Genesis: riflessioni sugli anni 80

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Genesis: riflessioni sugli anni 80

Postby genesisforever » 17 May 2009, 11:03

Su questo forum a lungo si è disquisito, spesso con critiche feroci, sulla evoluzione (o involuzione) musicale dei nostri negli anni' 80. Nelle prossime righe cercherò di analizzare quanto accaduto, naturalmente secondo la mia opinione, sottolineando anche gli aspetti riguardanti i rapporti interni nella band. Spero questo scritto vi piaccia...

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Per cominciare facciamo un passo indietro. I Genesis avevano chiuso la loro brillante stagione progressive nel 1977, con il live "Seconds out". E con la fuoriuscita dal gruppo di Steve: un elemento questo largamente sottovalutato da tutti, in primis dalla band stessa. In realtà il ruolo del timido chitarrista nel gruppo andrebbe rivalutato, tenendo conto dell'altissimo livello di "A trick of the tail" e "Wind and Wuthering", i 2 album realizzati dalla formazione a 4...
Per la band comunque non deve essere stato facile digerire una nuova defezione, dopo quella traumatica di Peter (avvenuta appena un paio di anni prima), anche se con il consueto spirito autartico si sceglie di non cercare un sostituto.

Ma inevatibilmente il disco seguente, l'incerto e non a caso malinconico "And then there were three" è figlio di questo momento di smarrimento. Aldilà dell'aspetto strumentale (dove si soffre terribilmente la mancanza di Steve) manca una reale unità di intenti; il lavoro appare spezzettato e indeciso sulla direzione da prendere. Anche i testi ne risentono, altalenanti fra la necessità di raccontare delle "storie" (per la verità non tutte riuscite) e l'esaltazione di generici valori ecologici...
Il punto è che non è un lavoro realizzato da una vera band, ma bensì da due compositori separati, Tony e Mike.
Il ruolo di Phil è ridotto al lumicino, a livello di composizione e arrangiamenti. Addirittura la sua batteria appare relegata sullo sfondo, anche dalla modesta produzione. Senza il successo dell'hit "Follow you follow me", questo disco di transizione rischiava di far precipitare i Genesis nell'oblio.
Lo stesso Mike ammette " I pezzi non erano vere canzoni di gruppo, ma brani con un pezzettino mio, uno di Tony e uno di Phil. Questo non mi piacque." Considerato ciò, non c'è da stupirsi se loro stessi in una intervista lo hanno eletto peggior album della loro storia più recente.
Da questo momento storico emerge un importante avvertimento: la formazione a due (Mike + Tony) fatica a funzionare. Una lezione che i Genesis dimenticheranno molti anni dopo!

Ad ogni modo la band non ci mette molto a superare questa fase di difficoltà... Nel 1980 pubblicano infatti il riuscitissimo "Duke", il migliore frutto della premiata ditta Tony, Mike & Phil.
Questo meritato successo coincide con un ritrovato feeling interno dovuto a nuovi equilibri. Esplode infatti la personalità di Collins, che esordisce come compositore autonomo e dimostra le sue abili qualità di arrangiatore e di trascinatore. Per avere prova del suo crescente ruolo in seno alla band è sufficiente analizzare l'aspetto ritmico: tanto la batteria era flebile e arretrata nel precedente "And then...", quanto ora è dinamica e in primo piano, vero motore trainante della musica dei Genesis.
E grazie alla sua simpatica spontaneità espressiva compare nei testi quella semplice descrizione della quotidianità e delle vicissitudini amorose, che negli anni '70 erano state evitate come la peste.
"Duke", non a caso amatissimo dai tre, è un lavoro importantissimo nella loro storia meno lontana, una sorta una dichiarazione di fiducia in sè stessi: la formazione a tre c'è e funziona alla grande.
E' un disco che consegna una nuova band, più moderna, agli anni '80, ma allo stesso tempo è un ultimo, definitivo omaggio al loro passato. Contiene infatti l'ultimo testo barocco ("Cul de sac") e il lungo strumentale progressive "Dukes travels". Quasi un affettuoso abbraccio ai vecchi fans, prima di salutarli definitivamente.

Infatti nel giro di appena un anno arriva il punto di non ritorno. Forti di una nuova sicurezza interiore e del legame di amicizia e condivisione che li unisce sempre più, i Genesis decidono consapevolmente di chiudere definitivamente col passato. "Abacab" è un lavoro di netta rottura, a suo modo coraggioso.
Cambia tutto: spariscono le aperture strumentali, così importanti in passato e gli arrangiamenti elaborati; cambia il feeling esecutivo, da oggi votato all'essenzialità, e lo stile vocale di Phil, ora molto più duro. Ogni pallido richiamo al passato (come gli strumentali e la romantica "You might recall") viene relegato al ruolo di B-side.
Dal punto di vista lirico la mutazione se vogliamo è ancora più integrale: scompaiono simbolismi e barocchismi a favore di testi diretti e a volte addirittura astratti e distaccati.
Indigesto a tanti fans, "Abacab" inoltre è caratterizzato da un insolito sound aspro e quasi grezzo, che non sentiremo più in futuro.
Eppure le sessions di preparazione sono fra le più ricche della loro storia, segno inequivocabile di un momento di ricchezza creativa e voglia di sperimentare e stupire. A mio avviso "Abacab" è comunque espressione di una band unita e concentrata sul proprio lavoro, possibile inizio per interessanti sviluppi futuri...

Ma proprio nello stesso periodo ha inizio la carriera solista di Phil e il conseguente folgorante successo di "in the air tonight".
Successo che colpisce nell'orgoglio i due compagni Tony e Mike (molto più di quanto essi vogliano far credere), che con i successivi lavori solisti ("Acting very strange"e "The fugitive") cercheranno maldestramente di seguirne le orme.
Purtroppo queste carriere "parallele" andranno inevitabilmente ad indebolire progressivamente il gruppo. Da elementi a tempo pieno impegnati al 100% nella band i tre si trasformano in poco tempo in impiegati part time, e i Genesis divengono una (delle varie) parentesi del loro percorso. Inutile sottolineare che tutto ciò influenzerà pesantemente quanto seguirà...anche se i rapporti umani e interpersonali non ne soffriranno per nulla, anzi.

Dal 1983 cambia il loro modo di scrivere: Phil & co. arrivano in studio di registrazione senza nulla di già composto (anche perchè già utilizzato nei progetti solisti!), e si affidano all'improvvisazione e alla spontaneità. Questo nuovo metodo dà qualche ottimo frutto ("Mama" e "Home by the sea", a dimostrazione che la classe non è acqua), ma resta nell'aria l'impressione di un impegno sempre più limitato e frettoloso. Impressione confermata dalla mancanza di outtakes dall'album "Genesis" e dalla dilagante banalità che caratterizza la maggior parte delle liriche. Contemporaneamente, forse proprio per limitare i tempi di lavorazione e lasciare spazio ad altri progetti, la band si affida largamente alle nuove tecnologie, rendendo il sound sempre più leccato, artificioso e radiofonico. Complice la produzione di Hugh Pagdham, appassionato di sequencer e drum machine.
Il limite è insomma evidente: le energie creative, prima profuse esclusivamente nella band, vengono ora disperse in tanti fiumiciattoli. Limite questo che si fa sentire soprattutto per Tony e Mike, che, giova ricordarlo, avevano composto già tantissimo negli anni '70.
D'altronde classifiche e platee sembrano dare loro ragione, e i Genesis si godono quel successo plebiscitario che in fondo tutte le bands sognano. Inoltre il nuovo sistema compositivo è dichiaratamente "democratico", consente una gestione suddivisa in parti eque, evitando ogni gelosia o prevaricazione...e contribuisce a rinsaldare ulteriormente la loro coesione e amicizia.

Nel frattempo un nuovo avvenimento scuote la storia del gruppo: l'inaspettata affermazione commerciale di Mike & the mechanics. Questo fattore, spesso sottostimato, da un lato allontana Mike dai Genesis, dall'altro frustra il povero Tony, spingendelo a snaturare le sue propensioni musicali, alla ricerca del successo solista. Successo che, proprio perché nato da una forzatura, non arriverà mai.
Colpisce l'instancabile, incessante lavoro di Phil che, fra dischi solisti e infinite collaborazioni, gode di un riscontro oceanico, tant'è che molti si chiedono dove trovi il tempo (e la voglia) per rientrare periodicamente nella band.

In questa situazione le pause fra un disco e l'altro ovviamente si dilatano sempre più. Quando finalmente nel 1986 la band si riunisce, lo fa per portare alle estreme conseguenze la direzione intrapresa con "Genesis".
"Invisible touch" è universalmente considerato l'album più immediato e commerciale della loro produzione, perfetto per scalare i primi posti delle charts. Gli hit singles si ripetono uno dopo l'altro, così come le liriche scontatissime, interrotti solo dalla gradevole mini-suite "Domino", che sembra essere piazzata lì più che altro per accontentare qualche nostalgico. Il suono manco a dirlo si fa ancora più sintetico e tecnologicizzato, e anche in concerto comincia a pesare una certa freddezza esecutiva, stile "timbra il cartellino".
E ovviamente resta fuori dall'album il solo strumentale degno di nota, la movimentata "Do the neurotic".
Dischi venduti a vagonate, primi posti nelle classifiche USA (un tempo ostiche per i nostri), tourneé trionfali, 300.000 persone a Wembley...è il momento di massima popolarità per la band, la cui ostentata sicurezza rischia di risultare eccessiva.
Eppure qualcosa comincia a scricchiolare nell'oliato meccanismo della band. Illuminante in questo senso una dichiarazione di Phil: "Durante le sessions nacquero delle perplessità su alcuni aspetti dell'album e Hugh disse: "Bhe abbiamo vinto alcuni grammy, non può andare male". Il dubbio ha i suoi lati postivi, per me fu il segnale che occorreva cambiare."

Malgrado si sfori negli anni '90, val la pena di spendere alcune righe su "We can't dance". Dopo i fasti di "Invisible touch" deve essere stata forte la tentazione di pubblicarne un disco-fotocopia. Fortunatamente non è proprio così, grazie anche ad un prolungato periodo di riflessione che dà il tempo a Tony di risollevare le sue quotazioni partorendo il gradevole "Still".
Pur restando in un ambito prevalentemente pop si avverte da parte del gruppo la necessità di riacquistare un pò di sostanza e credibilità. Così accanto agli immancabili brani scala-classifiche appaiono pezzi più lunghi ed elaborati e soprattutto si riaffacciano le aperture strumentali, che erano svanite dal 1981. Il sound, anche in virtù di un auspicato cambio di produzione, si fa un pochino più "umano" e meno sintetico, e si riesce a riascoltare una batteria come si deve. Anche le liriche risentono (almeno in alcuni casi) positivamente di questo clima, trattando alcune tematiche sociali di un certo spessore. Curioso che gran parte dei testi siano scritti proprio da quel Phil Collins che di lì a poco lascerà la band...
Chiaramente il gruppo sta ben attento a dare un colpo alla corda e uno alla botte (a nessuno fanno schifo i primi posti nelle charts ;-)), ma resto convinto che questo album poteva rappresentare un punto di partenza verso sviluppi inediti. E che probabilmente un successivo e più meditato lavoro con questa formazione ci avrebbe regalato qualche bella sorpresa. Ma questo non lo sapremo mai, visto che questo sodalizio, che sembrava inossidabile, si spezza un paio di anni dopo.

In conclusione, ripercorrendo tutte queste vicende, e aldilà dei risultati artistici, non si può ignorare come dal punto di vista dei rapporti interni la band avesse trovato negli anni '80 un invidiabile equilibrio. Nei seventies la loro relazione era stata eccezionalmente creativa ma anche frutto di scontri, frustrazioni e rivalità. Da "Duke" in poi invece l'unione professionale e umana si fortifica, rivelando un elevato grado di compatibilità e compensazione. Amicizia e stima reciproca non sono mai venute a mancare, tant'é che anche la separazione si è consumata senza ruggine o risentimenti. E che nel 2006 in tutta serenità e complicità, Phil, Tony e Mike si ritrovano per un tour di reunion dal grande successo.
Si può essere "amici per sempre"? Sembra proprio di sì.
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Genesis: riflessioni sugli anni 80

Postby smiroldo » 17 May 2009, 14:34

ben fatto, genesisforever, anche se - al di là dei gusti personali che sono insindacabili - trovo due frasi MOLTO discutibili, e quel che trovo sorprendente è che non le leggo di certo per la prima volta - anzi, direi che sono due "luoghi comuni" sui genesis anni 80 evidentemente durissimi a morire.

1. a proposito di abacab:

quote:
Originally posted by genesisforever

Cambia tutto: spariscono le aperture strumentali, così importanti in passato e gli arrangiamenti elaborati; cambia il feeling esecutivo, da oggi votato all'essenzialità

questa cosa non l'ho mai capita. abacab gode di arrangiamenti elaboratissimi, che possono piacere o meno ("soggettività"), ma resta il fatto che sono elaborati, complessi e astrusi ("oggettività").
io non so se tu suoni, ma le partiture di banks sono elaborate e di difficile comprensione (la tanto disprezzata whodunnit: qualcuno provi a trovare gli accordi, ci sarà da ridere; me and sarah jane; dodo), i brani sono iperarrangiati.
le partiture sono tuttaltro che elementari, ma scherziamo? qualche bassista provi a tirare giù le parti di basso di "no reply at all" (brano che, per inciso, non m'è mai piaciuto).
certo, qualche brano un pò più "minimale" c'è ("man on the corner", guardacaso di phil; qualcosa di "another record" e "like it or not"), ma nell'insieme abacab è disco tuttaltro che minimale o essenziale. poi, se piace o meno, è un altro paio di maniche.

2. a proposito di "genesis 83"

quote:
Originally posted by genesisforever

la band si affida largamente alle nuove tecnologie, rendendo il sound sempre più leccato, artificioso e radiofonico. Complice la produzione di Hugh Pagdham, appassionato di sequencer e drum machine

questa cosa è ancora più incomprensibile.
i genesis hanno SEMPRE fatto ricorso alle tecnologie. non era tecnologico il Mellotron? era uno strumento rivoluzionario, era l'equivalente dei moderni campionatori! non era tecnologico l'uso dei primi sintetizzatori monofonici? semplicemente, le tecnologie si sono evolute, permettendo a banks di passare dai monofonici ai primi polifonici fino ai moderni synth digitali. tutto qui!
banks in questo è sempre stato coerente, non ci trovo nessuna rottura col passato.
non era tecnologico l'uso dei bass pedals in sostituzione del basso elettrico?
e la strumentazione di steve? steve faceva spesso suonare la sua chitarra come una tastiera, e questo anche per merito dell'effettistica a sua disposizione, assolutamente innovativa, e ciò gli permise di tirare fuori i suoni più "futuristici" dell'epoca...
questo per dire che NON E' LA TECNOLOGIA IN SE' a rendere un brano migliore o peggiore, men che meno - come dici tu - leccata, artificiosa e - addirittura! - radiofonica!! [:0]

per il resto, sono opinioni, e in quanto tali, rispettabilissime [;)]
anche se non mi trovo granchè daccordo sulla batteria in secondo piano in ATTWT. a me pare molto presente (down and out, burning rope, deep...)
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Genesis: riflessioni sugli anni 80

Postby fr.arcuri » 17 May 2009, 15:36

concordo con smiro sulla batteria dimessa ed in secondo piano in and then there were three: a me sembra presentissima in down and out come non mai.
la rullata infinita di burning rope è uno dei passaggi più belli dell'intera loro discografia ed anche in night dream c'è un gioco ritmico che solo loro potevano produrre.

più in generale non concordo con l'opinione comune che vuole questo disco come il "peggiore" del periodo: io lo trovo molto ma molto buono.
il suo problema è che ci sono ancora molti parti per chitarra e mike , per quanto bravissimo, non regge il confronto con steve: se notate, in duke, il ruolo della chitarra è molto più limitato e secondo me questo contribuisce moltissimo alla riuscita dell'ultimo grande capolavoro dei genesis.

con smiro concordo anche per quanto riguarda abacab: le sessioni furono ricche e pubblicarle in toto avrebbe forse arginato meglio la diaspora di vecchi fans che si ebbe all'epoca.

sul fatto dell'uso delle nuove tecnologie concordo ancora con smiro ( 3 volte, un record!) che i genesis sono sempre stati una band al passo con le nuove tecnologie: il problema è come ne facevano uso.

la drum machine di duchess è un perfetto esempio di utilizzo di un nuovo mezzo in modo creativo e soprattutto efficace: non dimentichiamo mai questo aspetto.
qualunque sperimentazione che non tiri fuori risultati appaganti sotto il profilo dell'estetica e del gusto è vuota e priva di qualunque utilità: se si sperimenta per ottenere qualcosa di bello mi va bene, se si sperimenta per ottenere qualcosa di strano allora non sono più molto d'accordo.

successivamente i genesis hanno semplicemente usato la drum machine come base per le loro canzoni: è lì che è nata la musica fredda ed inconcludente dei genesis degli anni ottanta.

una musica lontanissma dall'essere bella ed ispirata: se lo hanno fatto apposta sono degli stolti, se quello era il loro massimo allora i giudizi positivi su di loro vanno modificati.

a me la musica dei genesis degli anni 80 non piace granchè: mama mi sembra una macchietta grottesca più che quel racconto torbido e morboso che vorrebbero che fosse, home by the sea è troppo squadrata e fredda per amarla.

il resto sono canzoni brutte e scontate: io faccio fatica a credere che si tratti degli stessi artisti capaci di creare i capolavori del passato.

e a me rimane sempre l'amaro in bocca per quello che poteva essere e che non è stato: anche questo, come l'amicizia può essere per sempre
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Postby The Serpent » 17 May 2009, 15:52

quote:
Originally posted by genesisforever

..........
In conclusione, ripercorrendo tutte queste vicende, e aldilà dei risultati artistici, non si può ignorare come dal punto di vista dei rapporti interni la band avesse trovato negli anni '80 un invidiabile equilibrio. Nei seventies la loro relazione era stata eccezionalmente creativa ma anche frutto di scontri, frustrazioni e rivalità. Da "Duke" in poi invece l'unione professionale e umana si fortifica, rivelando un elevato grado di compatibilità e compensazione. Amicizia e stima reciproca non sono mai venute a mancare, tant'é che anche la separazione si è consumata senza ruggine o risentimenti. E che nel 2006 in tutta serenità e complicità, Phil, Tony e Mike si ritrovano per un tour di reunion dal grande successo.
Si può essere "amici per sempre"? Sembra proprio di sì.



Bella analisi. Complimenti.[^]
Ci sta bene anche un po' di "soggettività" come dice smiro, ma è un'analisi che soddisfa anche un gabrieliano come me.[;)]

Ho quotato l'ultimo paragrafo per fare una considerazione IMHO valida per i Genesis come per molte altre band: spesso i periodi di alta conflittualità sono sfociati nella produzione di album-capolavori. Penso perchè l'energia e la tensione interna una volta convogliata nella giusta direzione, magari in un momento di riappacificazione interna, era capace di risvegliare i sentimenti, di sviluppare la creatività geniale a livelli altissimi.
Nel caso opposto di periodi di completa intesa forse proprio quelle energie, quei sussulti artistici, qulle personalità eccentriche e spesso egocentriche restavano sepolte nella tranquillità e nella quotidianità.

Ma chissà? Forse è solo una mia strampalata idealizzazione di ciò che poteva essere un gruppo rock[:-I][:-|].

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Postby Kia » 17 May 2009, 16:34

quote:
Originally posted by fr.arcuri

a me sembra presentissima in down and out come non mai.
la rullata infinita di burning rope è uno dei passaggi più belli dell'intera loro discografia ed anche in night dream c'è un gioco ritmico che solo loro potevano produrre.

la drum machine di duchess è un perfetto esempio di utilizzo di un nuovo mezzo in modo creativo e soprattutto efficace


[^][^]

Personalmente non amo particolarmente gli album degli anni 80, Tranne Duke che secondo me è molto bello.
Anche se comunque in quel periodo trovo alcune canzoni che non mi dispiacciono.
Il periodo che preferisco va sicuramente dal 1970 al 1980(quindi con duke compreso)ed apprezzo molto We can't dance.
[:)]
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Postby genesisforever » 17 May 2009, 16:52

Premetto che la mia era un'analisi assolutamente soggettiva, e quindi personale e criticabile.

Faccio comunque alcune aggiunte chiarificatrici:

- Su ATTWT sono le scelte produttive che relegano la batteria sullo sfondo, e comunque a mio avviso su quel disco la ritmica svolge un ruolo secondario rispetto ad altri momenti. Più accompagnamento e meno motore ritmico, proprio il contrario di "Duke". Parola di ex batterista ;-)
Non sostengo che questo disco sia scarso in assoluto, anzi contiene anche alcune belle canzoni, ma che sia esemplificativo dei limiti che ho esposto e espressione di un momento di crisi.

- Su Abacab entriamo nel campo delle impressioni soggettive: a me ha dato sempre l'idea di un disco dal suono scarno, seppure interessante. Ciò non toglie che sia suonato benissimo, come d'altra parte tutti i loro dischi. Ma se confrontiamo la versione live di Abacab con quella del disco, non vi sembra che a livello di arrangiamenti si poteva fare di più?

- Sull'uso della tecnologia: mah, secondo me hanno ecceduto.
Tony stesso ha dichiarato che per esempio Thats all e Brazilian sono nate da casuali elaborazioni del sequencer (che sforzo compositivo!). Addirittura Padgham ha recentemente ammesso a denti stretti che le percussioni elettroniche di "Genesis" e Invisible touch" sono oggi inascoltabili e se potesse le reinciderebbe con una batteria vera (o perlomeno suonata).
Comunque mi spiego meglio: non è che l'elettronica renda il sound leccato e radiofonico, sono loro che hanno usato l'elettronica per renderlo tale.

Vi ringrazio comunque per i vostri appunti, che ho gradito molto.
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Postby fr.arcuri » 17 May 2009, 17:06

completo il tuo intervendo aggiungendo che padgam ha fatto suonare la batteria di collins in maniera strepitosa nei suoi primi due dischi solisti, nei dischi di plant e clapton del periodo e che lo stesso tecnico rendeva la ritmica dei police assolutamente esagerata.

non sapevo di questo suo "rimorso" per il lato ritmico dei dischi dei genesis: sono in buona compagnia allora.

i pezzi di abacab dal vivo sono estremamente migliori: non a caso 3SL sarebbe il più bel disco dal vivo dei genesis se non ci fosse quel pezzo di monolite pubblicato 5 anni prima di lui che è assolutamente divino.
Last edited by fr.arcuri on 17 May 2009, 17:06, edited 1 time in total.
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Postby Thomas Eiselberg » 17 May 2009, 17:28

Bella l'analisi genesisforever, con la quale (a parte quisquilie) sostanzialmente concordo[:)]
Last edited by Thomas Eiselberg on 17 May 2009, 17:29, edited 1 time in total.
Essi vivono noi dormiamo. Obbedisci, compra, non pensare, il denaro è il tuo dio.

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Postby harlequin » 17 May 2009, 19:42

Non ho letto nulla ma concordo con lo Smiracchio.[:D][:D]
Beh, però la batteria in "and then" è registrata da schifo eh?
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Postby stevieray » 18 May 2009, 07:49

"interrotti solo dalla gradevole mini-suite "Domino" "[:0][:0][:0]

sarò anche l'unico, ma a me domino non è mai ma proprio mai piaciuta.
per il resto ottima l'analisi descrittiva ed anche ottimo l'intervento di precisazione di smiro.
abacab è un disco pieno di suoni e difficilissimo da suonare, ed in effetti basta ascoltarlo nelle escuzioni dal vivo per rendersene conto, poi è chiaro che essendo approcciato in modo completamente diverso dal solito può benissimo non piacere.
la storia dei genesis, quelli che tutti noi amiamo, termina proprio con abacab e con i due tour che ad esso hanno fatto seguito. credo che anche loro la pensassero così, tant'è che l'encore tour fu estremamente celebrativo, quasi a voler chiudere un'epoca. Ricordo alcune interviste di phil nell'82 che esprimevano proprio questo concetto...
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Postby Benedictus » 18 May 2009, 07:52

Io anche concordo, e aggiungo che WCD è un album che con un un pizzico di coraggio in più sarebbe stato ottimo (in ogni caso è molto buono).

Unico appunto su questo refuso: "anche se con il consueto spirito autartico" [:D] !!!!
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Postby smiroldo » 18 May 2009, 07:56

quote:
Originally posted by fr.arcuri


la drum machine di duchess è un perfetto esempio di utilizzo di un nuovo mezzo in modo creativo e soprattutto efficace

parole sante! [;)] e ci aggiungerei, come perfetto esempio di un uso intelligente della drum machine, i primi pezzi di phil...[:p]
quote:
Originally posted by stevieray

sarò anche l'unico, ma a me domino non è mai ma proprio mai piaciuta

io la trovo insopportabile [xx(] a proposito di uso pessimo (in questo caso) della tecnologia: quegli orchestral hit, per non parlare della simmons...[xx(][xx(][xx(][xx(][xx(]
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Postby genesisforever » 18 May 2009, 08:10

...ehm scusate, "autarchico" [;)]

Sarebbe comunque interessante reincidere i pezzi del periodo 1983/86 con strumenti veri e meno programmazione elettronica. Sono sicuro che anche il vituperato "Invisible touch" ne guadagnerebbe parecchio.
Non è un caso che i pezzi di quegli anni rendano molto di più dal vivo. Prendiamo ad esempio "2 Home by the sea"...quanto più bella è con la batteria suonata e arricchita da nuovi vioenti passaggi, il basso presente di Daryl e il suono più corposo delle tastiere! E il finale di Domino più marcatamente rock con la doppia cassa?...
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Postby stevieray » 18 May 2009, 08:13

qualcosa, in questo senso, i remaster del terzo cofanetto hanno fatto... non tanto però da cambiare sostanzialmente il giudizio su quegli album.[:-|]
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Postby genesisforever » 18 May 2009, 08:18

Bastasse un remissaggio, qui ci vorrebbe una re-incisione totale! [:D]
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Postby Tommy Banks » 19 May 2009, 06:24

Solo una cosa...Tony Banks abbandonò completamente l'opera di ricerca sui suoni affidandosi solo ai preset.
Lo dice proprio lui in una intervista su Keyboard,che per programmare i synth digitali bisognava essere laureati in ingegneria.

Senza contare che tutti loro volevano seguire la moda del momento dei suoni plasticosi di quegli anni.

Abacab per quanto più grezzo come suoni,aveva ancora una grande ricerca sonora e parlo ancora dei synth, CS80 processato nel distorsore per i suoni di basso ed utilizzato con un microfono ed un fischietto per ricreare i brass in modo più realistico(sfruttando l'ingresso esterno),Arp quadra con phaser e Fuzz,Prophet 5 con cambio di patch mentre suonava,ecc ecc

dopo di questo disco....il vuoto....[:D]
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Postby genesisforever » 19 May 2009, 09:29

Infatti, si è affidato alla tecnologia in modo acritico, con pigrizia e fatalismo... E lo stesso ha fatto Phil con le drum machines, lui che alla batteria è un fenomeno. Peccato.
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Postby Senka76 » 19 May 2009, 11:32

quote:
Originally posted by genesisforever

- Su ATTWT sono le scelte produttive che relegano la batteria sullo sfondo, e comunque a mio avviso su quel disco la ritmica svolge un ruolo secondario rispetto ad altri momenti. Più accompagnamento e meno motore ritmico, proprio il contrario di "Duke". Parola di ex batterista ;-)




azz io invece da batterista ritengo che And then è proprio su un altro pianeta per quanto riguarda la batteria rispetto a Duke, dovuto sia al cambio radicale di genere, sia perché Phil si è impegnato maggiormente nella costruzione dei brani a livello melodico e armonico. Poi che c'entra, ci sono partiture ardue anche in Duke, ma non reggono assolutamente il confronto con la raffinatezza e la tecnica di Down and Out, Burning, Lady lies, i controtempi di Scene's from a night's dream ecc.
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Genesis: riflessioni sugli anni 80

Postby MadManMoon » 19 May 2009, 14:26

Sono proprio contento!

io sono un genesiano forse un po' atipico: non so suonare, non conosco gli strumenti usati nel dettaglio, spesso conosco le pieghe della loro storia in maniera estremamente approssimativa e sento la musica con lo stomaco più che con orecchie e cervello... infatti li ho amati perchè all'inizio mi hanno dato uno schiaffone e quell'inizio per me si è chiamato Abacab, non li avevo mai sentiti nemmeno nominare prima e dopo ho scoperto che fino a quel momento non avevo mai sentito nulla della loro produzione pre-Ababcab, eppure quel disco mi ha preso nello stomaco e pur avendo emozioni indescrivibili quando ascolto la produzione gabrieliana, se metto su quel cd dal nome quasi buffo provo ancora un brivido profondo.

Tutto ciò mi ha sempre portato nelle discussioni a fare quasi la figura del pirla, molti mi deridevano quasi per la mia passione verso questo disco (e ho notato che anche qui più di qualcuno non scherza... [;)]), tanto da arrivare non dico a rinnegarlo ma a relegarlo in un secondo piano.

Le vostre parole in questo topic mi hanno ridato nuova forza!

Grazie.
perchè ogni Uomo ha una Luna nella sua Follia...
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Genesis: riflessioni sugli anni 80

Postby smiroldo » 19 May 2009, 14:57

io l'ho sempre difeso a spada tratta [;)]
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Genesis: riflessioni sugli anni 80

Postby genesisforever » 19 May 2009, 15:55

E' un disco senza dubbio coraggioso: pochi gruppi avrebbero avuto il fegato di eliminare ogni contatto con il passato senza sapere come avrebbe reagito il pubblico ("Abacab" poteva anche essere un flop colossale). Peccato che la voglia di sperimentare, giocare con isuoni e stupire che caratterizza questo disco si sia persa nei lavori successivi...
Last edited by genesisforever on 19 May 2009, 15:56, edited 1 time in total.
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Genesis: riflessioni sugli anni 80

Postby ramasandiran » 20 May 2009, 04:01

Io ci tengo a dire che anche per me è il primo disco dei genesis acquistato e quindi conosciuto, per ovvi motovi di età (9 anni appena compiuti a novembre '81 e me lo feci regalare a Natale).
Che dire? La critica italiana, sempre ostile col progressive, chissà perchè poi, fu in realtà generalmente positiva, al contrario di Duke, generalmente invece non del tutto digerito. Col tempo ho letto un pò di recensioni e ho scoperto proprio queste cose tipo che i Genesis si erano liberati dalle catene del pop romantico, niente progressive, anche perchè ho scoperto che la critica italiana utilizzava questo nome per il Canterbury sound, sempre e indistintamente osannato a priori...vorrei far riflettere anche su questo, ma non qui, qui saremmo OT...In realtà è dopo che i Genesis sono stati assimilati al mainstream più bieco, di cui erano considerati però in maniera distaccata i fratelli maggiori saggi, perchè, incredibile a dirsi, per qualcuno, "Invisible Touch" era considerato al di sopra della media per quanto riguardava il pop dell'epoca ed al nome Genesis ci si inchinava...non sto inventando...leggetevi le cronache dell'epoca, anche se lasciano il tempo che trovano, e certi giornali erano davvero ridicoli, ma, che io ricordi, la demonizzazione giornalistica dei Genesis, almeno qui in Italia (eccezion fatta per il periodo 78-80) è arrivata intorno all'88-89, quando la foto di Phil Collins era attaccata sui diari delle teenagers, assurdo, ma l'ho visto con i miei occhi...ma prima o era il silenzio, o era l'osannazione. Ad ogni modo, dato che si rivaluta tutto, considerando che poi non è così male in quanto a suoni e ricerca sul suono, soprattutto, è arrivato anche il momento di considerare di rivalutare Abacab, non certo come pietra miliare, ma certamente come un disco che ha ben rappresentato, in generale, i primi anni '80, perchè, in effetti, le pietre miliari, e dei Genesis, e dei rpimi anni '80, sono altre...
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Genesis: riflessioni sugli anni 80

Postby stevieray » 20 May 2009, 08:34

quote:
Originally posted by ramasandiran

"Invisible Touch" era considerato al di sopra della media per quanto riguardava il pop dell'epoca ed al nome Genesis ci si inchinava

per quanto a noi cultori possa sembrae il disco più irritante mai prodotto[xx(], se confrontato con quello che era il pop dell'epoca è una affermazione sacrosanta...[:0]
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Genesis: riflessioni sugli anni 80

Postby aorlansky60 » 21 May 2009, 07:50

Credo che la band abbia avuto uno sviluppo artistico-musicale coerente nel tempo, e ciò è dipeso secondo
me da due fattori:

- i tempi intercorsi

- i personaggi componenti la band


il periodo TRESPASS - SELLING ENGLAND è prova di una maturazione stilistica notevolissima coincidente con
il periodo di maggiore splendore del movimento prog; ad un quasi timido e "naif" seppure assolutamente
splendente TRESPASS fa seguito una storia dai colori più carichi e decisi -NURSERY CRYME- grazie anche ad
uso più intenso dello strumento "principe" del prog, il mellotron, al quale segue un opera ancora più matura
e praticamente perfetta -FOXTROT- prova della consapevolezza e fiducia che i cinque stavano acquisendo nei
propri mezzi tecnici personali; SELLING ENGLAND è per certi versi la prova più raffinata in assoluto, testimone
di un ulteriore affinamento tecnico/artistico anche grazie all'adozione di nuova strumentazione -soprattutto
tastiere- che recano un tratto più etereo e dai colori più sfumati e gentili rispetto alle tinte più marcate
dei due predecessori...

il primo momento di rottura è rappresentato da LAMB, che testimonia in modo inequivocabile che i tempi stanno
cambiando; siamo nel 1974 ed il prog ha già scritto le sue pagine migliori, ormai sembra difficile superare "il
meglio" già pubblicato e non parlo solo dei GENESIS; anche i gusti del pubblico stanno iniziando a cambiare;

Gabriel prima di tutti sembra rendersi conto di questo e coinvolge i colleghi ad affrontare qualcosa di diverso
rispetto al passato, ed in effetti il "sound" che domina LAMB è piuttosto diverso dal passato, sebbene ne
restino ancora tracce più che evidenti, ma la durezza tipica di "BACK in NYC" o "Lillywhite Lilly" sono una novità nel panorama della band.

Il risultato finale di tutti questi albums è stato dato dalla grande competitività personale in ambito della
band; Gabriel-Banks-Rutherford-Hackett nell'ordine ma soprattutto i primi due sono stati -imho- gli elementi
fondamentali affinchè il Genesis sound tipico nascesse per risplendere, con Collins a fare da catalizzatore
affinchè l'alchimia funzionasse - per parole di Mike "eravamo sempre in lotta per la musica" riconoscendo che
l'arrivo di Phil -di estrazione sociale e per educazione ricevuta completamente diversa dai primi tre- fu
molto importante per stemperare gli umori che nascevano in sede di composizione e realizzazione.

Con l'abbandono di Gabriel la band sembra "cadere comunque in piedi" con la realizzazione di A TRICK OF THE
TAIL che rimane un disco dalle composizioni squisite e tecnicamente ancora migliore rispetto ai precedenti,
tuttavia è impossibile (almeno per me) non avvertire una differenza nel sound complessivo rispetto al passato,
come se l'assenza della mente di Gabriel prima ancora che quale vocalist avesse determinato un certo
"ammorbidimento" del sound generale, ora lontanissimo da quello di LAMB, ma parecchio lontano anche da quello
denso e pastoso di NURSERY CRYME o FOXTRTOT; quello che più gli somiglia è indubbiamente SELLING ENGLAND, del
quale però -almeno secondo me- è piuttosto lontano dall'eguagliarne i fasti ed il lustro musicale.

Siamo nel '77 quando viene pubblicato Wind & Wuthering, album ancora più "sofisticato" di TRICK, dove tastiere
e synth regnano incontrastati più del passato, segno forse di uno spostamento degli equilibri compositivi
e decisionali all'interno della band... Album in effetti preferito del tastierista per i risultati fin qui
raggiunti, mentre il chitarrista reca opinioni piuttosto differenti in merito.

Se ne va anche Steve Hackett ed il 1978 vede uscire "And then there where three" che a mio parere è l'album
più incerto -almeno fino a quel periodo- per intenzioni ed idee; si avverte che i tre rimasti sono ancora
fedeli agli ideali di TRESPASS e del prog, ma che devono anche farsi una ragione del fatto che un vento
burrascoso chiamato "punk" proveniente dalla stessa madrepatria ha provveduto a sfasciare quello che restava
del prog nella mente del pubblico prima e dei musicisti poi... il rusultato è un incertezza ed un "impasse"
generale che finiranno per contraddistinguere quell'album; da una parte c'è "Many too many" quale volere
rappresentare un disperato appiglio al passato, che viene rinnegato con "Follow you follow me" la cui
cadenza sincopata dai ritmi semplici e banali fa l'occhiolino alle classifiche di vendita. Infatti l'album
che la contiene diventerà quello più venduto in assoluto della band fino a quel momento. E' palese anche
l'assenza di un "vero" chitarrista qual'era Steve Hackett, che non può e non riesce ad essere sopperita
dalla buona volontà di Mike Rutherford, ma soprattutto pesa un altra mente in meno nel piano della
composizione generale; quel titolo sembra quasi profetico, come ammetterà lo stesso Banks: "essere in tre
semplifica la stesura delle composizioni" forse perchè non ci sono più Gabriel e Hackett a dare il loro
contributo, sebbene a prezzo di dure dispute... sono sempre stato convinto che cervelli in competizione
opportunamente incanalata a livello artistico possano dare risultati finali migliori rispetto ad una
situazione di calma e tregua dichiarata, dove comunque quello più "bravo" e più "cocciuto" rischia di
dettare legge... temo che sia quello che sia successo ed abbia segnato l'evoluzione della band per il
decennio entrante. In passato ero tendente a dare maggiori responsabilità al batterista, ma ora a distanza
di molto tempo la visione è per me molto più chiara, logica e definita.

DUKE è un album riuscito meglio del precedente perchè gli intenti che si erano prefissati i tre erano più
chiari rispetto a due anni prima: poco o niente riminescenze prog, ma molto più dichiaratamente pop, e molto
meno parti di chitarra, quasi a volere così risolvere il problema del chitarrista mancante, in fondo la
formula synth-basso-batteria è in grado di funzionare a meraviglia ed il risultato finale lo testimonia.
Per la prima volta si può quasi "ballare" ad un ritmo di un brano dei Genesis (Misunderstanding o Turn it on
again) cosa impensabile per un fan dei seventies cresciuto al sound di NURSERY CRYME, ma anche questo è il
segno dell'evoluzione e cambiamento dei tempi: il pubblico dei scintillanti anni '80 non vuole più il
mentalmente difficile da elaborare prog ma chiede qualcosa di più "facile" da essere assimilato e consumato...

Ed i Genesis seguono quello che il pubblico vuole...

In quel momento avevano due possibilità: fare una scelta alla BARCLAY JAMES HARVEST, gruppo UK sinfonic-prog
nato prima di loro (1967) che ha continuato imperterrito a sfornare negli anni un disco fotocopia del
precedente con il risultato finale di diventare terribilmente noisosi, oppure di voltare completamente pagina
ed iniziare un capitolo nuovo. Ci sono arrivati ed hanno deciso in tal senso pubblicando ABACAB, il vero disco
di rottura (di stile, non di b....) e sotto questa particolare chiave di lettura paragonabile solo a LAMB.

A parte qualche episodio discutibile e particolarmente non riuscito (la solita Dunnit, comunque il parere è
puramente soggettivo) molti brani di questo album recano ritmi ed orchestrazioni, oltre che strumentazione
(i fiati per la prima volta) completamente nuove ed originali rispetto al passato. Personalmente ritengo
che la sola ME AND SARAH JANE per complessità e riuscita finale valga tutto e più di AND THEN THERE WHERE TRHEE
complessivamente, ma anche questa considerazione è puramente soggettiva. Rimane da segnalare il grande coraggio
intrapreso con un opera del genere, che imho è l'ultima per importanza e sostanza degna di essere segnalata
del loro panorama.

Il seguito - GENESIS e INVISIBLE TOUCH - rappresenterà il raggiungimento di quello che avevano sempre sognato
fino dagli esordi, IL SUCCESSO planetario, testimoniato dai dati delle classifiche di vendite, cosa che però
una musica così elaborata come il prog con il quale sono nati non avrebbe mai potuto dare loro.

Di certo rimane la musica, divisa in tre tronconi principali, gli stessi che hanno visto gli
assotigliamenti della formazione:

il periodo TRESPASS-LAMB 70-74

il periodo TRICK-WIND 76-77

il periodo WE ARE definetevly THREE in poi 78...

ognuno dei quali è così diverso dagli altri, imho.
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Genesis: riflessioni sugli anni 80

Postby genesisforever » 21 May 2009, 09:27

Bella analisi, aor, che condivido in toto (tranne che per a trick e wind, che io reputo belli e importanti quanto i precedenti con peter)...
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Genesis: riflessioni sugli anni 80

Postby aorlansky60 » 21 May 2009, 09:54

grazie [;)]

Tecnicamente, sono convinto che TRICK e WIND non abbiano nulla da invidiare al passato, in quanto in quel
momento storico, 76-77, la band rimasta orfana di Gabriel era comunque al massimo del virtuosismo acquisito
con il tempo; le stesse parole di Hackett parlano chiaro : "ero entrato a far parte di una band di
perfezionisti... la mia conoscenza tecnica era sempre tirata agli estremi..."
; ma è la sostanza che è
profondamente diversa.
Non so se sia un caso o meno (secondo me non lo è) ma la band con Gabriel aveva fatto suo un tipo di sound
inconfondibilmente "nervoso" sempre in meraviglioso equilibrio tra "quiete e tempesta" o "calma e tensione",
caratteristica che personalmente non ritrovo più nei due LP successivi al suo abbandono, pur sempre comunque
affascinanti e riusciti. [:)]
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Genesis: riflessioni sugli anni 80

Postby Tommy Banks » 22 May 2009, 05:10

Manca la lucida follia visionaria di Peter.
Sono già un altro gruppo,con la formazione a 4.
Però un gruppo pazzesco che ha sfornato due capolavori ed un live da sogno.
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Genesis: riflessioni sugli anni 80

Postby genesisforever » 22 May 2009, 06:44

[^][^][^]
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Genesis: riflessioni sugli anni 80

Postby Betelgeuse » 24 May 2009, 17:40

Ho già espresso altre volte il mio pensiero sugli anni 80 genesisiani, comunque approfitto di questo topic per ribadirlo, limitandomi ad analizzare gli albums del periodo 78-92.


And Then There Were Three: voto 8,5
Disco sottovalutato, a torto, è invece pieno di gioellini che dovrebbero essere rivalutati. Concepito in uno dei periodi più confusi che la storia del rock ricordi, con il punk fresco fresco che stava facendo i suoi effetti ( deleteri o meno è del tutto soggettivo ), con la disco-music in fase dicendente, con il progressive che sembrava preistoria: insomma, una babelica insalatona di stili, influenze, e altro. Banks, Collins e Rutherford devono risolvere poi il problema legato alla sostituzione, in studio e dal vivo, ma, visto il contributo in W&W, anche in fase compositiva, di Steve Hackett e della sua genialità.
Il risultato è un'andirivieni di sguardi al glorioso passato, e consapevolezza a guardare nel presente/futuro, fatto di un mercato e di un bacino potenziale che non ne vuole più sapere di brani epici dalla durata-fiume. Gente come i Queen, Elton John, David Bowie insegnano che si deve investire nella canzone.
Brani come Follow You Follow Me o come Many too Many sono figli di tutto ciò. Tuttavia Burning Rope, Down and Out, Deep in the Motherlode riecheggiano antichi splendori, e dimostrano che i tre, se solo vogliono, sono capacissimi di fare ancora grande musica. Il disco è suonato con notevole perizia, anche se le accuse che si sentono di più parlano di poca fantasia, e comunque il solo di synth in Down and Out o la prova vocale di Phil in Say It's Alright Joe, valgono da sole l'acquisto.


Duke: voto 8
Essenzialmente è un disco di belle canzoni. Complessivamente leggermente inferiore a ATTWT, contiene però due hits che spianano definitivamente la strada ai Genesis per quanto riguarda l'aspetto commerciale. Turn it on Again e Misunderstanding si sentono, praticamente ovunque, spesso fino a stufare. Sono tuttavia altre le tracce che possono attrarre anche qualche fan di data più vecchia: in primis la suite Duke's Travels/Duke's End, dall'andamento ritmico pregevole, che sembra un pò il seguito di Los Endos, soprattutto nelle intenzioni. Ma anche Heathaze è notevole, come pure Cul de Sac, mentre reazioni contrastanti sembra dare Man of Our Times, che a me piace molto.
Tuttavia la caratteristica principale sono i testi, permeati da una generale sensazione di pessimismo, detreminata anche dalle vicende personali di Phil: come sono lontani i tempi in cui fate gnomi e cavalieri sembravano materializzarsi tra le note.
Duke è senz'altro un buon disco, ma manca quel " quid " che lo renda veramente appetibile, che non so nemmeno io cosè [:-|]


Abacab: voto 7
In quel disco mi sono diverito suonando un gran numero di chitarre elettriche e strumenti elettronici....- E' questa, più o meno, un'impressione rilasciata da Mike Rutherford, a proposito di Abacab.
Non è un capolavoro, ma mi sembra un disco coraggioso, in cui i Genesis tentano di percorrere altre strade, diverse da quelle che stavano, inevitabilmente, conducendo a un pop che stava cominciando un pò ad apparire convenzionale. Adesso decidono di osare di più e lo fanno sotto l'aspetto della sperimentazione.
Propongono un vero e proprio brano rock, vicino a certe cose che vanno per la maggiore ( Supertramp, Police ), cioè l'omonimo Abacab, e vanno anche ad esplorare territori a loro poco consoni, fatti di pezzi con pochi accordi ( Who Dunnit e Keep it Dark ). Tuttavia i due brani migliori sono ancora una volta quelli in cui viene riecheggiato un passato fatto di partiture ariose, di larghi accordi ( Me and Sarah Jane ) conditi da una bella batteria ( Dodo ). Ci sono però canzoni prescindibili, una ( Man on the Corner ) dominata da una drum-machine sinceramente irritante.
Risultato, primo posto in classifica nel nostro paese, e buon successo ovunque.


Genesis: voto 6
Il disco peggiore della storia dei Genesis. Del resto uno peggiore degli altri deve pur esserci, e coincide con uno dei momenti peggiori anche del rock in genere, dato che siamo nel 1983.
I Genesis sono diventeti un gruppo di successo, che fa un pop di successo, capitanati da una rock-star di successo ( Phil ).
Già, proprio Phil Collins prende decisamente in mano le redini del gruppo, fino a dare l'impressione che la sua carriera con il gruppo sia ormai complementare rispetto a quella solista.
L'ispirazione non sembra più la parte principale delle composizioni del gruppo, perchè ispirazione i tre non ne hanno tantissima, quanto l'intenzione, un pò programmata, di confezionare sempre e comunque hits di successo. Home by the Sea e Second Home by the Sea sono in pratica un unico lungo e notevole brano. Pezzi come Mama, That's All, Illegal Alien, It's Gonna get Better sarebbero giustificatissimi se proposti da un colorato gruppo della new wave inglese anni 80, ma è perlomeno bizzarro che siano proposti con la scritta Genesis in copertina[:-I]


Invisible Touch: voto 6,5
Album di immane successo, che io non ho mai rifiutato a priori, dato che a mio avviso contiene cose estremamente interessanti insieme a pezzi che rappresentano la quintessenza della radiofonicità, e che sembrano uscire da un album di Phil Collins, allora al massimo della sua popolarità, oltre che al massimo del successo, relativamente alla sua carriera solista.
I.T. ha essenzialmente il merito di essere uscito nel momento giusto, nel formato giusto e per il pubblico " giusto ", tra virgolette.
L'album ha anche la caratteristica di essere trainato da una serie di video-clip di buona fattura, che pongono i Genesis tra gli artisti più rappresentativi anche di questa forma di arte. Pop+video+commercialità+businnes: da questa ricetta non può non nascere una macchina da 20 milioni di copie vendute ( quelle di I.T., appunto ).
La gemma, di valore assoluto, è costituita dalla mini suite Domino, una grande prova corale dei tre, nonostante si cimentino quasi esclusivamente in suoni elettronici, che molti definiscono " plasticosi ". Domino ha, più o meno, la stessa funzione di " Carouselambra " dei Led Zeppelin, nell'album In Through the Out Door. In definitiva, Invisible Touch, IL POP per antonomasia.


We Can't Dance: voto 7
E' il disco che divide maggiormente i fans: per alcuni è fantastico, per altri inascoltabile.
Il mio giudizio sul disco è " in divenire ", nel senso che lo sto ultimamente rivalutando, cambiando, di conseguenza, la mia prima impressione, che fu di delusione quasi totale.
Anche in questo caso, grande successo, soprattutto in Germania, ma fu per poco che i nostri riuscirono a farla franca così, perchè già i primi segnali di un repentino cambiamento del panorama rock si cominciarono a manifestare, ad esempio dagli States ( Seattle, Athens ), ma non solo. I Genesis però erano ancora un grande nome, i dischi vendevano, gli stadi erano spesso discretamente pieni.
L'album esce tecnicamente sotto forma di doppio LP, anche se in quel 1991-92 le vendite di vinili erano ormai ridotti al lumicino, ma il CD è praticamente riempito di una settantina di minuti di musica di buona fattura, con, soprattutto, una gradita sorpresa: cioè la migliore prestazione di Mike Rutherford in tutta la sua carriera, e si può ascoltare ciò in Tell Me Why, la stupenda Driving the Last Spike e altri episodi, mentre in tracce banksiane fino al midollo, lo stesso Banks si ritaglia spazi che sembrano portarci indietro di 20 anni. Tuttavia non mancano canzoni veramente deludenti, tra cui I Can't Dance, cioè, papale papale, la canzone, IMHO, peggiore della storia dei Genesis.
We Can't Dance è quindi una specie di andirivieni di brani pregevoli e di brani moooooolto meno pregevoli, che comunque tengono sostanzialmente a galla l'amata sigla.
Certo, nessuno poteva immaginare la progressiva disaffezione di Phil, fino al suo abbandono, ma questa è un'altra storia[;)].
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Genesis: riflessioni sugli anni 80

Postby fr.arcuri » 24 May 2009, 18:00

sono d'accordo con betel per il commento ed il voto a and then there were three, completamente in disaccordo sugli altri.

duke è un disco nettamente superiore, merita 10 se si premette che è un 10 che ha un valore minore del 10 a foxtrot: in parole povere duke da l'idea di essere il meglio che si potesse fare.

abacab, nella sua versione finale è un pasticciaccio: un peccato visto che si sa che dalle sessioni poteva venire molto diverso.
la versione definitiva di abacab merita solo un 6 di stima, quella completa un bel 7,5.

dopo , secondo me, non hanno più prodotto nulla di significativo.

domino è una canzone orribile nei suoni, nelle linee melodiche, nel testo ed è anche imbarazzante in quanto riecheggia cose già sentite da altri artisti.

io ancora non ci credo che possa aver trovato spazio su un disco a nome genesis.
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Genesis: riflessioni sugli anni 80

Postby Thomas Eiselberg » 24 May 2009, 18:16

Ottima analisi Betel, anche se non condivido i voti, secondo me troppo "gonfiati"

And Then There Were Three - Troppi riempitivi per essere da 8,5, si sente chiaramente che è un disco minore e con poca volontà. A mio parere è sufficiente, e poco più.

Duke - Concordo sostanzialmente col voto 8, per me è il migliore dei Genesis a 3.

Abacab - Concordo totalmente

Genesis - Non è per me il peggio che ci abbiano rifilato (si sa qual'è secondo me), ma ci va vicino, il 6 non è assolutamente raggiunto per me. E' da 5/5,5 (per i primi due pezzi, più qualche buono spunto qua e là), non di più.

IT - No comment, è da 4/4,5

We Can't Dance - Concordo col 7: se il 7 di Abacab è dato in gran parte dal coraggio e dalla voglia di sperimentare certe soluzioni, il 7 a We can't dance glielo darei per i motivi opposti: ritorna a certe sonorità a me care e i Genesis capiscono che si può vendere tanto anche se si continua a produrre della musica accettabile (alternata a qualche schifezza).

Con fr.arcuri invece non concordo sostanzialemente sul testo di Domino: sulla parte musicale si, ma il testo mi sembra forse la cosa migliore e con qualche buona "banksizzazione lirica" che nel resto del disco non è possibile trovare.
Last edited by Thomas Eiselberg on 24 May 2009, 18:19, edited 1 time in total.
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Postby Betelgeuse » 24 May 2009, 18:17

quote:
Originally posted by fr.arcuri


duke è un disco nettamente superiore, merita 10 se si premette che è un 10 che ha un valore minore del 10 a foxtrot: in parole povere duke da l'idea di essere il meglio che si potesse fare.


domino è una canzone orribile nei suoni, nelle linee melodiche, nel testo ed è anche imbarazzante in quanto riecheggia cose già sentite da altri artisti.




Daresti 10 nonostante la presenza di Turn it on Again, Misunderstanding e Duchess?[:0][:0][:0]
E allora quanto dai a Nursery Cryme, 15?[:D][:D][:D]
Scherzo naturalmente!
Senza i tre brani suddetti, comunque, magari sostituiti da Evidence of Autumn e Open Door, potrei anche avvicinarmi alla tua valutazione[;)]

Su Domino non so che dire: questo pezzo non piace, non solo a te ma alla grande maggioranza dei forumisti.
I gusti sono gusti, d'altronde.....
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Genesis: riflessioni sugli anni 80

Postby fr.arcuri » 24 May 2009, 18:25

certo che si!
turn it on again è comunque un manifesto dei genesis e magari avessero mantenuto quella come idea di pop!
duchess è bellissima e perfetto esempio di come usare la tecnologia che avanza ( leggi drum machine) in modo fantasioso ed efficace.
misunderstand viene uccisa da quei coretti anni 60 e a me piace di più la versione di 3sl.

ho specificato che il 10 non avrebbe lo stesso valore del 10 ad altri album.

se vogliamo andare fuori scala allora a nursery dò 30.

e tengo per me il voto per l'agnellino [;)]
Last edited by fr.arcuri on 24 May 2009, 18:26, edited 1 time in total.
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Postby marbian » 24 May 2009, 18:26

Anch'io penso che Duke sia complessivamente più riuscito di...three...,che comunque, anche se un pò frammentario, può vantare grandi canzoni, e un romanticismo di fondo che non guasta affatto

Duke per me rappresenta il "giù il sipario" dei nostri, anche se Abacab possiede ancora buone dosi di vitalità e inventiva.

Gli ultimi tre dischi ripercorrono strade ampiamente esplorate, semplificando gli spartiti ed adattandoli alle leggi di mercato.

Qua e là' ci sono buoni spunti, è vero, ma il sacro fuoco della creatività ha lasciato decisamente il posto ad un pur solidissimo
( sono sempre grandi musicisti) esercizio di stile.
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Genesis: riflessioni sugli anni 80

Postby aorlansky60 » 25 May 2009, 06:48

Volendo dire la mia, seguendo lo stile di Beltegeuse "album per album":


AND THEN THERE WHERE THREE : 6
un disco che per me non è mai stato "ne carne ne pesce", incerto nelle intenzioni e nella realizzazione; lo
sosterrò sempre, i tre rimasti si trovarono nell'"impasse" tra gli echi gloriosi del prog ormai sempre più
sfumati ed una scelta più votata verso il pop; sebbene ci siano ancora alcuni momenti di lustro, il disco è
volutamente più semplice del passato nell'orchestrazione e nella tecnica esecutiva e di conseguenza anche nelle
composizioni, questo per affermazione degli stessi autori, forse anche per il "trauma" causato dalla perdita
recente di un non certo casuale chitarrista che molto "peso" aveva negli equilibri sia tecnici che compositivi
finali.

DUKE : 8
un disco splendido riuscito "benissimo" a prova che i tre avevano maggiormente messo a fuoco ciò che volevano
realizzare veramente nelle proprie intenzioni in quel particolare momento, e quello che ne è venuto fuori è un
disco di altissima classe, tra pop di alto livello (turn it on again, duchess, misunderstanding, please don't
ask...) ed addirittura sapori di riminescenza prog nell'arioso finale strumentale, che comunque non stonano
affatto nella dichiarata veste pop dell'opera.

ABACAB : 7
il vero disco di "rottura" stilistica, il tentativo di fare qualcosa di originale fuori dagli schemi consueti
e conosciuti; si altalena tra episodi minori e poco riusciti ad altri di alto livello compositivo (tra i quali
spicca a mio parere una splendida ME AND SARAH JANE) che per me ne alzano il valore finale.

GENESIS : 5
il disco che rappresenta per la band il SUCCESSO commerciale; buon per loro ed anche per coloro che ne hanno
decretato tale successo acquistandolo, io non facendo testo fatico comunque a capire come riesca a piacere
un disco fatto di canzoncine simili tra lo zuccherato pop di maniera ed il rock pretenziosamente senza senso;
in quegli anni, imho, esistevano decine e decine di proposte alternative migliori di questo disco in campo
pop-rock, segno forse che Bank-Rutherford-Collins erano TROPPO RAFFINATI a livello tecnico/compositivo per
abbassarsi ad un livello simile che non gli era congeniale.

INVISIBLE TOUCH : 4
come sopra, ma in peggio, se possibile. Quando leggo testuale da dichiarazione di Tony Banks che cerca di dare
una motivazione al fatto che un album simile ha venduto di più rispetto a quelli realizzati negli anni '70,
"...penso semplicemente che siamo diventati più bravi..." non so davvero se ridere, pensare od intristirmi...

WE CAN't DANCE : 6
per certi versi un opera "sontuosa", per altri invece deludente; a mio parere piuttosto discontinua,
comunque sicuramente di livello superiore alle due che lo hanno preceduto. Crepuscolare.
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Genesis: riflessioni sugli anni 80

Postby Thomas Eiselberg » 25 May 2009, 07:53

Aor in pratica la pensiamo allo stesso modo (stessi voti)[:)][;)]
Essi vivono noi dormiamo. Obbedisci, compra, non pensare, il denaro è il tuo dio.

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Genesis: riflessioni sugli anni 80

Postby stevieray » 25 May 2009, 09:16

mi aggiungo anche io sottoscrivendo il pensiero di AOR.
unico distinguo è che personalmente continuo ad avere il dubbio se sia peggiore genesis o invisible touch, non riesco a dare una risposta definitiva. attualmente genesis mi irrita di più [xx(], perchè oltre ad essere inconsistente mi sembra anche meno riuscito nel suo scopo (se lo scopo era quello di sfondare nel mercato del pop, delle radio e del pubblico della video musica, il prodotto migliore è sicuramente IT)ma nel tempo ho variato questo giudizio diverse volte, a volte preferisco mama e home by the sea ed altre tonight tonigh tonight...
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Genesis: riflessioni sugli anni 80

Postby smiroldo » 25 May 2009, 09:19

che voti ingenerosi [:D]
i miei:

ATTWT 7.5
DUKE 8.5
ABACAB 8
GENESIS 7
IT 4
WCD 6.5

augh [8D]
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Genesis: riflessioni sugli anni 80

Postby Phoberomys » 25 May 2009, 09:54

Commento questi album come commenterei dischi dei Police, dei Queen o dei Dire Straits (= buoni gruppi che mi piacciono ma che non sono i Genesis [:D]):

- And Then 6/7. Qualcosa di buono c'è (Afterglow, Snowbound, Down and Out, Many Too Many, Burning Rope) ma il resto è poco consistente. I suoni sono sciatti e tirati via.
La voce non mi piace per niente.

- Duke 7+. Meglio del precedente perché la suite è fatta bene e Man of Our Times è un gran pezzo. Non mi dicono nulla Heathaze e Cul de Sac. Buone ouutakes.
La voce non mi piace per niente.

- Abacab 6,5. Dodo è un pezzaccio, e per il resto c'è del buono (Kee it Dark, No Rely at All, Man on the Corner). Whodunnit è offensiva.
Ottime alcune outtakes, You Might Recall su tutte.
La voce non mi piace per niente.

- Genesis 6. Prima facciata da 7, seconda da 5. I suoni cominciano a guastarsi.
La voce non mi piace per niente.

- Invisible Touch 6,5. O, a me mi piace. Nonostante i suoni e quell'orrore di Anything She Does. Il resto sono bei brani pop. Un po' molliccia In Too Deep. Suoni osceni e orrendamente datati.
La voce non mi piace per niente.

- Genesis 5,5. Salvo pochi brani, e non quelli che piacciono a tutti.
Driving while etc è monotona e interminabile, l'altra Driving suona come una ricerchina delle medie, Fading Lights è un centone autoreferenziale, altri tre brani sono l'inutilità messa su vinile.
Suona diafano e sottile. Prolisso e poco ispirato.
La voce non mi piace per niente.
"Che cosa accomuna i Genesis ai Black Sabbath? Il fatto che per un certo periodo entrambi i gruppi, come cantante, hanno avuto Dio" - Langres Livarot.
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Genesis: riflessioni sugli anni 80

Postby genesisforever » 25 May 2009, 10:14

Se vogliamo metterla ai voti, per me:

- ATTWT: 7
- DUKE: 8,5
- ABACAB: 6,5
- GENESIS: 6
- IT: 5,5
- WCD: 7

PS: 10 lo do a foxtrot e ATOTT [;)]
Ciò che non ci uccide ci rende più forti.
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Genesis: riflessioni sugli anni 80

Postby paolo » 25 May 2009, 10:45

quote:
Originally posted by Phoberomys

Commento questi album come commenterei dischi dei Police, dei Queen o dei Dire Straits (= buoni gruppi che mi piacciono ma che non sono i Genesis [:D]):

- And Then 6/7. Qualcosa di buono c'è (Afterglow, Snowbound, Down and Out, Many Too Many, Burning Rope) ma il resto è poco consistente. I suoni sono sciatti e tirati via.
La voce non mi piace per niente.

- Duke 7+. Meglio del precedente perché la suite è fatta bene e Man of Our Times è un gran pezzo. Non mi dicono nulla Heathaze e Cul de Sac. Buone ouutakes.
La voce non mi piace per niente.

- Abacab 6,5. Dodo è un pezzaccio, e per il resto c'è del buono (Kee it Dark, No Rely at All, Man on the Corner). Whodunnit è offensiva.
Ottime alcune outtakes, You Might Recall su tutte.
La voce non mi piace per niente.

- Genesis 6. Prima facciata da 7, seconda da 5. I suoni cominciano a guastarsi.
La voce non mi piace per niente.

- Invisible Touch 6,5. O, a me mi piace. Nonostante i suoni e quell'orrore di Anything She Does. Il resto sono bei brani pop. Un po' molliccia In Too Deep. Suoni osceni e orrendamente datati.
La voce non mi piace per niente.

- Genesis 5,5. Salvo pochi brani, e non quelli che piacciono a tutti.
Driving while etc è monotona e interminabile, l'altra Driving suona come una ricerchina delle medie, Fading Lights è un centone autoreferenziale, altri tre brani sono l'inutilità messa su vinile.
Suona diafano e sottile. Prolisso e poco ispirato.
La voce non mi piace per niente.




Su Heathaze[8:-x][8:-x][8:-x][8:-x][8:-x][8:-x] avrei qualcosa da dire... ma i gusti son gusti co mancherebbe [;)]

Sulla voce a questo punto era meglio se cantava un sordomuto ( con tutto il rispetto)[:D][;)][:D][;)] sempre e comunque Grande Phil [8:-x][8:-x][8:-x][8:-x] !!!

Paolo 63 [;)]
No cloud, a sleepy calm,
Sunbaked earth that's cooled by gentle breeze,
And trees with rustling leaves …
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Genesis: riflessioni sugli anni 80

Postby aorlansky60 » 25 May 2009, 10:53

Smiro, [;)]

in un ipotetica scala di valori da 0 a 10, nella tua graduatoria l'unica che fatico a comprendere è il
"7" per "GENESIS", davvero tanto, ammesso e concesso (anzi IMPERATIVO) che da Trespass a Lamb e per tutto
quello che ci passa in mezzo si dia un 10, TRICK(forse) compreso...[;)]

io credo che la formula musicale nella quale si vollero confrontare i Genesis con i due albums degli
anni '80 -Genesis e IT- fosse in larga misura inflazionata, nel senso che c'era tanta concorrenza che sapeva
fare meglio della "pop-music" di consumo rispetto a quella proposta da Banks&C, i quali possedevano un
background fatto sia di esperienze che raffinatezze tecnico/compositive assai superiori alla maggior parte
delle band pop-rock anni '80... anche se poi sono il primo a riconoscere di essere in errore, visto che
"Genesis" e IT hanno venduto insieme più di tutto il periodo Gabriel e del periodo "a 4" messi insieme...
però artisticamente parlando, a livello di sostanza e contenuti a me sembra che intercorrano ben più di "tre"
voti tra "Genesis" e "Selling England by the pound"...

Insomma, anche se di scelta coerente e consapevole si trattò, personalmente io fatico a vederli nei panni di
autori di "canzonette" come quelle che per la maggiorparte popolano i due dischi in oggetto, perchè credo che
non fosse il territorio a loro più congeniale... anche se Banks attribuisce "That's all" una delle sue vette
più alte artisticamente raggiunte(sic)...
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Genesis: riflessioni sugli anni 80

Postby smiroldo » 25 May 2009, 11:08

quote:
Originally posted by aorlansky60

Smiro, [;)]

in un ipotetica scala di valori da 0 a 10, nella tua graduatoria l'unica che fatico a comprendere è il "7" per "GENESIS", davvero tanto, ammesso e concesso (anzi IMPERATIVO) che da Trespass a Lamb e per tutto quello che ci passa in mezzo si dia un 10, TRICK(forse) compreso...[;)]

...

...però artisticamente parlando, a livello di sostanza e contenuti a me sembra che intercorrano ben più di "tre" voti tra "Genesis" e "Selling England by the pound"...

caro aor, a trick e wind darei rispettivamente un 9.5 e un 9 [:p]
il 7 a genesis sembra eccessivo ma a me piace quasi tutto, compresa la tanto bistrattata facciata B...taking, silver e gonna sono tre ottimi pezzi, ihmo. mama, poi, sta tra i 10 dieci "pezzoni" degli anni 80 e basta da sola a dare lustro a tutto il disco...
perfino illegal, irritante per l'arrangiamento e l'andamento cialtrone (con un collins da picchiare), in realtà è un pezzo armonicamente tuttaltro che scontato. pensato in tutt'altra maniera, sarebbe stato un ottimo pezzo.

poi, i voti secondo me non possono essere assoluti. altrimenti, se diamo 10 ai dischi con gabriel, ai beatles quanto dovremmo mettere? 30? [;)]
tutto è rapportato al periodo e per me, in ambito pop, questi voti sono abbastanza rappresentativi, perchè alla classe e alle doti compositive s'affianca la voglia di sperimentare, di fare qualcosa d'insolito. attitudine pressochè inesistente in IT e WDC - che però se la cava con alcune buone partiture e dei suoni appena decenti, specie se paragonati agli orrori sonori di IT...

augh [:D]
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Genesis: riflessioni sugli anni 80

Postby harlequin » 25 May 2009, 11:13

Sono d'accordissimo. Solo che a Wind e Trick darei 10 e a Selling england sicuramente no.[:D]
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Postby Phoberomys » 25 May 2009, 11:18

quote:
Originally posted by smiroldo
se diamo 10 ai dischi con gabriel, ai beatles quanto dovremmo mettere? 30?

Perché mai?
Arriverei al massimo a nove e mezzo per Revolver.

Dopotutto in nessuno dei dischi dei Beatles, almeno per quanto mi risulta, canta Peter Gabriel. [:D]

E c'è Ringo alla batteria invece di Phil, e alle tastiere non c'è un campione di sobrietà come Tony, e il chitarrista è bravo (oppure è Clapton [;)]) ma non è Steve, e su un album dei Beatles non ho mai ascoltato una The Musical Box.

Ho tutti i loro dischi e li adoro, sono il gruppo più fondamentale di sempre, senza di loro i Genesis nemmeno esisterebbero - ma, purtroppo per loro, non sono i Genesis. [:)]
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Genesis: riflessioni sugli anni 80

Postby aorlansky60 » 25 May 2009, 11:20

augh [:D][;)]

...volevo dire: recepito [:D] argomentazioni (abbastanza)esaurienti [:D] anche se personalmente fatico sempre a capire il discorso "Genesis"...

anch'io per TRICK e WIND darei più o meno gli stessi voti che gli attribuisci (9 e 8,5 rispettivamente) [:)]
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Postby smiroldo » 25 May 2009, 11:22

quote:
Originally posted by Phoberomys

senza di loro i Genesis nemmeno esisterebbero

appunto, solo per questo come fai a metterli su un piano inferiore? [;)]
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Postby aorlansky60 » 25 May 2009, 11:26

quote:
Originally posted by harlequin

Sono d'accordissimo. Solo che a Wind e Trick darei 10 e a Selling england sicuramente no.[:D]



ti capisco; purtroppo SELLING si porta dietro quella "palla al piede" alla fine della side 1 che ne inficia irrimediabilmente il voto finale... anche se capisco un pò meno il 10 che daresti a Wind se non altro per la "melassa" che si porta dietro -rappresentata da
"Your Own special way"... [:D]
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Postby aorlansky60 » 25 May 2009, 11:38

beh, il discorso "tecnico" dei baronetti è arcinoto; LENNON era un mediocre chitarrista ritmico(detto da egli stesso), HARRISON non
valeva il mignolo sinistro di CLAPTON o BECK, il basso di McCartney era forse l'unico elemento tecnico degno
di nota, e STARR era un batterista normalissimo per gli standard del tempo... nonostante ciò riuscirono a
comporre songs pressochè uniche nel loro genere, più o meno memorabili ed universalmente riconosciute...
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Postby Phoberomys » 25 May 2009, 12:34

quote:
Originally posted by smiroldo

quote:
Originally posted by Phoberomys

senza di loro i Genesis nemmeno esisterebbero

appunto, solo per questo come fai a metterli su un piano inferiore? [;)]

Ma guarda, ripeto, essenzialmente e soprattutto per tre ragioni fondamentali:
1) Peter
2) Brian
3) Gabriel
[:-D]
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Postby Phoberomys » 25 May 2009, 12:36

quote:
Originally posted by harlequin

Sono d'accordissimo. Solo che a Wind e Trick darei 10 e a Selling england sicuramente no.[:D]

O vuoi dire che gli daresti 15, oppure sei un collinsiano a celle fotovoltaiche. [:p]
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Postby genesisforever » 25 May 2009, 13:35

Mi spiace per Selling ma.....
Per me A trick e Foxtrot ai vertici.
Poi Lamb e Nursery.
Poi (ma staccato) Selling...e Wind.
Poi Duke (un contentino agli anni '80 ci vuole, no?) [;)]
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Postby harlequin » 25 May 2009, 13:57

O sommo Azatoth, mi da da scegliere solo bianco e nero?
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Postby Duke of Mar » 25 May 2009, 15:39

quote:
Originally posted by Phoberomys

- And Then 6/7. Qualcosa di buono c'è (Afterglow


[:0][:0][:0][:0][:D][:D][:-D][:-D][:-D][;)]

P.s.: che ne pensi della voce? [:D]
"Ripples never come back"

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Postby Phoberomys » 25 May 2009, 16:46

Volevo dire Undertow [:-j]
[:D]

Comunque la voce non mi piace per niente.
[:-D]
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Postby fr.arcuri » 25 May 2009, 17:12

quote:
Originally posted by aorlansky60

purtroppo SELLING si porta dietro quella "palla al piede" alla fine della side 1 che ne inficia irrimediabilmente il voto finale... anche se capisco un pò meno il 10 che daresti a Wind se non altro per la "melassa" che si porta dietro -rappresentata da
"Your Own special way"... [:D]


mah, io la penso in modo "leggermente" diverso.

secondo me qualunque disco che contiene 7 scartine e firth of fifth merita automaticamente un bel 10.
qualunque disco che contenga 7 scartine e cinema show merita automaticamente 10.
qualunque disco che contenga 7 scartine e dancing merita 10 a prescindere.

se un disco contiene tutti e 3 questi mega capolavori non può sfuggire dall'avere il massimo dei voti.
a maggior ragione pensando a cosa accompagna queste 3 perle assolute.

onestamente non capisco come quei 3 minuti scarsi di chitarra acustica possano inficiare quella ventina di minuti assolutamente celestiale che i genesis proposero nel 1973.

per me selling vale non dieci ma 110, lode e bacio accademico [:)]
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Postby Hogweed » 25 May 2009, 17:14

Non si era capito!!![;)][:-D][:-D][:-D]

La mia personalissima valutazione sui dischi è la seguente:

Premetto il fatto che il livello di giudizio è azzerato rispetto ai dischi precedenti[;)],
And Then There were three 7/8 Lo adoro, è quasi un capolavoro, le ballad su tutte e Burning Rope -che se ci fosse stato Hackett-

Duke 8 (Lo merita tutto, il manifesto pop del gruppo, pop di qualità, ricercato con un gruppo ben affiatato e in gran rispolvero, Heathaze e Misunderstanding su tutte, non cito i brani prog perchè la conoscevamo già quella qualità dei nostri)

Abacab 8 E' spettacolare, come Smiro io lo difenderò sempre a spada TRATTA, ha dei pezzi splendidi suonati con grande eleganza, su tutte No Reply at All (la cui linea di basso mi sta facendo sclerare a casa), Me and Sarah Jane, Dodo -ne parlai anche con Phob, ricordi???-

Genesis 6/7 la prima facciata è da manuale del pop birtish, ma la seconda non mi piace proprio per niente

Invisible touch 6 tutto sommato pian piano lo sto rivalutando grazie a Throwing it all away che mi piace da matti, Domino e land of confusion (live però)

We can't dance 5 Non mi piace molto, No son of mine però è splendida e Jesus He Knows me si lascia ascoltare.
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Postby fr.arcuri » 25 May 2009, 17:28

quote:
Originally posted by Phoberomys

Volevo dire Undertow [:-j]
[:D]

Comunque la voce non mi piace per niente.
[:-D]



perchè ho come il sospetto che a te la voce di phil collins non piaccia poi molto? [:-I]

[:D][:D][:D]


io, da veneratore di pietro il grande, penso invece che phil sia stato un degnissimo sostituto nella seconda metà degli anni 70.

ai genesis del post gabriel non è mancata la sua voce: è mancata la sua genialità.

i dischi dei g4 sono bellissimi.
su di loro si può spendere tutti gli elogi possibili ed immaginabili ad eccezione di uno: geniale.

sono album meravigliosi ma non geniali come i loro predecessori: anche il timido trespass sotto questo aspetto si manga trick.
è quella genialità che rendeva la musica dei genesis così particolare e degna di essere ricordata.
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Postby Thomas Eiselberg » 25 May 2009, 17:30

quote:
Originally posted by fr.arcuri


mah, io la penso in modo "leggermente" diverso.

secondo me qualunque disco che contiene 7 scartine e firth of fifth merita automaticamente un bel 10.
qualunque disco che contenga 7 scartine e cinema show merita automaticamente 10.
qualunque disco che contenga 7 scartine e dancing merita 10 a prescindere.

se un disco contiene tutti e 3 questi mega capolavori non può sfuggire dall'avere il massimo dei voti.
a maggior ragione pensando a cosa accompagna queste 3 perle assolute.

per me selling vale non dieci ma 110, lode e bacio accademico [:)]



Straquoto, Selling non può avere meno di dieci: un album che contiene quelle tre perle (che poi The battle, I Know what i like e after the ordeal chiamarli riempitivi mi sembra assurdo...) non teme confronto.

La sola More fool me (che dura 3 minuti su ben 51 totali) non basta a rovinare un capolavoro immenso della storia del prog e della musica.

Altri lavori saranno pure più omogenei ma certi picchi se li sognano.

Per me Selling vale 1997[:D]

Inoltre mi dispiace che Hog dia a We can't dance la palma dell'album peggiore dei nostri[:(]
Per me IT compositivamente parlando è osceno (che poi possano anche piacere pezzi come Throwing it alla away non c'è dubbio, ma sono davvero poca cosa rispetto ad una Dreaming while you sleep o alla coda di Living forever, per non parlare delle due suites, che saranno pure manieristiche però fanno scendere la lacrimuccia.).
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Postby Hogweed » 25 May 2009, 17:37

Thom ti prometto che comincierò ad impegnarmi di più su We Can't dance, il problema è che i pezzi qualitativamente ci sono, Tell Me Why )è molto carina), No son of Mine, Jesus He Knows me, driving, fading, però non lo sò, è come se mancasse qualcosa, che non è Peter Gabriel intendiamoci, però lo ritengo incompleto.
Ti prometto, che lo riascolterò ancora meglio, la fase di rivalutazione può avere inizio![;)]
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Postby fr.arcuri » 25 May 2009, 17:44

IT è osceno non solo dal punto di vista compositivo ma da qualunque punto lo si prenda in considerazione.

lo odio talmente tanto che ho deciso di non scriverne più anche perchè concordo con chi tempo fa mi ha ripreso dicendo che non perdo occasione di puntualizzare quanto disprezzo questo disco.

comunque, se fanno un comitato per cancellarlo dalla discografia dei genesis avvertitemi che ne farò subito parte.

pensate che sia eccessivo? che sia impossibile?

beh, a quanto pare con un altro disco le cose stanno proprio andando in questa direzione: CAS sta lentamente scomparendo.

avete notato che nella discussione non viene mai citato: certo il topic si riferiva agli anni 80 ma nessuno si è risparmiato di citare WCD.
e ogni volta che si parla di WCD sembra si parli dell'ultimo album dei genesis[;)]
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Genesis: riflessioni sugli anni 80

Postby Hogweed » 25 May 2009, 17:47

Secondo me lo è, purtroppo, mi dispiace per Ray, il quale ci ha messo anima e corpo, ma a parte la title track e the Dividing line le altre non mi dicono niente...
There's an angel standing in the sun, and he's crying with a loud voice!!!!


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Genesis: riflessioni sugli anni 80

Postby Thomas Eiselberg » 25 May 2009, 17:57

quote:
Originally posted by fr.arcuri

IT è osceno non solo dal punto di vista compositivo ma da qualunque punto lo si prenda in considerazione.

lo odio talmente tanto che ho deciso di non scriverne più anche perchè concordo con chi tempo fa mi ha ripreso dicendo che non perdo occasione di puntualizzare quanto disprezzo questo disco.

comunque, se fanno un comitato per cancellarlo dalla discografia dei genesis avvertitemi che ne farò subito parte.

pensate che sia eccessivo? che sia impossibile?



Io IT cerco di ignorarlo e di pronunciarlo il meno possibile, anche se adesso ho trovato il modo di fregare la testiera del pc: anzichè scriverlo per intero, come cercavo di fare prima, ora lo nomino semplicemente come It e non mi da problemi.
E' probabile che lo scambi per il brano finale di the lamb[:D]

In quel comitato per eliminare Inaccettable tuck mi iscrivo volentieri pure io[:D]

Su CAS purtroppo è vero: orami viene pressochè snobbato e dimenticato, inutile girarci intorno.
E' vero che WCD viene considerato l'ultimo album dei Genesis (e a forza di considerare Fading lights come l'epitaffio a volte me ne convinco pure io)
Eppure a me Calling ha fatto sempre un impressione abbastanza positiva, sulla sufficienza diciamo.
Sicuramente lo riascolto con più piacere rispetto al suddetto del 1986.
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Postby Phoberomys » 25 May 2009, 18:48

E' vero, sarebbe ingeneroso considerare We Can't Dance l'ultimo album dei Genesis.
"Che cosa accomuna i Genesis ai Black Sabbath? Il fatto che per un certo periodo entrambi i gruppi, come cantante, hanno avuto Dio" - Langres Livarot.
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Postby marbian » 25 May 2009, 19:06

A parte la SUBDOLA [:D]affermazione di Phobe ( che come tutti sappiamo non è una rivalutazione di Cas quanto un esaltazione di lana agnellina)
Cas è un lavoro che personalmente ritengo un pò più accettabile rispetto agli ultimi due con Phil. Amo molto la mai citata Uncertain Weather, che un Peter alla voce avrebbe nobilitato ancora di più ( mi pare nelle sue corde espressive se non estensive)
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Postby fr.arcuri » 25 May 2009, 19:17

infatti. in uncertain weather ray mi dà i brividi. l'errore di CAS, a parte essere formato per il 90% da canzoni semplicemente brutte, è stato quello di aver scelto una voce più vicina ai toni gabrielliani ma di avergli fatto cantare cose più vicine a collins: ogni riferimento a shipwreckd non è casuale [;)
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Postby smiroldo » 25 May 2009, 19:27

vero [:-I]
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Postby aorlansky60 » 26 May 2009, 05:32

Fr.arcuri ha scritto:

"secondo me qualunque disco che contiene 7 scartine e firth of fifth merita automaticamente un bel 10."

infatti, a prescindere da "More fool me", anch'io gli attribuisco quel voto; è che comunque la perfezione non
viene raggiunta come a livello di FOXTROT che secondo me NON CONTIENE UN NANO SECONDO DI DEBOLEZZA; ovvio che
la cosa è soggettiva. [;)] per es. so per certo che Smiro non ritiene all'altezza "Get them out by friday"
che io ritengo GRANDISSIMA [;)] mentre altri considerano "Time Table" quasi un riempitivo alla "More"...



"ai genesis del post gabriel non è mancata la sua voce: è mancata la sua genialità."

sono d'accordo; che sia genialità o quel "quid" impalpabile della sua presenza -prima ancora della qualità
del timbro vocale- a contribuire comunque nella composizione della musica, lo ripeto per l'ennesima volta:

negli albums realizzati con Gabriel regnava qualcosa di tattile nel sound generale, "tensione minacciosa
sempre incombente" per come la definisco personalmente, caratteristica che scompare negli albums successivi,
quasi a palesare quella mancanza più dal punto di vista della composizione... gli equilibri, da "Trick of the
tail" compreso in poi, si spostano decisamente verso il tastierista della band, imho...



"anche il timido trespass sotto questo aspetto si mangia trick."

Considero TRICK perfetto nella sua realizzazione finale, tanto che non gli cambierei una virgola, eppure
concordo con questa affermazione di Fr. : anche per me, se TRICK è tecnicamente superiore a TRESPASS,
quest'ultimo per pathos e capacità di coinvolgere l'ascoltatore creando un atmosfera del tutto particolare
esce vincente dal confronto, quasi a volere essere SOSTANZA(TRESPASS) contro ESTETISMO(TRICK)...sempre
parere personale [;)] (meglio precisarlo, perchè questa mia ultima affermazione protrebbe scatenare un vespaio) [:D]





Thomas ha scritto:
"La sola More fool me (che dura 3 minuti su ben 51 totali) non basta a rovinare un capolavoro immenso della storia del prog e della musica."

odio MORE come Fr. odia IT, è per questo che è da 35 anni che mi infervoro al pensiero che sia contenuta in
una delle opere fondamentali del prog e del rock; se l'avesse composta e proposta un qualsiasi altro gruppo
non servirebbe parlarne proprio per la sua inconsistenza e nullità, essendo inserita in SELLING ENGLAND,
invece, la prospettiva cambia radicalmente, purtroppo; comunque hai ragione -come fr.- quel disco è da 10
e la panacea per come la vedo io da tempo è ignorare quella canzonetta saltandola sistematicamente.
A proposito, domanda rivolta soprattutto a PHOBE, perchè non la canta GABRIEL??? sarà stato schifato pure lui??
[;)][:D]



"In quel comitato per eliminare Inaccettable tuck mi iscrivo volentieri pure io"

se quel comitato estende l'obiettivo a "More fool me" e "Follow you follow me" avete anche la mia adesione
certa, vita natural durante [:D][:-D]
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Postby Duke of Mar » 26 May 2009, 05:53

Riequilibriamo... [:D]

La perfezione formale, l'equilibrio lirico, la perizia esecutiva, la maturità compositiva presenti in Trick sono superiori (e di molto) a quelli (analoghi) presenti in Trespass... [;)]
"Ripples never come back"

"Tutti noi duri, in fondo, siamo sentimentali senza speranza" Raymond Chandler
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Postby aorlansky60 » 26 May 2009, 06:07

tutto vero quello che scrivi, caro DUKE [;)], però com'è che a me piace più TRESPASS??? [:-I][:D]
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Postby Tommy Banks » 26 May 2009, 06:08

quote:
Originally posted by marbian

Anch'io penso che Duke sia complessivamente più riuscito di...three...,che comunque, anche se un pò frammentario, può vantare grandi canzoni, e un romanticismo di fondo che non guasta affatto





Nessuno degli album a tre,ha quel romanticismo decadente (bellissimo) di ATWTT.
Nessuno degli album a tre ha il sound di questo album,l'ultimo dei vecchi Genesis magniloquente e di un altro mondo...quel sound che ha fatto conoscere i Genesis a moltissimi musicisti extra prog.
Questo è l'ultimo album dei vecchi Genesis ed il primo dei nuovi.
Il tutto nello stesso disco.
Ovvio che ci siano pezzi deboli dal punto della composizione,ma è suonato divinamente.
E dal vivo pure meglio,anche se si perdono le rifiniture di banks che ha solo due mani.
I brani che amo di più della loro carriera a tre sono in questo album: Burning Rope e Down and Out.
Duke lo ritengo a pari merito.

La mia classifica,senza paragoni con il passato:
ATWTT:8
Duke: 8
Abacab:7
Genesis:6
IT: 0
WCD:6
CAS:5
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Postby aorlansky60 » 26 May 2009, 06:23

dopo tutti questi interventi, "tento" di esprimere una sentenza finale, difficilmente "attaccabile"(*):


i "70" sono stati migliori(**) degli "80" [:-I][:D]


(*) a meno di non possedere gusti musicali alla "tedesca" [:D]

(**) migliori dal punto di vista "artistico", peggiori dal punto di vista "realizzativo"(della "grana", $$$)[:p]


a sentire uno dei protagonisti della storia (mr Anthony Banks) costui pare andare più orgoglioso del periodo
"80"...[8D]
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Postby ramasandiran » 26 May 2009, 06:28

And then there were three: 5 - ottime, anzi, eccellemti idee, ma poco valorizzate; Follow you follow me è quanto di più concreto ci sia...il che è tutto dire; meravigliose le idee di Down and out, Burning rope, Deep in the motherlode, Say it's alright joe, The lady lies...ma di idee non sviluppate si tratta: manca Steve Hackett, non Peter Gabriel, che già non c'entra più niente con i due album precedenti.
Duke: 7 - della serie: che facciamo? passato remoto o futuro anteriore? prog o qualcosa sui genesis (pardon: generis) (Behind the lines, Duchess, Duke suite in toto) o pop intelligente (Turn it on again) o pop puro (Misunderstanding)?
Abacab: 6 - risposta: no al passato remoto. (Abacab, No reply at all, Keep it dark, Who dunnit, Man on the corner)
Genesis: 5 - non ci sono più nemmeno le idee ( vedi risposta su and then there were three); il più bel 45 giri della loro storia (Mama), un pezzo che con i Genesis storici (70-77) non c'entra niente, ma validissimo lo stesso (That's all), un bel pezzo ma troppo troppo troppo sopravvalultato (Home by the sea), specchietto per le allodole che ha fatto anche me pensare ad una side a da sogno, ora non la penso più così; poi il niente. Dei disdhi dei Genesis è quello che sento e ricordo di meno.
Invisible Touch: 6 - ottima considerazione quella di Batelgeuse: è il classico disco giusto al momento giusto per il pubblico giusto; adesso è inascoltabile, ma allora, ed io quel periodo l'ho vissuto intensamente, era la quintessenza del pop; perchè hanno fatto un disco così? perchè non sapevano nè volevano fare altro; beninteso che metà disco è mainstrem, l'altra metà è più ricercata (parlare di Domino o The brazilian o Tonight tonight tonight come prog è in effetti blasfemo) a conferma del fatto che in maniera molto subliminale si poteva trovare qualcos'altro oltre agli hit singles; ma è tutto che è smaccatamente fatto per vendere 20 milioni di copie; il perchè non lo so, ma mi ha dato moto fastidio vedere su revelations la loro foto mentre salutano Reagan; mi fa riflettere l'associazione della foto con questo disco: chissà perchè? Tuttavia non rifiuto questo disco; è una definitiva presa di posizione, se non altro; non so quanto Collins c'entri in tutto ciò, ma in quel determinato periodo (estate 86- estate 87) per avere successo, quello era il disco giusto.
We can't dance: 5 - lo trovo un disco falso, tutto qui.

PS: Calling all stations: 6
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Postby Thomas Eiselberg » 26 May 2009, 07:51

Io francamente continuo a non comprendere (ma lo accetto: i gusti sono gusti) quelli che giudicano We can't dance come peggiore di IT o addirittura il peggiore in assoluto.

Premesso che non è certo l'album migliore che ci abbiano propinato (questo è ovvio) non capisco come possa essere giudicato: falso, inconsistente, alcuni hanno detto che le suites sono fatte per accontentare i fans e dargli il contentino.

Bisogna mettersi d'accordo: preferiamo i Genesis degli anni '80, quelli poppettari e che non hanno assolutamente nulla che li possa assimilare al prog e a quelli degli anni '70, allora i tentativi di fare qualcosa di più "serio" vengono visti come qualcosa di falso e We can't dance diventa l'album falso per eccellenza.
Se invece cerchiamo sempre qualche guizzo, seppur consono alle possibilità dei Genesis dei tempi, se cerchiamo qualche testo un po' più impegnato, se cerchiamo qualche divagazione strumentale allora We can't dance diventa un capolavoro.

La verità secondo me invece sta nel mezzo: WCD è anni luce migliore compositivamente rispetto a It: è suonato meglio (in It le musiche sembrano quelle di super mario bros), contiene delle divagazioni strumentali (che poi possono piacere o no), ha un sound tipicamente anni '90 (a me ricorda più CAS che It), ha dei testi decisamente migliori, un artwork come dio comanda (e ultimamente non era affatto così, prendete l'artwork di It).
A me insomma sembra un lavoro più curato, più "vero" di It, non capisco come possa essere falso un qualcosa che contiene sia pezzi alla It, sia qualche ritorno (secondo alcuni poco riuscito) alle origini.
Per me è falso qualcosa che ti fa svendere, non qualcosa che cerca (in base ai mezzi che si hanno) di accontentare tutti.

Insomma la volontà c'è, non può essere peggiore di un qualcosa fatto solo per fare soldi, la coda di Living forever (che piaccia o no) non può essere compositivamente parlando peggiore di una In too deep.
Ho come la sensazione che alcuni lo odino per pregiudizio: i Genesis non possono cercare di tornare alle origini, quei Genesis sono morti e sepolti pensano molti, quando invece si dovrebbe giudicare la qualità dell'album in se, non se è falso, o se ci vuole accontentere.

D'altro canto è pur sempre l'album più venduto dei Genesis, contiene delle schifezze anche lui, è poco omogeneo (ma gli album dei Genesis non lo sono quasi mai stati), è stanco, è privo di capolavori assoluti.

Faccio presente però che WCD è l'album che dura di più in tutta la discografia dei nostri (72 minuti circa): in pratica dura il doppio di It, sintomo che le idee forse erano di più (e On the shoreline è una delle migliori b-sides dei nostri).
Poteva essere benissimo un doppio, ecco perchè non è l'album peggiore dei nostri: ci possiamo riempire un cd con le commercilità che possiede, ma ce ne possiamo riempire anche uno con dei pezzi niente affatto brutti.

Fosse stato un album senza riempitivi e con solo questi pezzi, sarebbe stato appena sotto Duke:

No Son of Mine
Driving the Last Spike
Dreaming While You Sleep
On the shoreline
Tell Me Why
Living Forever
Fading Lights

Solo questi pezzi superano in quanto a durata It, e sono solo i pezzi migliori.

Secondo me quindi si fa lo stesso errore che si fa con Selling: per dei pezzi non all'altezza viene denigrato l'intero album.

Ecco perchè difendo sempre quest'album e lo giudico discreto per il motivo opposto di Abacab: la c'era la voglia di uscire dal prog e di sperimentare con contorno di tanti pezzi pop uniti ad altri molto più articolati, qui c'è la consapevolezza che anche nel pop avevano dato tutto e cercavano di ritornare a fare un tipo di musica diverso.
Chissà cosa sarebbe stato un successore di We can't dance: secondo me avremmo finalmente riavuto un lavoro maturo e privo di frivolezze pop.

Se WCD vale 5 o 4 It vale -27, dai[:D]
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Postby ramasandiran » 26 May 2009, 08:12

Probabilmente hai ragione a difenderlo a spada tratta, come probabilmente ha ragione chi dice che CAS è il loro miglior album dopo Duke e anch'io la pensavo come te. Mi ha fatto cambiare idea il fatto che a distanza di anni di quei brani non è rimasto niente nella mia memoria e che sinceramente preferisco ascolatare TOnight TOnight TOnight piuttosto che No Son Of Mine e Driving The Last Spike e mi dispiace che in tour 2007 non ci sia stato posto per Fading Lights e Dreaming While You Sleep (quelle sì che le adoro) o per la long version di Tonight Tonight Tonight, mentre si è trovato spazio per Hold On My Heart; sai, Thomas, alla fine i giudizi sono soggettivi e così come ho dato un votaccio a ATTWT, ti posso dire che quelle eccelenti idee le trovo migliori di qualsiasi brano di WCD. L'ho definito falso , prorio perchè mi sembrava di voler risalire la china senza in realtà volerlo più di tanto, perdonami il gioco di parole, pertanto trovo più sincera Land Of Confusion di Way Of The World; ciò non toglie che i singoli brani di WCD siano effettivamente migliori di quelli di IT. I voti erano legati al lavoro complessivo. Io adoro Down And Out, per esempio, ma mi sembra solo un'idea espressa approsimativamente e pensavo che se fose durata un quarto d'ora sarebbe stata un capolavoro: ero nel torto: non poteva durare tanto, perchè mancava la fantasia, mancava Steve Hackett; il brano non decolla; è un'idea abortita. I brani di WCD migliori mi sembrano dei brani fatti apposta per accontentare qualcuno, ma che poi, stringi stringi, arrivi a preferire tutta la produzione precedente, perchè non c'è nessuno di quei brani che si possa definire classico. Purtroppo, a modo loro, invece, Invisible Touch e Follow You Follow Me sono due classici e non solo perchè hanno venduto, ma perchè c'era tanta voglia di farli...purtroppo.
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Postby Thomas Eiselberg » 26 May 2009, 08:24

quote:
Originally posted by ramasandiran

Mi ha fatto cambiare idea il fatto che a distanza di anni di quei brani non è rimasto niente nella mia memoria e che sinceramente preferisco ascolatare TOnight TOnight TOnight piuttosto che No Son Of Mine e Driving The Last Spike e mi dispiace che in tour 2007 non ci sia stato posto per Fading Lights e Dreaming While You Sleep (quelle sì che le adoro) o per la long version di Tonight Tonight Tonight, mentre si è trovato spazio per Hold On My Heart; sai, Thomas, alla fine i giudizi sono soggettivi e così come ho dato un votaccio a ATTWT, ti posso dire che quelle eccelenti idee le trovo migliori di qualsiasi brano di WCD. L'ho definito falso , prorio perchè mi sembrava di voler risalire la china senza in realtà volerlo più di tanto, perdonami il gioco di parole, pertanto trovo più sincera Land Of Confusion di Way Of The World; ciò non toglie che i singoli brani di WCD siano effettivamente migliori di quelli di IT.



Che i gusti siano soggettivi ci mancherebbe, l'ho detto pure io, ognuno è libero di amare ciò che vuole, ma facevo solo alcune considerazioni.

Dici che i singoli brani (come qualità) sono migliori di It, ed è questo che per me vale, non la presunta falsità, o il presunto voler risalire la china senza tanta volontà.

Parlare di falsità per un album che è preceduto da una svendita come IT secondo me è ingeneroso, ed è ingeneroso preferire un album dove i Genesis buttano al vento tutto per cavalcare l'onda rispetto ad uno che prova a fare qualcosa di diverso.
Se poi davvero piace di più è un altro conto, ma ho come l'impressione che si dica di amre It "per convenzione" più che per reale piacere nell'ascoltarlo.

Che poi Invisible touch e follow you siano "successi" perchè hanno venduto tanto non dimostra nulla: Blood on the rooftops ad esempio non è mai stata proposta dal vivo, non verranno ricordati per quella ma quei due brani se li mangia a colazione.[;)]
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Postby genesisforever » 26 May 2009, 09:27

Sono d'accordo con Thomas ancora una volta: dopo i successi di genesis e it, la cosa più semplice era continuare con quel trend. Cosa ci si poteva aspettare, the lamb parte 2 dopo 15 anni?... Quello sì sarebbe suonato falso.
Ormai i Genesis erano un altro gruppo, con gusti musicali completamente cambiati, ma con WCD hanno dimostrato che potevano ancora comporre buona musica con una certa sostanza, pur in ambito pop. Hanno saputo coniugare brani commerciali e ruffiani con pezzi più profondi (anche nelle liriche tuttaltro che scontate), ottenendo comunque un successo oceanico. Per questo associo WCD, con le dovute distanze, a Duke, che partiva dallo stesso proposito. Che poi coniugare successo e qualità sia cosa facile è tutto da dimostrare.

Per concludere... Che i Genesis anni 70 siano irraggiungibili è una realtà granitica.
Ma credo che proprio in virtù di questo passato la loro musica successiva sia stata denigrata oltre misura. Io sono uno dei pochi a pensare che comunque la loro proposta sia stata sempre ONESTA e rappresentativa di quello che erano in quel determinato momento. Incluso CAS, che non amo molto ma che rispetto.
Parere personale, naturalmente. [;)]
Ciò che non ci uccide ci rende più forti.
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Postby ramasandiran » 26 May 2009, 09:36

E' già tantissimo, secondo me, se siamo concordi nel confermare la loro onestà
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Postby Phoberomys » 26 May 2009, 09:44

quote:
Originally posted by marbian

A parte la SUBDOLA [:D]affermazione di Phobe ( che come tutti sappiamo non è una rivalutazione di Cas quanto un esaltazione di lana agnellina)

Ecco, lo vedi che sei un interista? [J-,]
[:p]
Oramai ho superato quella fase - ho smesso di pensare che i Genesis non siano più esistiti dopo un disco che pure contiene capolavori quali 'The Lamb Lies Down on Broadway', 'Carpet Crawlers', 'In the Cage' e 'Back in NYC' e 'The Chamber of 32 Doors'. [;^(]
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Postby marbian » 26 May 2009, 10:10

Il mio punto di vista è opposto a quello di Thomas e di genesisforever
( che ovviamente rispetto).

Il mio amore per i Genesis nasce dal fatto che hanno sempre sperimentato nuove soluzioni album dopo album.
Ogni lavoro era una reazione a quanto fatto in passato, anche con It hanno sperimentato nuove
( ma bruttine) soluzioni

Con Wcd questo non è avvenuto per la prima volta.
Per questo penso che non sia un disco sincero ma costruito a tavolino.
E spiego perchè.

Ora, io sono musicista e compositore.
Non dico questo per atteggiarmi ( magari sono un pessimo musicista e compositore).[:D]

Lo dico perchè se non altro, proprio per questo motivo, oltre al gusto personale, posseggo un'altra chiave di lettura, che è quella di poter analizzare in profondità le armonie e melodie dei nostri.

Questo non significa possedere il Verbo, ma semplicemente avere un altro strumento a disposizione per indagare il pensiero del compositore.

E per me il loro pensiero compositivo con Wcd si è fermato veramente per la prima volta

Riprendo un'immagine felicissima proposta da Harlequin: per i brani più lunghi( Driving the Last Spike e Fading Lights) hanno ripescato dal loro passato formule strumentali memorizzate e ripetute allo sfinimento nei ventitre anni precedenti ( e ovviamente, dettaglio importantissimo, prive di quella freschezza e di quell'anima sperimentatrice che possedevano quindici-vent'anni prima)e a mio modesto parere hanno infarcito il tutto con una sequenza tra le più brutte del loro versante pop: Hold on my heart, Way of the World, Since I've lost you.

Senza dimenticare brani che per me sono puri riempitivi ( ma ad altri possono piacere, non discuto) come Tell me Why,I can't dance, Jesus he knows me e via cantando.

Non è una battuta, il brano che trovo più interessante di quelle sessions è proprio uno che non c'è nel disco, On the Shoreline.

Con questo non voglio certo far cambiare idea a nessuno ( sono sempre stato per la libertà di pensiero[:D]) ma ribadire una volta di più che per me Wcd è deludente perchè, date certe premesse, come il maggior spazio a disposizione, resta l'occasione mancata dei Genesis per eccellenza

p.s.Phobe sono interista ma te vojo bene uguale...[:-D][;)]
Last edited by marbian on 26 May 2009, 10:19, edited 1 time in total.
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Postby fr.arcuri » 26 May 2009, 10:42

sono perfettamente d'accordo con marbian: WCD lascia l'amaro in bocca perchè mostra una band non più viva.
concordo altresì con thomas che se quella fosse stata la track list dell'album sarebbe stato un bel sentire.

resta però da discutere una cosa e spero di ascoltare il parere proprio dei "nostri" musicisti, ma marbian a smiro al tommy:

si parla di svolta pop, si parla di soluzioni più semplici e collaudate, ma a me i genesis deludono maggiormente nel momento in cui cercano di fare qualcosa di più ricercato come domino ad esempio.

a me sembra stranissimo che banks possa proporre un tale orribile assolo su tonightx3 o che si limiti a suonare gli accordi sulla title track di CAS dando vita ad una canzone che ray fa in concerto senza tastiere e la rende uguale.

a me danno l'impressione di non essere più i musicisti degli anni 70.
e come se fossero altre persone, più limitate artisticamente.
anche dal punto di vista culturale stride troppo la differenza fra i testi ricercati e pieni di riferimenti storici degli anni 70 e il "i love you e you love me" che riempie le ultime canzoni.

secondo voi è possibile che un musicista possa imbrocchire al punto di non somigliare lontanamente a quello che era agli esordi?
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Postby marbian » 26 May 2009, 11:11

La penso proprio come te Fr., i Genesis che proponevano Domino, Driving o la stessa Calling ( che pure ha belle armonie) mi appaiono musicisti diversi dagli autori dei brani più articolati degli anni 70.
Riproponevano una formula nella quale non credevano più.
Per questo, come dicevo, mi sembrano musicisti impigriti più che imbrocchiti, che non avevano voglia di impegnarsi più di tanto.

Intendiamoci, a quel punto avevano già dato tantissimo a noi fans, con la loro squisita arte, e li ringrazierò sempre per questo, e ci sta pure che dopo tanti anni un pò di creatività si appanna.

Ma perchè allora svolgere il compitino in maniera così svogliata?
la mia idea (come già detto, ma posso sbagliarmi)è che volessero accontentare il fan più nostalgico, mantenendo i nuovi fans con i brani più pop.

Ma si sono dimenticati di aggiungere l'additivo segreto che in passato aveva spesso fatto la differenza: l'anima
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Genesis: riflessioni sugli anni 80

Postby aorlansky60 » 26 May 2009, 11:40

quote:
Originally posted by marbian


Ora, io sono musicista e compositore.
Non dico questo per atteggiarmi ( magari sono un pessimo musicista e compositore).[:D]

Lo dico perchè se non altro, proprio per questo motivo, oltre al gusto personale, posseggo un'altra chiave di lettura, che è quella di poter analizzare in profondità le armonie e melodie dei nostri.




la penso ESATTAMENTE UGUALE, sono sempre stato convinto che chi abbia dismestichezza musicale e "mastichi" delle sette note possegga una marcia in più per addentrarsi nei meandri della composizione, riuscendo pertanto in un analisi maggiormente analitica nel giudicare o per lo meno "capire" le scelte fatte da un artista e la sua relativa creatura musicale.
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Genesis: riflessioni sugli anni 80

Postby aorlansky60 » 26 May 2009, 12:11

fr.arcuri ha scritto:

secondo voi è possibile che un musicista possa imbrocchire al punto di non somigliare lontanamente a quello che era agli esordi?

beh, il punto è che se si tratta di "imbrocchirsi" ma così facendo realizzare soldoni a palate, finalmente,
tutto sommato una concessione ad un compromesso simile è fattibile e comprensibile...

Poi è tutta da vedere la questione relativa al fatto che quale artista come tu ti ritenga, l'esserti "venduto"
allo show-business ti pesi particolarmente tutte le volte che alla mattina ti guardi allo specchio e ferisce
il tuo amor proprio, ma credo che la cosa sia di molto mitigata tutte le volte che guardi anche l'ultimo estratto conto che la banca ti spedisce a casa...

dopo 10 anni di gloriosa composizione artistica, è più che comprensibile una svolta commerciale, salvo il
fatto che per me quale fan ed ascoltatore è cessato l'interesse nei loro confronti con ABACAB; buon per loro che ad una simile reazione quale penso attuata da molti altri della mia generazione che hanno imparato ad amarli da TRESPASS, ne siano subentrati moltissimi altri in più in grado di gradire quella nuova proposta;
GENESIS e IT non li prendo neppure in considerazione; per il poco tempo che ho ormai a disposizione, ho tonnellate di MUSICA migliore in grado di intrattenermi piuttosto che quelle due raccolte di suoni alla MARIO BROS come Thomas li ha scherzosamente definiti.

Come creatori di Musica, loro sono comunque nel mio cuore e nella mia mente per sempre per quello che hanno saputo proporre fino al 1977, includendoci d'ufficio anche DUKE, E NON E' POCO.
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Genesis: riflessioni sugli anni 80

Postby Thomas Eiselberg » 26 May 2009, 12:54

quote:
Originally posted by marbian


Il mio amore per i Genesis nasce dal fatto che hanno sempre sperimentato nuove soluzioni album dopo album.
Ogni lavoro era una reazione a quanto fatto in passato, anche con It hanno sperimentato nuove
( ma bruttine) soluzioni

Con Wcd questo non è avvenuto per la prima volta.
Per questo penso che non sia un disco sincero ma costruito a tavolino.

E per me il loro pensiero compositivo con Wcd si è fermato veramente per la prima volta

Riprendo un'immagine felicissima proposta da Harlequin: per i brani più lunghi( Driving the Last Spike e Fading Lights) hanno ripescato dal loro passato formule strumentali memorizzate e ripetute allo sfinimento nei ventitre anni precedenti ( e ovviamente, dettaglio importantissimo, prive di quella freschezza e di quell'anima sperimentatrice che possedevano quindici-vent'anni prima)



Ecco è proprio da queste frasi che mi sorge il dubbio che ci sia un certo pregiudizio.
WCD lo giudicate brutto non perchè è brutto in se, ma perchè date le premesse ci sia spettava di più.

Proprio perchè sei un musicista dovresti giudicare la qualità dei pezzi, secondo me, e non l'originalità o la ripetitività (visto che è l'ultimo album della loro carriera, escluso Cas, l'originalità è una chimera e tantopiù la sperimentazione).

E' inutile cercare qualcosa di più in un album come We can't dance, se non la bellezza dei pezzi in se.

Che poi parlandoci chiaro io questa sperimentazione in It non ce la sento proprio, anzi sento una pigrizia ancora maggiore di Wcd: lì fanno musica da quattro soldi, con accordi semplici, soluzioni non da Genesis, qui invece non fanno nulla di originale, ma almeno fanno quello che sanno fare[:-I]

Pezzi come Anything she does, In too deep, la title track, Throwing it all away sarebbero pezzi sperimentali? No dai, almeno We can't dance ha qualche testo e qualche soluzione sonora che i due precedenti non hanno, o no?
Poi come ho detto dura il doppio, ed è molto più vario, cosa non trascurabile per un album pop.
It non mi sembra una reazione all'album precedente, anzi sembra un "Genesis" (l'album) molto più commerciale e con suoni peggiori.

Follow you follow me diventò per caso un pezzo pop, ma i brani di It sono tutti costruiti a tavolino, sono tutti brani che hanno la pretesa di vendere, come può essere quindi It più "vero" di Wcd continuo a non capirlo[:-I]

Almeno in WCD, pur utilizzando luoghi comuni musicali, suonano, su It si limitano a produrre ciofeche elettroniche, quando non fanno da accompagnamento sonoro alla voce di Phil (peggio che in un album solista del nostro).
Ecco io in It fatico a distinguere l'album da uno qualsiasi di Phil solista, dove sono i Genesis?

In Wcd ci sono dei Genesis imbolsiti, meno bravi, che utilizzano uno stile strasaputo, ma "suonano alla Genesis", e quindi proprio perchè "suonano alla Genesis" continuando a restare pop diventano automaticamente "falsi".[:-j]

Se invece suonano alla Duran Duran, senza un briciolo di orgoglio, dimenticando i fans sono "veri".[:-I] Boh.

Ripeto, il discorso sulla sperimentazione e sull'andare avanti compositivamente, calzerebbe in un confronto tra Abacab e WCD, ma francamente paragonando WCD, It, e Genesis la giustificazione della sperimentazione non sta in piedi.[:-I]

I Genesis già dal 1983 non sperimentavano, quindi lasciamo da parte questo appetto e giudichiamo la qualità dei pezzi.

Insomma It non può non essere il peggio dei nostri, comunque la si guardi[:D]

Naturalmente queste sono solo mie considerazioni, non pretendo di avere per forza ragione, è che fatico a capire questa superiorità di It su WCD, essendo la parola superiorità e It due cose che stanno agli antipodi [:D]
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Postby harlequin » 26 May 2009, 13:19

Fratello Marbian, quello che dici è giusto, ma non citare cose dette da me, se no te le contestano a priori. Qua ogni volta che intervengo s'incazzano tutti.[:D][:D][:D]
Sir, ma lo vuoi capire o no? Per alcuni We can't dance è PROPRIO BRUTTO. E quando vedo Philippo che canta, c'è una voce che mi rimbomba nel cervello e che dice: "ma che cazzo ci faccio su questo palco con questi sfigati?" Cioè la sua.
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Postby marbian » 26 May 2009, 13:51

Che devo dire Thom? e' chiaro che siamo su posizioni differenti, ma per me nel brutto It i Genesis sperimentano ancora.

The Brazilian non ti piacerà , ma è uno strumentale atipico nella loro produzione, così come la struttura di Tonight x3.

E brani pop come Throwin it all away o Land of confusion per me hanno una costruzione più intelligente di tutti i pezzi pop di Wcd.
( certo ci vuole poco, e non è che questi due pezzi siano vertici assoluti dei nostri per usare un eufemismo[;)])

Ma, a scanso di equivoci, quella tra It e Wcd è per me una battaglia fra album disperati: mi dispiace un pò meno il primo proprio perchè più compatto e privo di quella prolissità allungabrodo che ha Wcd, e che ad ogni ascolto mi sprofondava nei meandri della noia...

In It, giocando con i suoni e le diavolerie elettroniche, i Genesis hanno l'aria di divertirsi ancora un mondo (certo alle nostre spalle)[:D], ma nella bruttura li trovo ancora vitali...
in Wcd la sensazione è che siano loro i primi ad annoiarsi...come direbbe Fr. Arcuri non è più una band viva ...e concediamogli pure l'attenuante degli anni che passano

Sono punti di vista, questo è il mio: opinabile quanto vuoi ma credimi, non è frutto di pregiudizio

P.s. Harl, come non citare un fratello di fede?[;)] Un grande ciao
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Postby Thomas Eiselberg » 26 May 2009, 14:28

quote:
Originally posted by harlequin


Sir, ma lo vuoi capire o no? Per alcuni We can't dance è PROPRIO BRUTTO. E quando vedo Philippo che canta, c'è una voce che mi rimbomba nel cervello e che dice: "ma che cazzo ci faccio su questo palco con questi sfigati?" Cioè la sua.



Ecco, questo già lo capisco di più: non piace senza altre giustificazioni e mi sta bene, perchè è un giudizio basato sul gusto personale.

Se poi tu Marbian ci vedi più sperimentazione e ci vedi più entusiasmo in It, in Throwing it all away o Land of confusion ci vedi una costuzione migliore (e bisognerebbe capire dove è nascosta questa intelligenza di costruzione, perchè è davvero nascosta bene) di tutti i pezzi pop di Wcd (che poi in Wcd ci sono 4 brani che col pop hanno poco a che fare, quindi almeno c'è anche "il non pop" che piaccia o no) allora è impossibile replicare.[:(]

Contenti voi di preferire un album nel quale, testuali parole "Si sono divertiti (alle nostre spalle)...[:D]

Se innalziamo pure It dal baratro del peggiore album dei nostri, allora mi devo aspettare di tutto: tipo che qualcuno dica che Selling è il peggiore con Gabriel perchè è poco omogeneo, o che Wind è un album originale e sperimentale, o che i Genesis non hanno mai pubblicato un album che non contenga riempitivi (ah no, sono tutte cose già dette, non c'è più nulla che possa sorprendermi[:D])
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Postby marbian » 26 May 2009, 14:39

Thom, mi sa proprio che invece devi aspettarti di tutto...è il bello di essere persone differenti, ognuno con una propria testa pensante. Per fortuna [;)]
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Postby Thomas Eiselberg » 26 May 2009, 15:05

E' ovvio, ero ironico[:D][;)]
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Postby smiroldo » 26 May 2009, 15:11

mah, per la prima volta non mi trovo con marbian (è un evento [:D]).

sono daccordo, forse c'è una sputazzella (ma proprio "ella") di "ricerca" (mah, diciamo) su invvvv... (niente, le labbra si inchiodano [:D])...giusto su "brazilian" (che, in pratica, è un pezzo solo di banks, sembra uscito da fugitive), pezzo dignitosissimo, tralaltro. aggiungiamoci do the neurotic, facendo finta che stia sull'album [:D]...poi? tonight? domino? per l'amor del cielo!!!
di contro, su wcd non c'è nessuna ricerca, e in più i pezzi pop sono in assoluto i peggiori della loro storia (meglio anything e land - che almeno sono divertenti - di hold on, forse il peggior pezzo di sempre dei genesis [xx(])...

però, detto ciò...nell'insieme meglio wcd, dai [;)]
wcd è un disco inutile ma it è irritante...e il peggio lo da proprio nei pezzi pseudoprog...[:-!]
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Postby Betelgeuse » 26 May 2009, 15:19

quote:
Originally posted by Tommy Banks

Nessuno degli album a tre,ha quel romanticismo decadente (bellissimo) di ATWTT.
Nessuno degli album a tre ha il sound di questo album,l'ultimo dei vecchi Genesis magniloquente e di un altro mondo...quel sound che ha fatto conoscere i Genesis a moltissimi musicisti extra prog.
Questo è l'ultimo album dei vecchi Genesis ed il primo dei nuovi.
Il tutto nello stesso disco.
Ovvio che ci siano pezzi deboli dal punto della composizione,ma è suonato divinamente.
E dal vivo pure meglio,anche se si perdono le rifiniture di banks che ha solo due mani.
I brani che amo di più della loro carriera a tre sono in questo album: Burning Rope e Down and Out.
Duke lo ritengo a pari merito.

La mia classifica,senza paragoni con il passato:
ATWTT:8
Duke: 8
Abacab:7
Genesis:6
IT: 0
WCD:6
CAS:5

Straquotone con i baffi infiocchettati in confezione regalo, Tommy[:)][:D][;)]
And Then There Were Three è perfettamente dipinto dalle tue parole[;)]
Però quello 0 a Invisible Touch.....[:-|]
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Postby marbian » 26 May 2009, 15:36

quote:
Originally posted by smiroldo

mah, per la prima volta non mi trovo con marbian (è un evento [:D]).

sono daccordo, forse c'è una sputazzella (ma proprio "ella") di "ricerca" (mah, diciamo) su invvvv... (niente, le labbra si inchiodano [:D])...giusto su "brazilian" (che, in pratica, è un pezzo solo di banks, sembra uscito da fugitive), pezzo dignitosissimo, tralaltro. aggiungiamoci do the neurotic, facendo finta che stia sull'album [:D]...poi? tonight? domino? per l'amor del cielo!!!
di contro, su wcd non c'è nessuna ricerca, e in più i pezzi pop sono in assoluto i peggiori della loro storia (meglio anything e land - che almeno sono divertenti - di hold on, forse il peggior pezzo di sempre dei genesis [xx(])...

però, detto ciò...nell'insieme meglio wcd, dai [;)]
wcd è un disco inutile ma it è irritante...e il peggio lo da proprio nei pezzi pseudoprog...[:-!]



ma si, ci sta, è come dicevo prima...se fossimo tutti d'accordo non ci sarebbe forum, è questo il lato piacevole...certo però stabilire il peggiore tra i due è davvero arduo...[:D][:D][:D] e forse Thom ,io e tutti gli altri ci siamo dilungati oltremisura in confronto al contenuto dei dischi in oggetto... BASTA, MI AUTOCENSURO ![:-D][:-D][:-D][;)]
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Postby smiroldo » 26 May 2009, 15:38

si, in effetti non si capisce perchè abbiamo deciso di flagellarci cercando di decidere quale è il meno peggio dei due...[:-D]
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Postby harlequin » 26 May 2009, 15:44

Provo a scuotere un po'...A Collins non PIACE LA MUSICA DEI GENESIS, NON GLI è MAI PIACIUTA.[:D][:D]OH L'HO DETTA L'HO DETTA
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Postby Thomas Eiselberg » 26 May 2009, 15:47

quote:
Originally posted by smiroldo

si, in effetti non si capisce perchè abbiamo deciso di flagellarci cercando di decidere quale è il meno peggio dei due...[:-D]



Perchè We can't dance per me è pure meglio di Genesis[:D]

E comunque in effetti il topic è sugli anni '80, WCD non appartiene ai suddetti, casomai va parafonato con CAS, col quale condivide pure l'acronimo a tre lettere
[:D]
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Postby Betelgeuse » 26 May 2009, 16:52

quote:
Originally posted by Tommy Banks



La mia classifica,senza paragoni con il passato:
ATWTT:8
Duke: 8
Abacab:7
Genesis:6
IT: 0
WCD:6
CAS:5





Io invece, faccio volutamente i paragoni con il passato[:D]

From Genesis: 6,5
Trespass: 10
Nursery Cryme: 10
Foxtrot: 10
Genesis Live: 7
Selling: 9,5
The Lamb: 9
A Trick: 8,5
Wind: 9
Seconds Out: 9
And Then There: 8,5
Duke: 8
Abacab: 7
Three Sides Live ( English Version ): 7
Three Sides Live ( World Version ): 7
Genesis: 6
Invisible Touch: 6,5
We Can't Dance: 7
The Shorts: 6,5
The Longs: 7,5
CAS: 7,5
Archive 67-75: 9,5
Archive 76-92: 4
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Postby fr.arcuri » 26 May 2009, 16:59

cioè the lamb è il peggior album dell'era gabriel?
[:0][:0][:0][:0][:0][:0][:0][:0][:0][:0][:0][:0][:0]
... And the nurse will tell you lies
Of a kingdom beyond the skies ...
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Postby Betelgeuse » 26 May 2009, 17:03

Sì Francesco, ma un 9 non ti basta?[:0][:0][:0][:0][:D][:D][:D][:D][;)]
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Postby genesisforever » 26 May 2009, 17:05

From Genesis: 5
Trespass: 8
Nursery Cryme: 9,5
Foxtrot: 10
Selling: 9
The Lamb: 9,5
A Trick: 10
Wind: 9
And Then There: 7
Duke: 8,5
Abacab: 6,5
Genesis: 6
Invisible Touch: 5,5
We Can't Dance: 7
CAS: 6

I voti sono la cosa più stupida del mondo, ma è così divertente darli [:D][:D]
Ciò che non ci uccide ci rende più forti.
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