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Postby highinfidelity » 03 Mar 2025, 16:21

Vi segnalo l'uscita dello Speciale di Classic Rock N°20 intitolato Genesis - Tutta La Storia. Si tratta ovviamente di una monografia ricchissimamente illustrata interamente dedicata ai Genesis, incluse schede sulle carriere soliste, di oltre 100 pagine. Tra gli autori collaboratori abituali di Dusk, con editoriale firmato da Mario Giammetti. Naturalmente non si può pretendere di apprendere niente di nuovo se si possiede l'opera omnia di Giammetti e di Profumo, però la storia dei Genesis è talmente bella che non ci si stanca mai di rileggerla e ripassarla [:D] e inoltre la rivista potrebbe essere una simpatica idea per incuriosire e introdurre al complesso qualche amico o qualche nipote che ci ha sempre gravitato attorno senza mai veramente arrivare ad ascoltarli come meritano (io in effetti farò così).

Segnalo anche il numero di aprile 2025 (non chiedetemi come mai è già in edicola!) di Mojo, con un articolone retrospettivo di 11 pagine sui Genesis con commenti di Gabriel e di Banks. Allegato alla rivista un CD contenente un pot-pourri di 15 brani di rock progressivo: si va dagli Yes agli Henry Cow, con alcune scelte per nulla scontate (per esempio è presente Steve Hackett con Hairless Heart suonata assieme ai Djabe).

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Postby TDuke » 03 Mar 2025, 18:23

Grazie della segnalazione [:)] Povero Steve, "Il disertore"... [:-|] [:D]
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Postby aorlansky60 » 03 Mar 2025, 18:27

"Speciale di Classic Rock N°20 intitolato Genesis - Tutta La Storia"

Appena l'ho visto davanti ai miei occhi, un paio di settimane fà, non ho resistito e l'ho comprato, nonostante io sia già ultra fornito di bibliografia inerente "i nostri".
Confermo le [buone] impressioni già scritte da HIGH, in particolare anche per quanto riguarda le singole carriere soliste; la trovo una via facile per farsi un idea della band, per uno nato attorno al 2000 e conosce "i Genesis" solo di nome e di fama. Ideale anche come "regalo" per nipoti come ha scritto Marco.
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Postby highinfidelity » 04 Mar 2025, 09:37

aorlansky60 wrote:Appena l'ho visto davanti ai miei occhi, un paio di settimane fà, non ho resistito e l'ho comprato


[:D] Pensa che io ai mercatini di dischi, nonostante abbia TUTTO da almeno 20 anni, comunque non resisto e dò sempre un'occhiata alla sezione dei dischi dei Genesis! [:D]
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Re: Questo mese in edicola.

Postby aorlansky60 » 04 Mar 2025, 11:01

highinfidelity wrote:
aorlansky60 wrote:Appena l'ho visto davanti ai miei occhi, un paio di settimane fà, non ho resistito e l'ho comprato


[:D] Pensa che io ai mercatini di dischi, nonostante abbia TUTTO da almeno 20 anni, comunque non resisto e dò sempre un'occhiata alla sezione dei dischi dei Genesis! [:D]


Anche a me piace un sacco "bazzicare" per mercatini 'dell'antiquariato' come li definiscono, dove ci sono espositori di ogni sorta di anticaglie testimoni di tempi passati, oltre naturalmente ai vinili; fu proprio in uno di questi che una decina di anni fà mi ritrovai davanti, con mia grande sorpresa (non credevo ai miei occhi!) [:0] un titolo che cercavo senza successo da decenni, "GENESIS - THE EVOLUTION OF A ROCK BAND" ovvero 1ma edizione originale in lingua inglese "published by Sidgwick&Jackson" 1978 del libro di Armando GALLO! peraltro in ottime condizioni. Passato lo stupore "misi le mani sull'oggetto" [:D] e lo acquistai senza nemmeno chiedere prima il costo.
Possedevo già l'edizione italiana successiva "GENESIS LA LORO LEGGENDA" dello stesso autore, ma la precedente era per me oggetto di grande ricerca e finalmente il destino mi accontentò. [:D]
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Postby highinfidelity » 04 Mar 2025, 15:35

Di solito punto la prora verso mercatini specializzati in dischi. Torino ne ospita uno molto rinomato, che si tiene 2-3 volte l'anno. I mercatini generici dell'usato una volta mi divertivano, ma adesso sempre meno perché c'è troppa paccottiglia; inoltre ben difficilmente vi si trovano dischi in condizioni accettabili secondo i miei criteri.

Beh devo dire che il tuo è stato un colpo molto fortunato! [8D] Io molto più prosaicamente lo acquistai su eBay, anzi fu uno dei miei primi acquisti su quella piattaforma che all'epoca era una fenomenale novità. Onestamente l'avessi trovato per caso a un mercatino forse mi sarebbe sfuggito: a differenza della successiva edizione internazionale I Know What I Like, che fin dalla copertina mostra con tutta chiarezza che si parlerà di quei Genesis lì, Evolution of a Rock Band ha una copertina piuttosto vaga che forse mi avrebbe sviato.
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Postby rkive » 04 Mar 2025, 16:06

"...per incuriosire e introdurre al complesso qualche amico o qualche nipote che ci ha sempre gravitato attorno senza mai veramente arrivare ad ascoltarli come meritano (io in effetti farò così)."

A questo punto facciamo il tifo per Lucio Corsi all' Eurovision! [:)]

https://www.lifegate.it/lucio-corsi-intervista
"Ciao Lucio, puoi raccontarci come e quando hai iniziato a fare musica?
Ai tempi dell’asilo mio padre mi fece vedere i Blues Brothers, una cosa che mi ha segnato: desideravo diventare un cantante, come Elwood. La cosa mi è poi passata di mente fino a quando ho compiuto 14 anni; è allora che ho deciso di imparare a suonare la chitarra elettrica. Il mio primo gruppo, ai tempi delle superiori, era un gruppo prog, ispirato ai Genesis. Poi durante il liceo ho iniziato a scrivere testi e canzoni mie. Ho capito che era quella la cosa che più mi affascinava. Così ho cercato di portarla avanti una volta finita la scuola."
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Postby aorlansky60 » 05 Mar 2025, 07:57

highinfidelity wrote:Onestamente l'avessi trovato per caso a un mercatino forse mi sarebbe sfuggito: a differenza della successiva edizione internazionale I Know What I Like, che fin dalla copertina mostra con tutta chiarezza che si parlerà di quei Genesis lì, Evolution of a Rock Band ha una copertina piuttosto vaga che forse mi avrebbe sviato.


Assolutamente vero, tanto che non se ne capisce l'attinenza per la bizzarra scelta adottata per la prima versione originale (due piedi umani che si slanciano dal basso all'alto sullo sfondo del mare...) [:-I] da cui immediatamente il collegamento all'altrettanto strana enigmatica copertina adottata per "From Genesis to Revelation", primo album della band...

Nel caso che ha riguardato me era stato messo strategicamente "in bella mostra" ad altezza ideale,
era proprio destino che quel giorno quella copia del libro di A.Gallo doveva trovare collocazione in casa di qualcuno... [:D]
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Postby Thomas Eiselberg » 05 Mar 2025, 22:01

La classifica fatta dalla rivista Mojo degli album dei nostri dal peggiore al migliore

Preparatevi a ridere [:D]

https://www.mojo4music.com/articles/the ... um-ranked/

Non saprei da dove cominciare per smontare questo articolo, fatto da gente che evidentemente conosce i nostri solo superficialmente
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Postby rkive » 06 Mar 2025, 07:37

In effetti è un articolo un po' contraddittorio, perché sembra che i Genesis prima di Duke fossero una band senza successo.

Poi esalta gli anni '80 dell' era Collins, ma inserisce ai primi tre posti Foxtrot, Selling England e A Trick of the Tail. [:-I]
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Postby highinfidelity » 06 Mar 2025, 08:30

In effetti è una classifica abbastanza strana. Alcune posizioni le imbrocca, come per esempio il podio, su cui magari posso non essere personalmente d'accordo, ma che comunque pesca dal meglio del meglio della loro produzione. Nella zona intermedia e bassa invece molti dischi sembrano essere collocati alla rinfusa. [:-I]

Va beh, consoliamoci pensando che comunque è un articolo che offre promozione alla loro musica, la quale per tanti anni su tante riviste è stata addirittura sbeffeggiata da bifolchi di varie risme.
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Postby Thomas Eiselberg » 06 Mar 2025, 10:17

Già al terzo album, vedendo Trespass mi sono sbellicato dalle risate. In pratica per loro è allo stesso livello di FGTR. E allora come fa ad essere la svolta della loro carriera? [:D]

E mi fermo qui

Vabbè come dice High, se non altro parlano dei nostri e ne parlano bene, che già è tanto. Ma a differenza di Classic Rock o Prog è fin troppo evidente che conoscono l'argomento di sfuggita. E' come uno che arriva tardi ad un compleanno (perchè non ci voleva andare, gli stava antipatico il festeggiato) e parla solo della torta e di quanto gli è piaciuta [:D]
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Postby TDuke » 06 Mar 2025, 13:39

Classifica a suo modo divertente perchè completamente schizofrenica, dal terz'ultimo posto Trespass all' ottavo di The Lamb , il quinto (!!!) per "Genesis" e poi Foxtrot al primo posto ... quest'ultima cosa che fra l'altro non posso che condividere ma che dopo tutta la "follia" precedente non ha veramente senso... spettacolo [:D]
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Postby rkive » 06 Mar 2025, 14:02

Tutto sommato i primi 8 posti li ha individuati anche se non nell' ordine giusto.

Diciamo che nel programma di Carlo Conti Top 10 (dove si dovevano indovinare le 10 scelte degli italiani) avrebbe fatto una buona figura.

Poi se si guardano i vari documentari di interviste ai Genesis, di Trespass salvano solo The Knife. [:-I]
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Postby TDuke » 06 Mar 2025, 14:10

rkive wrote:Poi se si guardano i vari documentari di interviste ai Genesis, di Trespass salvano solo The Knife. [:-I]


Vero, però anche se molto raramente qualche volta riproposero live "White Mountain" oltre che "inserti" di "Stagnation" come sappiamo. Certamente mi è sempre dispiaciuto che non avessero piu' ripreso "Looking for someone" che è uno dei miei pezzi preferiti e che hanno sempre parlato con fastidio di "Dusk", ritenendolo un pezzo molto debole cosa che a parer mio non è assolutamente, e non credo di essere il solo a pensarla così!
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Postby highinfidelity » 06 Mar 2025, 14:42

TDuke wrote:e non credo di essere il solo a pensarla così!


No di certo! Capita spesso di doversi guardar bene dai giudizi degli artisti su loro stessi, e purtroppo coi Genesis, presi come solisti ma anche tutti assieme, questo è molto vero. Da That's All indicato da Banks come loro "brano ideale" a Dusk dileggiata ce n'è per tutti i gusti, abbiamo dovuto sentir uscire dalle loro bocche i commenti più assurdi. Si salva solo - è persin superfluo dirlo - Steve, che in tempi ormai insperati ha portato avanti un'opera grandiosa di riproposizione del loro repertorio.

Personalmente ho un'adorazione per Trespass, un disco che a parer mio è ricco di poesia e al contempo privo di puni morti. Sarà acerbo quanto si vuole, sarà mal inciso, oppure sarà per la fascinazione (magari anche solo psicologica) nel sentire Anthony Phillips ancora nel complesso, ma su di me esercita un terribile effetto di nostalgia.
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Postby Thomas Eiselberg » 06 Mar 2025, 15:07

Vabbè se chiediamo a Tony Banks quale è il miglior album dei nostri è molto probabile che risponda Indicible Task [:D]

Trespass per certi versi è un po' acerbo ma non ha pezzi davvero brutti o almeno per me non ne ha. Forse col tempo ho un po' rivalutato in negativo Visions of Angels, che resta comunque un pezzo molto gradevole e con un gran lavoro di batteria del dimenticato Mayhew
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Postby TDuke » 06 Mar 2025, 15:23

Neanche a farlo apposta considero anche io "Vision of Angel" il pezzo meno interessante dell'album, per il resto Trespass mi trasmette ancora molto suggestioni, mi capita spesso di risentirlo, e dirò di più sapendo che magari sembrerà una piccola eresia, ma in fin dei conti è solo una questione di gusti personali, se non fosse per The Musical box , non credo considerei Trespass inferiore a Nursery Cryme... [I8)]
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Postby Thomas Eiselberg » 06 Mar 2025, 15:30

Nursery qualitativamente è superiore. E' però sicuramente meno omogeneo, contenendo 3 pezzoni ma pure altri gradevoli ma non allo stesso livello. Trespass non ha nessun pezzo al livello di quei 3 ma non ha riempitivi o comunque canzoni gradevoli ma molto più semplici, come For Absent Friends, Harold the barrel (che per me è comunque magnifica) o Harlequin
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Postby maomac 2 » 06 Mar 2025, 20:59

Genesis meglio di Nursery Crime a me suona come una bestemmia.
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Postby rkive » 06 Mar 2025, 21:33

Out Of Topic.

Genesis- Trespass Karaoke.

Ho trovato tutti i brani di Trespass originali, senza le parti vocali, in versione karaoke.

https://youtu.be/nbesaw2bB-E
Genesis - White Mountain KARAOKE.

Un modo originale per ascoltare l'album e leggere i testi che hanno in comune il tema della morte.*** [:0]

*** Giovanni de Liso: Genesis. Once upon a time. Testi commentati.
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Postby aorlansky60 » 07 Mar 2025, 08:47

il mio commento a quest'altra, ulteriore, ennesima "classifica" fatta sui GENESIS


prima di tutto per me c'è un vizio di fondo:

non si può paragonare i GENESIS del 70 al 77 con i Genesis "anni 80" e successivi, perchè sono due Rock bands profondamente diverse, per intenti e contesto storico, pur mantenendo lo stesso nome.

proseguendo :

From Genesis to Revelation all'ultimo posto mi può anche stare bene, dato che si tratta di un album realizzato da ragazzini collegiali ancora dilettanti pur dalle alte ambizioni e con idee già interessanti, ma un album pompato oltremisura da un manager megalomane e supponente (che voleva condensare nello spazio di un album musicale un concept quale "l'evoluzione dell'uomo dalla creazione allo sbarco sulla Luna", una PRETENZIOSITA' inaudita!) e per questo dai risultati finali assai dubbi pur in linea col periodo di pubblicazione.

TRESPASS (del quale si legge, erratamente, "inspired by The Beatles, The Beach Boys, Fairport Convention, King Crimson and The Nice"; a questo momento della storia, immediatamente successivo al loro lungo periodo di clausura nel cottage McPhail -durato 5 mesi- dove affinarono il loro sound, ormai Beatles e Beach boys erano stati ampiamente superati, per loro il modello da seguire erano certamente gli altri tre nomi indicati, soprattutto gli ultimi 2) al 13mo posto è cosa INGUARDABILE.

The Lamb Lies Down On Broadway all'8vo posto è scelta ampiamente, colpevolmente riduttiva, questo è un album che merita di essere collocato assai più in alto.

"genesis" del 1983 al quinto posto (prima di NURSERY CRYME come ha già fatto notare qui qualcuno prima di me) non solo è cosa INGUARDABILE ma un falso storico degno del revisionismo più bieco e scellerato. Questo è un album che deve essere collocato al 13posto, con TRESPASS fatto risalire a queste posizioni, però dietro NURSERY CRYME.

Wind & Wuthering al 4to posto mi convince poco, soprattutto quando noto che viene messo a precedere NURSERY CRYME...

Infine i dettagli che più mi convincono, anche perchè allineati con la realtà storica :

FOXTROT e SELLING ENGLAND BY THE POUND meritano appieno la loro posizione sul podio, un pò meno A TRICK OF THE TAIL del quale sono sempre stato grande sostenitore (più di Wind&Wuthering). Infatti questo disco mi piace addirittura più di THE LAMB, ma volendo essere obiettivi il qui "mi piace" deve scomparire ed eclissarsi davanti alla realtà storica che ci dice che THE LAMB è opera assai più IMPORTANTE e IMPONENTE


c'è infine da segnalare un problema di fondo, che potrà fuorviare fino allo sconcerto un utente totalmente ignaro della storia dei GENESIS che voglia accostarsi alla loro musica : facendosi guidare da questa classifica, egli punterà alle prime posizioni certamente, mi dite allora cosa c'entri "Genesis"(1983) con FOXTROT, SELLING ENGLAND BY THE POUND, A TRICK OF THE TAIL e WIND & WUTHERING ??!!?? [:-j]
...la domanda è rivolta ovviamente a quei geni che hanno compilato questa pseudo "classifica"...


Personalmente, volendo percorrere una via COERENTE e in virtù di questa, maggiormente OBIETTIVA,
nel classificare dall'alto verso il basso gli albums della band preferisco operare una netta divisione, come quella che segue :

GENESIS

1) SELLING ENGLAND BY THE POUND
2) FOXTROT
3) NURSERY CRYME
4) THE LAMB LIES DOWN ON BROADWAY
5) A TRICK OF THE TAIL
6) TRESPASS
7) WIND & WUTHERING
8) AND THEN THERE WHERE THREE
9) FROM GENESIS TO REVELATION


in questo intermezzo avviene anche un fattore tecnico importante a creare un solco divisorio tra i due periodi, rendendoli quasi incompatibili : il musicista della band che maggiormente reca il tratto distintivo con i suoi strumenti al 'sound' dei GENESIS (Anthony Banks) opera un vero e proprio "repulisti" all'interno del suo arsenale; via il "vecchio" a favore del "nuovo", in particolare il Yamaha CS-80 synthesizer destinato, più di altre tastiere, a caratterizzare gli albums futuri della band.


"genesis"

1) DUKE
2) WE CAN'T DANCE
3) CALLING ALL STATIONS
4) ABACAB
5) genesis
6) invisible touch (noto al pubblico anche con altri nomi...)

così ognuno può promuovere e far 'sua' la lista della band che preferisce di più.
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Postby aorlansky60 » 07 Mar 2025, 11:51

@ Thomas, TDuke, High

ho letto dai Vs precedenti interventi, una sorta di confronto tra TRESPASS e NURSERY CRYME, due albums molto vicini (per date di pubblicazione) ma già molto DISTANTI in quanto ci sono diversi fattori a caratterizzarli :

- NURSERY CRYME vede l'ingresso di Phil COLLINS e Steve HACKETT, mentre nel precedente album ci sono ancora Ant PHILLIPS (il compositore che darà il peso maggiore al sound di TRESPASS) e John Mayhew.

- il MELLOTRON entrato a far parte, in pianta stabile, della strumentazione della band (su suggerimento del nuovo arrivato Hackett al tastierista Banks); usato "col contagocce" in TRESPASS (dove se ne avvertono pochissime impronte) sarà lo strumento destinato a recare l'impronta maggiore al sound della band in NURSERY CRYME (e in FOXTROT), non casualmente due tra gli albums più rappresentativi dei GENESIS.


Thomas ha scritto :
"E' però sicuramente meno omogeneo, contenendo 3 pezzoni ma pure altri gradevoli ma non allo stesso livello. Trespass non ha nessun pezzo al livello di quei 3 ma non ha riempitivi o comunque canzoni gradevoli ma molto più semplici, come For Absent Friends, Harold the barrel (che per me è comunque magnifica) o Harlequin"

i 3 pezzi indicati ebbero comunque la loro funzione di "ideale diversivo" nell'alleggerire l'alto pathos e il conseguente alto o eccessivo coinvolgimento per l'ascoltatore; se NURSERY CRYME avesse contenuto meno brani, ma tutti sulla linea di THE MUSICAL BOX, FOUNTAIN OF SALMACIS e THE RETURN OF THE GIANT HOGWEED, avrebbe commesso [forse] il peccato di risultare eccessivamente pesante anche se comunque affascinante; non dimentichiamoci poi che alla data di pubblicazione dell'album, quei compositori avevano solo 21anni: è davvero notevole che siano riusciti a confezionare un album come quello (contenente 3/4 brani ALTAMENTE DISTINTIVI per indiscutibile ricchezza creativa) a questa loro età così precoce; in proposito, vorrei porre i riflettori su SEVEN STONES, un brano che citando NURSERY CRYME non viene quasi mai ricordato come lo sono gli altri 3 BRANI MONUMENTALI del disco: secondo me ha tutto il pregio per meritarsi l'appartenenza al gruppo di BRANI che fanno da FONDAMENTA al disco in oggetto, più che un semplice 'riempitivo'...
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Postby Thomas Eiselberg » 07 Mar 2025, 13:02

Non a caso Seven Stones non l'avevo citata tra le canzoni "minori del disco". Diciamo che sta esattamente in mezzo tra i 3 capolavori dell'album ed i 3 brani più leggeri. In questo senso l'album risulta diviso in maniera abbastanza equilibrata tra pezzi più leggeri ed altri più epici. Trespass è più compatto da questo punto di vista ma magari per qualcuno risulta più "pesante".
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Postby vise60 » 07 Mar 2025, 13:25

Ogni tanto saltano fuori di ste classifiche...penso che sia piu' che altro per infarcirle di pubblicita', tra l'altro ci sono tutte le copertine tranne quella di "Genesis" [:-I]

Come spiega Aor e come tutti ne siamo a conoscenza ci sono state due epoche ,una fatta da giovani speranzosi e l'altra fatta da ragazzi che si erano ormai fatti le ossa che hanno compreso come funziona l'industria discografica e ne hanno assecondato le mode e ,per dirlo in termini espliciti , anche per fare cash , non credo che tutto sommato gli si possa dare torto...visto che a tutt'oggi campano , e molto bene , di rendita...
Possiamo dire che hanno anticipato i tempi e sono andati incontro , intelligentemente, a quello che in quel periodo e non dimentichiamoci che si parla gli anni ottanta il pubblico richiedeva , queste classifiche credo che rispecchino in modo superficiale questa tendenza a mescolare i lavori di artisti che nel corso degli anni hanno cambiato rotta

Per quanto mi riguarda ritengo che Calling All Station meriterebbe piu' considerazione ,in qualunque classifica lo si veda e' sempre relegato tra gli ultimi posti , mah.... [:-I] [:-I]
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Postby TDuke » 07 Mar 2025, 13:52

aorlansky60 wrote:@ Thomas, TDuke, High

ho letto dai Vs precedenti interventi, una sorta di confronto tra TRESPASS e NURSERY CRYME, due albums molto vicini (per date di pubblicazione) ma già molto DISTANTI


Sono sono assolutamente d'accordo, da Nursery poi c'è il subentro di Phil and Steve, insomma ci sono evidenti differenze di sound ed ispirazione. Ma il mio era un discorso molto soggettivo infatti, per me con Nursery Cryme si applica il discorso che hai fatto tu con The Lamb: ne riconosco assolutamente la grandezza e soprattutto l'importanza (per la Band e per il Prog) però dell'epoca 70-76, quella che ascolto io, è probabilmente l'album che mi prende meno (The Musical Box a parte, ci tengo a ribadirlo) , nelle mie personalissime classifiche di gradimento Nursery sta sempre dietro Trespass come AToTT sta sempre dietro W&W... questioni di gusti, The Return of the Giant Hogweed, The Fountain of Salmacis e direi anche Seven Stones sono pezzi bellissimi, ma che personalmente non ritengo per esempio all'altezza di pezzi come Get 'em out by friday o Can-Utility and the Coastliners, sono passato ora a Foxtrot perchè è un album considerato stilisticamente abbastanza omogeno a Nursery Cryme, però mentre Foxtrot per me è un album capolavoro Nursery è "solo" un ottimo album [:)]
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Postby highinfidelity » 07 Mar 2025, 14:21

aorlansky60 wrote:vorrei porre i riflettori su SEVEN STONES, un brano che citando NURSERY CRYME non viene quasi mai ricordato come lo sono gli altri 3 BRANI MONUMENTALI del disco: secondo me ha tutto il pregio per meritarsi l'appartenenza al gruppo di BRANI che fanno da FONDAMENTA al disco in oggetto, più che un semplice 'riempitivo'...


Con me sfondi una porta nemeno aperta ma proprio spalancata: non so quante volte su queste pagine mi son trovato a descrivere il senso di vicinanza che fin da giovanissimo ho provato con questa canzone (al punto che fantasticavo di costruire in giardino un piccolo monumento di sette pietre, ciascuna con qualche sua storia alle spalle).

Ma a dire il vero non trovo che Nursery Cryme abbia punti di "morta": i brani che voi definite "minori" personalmente li considero degli stacchi molto poetici, necessari all'opera nel suo complesso, soprattutto per tirare il fiato e riprendere concentrazione, un po' come nella forma-sonata tipicamente s'usava inframmezzare con un largo due movimenti più veloci. For Absent Friends rappresenta forse il massimo esercizio di poesia dei nostri su un tema minimo, e per quanto la canzone possa sembrare "semplice" ha delle sequenze armoniche a mio parere rimarchevoli, nonché delle scale discendenti piuttosto impegnative dal punto di vista sia strumentale sia vocale. Lo stesso può dirsi di Harlequin, retta da un intreccio di arpeggi mirabilmente contrappuntati che sono la vera essenza del progressive genesisiano del primo periodo. Per finire con Harold The Barrel, brano apparentemente "leggero" ma in realtà concitatissimo e ricco di trovate letterarie fulminanti, nobilitato infine da quel mirabile finale sospeso, a mio modesto giudizio la sezione più rachmaninoviana mai scritta da Banks.
<< Conoscete voi spettacolo più ridicolo di venti uomini che s'accaniscono a raddoppiare il miagolìo di un violino? >>
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Re: Questo mese in edicola.

Postby rkive » 07 Mar 2025, 15:00

Classifica non per gusti personali, ma per criteri diciamo... oggettivi: [&:-S]

15. From Genesis to Revelation:
Un album fuori dal controllo dei Genesis.
Mojo List: 15

14. Calling All Station:
C'è troppa divisione se sia un vero album dei Genesis.
Mojo List: 14

13. Trespass:
Poco conosciuto, forse perchè non ci sono Phil Collins e Steve Hackett.
Mojo List: 13.

12. Wind & Wuthering.
Buono ma il lato B non è di facile ascolto.
Mojo List: 4.

11. Abacab:
C'è solo l'hit omonimo.
Mojo List: 11.

10. And Then They Were Trhee.
Salvato da Follow You Follow Me.
Mojo List: 9.

9. We Can't Dance.
Ci sono alcune hit ma l'album è troppo lungo.
Mojo List: 12.

8. Genesis:
Ci sono Mama e Thtat's All, più la suonatissima Home By The Sea.
Mojo List: 5.

7. Invisible Touch.
L'album con più hit.
Mojo List: 10.

6. The Lamb Lies Down on Broadway.
Doppio album, non è facile ascoltarlo tutto.
Mojo List: 8.

5. Nuresry Crime.
Non di facile ascolto ma è entrato nella leggenda.
Mojo List: 6.

4. Duke.
I fan lo amano e anche la critica più recente.
Mojo List: 7.

3. A Trick of The Tail.
Uno degli album più ascoltati, ma manca Peter Gabriel.
Mojo List: 3.

2. Foxtrot.
L'album più rock con la leggendaria Supper's Ready.
Mojo List: 1.

1. Selling England by The Pound.
I Know What I Like, Firth o Fifth, The Cinema Show suonati in quasi tutti i concerti.
Mojo List: 2.

Non so quante ne ho indovinate ma penso di essermi avvicinato alla Mojo List. [:D]
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Re: Questo mese in edicola.

Postby highinfidelity » 07 Mar 2025, 15:20

Quando a frequentare attivamente il forum eravamo veramente in tanti, avevamo redatto una classifica dei dischi basata su scontri diretti all'interno di un vero e proprio campionato, con tanto di "giornate" e addirittura "turni di riposo". Mi fa impressione dirlo ma stiamo parlando di quasi 20 anni fa. A mio parere la classifica finale rimane ancora adesso quanto di più condivisibile si possa redigere. Per esempio mi sorprende positivamente come Calling All Stations non sia stato eccessivamente penalizzato; ci sono inoltre alcuni "pareggi" sorprendenti che appaiano dischi a volte molto distanti nel tempo tra loro, ma a ben pensarci sono pareggi tutto sommato sensati.

40 Selling England By The Pound
36 Foxtrot
35 Nursery Cryme
35 The Lamb Lies Down On Broadway
33 A Trick Of The Tail
24 Wind & Wuthering
24 Trespass
21 Duke
18 ...And Then There Were Three
15 We Can't Dance
12 Abacab
5 Calling All Stations
5 Genesis
3 From Genesis To Revelation
2 Invisible Touch

Qui il topic-madre da cui si coordinava il "campionato":

viewtopic.php?f=31&t=3857
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Re: Questo mese in edicola.

Postby TDuke » 07 Mar 2025, 15:43

Vabbè il fascino intramontabile delle classifiche, magari si odiano ma poi... [:D]

Visto che all'epoca non c'ero, ma sarò breve, tutto secondo i miei gusti, anche se credo che oggettivamente il podio non possa che contenere i 3 grandi capolavori usciti "in a row" , magari con ordine diverso.

1) Foxtrot
2) Selling England...
3) The Lamb
4) Trespass
5) Nursery Cryme
6) Wind and Wuthering
7) A Trick of the Tail
8) Duke

Non vado oltre perchè non ho grande interesse, se proprio devo aggiungere qualcosa di tutta la parte anni '80 secondo me , pur essendo commercialissimo Invisible Touch non è l'album peggiore. "...And Then There Were Three" non l'ho dimenticato , ne ho proprio una bassa considerazione [:-I]
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Re: Questo mese in edicola.

Postby aorlansky60 » 08 Mar 2025, 08:38

highinfidelity wrote:
aorlansky60 wrote:vorrei porre i riflettori su SEVEN STONES, un brano che citando NURSERY CRYME non viene quasi mai ricordato come lo sono gli altri 3 BRANI MONUMENTALI del disco: secondo me ha tutto il pregio per meritarsi l'appartenenza al gruppo di BRANI che fanno da FONDAMENTA al disco in oggetto, più che un semplice 'riempitivo'...


Con me sfondi una porta nemmeno aperta ma proprio spalancata: non so quante volte su queste pagine mi son trovato a descrivere il senso di vicinanza che fin da giovanissimo ho provato con questa canzone (al punto che fantasticavo di costruire in giardino un piccolo monumento di sette pietre, ciascuna con qualche sua storia alle spalle).

Ma a dire il vero non trovo che Nursery Cryme abbia punti di "morta": i brani che voi definite "minori" personalmente li considero degli stacchi molto poetici, necessari all'opera nel suo complesso, soprattutto per tirare il fiato e riprendere concentrazione, un po' come nella forma-sonata tipicamente s'usava inframmezzare con un largo due movimenti più veloci.


caro Marco,
sull'argomento "NURSERY CRYME" sai bene che sono "dalla tua parte" [:D] infatti dico spesso quanto segue:

obiettivamente parlando sono consapevole che non si tratti del migliore album dei GENESIS, ma
soggettivamente parlando so bene che è il disco dei GENESIS che amo di più.

Di conseguenza gli perdono TUTTO, anche quello che magari altri vedono come "pezzi minori" inseriti nell'album a livello di semplici "riempitivi"; per me non è così, il pathos che mi ha sempre regalato questo disco non cala mai di livello, da THE MUSICAL BOX a THE FOUNTAIN OF SALMACIS passando per TUTTO QUELLO CHE CI STA IN MEZZO, ma dicendo questo so bene di accontentare il mio lato soggettivo...
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Re: Questo mese in edicola.

Postby aorlansky60 » 08 Mar 2025, 08:45

highinfidelity wrote:Quando a frequentare attivamente il forum eravamo veramente in tanti, avevamo redatto una classifica dei dischi basata su scontri diretti all'interno di un vero e proprio campionato, con tanto di "giornate" e addirittura "turni di riposo". Mi fa impressione dirlo ma stiamo parlando di quasi 20 anni fa.

40 Selling England By The Pound
36 Foxtrot
35 Nursery Cryme
35 The Lamb Lies Down On Broadway
33 A Trick Of The Tail
24 Wind & Wuthering
24 Trespass
21 Duke
18 ...And Then There Were Three
15 We Can't Dance
12 Abacab
5 Calling All Stations
5 Genesis
3 From Genesis To Revelation
2 Invisible Touch



Mi ritrovo molto in questa classifica, con l'unica eccezione per CALLING ALL STATIONS sul quale devo riconoscere che dopo averlo scoperto (grazie a questo forum) mi sentirei di spingerlo un pochino più in alto, ponendolo anche prima di "abacab"... tra l'altro, in questa "competizione" giocata nel 2008, non trovo mie tracce di intervento (conoscevo già il forum e vi ero iscritto, evidentemente quel periodo coincideva col famoso "blocco di censura aziendale" [:(] cui ero soggetto allora)... ne ho approfittato per andarmi a leggere il viatico degli interventi, dei quali uno dei più divertenti [e appropriati] è questo :

"Ma poi dico: come si fa a preferire qualsiasi cosa ad un album che contiene un brano come Supper's ready????
Ma siete tutti suonati.
" [:D][:)]
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Last edited by aorlansky60 on 08 Mar 2025, 11:15, edited 1 time in total.
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Re: Questo mese in edicola.

Postby rkive » 08 Mar 2025, 10:58

"Non saprei da dove cominciare per smontare questo articolo, fatto da gente che evidentemente conosce i nostri solo superficialmente".

Ovviamente prendo per certo che l'articolo sia stato scritto da Mike Barnes e Mark Blake: il primo ha scritto libri soprattutto sui Queen, mentre il secondo uno generico sul Progressive UK anni '70.

Ma per questo non mi sembra facile dire che conoscono solo superficialmente la musica dei Genesis.

Altrimenti un articolo sui Genesis lo dovrebbe scrivere solo Mario Giammetti. [:-I]
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Re: Questo mese in edicola.

Postby aorlansky60 » 08 Mar 2025, 11:21

rkive wrote:
"Non saprei da dove cominciare per smontare questo articolo, fatto da gente che evidentemente conosce i nostri solo superficialmente".

Altrimenti un articolo sui Genesis lo dovrebbe scrivere solo Mario Giammetti. [:-I]


ma infatti un articolo sui GENESIS che sia esauriente e in linea con la realtà storica lo dovrebbe scrivere "uno" che li conosca abbastanza in profondità, tanto da poterlo fare... immagina se un articolo sulla storia dei 'nostri' venisse commissionato ad un critico o ad un redattore americano a cui piace il "rythm&blues", "il country&western" e/o il "country rock", cosa ne verrebbe fuori... [:D]
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Re: Questo mese in edicola.

Postby Thomas Eiselberg » 08 Mar 2025, 11:30

Da quello che scrivono mi sembra che li conoscano poco. Se uno ha scritto un libro sui Queen si capiscono tante cose, e comunque per quale motivo uno che conosce i Queen dovrebbe essere un esperto dei Genesis? [:D]

Comunque a parte le battute, se conoscono bene i Genesis e scrivono certe cose casomai è peggio. Se fai un articolo nel quale mi releghi Trespass in fondo a tutto, quasi ai livelli di FGTR stai dicendo ad uno che di Genesis non sa nulla che i due album sono più o meno allo stesso livello, che non c'è svolta tra l'uno e l'altro, non c'è evoluzione. In pratica stai scrivendo un falso storico al di là del gusto personale. Uno che conosce i Genesis, anche superficialmente sa che le cose non sono andate così.
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Re: Questo mese in edicola.

Postby Thomas Eiselberg » 08 Mar 2025, 11:35

aorlansky60 wrote:
ma infatti un articolo sui GENESIS che sia esauriente e in linea con la realtà storica lo dovrebbe scrivere "uno" che li conosca abbastanza in profondità, tanto da poterlo fare... immagina se un articolo sulla storia dei 'nostri' venisse commissionato ad un critico o ad un redattore americano a cui piace il "rythm&blues", "il country&western" e/o il "country rock", cosa ne verrebbe fuori... [:D]


Pure uno che non sa nulla dei nostri o quasi e ha letto solo qualcosa di sfuggita conosce l'evoluzione dei nostri e la "svolta" che da FGTR porta a Trespass. Se uno è "esperto" di Genesis e mi scrive che più o meno sono la stessa roba, ispirata ai Nice, Beach Boys e robe così mi fa storcere fortissimamente il naso. E' quasi revisionismo. E' uno po' come se scrivessi che in Nursery l'apporto di Phil e Steve e ininfluente e non si accorge nessuno del cambiamento all'interno della formazione tra Trespass e Nursery [:D]

Poi, come è ovvio che sia, i gusti sono gusti e ognuno può fare le classifiche soggettive che vuole, ma la realtà storica comunque non va distorta.

Certo, come dice High, meglio averli certi articoli sui nostri piuttosto che non averli ma siamo qui per discutere e discutiamo. [:D]
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Re: Questo mese in edicola.

Postby aorlansky60 » 08 Mar 2025, 11:51

@Rkive

...vorrei cercare di commentare alcuni punti della tua classifica "dettata da criteri obiettivi" che hai postato il 7 Marzo :



8. Genesis
7. Invisible Touch.


perdonami, ma in questo caso non ci vedo particolare "obiettività" ma un pochino di "gusto personale" [:D]

vedere, infatti, questi due "robi" collocati in quella posizione, messi prima di albums quali
TRESPASS (che collochi al 13mo posto)
Wind&Wuthering (che collochi al 12mo posto)

mi suona assai stonato... [&:-S]



5. Nuresry Crime.
Non di facile ascolto ma è entrato nella leggenda.

Non ho mai faticato ad assimilarne ogni sua traccia in ogni suo secondo musicale, dall'inizio alla fine... e nota che avevo 14anni quando lo conobbi, voglio dire che non avevo l'esperienza musicale che mi ritrovo ora... e penso che come me ci fossero milioni di altri ascoltatori, sia della mia che di future generazioni...



4. Duke.
I fan lo amano e anche la critica più recente.

che sia un album molto "amato" dagli aficionados non lo metto in dubbio (anch'io sono tra quelli che l'aprezzano) ma da qui a collocarlo in 4ta posizione, beh, altra nota stonata per quanto mi riguarda...
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Postby rkive » 08 Mar 2025, 11:58

Ok, gusti personali, ma perché allora i Genesis nei loro concerti suonavano molti brani di questi album?

Il mio punto di vista è che mi piacciono anche i Genesis anni 80 e non solo gli anni 70.

Ho conosciuto i Genesis con A Trick of The Tail e personalmente ho accettato Nursery Crime solo dopo diversi ascolti.
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Re: Questo mese in edicola.

Postby aorlansky60 » 08 Mar 2025, 12:02

@Rkive

accetto serenamente la tua classifica personale, senza però farla precedere da una precisazione quale

"Classifica non per gusti personali, ma per criteri diciamo... oggettivi: "
[:D] [;)]


"Il mio punto di vista è che mi piacciono anche i Genesis anni 80 e non solo gli anni 70."

va benissimo. [:)]


Proprio per questo, allora, una classifica sugli albums dei GENESIS (ma anche su qualunque altro nome) diventa via via più esaustiva e coerente, più elevato è il numero degli interpellati, esattamente come la classifica del 2008 fatta all'interno di questo forum e riportata alla luce da HIGH
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Re: Questo mese in edicola.

Postby Thomas Eiselberg » 08 Mar 2025, 12:08

rkive wrote:Il mio punto di vista è che mi piacciono anche i Genesis anni 80 e non solo gli anni 70.



Anche a me (tranne IT e mezzo Genesis) e infatti i gusti personali non si discutono. [;)]

Ma un conto è scrivere di nostri gusti qui, un conto e fare un articolo su una rivista facendo revisionismo.
Non mi riferisco solo all'articolo in questione ma anche alla recente discussione sul libro di Rizzi (lui si esperto di Prog e di Genesis) che non solo se ne esce con 3 stelle su 5 per Selling ma liquida Firth of fifth definendola "la pianistica...".
Così se uno non conosce il gruppo si fa un'idea distorta.

Quanto al fatto che nei concerti dagli anni '80 in poi suonassero quasi solo pezzi "nuovi" è abbastanza ovvio. Il loro pubblico ormai era quello, quei pezzi gli avevano fatto vendere un botto. Non è questione di qualità.

Io come scritto più volte ho conosciuto i nostri perchè mi piaceva il Phil Collins solista, poi ho acquistato The Way we Walk, poi Selling che mi ha letteralmente fulminato e da lì mi sono appassionato ai Genesis di Gabriel e al prog in generale. E avevo 14 anni, non è che sono partito ascoltando direttamente i King Crimson di Islands, per citare un album a caso. Non discuto quindi dei gusti personali ma dell'oggettività di certe cose che oggettive non sono e non lo sono a maggior ragione certe classifiche che fanno revisionismo. [;)]
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Re: Questo mese in edicola.

Postby rkive » 08 Mar 2025, 13:49

Ho sbagliato a scrivere criteri "oggettivi", invece di criteri di un ascoltatore medio che conosce il minimo sindacale dei Genesis anni '70 e '80.

A mia discolpa non mi identifico con quel minimo sindacale. [:)]
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Re: Questo mese in edicola.

Postby aorlansky60 » 09 Mar 2025, 09:13

Voglio cercare di mettere un pò tutti d'accordo, qui al ns interno, mediante il concetto che vado ad illustrare, e per farlo mi avvalgo dell'ultimo post di Thomas, che dice :

"ho conosciuto i nostri perchè mi piaceva il Phil Collins solista, poi ho acquistato The Way we Walk, poi Selling che mi ha letteralmente fulminato e da lì mi sono appassionato ai Genesis di Gabriel e al prog in generale. E avevo 14 anni..."

Sapete che non riesco mai ad essere conciso quando affronto un tema di mio interesse, quindi chiedo scusa e portate pazienza. [:D]

Avevo 14anni anch'io quando conobbi la musica dei Genesis per mezzo di SELLING ENGLAND BY THE POUND quale ultimo album della band pubblicato; nel giro di pochi mesi acquistai tutti gli altri albums che la band aveva pubblicato in precedenza, considerate che a quel tempo NON ERA STATO ancora pubblicato THE LAMB LIES DOWN ON BROADWAY; apprezzai fortemente tutti i loro albums (naturalmente mi feci già una mia classifica personale con NURSERY CRYME al 1mo posto). Avevo già capito che FROM GENESIS TO REVELATION non reggeva il passo degli altri, ma TRESPASS lo consideravo a pieno diritto di poter stare nel gruppo dei migliori (erano tutti "MIGLIORI" per me).

Da quel punto (fine 1974 con la pubblicazione di THE LAMB) ho vissuto "in tempo reale" tutta l'epopea di evoluzione dei Genesis, arrivando agli anni 80, potendo confrontare "quello" che i Genesis iniziarono a proporre da "Abacab" in avanti, con quello che per me era IL GLORIOSO PASSATO rappresentato "dall'era Gabriel" + i due albums "dell'era Hackett". Ovviamente per me il confronto era semplicemente IMPROPONIBILE, avendo da tempo eletto nella mia mente CHI ERANO I GENESIS (quelli "fino ad Hackett presente" per non lasciare dubbi a chi legge + TRESPASS disco impossibile da lasciare "fuori").

Quindi per me, "non esiste" collocare TRESPASS in 13ma pos. come la "classifica" di mojo ha decretato...
e "non esiste" nemmeno vedere collocato "genesis" al 5to posto [:-j] (a precedere albums quali TRESPASS e NURSERY CRYME)...

Però c'è anche da dire dell'altro, che è in diretta conseguenza dell'evoluzione verso il pop che la band decise di attuare da fine anni 70.

Quello che voglio cercare di dire e far comprendere è che, rispetto a me e a moltissimi altri, ci può essere una chiave di lettura differente nel giudicare la musica dei Genesis, per chi li ha conosciuti tramite le hits e gli albums degli anni 80, e poi magari incuriosito scoprendo che "quella band" era già attiva dai primi anni 70, è andato a ritroso nel tempo, conoscendo in modo inverso a me ed altri gli albums del primo periodo.

Per molti di loro i veri Genesis sono e rimangono "quelli" di ABACAB, GENESIS, INVISIBLE TOUCH e [al limite] WE CAN'T DANCE. Chi può dare loro torto?
Anche se tra questi, c'è chi, come Thomas andando a ritroso ha scoperto UN TESORO (rispetto al "surrogato" degli anni 80) ed ha capito la vera scala dei valori (almeno mi sembra: Thomas da quando lo conosco indica l'album #1 dei GENESIS in "SELLING ENGLAND" e questa è la prova definitiva). Se non ricordo male, [:)] anche il Ns stimatissimo admin Marco nonchè compagno di passione in comune, [;)] ha avuto più o meno lo stesso tipo di approccio nella conoscenza della musica dei Genesis.

Però in questo contesto, analizzando l'opera omnia della band dal 1969 al 1997, è facile rendersi conto della INCOMPATIBILITA' del primo periodo anni 70 con quello a seguire anni 80, ecco perchè insisto nel dire che di fatto pur mantenendo lo stesso marchio di fabbrica, sono esistite 2 rock bands, GENESIS e genesis.

Ognuno ha il diritto di eleggere la sua preferita.


Solo, per piacere (lo chiedo idealmente a tutti, non solo ai presenti, anche a quelli di mojo e universalmente parlando) non cercate di convincermi dicendo che "genesis" merita di essere messo davanti a NURSERY CRYME perchè "migliore". Anche al costo di contraddire uno dei principali "attori" in gioco, Anthony BANKS, quando dichiara (già da molto tempo ormai) che di quell'album, "That's all" è la canzone della band che gli sembra "la più riuscita" di tutte, tra quelle realizzate in 30anni di carriera... [':-|]
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Re: Questo mese in edicola.

Postby rkive » 09 Mar 2025, 10:24

'...non cercate di convincermi dicendo che "genesis" merita di essere messo davanti a NURSERY CRYME perchè "migliore".'

Sono d'accordo che i Genesis anni '70 non si potrebbero confrontare con i Genesis anni '80.

Però tra i criteri per giudicare un album, non sottovaluterei la facilità d'ascolto, l'attualità dei testi e del sound, la potenza dei brani corti rispetto a quelli lunghi.
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Re: Questo mese in edicola.

Postby Thomas Eiselberg » 09 Mar 2025, 10:48

rkive wrote:
Però tra i criteri per giudicare un album, non sottovaluterei la facilità d'ascolto, l'attualità dei testi e del sound, la potenza dei brani corti rispetto a quelli lunghi.


Se parliamo di prog la "facilità di ascolto" mi sembra un criterio poco affidabile. Dovremmo buttare nel water il 90% del genere [:D]
Se parliamo di pop si, la facilitá di arrivare all'ascoltatore è un criterio importante ma tutti i pezzi pop si basano su quel criterio.

L'attualitá dei testi e del sound invece mi sembra un criterio poco obiettivo. I testi devono essere belli, se poi sono attuali o meno cambia poco. Anzi i testi degli anni '70 forse sono invecchiati meglio perchè atemporali. Se ascolto Domino ci sento profumo di anni '80, guerra fredda, se ascolto The Musical Box o anche The Knife ci sento temi universali che valevano allora e valgono anche oggi come messaggio. Un testo ha più valore insomma se oltre ad essere bello ha anche valore indipendentemente dal periodo di pubblicazione. Che poi è il motivo per il quale molti pezzi dei nostri anni '80 sono invecchiati maluccio: suoni tipicamente anni '80, testi tipicamente anni '80. Se ascolto IT tutto mi sembra meno che attuale, anzi. D'altronde parliamo di roba di 40 anni fa ormai. Suona più fresco Selling come sound pur essendo più vecchio.

La "potenza dei brani corti rispetto a quello lunghi". Anche qui di oggettivo ci vedo pochissimo. Che significa che i pezzi corti sono più potenti di quelli lunghi? Se una canzone è bella lo è indipendentemente dalla lunghezza, che poi è uno dei cardini del prog: per quale motivo un pezzo deve avere una durata prestabilita (i classici 3 minuti)? Ci sono pezzi corti pessimi e pezzi lunghi scorrevolissimi e viceversa. E io sono uno che non sopporta le suite di 30 minuti fatte solo per fare vedere che durano tanto. Ma niente ci dice che un pezzo corto sia meglio di uno lungo.

Io poi ho scoperto un mio "standard" di durata. Diciamo che un pezzo tende a piacermi molto se dura tra i 6/7 e i 9/10 minuti. In quel range ci sono il 90% dei miei pezzi preferiti in assoluto. Poi certo resta il 10% [:)]
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Postby TDuke » 09 Mar 2025, 10:51

rkive wrote:'

Sono d'accordo che i Genesis anni '70 non si potrebbero confrontare con i Genesis anni '80.

Però tra i criteri per giudicare un album, non sottovaluterei la facilità d'ascolto, l'attualità dei testi e del sound, la potenza dei brani corti rispetto a quelli lunghi.


Infatti è proprio per questo che sono d'accordo anche io che non ha troppo senso giudicare insieme "le due" band Genesis (sempre che non siano 3 perchè il periodo AToTT e W&W andrebbe forse a sua volta considerato a parte) quando parliamo dell'epoca prog della band "la facilità di ascolto" è caratteristica da valuare eventualmente in modo negativo [:D] tanto è vero che in quell'epoca (fantastica aggiungo io) sono proprio i pochi pezzi considerati un po' più semplici ad attirare qualche timida critica ( For Absent Friends, Time table, More fool me) , è proprio un modus di giudizio ed di ascolto completamente differente.

Poi chiaramente questa evidente "evoluzione" (ad esser buoni) o " estremo cambio di rotta" può essere a sua volta considerata un punto di forza della band (cosa fra l'altro avvalorata dalle vendite e dal successo) o una pecca ... ma qua direi che entriamo nel soggettivo.
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Postby Thomas Eiselberg » 09 Mar 2025, 10:58

Io invece sta cosa che non bisogna paragonare una band perchè cambia un po' il sound non l'ho mai capita.

Allora non paragoniamo i King Crimson con almeno altri 4/5 King Crimson
Gli Yes di fine anni '70 e anni '80 con il resto
I Marillion di Hogarth con quelli di Fish
ecc.

Tutti i gruppi che durano 30/40 anni cambiano sound e subiscono variazioni. Poi ci può piacere o meno ma il gruppo quello è e rimane. Che poi è il motivo per il quale considero Calling un album pienamente Genesis, basta ascoltare il sound. Ci sono suoni tipicamente Genesis ed è a firma Genesis. Che piaccia o meno.
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Postby rkive » 09 Mar 2025, 11:03

OK come per Musical Box. Ma le storie della pianta Hogweed, di Salmace, Watcher Of The Skyes sono a livello di fumetti.

Come testi cantare erano un pò troppo verbosi, come diceva Rutherford su Get Them Out on Friday.
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Postby TDuke » 09 Mar 2025, 11:06

è soggettivo certo, mi verrebbe da dire però che l'evoluzione/cambio di rotta dei Genesis è stata decisamente piu' marcata di quella degli Yes e dei KC tirati in ballo, con evidenti risultati sicuramente positivi per la band in termini di successo e proventi mentre in termini di coerenza e qualità lì ho già espresso la mia opinione che deriva appunto da gusti personali.
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Postby Thomas Eiselberg » 09 Mar 2025, 11:16

rkive wrote:OK come per Musical Box. Ma le storie della pianta Hogweed, di Salmace, Watcher Of The Skyes sono a livello di fumetti.

Come testi cantare erano un pò troppo verbosi, come diceva Rutherford su Get Them Out on Friday.


Mah, a livello fumetti (a parte che ci sono pure graphic novel bellissime e degne di stare assieme ai romanzi più celebrati).
Un testo che riflette sull'estinzione della razza umana vista da un ipotetico extraterrestre che giunge sulla terra mi sembra un attimo più profondo di un pezzo che sfotte gli immigrati (Illegale Alien, mezza trashata) o sulla zip e sul liquido seminale (Silver Rainbow), o sulla fissa di Tony Banks per una top model da calendario (Anything She does) [:D]

Il mito di Fountain è atemporale anche tra 200 anni, trattandosi appunto di mitologia Era roba antica pure negli anni '70 eh. Non è che all'epoca fosse attuale. Ma resta mito greco. A sto punto perché la storia di fantasmi di Home by the Sea non sarebbe fumettosa ma più "attuale"? [:-I]
La mitologia è fumettosa e il Dodo o il rapimento alieno di Keep It dark no?

Mi sono fatto il mazzo per tradurre determinati testi degli anni '70, ti posso assicurare che c'è pochissimo di così complesso e studiato non solo nel prog ma nella musica in generale. Liquidarli in quel modo mi sembra eccessivo soprattutto per un fan.

A me sembra che i Genesis siano sempre stati un gruppo che amava inserire tematiche fantasy o di fantascienza nei loro testi, alternate con tematiche più attuali, solo che prima le tematiche attuali erano veicolate attraverso metafore, giochi di parole e simbolismi e poi invece erano più dirette, immediate.

Che fossero più verbosi posso concordare, lo dice pure Collins, ma lo erano proprio per la loro maggior densità di significati e contenuti. [;)]
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Postby rkive » 09 Mar 2025, 11:34

Ok per Illegal Alien e Silver Rainbow.

Però le tanto criticate Taking All Too Hard, That's All o In Too Deep le vedo più "forti" delle passioni amorose tra Salmace ed Ermafrodito e di Romeo e Juliet di The Cinema Show.

In Home By The Sea trovo interessante il grido angoscioso di chi non è più in vita e non vuole essere dimenticato.
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Postby Thomas Eiselberg » 09 Mar 2025, 11:46

rkive wrote:Ok per Illegale Alien e Silver Rainbow.

Però le tanto criticate tipo Taking All Too Hard, That's All In Too Deep le vedo più "forti" delle passioni amorose tra Salmace ed Ermafrodito, oppure Romeo e Juliet di The Cinema Show..


In che senso più forti? [:-I]
Che i testi sono più d'amore? Beh, ovvio. Due canzoni parlano d'amore solo in modo collaterale per parlare di tanto altro, le altre due sono proprio love songs fatte e finite con tutte le zuccherosità del caso. Quindi che ad un ascoltatore di musica pop possano emozionare di più ci sta, sono fatte per quello, emozionare.
E' come dire che Titanic è più forte a livello emotivo di chessò La donna che visse due volte. Certo. Ma il secondo non è solo un film d'amore, anzi quella è solo la scintilla per parlare di tanto altro.

Insomma per me definire i testi dei secondi più "forti" è pura eresia ma, degustibus. Più emozionanti può essere, dipende da cosa ci fa emozionare.

rkive wrote:Di Home By The Sea trovo interessante il testo di Second Home by The Sea perché è il grido angoscioso di chi non è più in vita e non vuole essere dimenticato.


Ma pure a me piace, io non discuto dei gusti. Discuto del perchè i temi fantasy o di fantasciebza degli anni '80 vanno bene mentre quelli degli anni '70 sono fumettosi e meno attuali (cosa c'è di più angoscioso dell'estinzione della razza umana vista "dall'esterno"?)

Home by the Sea è fumettosa e va bene così [;)]
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Postby aorlansky60 » 09 Mar 2025, 12:04


"Però tra i criteri per giudicare un album, non sottovaluterei
1)la facilità d'ascolto,
2)l'attualità dei testi e del sound,
3)la potenza dei brani corti rispetto a quelli lunghi.
"


Questi sono chiaramente parametri SOGGETTIVI per ognuno di noi;

certo non posso parlare per altri, specie per chi è nato 25anni dopo di me e dice di apprezzare i "Genesis", ma nel caso che mi riguarda :

1)
non ho MAI avuto nessuna difficoltà d'ascolto dei GENESIS con i loro albums "del primo periodo" (salvo il primo approccio con SELLING ENGLAND BY THE POUND e il motivo è semplice: provenivo da poche esperienze d'ascolto di 'pop rock' impostato sul classico 'ritmo in battere' a '4/4ti', poi improvvisamente mi arriva "questo colpo" assai più complesso e difficile da assimilare; mi ci volle tempo lo ammetto, ma quando entri in sintonia CON QUELLA MUSICA, non la lasci più; è quello che è successo a me e penso a moltissimi altri della mia generazione, e di generazioni successive, anche...); e quando ELEGGI QUELLA MUSICA anche come RIFERIMENTO personale (come feci io) allora il rischio è quello di 'alienarsi' tutte le altre proposte che trovi "più povere" musicalmente, come puntualmente si verificò restando nel campo dei GENESIS quando consapevolmente decisero di "semplificare" la loro proposta, a partire da "And then there where three" in poi...

piuttosto: ho avuto le mie prime difficoltà d'ascolto con canzoni dei Genesis a partire da "Abacab"(non la title track, ma diversi brani ed uno in particolare, "who dunnit?" [:-!] ) che iniziai a trovare semplicemente [:(-(] IRRITANTI, specie per la produzione generale che caratterizza questo e i due successivi albums soprattutto ("genesis" e "invisible touch"), scelte di produzione spesso "pompose" ("Anything she does"), "frenetiche" ("just a job to do", "illegal allien") impostate secondo 'le nuove mode' musicali pop che il decennio 80 imponeva e pretendeva, al limite del sopportabile per le orecchie ("Land of confusion", la peggiore per me [xx(] ) oppure oltre il limite del "banale" ("Invisible touch", "That's all"...). [':-|]
Ora: sarebbe sbagliato ed ingiusto non ammettere e non riconoscere che pur in quel periodo "i nostri" abbiano realizzato anche "cose belle ed interessanti", come THE BRAZILIAN, ME AND SARAH JANE, ABACAB(title-track), HOME BY THE SEA, DRIVING THE LAST SPIKE, FADING LIGHTS ma per quanto mi riguarda, nulla a che vedere con i BRANI che caratterizzarono i loro migliori momenti degli anni 70.


2)
Credo che i GENESIS siano sempre stati "attuali" anzi addirittura premonitori ed anticipatori, sia nei testi che nel sound, già a partire dai primi anni 70: se c'era infatti "uno" dotato di talento particolare nel scrivere prose da adattare a brani rock, su temi anche "impegnati" socialmente ("Get them out by friday", "Dancing with the moonlit knight", "The Battle of Epping Forest") questi sia stato Peter GABRIEL. Negli anni 70 in campo Rock ed in europa in particolare il genere "progressive" era uno di quelli che andava per la maggiore anche nella ricezione del pubblico, e credo che i GENESIS seppero adattarcisi magnificamente e al meglio. Così come seppero adattarsi agli anni 80 e ai nuovi gusti che il pubblico esigeva, se non altro lo stà a dimostrare il loro successo nelle vendite degli albums di quel decennio...


3
più che la "potenza", forse "l'immediatezza" ricettiva di brani più corti rispetto a brani più lunghi...
Negli anni 80, tutti (anche le "progressive" bands che provenivano dal decennio precedente) dovettero adattare la loro proposta modellandola sul classico standard di durata della "canzone pop" (4, 5 minuti al massino) e i Genesis non fecero eccezione; la durata di 10minuti(ed oltre) di un brano rock era retaggio tipico degli anni 70, che il pubblico non voleva più. Ma per un estimatore Rock qual'ero (specie di "Progressive") che si era modellato mente ed orecchie già dagli anni 70, il problema non sussisteva:
W infatti brani lunghi ed extra-lunghi! (in qualsiasi tentativo di classificare il "brano migliore" dei Genesis in cui mi sia imbattuto negli anni, sondando il web e relativi siti specializzati, non ultima la competizione che facemmo in questo forum nel 2006), sono regolarmente sempre DUE i brani che alla fine risaltano dal "gruppo" : THE MUSICAL BOX e SUPPER's READY, oltre 10minuti di durata il primo, oltre 20minuti il secondo. A scelta nell'ordine (ricordo che nel ns campionato interno qui, la faccenda ebbe anche strascichi polemici, perchè i paladini della prima non volevano accettare le ragioni della seconda, e viceversa [:-D] )
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Re: Questo mese in edicola.

Postby aorlansky60 » 09 Mar 2025, 12:28

Thomas Eiselberg wrote:
rkive wrote:Ok per Illegale Alien e Silver Rainbow.


E' come dire che Titanic è più forte a livello emotivo di chessò La donna che visse due volte. Certo. Ma il secondo non è solo un film d'amore, anzi quella è solo la scintilla per parlare di tanto altro.


OT

CAPOLAVORO quello che hai citato! [/:-|]
Regista super ispirato, bellissima [ed intrigante] sceneggiatura, due attori protagonisti all'altezza.
Il mio film preferito di Hitchcock (insieme a "Gli uccelli", altro film decisamente inquietante)
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Re: Questo mese in edicola.

Postby aorlansky60 » 09 Mar 2025, 12:52

Thomas Eiselberg wrote:
La "potenza dei brani corti rispetto a quello lunghi". Anche qui di oggettivo ci vedo pochissimo. Che significa che i pezzi corti sono più potenti di quelli lunghi? Se una canzone è bella lo è indipendentemente dalla lunghezza, che poi è uno dei cardini del prog: per quale motivo un pezzo deve avere una durata prestabilita (i classici 3 minuti)? Ci sono pezzi corti pessimi e pezzi lunghi scorrevolissimi e viceversa. E io sono uno che non sopporta le suite di 30 minuti fatte solo per fare vedere che durano tanto. Ma niente ci dice che un pezzo corto sia meglio di uno lungo.



Si,
la 'lunghezza di un brano' è stato accettato dalla storia (dai critici, dalla stampa specializzata e relativa vasta bibliografia da 50anni ad oggi) come "uno" dei parametri stabiliti per poter catalogarlo nel genere "Progressive", ma esistono significative eccezioni :

- i GENTLE GIANT sono stati la 'progressive band' forse più PROGRESSIVE di tutte, e non hanno MAI composto e pubblicato brani da 10minuti o suites tali da coprire un intera facciata di album, eppure in un loro brano da 4 o 5 minuti, tra i tanti che costellano la loro produzione anni 70, ci avverti così tanti CAMBI TEMPO e repentini cambi NOTE nella PROGRESSIONE ARMONICA, che una suite di oltre 20 min. come ECHOES dei PINK FLOYD non possiede neppure lontanamente...

- CAN UTILITY AND THE COASTLINER tanto per restare in tema e legarlo maggiormente "ai nostri" :
oltre che essere SUBLIME ininterrottamente dal primo secondo fino all'ultimo, si tratta di un brano di 5minuti(o poco più) che nel suo pur breve svolgimento è in grado di proporre UNA GIGANTESCA VARIAZIONE DI NOTE, CAMBI TEMPO/ATMOSFERE, nella più classica accezione di brano "progressive", a differenza di altri brani "più lunghi" (per es. Hey Jude dei Beatles) che non si possono certo definire per questo "prog"...
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Re: Questo mese in edicola.

Postby rkive » 09 Mar 2025, 14:00

Però tra i criteri per giudicare un album, non sottovaluterei
1)la facilità d'ascolto,
2)l'attualità dei testi e del sound,
3)la potenza dei brani corti rispetto a quelli lunghi."

Ad esempio un brano degli anni '70 socio politico tipo Money dei Pink Floyd oggi arriva di più di Dancing With The Moonlit Knight, anche se quello dei Genesis è più dinamico, misterioso e drammatico.

Capisco che il confronto può non essere valido, ma per fare capire di più il mio ragionamento.
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Re: Questo mese in edicola.

Postby Thomas Eiselberg » 09 Mar 2025, 16:01

Vabbè se passiamo al paragone con altri gruppi apriamo un altro mondo

Li però si parla di argomento di cui si parla, non di "attualitá". A sto punto prendiamo Echoes e The Battie of epping Forest. Quale delle due dura di meno? Quale delle due è più politica? Quindi meglio la seconda? Non necessariamente. Due pezzi diversi, riusciti per motivi diversi. La prima anzi è decisamente più quotata tra gli appassionati rispetto alla seconda e parla di "ambasciatori del mattino" ecc. e dura il doppio (e la prima non dura certo poco)

Se prendiamo paragoni di canzoni a caso di gruppi a caso gli esempi in un senso o nell'altro sono tanti. [;)]

Quanto all'attualitá del sound ribadisco che suonano più datati come suoni quelli plasticosi di IT rispetto a quelli di The Lamb, per dire. Al limite potevano suonare attuali 40 anni fa, non certo oggi. Anzi oggi li senti e penso "classico sound plasticoso anni '80" [:D]
Sinceramente "la potenza dei brani corti rispetto a quelli lunghi" pur sforzandomi non lo vedo come un criterio realmente oggettivo. E non può essere altrimenti se uno ama il progressive. Non vale solo per i Genesis ma per tutti i gruppi che mi piacciono.

Semplicemente mi pare di capire che i testi degli anni '70 dei Genesis (una delle cose che me li fa adorare) non ti piacciono molto (e apprezzi moto di più il sound commerciale e anni '80), tutto qua [:D]
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Postby rkive » 09 Mar 2025, 16:38

Concordo che paragonare brani di gruppi diversi vado fuori tema. [I8)]

Da giovane ho amato i testi dei Genesis anni '70, mentre quelli anni '80 ricordo bene forse solo Duke forse perchè avevo il cd con i testi. [:)]
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Re: Questo mese in edicola.

Postby aorlansky60 » 10 Mar 2025, 07:07

Thomas ha scritto :

"i testi degli anni '70 forse sono invecchiati meglio perchè atemporali. Se ascolto Domino ci sento profumo di anni '80, guerra fredda, se ascolto The Musical Box o anche The Knife ci sento temi universali che valevano allora e valgono anche oggi come messaggio. Un testo ha più valore insomma se oltre ad essere bello ha anche valore indipendentemente dal periodo di pubblicazione. Che poi è il motivo per il quale molti pezzi dei nostri anni '80 sono invecchiati maluccio: suoni tipicamente anni '80, testi tipicamente anni '80. Se ascolto IT tutto mi sembra meno che attuale, anzi."

Però c'è anche da dire che i Genesis, oltre a scrivere "The Musical Box" o "The Knife" che hai citato,
scrissero anche pezzi quali "Dancing with the moonlit knight" non per caso legato ad un periodo storico preciso: nel momento in cui venne pubblicato SELLING ENGLAND BY THE POUND (autunno 73), a livello economico-sociale in UK le cose non stavano affatto andando bene per il consumatore e per la classe media, e la situazione già critica sarebbe ulteriormente precipitata in conseguenza con la Guerra del Kippur dell'Ottobre '73 tra ISRAELE e Stati Arabi confinanti, che avrebbe portato al razionamento di greggio verso l'europa e un inflazione alle stelle; impossibile pensare che i Genesis e Peter Gabriel non se ne sarebbero accorti, continuando a vivere nel loro magico mondo di testi fatti di reminiscenze 'epico/neo-classiche' come per es. "The fountain of Salmacis" (ho sempre pensato infatti che qualsiasi artista pop rock emerso negli ultimi 60anni si esprimesse con forte correlazione con la realtà socio economica che lo circonda), ecco infatti spiegato il sorgere della "contro cultura" giovanile negli USA anni 60, fortemente motivata contro la guerra in Viet-nam.

Gli anni 80?
a livello politico sociale furono anni solari per tutto il mondo occidentale, che uscì dal periodo di forte inflazione che aveva dominato tutti gli anni 70 per intraprendere un nuovo "eldorado" di fertili possibilità per tutti (senza dimenticare un dettaglio significativo: alla metà del decennio, grazie anche alla "perestroika" intrapresa da Gorbacëv allora segretario di partito USSR, avvenne l'avvicinamento USA-USSR che portò al disgelo tra le due Superpotenze e alla ratifica di entrambe del trattato di "non proliferazione nucleare" per l'interruzione della costruzione di "testate atomiche" che fino a quel momento procedeva a ritmo forsennato per entrambe; è facilmente intuibile che questo evento fu UNA VENTATA DI OSSIGENO ed OTTIMISMO PER IL MONDO INTERO).

Da 20enne quale mi ci trovai a viverli, me lo ricordo benissimo come fu quel decennio anche in Italia: un MARE di POSSIBILITA' ed ENTUSIASMO alle stelle per la classe media, sono propenso a credere che tutta questa positività che si "respirava" ovunque dalla mattina alla sera si sia poi riflessa sul mondo del pop rock attraverso gli artisti che ci si trovarono in mezzo (compresi i Genesis, che non casualmente come praticamente tutti quanti, abbandonarono temi e concetti impegnati nei TESTI, a vantaggio di temi futili, brillanti e vacui, esattamente come fu quel decennio potendolo fotografare in pochi termini, esattamente come fu anche tutta la base musicale a contorno dei testi: veloce, fatua, evanescente)...
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Re: Questo mese in edicola.

Postby aorlansky60 » 10 Mar 2025, 07:44

Thomas ha scritto :

"Sinceramente "la potenza dei brani corti rispetto a quelli lunghi" pur sforzandomi non lo vedo come un criterio realmente oggettivo. E non può essere altrimenti se uno ama il progressive."

Anche se in apparenza non sembrerebbe, è assai più difficile scrivere un testo dal contenuto forbito per poi trasporlo in un brano musicale "corto" (dalla lunghezza standard di 4minuti tipici o anche meno) che alla fine si riveli UN CAPOLAVORO MEMORABILE RICONOSCIUTO UNIVERSALMENTE, rispetto ad uno più "lungo", in cui un artista ha la libertà di "tirare le note" all'infinito, dilatando così il brano per altrettanti infiniti minuti sempre condotti "sulla stessa lunghezza d'onda" per ricreare "la stessa atmosfera"; credo che i Pink Floyd furono maestri in questo (non vuol essere una critica); sempre secondo me, i Beatles furono maestri nel rasentare LA PERFEZIONE come espressione di FORMA tradotta in POP music (nel loro catalogo, molte loro canzoni sono esempi compiuti di PERFEZIONE STILISTICA per quanto ogni elemento, anche micro dettaglio, sia incastrato "al posto giusto nel momento giusto", nel breve scorrere di 3/4 minuti di durata) e non si creda per questo, che fossero canzoni "facili" sotto la costruzione generale (dal 1966 in poi, la maggioranza delle loro realizzazioni diventa via via sempre più complessa nella base musicale di supporto e negli arrangiamenti strumentali, che diverse volte include molti altri tipi di strumenti, anche "classici", oltre a quelli normalmente suonati dai "quattro").
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Re: Questo mese in edicola.

Postby highinfidelity » 10 Mar 2025, 09:38

aorlansky60 wrote:Se non ricordo male, [:)] anche il Ns stimatissimo admin Marco nonchè compagno di passione in comune, [;)] ha avuto più o meno lo stesso tipo di approccio nella conoscenza della musica dei Genesis.

Ricordi molto bene. [:)] Rimasi anch'io folgorato da Phil Collins, e devo dire che ogni volta in cui mi capita di riascoltare Face Value ne colgo perfettamente le ragioni. Venni rapidamente a sapere che era stato cantante dei Genesis e naturalmente fui spinto a voler sentire cosa aveva combinato non da solo ma nell'ambito di un complesso. Se non ricordo male il primo album che comprai fu Duke. Non posso proprio dire che lo acquistai alla sua uscita perché guardando le date i conti non tornano, ma certamente era ancora un album "nuovo" dei Genesis, disponibile nei "rack" dei negozi di dischi in prima tiratura. Da lì iniziai ad andare indietro, in ordine un po' sparso a dire il vero, mi pare ...And Then There Were Three e poi a raffica Nursery Cryme e Foxtrot. [:D] Nel frattempo erano usciti Abacab e Genesis, ma paradossalmente rientrarono tra gli ultimi che acquistai perché dalle copertine strampalate non riuscivo nemmeno a capire se fossero veramente quei Genesis che intendevo dire io, o se fossero dei bootleg o chissà quale altra diavoleria. Chi ha vissuto quell'epoca sa quanto fosse difficile ottenere informazioni, e sa anche con quanti pochi soldi si girasse in tasca e quindi quanto poco propensi si fosse a spendere in acquisti azzardati.

Comunque, per queste ragioni sono molto aperto verso i dischi dei Genesis in quartetto ed in trio. A mio modestissimo modo di vedere le cose, ancora un paio di dischi di tardo-progressive, considerato il "peso discografico" del loro nome, avrebbero potuto tranquillamente farli. Tuttavia, capisco che un artista ad un certo punto senta l'esigenza di cambiare (tanto per fare un esempio, non è che i King Crimson di Three Of A Perfect Pair assomiglino tanto ai King Crimson di In The Wake Of Poseidon). Quindi non ho difficoltà a trovare - quando c'è - del bello in dischi come Abacab o Genesis o Invisible Touch, ma neppure a metterli più in basso in classifica quando si scontrano con qualche gigante.

Diciamo che se Abacab fosse stato tutto fatto di pezzi come il brano omonimo, con quel tiro pazzesco e quel sound così aggressivo di synth, sarebbe un disco da strappamutande. Purtroppo il livello non è, oggettivamente, così omogeneo. Così come non ho difficoltà ad apprezzare un drumming sintetico o addirittura elettronico quando è funzionale al brano, come per esempio in Second Home By The Sea o in The Brazilian; ma neppure ho difficoltà a criticare un brano in cui il dispiego di tecnologia sembra solo voler mascherare una mancanza di vere idee buone buttando tutto in caciara.

Suonano veramente più datati i dischi anni '80 rispetto a quelli anni '70? Difficile dirlo: occorrerebbe valutarli con "orecchie vergini", e nessuno veramente le ha, ciascuno ha necessariamente fatto un proprio percorso e ha un proprio imprinting. Forse lo si potrebbe spiegare col fatto che fino alla metà degli anni '70 si usavano strumenti tutto sommato non molto diversi da quelli del blues o del jazz: chitarre elettriche e organi hammond sono sostanzialmente diventati degli instant classic e sono ancora oggi dei sempreverdi buoni per tutte le stagioni. Diverso il discorso per le drum machine, i d-drum, le synth guitar, certi sintetizzatori digitali e via discorrendo, che al di fuori degli esperimenti condotti in quel periodo storico sono stati poi accantonati in soffitta.

Riguardo i testi avete già scritto molto, non mi sembra utilie sovrappormi. Avrei solo piacere di dire che una lirica che mi parla di un umamesimo immortale, ripescando addirittura dai miti greco-romani, non solo per me è un valore in più, ma è anche qualcosa che accomuna, su un'unica base neo-classica, la letteratura mediterranea e quella anglo-sassone, facendomi sentire i Genesis (ma anche i King Crimson, eccetera) molto "più vicini a me". Ciò non toglie tuttavia che sia un esercizio di gran classe letteraria anche una lirica scritta sostanzialmente attorno al vuoto come per esempio quella di Man On The Corner.
<< Conoscete voi spettacolo più ridicolo di venti uomini che s'accaniscono a raddoppiare il miagolìo di un violino? >>
(Luigi Russolo, Intonarumorista. 1913.)
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Re: Questo mese in edicola.

Postby TDuke » 10 Mar 2025, 14:18

highinfidelity wrote:
Suonano veramente più datati i dischi anni '80 rispetto a quelli anni '70? Difficile dirlo: occorrerebbe valutarli con "orecchie vergini", e nessuno veramente le ha, ciascuno ha necessariamente fatto un proprio percorso e ha un proprio imprinting. Forse lo si potrebbe spiegare col fatto che fino alla metà degli anni '70 si usavano strumenti tutto sommato non molto diversi da quelli del blues o del jazz: chitarre elettriche e organi hammond sono sostanzialmente diventati degli instant classic e sono ancora oggi dei sempreverdi buoni per tutte le stagioni. Diverso il discorso per le drum machine, i d-drum, le synth guitar, certi sintetizzatori digitali e via discorrendo, che al di fuori degli esperimenti condotti in quel periodo storico sono stati poi accantonati in soffitta.



Molto interessante e condivisibile questo punto, uno dei motivi principali per cui non sono mai riuscito ad apprezzare del tutto i Genesis post-Steve, neanche in album obiettivamente ben fatti come Duke , dipende molto dal fatto che salvo pochissime eccezioni, non ho mai amato il sound anni '80 (che poi teoricamente sarebbe quello della mia gioventù salvo che poi in realtà a 14 anni ascoltavo Beatles e Neil Young [:D] ) sinth guitar, drum machine (x me tutt'ora inascoltabili) tastiere basilari e ripetitive etc, tant'è vero che mi reputo un fervente "gabrieliano" ma dell'epoca Genesis, quello che ha fatto Gabriel dopo mi ha sempre interessato per i testi e per una certa (ma non così spinta alla fine) sperimentazione ma da un punto di vista prettamente musicale non è mai stato nelle mie corde, in sostanza sì , mi rendo conto che dipende moltissimo dalla mia predisposizione musicale, però continuo anche a pensare che i ns nel cambio di sound pur probabilmente inevitabile o cmq certamente comprensibile si siano troppo lanciati verso la ricerca delle hits e delle melodie melense... gli album degli anni '80 o successivi degli Yes o dei King Crimson certamente non suonano come quelli dell'epoca d'ora del prog (non parlo di qualità ma di stile musicale) ma sempre loro rimangono, ecco per i Genesis, sbaglierò eh, ma non riesco proprio a dirlo o tantomeno a pensarlo [':-|]
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Re: Questo mese in edicola.

Postby Thomas Eiselberg » 10 Mar 2025, 14:46

Beh, insomma. 90125 e Big Generator non mi sembrano esattamente la stessa roba, come sound, di Fragile. Sono gli Yes perché c'è quell'etichetta e perchè alcuni componenti in formazione sono quelli ma il sound...
E' proprio pop rock anni '80 con vaghe venature prog (ma pure i Genesis in album anche commecialissimi inserivano alcuni pezzi pseudo prog). E parlo di sonoritá, non di qualitá, anche perchè non è che pure gli Yes anni '70 mi facessero impazzire.
Poi gli Yes ad un certo punto, causa successo non così elevato di certi dischi sono tornati sui loro passi ma la svolta era stata simile ad un certo punto.

I King Crimson ancora peggio, ma molto molto peggio. Nel senso che la qualità resta elevata ma hanno cambiato sound 3000 volte. L'unica cosa in comune era Fripp. Che ci azzecca come sonoritá l'esordio con Beat o Lizard con Three of a perfect pair? Nulla appunto. La realtá è che non parliamo neppure di un vero gruppo (almeno dopo i primissimi lavori) ma di un mezzo con quale Fripp ha potuto fare quello che gli pareva e nel quale esprimere la sua creatività. E in fondo lo stesso si potrebbe dire dei Jethro Tull.

Insomma non e che ad un certo punto sono diventati un altro gruppo, probabilmente dopo un po' non lo sono più stati in senso stretto (se decide tutto sempre e solo un componente cosa fare e disfare, cosa e come suonare, chi prendere, cacciare ecc ). "Sono sempre loro" nel senso che Anderson e Fripp non sono diventati un'altra persona, ma il gruppo inteso come collettivo di musicisti che collaborano non esisteva.
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Postby Thomas Eiselberg » 10 Mar 2025, 14:55

Quanto al sound in senso stretto invece dipende, per me. Alcune sonoritá eccessivamente plasticose mi sono indigeste (e sono contenute pure in album come IT e Genesis) ma tante altre cose degli anni '80 non mi danno eccessivamente fastidio (la drum machine, se usata bene). Sará che, come ho scritto, gli anni '70 non li ho mai visti e gli '80 davvero di striscio ma ci sono tantissimi gruppi e band degli anni '80/90 che adoro. Non ho insomma un idiosincrasia per i due decenni successivi agli anni '70, anzi.
Dai 2000 in poi comincia per me il baratro contenutistico a livello musicale. Poca, poca roba e quasi tutta derivata da quella dei decenni precedenti
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Postby highinfidelity » 10 Mar 2025, 15:30

Thomas Eiselberg wrote:Dai 2000 in poi comincia per me il baratro contenutistico a livello musicale. Poca, poca roba e quasi tutta derivata da quella dei decenni precedenti


Mi conforta sentirlo dire da una persona un po' più giovane di me. [':-|] Perché siccome detestavo le critiche aprioristiche dei vecchiazzi a certa musica degli anni '80 (il fior fiore della new wave trattata come se fosse popò) ho sempre fatto un mio punto d'onore il non criticare a vanvera musica che non seguo e della quale non sono esperto. Perché naturalmente non basta essersi fumati un cannone a Villa Pamphilj per ritrovarsi critico musicale come per magia, come pretendevano di fare certi vecchiazzi quarant'anni fa.

Tuttavia al volgere del nuovo millennio (anche una manciata d'anni prima a dire il vero - com'è noto avevo digerito già malissimo l'ubiquo imperversare del grunge) ho cominciato seriamente a dubitare del fatto che ci fosse un semplice generational divide, ma piuttosto che proprio il bel mondo della musica di qualità si fosse in gran parte sbriciolato. Resta qualche gemma qua e là, ma da cercare col lanternino, nulla di paragonabile agli anni '70 o '80 quando in un negozio di dischi rischiavi di fare la fine del proverbiale asino di buridano.
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Postby rkive » 10 Mar 2025, 16:11

Penso che nel mondo musicale siamo arrivati ad un livello di saturazione, dove il musicista o il cantautore deve decidere se tornare indietro ad uno stile anni '70 o '80 o adeguarsi alla musica hip hop, indie o quella che piace alla generazione Z, che è attualmente la musica più innovativa del momento.

Ad esempio Lucio Corsi, Tommaso Paradiso, Francesco Gabbani hanno scelto di guardare indietro.

In un certo modo anche i Genesis, per non ripetersi hanno scelto il synth-pop degli anni '80 .

Ho letto che c'è stato un momento che Robert Fripp (ok era in crisi esistenziale), disse che il rock -e la musica in generale- era "finita". [:-I]
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Postby aorlansky60 » 10 Mar 2025, 16:21

TDuke wrote:
Molto interessante e condivisibile questo punto, uno dei motivi principali per cui non sono mai riuscito ad apprezzare del tutto i Genesis post-Steve, neanche in album obiettivamente ben fatti come Duke , dipende molto dal fatto che salvo pochissime eccezioni, non ho mai amato il sound anni '80


Nemmeno io, e non solo quello dei Genesis ma più in generale esteso a tutto il panorama pop rock, poche eccezioni a parte, ma per fortuna in quel decennio c'era ugualmente chi produceva MUSICA alla grande, solo che occorreva cambiare direzione: verso la FUSION (soprattutto per quanto mi riguarda) e il JAZZ (che ho iniziato ad esplorare ed apprezzare proprio da quel decennio, causa mia disaffezione con il Rock in genere, a causa della sua mutazione avvenuta per mezzo sia dei vecchi che dei nuovi esponenti...)



TDuke wrote: continuo anche a pensare che i ns nel cambio di sound pur probabilmente inevitabile o cmq certamente comprensibile si siano troppo lanciati verso la ricerca delle hits e delle melodie melense...


20anni fa quando mi sono iscritto a questo forum tendevo a lanciare "peste e corna" [scritte tramite post] verso di loro per questa scelta CONSAPEVOLE, ma poi nel tempo ho ammorbidito di molto il mio punto di vista in merito, riconoscendo loro che HANNO FATTO BENISSIMO. Non potevano 'vivere' di solo PROG: il genere, pur piuttosto "popolare" e richiesto negli anni 70, non ha mai consentito vendite stratosferiche tanto da potersi costruire "la pensione" futura (pochi casi a parte come YES e EL&P che riuscirono a vendere più degli altri, ma KING CRIMSON, GENTLE GIANT, VDGG, GENESIS, BJH non furono mai "campioni" di vendite almeno per tutti gli anni 70, al netto di JETHRO TULL e PINK FLOYD che vendettero alla grande)

HANNO FATTO BENISSIMO, dicevo, perchè dopo aver regalato al mondo e alle nostre orecchie PAGINE GLORIOSE di MUSICA BELLISSIMA (almeno fino al 1978 ma ci metto dentro anche DUKE che alla fine dei conti è "un signor album" pur con le dovute concessioni che dovettero attuare), avevano tutto il diritto di "realizzare" al meglio per i propri interessi, e pazienza se per farlo lo fecero in maniera spudorata, inaccettabile, sconsiderata (in rapporto al loro passato) e chiunque metta gli altri aggettivi che ritiene più opportuno.
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Re: Questo mese in edicola.

Postby aorlansky60 » 10 Mar 2025, 16:27

rkive wrote:
Ho letto che c'è stato un momento che Robert Fripp (ok era in crisi esistenziale), disse che il rock -e la musica in generale- era "finita". [:-I]


C'è chi andò perfino oltre, sentenziando -senza possibilità di attenuanti-
che "IL ROCK E' MORTO." (cit. Neil YOUNG, primi anni 80)
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Re: Questo mese in edicola.

Postby aorlansky60 » 10 Mar 2025, 16:34

Thomas Eiselberg wrote:Dai 2000 in poi comincia per me il baratro contenutistico a livello musicale. Poca, poca roba e quasi tutta derivata da quella dei decenni precedenti


Per uno come me (che come ascoltatore ed estimatore di POP ROCK proviene già dagli anni 70) il "baratro" comincia assai prima, almeno dal decennio precedente... quando negli anni 90 iniziai a veder comparire all'orizzonte fenomeni mediatici quali Spice Girls, Take That e roba del genere far presa tanto da far impazzire milioni e milioni di giovani teenagers in Europa, compresi tutto... circa "la piega" che la musica POP stava prendendo. Pur nel passato -anni 60/70- c'era chi non si faceva scudo da 'pseudo artista' perchè il suo obiettivo dichiarato era "vendere vendere vendere", ma le produzioni del tempo erano almeno un pochino meno spudorate e più dignitose, tutto sommato...
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Re: Questo mese in edicola.

Postby aorlansky60 » 12 Mar 2025, 08:33

Stamane mi sono imbattuto su questa news :

"I 50 album più belli di sempre della storia della musica"

Qual è il migliore album di sempre?
La domanda divide da sempre gli appassionati di musica e trovare una risposta univoca che metta d'accordo tutti è alquanto complicato.

Recentemente, un team di esperti di Apple Music ha provato a stilare una classifica dei più grandi dischi pubblicati nella storia della musica.
Il metodo usato?
E' stato chiesto il parere di un gruppo di artisti, produttori e professionisti del settore.

(UDITE UDITE : 'artisti, produttori e professionisti' del settore). [:-I]


Questa è -secondo questi "saggi"- la classifica dei "migliori albums in assoluto" della storia :


50: Hounds of Love – Kate Bush

49: The Joshua Tree – U2 [^]

48: Paul’s Boutique – Beastie Boys

47: Take Care (Deluxe Version) – Drake

46: Exodus – Bob Marley & The Wailers

45: Homogenic – Björk

44: Innervisions – Stevie Wonder

43: Remain in Light – Talking Heads [^]

42: Control – Janet Jackson

41: Aquemini – Outkast

40 : I Never Loved a Man the Way I Love You – Aretha Franklin

39: Illmatic – Nas

38: Tapestry – Carole King [^]

37: Enter the Wu-Tang (36 Chambers) – Wu-Tang Clan

36: BEYONCÉ – Beyoncé

35: London Calling – The Clash [^]

34: It Takes a Nation of Millions to Hold Us Back – Public Enemy

33: Kid A – Radiohead

32: Ready to Die (The Remaster) – Notorious B.I.G.

31: Jagged Little Pill – Alanis Morissette

30: WHEN WE ALL FALL ASLEEP, WHERE DO WE GO? – Billie Eilish

29: The Low End Theory – A Tribe Called Quest

28: The Dark Side of the Moon – Pink Floyd [^]

27: Led Zeppelin II – Led Zeppelin [^]

26: My Beautiful Dark Twisted Fantasy – Kanye West

25: Kind of Blue – Miles Davis [^]

24: The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders From Mars – David Bowie [^]

23: Discovery – Daft Punk

22: Born to Run – Bruce Springsteen [^]

21: Revolver – The Beatles [^]

20: Pet Sounds – The Beach Boys [^]

19: The Chronic – Dr. Dre

18: 1989 (Taylor’s Version) – Taylor Swift

17: What’s Going On – Marvin Gaye [^]

16: Blue – Joni Mitchell [^]

15: 21 – Adele

14: Highway 61 Revisited – Bob Dylan [^]

13: The Blueprint – JAY-Z

12: OK Computer – Radiohead

11: Rumours – Fleetwood Mac [^]

10: Lemonade – Beyoncé

9: Nevermind – Nirvana

8: Back to Black - Amy Winehouse

7: good kid, m.A.A.d city - Kendrick Lamar

6: Songs in the Key of Life - Stevie Wonder

5: Blonde - Frank Ocean

4: Purple Rain - Prince & The Revolution

3: Abbey Road - The Beatles [^]

2: Thriller - Michael Jackson

1: The Miseducation of Lauryn Hill - Lauryn Hill


ho messo [^] per quelli che ritengo "ci devono essere" (anche se avrei scelto altri titoli per alcuni di essi)

non conosco -letteralmente- almeno il 60% dei nomi indicati se non solo di fama e per alcune "canzoni" da me captate al volo, che me li hanno fatti evitare accuratamente: secondo quel team di "produttori, professionisti e addetti ai lavori" che li ha inseriti sarei quindi da considerare in errore, oppure "uno che non conosce accuratamente la storia" ? ...anche pensando -e mettendo a confronto questa recente "classifica"- alla "lista dei migliori albums" stilata "secondo me"(aor) che postai in questo forum alcuni anni fa...

viewtopic.php?f=27&t=9624

nessuna traccia alcuna di "Progressive Rock", se non solo per la presenza dei Pink Floyd (ammesso e non concesso che si possano definire "Progressive" almeno per il titolo che hanno scelto); in fondo, per almeno 5anni (69-74) questo genere ha costituito un fenomeno importante per lo sviluppo della Musica Rock, e almeno un titolo a scelta, tra vari esponenti storici, lo potevano anche mettere, magari così questa loro classifica sarebbe stata più "credibile"... ma nessuna traccia anche di nomi storici IMPORTANTI al di fuori del 'progressive', come BYRDS, CSN&Y, AMERICA, EAGLES, BILLY JOEL, ELTON JOHN, JEFFERSON AIRPLANE, JETHRO TULL, DIRE STRAITS, POLICE, che "qualcosa di buono e rilevante" hanno pur scritto e composto...

strano anche che si siano dimenticati di citare MADONNA e OASIS, non perchè io ci vada pazzo, ma perchè due nomi che hanno caratterizzato indiscutibilmente il panorama pop rock dagli anni 80 la prima, e dagli anni 90 i secondi...

altra cosa che si evince è che un conto era cercare di stilare una simile classifica 40 anni fà,
altra cosa era farlo 20anni fà e lo stesso dicasi per questa nuova classifica fatta ai giorni attuali, [:-I]
che reca nomi che forse nemmeno erano nati 40anni fà (1984), quando però erano già state scritte GLORIOSE pagine ROCK che erano già ENTRATE NELLA STORIA DEL POP ROCK perchè universalmente riconosciute da "artisti, produttori, professionisti ed addetti al settore"...
Last edited by aorlansky60 on 12 Mar 2025, 10:56, edited 1 time in total.
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Postby TDuke » 12 Mar 2025, 10:49

Muoio [:D] [:D] [:D] vabbè si sa che queste classifiche lasciano il tempo che trovano, escono praticamente ogni anno e sempre con qualche "rivoluzione", dunque secondo questi "critici" tra "i I 50 album più belli di sempre della storia della musica" ce ne sono 2 di Beyoncè , uno di Taylor Swift, uno di Janet Jackson... etc et meraviglioso [:-D]
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Re: Questo mese in edicola.

Postby Thomas Eiselberg » 12 Mar 2025, 10:51

Bisogna vedere questi artisti e produttori chi sono. Ovvio che se è gente nata a fine anni '90 inserisca solo qualche album a caso del passato per fare vedere che qualcosa di "vecchio" ce lo mette. Poi Apple Music è ovvio che sia sbilanciata, sarebbe la stessa cosa se avessero chiesto ai responsabili di Spotify. Il 90% è rigorosamente pop o di facile consumo. Metterci il metal o il prog o il jazz...chi li ascolta su Apple music?

Mi stupisce seguendo il loro metro di giudizio che non ci siano i Queen. Ma forse pure loro, nonostante tutte le loro hits, sono troppo vecchi [:D]
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Re: Questo mese in edicola.

Postby aorlansky60 » 12 Mar 2025, 11:07

in conclusione:

più si va avanti nel tempo più sembra valere il celebre 'detto' (già in voga negli anni 70)


OGNI GENERAZIONE MERITA LA PROPRIA MUSICA


[:D]
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Re: Questo mese in edicola.

Postby aorlansky60 » 12 Mar 2025, 11:13

Thomas Eiselberg wrote:Bisogna vedere questi artisti e produttori chi sono. Ovvio che se è gente nata a fine anni '90 inserisca solo qualche album a caso del passato per fare vedere che qualcosa di "vecchio" ce lo mette. [:D]


E per dimostrare, almeno per un occhio (ed un orecchio) attento quale mi ritengo (ho maturato, da estimatore, una grande quantità di materiale musicale in 50anni di passione) che questa loro "classifica" è inconsistente ed inaffidabile, lasciando tutto il tempo che trova... ecco perchè per me, sono semplici 'esercizi' del tutto inutili, per il tempo perso inutilmente a strizzarsi il cervello alla ricerca del... nulla.
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Re: Questo mese in edicola.

Postby aorlansky60 » 12 Mar 2025, 11:16

TDuke wrote:Muoio [:D] [:D] [:D]
dunque secondo questi "critici" tra "i I 50 album più belli di sempre della storia della musica" ce ne sono 2 di Beyoncè , uno di Taylor Swift, uno di Janet Jackson... etc et meraviglioso [:-D]


da ridere, infatti... [:D]

il problema però è che, mentre non possono che far ridere a crepapelle uno della mia generazione con la conoscenza in materia che si ritrova (e non lo faccio per vantarmi), un giovane attuale che intenda seriamente mettersi alla ricerca della "migliore musica POP ROCK" pubblicata dagli anni 60 ad oggi e "cada" preda di questi "consigli per gli acquisti"(chiamiamoli così...) viene fuorviato e non di poco... [:-|]
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Re: Questo mese in edicola.

Postby Thomas Eiselberg » 12 Mar 2025, 11:25

Non è che è inutile (vabbè quale classifica in fondo lo è davvero, è un gioco in fondo) o inaffidabile. E' affidabile per il tipo di pubblico di Apple Music o Spotify. Chi ascolta su Apple Music il jazz, il prog anche il metal? Forse il 5% (e probabilmente grazie solo al metal più commerciale). E' una classifica fatto per il loro tipo di ascoltatore medio: gente che ascolta praticamente solo pop, se possibile recente e non troppo complicato, quasi solo di etá compresa tra i 15 e i 30 anni ecc.


Un conto è una classifica fatta da Classic Rock per dire, un conto è una classifica fatta da un aggregatore musicale (e vedendo i recenti scandali di Spotify sugli artisti finti che gli fanno fare comunque i soldi) che ha come unico scopo fare tanti ascolti al mese e quindi deve pompare per forza di cose artisti che a momenti manco sanno cosa sia un album perchè "oggi gli album chi li compra più" (cit.)
Il grosso della loro utenza non compra dischi, non comprerebbe dischi del passato a maggior ragione.

Insomma per me è una classifica plausibilissima se contestualizzata. Non condivisibile ma plausibile nel senso che me la aspetto da loro. Non concordo ovviamente con loro su quei nomi ma io sono quanto di più lontano dal tipo di ascoltatore medio di Apple Music. Non significa che pure io ogni tanto non mi faccia un mese di abbonamento ma sono il tipo di ascoltatore al quale manco fanno caso e che non gli porta numeri.
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Re: Questo mese in edicola.

Postby TDuke » 12 Mar 2025, 13:04

Ma anche io sono abbonato a Spotify, utilissimo nelle lunghe passeggiate con il cane o in macchina tenendo anche conto che alla fine si trovano album anche rari che costerebbero molto, quindi ben venga. [:)] La classifica anche fosse solo in ottica pop (e non lo è ) è semplicemente ridicola con alcuni nome storici (Miles Davis, Carol King, Joni Mitchell ) messi appunto totalmente a caso come avete giustamente detto giusto per farla sembrare "seria" ma che invece ne amplificano la comica assurdità a mio avviso...
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Re: Questo mese in edicola.

Postby rkive » 12 Mar 2025, 15:02

Di questa classifica avrei tolto questi, perchè il resto sono abbastanza famosi:

47: Take Care (Deluxe Version) – Drake

41: Aquemini – Outkast

39: Illmatic – Nas

37: Enter the Wu-Tang (36 Chambers) – Wu-Tang Clan

32: Ready to Die (The Remaster) – Notorious B.I.G.

29: The Low End Theory – A Tribe Called Quest

19: The Chronic – Dr. Dre

7: good kid, m.A.A.d city - Kendrick Lamar

5: Blonde - Frank Ocean

1: The Miseducation of Lauryn Hill - Lauryn Hill

A meno che siano album davvero eccezionali. [:0]
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Re: Questo mese in edicola.

Postby highinfidelity » 12 Mar 2025, 15:28

Thomas Eiselberg wrote:E' una classifica fatto per il loro tipo di ascoltatore medio: gente che ascolta praticamente solo pop, se possibile recente e non troppo complicato, quasi solo di etá compresa tra i 15 e i 30 anni ecc.

Se volete la prova provata di quanto scritto sopra, la trovate nella 50a posizione: Hounds Of Love di Kate Bush. Non che la nostra adorata Kathy non debba esserci in una top 50 di tutti i tempi, ci mancherebbe altro, ma perché proprio quell'album? È presto detto: Hounds Of Love nel 2022 è stata impiegata come colonna sonora di una serie Netflix (Stranger Things), e così tanti giovinastri hanno "rivalutato" (bontà loro...) la nostra adorata Kathy, che con quel brano è addirittura rientrata in classifica. Ed ecco quindi proprio quel disco comparire come per magilla in questa surreale classifica dagli involontari risvolti comici.

Io direi comunque che l'apice del sovvertimento della realtà lo troviamo proprio al numero 1: Lauryn Hill. [:-I] The Miseducation Of Lauryn Hill secondo questa platea di "esperti" sarebbe l'album più bello della storia dell'umanità. Mah. Qualcuno è in grado di commentare se almeno nel suo àmbito (che evidentemente io frequento poco) è un disco così fondamentale? Non so, mi sembra quasi che questa "classifica finale" sia stata fatta assemblando tra loro diverse classifiche redatte per genere, inframmezzandole alla fine "con lo scrocco" come fanno i prestigiatori con le carte. [':-|]
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Re: Questo mese in edicola.

Postby rkive » 12 Mar 2025, 15:44

https://www.apple.com/it/newsroom/2024/ ... best-list/
The Miseducation of Lauryn Hill si classifica al 1° posto
Nile Rodgers e Maggie Rogers accompagnano Zane Lowe e Ebro Darden di Apple Music in uno speciale countdown finale.

Più o meno c'è la spiegazione di questo primo posto.

Diciamo che sono gusti molto USA. [:(]
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Re: Questo mese in edicola.

Postby TDuke » 12 Mar 2025, 16:04

highinfidelity wrote:
Thomas Eiselberg wrote:E' una classifica fatto per il loro tipo di ascoltatore medio: gente che ascolta praticamente solo pop, se possibile recente e non troppo complicato, quasi solo di etá compresa tra i 15 e i 30 anni ecc.

Se volete la prova provata di quanto scritto sopra, la trovate nella 50a posizione: Hounds Of Love di Kate Bush. Non che la nostra adorata Kathy non debba esserci in una top 50 di tutti i tempi, ci mancherebbe altro, ma perché proprio quell'album? È presto detto: Hounds Of Love nel 2022 è stata impiegata come colonna sonora di una serie Netflix (Stranger Things), e così tanti giovinastri hanno "rivalutato" (bontà loro...) la nostra adorata Kathy, che con quel brano è addirittura rientrata in classifica. Ed ecco quindi proprio quel disco comparire come per magilla in questa surreale classifica dagli involontari risvolti comici.

Io direi comunque che l'apice del sovvertimento della realtà lo troviamo proprio al numero 1: Lauryn Hill. [:-I] The Miseducation Of Lauryn Hill secondo questa platea di "esperti" sarebbe l'album più bello della storia dell'umanità. Mah. Qualcuno è in grado di commentare se almeno nel suo àmbito (che evidentemente io frequento poco) è un disco così fondamentale? Non so, mi sembra quasi che questa "classifica finale" sia stata fatta assemblando tra loro diverse classifiche redatte per genere, inframmezzandole alla fine "con lo scrocco" come fanno i prestigiatori con le carte. [':-|]


Ho pensato la stessa cosa, se devi mettere un album della Bush nei primi 50 (e ci puo' stare) devi mettere "The Kick Inside". Hounds of Love è un ottimo album che ha sempre incontrato il favore della critica e del pubblico e rappresenta l'entrata con stile di Kate nelle sonorità anni '80, ma la bellezza e l'immortalità dei brani e dell'atmosfera del primo album sono inarrivabili, ed era appena ventenne... ci ricorda qualcuno? [;)]
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Re: Questo mese in edicola.

Postby rkive » 12 Mar 2025, 16:54

"Eppure viene un po' il dubbio, soprattutto in questo caso, che quella di Apple Music sia stata una scelta deliberata, una “reaction farming” l'ha definita qualcuno su Twitter/X, un modo cioè scientificamente provato e architettato per far parlare a lungo e animatamente di un contenuto. Cosa in cui siamo cascati anche noi qui."
https://www.wired.it/article/apple-musi ... he-social/

Per chi vuole approfondire... [:D]
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Re: Questo mese in edicola.

Postby aorlansky60 » 13 Mar 2025, 08:33

Thomas Eiselberg wrote:Non è che è inutile (vabbè quale classifica in fondo lo è davvero, è un gioco in fondo) o inaffidabile. E' affidabile per il tipo di pubblico di Apple Music o Spotify. .

Insomma per me è una classifica plausibilissima se contestualizzata.


Va benissimo, allora;

solo un dettaglio :

che NON si intitoli la "loro" classifica "gli albums più belli della storia della musica"

ma più appropriatamente "gli albums più belli degli anni 2000" oppure "gli albums pop più belli"

perchè francamente non vedo nessuna attinenza tra "KIND OF BLUE" di Miles DAVIS (un OPERA che nessun fan millenial appassionato di "pop i-pop rap" etc si sognerà mai di ascoltare) con i dischi segnalati di Taylor Swift, Adele, Janet Jackson, Beyonce...
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Re: Questo mese in edicola.

Postby aorlansky60 » 13 Mar 2025, 08:43

highinfidelity wrote:
Thomas Eiselberg wrote:
Io direi comunque che l'apice del sovvertimento della realtà lo troviamo proprio al numero 1: Lauryn Hill. [:-I] The Miseducation Of Lauryn Hill secondo questa platea di "esperti" sarebbe l'album più bello della storia dell'umanità. Mah. Qualcuno è in grado di commentare se almeno nel suo àmbito (che evidentemente io frequento poco) è un disco così fondamentale?


Premesso che non conosco ne il personaggio e tantomeno quest'album, ma anche così mi sembra davvero difficile che possa incalzare "KIND OF BLUE" a livello di "album più bello della storia dell'umanità" che hanno avuto il senso di inserirci, magari chissà, giusto per darsi "un tono" particolare di "credibilità "(unico titolo dichiaratamente JAZZ presente in quella loro classifica, peraltro UN OPERA ritenuta universalmente anche al di fuori del POP e del ROCK, come uno dei dischi più belli mai pubblicati nella storia della musica)
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Re: Questo mese in edicola.

Postby Thomas Eiselberg » 13 Mar 2025, 10:18

aorlansky60 wrote:
Va benissimo, allora;

solo un dettaglio :

che NON si intitoli la "loro" classifica "gli albums più belli della storia della musica"

ma più appropriatamente "gli albums più belli degli anni 2000" oppure "gli albums pop più belli"

perchè francamente non vedo nessuna attinenza tra "KIND OF BLUE" di Miles DAVIS (un OPERA che nessun fan millenial appassionato di "pop i-pop rap" etc si sognerà mai di ascoltare) con i dischi segnalati di Taylor Swift, Adele, Janet Jackson, Beyonce...



Eh no, in quel caso non gli andava dietro nessuno. Per attirare più attenzione cosa c'è di meglio di una classifica globale? Ma poi va visto chi la fa questa classifica.
Se, chessò, un ipotetico "pop music e trap magazine" fa una classifica sugli album migliori della musica di tutti i tempi al 90% delle posizioni metterà robaccia e la restante parte inserirà album famosi a caso per fare vedere che la classifica è un minimo attendibile. Una ipotetica classifica solo su pop e trap non attirerebbe lo stesso numero di persone.

Insomma non dico che la classifica sia condivisibile ma plausibile. Lo scopo di Apple Music e Spotify è vendere abbonamenti e fare tot ascolti mensili, non sono una rivista che cerca di fare cultura musicale, queste classifiche sono rivolte al loro pubblico di riferimento, un pubblico che ascolta determinata musica e che magari leggendo quella classifica ascolterà album di quel tipo che non conosce. Poi per rimpinguare un po' le posizioni ci mettono album famosi a caso, i primi che gli vengono in mente.

E' una classifica pessima, fatta con poco criterio, poco obiettiva ma che non mi scandalizza, bisogna vedere sempre chi la fa la classifica e il loro pubblico di riferimento. Il problema non è la classifica ma Apple Music o Spotify in se, e ribadisco, se vi leggete un po' di notizie sui recenti scandali di Spotify nel modo di gestire gli artisti vi viene voglia di non abbonarvi mai più per il resto della vostra vita, altro che una semplice e stupida classifica, lì si che c'è da scandalizzarsi per la fine che ha fatto l'industria musicale.

Quanto alle classifiche e ai giudizi musicali a me invece scandalizzano più i vari Mojo o i Rizzi quando fanno revisionismo assurdo o fanno sfondoni epocali, perchè loro si ci si aspetta che siano più obiettivi e si rivolgano a gente che di cultura musicale ne ha. Se ti rivolgi ad un pubblico al 90% di ragazzi nati 20/25 anni fa che ascolta musica ultra commerciale mi frega relativamente di quello che scrivi, certe ridicolaggini me le aspetto.
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Re: Questo mese in edicola.

Postby highinfidelity » 13 Mar 2025, 10:49

Thomas Eiselberg wrote:a me invece scandalizzano più i vari Mojo o i Rizzi quando fanno revisionismo assurdo o fanno sfondoni epocali, perchè loro si ci si aspetta che siano più obiettivi e si rivolgano a gente che di cultura musicale ne ha. Se ti rivolgi ad un pubblico al 90% di ragazzi nati 20/25 anni fa che ascolta musica ultra commerciale mi frega relativamente di quello che scrivi, certe ridicolaggini me le aspetto.


Sì, ragionamenti molto condivisibili.

In teoria l'idea di una classifica "universale" sarebbe anche interessante, ma in pratica dei confini te li devi comunque dare. Per esempio hanno infilato un po' di vecchio jazz (a caso) per far vedere che ci han messo anche quello; e allora il vecchissimo swing dov'è? Posso assicurare che sono stati scritti brani swing assolutamente meravigliosi. Ci mettiamo quella pupù della trap perché è nuova nuova, e lo swing invece no perché è vecchio vecchio?

E qui veniamo all'altro punto: lo sforzarsi di inserire uscite recenti. Suona bene detto a parole, "non escludiamo il nuovo", ma invece è una stupidata. Solo il trascorrere del tempo garantisce che un'opera non sia una moda passeggera che cavalca l'isteria collettiva del momento, ma che effettivamente sia diventata un vero classico intramontabile, sempre apprezzato nonostante il passare degli anni. Altrimenti, se fossimo negli anni '80, in questa classifica ci sarebbe finito dritto dritto pure Invisible Touch, che a suo tempo (numeri alla mano) riempì gli stadi di tutto il mondo, e che oggi invece è iper-criticato persino dai fan dei Genesis più di larghe vedute.

Ma poi in ogni caso non si può proprio mettere quel disco di Lauryn Hill in testa. Su tutte le altre posizioni si può discutere, soprattutto se si inframmezzano generi non comunicanti tra loro, ma è chiaro che almeno il primo in classifica dovrebbe essere un disco in cui chiunque, bene o male, si possa riconoscere. Avrei avuto molto meno da ridire se ci fosse stato Thriller di Michael Jackson; non sarei comunque d'accordo sul fatto che è il più bel disco mai inciso, ma avrei capito la scelta "trasversale" di un disco che in effetti a vari livelli è piaciuto a tutti: bianchi, neri, ragazzi, adulti, e che continua a dire qualcosa anche oggi a chiunque lo ascolti.

Finirà che salterà fuori che detengono i diritti di The Miseducation eccetera e in questo modo hanno spinto una valanga di fresconi ad andare ad ascoltarselo. Che poi magari come disco è anche bello, ma certamente non è il più bello e rilevante della storia, è ridicolo il solo pensiero.
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(Luigi Russolo, Intonarumorista. 1913.)
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Re: Questo mese in edicola.

Postby Thomas Eiselberg » 13 Mar 2025, 11:12

Ho visto che è del 1998. Credevo fosse più recente.

Leggendo da Wikipedia qualcosina sull'album ho notato 2 cose:

1) Tra i generi musicali oltre ai classici R&B, soul, hip-hop, reggae si fa riferimento a un famigerato progressive rap. Eh? [:D] Spulciando la descrizione non si capisce bene cosa sia questo progressive rap ma non ha molto a che fare con la musica o col progressive che intendiamo noi ma ha accezioni "sociali" e di attitudine nei testi di certi artisti rap. Mah.

2) tra gli artisti presenti e che hanno contribuito al successo dell'album numerosi membri della famiglia Marley. Album registrato negli studi fatti costruire da Bob Marley. Insomma lo spirito di Bob Marley è ovunque nel disco. E poi nel classificone Bob Marley è al 46esimo posto. Insomma ci è entrato per un pelo. Se non altro per coerenza c'è l'hanno messo, anche se a forza [:D]

Comunque leggo che l'album oltre a contenere una "interpolazione" di Light my Fire dei Doors è pure un concept album. Ecco, mi è venuta curiositá di ascoltarlo adesso. Maledetta Apple Music e le sue classifiche ridicole che ottengono il loro scopo [:D]
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Re: Questo mese in edicola.

Postby aorlansky60 » 13 Mar 2025, 11:14

HIGH ha scritto :

"Ma poi in ogni caso non si può proprio mettere quel disco di Lauryn Hill in testa."

Ovviamente NO, per chi è della ns generazione e ha conosciuto "un certo tipo di musica POP ROCK" anni 60, 70, 80 ed ha potuto trarre le proprie valutazioni;

il discorso cambia se lo mettiamo in una prospettiva diversa:

spinto dalla curiosità, ho preso informazioni su questa Lauryn Hill, e la sua scheda su "wikipedia" relativa al suo album di esordio (collocato al 1mo posto della classifica) parla chiaro: pubblicato nel 98, ebbe un grandissimo successo sia di critica che di pubblico in nord America, proprio da dove proviene la maggioranza di "critici produttori e addetti ai lavori" interpellati da Apple per stilare questa loro classifica... quindi tutto si spiega, così come la preferenza da loro accordata a generi quali "soul, rap, rhytm&blues, hi-pop, reggae" come viene "catalogato" quell'album, generi di successo tipicamente "americani" alcuni dei quali anche piuttosto recenti (appena "pre" 2000 per intenderci)

ps: noto che Thomas ed io abbiamo avuto la stessa idea (nel cercare info su questa artista contemporanea) [:D]
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