Ma ecco che finalmente la montagna ha partorito il topolino!
Scherzi a parte, desideravo proprio cimentarmi in questa classifica riascoltando per bene in cuffia il disco originale, tenendo bene conto delle suddivisioni originali, e componendo via via la classifica con dei talloncini con scritti i titoli dei brani. Una cosa di cui per esempio non mi ero mai reso pienamente conto è che c'è uno strumentale privo di titolo (e che non presenta un solco di sezione nemmeno sul disco) al termine di In The Cage, ma che è palesemente "altro" rispetto a questo brano.
1 - Riding The ScreeForse il brano con la figura ritmica più complessa mai concepita dei Genesis, con una serie di obbligati e assoli di Banks che lo pongono ai vertici del tastierismo mondiale. Semplicemente qualcosa di sublime.
2 - In The CagePer me questo brano è assolutamente centrale nella suite dell'agnello, presenta un crescendo pazzesco e anche in questo caso un assolo tra i più belli e interessanti tra quelli scritti da Banks. Gli sono molto legato anche sentimentalmente perché è stato tra i primi brani progressivi che avevo ascoltato suonare dalla formazione ormai ridotta "a tre"; ricordo ancora lo stupore di quando per la prima volta ascoltai la versione di studio e mi resi conto di quanto più "asciutta" e formale fosse. A mio parere riassume in un unico brano tutta la classe del "progressive maturo" dei Genesis.
3 - Back In N.Y.C.Già in molti avete scritto circa la "cattiveria progressiva" di questo brano, non mi dilungo. Evidentemente è divisivo: io apprtengo appieno alla schiera di coloro che stravedono per esso.
4 - The LamiaBrano di sublime poeticità, con liriche e figure metriche di livello stellare, e un'ineffabile malinconia di fondo. Non mi capacito di come Gabriel abbia saputo scrivere delle liriche così romantiche per delle creature immaginarie e, se vogliamo, anche molto inquietanti.
5 - Lilywhite LilithCanzone con tante belle idee, e nuovamente liriche e metrica centratissime, con alcuni passaggi sublimi.
6 - The Chamber Of 32 DoorsIn questo brano continuamente cangiante i Genesis buttano sul piatto almeno una mezza dozzina di carte vincenti. Non tutti i temi sono parimenti belli, ma in ogni caso altri complessi con le sole idee contenute in quest'unica canzone avrebbero fatto un disco intero. Complessivamente, merita sicuramente la parte altissima della classifica.
7 - Hairless HeartAltro brano progressivo dal piglio sorprendentemente "cattivo" in molti passaggi, alcuni dei quali mi mandano in visibilio.
8 - AnywayUn brano apparentemente minore, ma splendidamente melodico, e che vedo esser stato segnalato tra le cose migliori del disco anche da tanti altri.
9 - The Colony Of SlippermenSopravvolando sulla non molto riuscita introduzione strumentale, si tratta di un brano con tante variazioni e tanti temi belli e interessanti. Impagabile la citazione parodistica di Wordsworth che apre le liriche.
10 - Broadway Melody of 1974Brano che significa molto per me e che avrei desiderato vedere più in alto in classifica, ma che oggettivamente è superato da "pezzi da novanta" che sarebbe stato indegno collocarvi al di sotto. Non a tutti piace, ma a me diverte ripercorrere tutte le allusioni e citazioni di cronaca relative agli anni '70. Mi ricorda una bellissima interrogazione liceale in cui questo brano mi fu accettato come poesia contemporanea da tradurre. Le liriche "the children play at home / with needles / needles and pins" furono tra le prime cose che mi restarono indelebilmente impresse in mente ai primissimi ascolti del disco, e che mi spinsero a riascoltarlo innumeri volte e a farlo mio.
11 - The Lamb Lies Down On BroadwayDiscorso opposto per la superclassica The Lamb, che a priori avrei pensato di collocare molto più in basso in classifica. Invece soprattutto il cattivissimo basso distorto di Rutherford, ma anche l'aggressività del cantato di Peter in alcuni passaggi, mi hanno fatto ricredere. In un certo senso, riascoltando con attenzione la versione originale, l'ho rivalutato.
12 - The Light Dies Down On BroadwayOK è un brano riciclato, ma è riciclato da Banks e Rutherford, non certo due fresconi... Difatti mi è sempre piaciuto moltissimo, specialmente per il punto in cui è collocato, dove funge da richiamo e ricapitolazione in mezzo a momenti molto cupi delle narrazione. Impagabile la batteria jazzata e molto "slacky" di Collins. Pensavo gli avrei addirittura fatto scavalcare l'originale The Lamb, invece finiscono (giustamente) appaiati.
13 - The Waiting RoomHo letto purtroppo molti disprezzare i brani sperimentali, futuristi, descrittivisti e d'avanguardia del disco, che invece a parer mio ne costituiscono un'interessantissima caratteristica - peraltro unica in tutta la produzione dei Genesis, e abbastanza unica in tutto il rock progressivo in generale. Ammetto di essere abbastanza ferrato in materia di musica contemporanea, di cui ho ascoltato centinaia di concerti, il che forse mi aiuta a comprendere il genere. Vi dirò anzi che pensavo di mettere intenzionalmente molto in rilievo questi brani nella mia classifica, ma di nuovo ci sono tanti "pezzi da novanta" che sarebbe stato indecoroso far sopravanzare da The Waiting Room. Venendo nel merito, vi assicuro su quanto m'è più caro che anche i "rumori" iniziali hanno un loro ritmo, e che se ascoltate il brano un migliaio di volte credo finirete per sentirlo anche voi e percepirlo come "necessario" (in senso ontologico-matematico). Più convenzionale la tirata strumentale conclusiva, molto molto interessante, con un inatteso e marcatissimo cambio di ritmo.
14 - Fly On A WindshieldQuesto brano rischia di passare inosservato, perché basato su armonie molto complesse e dall'andamento ipnotico che possono avere un effetto "distraente", con un risultato funesto sulla concentrazione d'ascolto e sulla memorizzazione del brano. In realtà la prima parte, che presenta fra l'altro liriche stellari, è una delle massime esemplificazioni delle atmosfere astratte che è possibile creare con un sapiente uso del Mellotron; ad esso sono sovrapposti dei mutevoli accordi di chitarra (mi pare ad opera di Mike, ma non vorrei confondermi) talmente complessi che non è più stato possibile ricostruirli: quelli suonati dalla band di Steve dal vivo sono simili, ma non uguali. Segue un vigoroso strumentale, con Steve al massimo del suo espressionismo chitarristico, che si risolve su un potente cambio di ritmo e di progressione armonica. Se avete messo questo brano tra gli ultimi in classifica, tutto ciò che posso consigliarvi è di riascoltarlo con la massima concentrazione. Una nota di colore: i tre colpi di tom isolati sono talmente avulsi dal contesto che, la prima volta in cui ascoltai il disco, pensai che qualche familiare stesse bussando alle tapparelle e mi precipitai ad aprire!
15 - (In The Cage Outro)Ecco il breve brano "nascosto" dopo In The Cage di cui si diceva, e al quale assegno un titolo di fantasia. Anche questo nasconde un'ardita poliritmia, che emerge solo dopo averlo ascoltato "oltre ogni limite". Genio puro il cambio di armonia su cui il brano si dissolve.
16 - RavineAltro interessante brano di potente descrittivismo. Avrei voluto poterlo collocare più in alto.
17 - Silent Sorrow In Empty BoatsSu questo brano ho qualcosa da ridire in merito alla collocazione ed al titolo, in quanto a parer mio non evoca per nulla il senso di desolazione e di abbandono che segue l'episodio delle Lamia. Di per sé è interessante, ma sarebbe stato come minimo da collocare altrove, con un titolo meno cogente.
18 - Carpet CrawlHo riscoperto che questo (e non The Carpet Crawlers) è il vero titolo del brano. Personalmente, nonostante sia iconico della produzione dei Genesis, non mi ha mai fatto impazzire, e ho trovato stucchevole come i Genesis vi siano tornati sopra più volte a decenni di distanza.
19 - Cuckoo CocoonCertamente un brano minore, sebbene abbia il suo fascino e sia molto funzionale al dipanarsi della trama.
20 - The Grand Parade Of Lifeless PackagingBrano sicuramente interessante per le
enossification, da ascoltare con la massima cura e che stupiscono ancor oggi, ma il cui andamento a marcia certamente non lo rende tra i pezzi più pregiati della
suite.
21 - In The RapidsLargo parecchio insipido che onestamente mi ha sempre saputo un po' di riempitivo.
22 - Here Comes The Supernatural AnaesthetistEntriamo nella parte "ignobile"
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della classifica, con questo breve cantato che si trasforma in uno strumentale costellato da vocine ridicole tipo criceti. A mio parere inessenziale nel contesto della trama, ed evitabilissimo come brano a sé stante.
23 - Counting Out TimeConcordo nel ritenerlo uno dei classici episodi in stile "commedia dell'arte" dei Genesis, il cui apice possiamo senz'altro individuare in Harold The Barrel. Purtroppo però in questo contesto stona terribilmente, incluse le liriche che sembrano completamente avulse dal
concept dell'opera. Sarebbe sicuramente stato da togliere.
24 - ItSulla stupidità di questa canzone che, posta in fondo al disco, guasta orribilmente il finale direi che abbiamo già detto tutto. Non merita neppure spendere altre parole. Non vedevo l'ora di collocarla in fondo a qualunque altra cosa, e finalmente chiudo soddisfatto!
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