Sono d'accordo con quanto scrivi. Sul contributo dato da King alla musica di Steve si sentono pareri molto discordanti; tra tutti forse il più severo, proprio perché molto autorevole, è quello di papa Mino I°. Io di contro gli riconosco l'indubbio merito di aver aiutato Steve a ripartire alla grande dopo un periodo veramente terribile (artisticamente ed umanamente) della sua vita, e ben pochi ci sarebbero riusciti, perché non stiamo parlando di una semplice pacca sulla spalla.
È vero che in molti dei dischi recenti di Steve c'è un eccesso di artifici sinfonici che non mi piacciono molto e che si prestano a facili critiche, ma occorre tenere bene a mente che è Steve in persona ad essere entusiasta di questi inserti; per cui, se lo dice il maestro... È anche logico - altra facile critica - che rimanendo a lungo con lo stesso produttore (o orchestratore) tutti i dischi finiranno per suonare in modo simile tra loro. Io comunque ho molto apprezzato la carriera di Steve dell'ultimo decennio (infinitamente migliore di quanto s'era sentito a cavallo degli anni '90) per cui non me la sento proprio di lamentarmi del "suono troppo uniforme" o di altre piccolezze simili.
Per tutto il resto, King è uno strumentista ed arrangiatore di notevolissime capacità, col quale Steve andava molto d'accordo e nel quale riponeva totale fiducia. Sarà veramente difficile per Steve trovare un nuovo collaboratore col quale possa entrare altrettanto in sintonia.
Da un lato sono molto curioso di ascoltare cosa ci riserva il futuro: se magari il suono cambierà, se ci sarà qualche nuova influenza, chissà. Dall'altro però mi rattrista pensare che il cardine del grandioso ritorno di Steve ad un rock elettrico venato di progressive e ad una prepotente attività dal vivo si allontanerà.
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