Duke59 wrote:Il mio rapporto con Gabriel è sempre stato altalenante. [...] andai alla riscoperta degli album precedenti, di cui pian piano mi innamorai. Però avendo avuto modo di verificare che Tony, Mike, Phil e Steve senza Gabriel potevano compiere meraviglie musicali ho sempre considerato Gabriel come un elemento opzionale, non fondamentale.
[...] devo ammettere anche di aver faticato ad apprezzare "The battle of Epping Forest" (brano che oggi adoro) per via del testo un po' troppo invasivo, farina del sacco di Gabriel. In The Lamb invece Gabriel lo apprezzai di più, perché trovai che avesse osato avventurarsi in territori nuovi. Però a fronte di album come Trick, Wind e Seconds out ebbi sempre la considerazione che Gabriel non fosse così essenziale nelle dinamiche musicali del gruppo.
Trovai conferma di questa cosa nei suoi primi due album solisti, che mi sforzai di amare ascoltandoli in modo ossessivo, ma tutto ciò che ne ricavai fu una sensazione di spiazzamento. Non che fossero album "brutti" ma non c'era nulla (o solo frammenti) di ciò che avevo apprezzato dei Genesis in quelle canzoni, a parte il timbro vocale.
Mamma mia Duke, sembra che queste frasi tu me le abbia lette nella mente, da tanto sono d'accordo. Probabilmente è perché, sebbene qualche anno dopo (ma nemmeno tantissimi), anch'io ho fatto un simile percorso a ritroso. Spingo anzi il discorso ancora un po' più in là: questa è la ragione per cui, tempo addietro (con gli attuali scriventi sul forum non accade praticamente più), ritenevo del tutto irricevibili le sparate del tipo "i Genesis senza Gabriel non esistono, avrebbero dovuto cambiare nome". La questione casomai andava ribaltata: i Genesis senza Gabriel avevano ampiamente dimostrato sul campo di esistere, sia nel rock progressivo, sia in un genere leggermente meno impegnativo che potremmo chiamare per comodità
neo progressive. Peter Gabriel viceversa, soprattutto con i primi due dischi già da te menzionati, aveva dimostrato ben poco in qualunque settore. E' vero che col terzo ed il quarto farà poi cose buone ed interessanti, ma certamente di progressivo non ci ha mai fatto più ascoltare nulla, né in quel momento né tantomeno dopo. Quindi davvero non si vede perché senza di lui i Genesis si sarebbero dovuti ritenere morti.
Oggi mi rendo conto che il salto dai Genesis alla carriera solista deve essere stato di una difficoltà estrema per Gabriel. Prima aveva avuto la fortuna di collaborare con menti creative come Tony, Mike, Steve (e in precedenza Ant), ora doveva fare tutto da solo! E infatti, secondo me, i suoi primi due album non sono un granchè. Se lui non fosse stato l'ex cantante dei Genesis credo che nessuno li avrebbe notati. Tra l'altro mi chiesi all'epoca (e me lo chiedo ancor oggi) come mai Gabriel, da un certo punto in poi, avesse deciso di abbandonare l'uso del flauto. Non che fosse un virtuoso dello strumento ma negli anni precedenti era stato in grado di usarlo per suonare parti iconiche e nemmeno troppo elementari. Mistero.
Tutte queste considerazioni, che condivido pienamente, rafforzano sotto altri punti di vista quanto appena scritto sopra.
Questo periodo di grazia artistica durerà per due album, III e IV, che io letteralmente ADORO. Poi arriverà la grazia "commerciale" con SO e US, due album piacevoli però un po' troppo patinati che gradisco molto meno di III e IV.
Da SO in avanti il mio interesse per Gabriel è diminuito e US, che pure contiene alcune canzoni notevoli, lo ascoltai molto meno di SO.
Per quel che vale (e interessi ad altri) il mio giudizio, trovo che questi due album siano affiancabili. Una prima considerazione da fare è che anche nel caso di Gabriel si possa usare la tanto trita definizione di "svolta pop", e onestamente non mi sono mai dato ragione del fatto che nel suo caso "vada bene", mentre nel caso dei Genesis - chissà perché - vada male. Va difatti ricordato che il periodo in cui divenne - per ricalcare di nuovo le tue parole -
un'icona per via dei suoi interessi umanitari e sociali che lo rese quasi un Guru agli occhi della critica coincide con gli anni di SO e di US, i suoi due album più commerciali di tutti i tempi.
A mio parere US è un album non più brutto di SO, ma purtroppo è uscito in piena era del lancio del CD, in cui si doveva dimostrare a tutti i costi che il nuovo supporto imposto a forza aveva tutta una serie di vantaggi, tra cui una durata superiore a quella del 33 giri. Ho già avuto modo più volte di rimarcare che è dimostrato che l'attenzione di un ascoltatore non riesce a superare i 40-50 minuti (se n'era già accorto Mozart!), e dall'altro lato non saprei nominare un artista che sia veramente stato in grado di ad andare oltre i 60 minuti di musica senza annacquare il lavoro con
filler, scarti o obbrobri, ed ecco che infatti anche nel caso di Gabriel finiscono nel disco auto-plagi brutti e stupidi come Kiss That Frog. A quel punto, il 33 giri finì per essere stampato come doppio, con un aggravio notevole dei costi per gli acquirenti, uniti alla noia di dover ascoltare un disco-spezzatino spalmato su 4 lati.
su US ci sono ancora belle canzoni [...] ma per qualche motivo non riesco ad ascoltare l'album tutto di fila perché a un certo punto mi annoio.
...e forse sono riuscito a dare una possibile chiave di lettura anche per questo aspetto.
Personalmente, per concludere, ritengo molto molto bello anche UP, forse a suo modo persino più dei precedenti, sebbene sia un disco dalle atmosfere spesso molto pesanti e quindi non adatto "per tutti i pomeriggi", se così mi posso esprimere. Generalmente lo vedo meno apprezzato, ma a mio parere è proprio perché ci si attende quella gaiezza di SO e US, la quale invece non vi viene ritrovata. Andrebbe invece ascoltato con grande attenzione, per quello che è, senza aspettative d'altro tipo.