Tra l'altro mi sembrava di averlo visto intervistare molto di recente...https://www.lastampa.it/spettacoli/2026 ... H-P1-S1-T1
Tra l'altro mi sembrava di averlo visto intervistare molto di recente...
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rkive wrote:Guccini e La Locomotiva.
Questo lunghissimo brano, l' avevo imparato quasi a memoria, dispiace che mi ricorda gli anni di piombo del terrorismo rosso.
Chiaro che non era intenzione di Guccini invitare alla lotta armata, ma ho l' impressione che l' estrema sinistra l' abbia strumentalizzato.



è ciò che [vertici politici soprattutto, e di riflesso media italiani] hanno voluto raccontare alla gente italiana da mezzo secolo... terrorismo nero, terrorismo rosso... entrambi "bracci armati" [anche detta "manovalanza di basso livello"] inconsapevoli (o forse anche no, anche se in minima parte: parlo dei vertici di queste organizzazioni eversive [sia di dx che di sx], quei pochi che avevano i contatti con "i veri mandanti" più in alto di loro, mentre 'la manovalanza' di basso livello ne era tenuta opportunamente all' oscuro, riempita in testa da illusori quanto facili "idealismi")...


rkive wrote:Interessante che ieri Roberto Vecchioni ha ricordato che La Locomotiva è secondo lui l'unica canzone "politica" del Maestro.


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rkive wrote:Scrivo questo post solo perché non volevo aver sbagliato la citazione di Vecchioni.

TDuke wrote:Credo che la collocazione politica di Guccini sia forse tra gli aspettanti meno interessanti che lo possano riguardare anche perchè solo le menti piccole o modeste possono "sguazzare nelle etichette" , nel corso della vita si legge, si cresce, ci si "scontra" prima con le idee degli altri e poi con le contraddizioni delle proprie, ci si adatta, si matura e poi, più o meno inevitabilmente alla fine (o anche prima) ci si disillude. Per il resto ha già scritto benissimo Duke, Guccini si è sempre definito un anarchico o "socialista libertari"o, certamente di "sinistra" , nella sua eccezione più ampia, ma lontanissimo da qualsiasi forma di militanza o credo dogmatici...
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aorlansky60 wrote:"
Un esempio classico: il caso MORO
E' a dir poco IMPENSABILE che un operazione del genere così complessa e così delicata possa essere stata progettata e pianificata da un rozzo gruppo di basso livello come furono le "br", MA SOPRATTUTTO un altro dettaglio rilevante: non puoi tenere nascosto segregato per 55 giorni (con la prospettiva di non essere scoperto per così tanto tempo "dove e come") nella capitale di uno Stato (che non è l'ultimo arrivato in fatto di SICUREZZA e INTELLIGENCE, già allora all'epoca dello svolgimento dei fatti) un personaggio così IMPORTANTE come lo Statista DEM, SE NON DISPONI DI OPPORTUNA COPERTURA [e PROTEZIONE] dall'ALTO...
molto DALL'ALTO...
credo di esser stato chiaro.
Allora, premesso che considero anche io il caso Moro come "la madre" di tutti i misteri italiani del dopoguerra con tutti i tristi e noti corollari del caso, quindi l'influenza nefasta della Cia, la Strategia della Tensione, il nostro povero Paese al centro dello scontro Nato Vs Patto di Varsavia, le connivenze con la criminilità organizzata, i servizi deviati etc) al netto di tutta questa monnezza sulla quali probabilmente abbiamo idee affini relativamente all'agguato di via Fani però non sono del tutto d'accordo , anche alla luce delle molteplici (e anche recenti) perizie che negli anni si sono susseguite. L'attentato segue quasi pedissequamente lo schema dell'attentato/rapimento fatto dalla Raf a Colonia giusto un anno prima, tant'è vero che è abbastanza plausibile un coinvolgimento dei "compagni tedeschi" quantomeno in fase organizzativa se non addirittura diretta... quindi la famosa "potenza geometrica" degli attentatori messa spesso in dubbio non è affatto così incredibile, la cosa invece davvero "incredibile" (e forse non "casuale") era appunto la pressochè totale inadeguatezza dell'apparato di scorta di Moro sotto qualsiasi punto di vista: molto esiguo nel numero, senza auto blindate (che invece erano state richieste) e con personale male armato (l'unico mitra , quello del caposcorta Leonardi era nel bagagliaio...) senza giubbotti antiproiettili (
) e non formato all'incarico... in parole povere non serve scomodare (almeno in questo caso...) la Cia ed i servizi segreti deviati nostrani perchè si trattò "semplicemente" (agghiacciante) di sparare in massa con armi automatiche a 5 persone sedute in auto pressochè inermi, il dubbio semmai rimane sulla possibilità di ferire Moro (che però presumibilmente si accucciò subito) con tutti quei colpi sparati ma non possiamo poi sapere se effettivamente non rimase ferito, anche se leggermente (cosa però mai dichiarata dai brigatisti)


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