Thomas Eiselberg wrote:Classifica generale. 14 voti (Thomas Eiselberg, rkive, aorlansky60, Betelgeuse, Ender, vise60, 11mo Conte di Mar, Alius, TDuke, MaxManMoon, maomac 2, Dalex_61, highinfidelity, Duke59)
1) Dodo/Lurker (210 punti)
1) Abacab (210 punti)
3) Me and Sarah Jane (188 punti)
4) No Reply At All (122 punti)
5) Like It Or Not (112 punti)
6) Man On The Corner (106 punti)
7) Keep It Dark (88 punti)
8) Another Record (82 punti)
9) Who Dunnit? (48 punti)
Il risultato del sondaggio, che più lapalissiano non si può, vede il dominio di tre brani facilmente pronosticabili. I primi due, curiosamente con gli stessi punti, si rifanno a due concezioni diverse del gruppo, quasi agli antipodi ma ugualmente efficaci, sia in riferimento al repertorio classico che a quello più recente e commerciale.
Dodo/Lurker è una specie di suite dalle sonorità potenti e sperimentali ma anche dalle architetture complesse, tanto da farlo somigliare ad episodi del periodo gabrieliano. Il pezzo piace per questo motivo ai fans di vecchia data, anche se ho letto critiche in riferimento alla parte finale, e, in particolare, a un assolo di Banks giudicato lezioso e banale, che invece io trovo simpatico e indovinato. "Dodo" piace anche per una bella e tonica batteria. Tutto questo rende il pezzo molto colorito e brioso, tanto da surclassare, in certe parti, Duke's Travels, il mega-brano dell'album precedente.
L'omonimo Abacab è invece uno dei primi casi in cui un singolo di successo dei Genesis si sposa con una qualità molto alta, cristallina, anche se il 45 giri è privo della parte finale, strumentale, e perde gran parte del fascino. Tuttavia sono sicuro che i milioni di fans sparsi in tutto il mondo ricordano il pezzo proprio per la lunga e adrenalinica versione dell'album. Con Abacab si balla in discoteca, e alla grande, permettendo al gruppo di aggiungere altre migliaia, se non milioni, di nuovi fans, che finora avevano guardato ai Genesis come ad un gruppo pretenzioso e quasi inaccessibile.
Al terzo posto il pezzo forse preferito in assoluto dai fans più ortodossi: Me And Sarah Jane, a parte una sezione con una curiosa matrice "ska", assorbe gli stilemi delle classiche architetture banksiane, con deliziosi cambi di scenari e di sonorità, con avvincenti variazioni ritmiche e una sommessa, ma bella prestazione di Phil. Un gioiellino, parzialmente svalutato soltanto da una buona, ma non entusiasmante, prima parte, e dalla durata, forse più breve di quanto meritasse.
L'esotica No Reply At All si prende la quarta posizione, non so quanto effettivamente meritata, se si guarda con orecchio più critico al suo reale valore. La presenza di musicisti esterni la fa senz'altro risaltare, non fosse altro per la curiosità che suscita, ma, in tutta sincerità, questi "prestiti" non aggiungono nè tolgono molto al risultato finale, e non si può fare a meno di immaginare la sua auspicabile non-inclusione nel disco, sostituita magari dalla stupenda You Might Recall: l'album ne avrebbe guadagnato.
Sorpresona: si assicurano la parte centrale della graduatoria due tracce non certo indimenticabili, come Man On The Corner, e soprattutto l'insignificante Like It Or Not. Attenzione però: insignificante non significa brutta, ma solo che, almeno a me, non suscita emozioni, nè positive nè negative, e fila via indifferente, come un filo d'olio. So che a qualcuno piace, come la stessa Man On The Corner dove però, almeno, Collins riesce, con una bella prestazione vocale, a controbilanciare un'interminabile e snervante drum-machine.
Keep It Dark è vero che che c'entra con i Genesis come i cavoli a merenda, ma a me piace, è fatta bene, credo che non necessariamente qualche gruppo prestigioso della new-wave avrebbe saputo farla meglio. La canzone è spesso disprezzata, ma, credetemi, ci sono decine, ma veramente decine, di pezzi assai peggiori nel repertorio dei Genesis. Ciononostante, la bassa posizione ottenuta, può anche essere comprensibile.
Another Record è un'altra canzone ingiustamente maltrattata, ben oltre i reali demeriti. Alcuni si sono incavolati per quell'effetto farlocco di armonica, altri per una presunta stramba prestazione di Collins alla voce, altri parlano di mancate promesse conseguenti al bellissimo incipit iniziale, tutto quello che vogliamo, ma a me la canzone piace, e non ci posso fare niente.
Di "Who Dunnit?", serafica ultima in classifica, non mi va di scrivere, l'hanno già fatto in tantissimi. Sappiamo come la pensiamo tutti. Per quanto mi riguarda, non mi ci metto a ripetermi, ci sono altre cose in questo momento a cui dedicarmi: ho ancora diverse puntate di Peppa Pig da vedere
Certo che, i tre gagliardi tizi hanno avuto un bel coraggio a fare uscire Abacab. E', tra l'altro, un album a cui i musicisti sono affezionati. Mike Rutherford ammise addirittura che con Abacab si divertì come mai prima, a suonare una gran quantità di chitarre, di ogni tipo. Hanno rischiato e, non è esatto dire che l'hanno fatta franca, ma hanno trionfato su tutti i fronti. La stampa, specializzata e non, non ci capì nulla, e, nel frattempo il gruppo macinò vendite da record in tutti i maggiori mercati del mondo. Il gruppo abbandona i cambiamenti di ATTWT e le buone intuizioni di Duke, ma non per tornare all'antico, bensì per dimostrare la propria ecletticità, senza perdere un briciolo della propria reputazione.
Ce l'avevano fatta, ancora una volta.