Uno dei pochissimi gruppi italiani che mi hanno emozionato e che ho seguito fin dall'inizio.
I primi tre album mi piacciono molto, in particolare "17 Re" che considero il loro capolavoro. Testi pieni di simbolismi, musicalità a metà strada tra rock, dark e new wave, un basso protagonista, e la voce spiritata del giovane Pelù.
E su "17 re" brani anomali e affascinanti come la bellissima "Pierrot e la luna", che definirei dark-prog.... Ricordo un vecchio concerto al festival dell'Unità di padova, con pelù con il viso dipinto quasi come rael!
La spinta verso sperimentalismo e dissonanze era probabilmente dovuta al bassista Moroccolo. Infatti dopo la sua dipartita i litfiba hanno virato verso un rock più convenzionale ma non privo di interesse e potenza, specie se raffrontato con la desolante scena italiana di quegli anni.
A questo periodo appartiene la quadrilogia degli elementi (El diablo, Terremoto, Spirito e Mondi sommersi), una serie di lavori più che dignitosi, pur fra alti e bassi. E una manciata di albums live, forse anche troppi.
Poi è venuto il deludente "Infinito", un infelice tentativo in direzione pop che mi ha fatto allontanare da loro. La crisi era nell'aria e pelù ha lasciato la band, che ha reclutato il nuovo singer Cabo.
Purtroppo nè i lavori solisti di pelù nè quelli successivi dei litfiba posseggono per me il fascino di "Desaparecido" e "17 Re".... Ho saputo che anche Cabo ha mollato il gruppo e ora i litfiba stanno provando con un nuovo cantante, dalla voce peraltro simile a quella di pelù...
Restano un gruppo fondamentale della scena rock made in italy, che ha avuto un certo seguito anche all'estero (in particolare in francia)....





