Dopo un esordio decisamente acerbo (eufemismo) i Genesis compongono quello che è il loro primo vero album di qualità e, soprattutto, il loro primo vero album prog. Per alcuni critici è ancora un album mediocre, al massimo sufficiente. Io non concordo. Basti dire che non contiene pezzi che si possano definire brutti o banali (e dopo FGTR non era affatto scontato). E' vero che ci troviamo di fronte a quello che è probabilmente il peggior album del periodo progressive, ma questo non significa che non si tratti di un'opera di indubbia qualità ed importanza.
Visto che i brani sono solo 6, nello stilare la classifica assegnerò 12 punti al pezzo primo nominato, 10 al secondo, 8 al terzo...
1) The Knife (voto 10)
Primo brano hard rock dei nostri (nelle sonorità ha più di un punto in comune con Child in Time dei Deep Purple, uscita lo stesso anno), nelle versioni live successive (grazie al contributo di Phil e Steve) raggiungerà addirittura sonoritá metal
https://youtu.be/_YvKoOdP-Wg?si=3Fy_KcM3lezRTu2p
Vero e proprio tour de force. Viste le canzoni di FGTR e i 5 brani che lo precedono è una composizione sorprendente: molto lunga, decisamente potente, piena di effetti (le urla, le voci dei poliziotti), atmosfera, saliscendi incredibili. Il testo, sulle rivoluzioni violente che spesso portano al potere solo nuovi dittatori, è iconico e sempre attuale.
Momenti memorabili: la parte centrale col flauto (lugubre ed onirica), gli assoli di Ant, il finale deflagrante e pirotecnico dal minuto 7:00 in poi (una goduria).
Insomma un capolavoro, che dimostra per la prima volta le potenzialità tecniche e eclettiche dei nostri.
2) Stagnation (voto 8)
L'unica canzone del 1970 sopravvissuta (anche se in forma di citazione di breve durata) fino agli ultimi concerti della reunion. Qualcosa vorrà pur dire. Il testo malinconico e triste parla dell'unico uomo sopravvissuto dopo un'apocalisse. Originale. A livello sonoro il brano è piuttosto vario, forse troppo sbilanciato sull'acustico e "stagnante" in qualche tratto, ma il finale resta memorabile. E poi è dedicata a me
3) Looking for someone (voto 8)
Sostanzialmente sta sul livello di Stagnation. Forse a tratti mi piace di più: l'unico altro pezzo rockeggiante del disco assieme a The knife, dove Ant fornisce ottimi assoli all'elettrica. A tratti trascinante ( tipo la parte "Leave me, leave me..."). Pure il testo è interessante e quel "Looking for Someone..." iniziale cantato da Peter quasi a cappella non sará ai livelli di "Can you tell me where my country lies" ma è a suo modo un'introduzione efficacissima al disco e alla musica prog per i nostri.
Allora perchè la metto dietro Stagnation? A tratti mi dà l'impressione di essere un po' confusionaria a livello di sezione ritmica. Mayhew mi suona un po' ingolfato. Avrebbe meritato una rispolverata e una rilettura, purtroppo i nostri l'hanno lasciata per strada. Che peccato.
4) Dusk (voto 7,5)
Il pezzo più breve e più semplice dell'album ma possiede grandissima atmosfera, a cominciare da un testo molto poetico e caratteristico. La seconda voce (Ant) nel ritornello qui non "stona" come in altri brani del disco precedente, anche se non è Phil e con lui le cose miglioreranno tantissimo da quel punto di vista.
Pezzo molto più phillipsiano che genesisiano, premonitore di alcuni suoi brani da solista, anche per questa sua natura risulta affascinante e peculiare.
5) White Mountain (voto 7)
Forse il brano che possiede, più i tutti gli altri, ancora alcune assonanze con FGTR, condividendone pure qualche ingenuità (il testo, i cori, il fischiettare). Si tratta comunque di un brano più che discreto dove la fa da padrone Tony e dove Peter offre comunque una buona prova dietro il microfono.
6) Visions of Angels. (Voto 7)
Singolare l'aneddoto (scoperto solo qualche anno fa) sul testo, scritto da Ant e dedicato all'allora fidanzata di Peter.
Si distingue per un Mayhew in primo piano, che qui ce la mette davvero tutta. Per il resto è un brano piacevole, anche questo ancora con delle sonoritá che rimandano a FGTR. Rispetto agli altri pezzi lo trovo un po' troppo leggero, meno prog di quanto vorrebbe essere, per questo lo metto in ultima posizione (che su questo album non equivale a una bocciatura, l'avessero pubblicato sull'album precedente sarebbe stato il pezzo migliore, di 3 spanne sopra il resto).
Voto complessivo all'album: 7,8
![Sghignazzante [:D]](./images/smilies/smile_bigsmile.gif)



![Complice [;)]](./images/smilies/smile_wink.gif)
![Commosso [:.-(]](./images/smilies/smile_cry.gif)
) e che poi per ascoltarlo "a catena" lo registrai su una cassetta con la piastra di cui disponevo all'epoca, che era forse il modello più scadente mai prodotto dalla Fisher (un marchio che per altri versi aveva invece fatto la storia dell'Hi-Fi) senza regolazione del bias eccetera: insomma, a memoria associavo questo disco a un audio registrato sul prosciutto. Più tardi sostituii quella brutta copia con una bellissima stampa inglese d'epoca, e riascoltandola ora con attenzione in cuffia mi sono dovuto ricredere: certamente, come tutte le prime incisioni Charisma, ha diversi problemi di fedeltà, ma non è affatto oscura ed impastata come mi ricordavo, anzi a tratti sa essere piacevole e persino aggressiva.
e la conferma deleteria venne dall'ascolto del disco, un trionfo di scricchiolii e cariche elettrostatiche! arrivai a sentire solo "Watcher of the skies" e poi alzai il braccio, totalmente disgustato.

![Imbarazzato [I8)]](./images/smilies/smile_blush.gif)
![Sardonico [:-j]](./images/smilies/smile_rolleyes.gif)
![Neutrale [:|]](./images/smilies/smile_neutral.gif)