Mellotron Micro

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Mellotron Micro

Postby highinfidelity » 12 Mar 2026, 12:54

Come forse avrete estrapolato da alcuni accenni nei miei messaggi recenti, ho attraversato e superato un periodo di sfide molte faticose, per cui in queste settimane mi sto premiando con alcuni acquisti rimandati da tempi immemori.

Tra questi c'è il Mellotron Micro, versione elettronica e miniaturizzata del mitico (e in questo caso è proprio il caso di dirlo!) strumento elettromeccanico che tanta parte ha avuto nel definire il suono del rock progressivo. Si tratta di uno strumento di dimensioni piccole ma non piccolissime, con una tastiera di due ottave, più ingombrante e anche molto ma molto più costoso dei mini-strumenti Roland Boutique già protagonisti di un mio scritto precedente.

In effetti è facile argomentare che si otterrebbe lo stesso risultato suonando dei campioni su un computer qualsiasi, a un costo che sarebbe una frazione minima del prezzo del Mellotron Micro. Quindi si tratta di un acquisto sensato solo per chi ha in mente un uso specifico di questo strumento, oppure per chi è un fanatico. [:D] Io ovviamente afferisco alla seconda categoria; inoltre lavorando praticamente tutto il giorno attaccato a un computer, provo ribrezzo al solo pensiero di impiegare un computer nel mio tempo libero: mai e poi mai mi metterei a caricare campioni, aggiornamenti, connettere una tastiera via MIDI e relativa interfaccia, altoparlanti cavi eccetera. Viceversa, almeno occasionalmente trovo sempre un attimo di tempo per suonare due note su una tastiera "hardware" pronta all'uso, che basti accendere e via.

Il Mellotron Micro è il più piccolo di una serie di tre strumenti (oltre a due rack/expander) che si propongono di rinverdire digitalmente i fasti di un organo molto pesante e delicato, che già da nuovo era noto per dare un sacco di problemi. L'idea è sicuramente buona e realizzata in modo accattivante, però nonostante il prezzo esorbitante (circa 1000 €) ci sono anche alcuni aspetti negativi, che tenderei a separare per non dare l'impressione di una recensione eccessivamente critica, ma nemmeno di ignorare aspetti problematici che in uno strumento venduto a questo prezzo non dovrebbero esserci.

COSA MI PIACE
L'ESTETICA: nonostante le dimensioni ridottissime (rispetto al Mellotron originale, che era un organo da pavimento) il Mellotron Micro prova a rievocare nelle forme, nei colori, nelle scritte e nei comandi l'iconicità dello strumento elettromeccanico di cui è la versione elettronica. Adoro come il lato anteriore sia inclinato in diagonale, così come il modello M400 aveva un andamento fortemente diagonale. Il corpo è in solidissimo metallo verniciato in una bella sfumatura di bianco. La scritta Mellotron si legge da lontano un kilometro, e c'è anche una M retroilluminata di cui si può variare il colore sfiorandola con la mano. Anche le manopole, di taglio molto "vintage" (addirittura simili a quelle una volta impiegate sui ricetrasmettitori radio amatoriali) sono personalizzate con la M stilizzata di Mellotron.
LA TASTIERA: nonostante sia corta (solo 2 ottave) si tratta di una delle migliori tastiere su cui abbia mai messo le mani: semipesata, con un tocco veramente "duro", in materiale plastico lucido e di altissima qualità, con una bellissima sfumatura di bianco, sensibile alla velocità e all'aftertouch. Oggettivamente stupenda: vorrei che tutte le mie altre tastiere fossero come questa!
I CONTROLLI: praticamente tutte le regolazioni che servono sono disponibili mediante manopole e interruttori hardware sul pannello principale, senza necessità di andare attraverso stupidi e noiosi menù digitali. Utilissima, considerata la tastiera corta, la levetta per spostare al volo l'ottava (ma per altri versi questo stesso aspetto ricomparirà anche nelle voci negative).
I TIMBRI: naturalmente per valutare la qualità dei suoni emessi dalla tastiera occorrerebbe paragonarli all'organo elettromeccanico reale, cosa che naturalmente non sono in grado di fare (ma qualcuno l'ha fatto, e cercherò di postare un link). Presi comunque come timbri a sé stanti, e paragonati anche a quanto è dato ascoltare nei dischi di rock progressivo dell'epoca classica, i timbri del Mellotron Micro sono per la maggior parte una goduria pura. [:D] Non ci si stancherebbe mai di ascoltarli e di passarli in rassegna, e il loro effetto evocativo dei suoni d'un tempo è fenomenale.

COSA NON MI PIACE
IL PREZZO: è veramente molto caro per essere, alla fin fine, solo un lettore di campioni digitali. Il prezzo esagerato ha peraltro l'effetto di sottoporlo a critiche più severe, perché molti degli aspetti negativi che sarebbero facilmente tollerati in uno strumento a buon mercato, non lo sono in questa fascia di prezzo, dove sarebbe d'obbligo la perfezione assoluta.
IL SISTEMA CHIUSO: a differenza dei modelli superiori della serie, nel modello Micro è stata tolta la porta di espansione (e anche qualunque altro modo di comunicare col mondo esterno) per cui non è possibile espandere la tavolozza di campioni: ci sono cento timbri precaricati, e fine. La cosa non apparirebbe grave se lo strumento costasse, per dire, cento euro. Ma a questi livelli di prezzo appare invece inaccattabile, tanto più che il pannello di controllo sembra assolutamente identico in tutti i modelli, il che lascia l'impressione che la porta di espansione sia stata inibita o rimossa ad arte. Sono anche state rimosse dal menù alcune opzioni minori, come quella che introduce alcune irregolarità nella simulazione della rotazione del motore - e queste sono sicuro al 100% che in realtà ci siano a livello software e siano solo state disabilitate tanto per dare fastidio e giustificare la differenza di prezzo dei modelli "maggiori".
DIFETTI NEI CAMPIONI: alcuni campioni presentano degli artefatti su alcune note, come per esempio l'attacco mancante. Particolarmente noioso trovo il fatto che proprio il 4 MALE CHOIR, uno dei timbri resi più iconici dal rock progressivo, presenti sul do centrale (e solo lì) una specie di sovrarmonica acuta che guasta completamente il suono sovrastandolo. Si dirà: magari erano difetti presenti anche nei nastri originali campionati. E va bene: ma per 1000 euro a strumento, ci si aspetta che questi difetti vengano sistemati in un modo o un'altro.
OTTAVE CORTE: trasponenndo le ottave in basso (o in alto), gli ultimi tasti dell'ottava bassa (o alta) non sono suonabili e rimangono muti. Questo probabilmente ricalca il numero di ottave e note disponibili sullo strumento reale. Tuttavia, siccome stiamo parlando di uno strumento digitale, avrei ritenuto molto opportuno rendere suonabili (magari come opzione selezionabile) anche queste note fuori range: sarebbe bastata una lettura a velocità differente dei campioni più prossimi. Eseguire una scala o una sequenza di accordi e trovarsi di colpo in mezzo a note mute è una sensazione fastidiosissima.

Prima di caricare qualche immagine, inserisco un paio di link: una recensione di un musicista (che come vedrete, pur essendo una persona completamente diversa da me, ha trovato praticamente gli stessi punti di forza e di debolezza che ho evidenziato, segno che non sono "fisse" mie ma si tratta di cose oggettive) e un confronto del leggendario timbro 3 VIOLINS con quello di una macchina reale:
https://www.youtube.com/watch?v=YPm0ex63SlQ
https://www.youtube.com/watch?v=qMA-HfPMJSo

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<< Conoscete voi spettacolo più ridicolo di venti uomini che s'accaniscono a raddoppiare il miagolìo di un violino? >>
(Luigi Russolo, Intonarumorista. 1913.)
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Re: Mellotron Micro

Postby Duke59 » 19 Mar 2026, 11:53

Davvero una bellissima tastiera e un ottimo auto-regalo! [8D]

Ho visto i video e i timbri sono molto realistici, inoltre esteticamente è un fantastico gioiellino che se non fosse per il prezzo sarei tentato di acquistare.

Il mellotron è sempre stato un mio vecchio pallino e pensa (forse l'avevo già scritto in qualche post del passato) che nella cantinaccia-sala prove di Asti in cui suonavo negli anni '80 c'era un M400 guasto usato dalla Locanda delle fate per l'album “Forse le lucciole non si amano più”! Era là, abbandonato in mezzo a mucchi di ciarpame e a vederlo metteva tristezza.

Da parte mia oggi ho questo setup tastieristico casalingo

- pianoforte digitale Kawai ES 100 con tastiera pesata comprato usato quasi dieci anni fa per circa 500 Euri. Ottimi timbri e ottimo per lo studio e anche per registrare su Cubase usando l'interfaccia MIDI Roland UM 01.
Pesa parecchio per cui sebbene sia portatile portarlo in giro sarebbe un po' impegnativo.
https://youtu.be/QKsw9AYU5iY?si=HemXP4CX72cKFDhF

- tastierina controller MIDI M-Audio Keyrig 49 (49 tasti non pesati, tipo organo), perennemente connessa al computer. Va bene per le parti di synth e di organo però se devo registrare parti di pianoforte uso il Kawai con i testi pesati che rispondono al tocco in modo realistico.
https://en.audiofanzine.com/49-key-midi-keyboard/m-audio/Key-Rig-49/#gallery-3

- Strumenti virtuali VST free e non, tra cui un TIMEWARP 2600 (in pratica un ARP 2600), Bazille un synth modulare tipo Moog e la suite Arturia Analog Lab V che emula in modo incredibile tonnellate di tastiere vintage dal Mellotron all'Emulator al Synclavier a … quasi tutto.
https://youtu.be/2G-02IKRDm0?si=m-yhTFx3MwrNEasZ
https://youtu.be/raxOQm03giA?si=PIOZmrGEdv1lKyqq
https://youtu.be/7EhDfPmh1f4?si=leAUCxBWedDaqO5b(qui la demo è della versione minore di Analog Lab ma dà un'idea)

Siccome ultimamente sono più orientato allo studio del pianoforte puro e semplice ho un po' trascurato la parte synth, ma conto di rimetterci mano nel futuro prossimo.

- poi l'ultimo acquisto di circa un anno fa, una tastiera portatile (alimentabile anche a batterie) CASIOTONE CT-S1. Leggerissima ed economica con tasti semipesati e probabilmente con i migliori suoni di pianoforte disponibili in questa fascia di prezzo (circa 200 euro).
Utile nel caso in cui (per ora improbabile) dovessi portarmela appresso per suonicchiare con qualcuno.
Qui una bella demo dei suoi suoni
https://youtu.be/EkiPV77axGU?si=9DIfcA4s2F_cUQVn


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