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Originally posted by aorlansky60
Non mi spiego i Traveling Wilburys al 1mo posto; forse un antologia??? [:-I]


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Originally posted by Lennu
[quote]Originally posted by aorlansky60
Non mi spiego i Traveling Wilburys al 1mo posto; forse un antologia??? [:-I]


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Originally posted by aorlansky60
Beh, non è altro che la conferma di ciò che penso da lungo tempo...[^]
La classe non è acqua... [^]


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Originally posted by Tommy Banks
Tra cento anni,si parlerà ancora di Genesis,Pink Floyd,Who,Zeppelin,Beatles,ecc come ancora oggi si parla di Bach,Beethoven,Mozart,ecc



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Originally posted by Flower
Io invece non riesco a capire come mai nei giornali si legge spesso,riferito a questi artisti,il commentino di"vecchietti".
Perche?
Per essere grandi artisti bisogna essere giovani,belli,ma l'aspetto fisico conta?
Per la Musica conta?[:-I]
L'Artista,quello con la A maiuscola,esprime qualcosa che ha dentro,perche' HA qualcosa da dare.
Una volta ho visto alla tv un palco con tantissima gente intorno,c'erano dei musicisti che aspettavano qualcuno.
D'un tratto arriva sul palco,in carrozzella con una coperta,due occhiali spessi,capelli bianchi e spinta da un giovane,una signora.
"Che fa questa?"mi chiesi. Cantava. Divinamente. Cosi divinamente che mi ha commosso. La gente impazziva.
Era Ella Fiztgerald. (scusate non so se e' scritto giusto il nome)




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Originally posted by Flower
Quotone per Windshield[^][:)]
Penso che sia per il fatto che un giovane che abbia qualche idea ,oggi,non venga piu' lasciato libero di sperimentare,di azzardare....secondo me lo si inquadra gia' da subito,deve fare la canzone di un certo tempo,con il ritornello,con la "presa "diretta" sul pubblico,per vendere.
Secondo il mio modesto parere,se la piantina appena sbocciata la si lascia libera in un prato,essa crescera',dovra' combattere contro qualche erbaccia,magari cadra'..ma poi si riprende,ritenta,si infoltisce,scopre che,forse,ci sono anche altri pecorsi che non quelli dei sentieri gia' solcati da altri...ma va lasciata libera.
soprattutto se e' una piantina che e' diversa,ha qualcosa che altre non hanno..(ovviamente mi riferisco agli artisti che hanno qualcosa in piu' degli altri,IMHO)







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Originally posted by aorlansky60
io devo essere comunque una delle rare "mosche bianche" [:D] che ancora si ostina a tirare fuori dalla propria collezione di vinili titoli inimmaginabili e passati ormai al "jurassico" [:D][;)]



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Originally posted by aorlansky60
per esempio? [:)]
anche se, temo, [:-I] corriamo il rischio di finire OT [:(]


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Originally posted by stevierayquote:
Originally posted by aorlansky60
per esempio? [:)]
anche se, temo, [:-I] corriamo il rischio di finire OT [:(]
speriamo di no ( per l'OT)[:-I]
ultimamente:
cream, ian carr & nucleus, zombies nonchè la riscoperta del primo elton john e dei classici di bowie... (tanto per dire le ultime cose...)[:)]

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Originally posted by stevieray
A mio avviso il discorso è complesso, e ha dei risvolti sociologici di non poco conto.
Negli anni sessanta e settanta c'era un clima partcolarmente creativo che per una serie di circostanze sociali ed economiche riusci' a diventare "mainstream" (di moda, se volete). Molte delle persone che all'epoca andavano ai festival, compravano musica, libri eccetera lo facevano per moda, cosi' come oggi per moda si fanno tante altre cose. Poi, improvvisamente e repentinamente, le cose cambiarono (diciamo tra il 1978-1981 circa) e le mode divennero altre, le cose da fare per essere "mainstream" diventarono altre, in contrapposizione frontale con quelle del periodo precedente. Il tutto ha coinciso con la prepotente affermazione del sistema televisivo, ma non sono sicuro se cio' sia la causa o l'effetto di questa mutazione. Solo quelli che avevano apprezzato le cose per il loro valore ( e di esso si erano arricchiti spiritualmente) rimasero a difenderle ( se vogliamo da molti punti di vista anche l'evoluzione dei nostri amati genesis combacia con questi mutamenti). Non credo che tutti quelli che all'epoca spinsero quei dischi in classifica li ascoltino ancora oggi ( anzi!).
La musica, così come la scrittura ( quella vera intendo, non certo i fenomeni editoriali studiati a tavolino per far comprare qualche libro a chi non lo leggera' mai) sono ormai dei fenomeni di nicchia per una ristretta fascia di persone che tendono a ricercare soddisfazioni emotive e non solo materiali. C'e' sicuramente molta gente che suona e scrive con sapienza, gusto ed idee solo che, non avendo i numeri per poter essere redditizia, viaggia ai margini del sistema...

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Originally posted by stevieray
Negli anni sessanta e settanta c'era un clima partcolarmente creativo che per una serie di circostanze sociali ed economiche riusci' a diventare "mainstream" (di moda, se volete).

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Originally posted by unifaun
Non credo che di Tony Banks non ne nascano più: oddio ne nascono pochi, ma quelli che ci sono o si convertono alle leggi di mercato, o non arriveranno mai alle nostre orecchie. E posso solo immaginare cosa ci stiamo perdendo negli ultimi decenni, a causa del fatto che chi esprime il proprio talento "come si conviene" non arriva alla grande distribuzione.

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