Iron Maiden a San Siro 17 maggio 2026.

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Iron Maiden a San Siro 17 maggio 2026.

Postby highinfidelity » 18 Jun 2026, 11:52

Dopo un lungo periodo d'indecisione causato dalla situazione familiare e professionale disasatrata sotto vari aspetti, mi ero risolto ad acquistare un biglietto "usato" (una ragazza che aveva scoperto di non poter andare al concerto) nelle rivendite ufficiali ed andarmi finalmente a vedere gli Iron Maiden - per quanto mi riguarda ultimo complesso heavy metal della sfera dei "grandissimi" che non avevo ancora mai visto. Due cugini alla lontana avevano infatti già organizzato una macchina, e il potermi aggregare a loro è stato ciò che mi ha infine spinto ad affrontare la spesa assolutamente folle. A lungo avevo infatti riflettuto se fosse il caso di spendere cifre simili per vedere male e sentire peggio un concerto, quando acquistando il DVD della tournée mi sarei potuto godere lo spettacolo quante volte avessi voluto e con riprese ravvicinate di qualità. Ma ormai la situazione dei prezzi dei biglietti è questa qui. Io fortunatamente non ho particolari problemi di soldi, ma mi sembra che tutto abbia preso una piega surreale.

Eccomi comunque a scrivere indegnamente un breve resoconto della serata, soprattutto pensando a Thomas che non ha potuto raggiungere Milano e che mi ha gentilmente incoraggiato. Non mi dilungo più di tanto sulla formazione, che ormai è da lungo tempo stabile con tre chitarristi (per la serie “non si butta via niente”, nel 1999 Bruce Dickinson rientrando formazione pretese di riavere con sé anche Adrian Smith, e con una decisione che mi fece moltissimo piacere non si escluse Janick Gers ma si stabilì di procedere con una formazione “all in”) più ovviamente Dickinson e lo storicissimo bassista Steve Harris, quest’ultimo in formazione fin dagli albori. Come già segnalato da Thomas, purtroppo non c’è più Nicko McBrain alla batteria, sostituito almeno dal vivo da Simon Dawson. Questa per me è stata una vera nota di dispiacere, perché il sapere che alla batteria c’era Nicko, musicista di cui ho sempre apprezzato il voler rimanere ancorato al drumming “classico” anche nell’heavy metal, avrebbe di molto esaltato il mio piacere di vedere i Maiden; purtroppo il destino non ha voluto per una manciata di mesi, accontentiamoci.

Altro fatto noto (d’altronde c’era scritto persino sul biglietto) è che i Maiden avrebbero omaggiato i loro primi dischi, fino a Fear Of The Dark. Se posso dire, con l’eccezione di alcuni dischi che ritengo capolavori assoluti imprescindibili (su tutti Powerslave, col quale peraltro ebbi un approccio fortunato ancora da giovanissimo), a me ha entusiasmato in particolar modo la parte recente e “matura” della loro carriera e speravo che pescassero qualcosa anche dagli ultimi dischi. Ma come da premesse, così non è stato; vedremo se ci sarà ancora occasione di rivederli alle prese col repertorio più prossimo.

La giornata era calda da sentirsi male e l’approccio a San Siro, complice anche la demenziale suddivisione di Milano in “fasce”, è stata una specie di odissea che mi ha fatto di molto rimpiangere l’avvicinamento “alla buona” dei concerti d’un tempo. Il “mio” concerto si è inoltre aperto col soccorso di una donna svenuta e con la schiuma alla bocca che si trovava ad un paio di sedili da me. Non ero mai stato a San Siro e devo dire che l’esiguità dei passaggi, la pendenza, la carenza dei servizi mi ha fatto comprendere come mai, al di là di nostalgie emotive, si stia seriamente discutendo di abbatterlo e rierigerlo ex novo. Lo stadio difatti è diventato non solo un’icona del calcio, ma anche del rock per via di una serie di concerti memorabili che ha ospitato.

Quando ho acquistato il biglietto non lo sapevo ma pare che la serata prevedesse anche due “prime” assolute: il primo San Siro per gli Iron Maiden, e la prima volta di un concerto heavy metal a San Siro. Il complesso era in effetti visibilmente emozionato per aver riempito lo stadio, sebbene a dire il vero il “sold out” dei mesi scorsi fosse solo la consueta farsa per tenere artificiosamente alti i prezzi dei biglietti: il giorno stesso del concerto erano stati messi in vendita a prezzi “stracciati” (si fa per dire: 90 €!) gli invenduti del parterre. Per chi è della mia generazione, e quindi abituato a considerare i posti del parterre come quelli destinati ai poveracci, è abbastanza incredibile vederli oggi proposti a prezzi premium in quanto adesso considerati (non si sa bene da chi) quelli più "divertenti" e più a contatto con gli artisti. Comunque credo che vedere dal palco i tre anelli ben riempiti fino al cielo fosse uno spettacolo esaltante, che deve aver dato molta soddisfazione ai Maiden.

Hanno aperto la serata con circa un’ora di concerto i Trivium, complesso che ovviamente non conoscevo e di cui invece immagino che Thomas abbia la stanza piena di poster. [:D] La loro musica era stata descritta negli articoli di giornale come molto dura, ma anche con risvolti melodici e aspetti addirittura progressìvi (!!!). Per quanto io comunque li abbia apprezzati (tecnicamente erano molto bravi, e poi ho già ascoltato robe ben più tremende) si è partiti con doppia grancassa a mitraglia e voce growl e non ci si è più spostati molto di lì. L’audio veramente pessimo (che attribuivo al complesso, sperando poi sarebbe migliorato di molto con i Maiden, ma come vedremo a breve purtroppo non è andata così) non aiutava molto a percepire le dette sfumature progressìve, sebbene di quando in quando pareva di sentir emergere dei cori e delle oasi leggermente più placide. Diciamo che mi riservo di ascoltare qualcosa di registrato, perché non è un genere che mi immagino ad ascoltare dopo una sfinente giornata in ufficio, ma comunque mi hanno incuriosito.

Cambio palco e alle 21 precise parte il concerto dei Maiden. La struttura era relativamente semplice: grande telone di sfondo per proiettare varie vicende di Eddie, più una specie di semicerchio sul palco formato da video che a loro volta potevano accendersi e contribuire alla scenografia. La passerella al di sopra dei video era calpestabile, e soprattutto Dickinson vi spadroneggerà in diverse fasi del concerto. La batteria era incassata in una nicchia di questa specie di semicerchio: una scelta devo dire un po’ strana e di cui non comprendo bene il motivo; personalmente come batterista non avrei gradito molto l'essere confinato in uno spazio ristretto. Ai due lati del palco si allungavano due strette passerelle di avvicinamento al pubblico, il cui accesso, già stretto di suo, era pure strozzato da un paio di casse acustiche, che peraltro mi parevano finte (molto utili però per i consueti esercizi di stretching e gigioneggiamento di Janick Gers [:D] ) e quindi Dickinson ha percorso le passerelle solo una volta o due in tutta la serata – altra scelta un po’ stramba devo dire.

Dickinson si è presentato con capello bianco lungo raccolto a coda (un look inedito almeno per me, che l’avevo sempre visto con un serioso taglio corto dei capelli) e dei pantaloni a cuciture imbottite un po’ stile “Dune” che mi mettevano caldo solo a guardarli, il tutto ricoperto da un chiodo d’ordinanza (a parte lui credo di essere stato l’unico altro ad essermi trascinato il chiodo da casa, altro segno del mutare dei tempi: una volta un metallaro degno di questo nome non si sarebbe presentato senza chiodo in spalla nemmeno in un campo di prigionia inglese nell’Africa sub-sahariana) di cui però si è liberato dopo un paio di brani a beneficio della sua salute fisica e mentale. Nel frattempo nello stadio, anziché raffrescare col tramonto, pareva che la temperatura continuasse a salire.

Riporto la scaletta, non stilata assolutamente da me per ragioni che saranno chiare tra poche righe, ma ripresa dalla stampa:

1. MURDERS IN THE RUE MORGUE
2. WRATHCHILD
3. KILLERS
4. PHANTOM OF THE OPERA
5. THE NUMBER OF THE BEAST
6. INFINITE DREAMS
7. POWERSLAVE
8. 2 MINUTES TO MIDNIGHT
9. RIME OF THE ANCIENT MARINER
10. RUN TO THE HILLS
11. SEVENTH SON OF A SEVENTH SON
12. THE TROOPER
13. HALLOWED BE THY NAME
14. IRON MAIDEN
BIS:
15. ACES HIGH
16. FEAR OF THE DARK
17. WASTED YEARS

Suppongo che qui in particolare Thomas vorrebbe leggere mini-rece dettagliatissime brano per brano, ma purtroppo devo deluderlo perché veniamo alle vere dolenti note del concerto: l’audio assolutamente AGGHIACCIANTE dispiegato nello stadio, con un rombo e un riverbero di base che rendevano qualunque cosa inintelligibile, un muro assolutamente inestricabile di chitarre (ma avrebbero potuto essere qualunque altra cosa...) e un basso talmente impastato da rendere incomprensibile qualunque nota. Unica cosa che si stagliasse un minimo, la batteria. Il concerto è partito con la voce che a mio parere proprio non si sentiva, poi devono essere stati riaggiustati i livelli e dal secondo/terzo brano in avanti almeno Dickinson è diventato diciamo “distinguibile” sopra l’ammasso sonoro. Credo che per descrivere la situazione sarà comunque sufficiente dire che quando è partita Two Minutes To Midnight, canzone che tra l’altro conosco da una vita, non sono riuscito a riconoscerla finché non è arrivato il ritornello.

Devo quindi per forza limitarmi ad alcuni commenti generali. Il primo è che Dickinson mi è parso in gran forma: nonostante i limiti dell’audio mi è sembrato sempre ben presente e mai in difficoltà nel cantare i brani del repertorio classico. Seconda nota di merito per Steve Harris: nonostante il basso fosse assolutamente non percepibile, mi è sembrato sempre molto serio e molto concentrato su quel che faceva. Credo di poter conferire la palma di momento più suggestivo del concerto all’intermezzo strumentale di Rime of The Ancient Mariner, quando, calato il buio, il palco è stato sommerso da nebbie artificiali che colavano a cascata sulle prime fila del pubblico. Dickinson ha dato spettacolo cambiando abito numerose volte, e un altro momento molto apprezzato dal pubblico è stato quando, indossata la giubba rossa per interpretare The Trooper, ha lasciato la bandiera inglese per sventolare la bandiera italiana. Di quando in quando imperversava sul palco una figura gigantesca che raffigurava Eddie, credo fosse un trampoliere in carne ed ossa, il quale “disturbava” e minacciava i Maiden in vario modo; la sproporzione della sua figura era abbastanza impressionante e ha sollazzato non poco il pubblico.

Oltre al calore termico credo di poter dire che anche il calore del pubblico sia via via cresciuto, e verso fine concerto l’entusiasmo era tale che le ovazioni rischiavano di far venire giù lo stadio. Purtroppo in un paio di occasioni, nonostante le perquisizioni i tappi di bottiglia buttati e le solite amenità alle quali ci siamo via via dovuti abituare (com’era diversa l’atmosfera dei concerti un tempo!) in un paio d’occasioni sono stati accesi dei fumogeni rossi in mezzo alla folla, con rischi che è facile immaginare. Anche lo svuotamento dello stadio non è stato – diciamo così – tra le cose più semplici, e mi ha dato ancora da pensare. Il rientro abbiamo preferito farlo direttamente a piedi immaginando cosa non ci fosse a quel punto dentro le metropolitane.

Cercando di chiudere: sono stato contentissimo di aver avuto l’opportunità di salutare i “miei” Maiden, e spero che il bagno di folla li sproni a tornare in studio e fare ancora qualcosa di grandioso, magari con Nicko di nuovo sul seggiolino. Peccato per l’audio ignominioso, ma d’altra parte me l’aspettavo e difatti era la remora principale che avevo ad acquistare il biglietto. Magari tornerò sopra l’idea di acquistare il DVD per godermi meglio un concerto di questa tournée. [:D]
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Re: Iron Maiden a San Siro 17 maggio 2026.

Postby Thomas Eiselberg » 18 Jun 2026, 14:16

Bel resoconto [:)]

highinfidelity wrote:
Eccomi comunque a scrivere indegnamente un breve resoconto della serata, soprattutto pensando a Thomas che non ha potuto raggiungere Milano e che me ne ha gentilmente fatto richiesta.



[I8)] [:p]


highinfidelity wrote:Hanno aperto la serata con circa un’ora di concerto i Trivium, complesso che ovviamente non conoscevo e di cui invece immagino che Thomas abbia la stanza piena di poster. [:D] La loro musica era stata descritta negli articoli di giornale come molto dura, ma anche con risvolti melodici e aspetti addirittura progressìvi (!!!). Per quanto io comunque li abbia apprezzati (tecnicamente erano molto bravi, e poi ho già ascoltato robe ben più tremende) si è partiti con doppia grancassa a mitraglia e voce growl e non ci si è più spostati molto di lì.


Mmmmmm. Direi di no. [:D]
Avevo ascolticchiato qualcosina e non mi aveva esattamente entusiasmato. Non pessimi ma neanche esaltanti. Non ho quindi approfondito. La parola growl pure per me è piuttosto nefasta. [:D]


highinfidelity wrote:Dickinson si è presentato con capello bianco lungo raccolto a coda (un look inedito almeno per me, che l’avevo sempre visto con un serioso taglio corto dei capelli)


E' da un po' che li porta lunghi. Da quando ha passato la sessantina. Ha detto che è raro ad una certa età averne ancora molti, quindi vuole goderseli. Prima se li tagliava per sembrare più giovane mentre da "anziano" se li fa crescere per farsi invidiare da chi alla sua età non li ha più. [:-D]

highinfidelity wrote:Suppongo che qui in particolare Thomas vorrebbe leggere mini-rece dettagliatissime brano per brano, ma purtroppo devo deluderlo perché veniamo alle vere dolenti note del concerto: l’audio assolutamente AGGHIACCIANTE dispiegato nello stadio, con un rombo e un riverbero di base che rendevano qualunque cosa inintelligibile, un muro assolutamente inestricabile di chitarre (ma avrebbero potuto essere qualunque altra cosa...) e un basso talmente impastato da rendere incomprensibile qualunque nota. Unica cosa che si stagliasse un minimo, la batteria. Il concerto è partito con la voce che a mio parere proprio non si sentiva, poi devono essere stati riaggiustati i livelli e dal secondo/terzo brano in avanti almeno Dickinson è diventato diciamo “distinguibile” sopra l’ammasso sonoro. Credo che per descrivere la situazione sarà comunque sufficiente dire che quando è partita Two Minutes To Midnight, canzone che tra l’altro conosco da una vita, non sono riuscito a riconoscerla finché non è arrivato il ritornello.


Purtroppo devo dire che la cosa non mi stupisce affatto. Anzi lo davo quasi per scontato. [V]

highinfidelity wrote:Credo di poter conferire la palma di momento più suggestivo del concerto all’intermezzo strumentale di Rime of The Ancient Mariner, quando, calato il buio, il palco è stato sommerso da nebbie artificiali che colavano a cascata sulle prime fila del pubblico.


[:p] [:p]

highinfidelity wrote:Dickinson ha dato spettacolo cambiando abito numerose volte, e un altro momento molto apprezzato dal pubblico è stato quando, indossata la giubba rossa per interpretare The Trooper, ha lasciato la bandiera inglese per sventolare la bandiera italiana.


Le solite ruffianerie che però non possono non fare esaltare il pubblico. [:D]

highinfidelity wrote:Di quando in quando imperversava sul palco una figura gigantesca che raffigurava Eddie, credo fosse un trampoliere in carne ed ossa, il quale “disturbava” e minacciava i Maiden in vario modo; la sproporzione della sua figura era abbastanza impressionante e ha sollazzato non poco il pubblico.


Un must dei loro concerti e uno dei momenti più aprezzati da sempre dal pubblico. [:)]

highinfidelity wrote:Cercando di chiudere: sono stato contentissimo di aver avuto l’opportunità di salutare i “miei” Maiden, e spero che il bagno di folla li sproni a tornare in studio e fare ancora qualcosa di grandioso, magari con Nicko di nuovo sul seggiolino.


Mi fa piacere che tu ti sia divertito. [:)]
Ovviamente la tua speranza la condivido. [;)]
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Re: Iron Maiden a San Siro 17 maggio 2026.

Postby highinfidelity » 18 Jun 2026, 14:19

...ed ecco Thomas puntuale, primo a rispondere! [8D] Per mia curiosità: tu eri già riuscito in passato a vederli in concerto?
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Re: Iron Maiden a San Siro 17 maggio 2026.

Postby Thomas Eiselberg » 18 Jun 2026, 14:52

Ti stupirò. No. I Maiden non sono mai riuscito a vederli dal vivo [:(]
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Re: Iron Maiden a San Siro 17 maggio 2026.

Postby highinfidelity » 18 Jun 2026, 14:58

Non mi stupisci perchè purtroppo in queste cose non basta la volontà o il piacere di farlo: è anche una questione di distanze, di coincidenze, di opportunità che per qualche ragione ci è impossibile cogliere. Speriamo che il prossimo loro passaggio ti sia più propizio! [:)]
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Re: Iron Maiden a San Siro 17 maggio 2026.

Postby Duke59 » 18 Jun 2026, 16:26

Bel resoconto High del quale condivido al 100% le critiche rivolte a San Siro (vedi più avanti).

Io i Maiden ebbi l'occasione di vederli a Torino al Palastampa nel 95 per il tour di The X Factor; era il periodo in cui Dickinson era fuori dalla band e cantava Blaze Bayley.

Onestamente non ho un ricordo particolarmente buono di quello show anche perchè, essendo da alcuni anni fuori dal giro della musica, mi ritrovai un cantante che non sapevo chi fosse e un chitarrista diverso al posto di Adrian Smith (scoprìi in seguito che si trattava di Janis Gers) e che amava saltellare su di un trampolino durante lo show, cosa che mi infastidì parecchio. [:D]

In seguito avrei voluto rimediare andando a vederli con Dickinson nuovamente a bordo ma per un motivo o per l'altro non ci sono mai riuscito. Va anche detto che tra i miei giri attuali figurano essenzialmente amanti del progressive anni '70 vagamente talebani i quali digeriscono già a fatica gruppi come i Rush, Dream Theater, Depeche mode e Nightwish e per i quali gli Iron Maiden (e anche i Metallica) rappresentano qualcosa da evitare come la peste, ahimè. Forse sarà il Karma dato che nei primi anni '80 anche io tendevo a considerarli una "baracconata" (purtroppo così la pensavo ai tempi). Imparai poi ad apprezzarli grazie ad un collega che mi prestò Live after death e consacrai la mia conversione maideniana con Somehere in time. E da lì ascoltai un po' di tutto della loro produzione, apprezzandoli molto pur senza diventare un loro fan sfegatato.

Venendo invece a San Siro e alla sua acustica di melma, dopo aver sperimentato con un concerto di Springsteen nel 2003 dove non ho MAI capito che canzoni stesse suonando, dopo aver provato con i Depeche Mode nel 2017 dove non ho mai capito cosa stessero suonando ,dopo averci riprovato ancora con lo show dei Muse nel 2019 dove anche lì avrebbero potuto suonare l'inno nazionale svedese che l'avrei scambiato per Starlight e infine dopo aver tentato un'ultima volta con i Depeche Mode nel tour del 2023 ho detto BASTA con San Siro.

San Siro non mi avrà più per i concerti (e nemmeno per il resto dato che non seguo il calcio). Ho persin rischiato di doverci andare per una convention aziendale ... si avete capito bene. La mia ex azienda l'anno scorso aveva affittato l'intero stadio di San Siro per tenerci un evento aziendale obbligando i dipendenti di tutta Italia a partecipare. Io per fortuna ero appena andato in prepensionamento per cui mi sono risparmiato la faccenda.

Ma nel 1987 quando ci vidi i Genesis l'audio era abbastanza decente perchè ancora non esistevano nè il terzo anello nè la copertura, ma da quando li hanno aggiunti San Siro è diventato un generatore di rimbombi insopportabili.

Tornando ai Maiden spero che possano esserci ancora occasioni in futuro per andare a vederli/sentirli ... ma certamente non a San Siro, la cui demolizione - se tutto va come deve andare - dovrebbe iniziare nel 2027.
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Re: Iron Maiden a San Siro 17 maggio 2026.

Postby Thomas Eiselberg » 18 Jun 2026, 17:41

Duke59 wrote:
Io i Maiden ebbi l'occasione di vederli a Torino al Palastampa nel 95 per il tour di The X Factor; era il periodo in cui Dickinson era fuori dalla band e cantava Blaze Bayley.

Onestamente non ho un ricordo particolarmente buono di quello show...


Il Ray Wilson degli Iron Maiden (più o meno erano gli stessi anni tra l'altro). Ma se non altro a lui almeno un secondo album (non un granchè) glielo hanno fatto fare [;^(]

Diciamo che il povero Blaze è un buon cantante ma come stile vocale non c'entrava un cavolo con i Maiden (ha una voce più hard rock che alla Dickinson). La sua voce era più adatta ai primissimi Maiden, quelli con Di Anno dietro al microfono. Anche se pure Di Anno (recentemente scomparso purtroppo) aveva un carisma e uno stile vocale alla Ian Gillian che lui si sogna [:D]

Quanto a Gers diciamo che è più coreografico che decisivo ma il suo lo fa. Certo Smith è un altra roba [:D]
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Re: Iron Maiden a San Siro 17 maggio 2026.

Postby highinfidelity » 19 Jun 2026, 16:05

Duke59 wrote:Io i Maiden ebbi l'occasione di vederli a Torino al Palastampa nel 95 per il tour di The X Factor; era il periodo in cui Dickinson era fuori dalla band e cantava Blaze Bayley.

Onestamente non ho un ricordo particolarmente buono di quello show anche perchè, essendo da alcuni anni fuori dal giro della musica, mi ritrovai un cantante che non sapevo chi fosse e un chitarrista diverso al posto di Adrian Smith (scoprìi in seguito che si trattava di Janis Gers) e che amava saltellare su di un trampolino durante lo show, cosa che mi infastidì parecchio. [:D]

Beh dai, vedila positivamente: hai avuto l'opportunità di vederli in un'epoca e una formazione che quasi di certo non tornerà più. Da questo punto di vista ti invidio. Certamente capisco il tuo desiderio di vederli con Dickinson, ma questo viceversa è possibile che possa ancora capitare.

Duke59 wrote:Va anche detto che tra i miei giri attuali figurano essenzialmente amanti del progressive anni '70 vagamente talebani i quali digeriscono già a fatica gruppi come i Rush, Dream Theater, Depeche mode e Nightwish e per i quali gli Iron Maiden (e anche i Metallica) rappresentano qualcosa da evitare come la peste, ahimè. Forse sarà il Karma dato che nei primi anni '80 anche io tendevo a considerarli una "baracconata" (purtroppo così la pensavo ai tempi). Imparai poi ad apprezzarli grazie ad un collega che mi prestò Live after death e consacrai la mia conversione maideniana con Somehere in time. E da lì ascoltai un po' di tutto della loro produzione, apprezzandoli molto pur senza diventare un loro fan sfegatato.

Per altre ragioni, anch'io ho avuto con i Maiden un percorso tortuoso. Il motivo principale è il loro contorno granguignolesco, questa figura orrenda di Eddie e via discorrendo, che da giovanissimo mi inquietava moltissimo. Oggi fa quasi ridere dirlo, perché nel volgere di pochissimi anni alcuni filoni del metal hanno preso una deriva talmente eccessiva ed orripilante, con frequenti incursioni nel satanismo puro e semplice, che già pochissimo tempo dopo a paragone una copertina con Eddie ispirava simpatia e non dico che mi sarei appeso un poster in camera ma poco ci mancava. E pure il metal suonato dei Maiden, al confronto di certi filoni successivi, a una manciata d'anni di distanza sembrava musica sinfonica. Ma all'epoca, vissuta in diretta sul momento, con la TOTALE mancanza d'informazione che c'era, e anzi con interviste completamente inventate di sana pianta (ne ricordo in particolare una, già citata più volte, in cui i dottori Dickinson e McBrain venivano descritti come due analfabeti dediti e rutti e scorregge continui) non era affatto chiaro se si trattasse di una simpatica farsa o se si facesse invece sul serio. Per cui il mio è stato un percorso all'inseguimento, effettuato in larga parte in ritardo e quando ormai il tempo per ascoltare musica era contingentato, tanto che ancora oggi non posso affatto dirlo concluso.

Anch'io rispetto ad altri complessi metal di cui conosco, almeno per alcuni periodi, ogni singola nota, non posso dirmi un loro fan sfegatato. Tuttavia ho anche avuto un approccio fortunato, avendo acquistato per primo Powerslave a pochi anni dalla sua pubblicazione, un disco che ritengo ancora oggi pieno di pezzi stupendi e contenente forse il primo brano che per andamento e temi era palesemente ispirato al rock progressivo: la già menzionata Rime of The Ancient Mariner. Ho anche apprezzato moltissimo la loro carriera recente, e non è poco considerato invece quanti complessi metal un tempo grandiosi sono oggi viceversa completamente bolliti. Diciamo che se avessero intrapreso prima il percorso iniziato nel 2016 (mannaggia già dieci anni... sigh sob) con The Book Of Souls, magari lasciando stare certe tirate metal un po' vuote con le quali probabilmente volevano accontentare i fan di vecchia data ma che alla fine hanno lasciato il tempo che han trovato, forse nel frattempo avrei avuto modo di approfondire di più e potermi dire un fan sfegatato.

Duke59 wrote:Venendo invece a San Siro e alla sua acustica di melma

Ne approfitto per incorporare un articolo appena uscito in cui si conferma la mia sensazione che inzialmente l'audio fosse del tutto non decifrabile; non concordo invece col fatto che dopo fosse ascoltabile (è rimasto su livelli assolutamente atroci) ma concordo che qualche miglioria è stata apportata al volo perché almeno la voce è diventata distinguibile. Una cosa è sicura: la prossima volta, dovesse mai esserci, non trascurerò di portarmi dietro il mio fido cotone per le orecchie. Essendo molto distante avevo infatti preventivato che avrei sentito da schifo (di questo ero sicuro già in partenza) ma che la pressione sonora non sarebbe stata esagerata, dato che il suono cala in ragione della distanza al quadrato. Mai considerazione mi portò più in errore, e non c'è niente di peggio di un segnale sonoro che oltre ad essere di grande ampiezza ha anche uno spettro di frequenze fortemente squilibrato e una distorsione oscena: l'effetto è moltiplicativo. Roba da sentirsi male.

https://www.rollingstone.it/musica/live ... e/1032066/

L'articolo contiene molti ragionamenti che qui abbiamo fatto, come si ricordava, già nel 2016. Fa comunque piacere vedere certi concetti ribaditi e "cristallizzati", sebbene con forte ritardo, anche dalla stampa specializzata. [;)]
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Re: Iron Maiden a San Siro 17 maggio 2026.

Postby Thomas Eiselberg » 19 Jun 2026, 17:46

Articolo condivisibile. Dopo anni di ghettizzazione ingiusta (la stessa cosa che hanno fatto col prog) finalmente ci sono arrivati: gli Iron Maiden sono un gruppo che trascende il genere, non sono una semplice "band di metallari che fanno tanto rumore", perchè alle classiche sonorità metal hanno sempre combinato un gusto molto teatrale, cinematografico, la voglia di raccontare storie, con Dickinson che più che cantare semplicemente delle canzoni interpreta dei personaggi. Una specie di musical rock o di opera rock. E via via anche le sonorità si sono trasformate per riflettere questo bisogno: dall'urgenza quasi punk dei primi album (ma come sound punk non lo sono mai stati) hanno incorporato via via nuove influenze, per diventare una band che piace a gente diversissima. Spesso gente che manco ama il metal. [:)]

Se togliamo la parola "metal" e la sostituiamo con "prog" è quasi lo stesso discorso che si può fare con i Genesis di Selling England o The Lamb. Non è un caso che (anche in una recente intervista al Corriere Della Sera ha ribadito ancora una volta questa influenza https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/0 ... n/8420544/) Harris fosse un grandissimo fan dei primi Genesis. I punti in comune d'altronde sono tanti. [:)]
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Re: Iron Maiden a San Siro 17 maggio 2026.

Postby highinfidelity » 19 Jun 2026, 18:18

Combinazione ho letto anch'io quella breve intervista, me l'ha proposta lo smartphone alla vigilia del concerto. [:D] Era noto da tempo che i Genesis fossero apprezzati in ambito Maiden, ma sono rimasto molto contento di vederli menzionati addirittura per primi! È un bel riconoscimento per un complesso che non si può certo dire che non abbia avuto fama, ma che secondo me comunque non è mai valutato tanto quanto meriterebbe.
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Re: Iron Maiden a San Siro 17 maggio 2026.

Postby maomac 2 » 19 Jun 2026, 19:28

Con i Maiden anch'io ho avuto un approccio tardivo, li ho sempre ritenuti uno dei soliti gruppi metal da tanto casino con dischi quasi sempre uguali, insomma basta fare rumore.
Con l'acquisto di The book of Souls il mio giudizio è completamente cambiato ho iniziato ad apprezzarli da non poterne più farne a meno tanto da portarmi all'acquisto di quasi tutta la loro discografia essenziale, diciamo che per il momento mi sono limitato ai dischi che hanno avuti più riscontri positivi, ma piano piano arriverò anche a quelli meno apprezzati.
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Re: Iron Maiden a San Siro 17 maggio 2026.

Postby Thomas Eiselberg » 19 Jun 2026, 21:02

maomac 2 wrote:Con l'acquisto di The book of Souls il mio giudizio è completamente cambiato ho iniziato ad apprezzarli da non poterne più farne a meno tanto da portarmi all'acquisto di quasi tutta la loro discografia essenziale, diciamo che per il momento mi sono limitato ai dischi che hanno avuti più riscontri positivi, ma piano piano arriverò anche a quelli meno apprezzati.


Progarchives è sempre un'ottima fonte dalla quale attingere per capire come muoversi per approfondire la discografia di un gruppo [;)]


https://www.progarchives.com/artist.asp?id=2629

Tra l'altro l'album meglio valutato su progarchives è anche il mio preferito in assoluto del gruppo: Seventh Son of a Seventh Son. [^]
Essi vivono noi dormiamo. Obbedisci, compra, non pensare, il denaro è il tuo dio.

E' buona cosa leggere sempre leFAQ
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