Questione religioniSo che è un tema su cui non potrà mai esserci accordo tra un ateo e un credente ma questo non credo possa impedire il dialogo se questo resta civile e rispettoso.
Ognuno di noi ha fatto un suo percorso che l'ha portato dove si trova ora ed è inevitabile che si veda il mondo da punti di vista differenti.
Il discorso quindi non è rivolto alla persona in quanto tale ma ai concetti e ai ragionamenti (religiosi, filosofici o economici).
aorlansky60 wrote:Sebbene io (come tutti coloro che nascono in un Paese Cattolico) abbia trascorso i miei regolari momenti di catechismo durante l'infanzia, non sono state quelle "lezioni" a convincermi definitivamente, quanto invece la pratica della continua "conoscenza" che ho iniziato da adulto (attraverso le S.Scritture: non c'è altro a disposizione per nutrire ed edificare la FEDE, visto che non ho avuto il privilegio ALTISSIMO di poter vedere CRISTO all'opera mentre insegnava durante gli anni del suo Ministero in Terra)
A fronte di ciò mi verrebbe da chiederti se non ti sia mai venuta la curiosità di sentire "altre campane" leggendo cose tipo le Upanishad (Induismo) o gli insegnamenti del Budda (Buddismo) o altro.
Inoltre c'è un punto che ho sempre trovato inspiegato: che succede se qualcuno non viene educato nel cristianesimo?
Perde i requisiti per potersi conquistare il Regno dei Cieli? Convertirlo vuol dire salvarlo?
E da questo pensiero sorgono altre domande che mi sono posto svariate volte nel corso della vita senza riuscire mai a trovare risposte soddisfacenti. Non sono provocazioni ma domande che mi sono fatto nel corso degli anni quando ho sottoposto alla griglia spietata della logica i miti che mi venivano proposti.
Ad esempio:
Cosa sarà mai accaduto all'anima di un uomo che praticava il buddismo nell'India nel 500 d.C. (ovvero prima dell'invenzione della stampa e della diffusione di testi filosofico-religiosi) che non ebbe mai l'opportunità di conoscere i Sacri testi cristiani? Se in vita si era comportato in modo ammirevole avrebbe avuto accesso ad un Paradiso cristiano di cui ignorava l'esistenza oppure no?
Cosa sarà mai accaduto all'anima di un cittadino maya nato 2000 anni a.C. quando il cristianesimo ancora non esisteva?
I Maya furono creati da Dio o da qualche altra divinità?
Come è possibile che negli innumerevoli volumi che vanno a costituire la Bibbia (46 libri per il Vecchio Testamento e 27 per il Nuovo) non vengano mai nominate alcune delle genti che popolavano le americhe già migliaia di anni prima della venuta di Cristo?
Non furono anch'esse create da Dio?
E giapponesi, vichinghi, indiani d'america, inuit, ecc... ecc.. non erano compresi nella creazione? Perché la Bibbia non cita la loro esistenza?
E infine che senso può avere che un Dio dichiari che un singolo popolo è da considerarsi come il suo "Popolo Eletto"? Gli altri popoli erano forse meno meritevoli e preda di forze demoniache (e quindi sterminabili senza rimorsi)? Un antico egizio era predestinato all'inferno sin dal momento della sua nascita?
Queste sono solo alcune delle mille perplessità che nel tempo mi hanno fatto concludere che la Bibbia fu scritta da uomini che vivevano nel Medio Oriente basandosi su miti e leggende locali; scritta da uomini che conoscevano solo quella parte del globo; scritta da uomini che inventarono l'esistenza di un Dio che si confacesse alla loro realtà di quel momento.
Ad esportare il cristianesimo nelle americhe provvederà poi com'è noto la colonizzazione europea post colombiana.
NOTA: Come curiosità riferita alle americhe si può citare il caso particolare per cui una variante della dottrina cristiana si diffuse in quell'area basandosi su un testo alternativo alla Bibbia a ai Vangeli. Solo un visionario (voglio essere gentile) come Joseph Smith - fondatore del mormonismo - avrà l'ardire di pubblicare nel 1830 il suo "Libro di Mormon" in cui si racconta degli antenati e della discendenza del Profeta Lehi, vissuto nel 600 a.C.a Gerusalemme, il quale sarebbe fuggito per nave nelle americhe seicento anni prima di Cristo (!) portando con sé le tavole di bronzo contenenti la storia della sua famiglia.
Il profeta americano Ammaron indicò/avrebbe indicato in seguito al profeta americano Mormon, vissuto nel 400 d. C. , dove rintracciare le tavole che contenevano la storia della stirpe di Lehi; Mormon allora trascrisse su tavole d'oro la storia degli antenati della dinastia di Lehi creando il cosiddetto Libro di Mormon.
Mormon lasciò infine le tavole al figlio Moroni il quale nel 402 d.C. le seppellì alla base di una collina. (?)
Passarono poi 1421 anni!!
Nel 1823 un certo Joseph Smith, nato in una famiglia di coltivatori dello stato di New York e con l'hobby della ricerca di tesori per mezzo di pietre veggenti (!), dichiarò di aver ricevuto l'apparizione dall'angelo Moroni che gli avevaindicato il luogo in cui le antiche tavole d'oro scritte da Mormon erano state seppellite. Smith trovò un scatola che conteneva le tavole, la dissotterrò e ne trascrisse il contenuto (vergato con caratteri che ricordavano i caratteri egizi) nel Libro di Mormon che venne poi pubblicato nel 1830.
Dopo aver trascritto le tavole d'oro nel libro Smith le restituì all'angelo Moroni per cui non esiste testimonianza della loro effettiva esistenza. Le uniche persone che videro effettivamente le tavole oltre a Smith sarebbero state solo due; gli altri cinque "testimoni" (nel mormonismo si parla degli 8 testimoni dell'esistenza delle tavole) poterono solo toccare le tavole chiuse dentro sacchi di tela perchè, a dire di Smith, chi le avesse osservate senza autorizzazione divina sarebbe stato escluso dal Paradiso.
La loro esistenza non è quindi mai stata provata ed è per i mormoni un dogma di fede.
Secondo quanto riportato su queste tavole dissepolte nel 1823 dopo la sua resurrezione Gesù Cristo avrebbe visitato le americhe predicando ai nativi di quelle terre. Il Libro di Mormon viene denominato da alcuni la Bibbia d'Oro per via della sua origine ... metallica.
Uno dei tre testimoni che avrebbero visto le tavole, John Whitmer - in seguito alto dirigente della Chiesa Mormone, compilò un esempio dei caratteri che teoricamente aveva visto; per tradurli Joseph Smith usò una pietra magica (!) in cui egli guardava ricevendo il testo tradotto in inglese (una specie di google translate ante litteram, diciamo) .
Questo l'esempio dei caratteri in teoria scritti sulle tavole, vergato da Whitmer, oggi conservato in un museo mormone.
Esempio caratteri scritti sulle tavole d'oro di MormonInsomma sembra che il mito di Gesù non fosse universale ma che al contrario si sia mosso con le popolazioni mediorientali ed europee che lo hanno diffuso globalmente tramite conquiste militari o missionari inviati con il fine di convertire le popolazioni (tipo i Gesuiti a partire dal 1500).
Oppure tramite la stramba storia di Joseph Smith.
aorlansky60 wrote:una delle prime decisioni ad essere messe in atto da qualsiasi regime totalitario (non importa se esso sia di destra, di sinistra, verde o blu) di origine "umana" è quello di fare "tabula rasa" di qualsiasi tipo di religione inculcata nella mente (e nei cuori) dei propri sudditi, perchè ne conoscono BENE il pericolo potenziale, e questo non solo oggi o nel 900 o immediatamente prima; fin da 2000anni fà ed oltre, i Romani (con relativo Impero a.C.) ne avevano già tastato le problematiche attraverso le popolazioni più irriducibili delle terre conquistate e passate sotto il loro dominio, UNA su tutte...
Su questo punto permettimi di dissentire almeno in parte.
Quello che dici è certamente accaduto, ma si possono citare altri casi in cui si è verificato esattamente l'opposto.
Basti pensare ai governi teocratici e dittatoriali di matrice islamica dove la religione non è solo tollerata ma addirittura imposta o il Franchismo spagnolo che fu definito "nazional-cattolicesimo". Sotto il dittatore Francisco Franco la Chiesa cattolica ottenne infatti il controllo dell'istruzione e della morale pubblica, e il regime si identificò con la difesa della "civiltà cristiana" contro il comunismo e la democrazia liberale.
Oppure si potrebbe citare il totalitarismo portoghese guidato da Salazar, un ex professore universitario di orientamento cattolico, che si basava sul motto Deus, Pátria e Família (Dio, Patria e Famiglia). Fu un regime autoritario e corporativo che utilizzò la dottrina sociale della Chiesa come pilastro ideologico.
Quanto al nazismo, Hitler si rifugiò nel paganesimo - che anch'esso è una forma di fede religiosa - con bizzarri tentativi di recuperare artefatti magici a sostegno della teoria della razza superiore (che volendo non è poi così diversa dall'idea biblica del Popolo Eletto).
Si potrebbero anche citare le monarchie papaline - che forse non erano regimi totalitari veri e propri ma che si configuravano comunque come monarchie assolute - le quali basandosi sulla teoria della "guerra giusta" ordinarono agli eserciti dei Crociati di marciare su Gerusalemme e di uccidere e conquistare (o ri-conquistare?) nel nome di Dio.
Sicuramente anche nel mondo asiatico esistono esempi di questo genere ma servirebbe una ricerca storica che richiederebbe tempo.
Insomma totalitarismo e religioni a volte fanno a pugni ma altre volte camminano a braccetto.
EconomiaApprezzo lo sforzo che alcuni impiegano nel sondare gli andamenti dell'economia mondiale cercando di trovarne delle logiche. Ma dalla tua stessa analisi appare evidente il fatto che niente è davvero prevedibile perché un qualunque incidente di percorso può ribaltare la situazione invertendo i flussi delle forze in campo … indi per cui siamo a livello del casinò dove si gioca d'azzardo e dove a qualcuno va bene mentre ad altri no e nessuno sa che numero uscirà tra cinque giocate.
L'unico dato certo, ma questo vale sin dagli albori dell'umanità, è che chi possiede più risorse e più forza ha maggior peso decisionale e può sopportare meglio le crisi.
Ma nemmeno chi possiede tante risorse è tanti armamenti è immune ai rovesci della sorte (vedi Napoleone).
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