Duke59 wrote:
Quanto al discorso dei social media dall'avvento dello smartphone in poi sono nate alcune tipologie di "disturbi" nuovi, come ad esempio la FoMO (Fear of Missing Out) ovvero la paura di non essere aggiornati alle ultime notifiche del cellullare (quindi essere tagliati fuori) con la conseguente compulsione a consultare ossessivamente il dispositivo e il Phubbing che sta per Phone Snubbing, ovvero consultare il dispositivo mentre si sta parlando con qualcuno distogliendo lo sguardo dall'interlocutore dandogli così l'impressione di non dare importanza a quello che sta dicendo. Queste condizioni, riscontrabili soprattutto nei nativi digitali, ma non solo, sono causa di stress, depressione e seri disturbi della socializzazione.
Mi ricollego a cose a noi molto più "vicine" (essendo questo un forum musicale, che ha a che fare con cose che riguardano il nostro tempo libero)
La FOMO riguarda non solo il campo prettamente tecnologico (quindi smartphone e app) ma anche cose collaterali che abbiamo sempre fatto ma che però ora si fanno utilizzando strumenti tecnologici.
Ad esempio di Fomo si parla anche in merito alle serie TV: gli appassionati si sentono in dovere di guardare tutte le novità per paura di restare indietro nelle discussioni (sui social o dal vivo) con i conoscenti o gli amici. Il risultato è che molti finiscono per guardarle con la funzione 2x o 4x (una delle trovate più stupide in assoluto) non capendoci di fatto nulla, ma possono dimostrare agli altri di averla comunque vista quella serie.
La stessa cosa vale per la musica, la letteratura (gli audiolibri) ecc.
Abbiamo molte più possibilità, possiamo fare molte più cose, conoscere molte più cose ma finiamo per non farne "bene" più nessuna. Fruiamo di molte più cose ma non ci godiamo mai nulla, perchè siamo ossessionati dal tempo e dalla paura di "sprecare tempo" e finiamo per sprecarne una marea in attività inutili, che non ci danno nulla ma che ci illudiamo di aver "capito" (in realtà le abbiamo approcciate in modo superficialissimo e quindi inutile).
E qui torniamo anche ad esempio alla questione che High poneva in merito alle classifiche dei brani: andrebbero ascoltati "davvero", non soltanto in maniera distratta, a 2x, o i primi 30 secondi solo per dire di averlo fatto. O magari facendo semplicemente una domanda all'AI invece di leggerla su un sito o libro specializzato
Se non li si vuole ascoltare allora meglio non ascoltarli.
Lo stesso vale ad esempio per l'utilizzo delle intelligenze artificiali. Chat Gpt e simili sono solo degli aggregatori di informazioni e notizie che poi vengono sintetizzate e riplasmate. Ma non sono una cosa "oggettiva", non sono vera informazione. La gente ormai manco va più sui siti, si limita a fare una domanda e a dare per buona qualsiasi risposta.
Le conseguenze (deleterie) quindi sono 2:
Nessuno si informa più (su cartaceo o digitale) o si informa in maniera adeguata. Basta fare una domanda all'AI e si passa ad altro. Quello non è informarsi, è ottenere una risposta parziale, sintetica, spesso sbagliata. Per mia esperienza ho "sgamato" un sacco di volte l'IA su argomenti che conoscevo ottenendo risposte assurde. Spesso chiedendo una cosa in inglese ho ottenuto risposte molto diverse rispetto alla stessa domanda fatta in italiano.
Nessuno legge/guarda/ascolta più per il gusto di farlo. Se chiedo all'AI com'è Selling England o di cosa parla 1984, quell'album o quel romanzo non li ho ascoltati/letti io. No so come sono per davvero. Mi adeguo ad un minestrone di informazioni parziali e spesso discutibili ma io di quelle opere non so nulla e se dovessi discuterne con altre persone non avrei nulla di valido da dire se non continuare a chiedere all'infinito all'IA ottenendo solo maggiore confusione e risposte spesso contraddittorie.
Non a caso il mondo è pieno di gente che dice di conoscere benissimo delle cose, di adorarle, ma poi se ti ritrovi a discuterci ti accorgi che non ne sanno nulla. Di fatto manco le apprezzano per davvero e spesso non ne hanno manco capito il significato.
Dice "ma io non ho tempo di leggere 1984 o di ascoltare Selling England". E allora non lo fare. Nessuno ci costringe. Non potremo mai leggere tutto, ascoltare tutto, fare tutto. Tanto vale fruire solo di ciò che ci va, ci interessa, ed ammettere di non conoscere altre cose, piuttosto che dire di essere informati su tutto, pretendere di parlare di tutto, limitandoci a comportarci invece come degli automi che ripetono a bacchetta un comando preimpostato (in questo caso informazioni apprese di striscio).
A volte è molto meglio lasciar stare ciò che non possiamo o vogliamo fare davvero, meglio ascoltare e imparare da chi ne sa più di noi su quegli argomenti, piuttosto che insistere nel farsi del male stressandosi in maniera inutile.
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