Una vecchia conoscenza mi ha consigliato di leggere "Implacabile", il memoir scritto da Yngwie Malmsteen e pubblicato anche in italiano una decina d'anni fa (senza che nemmeno lo venissi a sapere, da cui il notevole ritardo nell'acquisto e nella lettura).
Non è frequentissimo per musicisti che hanno raggiunto il suo livello ammettere di aver avuto delle influenze, anche rilevanti, con l'eccezione di quelle più ovvie che sarebbe ridicolo non menzionare - come ad esempio Jimi Hendrix e Ritchie Blackmore nel caso di Malmsteen. Ma reggetevi alla sedia e leggete invece qui chi fu ad aprire gli occhi al chitarrista svedese:
<<Io adoro Blackmore tutt'ora, e non posso dire niente di male su di lui, ma il mio stile classico, quel rock neoclassico di cui spesso mi è attribuita la paternità, non deriva da Blackmore. Al limite sono stati i Genesis ad avere un'influenza maggiore nello spingermi verso le strutture classiche. Il tastierista, Tony Banks, era una sorta di juke-box virtuale di Bach, col suo arsenale di trucchi come le note di pedale e i suoi accordi diminuiti. Siccome era il tastierista, non suonava coi denti né faceva altri numeri visivamente esagerati. [...] Ma l'apporto di Tony rendeva unico il suono.
[...] Sulla tastiera puoi suonare molto più velocemente perché ti serve solo una mano per suonare una nota. La tastiera di Tony Banks mi influenzò grazie a questa semplice verità. Mi incuriosii e cominciai ad afferrare quel che stava facendo. All'inizio quando tentavo di suonare a orecchio i brani dei Deep Purple, lo facevo in punti diversi del manico, in scala pentatonica [...]. Erano tutti simili. Una volta che ne avevo imparato uno, più o meno li avevo imparati tutti.
Ma poi mia sorella portò a casa alcuni dischi dei Genesis [...]: non rientravano nello schema che avevo già intuito e compreso. C'erano accordi diminuiti e rivolti, che rendevano i brani davvero interessanti perché non riuscivo a suonarli al primo colpo. Ero molto sicuro di quello che stavo facendo e quel fatto in un certo senso mi rese umile.>>
(Yngwie J. Malmsteen: Implacabile. Il memoir. Arcana, Lit edizioni, Roma 2013. PP 27-28.)


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