Ieri si è svolto come (quasi) ogni anno il "concertone" in occasione della Festa dei lavoratori.
Un evento lungo che prende l'intera giornata.
Avendo ormai superato l'età del fanatismo musicale (66 anni compiuti pochi mesi fa) ed apprezzando maggiormente altri generi musicali non seguo più l'evento nella sua interezza, anche perchè spesso lo trovo infarcito obbligatoriamente di una buona dose di retorica comiziale, cosa a cui sono sempre più allergico.
Ma avendo recuperato la scaletta delle esibizioni ho deciso di ascoltare alcuni artisti che potevano rientrare maggiormente nelle mie corde rispetto alle "novità" trap-rap che onestamente non mi entusiasmano e che si sarebbero esibiti ad un orario per me comodo da seguire.
Questo un mio parere sintetico sulle loro esibizioni:
ARISA: Arisa ha una voce magnifica, melodiosa e cristallina ma la maggior parte delle sue canzoni non mi entusiasma. Ieri ha cantato due canzoni che non hanno modificato il mio giudizio. Un grande potenziale a mio avviso sprecato.
GAZZELLE: mah ... un mix tra un Vasco Rossi senza chitarre distorte e la canzonetta pop usa e getta (ma più canzonetta pop).
LUCIO CORSI: si presenta con il suo personaggio un po' fuori dal tempo ma le sue canzoni dai testi delicati sarebbero adatte ad un pubblico più raccolto. L'esibizione non è perfetta ma risulta genuina, senza trucchi (a parte quelli applicati al suo volto) però manca l'impatto sonoro che in situazioni come queste fa la differenza. Recupera parzialmente alla fine con un brano rock'n'roll. Andrebbe visto e ascoltato nei teatri più che di fronte a folle oceaniche.
ELODIE: un'esibizione asettica che passa via senza lasciare segno, complici anche le canzoni ripetitive e noiosette.
BRUNORI SAS: Oh ... finalmente qualcosa degno di ascolto. Grinta, testi ficcanti e un gruppo che tira forte. Brunori ormai è una certezza. Una delle cose più belle ed interessanti uscite negli ultimi anni.
GIORGIA: una sola parola: Fantastica. Per lei vale parzialmente il discorso fatto per ARISA, solo moltiplicato per 100.
Continua a non piacermi il modo in cui si veste sul palco, in quest'occasione dei pantaloni di pelle nera larghissimi, che non valorizzano la sua bellezza particolare, ma quando canta non ce n'è per nessuno. Esegue un medley delle sue canzoni più famose e poi canta il suo ultimo hit "La cura per me". Ecco quest'ultima canzone trovo che musicalmente sia un vero e proprio capolavoro, peccato per il testo un po' trito e piagnucoloso, almeno per me. Ma se provare a seguire la melodia, gli stacchi, gli stop le variazioni mettendo da parte il significato delle parole vi accorgere che è un capolavoro di composizione ed esecuzione vocale. Una canzone degna di figurare tra le più belle canzoni del mondo, e pazienza se tra gli autori figura anche Blanco.
Qui termina il mio breve resoconto di quanto ho ascoltato e visto ieri.


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