dalle mani lunghe e affusolate, femminili...
I due si guardarono negli occhi per un istante che parve un eternità, senza parlare, estasiati l'uno
dell'altra...
"Mi chiamo Rael, Rael dell'Agnello... qual'è il vostro nome, mia bella signora??..."
"Il mio nome è Flower... Fiore che si erge gentile al tiepido sole, accarezzato dal fresco vento della mia
terra..."
I due non poterono fare a meno di fissarsi intensamente, si avvicinarono ancora di più...
Guardandolo : "Vi avete salvata, mio coraggioso cavaliere..." con sguardo colmo di riconoscenza, appoggiando
le sue mani affusolate sul petto di Rael, quasi a toccargli il viso...
Rael a sua volta, con estrema naturalezza, non potè non appoggiare delicatamente le sue mani sulle guance di
lei... avvicinò le proprie labbra e sfiorò quelle della donna, dandole un casto bacio, rimanendovi per qualche
secondo, attimi che sugellavano una forza intensa, quella più dirompente che natura conoscca, la forza
dell'AMORE...
Si guardarono intensamente di nuovo, ma improvvisamente Rael si ricordò della promessa e della missione,
prese con se la donna, facendola montare sul cavallo libero, ed entrambi partirono diretti ad ORN...
Strada facendo, lei gli disse che era orfana, che era stata però allevata presso una famiglia riccca e potente
quella della casata di Talisker... non possedeva nulla, ne sapeva il nome della sua famiglia d'origine, solo
una cosa custodiva gelosamente, una cosa che portava da tempo immemorabile, dal tempo della sua nascita:
una catenina con un piccolo medaglione, il medaglione raffigurava due aquile minacciose che si fronteggiavano,
inframezzate da una spada...
Rael "ma... io ho già visto questo emblema!!!" ricordando il medaglione di Smiroldo detto in pegno a quell'oste
la notte che i due amici si conobbero...
...AMA TUTTI, CREDI A POCHI, NON FAR MALE A NESSUNO...