by aorlansky60 » 22 May 2009, 12:01
tanto per riportare in auge il topic, e per dare il giusto risalto ad una delle due che indicai in precedenza
ma che non commentai adeguatamente come la "cugina" THE CINEMA SHOW...[:D]
l'ho ascoltata proprio ieri sera -naturalmente insieme a tutto l'album che la contiene che per me rappresenta
uno dei grandi incontri della mia vita...
dei Genesis conoscevo al tempo già SELLING che avevo "metabolizzato" ormai piuttosto bene, ma quando mi trovai
al cospetto di NURSERY CRYME e soprattutto di THE MUSICAL BOX per la prima volta, quello che avvenne fu un vero
colpo di fulmine diretto al cuore prima ancora che alla mente ed ai sensi!
Sicuramente l'avrò già detto nei meandri di questo forum in altri topics, resterò sempre convinto che
THE MUSICAL BOX prima ancora dell'incredibile bellezza quale forma musicale sia il brano perfettamente
rappresentativo del periodo GABRIEL e dell'opera omnia della band, forse più di ogni altra:
quell'equilibrio precario sempre in bilico tra CALMA/TENSIONE perpetrato sia musicalmente sia tramite la voce
di Gabriel in questa composizione assume toni epici e drammatici come pochi. Nessuna altra canzone è in grado
come questa di trasmettere sensazioni e visioni.
Gli arpeggi iniziali così delicati,
poi l'apertura con la voce lontana e densa di eco trasporta già l'ascoltatore nei meandri ovattati della casa vittoriana dove si svolge la scena, e l'architettura musicale cesellata che accompagna quella voce è già da
brivido di per se... oltre a quei versetti innocenti che pronunciati dalla voce di Gabriel assumono toni
cupi e drammatici "Play me my song, Here it comes again" presagi di sventura...
...prima che si arrivi al mellotron roboante che insieme alla chitarra elettrica descrive un andamento
mozzafiato difficile da spiegare per uno come me poco adetto al lessico musicale e che vive solo di sensazioni
"a pelle"(ed orecchio) che la musica è in grado di dargli, qui comunque si raggiungono vertici assolutamente gotici per ricchezza ed ispirazione.
L'intermezzo di quiete "...and the tock... tik, tok" della voce di Gabriel che si rivela sempre minacciosa
anche quando sussurra, poi di nuovo la tempesta di suoni così genialmente composti, con la chitarra elettrica
che danza libera e sfrenata avviluppata da tastiere e batteria suonate ad arte... meraviglioso.
di nuovo la quiete di "She's a Lady, she's mine..." e poi quel finale che... vittoriano più vittoriano non
si può, dall'andamento armonico così solenne ed incredibilmente BRITISH... quasi alla Gilbert and Sullivan,
o alla "Pump and Circumstances" di sir Edward Elgar...
...e gli ultimi versi finali, quei "now now now now now" ripetuti cinque volte per i quali un attento mixaggio
riesce a fare risaltare il tono e la cattiveria vocale di Gabriel come merita e come deve essere nel mezzo
dell'orchestra...
Su questo brano si può scrivere un libro intero di "sensazioni" oppure tacere perchè basta ascoltare.
Per me, "IL BRANO"[8:-x].
...AMA TUTTI, CREDI A POCHI, NON FAR MALE A NESSUNO...