quote:
Originally posted by Betelgeuse
L'ideale astratto del comunismo è un qualcosa di meraviglioso. Il modo in cui è stato, in alcune realtà storiche, applicato, non tanto.
Sarebbe una grandiosa conquista, da parte dell'umanità, quella di contemperare tali principi con la giusta salvaguardia delle libertà fondamentali. Un comunismo democratico, ecco.
Io sogno una società che garantisca a tutti, ma proprio a TUTTI, eguali condizioni di partenza, in tre fondamentali settori dell'esistenza: sanità, lavoro, istruzione.
Nessuno dovrà approfittare di privilegi con il denaro, nessuno potrà farla franca sfruttando il lavoro degli altri, nessuno dovrà venire a compromessi per assicurarsi un diritto Sacrosanto, nessuno dovrà essere oggetto di qualsiasi forma di razzismo.
Poi è giusto che le capacità personali, l'ingegno, la passione per determinate attività, siano premiate. Tuttavia senza soverchiare l'ambito di una giusta ed equa distribuzione del reddito generale disponibile
mi pare che, grossomodo, qualcosa del genere si è realizzato: si chiama socialdemocrazia [;)] e, guardacaso, si è sviluppata nei (pochi, pochissimi) paesi del mondo che vantano i migliori risultati, sia dal punto di vista economico, sia sociale.
per il resto, a parte che siamo OT (ma lasciamo perdere), è evidente che l'equivoco di fondo sta nella differenza tra "teoria" e "applicazione pratica".
come dice betelgeuse, il "puro ideale" comunista nasce da propositi ideali. IN PRATICA, per un cinico paradosso, ha prodotto le peggiori dittature del 900.
punto, non ci sarebbe altro da dire, ogni eventuale polemica sarebbe solo fuori luogo [;)]
io mi limito a dire, da persona assolutamente di sinistra, che - grazie a dio - i vari "ismi" - per fortuna - sono quasi del tutto morti e sepolti. e continuare a ragionare per "ismi" per difendere il proprio "essere di destra" o "di sinistra" è assolutamente anacronistico. poi, fate vobis [;)]