

![Spiacente [':-|]](./images/smilies/smile_perplexed.gif)

highinfidelity wrote:Ma non è un po' strana questa classifica? Manca ad esempio Michael Jackson. Zucchero più ascoltato di Michael Jackson a livello internazionale? A me sembra strano...

![Complice [;)]](./images/smilies/smile_wink.gif)


... ora ho corretto. Mi sembrava troppo, in effetti.
![Pensieroso [:-I]](./images/smilies/smile_ponder.gif)

![Sghignazzante [:D]](./images/smilies/smile_bigsmile.gif)


![Santarellino [O:-)]](./images/smilies/smile_saint.gif)


11mo Conte di Mar wrote:Scusate ma su questo argomento rasento lo snobismo.

11mo Conte di Mar wrote:In ogni casa, anche e soprattutto di fruitori di musica occasionali, accanto a Pausini, Mengoni, Ferro e qualche sfigato attuale trovi i cd dei Greatest Hits 1 e 2 (magari pure 3).
"ma guarda che io ascolto anche i Queen...!" Oppure i Pink Floyd, perchè hanno in casa Dark side e The wall (di cui ascoltano Another brick part 2 e Conf numb... skippando il resto).
Scusate ma su questo argomento rasento lo snobismo.
![Sghignazzante [:D]](./images/smilies/smile_bigsmile.gif)

![Pensieroso [:-I]](./images/smilies/smile_ponder.gif)


![Pensieroso [:-I]](./images/smilies/smile_ponder.gif)

![Sardonico [:-j]](./images/smilies/smile_rolleyes.gif)

11mo Conte di Mar wrote:In ogni casa, anche e soprattutto di fruitori di musica occasionali, accanto a Pausini, Mengoni, Ferro e qualche sfigato attuale trovi i cd dei Greatest Hits 1 e 2 (magari pure 3).
Al cui accenno di inizio dal riproduttore al piano terra, io fuggo terrorizzato in mansarda dove ho il fortino a baluardo delle mie difese...
![Fico [8D]](./images/smilies/smile_cool.gif)


maomac 2 wrote:Allora il mio pensiero snob è che chi si basa solo sui Greatest hits non conoscerà mai il gruppo in questione.
aorlansky60 wrote:I "Greatest Hits" sono nati, nelle intenzioni di chi li ha inventati (case discografiche), per uno scopo primario, ovvero QUELLO DI VENDERE, più che di fornire "un idea di massima" su un determinato nome scegliendone i brani potenzialmente migliori da includere in una antologia, migliori commercialmente il più delle volte, ma non artisticamente.
aorlansky60 wrote:"Qualsiasi album, anche il più ostico, se lo ascolti più volte diventa tuo."
![]()
uhm... su questo non sono per niente convinto... nella mia vita di estimatore ed ascoltatore di MUSICA mi sono passati sotto le orecchie certi albums che... è meglio lasciar perdere...
![Morto dallo schifo [xx(]](./images/smilies/smile_dead.gif)

rkive wrote:Album più ostico.
Ok, dovrei aggiungere un' empatia per il cantante o la band..
Potrei dire tutte le colonne sonore di Peter Gabriel, i Pink Floyd era Barrett o il prog più sperimentale.
Con diversi ascolti memorizzi i vari passaggi, un po' come la musica jazz o sinfonica.
...le cose "più difficili" proposte da Peter Gabriel o i Pink Floyd diventano "quadretti da musica leggera",
UN MATTONE DAVVERO OSTICO.![Sghignazzante [:D]](./images/smilies/smile_bigsmile.gif)

![Pensieroso [:-I]](./images/smilies/smile_ponder.gif)


![Complice [;)]](./images/smilies/smile_wink.gif)

![Sganasciato [:-D]](./images/smilies/smile_laugh.gif)

aorlansky60 wrote:rimanendo in campo ROCK,
consiglio personale su "3 albums" ostici (assolutamente da evitare) :
- A PASSION PLAY - JETHRO TULL
un titolo discusso e discutibile da 50anni
eppure lo si intuisce da subito che è un disco colto, che c'è un anelito a spingersi "oltre"...


rkive wrote:Album ostici Zappa, Lou Reed e Jethro Tull.
Non so, se già vengo avvertito dalle recensioni, perché dovrei perdere il mio tempo per ascoltarli?![]()
![Sghignazzante [:D]](./images/smilies/smile_bigsmile.gif)

Thomas Eiselberg wrote:
A volte è molto meglio scegliere un approccio alla The Lamb (tanti pezzi legati tra loro) che fare album con pochissime canzoni chilometriche che non vanno da nessuna parte.
Thick as a Brick da questo punto di vista è una mosca bianca per me visto che non apprezzo gli album fatti solo di una/due/tre canzoni alla Close to the Edge e simili.
Thomas Eiselberg wrote:L'album di Lou Reed invece era una presa in giro alla casa discografica, basta vedere anche gli assurdi credits del disco.
Un album fatto appositamente per irritare che però paradossalmente sará di ispirazione per tutti quei gruppi noise rock che sfrutteranno molte le distorsioni.
Insomma più importante che bello. Anzi solo importante e senza volerlo![]()
un vero mistero... infatti è noto che molti fans di REED (soprattutto in USA) ritornarono al negozio dove l'avevano acquistato, chiedendo di farselo sostituire...Thomas Eiselberg wrote:Passion di Peter invece di ostico non ha nulla, zero. Anzi è un album di pura atmosfera, che può piacere (a me si) o no, ma da assimilare è tutt'altro che difficile...

aorlansky60 wrote:qui non ti seguo, ritengo infatti CLOSE TO THE EDGE il loro CAPOLAVORO, perfetto dal 1mo all'ultimo secondo, pur con soli TRE PEZZI, ispiratissimi peraltro. Aggiungo anche che, per me, l'antologia ideale degli YES esiste e corrisponde al titolo di YESSONGS, il celebre triplo album dal vivo che di fatto riprende integralmente THE YES ALBUM, FRAGILE e CLOSE TO THE EDGE ovvero il loro trittico migliore in assoluto, per quanto mi riguarda.

****


![Sorridente [:)]](./images/smilies/smile_smile.gif)

rkive wrote:Ad esempio Long Walk Home di PG è ostico ma non provocatorio.
![Sghignazzante [:D]](./images/smilies/smile_bigsmile.gif)

highinfidelity wrote:...e pensare che io non apprezzo nemmeno poi tanto la celeberrima voce di Mercury, che anche nei momenti in cui dovrebbe "alleggerire" canta sempre caricato a pallettoni. Lo trovo veramente monocorde e affaticante.![]()
Se poi è criticabile Phil che si presentava sul palco in tuta da ginnastica, che dovremmo dire della canottazza da pizzettaro di Freddy?
Poi diciamolo, Freddie Mercury era anche un grandissimo trascinatore, uno nato per stare sul palco.
TDuke wrote:
Poi diciamolo, Freddy Mercury era anche un grandissimo trascinatore, uno nato per stare sul palco.

maomac 2 wrote:
Che dire poi di Live At Pompei dei Pink Floyd certo è un live atipico senza pubblico ma che goduria.



TDuke wrote:a distanza di millemila ascolti e tanti anni devo dire che, quasi a malincuore, "ho ceduto" anche io e credo davvero che Close to the edge possa effettivamente essere considerato l'opera più "perfetta" e forse anche più rappresentativa dell'epoca aurea dei progressive-rock.
![Sghignazzante [:D]](./images/smilies/smile_bigsmile.gif)

Thomas Eiselberg wrote:TDuke wrote:a distanza di millemila ascolti e tanti anni devo dire che, quasi a malincuore, "ho ceduto" anche io e credo davvero che Close to the edge possa effettivamente essere considerato l'opera più "perfetta" e forse anche più rappresentativa dell'epoca aurea dei progressive-rock.
Ok musicalmente, posso capirlo (non condivido ma lo capisco, i testi invece no, sono oggettivamente insulsi). Ma uno che odia il cantato in falsetto e la voce di Phil, perchè troppo in falsetto, mette al primo posto assoluto un album dove il re del cantato in falsetto distrugge ogni parte musicale con la sua voce cantilenante e monotona? "I gedaaaaaa uauauaaaaap". Opera perfetta?![]()
Meglio di Selling dove Peter offre una prestazione che definire mostruosa è poco? Mah
Ok, scusate, mi taccio, è un problema mio, sono allergico, non ci posso fare nulla.
Da qua mi collego all'altra mia "contraddizione" che giustamente mi fai notare: Ma come uno come te che non sopporta la voce di Phil poi apprezza gli Yes? Credo infatti in un thread precedente di aver scritto di avere forti problemi con quelle voci particolarmente acute e la cosa vale ovviamente anche per Anderson, solo che quando parliamo di pezzi di grandissimo livello ci posso passare sopra, come del resto faccio anche sui molti pezzi dei Genesis cantati da Phil, il mio problema però con Phil è "peggiore" in quanto oltre che la voce (non le capacità vocali e l'intonazione che, anzi ,considero sostanzialmente superiori anche a quelle di Peter) non ne ho mai digerito lo stile vocale e l'atteggiamento sul palco, però appunto, se una canzone è bella , è bella anche a prescindere dalla voce a meno che non sia proprio cantata male, ma non è certo il caso né di Phil né tantomeno di Jon Anderson, che oltretutto ha anche di recente dimostrato delle capacità quasi "assurde" per l'età... ![Sorpreso [:0]](./images/smilies/smile_shock.gif)





![Neutrale [:|]](./images/smilies/smile_neutral.gif)

TDuke wrote:"Close to the edge" è generalmente considerato il miglior disco progressive di sempre, certamente queste "classifiche" vanno sempre prese con le pinze, ma quando è la quasi totalità di "esperti", riviste e youtuber vari a piazzartelo in testa vuol dire che siamo di fronte effettivamente ad un capolavoro, anche sull'enciclopedico Progarchive.com l'album risulta essere in assoluto quello con il punteggio di recensioni maggiori, seguito (di poco cmq) da Selling England by the pound e In the Court of the Crimson King.![]()
TDuke wrote:Discorso personale: gli Yes fino a Relayer mi sono sempre piaciuti molto, ma mai avrei messo un loro album al top della mia lista, soprattutto prima dei "miei" Genesis (parlo del "trio delle meraviglie" Foxtrot/Selling/ The Lamb) a distanza di millemila ascolti e tanti anni devo dire che, quasi a malincuore, "ho ceduto" anche io e credo davvero che Close to the edge possa effettivamente essere considerato l'opera più "perfetta" e forse anche più rappresentativa dell'epoca aurea dei progressive-rock.

Thomas Eiselberg wrote:Ok musicalmente, posso capirlo (non condivido ma lo capisco, i testi invece no, sono oggettivamente insulsi). Ma uno che odia il cantato in falsetto e la voce di Phil, perchè troppo in falsetto, mette al primo posto assoluto un album dove il re del cantato in falsetto distrugge ogni parte musicale con la sua voce cantilenante e monotona? "I gedaaaaaa uauauaaaaap".

).
![Sghignazzante [:D]](./images/smilies/smile_bigsmile.gif)

Thomas Eiselberg wrote:Prediligo (ed è questo che adoro del prog) chi riesce a variare ed interpretare ogni brano in modo diverso, a cambiare registro anche all'interno di uno stesso brano: voci capaci di risultare all'occorrenza delicate, minacciose, istrioniche, anche folli se il pezzo lo richiede. In poche parole teatrali. Esempi? Peter, ma anche Peter Hammill, Bruce Dickinson o Anderson (Ian in questo caso.).
Thomas Eiselberg wrote:In sintesi mi piace il prog perchè un pezzo prog fatto bene è capace di unire abilmente capacità e istrionismo vocale, bravura tecnica strumentale (non deve essere però fine a se stessa ma sempre funzionale al brano) e testi ricercati che fanno riflettere o poetici o magari sarcastici o ironici.
del Lato1 dell'album... ma anche della conclusiva al Lato2 del disco, di cui non si è mai parlato, che a me ha sempre trasmesso sentori di "edulcorato" all'ascolto, anche se meno della prima citata...).
le mie preferenze vocali vanno a Greg Lake e Jon Anderson (levate di scudi!). Gabriel terzo posto e Collins...un po' più giù. Certo il tiro vocale di quest'ultimo è stato qualcosa di grandioso, e l'ha dimostrato ampiamente, ma secondo me ha dato il meglio fino a W&W, dal punto di vista dell'espressività (con qualche eccezione tipo Please don't ask o Heathaze). 
Ender wrote:Purtroppo per voile mie preferenze vocali vanno a Greg Lake e Jon Anderson (levate di scudi!).
io per lui stravedo, sarà vero che forse non gli verrebbe bene cantare un brano da "arrabbiato" ma d'altra parte non ci prova nemmeno: lui racconta di poetici popoli di altri pianeti, di sensazioni metafisiche dovute a pratiche filosofico-religiose o a quanto ci si senta in pace con il mondo mangiando l'erbetta fresca e altre cose così. ![Sghignazzante [:D]](./images/smilies/smile_bigsmile.gif)

![Sorridente [:)]](./images/smilies/smile_smile.gif)

aorlansky60 wrote:
Dopo aver avuto modo di conoscere praticamente TUTTI i gruppi dichiaratamente progressive dell'epoca storica del genere, ho maturato da tempo la convinzione che i più "equilibrati" nel riuscire a coniugare idealmente PERIZIA TECNICA d'ESECUZIONE a FORMA CREATIVA d'ESPRESSIONE siano stati proprio i GENESIS. Chiariamo: quelli da TRESPASS fino [e non oltre] WIND & WUTHERING, anche se quest'ultimo contiene già "concessioni" verso un altro genere che non è quasi più etichettabile come PROG (sempre per via della "famigerata" 3za canzonedel Lato1 dell'album... ma anche della conclusiva al Lato2 del disco, di cui non si è mai parlato, che a me ha sempre trasmesso sentori di "edulcorato" all'ascolto, anche se meno della prima citata...).
![Complice [;)]](./images/smilies/smile_wink.gif)

Ender wrote:Certo che ne avete messa di carne al fuoco!![]()
Ender wrote:Ho visto che è stato affrontato anche il discorso "testi": per quanto mi riguarda sono fondamentalmente d'accordo con chi pensa alla voce come a un altro tipo di strumento musicale e quello che più conta per me è la melodia: i testi o sono fatti maledettamente bene o me li filo solo di striscio.
Ender wrote:Un esempio in questo senso - sempre mia opinione - sono i testi di Suzanne Vega, che letteralmente mi sbregano (in italiano sarebbe 'ti lacerano, ti strappano, ti fanno a pezzi'). Almeno per quel che riguarda i testi che conosco.

TDuke wrote:Va bene che i gusti sono gusti ma sembrerebbe molto strano anche a me trovare qualcuno che non apprezzi la calda ed espressiva voce di Greg Lake che oltretutto, voce a parte, credo vada di diritto inserito tra i grandi del Prog.
highinfidelity wrote:lui racconta di poetici popoli di altri pianeti, di sensazioni metafisiche dovute a pratiche filosofico-religiose o a quanto ci si senta in pace con il mondo mangiando l'erbetta fresca e altre cose così.
![Cos'è 'sta roba? [&:-S]](./images/smilies/smile_whatsthat.gif)
![Sorridente [:)]](./images/smilies/smile_smile.gif)

TDuke wrote:Va bene che i gusti sono gusti ma sembrerebbe molto strano anche a me trovare qualcuno che non apprezzi la calda ed espressiva voce di Greg Lake che oltretutto, voce a parte, credo vada di diritto inserito tra i grandi del Prog.

Thomas Eiselberg wrote:TDuke wrote:Quando il prog viene deriso perchè "i testi parlano di folletti, fate, stani popoli di fantasia è anche a queste cose che ci si riferisce e si tende ad associarci pure i Genesis, che in realtá, pur con le loro metafore giochi di parole, scrivevano tutt'altra roba e quando parlavano di tematiche fantasy (molto meno di quanto alcuni raccontano) lo facevano con ben altra perizia

aorlansky60 wrote:
La verità è anche che soprattutto le prose di Peter Gabriel scritte per i Genesis erano spesso così forbite e colte a livello letterario (si pensi a DANCING WITH THE MOONLIT KNIGHT a I KNOW WHAT I LIKE e a THE BATTLE OF EPPING FOREST) annessi anche metafore parallele e doppi sensi, che rischiavano di passare inosservate e/o perfino troppo incomprensibili alla maggioranza di fruitori rock del tempo, il cui pubblico GIOVANE non è che fosse così "preparato" intellettualmente come lo poteva essere Peter anche considerata la sua preparazione scolastica ricevuta precedentemente in quell esclusivo college inglese, dove tutti i vari futuri Genesis (Banks Phillips Rutherford e lo stesso Gabriel) si incontrarono negli anni 60...
![Sorridente [:)]](./images/smilies/smile_smile.gif)

Thomas Eiselberg wrote:Normale che se per qualcuno i testi sono irrilevanti (ma nel prog sono comunque una componente importante, per i Genesis un fattore fondamentale) allora non si ci fa caso, se uno però comincia a chiedersi "ma questi di cosa stanno parlando?". Eh beh, meglio soprassedere.![]()
Quando il prog viene deriso perchè "i testi parlano di folletti, fate, strani popoli di fantasia è anche a queste cose che ci si riferisce e si tende ad associarci pure i Genesis, che in realtá, pur con le loro metafore, giochi di parole, scrivevano tutt'altra roba e quando parlavano di tematiche fantasy (molto meno di quanto alcuni raccontano) lo facevano con ben altra perizia
![Approvante [^]](./images/smilies/smile_approve.gif)

highinfidelity wrote:
Mah, io non ho difficoltà ad apprezzare anche musica con liriche astratte o nonsense, se il tutto è confezionato bene e con intelligenza. Faccio il primo esempio che mi viene in mente: Tori Amos, sul significato delle liriche della quale si sono sprecati ettolitri d'inchiostro e miliardi di digitazioni, venendo a capo di ben poco. A volte la parole danno solo un'immagine, una visione, altre volte addirittura solo una bella metrica o il piacere della pura sequenza di bei suoni. E va bene così, se quello è lo stile dell'artista e l'artista è bravo.
![Sghignazzante [:D]](./images/smilies/smile_bigsmile.gif)

mentre di "Going for the one" ho sentito solo i brani che mi hanno preso di più (Awaken, Wonderous stories) skippando il resto. Degli altri loro album ho una conoscenza molto superficiale, ma non mi hanno mai veramente "acchiappato".
Duke59 wrote:Personalmente trovo Brian May un ottimo chitarrista, che ha saputo sviluppare un suo stile riconoscibile; basti considerare che Eric Clapton disse di invidiarne le capacità tecniche e affermò "Vorrei saper suonare come lui".
Argomento Yes: sebbene siamo tra i gruppi che, semplificando, apprezzo molto non ho mai avuto un rapporto assiduo con la loro musica. Di fatto degli Yes conosco molto molto bene solo "Close to the edge" e "90125"
Confesso di non conoscere il periodo sperimentale del Battiato degli inizi, che mi immagino un po' troppo cervellotico e indeterminato

Duke59 wrote:
Per parlare di mie sensazioni simili ricordo invece l'impatto traumatico e sgradevole che ebbi con la voce del primo Geddy Lee ascoltando il live "All the world is a stage" dei Rush. Mi sembrò un'imitazione sgraziata ed irritante di Robert Plant e lo considerai inascoltabile. Per fortuna da "A farewell to kings" in poi Geddy Lee (prodigioso bassista, pari se non superiore a Chris Squire nell'ambito del progressive) smorzò il suo timbro vocale, usando un range meno stridente e imparai ad amare la sua voce. Però ancor oggi i primissimi album dei Rush ("Rush", "Fly by night", "Caress fo steel" e "2112") non rientrano tra quelli che ascolto volentieri proprio a causa della sua voce stridula.
) nel suo caso, a differenza di Anderson, ad un certo punto Geddy Lee comincia a cambiare modo di cantare, assecondando i pezzi anziché sempre e costantenente urlare istericamente, cercando di utilizzare la sua voce in maniera molto più duttile. 
highinfidelity wrote:Duke59 wrote:Argomento Yes: sebbene siamo tra i gruppi che, semplificando, apprezzo molto non ho mai avuto un rapporto assiduo con la loro musica. Di fatto degli Yes conosco molto molto bene solo "Close to the edge" e "90125"
Sono stupitissimo che un cultore della tua levatura non conosca a menadito almeno anche Fragile, e ti consiglio di cuore di rimediare alla prima occasione, perché se ti piace Close To The Edge a mio parere non può non piacerti Fragile. Non a caso la canzone che citi più avanti (Heart Of The Sunrise) viene proprio da lì, e sempre non a caso è la medesima dalla quale, in un messaggio precedente, avevo estrapolato quel climax "sharp... distance..." cantato in modo sublime da Anderson.

ecco l'ho detto

Duke59 wrote:Credo che provando ad esaminare il motivo per cui mi tenni relativamente lontano dagli Yes questo sia da individuare nel mio scarso apprezzamento per lo stile chitarristico di Howe (stile, non tecnica che ovviamente possiede in quantità eccelsa). Quel suono di chitarra molto percussivo, con tanto attacco e poco sustain; un suono angolato, spigoloso e poco lirico (tranne quando passa alla slide e allora lì cambia tutto) non mi piacque.

Duke59 wrote:Si, mi rendo conto che la mia scarsa frequentazione degli Yes possa apparire strana.
Ma vi posso dire che diversi miei amici, tutti super Genesis fan, neanche loro ascoltano gli Yes perchè ritengono il loro suono troppo "gonfio", eccessivamente "pieno" (in particolare il cantato molto spesso eseguito come minimo a due voci).
Duke59 wrote:
Credo che provando ad esaminare il motivo per cui mi tenni relativamente lontano dagli Yes questo sia da individuare nel mio scarso apprezzamento per lo stile chitarristico di Howe (stile, non tecnica che ovviamente possiede in quantità eccelsa). Quel suono di chitarra molto percussivo, con tanto attacco e poco sustain; un suono angolato, spigoloso e poco lirico (tranne quando passa alla slide e allora lì cambia tutto) non mi piacque. Anche quando li vidi live nel Symphonic tour il suono della sua chitarra mi fece la stessa impressione. Per fare un esempio che vale quel che vale, Petrucci o Frank Gambale o Steve Vai, che pur suonano molto più veloci e tecnici di Howe, riescono ad avere un suono di chitarra "caldo" anche nei passaggi iperveloci e stoppati mentre Howe suona "secco" anche sulle parti lente (a meno che non passi alla slide).
Questione di gusto, di dita, di scelte artistiche, non ne discuto, dico solo che non è lo stile di chitarra che mi piace.

, risulta comunque quasi per miracolo essere un brano "filante" e dal bel piglio rock. Stupendo, come già diceva Alain, l'intermezzo espressionista pianistico rachmaninoviano (ed ergo per molti versi banksiano) di Wakeman.

Ender wrote:Certo, è uno stile diverso e non so nemmeno se potrebbe rivaleggiare con Howe (probabilmente sì se ci provasse).
Sia armonicamente che, soprattutto, tecnicamente Howe è a mio avviso su un altro livello ![Sorridente [:)]](./images/smilies/smile_smile.gif)

Thomas Eiselberg wrote:
Per non parlare sempre di cose negative e di ciò che non mi piace degli Yes, una cosa che invece apprezzo tantissimo (e per la quale per me gli Yes vanno ascoltati) è il basso, che molto spesso fa le veci della chitarra (nel senso che è decisamente in primo piano) e che dà il meglio nelle parti più rockeggianti (tipo Roundabout). Squire aveva uno stile riconoscibilissimo e iconico.

highinfidelity wrote:Fragile lo acquistai da giovanissimo, e anche a me, che all'epoca ero presissimo dai Genesis, sul momento non colpì molto perché vi cercavo quella pastoralità che gli Yes possiedono in misura minore dei Genesis. Ma poi negli anni successivi, quando mi resi conto che la pastoralità non era tutto e che apprezzavo molto anche altre cose, lo rivalutai alla grande, e di recente in particolare lo annovero tranquillamente tra i più grandi capolavori del progressive.
Ovviamente non posso che essere d'accordissimo su quanto leggo qui.
highinfidelity wrote:Comunque, come detto, quello su cui ci si deve concentrare sono i tre fantastici brani lunghi. E qui devo dire che nella favorita di Alain, South Side Of The Sky, la chitarra "puntuta" di Howe è assolutamente perfetta e centratissima con le sue continue variazioni e incursioni. Una caratteristica notevole di questo brano è che, pur presentando tempi dispari e sincopi a raffica che tramortirebbero coloro i quali si beano di poter apprezzare Money dei Pink Foyd, risulta comunque quasi per miracolo essere un brano "filante" e dal bel piglio rock. Stupendo, come già diceva Alain, l'intermezzo espressionista pianistico rachmaninoviano (ed ergo per molti versi banksiano) di Wakeman.
d'accordissimo anche qui ovviamente; già è entusiasmante l'esecuzione al piano forte di Wakeman, così FLUIDA ed ELEGANTE, perfettamente integrata nell'atmosfera che quell' interludio intende ricreare, ma c'è un elemento ulteriore che 'eleva' quel bridge: highinfidelity wrote:Sul timbro di Howe ci sarebbe molto da dire, la discussione meriterebbe probabilmente un thread apposito.
Con le mie scuse agli estimatori dei QUEEN...
Ender wrote:Vi confesso che apprezzo molto anche Trevor Rabin: certo ha semplificato un po' le cose e ha reso maggiormente accessibili gli Yes a molte persone che altrimenti roba come Awaken o And you and I non se la sarebbero manco filata. Brani come Miracle of life, Shoot high aim low e altri mi piacciono parecchio.


TDuke wrote:il livello di Howe, tenendo conto la grandissima varietà e maestria tecnica dimostrata da Howe negli anni, spaziando dal finger picking bluegrass con l'acustica, lo stile barocco e flamenco con la classica (si pensi al ben noto fraseggio di "Innuendo", visto poi che abbiam parlato dei Queen), il virtuosismo e l'originalità con la chitarra elettrica...
![Fico [8D]](./images/smilies/smile_cool.gif)

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