A differenza degli altri decenni le b-sides degli anni '60 sono davvero poca roba. A parte rari casi di tratta di pezzi del livello di FGTR (quindi meno che mediocri) quando non peggiori. Troppo infantili, poveri musicalmente, derivativi, spesso suonati e cantati in maniera un po' raffazzonata. L' ascolto dopo un po' si fa pesante, perchè quasi tutte le canzoni tendono a somigliarsi e ad avere lo stesso mood, con ritornelli prevedibili e tutti molto standard. Almeno per me.
D'altronde se già erano giovanissimi e inesperti nei brani dell'album d'esordio, figuriamoci su quelli composti negli anni precedenti. Devo dire che ho fatto grossa fatica nell'ascolto, paradossalmente più che per i pezzi di IT: lì sapevo già cosa aspettarmi. Qui molti pezzi non li ricordavo proprio e direi giustamente, visto che si tratta di roba banalotta e noiosissima. Li giustifico per l'età giovanissima
2/3 piccole perle comunque non mancano.
1)
One Eyed Hound (voto 7,2)
Titolo particolare. Testo misterioso e decisamente riuscito (una specie di caccia ad un mitologico segugio da un occhio solo che però sembra più una metafora sull'autodeterminazione). Musicalmente molto sfiziosa: adoro sia il riff iniziale, molto rock e minaccioso, sia quello che sta in mezzo al ritornello. I cori qui non risultano stucchevoli ma anzi conferiscono ulteriore mistero al pezzo (e anticipano di qualche anno gli stratagemmi utilizzati in Harold the Barrel). Si potrebbe considerare un embrione di quei pezzi "teatrali" alla Genesis che arriveranno qualche tempo dopo. Un pezzo insomma forse ingenuo ma già genesisiano (e ascoltando queste b-sides non è affatto scontato, anzi). Unica pecca forse una registrazione non così eccezionale, le sonorità sono poco affinate. Ma resta sicuramente tra le cose migliori degli anni '60 che abbiano sfornato, forse la migliore a livello compositivo.
2)
Build me a Mountain (voto 7)
Pezzo piuttosto inusuale (per i Genesis di quei tempi) e dal piglio decisamente rock. Guidato dal basso pulsante di Mike (minuto 0:27), che costituisce l'architrave della cazone, da una chitarra di Ant molto nervosa, che si inserisce di continuo indurendo il sound (mi piace molto la parte del pre-ritornello, quella al minuto 1:06 e a 2:00), e da un Peter già piuttosto maturo vocalmente, è un brano che si stacca nettamente dalle infantilità genesisiane dell'epoca. Ha ritmo e sostanza. La batteria però è troppo piatta, peccato. Non manca una certa ingenuità, ma più che altro legata all'età.
3)
That's me (voto 6,6)
Brano molto in linea con quelli che saranno contenuti su FGTR. Ma l'avessero pubblicato su disco sarebbe stato tra i migliori. Peter è effettivamente un po' in difficoltà con la voce sul ritornello, ma ad esempio nel finale sfodera un crescendo vocale da brividi ("Shrivelled old man...") Il pezzo poi ha un certo tiro: prendiamo l'assolo (grezzo ma efficace) di Ant da 0:57 a 1:12. Rock ascoltabile, gradevole, molto Stonesiano.
Pezzo che insomma ha il suo perchè.
4)
The Magic of Time (voto 6,2)
Molto pop, molto leggero, come buona parte dei pezzi di quel periodo. Credo di aver letto da qualche parte che il suono della "batteria" fosse ottenuto da John Silver battendo le spazzole su una scatola di biscotti. Mmmm. Originale, diciamo così. Insomma tanta ingenuità. Però...però il pezzo ha brio, un certo ritmo, un vaghissimo sentore jazz, soprattutto nel finale dove magari poteva durare di più ed approfondire la parte strumentale. Non mi dispiace a livello musicale. Sufficiente dai.
5)
She is Beautiful (voto 6,1)
L'embrione di The Serpent. Il testo (per quanto banale) è più consono al tipo di pezzo rispetto a quello più pretenzioso e kitsch della canzone successiva. Purtroppo d'altro canto qui manca tutta la carica rock di The Serpent, che era guidata dalle chitarre e da efficacissimi riff. Il piano di Tony (che qui "ne fa le veci") non riesce a trasmettere la stessa forza dirompente.
Resta un pezzo piacevole ma in questo caso un po' abbozzato, che in seguito riusciranno ad affinare. Però anche così si stacca abbastanza dal piattume del resto, grazie anche ad un Peter qui molto bravo vocalmente.
6)
A winter's tale (voto 6)
Canzone un po' zuccherosa ma se non altro d'atmosfera. Ha un testo piuttosto evocativo, che riesce perfettamente a calare l'ascoltatore in una giornata fredda d'inverno. Le strofe più che altro. Il ritornello è invece piuttosto banalotto e piatto, con un finale dove però Peter regala una bella interpretazione ("Can you hold me With your small hand? The hand which links the beauty of our tiny lives...). Niente di che, ma su FGTR non sarebbe stata tra le cose peggiori.
7)
Image blown out (voto 5,5)
Canzone semplice semplice. Però ha qualcosa che se non altro la solleva dal piattume assoluto di altre, ben peggiori. Ha una certa atmosfera. Il testo è particolare e davvero sfizioso: ci narra di una cittadina dove le cose funzionano al contrario o comunque in maniera assurda
People moving about the town, upside down, you know why
Little bits of coloured glass in the sky
Children pushing mummy down to the park in a pram
Look out, the pavement's changing to jam
Mostra già l'attitudine di Peter per un certo tipo di umorismo e per il surreale.
Il pezzo in se, come detto, è molto pop, immediato, con un vago retrogusto soul nel ritornello. Peter la canta decisamente bene (e non era sempre così a quei tempi). Nulla di clamoroso, piacevole e riuscita se confrontata con quella che era la produzione del gruppo all'epoca. La registrazione è pessima però e resta comunque una canzoncina ina ina.
8)
Going out to get you (voto 5)
Pezzo dal notevole potenziale ma che a mio avviso viene penalizzato da 2 fattori.
La versione "in studio" è decisamente più ordinaria, meno rock e meno coinvolgente di quelle live che si trovano su qualche bootleg, purtroppo di pessima qualità. L'avessero pubblicato in quella veste si sarebbe trattato di un pezzo "gasante"
A mio avviso Peter la canta molto male. La parte iniziale (0:26) non la reggo, mi irrita, mi porta ogni volta ad abbandonare l'ascolto. Sembra che Peter si lamenti più che cantare. Mi chiedo come cavolo gli sia venuto in mente di registrarla così. Si, erano ragazzotti ingenui ecc. ma anche su pezzi più datati la sua voce era capace di ben altre performances.
Peccato. Perché il pezzo tutto sommato non è affatto pessimo e si stacca nettamente dalle canzoncine infantili che hanno pubblicato all'epoca. Basti citare ad esempio l'assolo di Ant, molto rock, che ricorda quelli degli Stones (e Peter nei ritornelli mi copia spudoratamente Jagger). Oserei dire che tra queste canzoni è la più "prog". Ascoltare ad esempio la transizione al minuto 3:40 che porta il pezzo verso una parte strumentale a mio avviso molto riuscita.
L'avessero registrata meglio parleremmo di una piccola perla. Così invece purtroppo è semi-inascoltabile.
9)
Try a Little sadness (voto 4,5)
Pezzo molto molto zuccheroso e di difficile sopportabilità, a causa di un ritornello (con i soliti cori) molto stucchevole. Le strofe non sono una schifezza assoluta ma sono piuttosto standard. Davvero poco da rilevare
10)
Hidden in the world of dawn (voto 4,3)
Pezzo molto delicato, dolce, infantile, con i classici cori dell'epoca ad accompagnare un Peter ancora acerbo. Non è eccessivamente stucchevole, grazie ad un buon lavoro di chitarra acustiche e ad un Peter che si limita al compitino senza strafare (e all'epoca non era ancora in grado di interpretare al meglio certi pezzi più "complessi"). Non un obbrobrio. Ma dimenticabilissima e abbastanza inutile.
11)
Sea Bea (voto 3,8)
Ennesimo pezzo noioso e zuccheroso. Siamo dalle parti di Hidden in The world of dawn: pop delicato e un po' infantile. Questa ha un vago retrogusto blues che la fa ricordare di più. Peter la interpreta bene. Ma la trovo proprio banalotta e ingenua, col titolo ripetuto troppe volte e la parte musicale davvero scarsa e di puro accompagnamento.
12)
Patricia (voto 3,6)
In pratica una versione embrionale e strumentale di In Hiding. Per me quel pezzo non era il peggiore in assoluto di FGTR, pur non essendo chissá che. Patricia è un abbozzo di quella canzone non fenomenale, contenuta su un album ingenuo. Per dire di cosa stiamo parlando.
13)
Hey! (Voto 3,5)
Dopo "Hey, Sea Beeeee..." abbiamo ovviamente Hey! (che originalità). Pezzo anonimissimo, di quelli che pure se ascolti tante volte (e l'ho fatto) non ti si stampano mai in testa e non ti dicono proprio nulla, nemmeno in negativo. Pop con vaghe reminescenze blues ma privo di qualsiasi spunto memorabile sia a livello musicale che vocale. Le sonorità comunque sono già quelle di FGTR: ha qualche assonanza con The Conqueror e simili.
14)
The Mystery of the Flannan Isle Lighthouse (voto 3,4)
La cosa migliore ovviamente è il titolo. Suggestivo. Il pezzo invece mmmm. L'intro di piano è interessante, preannuncia...un pezzo pop con i soliti cori un po' stucchevoli dell'epoca. Mi risulta più un po' "ingolfato", musicalmente un po' confusionario. Lo scordo puntualmente 5 minuti dopo averlo ascoltato.
15)
Hair on the arms and legs (voto 3)
Titolo tra il simpatico e il kitsch. Il brano è davvero poca cosa. Sembra quasi un abbozzo più che una canzone vera e propria. Non ha nemmeno un vero ritornello. Unica parte interessante l'inusuale (per l'epoca) assolo di Tony al piano, dal minuto 1:00 a 1:24. Per il resto piattezza assoluta. Come sopra: uno dei tanti pezzi che ho ascoltato varie volte, ma che mi scordo puntualmente di nuovo 5 minuti dopo averlo ascoltato
Voto generale di questo ipotetico disco: 4.
![Sghignazzante [:D]](./images/smilies/smile_bigsmile.gif)