by aorlansky60 » 16 Feb 2009, 06:59
non sapevo dove collocarlo, forse esistono già topics relativi alle due opere oggetto della mia analisi, alle quali però non riesco letteralmente ad approdare, non riuscendo ad aprire oltre la prima pagina dei topics della sezione Genesis, purtroppo...
antefatto: sabato scorso ero in uno dei centri commerciali della mia città, svogliatamente gironzolante tra televisori lcd, computers, video, quando inevitabilmente alla fine del "giro" mi ritrovo nel settore musica; addocchio immediatamente un titolo in digipak che acquisterò, quando l'occhio mi cade su due scatolotti poco
distanti, uno verde l'altro blu... Genesis1976-82 e Genesis1970-1975!!! non è possibile!...[:0]
Non mi sono ancora ripreso dallo stupore che mentre armeggio con uno dei due, arriva un commesso del settore a
dirmi "eh, quello più bello -(riferimento al periodo di c...a)- purtroppo l'abbiamo esaurito, sono rimasti solo questi due..."; [:0][:D] evito ogni tipo di commento sulla più bella "sparata" che abbia sentito negli ultimi 10 anni[:D], perchè mi preparo invece ad affrontare lo scoglio più arcigno, [:-|]quello del "W.A.F."(Wife
Aceptance Factor), dato che ho rapidamente deciso per l'acquisto di entrambi e la somma totale non è affatto poca... mia moglie infatti è nelle vicinanze e appena mi vede con i due monoliti, fà un rapido calcolo della somma che dovrò sborsare(le donne sono sempre più pratiche rispetto a noi uomini...) e comincia da parte mia una "arrampicata sugli specchi" [:-D]-roba che nemmeno la parete Nord dell'Everest- le dico che sono rimixati&rimasterizzati, che Nick Davis pare abbia fatto un gran lavoro, etc, etc... tutte cose che a lei ovviamente importano meno che nulla ma alla fine la spunto (non senza avere contrattato prima una uscita da parte sua con le amiche per uno "shopping sfrenato" con carta di credito incorporata... l'aver trovato questi due cofanetti ormai esauriti val bene anche il rischio dell'incazzatura dei mariti, per altro anche miei amici, [:D] nei miei confronti...)
premessa: non parlerò tanto di musica quanto invece di tecnica, quindi chi non fosse interessato può
serenamente saltare ad altro...
Domenica procedo ad una sessione di ascolto comparativa.
La procedura che adotto è sentire di botto 2 titoli del nuovo cofanetto -mi concentro su A TRICK OF THE TAIL e
WIND&WUTHERING che conosco maggiormente rispetto agli altri tre- , poi passo ad un confronto più serrato,
in serie "Definitive remaster edition"-che da ora abbrevierò come "D.R.E." seguito dal remix di N.Davis, prima
TRICK poi WIND.
Il mio impianto è rigorosamente "stereo" due canali, quindi avrò a che fare con lo strato registrato secondo le norme dell' "OrangeBook" CD.
Lettore CD Pink Triangle Litaural(filtro di conversione 20bit), amplificazione Exposure (pre XVII, finali mono
XVIII), diffusori TOTEM "Mani-TO") . Cavi di collegamento all'altezza della catena audio.
Ambiente di ascolto mansardato mediamente assorbente trattato acusticamente mediante adozione di vari TubeTraps
di Acustica Applicata collocati nei punti critici della stanza.
Taglio subito corto dicendo che ho provato una mezza delusione, e che per i due titoli ascoltati,
TRICK è interlocutorio, WIND piuttosto negativo, questo delle versioni di DAVIS, ma andiamo in ordine.
Già dall'inizio noto che l'abitudine da parte di chi procede a "remaster", tendente al guadagno di alcuni db rispetto a versioni precedenti è confermata e Davis non sfugge alla regola; a parità di posizione -ore 9- della manopola di regolazione del pre è palese la maggiore dinamica e volume da parte dei nuovi remix rispetto
ai precedenti...
L'intro di DANCE ON A VOLCANO sembra più impetuosa del solito, con il Taurus che sembra spingere maggiormente rispetto a quello della D.R.E. ; immediatamente noto le percussioni, soprattutto i piatti della batteria più scintillanti, metallici e cristallini, maggiormente staccati rispetto al resto ed in primo piano; la scena
sonora sembra buona, maggiore del mio riferimento, estesa sia in altezza che in profondità, ma c'è qualcosa
che non mi convince appieno, ancora non capisco e lo scoprirò più avanti...
ENTANGLED è uno spettacolo: l'intro acustico è ancora più rotondo e cristallino rispetto al riferimento, ma
la cosa migliore sono le 12 corde nei ritornelli, che acquistano un spessore più coerente rispetto alla D.R.E.
facendole sembrare più reali. Unite ai cori vocali danno una sensazione da brivido. Questo brano in complesso acquista davvero molto dalla cura Davis rispetto al riferimento. Ho spesso la sensazione di sentire, specialmente nello spettro medio-alto, cose e suoni che non conoscevo ma c'è una cosa che mi attende: alla fine del brano, con la coda strumentale c'è qualcosa che manca, sono
alcune note basse che scandiscono la melodia iniziale poi sostenuta dalle lunghe note basse di taurus, QUESTE
SONO LETTERALMENTE SCOMPARSE... mmmmhhhhhhhhh...........[:-|]
SQUONK ripropone di nuovo piatti scintillanti ed esplosivi, apparente maggiore separazione tra gli strumenti,
impressione che avevo avuto anche dai due brani precedenti, però c'è un tarlo che comincia ad insinuarsi nel
cervello... l'apparente miglioramento a livello medio alto coincide con una carenza di note medio basse
rispetto al riferimento; queste medio basse erano parte integrante della struttura melodica; senza di esse
ora sembra esservi maggiore chiarezza ma anche minore corpo totale... [:-|]
MAD MAN MOON comincia a confermare le mie tesi, i brani maggiormente delicati dal punto di vista strumentale sono quelli che sembrano avere giovato maggiormente dalle cure di Davis; l'intro è molto più scandito e stagliato e la voce di Phil regna marmorea in mezzo alla stanza; il bello viene con il lungo meraviglioso bridge strumentale centrale, tutto è più chiaro, scandito, le tastiere sono favolose, il piano è luminoso, i rintocchi dei tasti più evidenti, l'unica cosa che non va rispetto al riferimento è la voce in controcanto in secondo piano rispetto al cantato principale di Phil che ora è molto meno in evidenza, quasi scomparsa, mentre con la D.R.E. ne potevo assaporare tutte le sfumature...[:-I]
ROBBERY è molto buona, a parte la solita carenza di medio basse che fanno esaltare l'esplosività dei piatti della batteria, ancora e sempre in primo piano, ma è la parte strumentale ancora una volta a guadagnarci, molto più chiara del riferimento, strumenti maggiormente staccati e più lucidi. Cosa che ancora non ho detto, è che la "pulizia" operata da Davis in gamma medio-bassa sembra fare apparire strano od impersonale il cantato di Phil, a volte... insomma, molto spesso sembra che la voce sia staccata in modo innaturale da quella che è la base armonica di contorno...
RIPPLES mi riserverà una brutta sorpresa: la parte iniziale strofa e ritornello, strumentalmente delicatissima beneficia ancora delle attenzioni di Davis; sembra proprio che quando il brano proponga solo medie e medio alte già dai master originali, tutto vada per il meglio, la voce di Phil è stentorea in mezzo ai due diffusori,
circondata dal fraseggio delle chitarre di accompagnamento, perfettamente distribuite attorno, a creare uno
scenario molto realistico e godibile; il timbro di queste chitarre è più a fuoco del riferimento, più reale e
dai toni più cristallini, in qualche modo più presenti.
La brutta sorpresa arriva con il secondo ritornello: la bella e delicata linea guida del pianoforte di Banks suonato sulle note alte è PRATICAMENTE SCOMPARSO, [:0]coperto dalla voce, dalle percussioni, da un "muro di suono", ed è una delle cose che
conosco ed apprezzo dal vinile, 1976!!! [:-|]sono basito... il pianoforte è naufragato, coperto da altri suoni,
compare di nuovo quando Phil ha terminato di cantare il ritornello... mah... mmmmmhhhhhhhhh........[:-!]
La title track è buona, non presenta particolari sorprese, anche qui sensazione di maggiore chiarezza tra i vari strumenti, scena più ampia... si rafforza la sensazione che gli alti guadagnino a volte in coerenza e fisicità, più metallici e cristallini.
Poco da dire anche circa LOS ENDOS, se non che, contrariamente a quanto potevo aspettarmi, la nota bassa che
sia nel vinile che nella D.R.E. -quella che si ha dopo la breve introduzione e quando la musica sembra fermarsi- mi pare molto meno tosta e corposa, meno profonda...[:-|]
La mia sensazione finale su TRICK è che l'impressione di maggiore chiarezza che sembra delinearsi all'inizio sia dovuta al fatto che Davis ha pulito un pò troppo eccessivamente di frequenze medio basse; ora, se questo serve a fare assumere maggiore pulizia, è anche vero che molto spesso questa regione di frequenze medio basse
concorre a formare la struttura della melodia... alla fine sembra che manchi qualcosa, la stessa voce di Phil sembra a volte incoerente, perfino diversa come tonalità rispetto ai nastri master... no, non è Phil, è che proprio manca qualcosa... boh... mmmmmmmhhhhhhhh...... [:-I] sono perplesso.............[:-|]
Ma le sensazioni peggiori stanno per arrivare... ed ho un terribile sospetto... [:-!] dal punto di vista tecnico strumentale, WIND&WUTHERING è più complesso di TRICK, specialmente con quel numero di Synths e tastiere varie...
è un disco ancora più spostato nei registri alti rispetto a TRICK...
ed i sospetti sono immediatamente confermati.
L'intro di Elenventh EARL of Mar sembra più godibile del riferimento, ma quando arriva la voce e la struttura
del brano si fa più complessa, il brano diventa una specie di tortura... un muro di frequenze medio alte quasi insopportabile... arriva un pò di pace con la delicata parte centrale; viene rafforzata la mia idea che quando il brano è semplice strutturalmente, come la parte centrale di EARL, tutto vada meglio rispetto al riferimento, ma quando la struttura diventa più complessa, cosa tipica della musica dei Genesis soprattutto in questo disco, allora la sensazione di "fatica" d'ascolto si accentua al massimo, ed è una delle cose che odio dal punto di vista di puro ascoltatore.
Anche qui sembra palese il lavoro di pulitura di Davis a scapito delle frequenze medio basse che però non
fanno altro che fare risaltare maggiormente le frequenze medio alte...
ONE FOR THE VINE risente meno del precedente di questo fattore, anche se nei momenti più complicati presenta lo stesso problema...
paradossalmente, le due che meno mi piacciono dell'album sembrano uscire vincenti dal confronto con la D.R.E. :
YOUR OWN viene fuori splendida, sarà che il brano presenta meno synth dei due precedenti, che ha una struttura
prevelente di chitarre, che risplendono di luce maggiore rispetto al riferimento; la delicata parte centrale è la più godibile, le delicate note assumono ora toni da campanellini dalle forme rotonde che si alzano magicamente nella stanza... è rafforzata la mia idea che quando la struttura strumentale è semplice, tutto è
OK...
GORILLA pur essendo un brano dalla struttura complessa non esce male, sarà che non possiede, a differenza di EARL e VINE quella complessa struttura di synth che in termini di frequenze significano "regno dei medio-alti"
con MOUSE si ritorna palesemente alla "fatica d'ascolto", altro brano nel quale il muro di synth costituisce la struttura portante, arricchito anche dai toni alti della chitarra di Steve... forse Mike è il meno simpatico a Davis, a questo punto...[:-I]
per fortuna, arriva BLOOD, altro brano non casualmente meno ricco di complessa tessitura synth, a riportare un pò di sollievo: l'intro è più preciso e reale, più musicale del riferimento, la voce di Phil, quando non coperta da muro del suono è perfettamente stagliata nel mezzo della stanza, molto reale e credibile;
complessivamente questo brano esce vincente dal confronto con il riferimento. Le note di basso che supportano la tessitura melodica dei ritornelli ci sono ancora tutte. Non è un problema di carenza di bassi profondi, non in questa quanto in molti altri brani trattati da Davis, ma proprio di "medio-basse"...
Nella parte successiva, il bellissimo strumentale "Unquiet Slumbers" è riprodotto splendidamente, ancora una volta quando la struttura non è complessa, tutto va bene... c'è invece una brutta sorpresa ad attendermi in "Quiet Earth"... quando parte la linea guida di elettrica di Steve, a parte ancora il fastidio procuratomi
dalla sovvrabbondanza di medio alte frequenze rispetto alle medio basse, [:0] MI TROVO A DOVERMI RIDISEGNARE MENTALMENTE LA LINEA DI BASSO DI MIKE [:0] che corre(va) parallela alla linea guida della chitarra!!!!!! non c'è più
sparita, [:0] inghiottita nei meandri di medio alte di chitarra e synth! ...o finita chissà dove??!![:-|]
basta, è troppo, non ci credo.... Davis, gggggrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr....[!:-!]
tiro fuori il CD, prendo il vinile, accendo il REGA Planar P9 e mi risento il lato 2, almeno per fare pace con la sontuosa complessità che quest'opera merita ed esige! Ritrovo la così per me familiare linea di basso "dimenticata" del povero Mike in "Quiet Earth", oltre ad un equilibrio tonale che solo il vinile è in grado di dare, nel mio caso confortato dallo squisito carattere minimalista del P9 nel trattare la musica, molto scarno ed asciutto, veloce nei trasienti e relativo rapido decadimento... mmmmmmmmmmhhhhhh, mister Davis, non ho gradito molto... [:-!]
e non so cosa mi aspetti con l'altro, di cofanetti!...
Inserisco successivamente la D.R.E. di WIND e vado sparato al brano incriminato, la linea di basso c'è eccome, non sono io ad essermi leso l'udito!... mmmmmmhhhhhhhhhhh............ mah........
Termino la sessione piuttosto perplesso ed irritato, chiedendomi "perchè ci sono ricascato ancora" con le
famigerate rimasterizzazioni... [:-I][:-j][:-!][:-|]
...AMA TUTTI, CREDI A POCHI, NON FAR MALE A NESSUNO...