Grazie per la segnalazione, è sempre interessante ascoltare il punto di vista di Tony, anche se seguire il suo parlato accelerato e smangiato è sempre una bella impresa.
La parte che suscita più stupore è forse quella in cui l'intervistatore gli chiede se ci sono brani che avrebbe voluto espandere maggiormente se non fosse stato limitato dagli altri membri del complesso, e Tony ammette sinceramente che è sempre stato un bene per lui ricevere dei limiti, perché per natura tende ad espandersi sempre un po' troppo sia con gli accordi che con le melodie.
Verso il fondo c'è qualche spigolatura su cosa si starebbe preparando per il 50° di The Lamb: pare che alcuni brani saranno remixati in Dolby Atmos - che come ammette Tony stesso "nessuno in realtà possiede", ma siccome l'idea piace a Peter probabilmente si farà. Se non ho capito male devono anche aver trovato una registrazione dal vivo abbastanza completa, un po' grezza ma ascoltabile. L'idea credo sia quindi di radunare un po' di queste cose in un cofanetto e propinarcelo.
Lungo tutta l'intervista, in diversi punti sparsi, Tony conferma pienamente quanto qui abbiamo più volte discusso: e cioè che l'ambiente della musica classica è un ambiente auto-referenziale nel quale i musicisti non sono per nulla interessati a suonare cosa propone un compositore proveniente dall'ambito del rock. Curioso anche l'appunto sul fatto che gli strumentisti trovano difficili da suonare alcune parti che invece, a suo giudizio, dovrebbero risultare semplici ad un accademico.