I migliori dischi del 1975 secondo Rolling Stone.

Un'area dedicata all'esplorazione dell'universo musicale in genere, e degli altri protagonisti del rock progressivo in particolare.

I migliori dischi del 1975 secondo Rolling Stone.

Postby highinfidelity » 04 Jul 2025, 10:30

Rolling Stone celebra con un articolo il cinquantenario di alcuni dischi-simbolo del 1975. Tra dischi oscuri di artisti celebri (Blood On The Tracks di Bob Dylan, Nadir's Big Chance di Peter Hammill, Tonight's The Night di Neil Young), qualche opera notevole di tardo-progressive maturo (Free Hand dei Gentle Giant) e qualche disco destinato a lasciare il segno (Blow By Blow di Jeff Beck, Born To Run di Bruce Springsteen) ce n'è veramente per tutti i gusti.

https://www.rollingstone.it/musica/clas ... 75/990697/

Quali sono i vostri ricordi legati a questi dischi, e quali le vostre opinioni sul loro spessore artistico?
<< Conoscete voi spettacolo più ridicolo di venti uomini che s'accaniscono a raddoppiare il miagolìo di un violino? >>
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Re: I migliori dischi del 1975 secondo Rolling Stone.

Postby maomac 2 » 04 Jul 2025, 19:56

Per me il 1975 ricorda solo una cosa Wish You Were Here con la canzone che è stata la colonna sonora della mia vita, Shine on You Crazy Diamond, prima che poi scoprissi Echoes ma li siamo nel 1971
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Re: I migliori dischi del 1975 secondo Rolling Stone.

Postby rkive » 06 Jul 2025, 10:37

Gli album che vorrei ascoltare sono quelli di Springsteen, Patty Smith, Gentle Giant, Queen e Diana Ross (do per scontato i Pink Floyd).

Però nel 1975 in Italia era l' anno di Barry White! [8D]
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Re: I migliori dischi del 1975 secondo Rolling Stone.

Postby vise60 » 06 Jul 2025, 15:58

Ahhh...avevo 15 anni e mi andavo ad ascoltare nell'auto di mio fratello ( in stereo 8...) Wish You Were Here , poi un paio di anni più tardi ho conosciuto gli Steely Dan e
Katy Lied e' inclusa di buon diritto nella top di quell'anno , una vera gemma che rientra in quasi tutte le classifiche stilate dalle varie tastate specializzate
Poi Mike Oldfield con Ommadawn che può apparire un po pesante ma che per molti risulta essere il migliore della sua produzione
Manca in nostro Steve con il suo Voyage of the Acolyte ,ma li perdono ... era il suo primo ed rimane tuttora un album per veri accoliti....
Comunque Bruce Springsteen Queen Abba Neil Young e via dicendo dimostrano una incredibile qualità concentrata in un così breve arco di tempo ,inimmaginabile oggigiorno [:-I] [;)]
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Re: I migliori dischi del 1975 secondo Rolling Stone.

Postby Ender » 07 Jul 2025, 07:43

Confesso che sebbene conosca praticamente tutti (o quasi) i nomi degli artisti della classifica, ho ascoltato ben poco di loro.
Tuttavia Wish you were here è stata la mia colonna sonora delle scuole medie...pensate che l'inizio della prima parte, quella con l'assolo lento di chitarra piaceva perfino a mia madre, che era del 1923!
Non conoscevo ancora Ommadawn, ma in compenso a mio padre piacerà - più avanti, alla sua uscita nel 1978 - la parte finale di Incantations parte 4. E mio padre era del 1913!
Sì, insomma, qualche tipo di musica che mette tutti d'accordo si trova.
Mi è piaciuto da subito Ricochet, che è decisamente meno ostico di precedenti produzioni dei Tangerine Dream, ma anche questo l'ho scoperto più tardi.
Diciamo che solo i Pink floyd sono, in senso stretto, legati a quel periodo.
Però non ho mai capito i criteri con i quali Rolling Stone fa le sue classifiche: del resto non è che un Caress of Steel dei Rush, o un Chocolate Kings della PFM fossero così male...ma forse si tratta delle vendite.
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Re: I migliori dischi del 1975 secondo Rolling Stone.

Postby highinfidelity » 10 Jul 2025, 09:30

Non credo ci sia veramente un criterio di selezione: probabilmente l'autore del pezzo scorre le classifiche e parla dei dischi che conosce meglio. Per esempio, sotto alcuni aspetti, è notevole che abbia parlato anche di dischi di disco dance, io non l'avrei assolutamente fatto! [:D]

Vedo che Wish You Were Here ritorna in quasi tutti i commenti, e devo dire che anche per me è stato uno dei primi contatti con la musica di quell'anno. A un certo punto mi venne passato da qualcuno in cassetta (originale ma priva di custodia) e presi ad ascoltarlo. Notai subito la differenza rispetto a tutta l'altra musica che si ascoltava a casa mia: quei lunghissimi e placidi passaggi strumentali, con bordoni quasi immobili d'organo a fare da sfondo... Fà impressione, in prospettiva, pensare che quando lo ascoltavo quel disco poteva essere considerato praticamente nuovo. È comunque la dimostrazione, a parer mio, che si tratta di un'opera che può essere ascoltata a vari livelli: ci trova qualcosa di interessante un ragazzetto che fino a quel punto aveva ascoltato quasi solo i Rolling Stones, e ci trova qualcosa di interessante anche l'ascoltatore smaliziato di rock progressivo.

L'articolo così come le vostre riflessioni mi hanno fatto venire voglia di riascoltare Ommadawn di Mike Oldfield: mi è così "tornato in mente" [:D] che lo posseggo in una rarissima versione quadrifonica (!!!), purtroppo mai ascoltato su un impianto quadrifonico, e più passano gli anni più le probabilità di poterlo fare si anullano. Devo dire che il recensore, pur in poche parole, l'ha descritto non senza maestria: è un disco di placida tranquillità, c'è molto dell'Oldfield celto-irlandese, e c'è molto anche di tribale. Cosa mi stupisce di più in Oldfield è la sua capacità di saper "tenere sullo sfondo": assoli di chitarra elettrica anche piuttosto efficaci, che altri artisti avrebbero inciso a volumi tali da tirar giù i muri di casa, Mike li mantiene soffusi. Magari li raddoppia o li triplica con bravura, ma sempre quasi come ascoltati da una radiolina lontana.

Di Physical Graffiti abbiamo scritto diffusamente nel thread sui Led Zeppelin.

Welcome To My Nightmare di Alice Cooper lo possedetti anni fa in CD, poi rivenduto in uno dei tanti momenti di "magra", e forse fu un errore. Mi aspettavo quacosa di molto più metal e non riuscii a entrare in sintonia con quel disco, che forse dovrei riascoltare ora con una diversa prospettiva.

Katy Lied degli Steely Dan - solo per la cronaca - per pura coincidenza visto ieri da Rock & Folk: è stato appena ristampato.

Qualcuno conosce Another Green World di Brian Eno? Bellissima copertina. E poi c'è Phil. Mi sa che lo devo comprare... [:D]
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Re: I migliori dischi del 1975 secondo Rolling Stone.

Postby aorlansky60 » 10 Jul 2025, 11:01

Un anno ancora importante per il POP ROCK, il 1975.

In particolare per quanto mi riguarda personalmente, e per quello che ero solito seguire ed acquistai come generi musicali preferiti al tempo (cribbio! ero poco più di un lattante! 15anni, ce li ho ancora tutti gli albums che vado ad elencare), posso citare :

WISH YOU WHERE HERE - PINK FLOYD (STORICO!)
ZUMA - NEIL YOUNG & Crazy Horse (bellissimo, fu quello che me lo fece conoscere)
BLOOD ON THE TRACKS - BOB DYLAN (bello)
THE BASEMENT TAPES - Bob DYLAN & The BAND (finalmente pubblicati ufficialmente dalla CBS, le mitiche sessions susseguenti il noto incidente motociclistico di Dylan del 66, che lo portò al ritiro forzato temporaneo per oltre un anno)
Captain Fantastic and the Brown Dirt Cowboy - ELTON JOHN (bello)
The Hissing of Summer Lawns - Joni MITCHELL (molto raffinato)
OMMADAWN - MIKE OLDFIELD (splendido)
VOYAGE OF THE ACOLYTE - STEVE HACKETT (al tempo seguivo ogni cosa uscisse dai GENESIS)
PHYSICAL GRAFFITI - LED ZEPPELIN (FORTE, il minimo da aspettarsi da quella rock band)
FREE HAND - GENTLE GIANT (così così)
GODBLUFF - VDGG (abbastanza buono)
MINSTREL IN THE GALLERY - JETHRO TULL (così così)
THE SNOW GOOSE - CAMEL (splendido)
SHEHERAZADE - RENAISSANCE (bellissimo)
The Myths and Legends of King Arthur - Rick Wakeman (un pochino deludente per me)
CRISIS? WAHT CRISIS? - SUPERTRAMP (molto bello)
EXTRA TEXTURE - George HARRISON (un 'must' per me, come per tutti i BEATLES)
VENUS AND MARS - Paul McCARTNEY & WINGS (come sopra, meglio di quello sopra)
BLOW BY BLOW - Jeff BECK (davvero interessante, il mio primo contatto con quello storico chitarrista)
ONE SIZE FITS ALL - FRANK ZAPPA (un pochino "difficile", l'anno prima avevo conosciuto ZAPPA con APOSTROPHE, più immediato)
TALE SPINNIN - WEATHER REPORTS (altro album difficile, ma avrei assimilato meglio il genere solo dopo qualche anno)
LA VALLE DEI TEMPLI - PERIGEO (STREPITOSO!)
BANCO - BMS (buono)
CHOCOLATE KING - PFM (super)
PROFONDO ROSSO - GOBLIN (bello)


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Re: I migliori dischi del 1975 secondo Rolling Stone.

Postby highinfidelity » 10 Jul 2025, 15:12

Considerato che almeno per i 33 giri ho preparato un database sistematico, voglio divertirmi anch'io a vedere cosa possiedo nello specifico per il 1975...

Aerosmith Toys in the attic (molto bello, molto in anticipo sui tempi)
Area Crac! (tanto interessante quanto di ascolto difficilissimo)
Arti + Mestieri Giro di valzer per domani (ottimo progressive italiano, anzi torinese!)
Bob Dylan Desire (bellissime canzoni, arricchite dalla voce di Emmylou Harris)
Bruce Springsteen Born to run (bello e genuino, prima che il Boss si intruzzisse con Born In The USA)
Cherry Five Cherry Five (un antipasto dei Goblin)
Chris Squire Fish out of water (disco assolutamente stupendo e di altissimo valore progressìvo)
Città Frontale El Tor (quel che resta degli Osanna, ma di più facile ascolto)
Eagles One of these nights (disco tardivo e persino venato di disco dance, ma ancora con canzoni molto belle)
Emmylou Harris Elite Hotel (bellissima voce, canzoni altalenanti tra capolavori e filler)
Fleetwood Mac Fleetwood Mac (il primo con Lindsay Buckingham e soprattutto Stevie Nicks)
Genesis A trick of the tail <<outtakes>>
Gentle Giant Free hand (discreta prova tardiva)
Greenslade Time and tide (interessante progressive di soli sintetizzatori)
Hatfield and the North The rotter's club (interessante ma meno bello del precedente)
Il Volo Essere o non essere? (bellissimo progressive italiano)
Janis Joplin Janis (eccellente "opera omnia" di Pearl)
Le Orme Smogmagica (sempre bravi ma non con la vitalità degli esordi)
Maxophone Maxophone (progressive italiano colto ed elaborato)
Mike Oldfield Ommadawn (di cui si è detto)
Napoli Centrale Napoli Centrale (in realtà è un disco di free jazz, non di semplicissima assimilazione)
Perigeo La Valle dei Templi (capolavoro)
Pink Floyd Wish you were here (di cui si è detto)
Premiata Forneria Marconi Chocolate kings (bello ma preferisco altri loro lavori)
Rick Wakeman The myths and legends of King Arthur and the knights of the round table (discreto, ma mi sarei aspettato di più)
Steve Howe Beginnings (non di facile ascolto)
Stormy six Un biglietto del tram (disco di progressive altamente politcizzato assolutamente folgorante!)
String driven thing Please mind your head (da riascoltare)
String Driven Thing Keep yer 'and on it (da riascoltare)
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Re: I migliori dischi del 1975 secondo Rolling Stone.

Postby aorlansky60 » 11 Jul 2025, 11:25

caro Marco,
passo a tappeto la tua lista di album "in tuo possesso" (di cui molti anche "in mio possesso")
per darvi un parere personale :

Aerosmith Toys in the attic (NON LO CONOSCO ma so che gode di buona reputazione)
Area Crac! (ostico, come la maggioranza dischi degli AREA)
Arti + Mestieri Giro di valzer per domani (Lo Conosco! davvero ottimo!)
Bob Dylan Desire (bellissime canzoni, e bellissimo album, condivido tuo parere)
Bruce Springsteen Born to run (questo è "uno" che non mi ha mai detto molto)
Cherry Five Cherry Five (non lo conosco)
Chris Squire Fish out of water (disco assolutamente stupendo condivido in toto)
Città Frontale El Tor (non lo conosco)
Eagles One of these nights (anche per me, decisamente BELLO)
Emmylou Harris Elite Hotel (non lo conosco)
Fleetwood Mac Fleetwood Mac (bello, indubbiamente)
Genesis A trick of the tail <<outtakes>>
Gentle Giant Free hand ("discreta prova tardiva" a me non ha convinto molto)
Greenslade Time and tide ("interessante progressive", si condivido tuo parere)
Hatfield and the North The rotter's club (molto molto bello per me)
Il Volo Essere o non essere? (non lo conosco)
Janis Joplin Janis (non lo conosco)
Le Orme Smogmagica (molto interessante secondo me)
Maxophone Maxophone (non lo conosco)
Mike Oldfield Ommadawn (di cui si è detto, molto molto BELLO)
Napoli Centrale Napoli Centrale (conosco di fama, ma non questo titolo)
Perigeo La Valle dei Templi (capolavoro; CONFERMO: imperdibile)
Pink Floyd Wish you were here (di cui si è detto; si, ALBUM a dir poco STORICO)
Premiata Forneria Marconi Chocolate kings (molto bello; il loro ultimo LP progressive)
Rick Wakeman The myths and legends of King Arthur and the knights of the round table ("discreto, ma mi sarei aspettato di più"; SI, ANCHE A ME UN POCHINO HA DELUSO)
Steve Howe Beginnings ("non di facile ascolto"; anche questo deludente, per me)
Stormy six Un biglietto del tram (li conosco solo di fama)
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Re: I migliori dischi del 1975 secondo Rolling Stone.

Postby TDuke » 13 Jul 2025, 08:52

highinfidelity wrote:Rolling Stone celebra con un articolo il cinquantenario di alcuni dischi-simbolo del 1975. Tra dischi oscuri di artisti celebri (Blood On The Tracks di Bob Dylan, Nadir's Big Chance di Peter Hammill, Tonight's The Night di Neil Young), qualche opera notevole di tardo-progressive maturo (Free Hand dei Gentle Giant) e qualche disco destinato a lasciare il segno (Blow By Blow di Jeff Beck, Born To Run di Bruce Springsteen) ce n'è veramente per tutti i gusti.

https://www.rollingstone.it/musica/clas ... 75/990697/

Quali sono i vostri ricordi legati a questi dischi, e quali le vostre opinioni sul loro spessore artistico?



Diciamo che da fan di Peter Hammill, Gentle Giant, Neil Young , e David Bowie sicuramente non annovererei gli album indicati tra i loro migliori (dai "Young Americans", ma come si fa [:-I] ) . Assolutamente d'accordo invece per altri tra cui "Horses" di Patty Smith, "Phisicall Graffiti" dei LZ, Alice Cooper, Queen e Zappa. Anche Steely Dan e The Who fecero decisamente meglio in precedenza... gusti personali, of course [:)]
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Re: I migliori dischi del 1975 secondo Rolling Stone.

Postby aorlansky60 » 14 Jul 2025, 06:58

TDuke wrote:

Diciamo che da fan di Peter Hammill, Gentle Giant, Neil Young , e David Bowie sicuramente non annovererei gli album indicati tra i loro migliori (dai "Young Americans", ma come si fa [:-I] ) . Assolutamente d'accordo invece per altri tra cui "Horses" di Patty Smith, "Phisicall Graffiti" dei LZ, Alice Cooper, Queen e Zappa. Anche Steely Dan e The Who fecero decisamente meglio in precedenza... gusti personali, of course [:)]



Sebbene fossero già attivi (dal 72) come rock band, ancora non li seguivo e neppure li conoscevo di nome, li avrei scoperti solo a fine anni 70 ed avrei fatto molto presto a colmare la lacuna acquistando tutti i loro albums, uno più bello dell'altro, dal primo all'ultimo ("Gaucho" del 1980); quello del 75 ("Katy lied") effettivamente posso considerarlo come il loro minore per ispirazione e riuscita finale, ma credo anche che molti avrebbero invidiato un album simile...

Per quanto riguarda "Young Americans", fa parte del fiuto "molto furbo" di Bowie nell'aver capito "da che parte stava tirando il vento" dal 1974 in fatto di "gusti musicali" soprattutto in USA, infatti quell'album fu un suo tentativo di riuscire a piacere soprattutto al grande pubblico nord americano più che a quello europeo... si trattò di una parentesi estemporanea perchè già dal successivo, bellissimo (almeno secondo me) "Station to station" del 1976, ritornerà ad uno stile più conforme al suo passato ma al contempo anticipando di brutto "le nuove tendenze musicali" che si dipaneranno in europa dal 77 in avanti, con la sua celebre "trilogia Berlinese" altro capitolo precursore dei tempi...
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Re: I migliori dischi del 1975 secondo Rolling Stone.

Postby aorlansky60 » 14 Jul 2025, 07:36

rkive wrote:
Però nel 1975 in Italia era l' anno di Barry White! [8D]



ah SI, confermo assolutamente. Me lo ricordo bene.
Anche se comunque l'Italia -a livello di vendite dischi- non faceva testo se messa di fronte ad altri paesi, nei quali in verità trovavano spazio anche altri generi musicali...
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Re: I migliori dischi del 1975 secondo Rolling Stone.

Postby highinfidelity » 21 Jul 2025, 09:12

Un interessante approfondimento di Onda Rock su One Of These Nights degli Eagles:

https://www.ondarock.it/speciali/vision ... nights.htm
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Re: I migliori dischi del 1975 secondo Rolling Stone.

Postby TDuke » 21 Jul 2025, 15:30

aorlansky60 wrote:Per quanto riguarda "Young Americans", fa parte del fiuto "molto furbo" di Bowie nell'aver capito "da che parte stava tirando il vento" dal 1974 in fatto di "gusti musicali" soprattutto in USA, infatti quell'album fu un suo tentativo di riuscire a piacere soprattutto al grande pubblico nord americano più che a quello europeo... si trattò di una parentesi estemporanea perchè già dal successivo, bellissimo (almeno secondo me) "Station to station" del 1976, ritornerà ad uno stile più conforme al suo passato ma al contempo anticipando di brutto "le nuove tendenze musicali" che si dipaneranno in europa dal 77 in avanti, con la sua celebre "trilogia Berlinese" altro capitolo precursore dei tempi...


Assolutamente d'accordo, "Station to station" lo reputo il suo ultimo "capolavoro", il che non vuol dire non avrebbe fatto altri ottimi dischi dopo (la trilogia berlinese, Scary Monsters) ma Young Americans come pure "Diamond dogs" sono a mio avviso i due album più "leggeri" (ad esser buoni) della sua incredibile produzione degli anni '70, inserire Young Americans tra i migliori album del 75 lo trovo quantomeno stravagante...
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Re: I migliori dischi del 1975 secondo Rolling Stone.

Postby aorlansky60 » 22 Jul 2025, 06:20

forse quella classifica di Rolling Stones tiene conto 'anche' dei risultati commerciali ?

perchè "Young Americans" a mia memoria andò benissimo sotto quel profilo in USA (piacque assai al pubblico che lo comprò in massa) e "fame" (il singolo tratto dall'album) arrivò alla #1 della classifica...

Per quanto riguarda il tuo giudizio su "DIAMOND DOGS" ("Diamond dogs" sono a mio avviso i due album più "leggeri") dissento, perchè secondo me si tratta DI UN GRANDE ALBUM, ispirato da un concept ('1984' di G.Orwell) che non gli riuscì fare come aveva in mente in origine, perchè la vedova di Orwell negò a Bowie anche il minimo accenno a quella celebre opera minacciando azioni legali se l'avesse fatto, ciononostante Bowie conservò "lo spirito" dell'opera che lo ispirò a caratterizzare buona parte dei brani, che nei testi sono davvero lugubri e pessimisti (basta solo leggere quello della bellissima intro "Future Legend"); la musica che li accompagna, poi, è decisamente ad alto livello (primo album con cui Bowie decide di fare a meno, stranamente, del grandissimo Mick RONSON in qualità di arrangiatore e di chitarrista, ma il nuovo arrivato scelto e chiamato da Bowie non lo farà troppo rimpiangere)
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