Close To The Edge

Un'area dedicata all'esplorazione dell'universo musicale in genere, e degli altri protagonisti del rock progressivo in particolare.

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Postby The Lamb » 08 Aug 2009, 18:05

Che ne pensate? Gran disco no??
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Postby Moonhead » 08 Aug 2009, 18:10

e c'e' da chiederlo? [:)][:-D]
seriamente direi che e' uno dei pilastri della musica moderna (e non parlo solo di prog) perfetto in tutto direi compresa la semplicita' della copertina...
bello parlare di un capolavoro!
La violenza non raggiunge mai la dignita' di ideologia, anche quando cerca giustificazioni in asserite necessita' rivoluzionarie: essa e' sempre e comunque urgenza di potere, esibizione individualista. (cit. Faber)
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Postby The Lamb » 08 Aug 2009, 19:07

Già, rappresenta il culmine del gruppo. [:)]
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Postby Dalex_61 » 08 Aug 2009, 19:37

Per me è straordinario. Semplicemente. Magari è duro entrarci per chi, come me all'epoca, ha ascoltato pochissimo di rock (e figuriamoci di quello progressivo), però poi... [^]
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Postby Hogweed » 08 Aug 2009, 19:52

Sicuramente uno dei miei 5 album preferiti, da portare ovunque!!![^]
There's an angel standing in the sun, and he's crying with a loud voice!!!!


Non sarebbe male leggere le FAQ
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Postby Rael1978 » 08 Aug 2009, 20:03

Un MUST ! [^]
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Postby MaiaDaharfendul » 09 Aug 2009, 05:23

direi che è IL disco degli yes [:D] meraviglioso[8:-x][8:-x][8:-x]
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Postby Horizon » 09 Aug 2009, 05:36

Bellissimo, stupendo, fantastico... è il mio pane quotidiano!!![8:-x][8:-x][8:-x][8:-x][8:-x]
La sorpresa è l'elemento di fondo della mia vita...
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Postby valentino » 09 Aug 2009, 06:12

inimitabile
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Postby fr.arcuri » 09 Aug 2009, 06:12

la copertina esterna di close to the edge è abbastanza deludente.

lo comprai in vinile alla ricordi di napoli sotto la galleria umberto e rimasi del tempo indeciso sull'acquisto attratto dalle copertine di fragile e relayer.

avevo scoperto il rock ed assimilato la musica dei genesis, e volevo espandere i miei orizzonti: e dapperttuo si parlava di close to the edge come di un album straordinario.

all'epoca le copertine erano opere d'arte: chi non ha mai avuto in mano il long playng di foxtrot o relayer o in the court non può capire, purtroppo.

vinsi quel momento di empasse e comprai il disco.

lo portai a casa e, aprendo la copertina a doppio foglio mi trovai davanti ad uno dei disegni più belli che abbia mai visto: quelle cascate che non avevano origine davano un idea di pericolo incredibile.

allo stesso tempo però, c'era il facino perverso di voler andare in quel posto incantato e meraviglioso.

poi ho messo il disco su piatto ed eccomi in quel mondo eccomi avvolto nella bellezza di un mondo sconosciuto e nello stesso tempo attratto dalla provvisorietà e dal mistero che circonda la mia mente soggiogata da quelle grandiose note.

non è un grande disco, è semplicemente un opera d'arte da preservare e da conservare.
è il punto di arrivo del progressive rock.

uno dei cmponenti della sacra triade: close to the edge, in the court e selling.

non serve altro per sapere cos'è il rock progressivo britannico.
... And the nurse will tell you lies
Of a kingdom beyond the skies ...
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Postby Duke59 » 09 Aug 2009, 06:47

Superba versione acustica di Close to the edge da parte di Mr. Wakeman

http://www.youtube.com/watch?v=TKVYEShL2fs
Il tifo (calcistico, musicale, politico, religioso)
è ... una MALATTIA DISTRUTTIVA.


(Io)
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Postby harlequin » 09 Aug 2009, 06:48

Se dico è bellissimo, è meraviglioso, a che serve?[:D][:D]
Dico anch'io che è un punto d'arrivo, irripetibile; il desiderio intenso di proporre brani elaborati formalmente qui si concretizza; quello che c'è prima, alcune cose molto belle, altre molto meno, sono degli studi, delle prove, per arrivare qui.
Mi ricordo che quando ascoltavo il momento finale della suite, dove la scala discendente e la melodia vengono proposte nella tonalità definitiva, mi venivano i brividi.
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Postby collinsdrums » 09 Aug 2009, 07:06

Anche io appartengo a quell'epoca.Devo dire,e questo è puramente soggettivo,che la suite in certi passaggi mi annoia parecchio.E'un capolavoro,intendiamoci,ma un capolavoro di perizia tecnica collettiva ed individuale,ma,ripeto,preferisco molto di più chiaramente Supper's ready,Thick as a brick e Karn Evil9.Solamente è di una struggente commozione quando comincia I get up I get down.Gli Yes devono essere ricordati come dei grandi maestri del prog.
Danilo Gottin
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Postby Thomas Eiselberg » 09 Aug 2009, 08:59

Mah, per me alterna buone cose ad altre meno affascinanti.

E' sicuramente uno dei migliori degli Yes, ma per me è due o tre spanne sotto Fragile.
Per me non rappresenta affatto l'apice del prog, quanto piuttosto un disco degli Yes dove i singoli riescono (con uno sforzo incredibile) a coesistere.

La title track ha delle parti davvero buone (i get up...) alternate ad altre molto noiose, mentre delle altre due preferisco Siberian Khatru, che ha dalla sua un ottimo riff e un bel cantato (anche se 9 munuti sono eccessivi. Capisco però che dovevano riempire il disco).

Un disco con soli 3 brani, però inferiore ad altri come Pawn hearts o Thick as a brick.
In questo caso i tre brani non offrono grandissima varietà, piuttosto le parti tendono a ripetersi troppo spesso, e quindi a risultare fastisiose.

Ho come l'impressione (ma mi capita con quasi tutti gli album degli Yes) che abbiano avuto qualche idea, ma non abbastanza per farne un disco, e abbiano allungato il brodo. E' una mia impressione, per carità...
Non è quindi per me un'opera d'arte, nemmeno un capolavoro, per me la triade esatta sarebbe Selling-In the court-Pawn hearts, con Close to the edge che starebbe bene nel calderone ma un po' più nelle retrovie.

Non mi straccio affatto le vesti quindi, così come per Dark side lo trovo un album molto sopravvalutato

Dovessi metterlo all'interno della discografia degli Yes lo piazzerei così:

Fragile - 9
The yes album - 7
Close to the edge - 7
Essi vivono noi dormiamo. Obbedisci, compra, non pensare, il denaro è il tuo dio.

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Postby Arber » 09 Aug 2009, 09:43

Close To The Edge?

Sicuramente tra i miei album preferiti...

La suite poi è qualcosa di semplicemente unico.

Può piacere, può non piacere, ma è uno dei top 5 album prog!!!

Una di quelle tappe fondamentali per chi si inoltra nel meraviglioserrimo mondo del Progressive...
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Postby Thomas Eiselberg » 09 Aug 2009, 09:53

quote:
Originally posted by Arber



Può piacere, può non piacere, ma è uno dei top 5 album prog!!!



Se non piace non lo è[:D]

Capisco però che sia un album che è stato importante per la sua epoca.
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Postby Sanvean » 09 Aug 2009, 10:02

Per me è l'embrione di un disco leggermente superiore, 'Relayer'.

Ottimo, sicuramente tra i migliori degli Yes ma non un capolavoro come appunto 'Relayer', espressione massima del Prog degli Yes a mio avviso oppure di The Yes Album (Yours is no Disgrace, Starship Trooper e Perpetual Change per me 'sono' gli Yes).

Curioso come i miei due preferiti di questo 'Magnifico' gruppo non vedano il biondone alle tastiere...
"Good morning Rael
So sorry you had to wait.
It won't be long, yeh!
She's very rarely late"
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Postby Arber » 09 Aug 2009, 10:38

quote:
Originally posted by Duke59

Superba versione acustica di Close to the edge da parte di Mr. Wakeman

http://www.youtube.com/watch?v=TKVYEShL2fs





Mai sentita!


Moooolto molto bella!!!
[:)]
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Postby harlequin » 09 Aug 2009, 14:28

Non fate caso al Sir. Dice sempre il contrario di quello che dico io.
E' come Tony Banks; non pensa le cose che dice.[:D][:D][:D]
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Postby marbian » 09 Aug 2009, 15:05

Il vertice assoluto degli Yes: la suite è a mio parere il loro punto d'equilibrio perfetto tra maestria tecnica e capacità compositiva e comunicativa: obiettivo mai più centrato nelle ambiziose prove successive.

And you and I una splendida, lunga canzone, mentre Siberian Khatru, pure molto bella, resta a mio giiudizio un gradino sotto le altre due.

Ricordo che lo acquistai nel settembre del 1980, insieme a Foxtrot: ero un ragazzino nel paese delle meraviglie[:D][;)]
The past is a foreign country...They do things differently there...
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Postby Thomas Eiselberg » 09 Aug 2009, 16:28

quote:
Originally posted by harlequin

Non fate caso al Sir. Dice sempre il contrario di quello che dico io.
E' come Tony Banks; non pensa le cose che dice.[:D][:D][:D]



No, io penso sempre quello che dico, anche se a molti non fa piacere[:D]
Essi vivono noi dormiamo. Obbedisci, compra, non pensare, il denaro è il tuo dio.

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Postby harlequin » 09 Aug 2009, 17:57

Ecco lo vedi? Hai scritto il contrario di quello che ho detto io. Giusto?[:D][:D]
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Postby wondering clouds » 09 Aug 2009, 18:02

posto che l'ho ascoltato tantissime volte anch'io, mi trovo allineato con tutte le affermazioni critiche dell'heiselberg. tuttavia...
E' un disco esemplare del gruppo. Da consigliare.

Nella suite di Close to... il suo punto debole, per me, è "solid time of change",1àpt. della suite dove howe la straccia con un solo assolutamente "spigoloso", cosa ,nel suo stile di chit. elettr., che non ho mai assimilato. mio limite.

per il resto la suite è stupenda. sarei partito dal 2° movimento fino alla fine.
And you and I - tra parentesi, mi sono arenato con le traduzioni proprio su "and you and I", difficile da ritradurre - e siberian khatru sono due capolavori. Le altre perle del gruppo si trovano sparse tra la loro discografia. non le cito perchè vado off topic...e se ne è già parlato a nastro...

Anch'io mi trovo tra coloro che amano "Yes album" per la sua freschezza e inventiva non sacrificate al barocchismo (altro difetto del prog in cui a volte anche loro si sono arenati con certi lavori...)

a parte queste riflessioni legate al gusto personale, e nulla più,

Se vengono in Italia, vicino, vado senz'altro a vederli, sperando che propongano le loro pietre miliari.

Musicisti con le contropalle e pieni di idee e creatività da vendere.
Magari ne fossero nati di altrettanto bravi in questi ultimi decenni con altrettanta bravura.
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Postby Thomas Eiselberg » 09 Aug 2009, 18:12

quote:
Originally posted by harlequin

Ecco lo vedi? Hai scritto il contrario di quello che ho detto io. Giusto?[:D][:D]



Questo è assodato[:D]
Essi vivono noi dormiamo. Obbedisci, compra, non pensare, il denaro è il tuo dio.

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Postby aorlansky60 » 10 Aug 2009, 04:24

Ad un mio amico -al quale NON PIACEVANO GLI YES, nemmeno quelli di FRAGILE- prestai questo disco una trentina d'anni fa; dopo averlo ascoltato, mi disse in seguito :"NON AVREI MAI PENSATO CHE GLI YES FOSSERO CAPACI DI FARE UN DISCO COSI' BELLO"... che cosa non avessero FRAGILE e THE YES ALBUM (forse Wakeman...) rispetto a questo sono cose che solo lui poteva vedere e sentire, comunque questo aneddoto la dice lunga sulla qualità di questo disco.
Poco da aggiungere rispetto a quello che ho già letto sia qui che in oltre 30 anni su varie testate e libri, se non che per me rappresenta la TRILOGIA AUREA (come spesso ho affermato) del gruppo insieme a THE YES ALBUM e FRAGILE... se ora dovessi consigliare qualcosa ad uno che non conosce per nulla l'evoluzione musicale di questa band, partirei proprio da questi tre; stranamente dopo il 72 -IMHO- non saranno più capaci di toccare questi vertici, anche se alcuni asseriscono superiori TALES o persino RELAYER... per me i gusti sono gusti ma obiettivamente è difficile tracciare un confronto tra Relayer -che li vedeva già in fase di involuzione creativa secondo me- e questo CLOSE TO THE EDGE, forse davvero l'apogeo musicale toccato dagli YES.

SENZA OMBRA DI DUBBIO, Una delle MASSIME ESPRESSIONI raggiunte dal prog e dal rock.
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Postby doc.prog » 10 Aug 2009, 05:46

è un disco bellissimo ma un po' vuoto e senz' anima ...

rappresenta nel bene e nel male quello che furono gli yes ...

... un supergruppo di professionisti della musica, capaci di virtuosismi spasmodici ed eccessi notevoli ma privi di una visione precisa di quella che doveva essere la loro musica, di uno "scopo" ... navigavano un po' a vista con produzioni tecnicamente ineccepibili ma senza un filo conduttore e senza bussola ...

per inciso possiedo questo disco e lo ascolto spesso ma mi ha sempre dato questa impressione sfilacciata e sfocata in molti punti ...

... e questo, sec me, è pure il loro disco più bello (in alcuni punti incredibilmente bello) ...

... ma forse gli yes (un po' come gli elp) vanno accettati così senza discutere ... in fondo quella che sembra una loro debolezza può anche essere un punto di forza ...

musica x la musica, eccessi fini a se stessi, sfoggio di abilità senza un fine ... in fondo il prog è anche questo (... e x alcuni solo questo...), no??

[;)][;)][;)]
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Postby aorlansky60 » 10 Aug 2009, 06:39

DOC.

il tuo mi sembra un modo alquanto superficiale di liquidare "in due parole" quello che furono gli YES, almeno quelli di quella grande stagione... va beh che i gusti sono sempre i gusti, comunque "il filo conduttore e la bussola" che gli permise di navigare ed approdare così "VICINI AL CONFINE" come testimoniato ampiamente da CLOSE TO THE EDGE per me loro li possedevano alla grande. Dalla loro avevano di certo una tecnica individuale ineccepibile ben oltre la media, ma anche l'amalgama tecnico e la simbiosi che raggiungevano quei quattro tra di loro -E 3 IN PARTICOLARE, BASSO CHITARRA e BATTERIA- era qualcosa di straordinario musicalmente, considerata anche la complicatezza di certe loro composizioni.
Anche le idee "c'erano", almeno ci furono fino ad un certo punto... magari non immaginifiche e cariche di suggestioni e visioni come quelle dei Genesis, però erano idee perfettamente confacenti quello che erano in grado di potere esprimere tecnicamente come collettivo.

In proporzione, rispetto ad altri gruppi prog del periodo, non possono vantare una produzione su larga scala ed alta allo stesso tempo per standard qualitativi(per me sia TALES che RELAYER rivelano il pericoloso "tallone d'Achille" in cui poteva incorrere il prog), però mi sento di dire che la famosa TRILOGIA sia fuori da ogni discussione.

[;)][:)]
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Postby doc.prog » 10 Aug 2009, 07:04

per alcuni (e x me...) gli yes (e gli elp) sono la massima espressione del barocchismo vuoto e fine a se stesso di un certo prog ...

ciò non vuol dire, ovviamente, che non abbiano proprio nulla da dire anzi, x certi versi rappresentano un po' l'esasperazione (in senso positivo) di certe prerogative del prog stesso ... ma, sempre x me, la loro musica manca sempre di un quid, di un amalgama, di un ingrediente che leghi tutte le notevolissime individualità che spesso (... e volentieri) si staccano dal gruppo volendo un po' strafare ...

a dire il vero close to the edge è uno dei dischi dove questo problema è coperto abbastanza bene (viste le idee e le trovate spesso favolose che vi sono state instillate) ma la misura, la compattezza, l'amalgama che è possibile ritrovare in molti contemporanei qui non c'è ... o forse non c'è a quei livelli ...

è questo il loro punto di forza ma anche il loro limite ...

[;)]
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Postby marcoleodori » 10 Aug 2009, 07:09

quote:
Originally posted by aorlansky60

che cosa non avessero FRAGILE e THE YES ALBUM (forse Wakeman...)


... su "Fragile" Rick Wakeman c'era... eccome se c'era... [:)][:)][;)]
E sarà la prima che incontri per strada,
che tu coprirai d'oro
per un bacio mai dato,
per un amore nuovo...
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Postby harlequin » 10 Aug 2009, 07:13

Ma quando sentite sta freddezza avete mai provato ad ascoltare il disco vicino alle stufe? anzi no, meglio vicino al caminetto, è più d'atmosfera.[:D]
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Postby doc.prog » 10 Aug 2009, 07:17

infatti è consigliabile ascoltarlo solo d'estate ... [:D]
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Postby Thomas Eiselberg » 10 Aug 2009, 07:28

quote:
Originally posted by aorlansky60

Ad un mio amico -al quale NON PIACEVANO GLI YES, nemmeno quelli di FRAGILE- prestai questo disco una trentina d'anni fa; dopo averlo ascoltato, mi disse in seguito :"NON AVREI MAI PENSATO CHE GLI YES FOSSERO CAPACI DI FARE UN DISCO COSI' BELLO"... che cosa non avessero FRAGILE e THE YES ALBUM (forse Wakeman...) rispetto a questo sono cose che solo lui poteva vedere e sentire, comunque questo aneddoto la dice lunga sulla qualità di questo disco.



Allora visto che ti è già capitato, potrai risolvere il dilemma che mi attanaglia: Perchè a me Fragile piace parecchio, ed invece Close to the edge e The yes album non mi fanno impazzire? Cosa ci trovo di tanto diverso visto che non sopporto quasi gli Yes?[:-I][:D]

Sugli Yes in generale la penso come doc: assieme agli Elp rappresentano per me il peggio del prog, non il peggio come qualità dei dischi ma il peggio come intenzioni di fondo, nel loro modo di intendere la musica.

Ho sempre l'impressione che qualche idea ce l'abbiano, ma si limitino ad allungare il brodo, in tutti i dischi (tranne il citato Fragile).

Relayer ad esempio soffre dello stesso difetto: ottima la suite, noiose e prolisse le altre composizioni.
Addirittura secondo me la suite di Relayer è perfino superiore a Close to the edge e riesce perfino ad emozionare, nel bellissimo finale.
Il resto però lo trovo del tutto inutile.

E' come se gli Yes avessero avuto un anima pop sotto quelle scorza di barocchismo, ma avessero scelto di sembrare più complessi possibile, pieni di tecnicismi e testi fini a se stessi, non avessero mostrato le loro reali doti.
Poi naturalmente ci sono anche i fattori soggettivi: la voce di Anderson davvero mi risulta fastidiosa, troppo flebile, troppo poco varia.
Insomma per me hanno prodotto un capolavoro, due buoni dischi, due sulla sufficienza e tanti tantissimi dischi mediocri, e secondo me sono troppo pochi per elevare un gruppo alla stregua dei migliori.

Capisco però che piacciano e perchè piacciano, e ne capisco anche la presunta importanza nel movimento prog.

Io gli Yes li ho sempre accettati per quelli che sono: importanti storicamente, ma che a me hanno sempre dato l'orticaria.

C'è però sempre di peggio: prendiamo gli Elp[:D]
Last edited by Thomas Eiselberg on 10 Aug 2009, 07:31, edited 1 time in total.
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Postby wondering clouds » 10 Aug 2009, 07:30

avtee ascoltato le versioni di certi classici su Keys to Ascension ? Le arrangiano quasi meglio degli originali coniugando tecnica e energia rock..roundabout, siberian khatru...

Certi brani del gruppo, lenti, sono tutt'altro che freddi. Onward, Turn of the century, I get I get down, son fredde per chi non le ascolta bene...
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Postby Thomas Eiselberg » 10 Aug 2009, 07:35

Non capisco questo dire "fredde perchè non le si ascolta bene".

Se a me risultano fredde, risultano fredde, le emozioni non sono questionabili.
E non è una questione di ascolto, gli Yes ho cercato di farmeli piacere in tutti i modi, eccome si ci ho provato.

Così come io accetto (pur non sopportandoli) il fatto che siano stati importanti, bisogna accettare il fatto che anche una persona che ama i Genesis può trovare insopportabili gli Yes.
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Postby doc.prog » 10 Aug 2009, 07:40

non sono freddi ... è che partono e viaggiano a mille ma non hanno una direzione ben precisa ...

idee a go go ma gettate alla rinfusa nel calderone senza un filo conduttore che permetta un ascolto ragionato e logicamente consequenziale (sia del singolo brano che di tutto il disco) ...

PS: anch'io sinceramente trovo un po' fastidioso il tono di voce del cantante (ed ho sempre pensato che nella stratosferica suite "Lizard" di KC Anderson perda il confronto con Haskell ...)

[;)]
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Postby harlequin » 10 Aug 2009, 08:08

Sir, non ti devi arrabbiare. A te risultano freddi e a me o a qualcun altro emozionano. Ti piace Fragile perchè ti piace, non perchè sia meno freddo, meno tecnico e tutta la pappardella.[:D]
Se gli Yes son freddi come dite voi, allora Robert Fripp cos'è?[:D]
Però, siccome sui King Crimson non si può dire niente.[:D]
A me Fragile piace così tanto che sentivo l'urgenza di farlo ascoltare a qualcun altro e l'ho regalato.[:D]Quello sì che per me è un disco sopravvalutato. I due dischi precedenti sono delle prove, degli abbozzi, dei tentativi, e tante volte veramente allungano il brodo su delle canzoni semplici semplici semplici. Qua invece, intanto, la direzione del pezzo è chiarissima, cioè deve raggiungere il climax sul finale, in una tonalità diversa da quella iniziale e centrale.
Ecco, un piccolo consiglio per capire di più il pezzo è quello di suonarvi il tema nelle varie tonalità, fino all'efframazione definitiva; suonarvi il pezzo non significa suonarvi gli assoli e tutto quello che fanno gli strumenti (no, perchè c'è qualcuno che fa confusione[:D]), ma solo lo scheletro del brano.
Son d'accordo con wondering; l'unica cosa che non mi piace del disco è l'assolo iniziale (che sta però su The solid time of change); Howe ha il cattivo gusto di suonare troppe note, sempre e dapertutto con quello stile furibondo e non sempre va bene. Qualche volta si fa perdonare perchè se ne esce con qualche intuizione sublime.
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Postby Thomas Eiselberg » 10 Aug 2009, 08:18

Harlequino e chi si arrabbia? Ho soltanto fatto presente alcune cose.

A me i King Crimson (ti sembrerà strano) emozionano.

Mi piace Fragile perchè "mi piace e basta"?.
Bella motivazione, beato te che l'hai capita, e beato te che sai come farti piacere i dischi, perchè io non ci riesco a comando.
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Postby harlequin » 10 Aug 2009, 08:32

Sir, perchè a comando? che vor dì?[:-I] Mah.
Pure a me i King Crimson emozionano; volevo solo dire che affermare che yes e Elp (come fanno da decenni, na rottura) sono freddi e i King Crimson no mi sembra quantomeno discutibile.
Per il resto non capisco niente di quallo che hai scritto.[:D]
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Postby smiroldo » 10 Aug 2009, 08:38

come sempre de gustibus...

anch'io appartengo al club "rotary Thomas Eiselberg" [:D]
yes e elp sono la quintessenza di un certo prog portato all'esasperazione per cui, dopo un iniziale entusuasmo d'ascolto, risultano (a me) quasi indigesti.

comunque, tra elp e yes, non c'è paragone: 100 volte meglio i secondi che, comunque, erano un gruppo, a differenza dei primi...

detto ciò, la suite di close è un miracolo. secondo me è perfetta, dal primo all'ultimo secondo. perfino il milione di note al secondo di howe stanno benissimo [:)]. il finale poi (dal solo di organo in poi) è semplicemente di una bellezza inaudita, penso tra le 10 cose più belle che le mie orecchie abbiano mai sentito.

questo per dire che, anche se, di fondo, la penso come thomas, arrivo a giudizi opposti: stupendo close, bello ma sopravvalutato fragile. relayer, poi, è una martellata sugli zebedei. ma come si fa a sentire gates of delirium? argh [xx(]
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Postby harlequin » 10 Aug 2009, 08:50

Comunque su questo forum c'è una democrazia camuffata (come tutte le democrazie);è bugia, non si può esprimere veramente la propria opinione e i moderatori non fanno che censurare e attaccare chi non la pensa come loro, si coalizzano, si difendono, e c'è anche una malcelata sudditanza nei confronti dell'amm. A sto punto io protesto: voglio diventare moderatore pure io!!!!!!!!!!!!!!!!!!!![:D]
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Postby Thomas Eiselberg » 10 Aug 2009, 08:53

quote:
Originally posted by harlequin

Sir, perchè a comando? che vor dì?[:-I] Mah.



Lo sai, lo sai[:D]

Affermare che i King Crimson siano meno freddi di Yes ed Elp sarà pure discutibile, ma "per me" è vero.
Nei primi due album c'è romanticismo a profusione, in islands abbiamo perle come la title track (che sfifo a definire fredda), Prelude: Song of the Gulls, ce ne sono a decine di pezzi emozionanti e tecnici allo stesso tempo nella discografia dei Crimson.

Gli Yes invece avevano intuizioni, idee, belle parti musicali, ma non hanno mai pubblicato ottimi pezzi sotto il profilo della godibilità.

Il più delle volte ascoltando gli album degli Yes e degli Elp in testa penso "Si, vabbè, e poi?".
Nei dischi dei Crimson invece trovo quasi sempre delle idee messe bene in pratica, anche se qualche prolissità ogni tanto c'è.

Sulla questione Yes/Elp invece è ovvio che i primi siano decisamente migliori, senza dubbio.
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Postby harlequin » 10 Aug 2009, 08:58

Sir, non fare il furbo con me. Per me non lo sai nemmeno tu: spiegamelo, che vor di? IO NON LO SO.
Altrimenti protesto. E fatemi moderatore. voglio fare il moderatore.[:D]
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Postby Thomas Eiselberg » 10 Aug 2009, 09:05

Non credo che tu possa fare il moderatore, almeno per il momento visto che cerco ancora (senza risultati) di bannarti.

Credevo anzi che lo avessero già fatto[!:-!][:D][:-D]
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Postby harlequin » 10 Aug 2009, 09:09

nO NO; VOGLIO FARE IL MODERATORE; FATEMI MODERATORE!! COME SI FA? dEVO FAR DOMANDA? VI FO VEDER IO.
Non hai risposto, però; va bè; ordino a me stesso di farmi piacere per forza Fragile và. Tutti dicono che è un bel disco, deve esserlo.[:D]E'un pochino meno barocco.
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Postby Thomas Eiselberg » 10 Aug 2009, 09:26

quote:
Originally posted by harlequin

nO NO; VOGLIO FARE IL MODERATORE; FATEMI MODERATORE!! COME SI FA? dEVO FAR DOMANDA? VI FO VEDER IO.



Poi magari ti spedisco l'occorrente, così puoi fare domanda, forse ti prendono non si sa mai.[:-D]
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Postby Tommy Banks » 10 Aug 2009, 09:26

Il disco per eccellenza degli Yes!
Lo adoro e considero come anche Harlequin i primi dischi inferiori a questo.
Ho risentito Fragile proprio di recente e la cosa che mi piace di più è la copertina![:D]
A parte un paio di brani.
Ma Close e Tales sono le cose che preferisco degli Yes assieme a Going For The One.
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Postby harlequin » 10 Aug 2009, 09:29

meno male che ci sono anche i musicisti va.[:D]
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Postby aorlansky60 » 10 Aug 2009, 10:53

Per MarcoLeodori:

eh già, oh si che c'era! [;)][:)] (il buon Rick in "Fragile")



Per Thomas, che ha scritto:
"Allora visto che ti è già capitato, potrai risolvere il dilemma che mi attanaglia: Perchè a me Fragile piace parecchio, ed invece Close to the edge e The yes album non mi fanno impazzire? Cosa ci trovo di tanto diverso visto che non sopporto quasi gli Yes?"

sinceramente non so cosa pensare, ne allora come adesso, perchè per me quei tre dischi sono la prosecuzione e la logica maturazione stilistica l'uno rispetto all'altro... quello che avverto io è che da THE YES ALBUM fino a CLOSE TO THE EDGE la musica scorre fluida ed armonica, compatibilmente ad una notevole perizia tecnica come quella dimostrata nell'eseguirla... da "Tales from topographics oceans" rimane molta tecnica fine a se stessa o quasi... ci sono ancora splendidi momenti musicali annegati però in molti altri a dir poco cervellotici, freddi ed inestricabili, quasi difficili da comprendere, qui si che viene fuori il lato meno "musicale" ed armonico degli YES e quello più freddo ed ostentatamente tecnico... e non è che Relayer risolverà la cosa, di certo rappresenta un tentativo di tornare al passato rispetto a quella "corazzata" di suoni armonie ed arrangiamenti (ed intenti "faraonici") proposta con "Tales", però secondo me non arriva nemmeno vicino alla magnificenza musicale raggiunta con CLOSE TO THE EDGE.

ancora:

"Sugli Yes in generale la penso come doc: assieme agli Elp rappresentano per me il peggio del prog, non il peggio come qualità dei dischi ma il peggio come intenzioni di fondo, nel loro modo di intendere la musica.
Ho sempre l'impressione che qualche idea ce l'abbiano, ma si limitino ad allungare il brodo, in tutti i dischi (tranne il citato Fragile)."


delle tre bands che per antonomasia e realtà dei fatti possedevano il maggiore potenziale "tecnico" prima ancora del talento compositivo, personalmente penso che YES stessero nella via di mezzo tra i geniali Gentle Giant e la "cattedrale gotica" rappresentata da ELP; voglio dire che raramente i Gentle Giants mi hanno "stufato" per composizioni che volevano mostrare più "tecnica" che idee, lo hanno saputo fare di più gli YES(ma in nessuno dei famosi 3 LP da me indicati) ed in special modo gli ELP. I Gentle Giant riuscivano magnificamente -secondo me- nel delicato equilibrio di coniugare entrambe le cose raggiungendo risultati musicali pregevolissimi, con poche eccezioni(Glass House) almeno fino a POWER & THE GLORY; gli YES ci sono riusciti con tre albums praticamente perfetti; ELP molto, molto meno -il primo raffinatissimo omonimo LP, la suite di Tarkus e poche altre cose qua e là successivamente... molto di "Pictures" per me è ostentata rappresentazione tecnica della serie "IL RE DELLE TASTIERE SONO IO" per non parlare di SALAD SURGERY...


ps : Se investite del ruolo di "moderatore" Harlequin, lo sapete che "è la fine", vero??? [:D] [:-D]
...AMA TUTTI, CREDI A POCHI, NON FAR MALE A NESSUNO...
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Postby harlequin » 10 Aug 2009, 11:28

Vi faccio mettere tutti a studiare, altrimenti vi banno.[:D][:D]
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Postby Vally » 10 Aug 2009, 14:04

Degli Yes salvo pochi album uno è questo![:)]
visita il mio sito di montagna www.clubaquilerampanti.it
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Postby Sanvean » 10 Aug 2009, 14:28

Relayer...una martellata sugli zebbedei ????

Imbarazzo, molto imbarazzo.

La 'finalizzazione' di Close sarebbe 'pesante' a tal punto?

Gates of Delirium credo sia la seconda suite di tutto il Prog, prima di And You and I (fermate per un momento Wakeman, debordante, ditegli che c'è suo figlio al telefono), A Plague, seconda solo a Supper's.

Un'energia folle, non si può andare oltre nella costruzione 'sintatticamente musicale' di una suite prog, a mio avviso.

Basterebbe leggere i testi, meravigliosi, meditati su 'Guerra e Pace'.

E 'Guerra e Pace' è Gates of Delirium, nelle sue sezioni susseguenti, semplicemente una meraviglia, ricca di idee e di spunti tecnici, quel che fa la sezione ritmica lì dentro non ha eguali in altri brani degli Yes (è già difficile tenere con il piede gli 11/16 della parte centrale)

Fino a Soon, la miglior linea melodica di pedal steel di tutto il rock che scorre sotto l'incanto che regala Anderson.

La sezione finale di Gates è la pace, finalmente, la pace...universale.

Basterebbe la sequenza finale...(quei nove accordi negli ultimi 20 secondi che portano direttamente nel cosmo)

Soon da sola è epocale, altro che martellata.

Sound Chaser (finalmente hanno allontanato il biondone) è sconvolgente, impressionante sin dall'inizio con gli stacchi e le rullate sincopate di White e gli arpeggissimi di Patrick (che sembra Corea), raramente tante idee fatte suoni scorrono così velocemente ed in maniera perfetta, equilibrata, sapori jazz dall'inizio alla fine, forse un po' 'aspra' la chitarra di Steve (ma del resto è quello il suono in tutto l'album), finalmente si avverte la presenza di un tastierista meno narciso e più al servizio del gruppo, oltre a non sfigurare assolutamente nel confronto con il mito, così come del resto Alan White che proprio su questo brano si guadagna tutta la stima.

Peccato per l'ottimo Moraz, prima ed ultima partecipazione al gruppo, stupendo il 'solo' al moog regalato sul finale di Sound Chaser appunto, dopo una serie di acrobazie di Steve e in mezzo ai Cha Cha Cha di Jon.

To be Over...minore, sicuramente, debole rispetto alle mostruosità precedenti ma affatto da dimenticare, rimane un'ottima ballata, forse leggermente pretenziosa ma anch'essa richiede particolare attenzione nell'ascolto; anche se le sovrapposizioni vocali di Anderson sono davvero dure da digerire in alcuni momenti...il lavoro di Steve nei primi 5 minuti e mezzo è eccezionale (soprattutto tra 04:30 e 05:30, dove 'impone' da solo una sequenza di accordi meravigliosa, la struttura portante del brano, secondo me, con un sottofondo ritmico che lascia respirare il tappeto del synth e valorizza tutta la sapienza di Steve mentre Anderson gioca come sempre coi campanelli)

Alan White...superlativo.

Copertina...strabiliante.

La partitura di Squire su quest'album credo sia tra le più difficli che abbia mai suonato.

Penso abbiano davvero voluto superarsi, lui e Steve (che non suonerà mai meglio secondo me, negli anni a seguire, a volte sembra un irrefrenabile maremoto di note, scale, svisate, accordi) penso abbiano tirato fuori il meglio che potevano in assoluto.

Chissà cosa ne pensano loro !!!

I gusti son gusti, chiaramente, un po' si gioca anche, ma di sicuro Relayer non è un disco 'facile' come Close o Fragile, ancor meno facile di The Yes Album o Going.

Richiede innumerevoli ascolti per carpirne il senso musicale, per cercare di 'prendere' tutte le note (credo sia il disco degli Yes con più note) e comprendere come siano state messe in relazione, 'entrare' attraverso il delirio (mai titolo fu più appropriato) della suite ed uscire 'a riveder le stelle' smorzatosi l'eco di Soon, abbastanza...'provati'.

Disco tecnico, ingrato, apparentemente ostile e spigoloso, acido e poco 'orecchiabile', per me vero capolavoro degli Yes, secondo a nessun altro, prog assoluto, per niente autoreferenziale e compiacente come ad esempio Close che indugia un po' su se stesso in alcuni momenti, o addirittura 'autocelebrativo' come Tales.

Per me è la vetta.

Chiaramente, è doveroso accettare sempre tutte le critiche e le opinioni.

Quelle motivate sono le preferite.

[;)]
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Postby Duke of Mar » 10 Aug 2009, 16:35

quote:
Originally posted by harlequin

Robert Fripp cos'è?[:D]



Cerebrale [:D][;)]
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Postby Duke59 » 10 Aug 2009, 18:04

quote:
Originally posted by Duke of Mar


Cerebrale [:D][;)]


... dietro la collina
ci sta la notte crucca ed assassina?

[:-I]

[:D]
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Postby Duke of Mar » 10 Aug 2009, 18:06

[:D][;)]
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Postby doc.prog » 11 Aug 2009, 06:40

purtroppo gli yes (ed ancor più gli elp, tranne alcune cose del primo disco) sono il motivo principale x cui il progressive rock dei 70 è considerato da molti critici, ma anche da chi ne capisce ([;)][:D][:D][:D]), barocco, pomposo e vuoto ...

a me piacciono e molto, ma solo a sprazzi tipo le primissime cose, fragile, close, e qualcosicchia qua e la ... il resto mi pare pure a me un macigno colossale ... se ne deve giocoforza riconoscere l'importanza fondamentale nella storia del rock ma, come dicevo prima, mi sembrano afinalistici e privi di un filo conduttore ...

rappresentano un po' un demo di quello che il rock può arrivare a fare ... un demo che in poco tempo deve (... deve ... a tutti i costi ...) concentrare le cose più spettacolari possibile x stupire a forza l'ascoltatore ...

[;)]
The maelstrom of my memory is a vampire and it feeds on me now, staggering madly, over the brink I fall.

http://www.youtube.com/watch?v=U7bqxuKQ ... ed#t=2m45s
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Postby smiroldo » 11 Aug 2009, 08:13

quote:
Originally posted by Sanvean

Relayer...una martellata sugli zebbedei ????
Imbarazzo, molto imbarazzo.

(...)

Per me è la vetta.
Chiaramente, è doveroso accettare sempre tutte le critiche e le opinioni.
Quelle motivate sono le preferite.
[;)]

a giudicare dalla passione con cui hai esaltato relayer, si capisce bene quanto ti piaccia, e capisco quanto possa averti lasciato interdetto il mio giudizio impietoso sul disco [;)]
però...che dirti? purtroppo l'ho ascoltato molto, parecchie volte, anche a distanza di anni. per me è un disco addirittura involontariamente grottesco. (a me) sembra un disco scritto e suonato in modo caricaturale, come per farsi beffa del genere prog. ma capisco che possa piacere, e anche molto. non sei il primo a considerarlo il migliore degli yes. così come ho sentito spesso dire che gli yes sono l'emblema del genere; è giusto così, evviva la soggettività [;)]
partiamo con le (poche) cose su cui concordo con te:
quote:
Originally posted by Sanvean

La sezione finale di Gates è la pace, finalmente, la pace...universale.
Basterebbe la sequenza finale...(quei nove accordi negli ultimi 20 secondi che portano direttamente nel cosmo)
Soon da sola è epocale, altro che martellata

soon è certamente la cosa migliore del disco, e concordo con quei nove accordi finali - aggiungo io, con un'unica nota comune a tutti gli accordi "che canta", così da produrre un ostinato molto bello, fino alla catarsi dell'accordo conclusivo.
però:
1. estrapolare una parte da una suite non è filologicamente corretto. resta il fatto che la suite, nella sua interezza, non è riuscita bene. supper è perfetta dall'inizio alla fine, echoes pure, close ancor di più. viceversa, il resto di gates per me è atroce. in particolare, ricordo una sezione centrale apocalittica, con tanto di effettacci speciali tipo bombardamenti. ok, era voluto, quella era l'intenzione del gruppo: riprodurre in musica un'apocalisse. ma non è detto che all'intenzione sia corrisposto un risultato buono [;)]. per me l'effetto finale è cacofonico.
2. anche volendo estrapolare la sola soon, la trovo un pò troppo tirata per le lunghe. e il finale mistico, pur molto bello, secondo me non è paragonabile - ad esempio - con awaken: quella si che è stupenda, con un finale in grado di avvicinarti a DIO [:p][:p][:p]
quote:
Originally posted by Sanvean

Alan White...superlativo.
Copertina...strabiliante.
La partitura di Squire su quest'album credo sia tra le più difficli che abbia mai suonato

non so se white sia superlativo, però, alla lunga, ha saputo dimostrarsi bravissimo a non fare rimpiangere bruford. e non era facile.
copertina stupenda: sicuramente (anche se, nel 75, quel tipo di iconografia aveva un pò stufato. no?)
in quanto a squire...le sue partiture saranno le più complesse del mondo, ma mi lasciano freddo come un ghiacciolo, anche nei dischi migliori degli yes. figuriamoci qui.
e qua finiscono le cose su cui concordo [:D][:D][:D]
sound chaser: il peggio del peggio. scusami, ma davvero non trovo aggettivi per definire una cosa del genere, così autoreferenziale, glaciale e presuntuosa. è onanismo in musica ("oh, come godiamo a essere così bravi...non trovate?") [:D] . quei "na-naaa" ossessivi di anderson, poi, sono a dir poco irritanti...
to be over invece recupera un pò di melodia e, guarda un pò, è quella che preferisco...

sorry [:D][;)]
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Postby harlequin » 11 Aug 2009, 09:07

In To be over c'è un bellissimo assolo di Howe.
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Postby Duke of Mar » 12 Aug 2009, 18:47

Per Frusciante dei RHCP è uno dei 5 più bei dischi della storia (vedi booklet di Yes, The word is live) [:0]
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Postby Duke59 » 12 Aug 2009, 19:23

Un'altra versione (semi)acustica e jazz della prima parte di CTTE, questa volta volta da parte dello Steve Howe trio

http://www.youtube.com/watch?v=jLEAqR8FOPE
Last edited by Duke59 on 12 Aug 2009, 19:25, edited 1 time in total.
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Postby Sanvean » 13 Aug 2009, 06:18

Trovo davvero interessante il fatto che alcuni album dividano in due la critica.

Dagli osanna all'atrocità musicale, dal capolavoro assoluto alla c***ta pazzesca.

'Relayer' è certamente uno di quegli album.

Credo che la particolarità di alcune opere d'arte, in senso lato, sia proprio quella di estremizzare la soggettività del giudizio critico.

Credo non sia esente talvolta, l'influenza 'sentimentale' con la quale consideriamo un album che acuisce la soggettività con la quale lo trattiamo.

Personalmente sono legatissimo a dischi come Close, H to He, Stand Up, Absolutely Live, Four Way Street, Quadrophenia...album legati a particolari situazioni, che ancor oggi evocano momenti 'forti' di una vita datata...almeno...trenta anni fa

Close to the Edge in particolar modo, quando il biondone 'apre' le cateratte del cielo con mani e piedi sull'organo da chiesa (I Get Up I Get Down) mi riporta indietro nel tempo come un treno invisibile e la commozione è forte.

Oppure Reason to Waiting dei Jethro ma forse su tutte c'è House With No Door (lotta dura con la seconda sezione di Lost)...è meno facile conservare l'obbiettività nella valutazione di ciò a cui si è molto legati.

Eppure...sicuramente si può, e si può anche il contrario.

Personalmente non 'amo' Relayer, anzi, nell'ascolto degli Yes è sempre stato relegato ai margini (Perpetual Change è il brano che ho ascoltato di più, in studio e live, presente in ogni compilation) ma è uno degli album che trovo davvero...eccezionali, anche nel suo essere eccessivo , probabilmente, meno 'piacione' degli altri, forsennato, estremamente nervoso e difficile da digerire (del resto la parte dominante, la suite, si chiama 'I Cancelli del Delirio'...e qualcosa del genere uno potrebbe anche aspettarselo, ascoltandola !!)

Diverso atteggiamento, ad esempio, nei confronti di A Passion Play, che nonostante non sia di sicuro il più 'amato' da me non riesce neanche per un momento ad essere oggetto di una critica 'oggettiva' positiva.

'Acquiring the Taste', per fare ancora un esempio, è un album di cui riconosco la superiore qualità musicale rispetto ad altri del Gigante eppure è quello che ascolto meno, che mi piace meno, magari perché lo trovo troppo freddo, 'perfetto', o magari...perché Three Friends mi stimola associazioni biografiche così forti che resta il mio preferito...

Concludendo, a prescindere dalla natura 'spaccacritica' di alcune opere (già per questo credo, molto significative in assoluto)...quanto è attendibile il giudizio di un critico?


P.S. Per Smiro

Non credo sia filologicamente scorretto esaminare una suite anche nelle parti che la compongono e nella loro successione.

Le parti che fanno un insieme e la loro collocazione hanno peculiari qualità, senza le quali l'insieme non avrebbe modo di essere.

Tornando sopra...di una suite magari abbiamo amato maggiormente e ancora ci emozioniamo di fronte ad una sezione piuttosto che a un'altra, questo senza svalutare il corpus tutto, magari decontestualizzando un passaggio, una strofa, un solo per descriverlo nella sua particolare funzionalità all'interno di quel corpus...

O no?

[;)]

Un saluto
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Postby aorlansky60 » 14 Aug 2009, 06:34

quote:
Originally posted by Sanvean



Personalmente sono legatissimo a dischi come Close, H to He, Stand Up, Absolutely Live, Four Way Street, Quadrophenia...album legati a particolari situazioni, che ancor oggi evocano momenti 'forti' di una vita datata...almeno...trenta anni fa




non sono molto in accordo circa il tuo giudizio e grado di apprezzamento per quanto riguarda Relayer (il mio giudizio è più vicino a quello di Smiro) che mi riprometto tuttavia di riascoltare attentamente anche grazie alle tue attente note tecniche, comunque non posso fare a meno di quotarti [;)] per le opere che hai citato, una più bella dell'altra... e concordo certamente per HOUSE WITH NO DOOR, brano di una bellezza e poesia uniche.
...AMA TUTTI, CREDI A POCHI, NON FAR MALE A NESSUNO...
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aorlansky60
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