Chiariamo una cosa: dal punto di vista tecnico mi pare che nessuno abbia avuto da ridire nei confronti di ELP (sicuramente ben mi guardo dal farlo io), tutti strumentisti strepitosi e sicuramente in grado di affrontare in scioltezza poliritmie, polimodalita' e quant'altro. Come, d'altra parte, gran parte dei jazzisti del cinquantennio precedente. E qui, a parere mio, sta il punto: non basta buttar dentro un po' di poliritmie o tempi dispari o scassare un Hammond per aver fatto qualcosa di nuovo, qualcosa di progressivo, ma soprattutto qualcosa di memorabile. Va bene, diciamo che nel linguaggio del rock le poliritmie erano una novita' pur non essendo una novita' in senso assoluto. D'accordo, pero' a quel punto se parliamo il linguaggio del rock io voglio ritrovare nel dialogo cio' che del linguaggio del rock fa parte: una bella linea melodica a cui aggrapparmi, giri di accordi, armonizzazioni, anche vocali, eccetera, non dischi interi che sembrano esercizi per una classe del conservatorio.
Diciamo quindi molto semplicemente che, per quanto mi sforzi di continuare a riascoltarli con cadenza periodica, i loro dischi non mi dicono gran che. Per il resto, intendiamoci, nulla da dire, anzi mi sono anche simpatici: mi piace moltissimo ascoltare Lake nei primi due dischi dei King Crimson.
![Sorridente [:)]](./images/smilies/smile_smile.gif)