Dream Theater - Milano - Unipol Forum 25 Ott 2024

Un'area dedicata all'esplorazione dell'universo musicale in genere, e degli altri protagonisti del rock progressivo in particolare.

Dream Theater - Milano - Unipol Forum 25 Ott 2024

Postby Duke59 » 01 Nov 2024, 11:48

La sera di Venerdì scorso (25 ottobre), insieme ad alcuni amici, ho assistito al concerto dei Dream Theater tenutosi presso l'Unipol Forum di Milano (più comunemente conosciuto come Forum di Assago).

Dopo l'apertura del tour, avvenuta il 20 Ottobre a Londra, il concerto di Milano era il quarto di questa particolarissima serie di show - per ora circa 80 date tra Europa e USA, cui potrebbero aggiungersene altre in futuro - che vede il ritorno di Mike Portnoy- membro fondatore, autore, batterista, seconda voce - nel gruppo, dopo il suo abbandono avvenuto nel 2010.

Prima di entrare nella cronaca della serata vorrei partire da alcune riflessioni più generali su un paio di temi.

LA VOCE DI JAMES LABRIE.
Il buon James Labrie - voce solista del gruppo - viene frequentemente criticato da buona parte dei fans per via dei ricorrenti problemi con la voce durante i concerti. Note raggiunte a fatica o a volte decisamente "svirgolate", linee melodiche modificate per schivare acuti ormai per lui irraggiungibili (ha compiuto da poco 61 anni) o vere e proprie frasi enunciate fuori tonalità sono ormai cose che si verificano con una certa frequenza durante i concerti.

Il problema ha origine da un brutto episodio avvenuto nel Dicembre 1994 quando, a causa di un'intossicazione alimentare, LaBrie ebbe una grave emorragia localizzata nelle corde vocali.

Il consiglio dei medici fu quello di far riposare la voce e di non sforzarla, ma il gruppo aveva già programmato 67 concerti in giro per il mondo a partire dal Gennaio 1995 e Labrie dovette giocoforza salire sul palco nonostante la sua delicata condizione.

Da allora il cantante non si è mai più ripreso al 100% e il passare degli anni non lo ha ovviamente aiutato.

Come se ciò non bastasse abbiamo il fatto che il gruppo NON abbassa di tonalità i brani durante i live. Non avendo l'orecchio assoluto ho confrontato le registrazioni del concerto di Milano con gli originali degli album, e confermo che i brani più vecchi vengono eseguiti nella tonalità originale degli anni '90, rendendo così la vita più complicata al cantante.
Perchè? Mistero. Eppure basterebbe trasporre le note delle tastiere un tono sotto (basta spostare di due tacche un cursore) e usare basso e chitarre accordati un tono sotto, però che a me risulti non lo hanno mai fatto.

Labrie è quindi costretto ad aggiustare le linee melodiche delle canzoni più vecchie evitando le note troppo alte, però, forse anche per motivi di orgoglio personale, ogni tanto prova ancora ad avventurarsi su acuti difficilissimi con risultati altalenanti (a volte ci azzecca, a volte no).

I problemi di Labrie nei live sono cosa ormai famigliare per i fans che tendono a dividersi in due fazioni: da una parte chi vorrebbe addirittura la sua cacciata dal gruppo, dall'altra chi lo difende a spada tratta per motivi affettivi.
Occorre però ricordare che nelle registrazioni in studio - dove Labrie ha la possibilità di dosare lo stress e dove i brani nuovi vengono scritti tenendo conto delle sue attuali possibilità esecutive - la sua voce suona veramente ottima.

Una prova della persistenza del problema alle corde vocali è data dal fatto che frequentamente, anche tra una strofa e l'altra dello stesso brano, Labrie corre a bere da un thermos che tiene sempre a disposizione e che - ha spiegato in un'intervista - contiene acqua tiepida e miele. Questo al fine di alleviare l'irritazione alle corde vocali durante l'esibizione.

Nonostante queste premesse la prestazione di Labrie a Milano è stata migliore di quanto mi aspettassi. Ha preso si qualche occasionale svirgola, ma inaspettatamente è riuscito anche a prendere e mantenere acuti che pensavo fossero ormai fuori dalla sua portata. Tra l'altro ad un certo punto ha fatto segno di avere problemi con l'auricolare, cosa per la quale ha protestato con il tecnico che gestiva il monitoring, ed è possibile che alcuni errori siano stati causati dal fatto che sentiva poco la propria voce.

Comunque sia, la sua voce - meravigliosa in studio, altalenante nei live - è ormai parte integrante del sound dei Dream Theater.

IL DILEMMA PORTNOY/MANGINI
Sebbene la maggioranza dei fans abbia salutato con affetto e manifestazioni di gioia il ritorno di Mike Portnoy nella band ho scoperto che esiste una parte di pubblico (quella più attenta ai dettagli tecnici) che apprezzava moltissimo i virtuosismi tecnici al laser del buon Mike Mangini e che si è mostrata contrariata da quello che sarebbe "un decadimento del livello tecnico complessivo della band" (!).

E' oggettivo che Mangini in fatto di tecnica pura sia di molto superiore a Portnoy, però ciò non significa - a mio parere - che fosse il batterista più adatto per il gruppo.

Basta ad esempio vedere la differenza di interpretazinoe dei due batteristi del finale di "Finally free" con le variazioni di batteria ormai divenute iconiche. Le variazioni di Portnoy sono forse più "semplici" (si fa per dire, eh) ma più calde mentre i poliritmi ipertecnici e precisissimi che ci infila Mangini sono tecnicamente folli ma ... forse più freddi. Ciò detto Mike Mangini è e resta un batterista stellare, in fatto di tecnica uno dei migliori al mondo.

Potete giudicare voi stessi, qui ci sono le due versioni a confronto
https://youtu.be/JC4EZEytgXY?si=REC7GuiDFYZNP5y7

Altro punto fonte di diatribe è "Riuscirà Portnoy a suonare in concerto i brani composti nell'era Mangini, dato che essi contengono parti di batteria al limite dell'impossibile?"- Al momento non lo sappiamo perchè nel'attuale tour Portnoy suona solo due brani del suo ex sostituto: "Barstool warrior" e "This is the life", ovvero due brani dalla parte ritmica relativamente semplice.

Vedremo in futuro cosa deciderà di fare il gruppo: taglieranno dalle scalette dei tour tutti i brani più complessi suonati da Mangini (cito ad esempio "The enemy inside", "The Alien" - vincitore di un grammy - "Pale blue dot" oppure "Fall into the light") oppure Portnoy riadatterà la parte di batteria di quei pezzi suonandoli con il suo stile?

Giudicate voi guardando questo filmato di Mangini che esegue "The enemy inside" e capirete la complessità esecutiva di questo batterista "alieno" (ambidestro al 100%).

https://youtu.be/aDTYWwqchhQ?si=hlTfxB80fEak1vx6

e confrontate il suo stile con quello di Portnoy su "The Count of Tuscany"

https://youtu.be/HCp72HgoMMI?si=pQr52w18x7b7tdLm

tanto l'uno (Mangini) è incredibilmente tecnico, preciso come un laser e complesso, tanto l'altro (Portnoy) è "caldo", meno matematico, più accessibile anche a chi non sia uno studioso di suddivisioni ritmiche.
Da non batterista li trovo comunque entrambi impressionanti e spettacolari.

E' innegabile che con Mangini il gruppo a livello puramente tecnico aveva fatto un passo in avanti da cui ora dovrà giocoforza recedere almeno parzialmente. Anche umanamente Mangini sembrerebbe un tipo più easy rispetto all'occasionalmente bizzoso Portnoy.

Però, senza nulla togliere a Mangini, trovo che Portnoy sia la scelta più adatta, dato che infonde un elemento "umano" in una musica che - pur fortemente melodica - a tratti rischia di sconfinare nella pura tecnica. Inoltre Portnoy è membro fondatore della band, canta e ha giocato un ruolo fondamentale sia nella composizione di testi e musiche sia nelle passate scelte del gruppo.
Tutte cose che hanno un peso notevole.

Nel frattempo, messi da parte i Dream Theater (o messo da parte dai Dream Theater?), Mike Mangini ha pubblicato un album con un suo gruppo e si dedica proficuamente all'insegnamento. In ogni caso il fatto di aver militato per 14 anni in un gruppo così prestigioso sarà per lui una carta importante da spendere e gli auguriamo un futuro professionale di grande successo.

LO SHOW DI MILANO
L'inizio del concerto è fissato per le ore 20:00, dato che si tratta di uno show lungo ("An evening with Dream Theater") della durata di circa tre ore. In realtà già alle 19:55 le luci del Forum si spengono e partono gli effetti sonori di "Metropolis pt 1". Allo stacco delle possenti tre note iniziali del pezzo il gigantesco "sipario" che nascondeva la band al pubblico cade e il Forum strapieno esplode in un boato con Portnoy che saluta da dietro la batteria.

L'esecuzione strumentale è perfetta, ma su questo pezzo dal cantato difficile la voce di Labrie arranca e spesso svirgola. Il cantante spesso modifica la melodia in modo da evitare le note impossibili ma altre volte ci si butta a capofitto senza però riuscire a raggiungerle. Peccato ma su questo primo pezzo Labrie non raggiunge la sufficienza. La domanda che mi faccio è: perchè sapendo dei limiti del loro cantante non hanno aperto con una canzone meno faticosa per le corde vocali? Capisco che "Metropolis pt. 1" sia un brano iconico, un biglietto da visita che hanno reputato necessario esibire, però di brani iconici adatti all'apertura e meno pesanti per la voce ne avrebbero; tanto per citare due brani che secondo me sarebbero fantastici opener penso a "The root of all evil" (che apriva il tour di Octavarium se non erro) o "In the presence of enemies pt 1".

Comunque la prima nota positiva del rientro di Portnoy è la ricomparsa delle sue seconde voci e dei cori (cui occasionalmente si aggiunge anche Petrucci).

Dopo "Metropolis pt 1" arrivano due pezzi dal classicissimo "Scenes from a memory": "Overture 1928" e "Strange deja vu" il primo è un ottimo brano strumentale che riassume sapientemente le principali melodie che caratterizzano le canzoni dell'album, mentre il secondo apre la narrazione della storia di Nicholas e del riemergere del ricordo sfocato di un omicidio durante una seduta di ipnoterapia. La chitarra di Petrucci è devastante, corposa e insieme al basso di Myung genera un impatto sonoro formidabile. Il pubblico, che conosce i testi a memoria, canta insieme a Labrie lo strano Deja vu di Nicholas

Subconscious strange sensation
Unconscious relaxation
What a pleasant nightmare
And I can't wait to get there again


anche qui la seconda voce di Portnoy sul ritornello abbellisce di molto il pezzo

I just can't help myself
I'm feeling like I'm going out of my head
Tears my soul into two
I'm not the one I thought I've always knew


Ci era mancata.

Subito dopo parte "The mirror" con la ritmica pesantissima della 7 corde di Petrucci e il pubblico che canta la melodia suonata dalle tastiere come si fosse allo stadio . Mai vista una partecipazione simile ad un concerto dei DT, probabilmente il rientro di Portnoy ha richiamato anche i fans della prima era, quelli che "da quando se n'è andato Portnoy non ascolto più i DT" (vi ricorda forse qualcosa di simile relativo ai Genesis?). Brano pazzesco su cui Labrie se la cava un po' meglio, ma sempre con alcune svirgolate quando il cantato punta verso l'alto. "The mirror" mescola alla perfezione metal pesante al progressive; nel finale viene inserito il solo di Petrucci tratto dal brano "Lie" presente sullo stesso album (Awake).

Il riff virtuosistico di Myung al basso ci introduce a "Panick attack", un brano durissimo con un riff di chitarra bestiale di Petrucci e Labrie che canta tutto le strofe accompagnato dalla voce di Portnoy, bellissimo lo stop con i cori tipo mellotron dall'effetto altamente drammatico. Qui anche Petrucci contribuisce alle armonie vocali nel ritornello.
Bellissimo pezzo dal forte impatto.

E' il momento del primo dei due brani dell'era Mangini "Barstool warrior" la storia di un uomo vinto dalla vita che si è dato al bere e che non riesce a far altro che imprecare contro la sfortuna "Just a prisoner of the monster on his back". Il pezzo si apre con un bel fraseggio dispari (mi pare un 7/8) per poi aprirsi su una melodia larga e un po' triste in tempo ternario. Il brano non presenta particolari virtuosismi di batteria ma più che altro piccole raffinatezze. Qui l'interpretaznoe di Portnoy è assai diversa da quella di Mangini e qualcuno ha già fatto un video comparandole. Io mi sento di dire che le trovo entrambe piacevoli, quella di Mangini è più tecnica ma in questo caso non la trovo "fredda". Molto bella la seconda parte del pezzo con il breve, malinconico assolo di Petrucci.

Per chi volesse vedere il video di Portnoy vs Mangini (due minuti) relativo a questa canzone è questo
https://youtu.be/hXnC8DSu26k?si=grXwZsMHKNj56Ncg

Indubbiamente Mangini la suona in modo tecnicamente più complesso e con maggiori sottigliezze tecniche, ma lo stile più semplice e "in your face" di Portnoy in un contesto live potrebbe risultare più efficace. A voi la scelta.

Arriva poi il primo brano lento della scaletta: "Hollow years". Il pezzo è introdotto da una lunga parte di chitarra sognante su un tappeto di archi. Il brano del 1997, molto melodico e con ritornello acchiappante, potenzialmente radiofonico, non mi sembra abbia mai avuto il successo che poteva meritare. Misteri. Finale con assolo virtuosistico di piano del buon Jordan Rudess.

E' il momento di "Constant motion" brano durissimo con un riff dispari assai intrecciato con strofe cantate in stile James Hetfield dei Metallica con alternanza di voce Labrie/Portnoy nel ritornello. Nella parte strumentale Petrucci e Rudess si scambiano assoli alla velocità della luce per poi tornare al chorus.

Segue "As I am", ormai uno dei classici del gruppo e forse uno dei brani più ispirati ai Metallica della loro produzione (dopo un breve inizio lento che pare invece ispirato ai Black Sabbath). Preziosa la voce di Portnoy che armonizza in alcune parti chiave del pezzo. Finito il pezzo termina anche il primo tempo dello show e Labrie ci dà appuntamento da lì 15-20 minuti.

Il secondo set parte con il singolo "Night terror" già uscito e anticipazione del nuovo album "Parasomnia" in uscita a Febbraio 2025.

Potrei definire Night terror come un brano "sicuro" per i Dream Theater, in quanto ricalca una serie di stilemi familiari al loro pubblico. Il brano è gradevole e tra l'altro anche il sonoro dell'amplificazione sembra migliorato rispetto alla prima parte con un Labrie meno "svarionato". Forse gli hanno sostituito gli ears monitor e riesce a sentirsi meglio?
Divertente il solo di Petrucci che dopo scale ed arpeggi fulminanti ad un certo punto apre in modo lirico con note lunghe.

il brano successivo è il brano lento "This is the life". Anche questo è un brano dell'era Mangini, ma qui la batteria non è il fulcro della composizione, per cui la comparazione Portnoy/Mangini non avrebbe senso. Brano intenso con dei begli arpeggi di chitarra. Sull'assolo a metà brano Petrucci - forse distratto dalla sua lunga barba - commette qualche lieve imperfezione (ah ma allora suona davvero dal vivo, è così perfetto che a volte ti viene il dubbio che sia una registrazione) e anche Labrie canta una parte in modo sensibilmente calante.

Si passa all'energetica "Under a glass moon" dove il cantato picchia su note altissime che fortunatamente Labrie evita di tentare, in ogni caso la sua voce entra ed esce dalla tonalità. Credo che questo sia uno dei brano dei DT più impegnativi per la voce ma anche qui lo hanno eseguito in tonalità originale, senza abbassarlo nemmeno di un microtono.

Comunque a parte la voce in costante difficoltà (ma per fortuna senza stonature raccapriccianti) il brano si sviluppa in tutta la sua magnificienza. Non va dimenticato che questo brano stava su "Images and word" ovvero l'album che nel 1992 segnò la nascita di un nuovo genere musicale: Il progressive-metal.

Altro intermezzo soft con il brano "Vacant". Una canzone che descrive il fatto di assistere una persona cara finita in stato di incoscienza, esperienza che toccò alla figlia di Labrie all'età di sette anni. Assente, appunto. Nell'originale ci sono solo piano, chitarra acustica, basso e un violoncello, che qui è stato sostituito dalle note basse della chitarra di Petrucci molto effettata.

Speravo di godermi questa piccola chicca ma essendo ad un concerto è usuale che ci siano persone, tipo quelle che erano dietro di me, che nei momenti più tranquilli ne approfittano per scambiarsi con tono infervorato le loro impressioni. Ho aspettato una trentina di secondi per vedere se si zittivano ma visto che ciò non succedeva mi sono girato e ho fatto loro segno con la mano di abbassare il volume e fortunatamente si sono ammutoliti. Nel frattempo il brano essendo corto, era già arrivato praticamente a metà.

E' poi il momento di "Stream of consciousness" uno strumentale assai incisivo che parte in dispari ma poi ad un certo punto svolta verso uno strano incrocio latin-metal. Non è tra i miei brani preferiti dei DT perchè lo trovo un po' ripetitivo
e poco cinematico, ma il riff iniziale (che è anche il finale) è fantastico.

Poi senza pause parte subito "Octavarium".

Su "Octavarium" potrei scrivere un trattato per cui mi limiterò a dire che - secondo me - è la quasi "Supper's ready/Close to the edge" dei Dream Theater, superata forse solo da "A change of Seasons" .

La suite è divisa in 5 parti

I - Someone like him
II - Medicate (awakening)
III - Full circle
IV - Intervals
V - Razor's edge


Inutile dire che, a parte l'occasionale tendenza di Labrie ad arrivare un filo calante sulle note più acute , è stata eseguita alla perfezione ed stato per me uno dei momenti migliori della serata. E sulla parte gridata in cui la voce ripete "Trapped inside this Octavarium" seguita da un urlo LaBrie è stato perfetto.

Sull'acuto finale lunghissimo della chitarra di Petrucci (che a onor del vero prende una minuscola scivolata sulla penultima nota, tanto a Milano quanto a Roma) si chiude Octavarium e con lui anche il secondo set finisce.

Qui gli ultimi due minuti di Octavarium (Razor's edge) ripresi dal concerto di Sabato 26 a Roma che mostrano il coinvolgimento del pubblico che canta la melodia conclusiva suonata da Rudess prima del solo finale di Petrucci. Il video è mosso ma l'audio è ottimo.
Il coinvolgimento del pubblico è stato parimenti notevole anche a Milano.

https://youtu.be/cPOEKEImqaQ?si=SvsuhocbJPyrsSEs&t=1175

(continua)
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Re: Dream Theater - Milano - Unipol Forum 25 Ott 2024

Postby Duke59 » 01 Nov 2024, 11:53

(continuazione)
Breve pausa per il fiume di applausi e ovazioni e poi partono gli effetti iniziali del primo degli Encore: "Home" tratta sempre dall'epico "Scenes from a memory". Nella parte iniziale del pezzo la chitarra di Petrucci arpeggia accompagnata da una melodia con timbro da sitar suonata da Rudess con una tastiera - l'effetto è vagamente simile a quello dell'intro di "Colony of slippermen" dei Genesis di The Lamb. Poi il gruppo mette il turbo e parte il ritmo scandito da colpi di wah wah distortissimo di Petrucci che porta poi ad una melodia su scale arabeggianti.

Bellissimo pezzo, cantato in gran parte dalle due voci di Labrie e Portnoy. Labrie, nonostante ogni tanto sia un filo calante, canta decisamente meglio rispetto all'inizio dello show.

Segue "The spirit carries on" sempre da "Scenes from a memory", intensa ballata da brividi che sfocia in un assolo quasi floydiano di Petrucci, con il pubblico che canta tutte le parole della canzone insieme a Labrie e accende le luci dei cellulari creando un effetto scenografico pazzesco.

L'ultimo brano della serata è la famosissima "Pull me under" che chiude a dovere lo show in un oceano di applausi.

Che dire ... a partire dal 2002 ho assistito a sette concerti dei Dream Theater ma posso dire che questo è stato certamente quello più "caldo" e riuscito (forse insieme a quello che vidi nel 2005), probabilmente anche per via del rientro di Portnoy, membro fondatore e compositore di tante pagine significative nella storia del gruppo. Uno show fantastico che dimostra come il progressive-metal abbia ancora maree di ascoltatori in tutto il mondo.

Una nota di demerito la devo assegnare alla regìa video che stranamente ha ignorato quasi del tutto Jordan Rudess, che pure ha un ruolo chiave nella musica del gruppo e che esegue moltissime "fughe" di sintetizzatore, pianoforte e tastiere sia da solo che in armonizzazione con Petrucci. Inoltre accadeva pure che durante gli assoli di un musicista ne venisse inquadrato un altro. Mah ... comunque tutto ciò non ha detratto nulla allo spettacolo che è stato magnifico e che resterà nella memoria di chiunque vi abbia partecipato. Quasi due ore e cinquanta di musica; tenendo conto che Jordan Rudess ha 68 anni e gli altri sono tutti sulla sessantina
non è poca cosa!

Visto che siamo nell'era Internet il concerto di Milano è già visible nella sua interezza su Youtube, con audio e video tutto sommato accettabili. Metto il link al video dell'intero show posizionato alla partenza del primo encore "Home"

Comunque nel primo commento al video ci sono i link segnalibro ad ogni pezzo suonato al concerto.

https://youtu.be/bCBoWldi-LM?si=Ds9I4t28HwEPGmfK&t=8175

Ora attendo di capire cosa ci offriranno i Dream Theater di nuovo riuniti nel nuovo album "Parasomnia", in uscita a Febbraio 2025. L'anticipazione (il singolo "Night terror") non mi dispiace, ma è un brano molto "sicuro" (ne hanno fatto anche il radio edit) e non indica nessuna direzione particolare.

Appuntamento quindi a Febbraio 2025 per capire quanto e se Portnoy influirà sul nuovo corso del gruppo. Non vedo l'ora.
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Re: Dream Theater - Milano - Unipol Forum 25 Ott 2024

Postby highinfidelity » 07 Nov 2024, 14:53

Ciao Duke e grazie per la dettagliata disamina sia del concerto sia delle varie vicissitudini che hanno riguardato in particolare il cantante e l'avvicendarsi dei batteristi: appartenendo al (piuttosto nutrito) novero di colori i quali, pur non disprezzandoli affatto, hanno sempre trovato un po' freddi ed artificiosi i Dream Theater, non conosco bene la loro storia e ho letto quanto hai scritto col massimo interesse.

Condivido le tue perplessità sull'ostinarsi a non voler cambiare tonalità, portando così Labrie in una zona in cui si trova spesso oltre il limite. L'unica spiegazione che posso darmi è che loro, a differenza nostra, probabilmente hanno in dote l'intonazione perfetta, e può darsi che percepiscano come molto fastidiosa una riscalatura delle note. (Piccolo inciso, considerato che hai toccato l'argomento: non avendo mai avuto la possibilità di coltivare la musica se non a livello amatoriale, credo di non avere l'intonazione perfetta; tuttavia di recente mi sono reso conto che molto spesso se mi metto a ritrovare qualche assolo o qualche obbligato "a memoria", confrontandolo successivamente sovrapposto al disco, mi accorgo d'averlo trovato nella tonalità esatta originale, e che tutte le altre tonalità mi sembravano sbagliate. Cosa questo voglia dire esattamente non saprei, ma mi viene da concludere che anche nel temperamento equabile non è vero che tutte le note siano percepite come "equivalenti" - argomento magari da approfondire in un topic a parte).

Riguardo la nemesi Magini-Portnoy, occorre dire che i filmati posti a paragone afferiscono ad epoche palesemente molto distanti tra loro e può non essere facilissimo farsi un'idea o ancor peggio azzardare un giudizio. Parlando molto in generale, trovo che Portnoy abbia un drumming d'approccio più classico, in particolare mi pare tenda a mantenere più separati i momenti di tabureggiamento da quelli in cui sale sui piatti (se così mi posso esprimere...), mentre Mancini tende a rimescolare di più le carte con un effetto che può risultare un po' confusivo, e che a tratti può anche sembrare un escamotage (come se un chitarrista, anziché effettuare una difficile scala veloce nota per nota, si buttasse su un tapping, non so se il paragone regge...). Trovo anche che Portnoy sia più imprevedibile, quasi più improvvisato nelle sue figure ritmiche, e in quanto tale più vicino ai miei gusti. Per finire, di Mangini mi stupisce molto il fatto (non esprimo un giudizio tecnico, ma comunque l'ho trovato davvero singolare) che non usi veramente un charleston, ma piuttosto due (forse tre) charleston preimpostati su differenti aperture fisse, e che si limita a passare dall'uno all'altro a seconda dell'effetto che vuole ottenere. Per queste ragioni, e soprattutto perché ha in generale un drumming che percepisco più prossimo a quello classico del rock progressivo, personalmente tendo a prediligere Portnoy.

Resto in attesa di notizie e tuoi commenti sul nuovo disco in uscita a febbraio! [;)]
<< Conoscete voi spettacolo più ridicolo di venti uomini che s'accaniscono a raddoppiare il miagolìo di un violino? >>
(Luigi Russolo, Intonarumorista. 1913.)
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Re: Dream Theater - Milano - Unipol Forum 25 Ott 2024

Postby Dalex_61 » 27 Nov 2024, 18:12

Visto che si parla di loro in questo thread, segnalo che i Dream Theatre saranno di scena all'Anfiteatro degli Scavi di Pompei il 2 luglio 2025. Praticamente sotto casa mia, ma i prezzi non sono popolari...
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Re: Dream Theater - Milano - Unipol Forum 25 Ott 2024

Postby vise60 » 28 Nov 2024, 14:25

@ Dalex ...Praticamente sotto casa mia, ma i prezzi non sono popolari...

Purtroppo andare ai concerti e' diventato un lusso... se poi si decide di andare in due diventa estremamente proibitivo finanziariamente [J-,] [J-,]
Ogni tanto controllo su Ticketone o Vivaticket se vi e' qualcosa che mi puo' interessare ma poi mi smonto subito alla vista dei prezzi dei biglietti
Tanto per citare qualcuno di cui mi importa poco...Jovanotti ,alcune date gia' sold out buon per lui
Prezzi commissioni comprese ...dai 63 lassu' in alto fino ai a 147 euro della "poltrona " che poi e' una seggiola [:D] [:D] all'Arena di Verona a maggio 2025
Mi ritorna alla mente quando negli anni 70 quando a causa dei tumulti provocati ai concerti per protestare contro il caro biglietti tanti artisti stranieri in voga evitavano di passare per l'Italia [:-|] [:-|]
Per utilizzare una frase fatta...come cambiano i tempi...da un eccesso all'altro
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Re: Dream Theater - Milano - Unipol Forum 25 Ott 2024

Postby aorlansky60 » 29 Nov 2024, 08:17

perdonatemi l'OT ma l'ultimo post di VISE mi porta a fare alcune considerazioni :

tra "un estremo e l'altro" in campo musicale c'è anche CHI si mantiene comunque equilibrato e "con i piedi per terra"... mi riferisco a Steve HACKETT che andai a vedere e sentire a Bologna nell' Aprile 2012 (splendido concerto peraltro): ricordo che pagai circa 40€ per un posto da platea quasi in prima fila comodamente SEDUTO IN POLTRONA (POLTRONA imbottita, non seggiolino) come era dotato quel teatro di Bologna, e mi risulta che i concerti più recenti che Steve ha organizzato ed eseguito in Italia (come quelli del 2019 pre covid sul quale mi informai con l'intenzione di andarci che poi sfumò) avessero prezzi di partenza (quelli da 'loggione' più distanti dal palco) sempre sui 35-40€, quindi piuttosto abbordabili;

ora: mi permettano i [molti] fans di jovanotti: non offendetevi se affermo che c'è una bella differenza [in quanto ad evento e tipo di show proposto] tra lui e Steve HACKETT... in favore di chi, decidete voi, così non vi offendete troppo... per quanto riguarda il sottoscritto le idee sono piuttosto chiare in merito... [:D]
ma... 147€ per un posto in platea mi sembrano davvero esagerati... d'accordo che nel frattempo c'è stato il covid, poi la guerra in Ukraina con conseguente impennata alla stelle dell'inflazione negli ultimi anni, ma quel prezzo richiesto è a dir poco surreale, manco si trattasse del concerto di reunion dei GENESIS a 5 nella formazione storica...
...AMA TUTTI, CREDI A POCHI, NON FAR MALE A NESSUNO...
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Re: Dream Theater - Milano - Unipol Forum 25 Ott 2024

Postby maomac 2 » 29 Nov 2024, 21:39

In effetti ormai i biglietti dei concerti sono diventati un lusso che non tutti si possono permettere, se poi mettiamo in preventivo che li mettono in vendita anche un anno prima e che non sappiamo nemmeno se quel giorno ci potremo andare. In genere prediligo teatri o posti coperti onde evitare eventi atmosferici che ti fanno buttare qualche centinaia di Euro per prendere un bordello di acqua o il rinvio del concerto
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Re: Dream Theater - Milano - Unipol Forum 25 Ott 2024

Postby Duke59 » 29 Nov 2024, 22:39

aorlansky60 wrote:ma... 147€ per un posto in platea mi sembrano davvero esagerati... d'accordo che nel frattempo c'è stato il covid, poi la guerra in Ukraina con conseguente impennata alla stelle dell'inflazione negli ultimi anni, ma quel prezzo richiesto è a dir poco surreale, manco si trattasse del concerto di reunion dei GENESIS a 5 nella formazione storica...


Solo per avere qualche termine di paragone, vediamo i prezzi di alcuni artisti


PHIL COLLINS (2019) Unipol Forum Milano

per assistere all'ultimo tour di Collins (Still not dead yet), che si tenne il 17 Giugno del 2019 (quindi in periodo pre-covid) i prezzi - assolutamente folli - erano i seguenti [:-j]

Poltronissima: € 300,00 + prev. [:0]
Poltrona: € 250,00 + prev. [:0]
Anello A Numerato I Settore: € 300,00 + prev. [:0]
Anello A Numerato II Settore: € 220,00 + prev. [:0]
Tribuna Gold Numerata: € 200,00 + prev. [:0]
Anello B Numerato I Settore: € 175,00 + prev. [:0]
Anello B Numerato II Settore: € 150,00 + prev. [:0]
Anello C Numerato I Settore: € 100,00 + prev.
Anello C Numerato II Settore: € 90,00 + prev.

ed eravamo nel 2019 !!!!!!


DREAM THEATER (2024) Unipol Forum MIlano

Per la data dei Dream Theater di quest'anno i prezzi erano i seguenti
(NOTA: dopo il Covid l'anello C del Forum non viene più usato)

Parterre in Piedi 79,98 €
Tribuna Gold Numerata 110,75 €
Tribuna A Numerata 110,75 €
Anello B – Categoria Uno 98,44 €
Anello B – Categoria Due 92,29 €
Biglietto VIP che include Tribuna gold numerata + incontro con la band pre concerto e autografi vari 370 €


DEPECHE MODE (2024) Unipol Forum Milano

Parterre in Piedi 103,50 € + Commissioni
Primo Settore Numerato 109,25 € + Commissioni
Secondo Settore Numerato 103,50 € + Commissioni
Terzo Settore Numerato 80,50 € + Commissioni
Biglietto VIP che include Primo settore numerato + incontro con la band prima dello show circa 800 euro


METALLICA (2024) Ippodromo di Milano

biglietto standard 92 euro
golden circle 138 euro
pacchetti speciali con ingresso agevolato, omaggi e agevolazioni a prezzi variabili da 137 a 268 euro.


STEVE HACKETT (2024) Teatro dal verme Milano

poltronissima 82 euro
poltrona 68 euro
prima galleria 55 euro
seconda galleria 46 euro
balconate 50 euro.


Valutando i prezzi dei concerti occorre anche tenere presente che ormai, con l'avvento della musica liquida, gli artisti (soprattuttto quelli poco mainstream) guadagnano ben poco dalla vendita di dischi, cd e streaming; infatti, a meno di non essere Taylor Swift o Chris Rock che fanno miliardi di ascolti, lo streaming frutta davvero poco.

Quindi come fonte di reddito per loro restano principalmente i concerti e i vari merchandising.
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Re: Dream Theater - Milano - Unipol Forum 25 Ott 2024

Postby aorlansky60 » 30 Nov 2024, 08:18

DUKE ha scritto :

"... ormai, con l'avvento della musica liquida, gli artisti (soprattutto quelli poco mainstream) guadagnano ben poco dalla vendita di dischi, cd e streaming; infatti, a meno di non essere Taylor Swift o Chris Rock che fanno miliardi di ascolti, lo streaming frutta davvero poco. Quindi come fonte di reddito per loro restano principalmente i concerti e i vari merchandising."

QUOTO in quanto osservazione assolutamente vera, [/:-|]
peraltro si tratta di un fenomeno in atto non solo negli ultimi anni ma direi con inizio lento ma progressivo a partire dal nuovo millennio 2000, da quando cioè la tecnologia (proposta dai principali brand HW) si diede 'la zappa sui piedi' iniziando a scavare la fossa all'intera industria discografica, prima tramite i famigerati masterizzatori CDr/CDrw offerti alla massa di miliardi di 'home consumers' nel mondo, successivamente con l'ampliamento sempre più gigantesco e disponibile per tutti della rete Internet dove riuscire a reperire "a gratis" praticamente tutto (ma veramente "tutto") quello che uno cercava di suo interesse...
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