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Volete parlare d'attualita', di sport o di argomenti che non hanno a che fare con i Genesis? Fatelo qui. Educazione e basso profilo sono obbligatori.

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Postby AGGROVIGLIATO » 02 Jan 2009, 17:01

da moltissimi giorni si vedono morti,bombardamenti,civili coinvolti,bambini uccisi e altri drammi .
io mi vergogno un po,ma non so esattamente perche'si sparano !
e sopratutto non so chi sono i buoni e chi sono i cattivi !
spero che il topic rimanga sereno ..............
ne parliamo?
a.
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Postby Zeppelin » 02 Jan 2009, 17:12

Immagino che il conflitto sia dovuto al fatto che Israele è occupata da ebrei, ma è un'occupazione di ripiego, decisa a fine 2a guerra mondiale. Chiaramente, prima dell'occupazione ebraica i territori saranno stati arabi e, per questo, vi fu lo scontro.
Gli uni rivendicano i territori che erano di loro proprietà, gli altri rivendicano la loro Terra Promessa, un territorio stabile per quel popolo così sparpagliato, ovvero gli ebrei.

Sbaglio?[:-I][:-I]
D'agrande faro il scritore
Guardate qua!
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Postby Moog » 02 Jan 2009, 17:58

Alla fine della prima guerra mondiale i territori che oggi sono lo Stato di Israele erano amministrati dai Britannici con un mandato della società delle nazioni, una sorta di ONU, dopo la seconda guerra mondiale l'ONU vota una risoluzione che spartisce la palestina in due: da una parte gli ebrei dall'altra gli arabi (1948). Gli stati arabi confinanti non riconoscono la risoluzione e dichiarano guerra al neonato stato di Israele. Gli stati arabi che dichiarano guerra e attaccano Israele sono: Libano, Siria, Iraq, Giordania e Egitto. Il conflitto moderno nasce da li.
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Postby The Wolf at Door » 02 Jan 2009, 18:31

giusto e non dimentichiamoci una cosa....è vero che nel corso della storia gli ebrei hanno sempre dovuto subire un sacco di sofferenze ma d'altro canto i palestinesi sono sempre stati lì è comunque la loro terra...
VISITATE IL MIO SITO www.myspace.com/andreacasale88
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Postby Moog » 02 Jan 2009, 18:46

Se per Palestinesi si intende gli arabi di Palestina, non è corretto storicamente affermare che "sono sempre stati lì è comunque la loro terra", perchè gli Arabi conquistano la Palestina solo nel 637 dc e vi regnano per circa 110 anni. Poi vi si alternano Persiani, Turchi, Circassi, Bizantini, Curdi e nel 1099 i crociati cristiani, sconfitti nel 1187 da un condottiero Curdo di nome Saladino.
Dal 1516 in avanti in quelle terre governeranno i Turchi dell'Impero Ottomano fino alla fine della prima guerra mondiale.
Gli unici insediamenti permanenti in palestina, dal crollo del regno ebraico nel 70 dc ad opera dei romani, sono quelli ebraici di gerusalemme e safed.
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Postby musicante61 » 02 Jan 2009, 19:08

Il problema è che Israele,a causa del ritorno degli ebrei alla terra dei padri e conseguente crescita demografica,si è annessa fette di territorio palestinese. Presumo che sia questo il motivo della recrudescenza di violenza
Coloro che reprimono il desiderio, lo fanno perchè il loro desiderio è abbastanza debole da essere represso. William Blake
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Postby Moog » 02 Jan 2009, 19:13

L'argomento mi ha sempre interessato sin dai tempi delle superiori, a scanso di equivoci vorrei precisare che non sono ebreo, sono stato battezzato ed educato secondo i dogmi di santa romana chiesa.
Ma delle religioni ho una pessima opinione.
Circa il topic se rimane entro certi binari penso che possa essere molto interessante.

[:)]
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Postby Moog » 02 Jan 2009, 19:19

quote:
Originally posted by musicante61

Il problema è che Israele,a causa del ritorno degli ebrei alla terra dei padri e conseguente crescita demografica,si è annessa fette di territorio palestinese. Presumo che sia questo il motivo della recrudescenza di violenza


Dai trattati di pace con Giordania ed Egitto, Israele ha sempre ceduto territori in cambio della pace. Da Gaza nel 2006 ha sfollato 8000 persone (coloni) così in cambio di missili.
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Postby Fifth » 03 Jan 2009, 07:00

argomento spinoso e delicato di non facile lettura, ho notato poi che è praticamente impossibile da affrontare senza pregiudizi. [:-I][:-I][:-I]
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Postby Dalex_61 » 03 Jan 2009, 07:23

Sì, in genere chi partecipa a questo dibattito parte sempre con un'opinione ben precisa e difficilmente la cambia. Anche i più informati tendono ad assumere notizie da fonti selezionate, che afferiscono al proprio partito. In questo modo non contribuiamo alla soluzione del problema.

Per motivi di lavoro (scolastico) ho invitato spesso rappresentanti di entrambe le parti in causa. Posso assicurare che sentirli parlare da soli è molto incoraggiante. Le cose cambiano, purtroppo, se si tenta di creare un'occasione di confronto diretto. E' comprensibile, se nemmeno noi, terzi, riusciamo a discuterne serenamente. Troppi sono i motivi che esacerbano la disputa: religione, economia, politica interna ed estera, influenze di paesi terzi interessati, estremismi...

C'è probabilmente un solo modo per aiutarli: considerarli tutti esseri umani, con gli stessi diritti. Chi è arrivato per primo su quella terra o chi ci è rimasto di più o chi è più numeroso e così via non conta. Conta che abbiano tutti una casa, una nazione, una dignità.
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Postby musicante61 » 03 Jan 2009, 11:03

quote:
Originally posted by Dalex_61


C'è probabilmente un solo modo per aiutarli: considerarli tutti esseri umani, con gli stessi diritti. Chi è arrivato per primo su quella terra o chi ci è rimasto di più o chi è più numeroso e così via non conta. Conta che abbiano tutti una casa, una nazione, una dignità.


Sante parole!! Purtroppo tutto questo buon senso latita nei leaders politici internazionali,e quello che fa più schifo è il fatto che i produttori di armi fomentano queste guerre.
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Postby Moog » 03 Jan 2009, 11:10

quote:
Originally posted by Dalex_61

Sì, in genere chi partecipa a questo dibattito parte sempre con un'opinione ben precisa e difficilmente la cambia.

C'è probabilmente un solo modo per aiutarli: considerarli tutti esseri umani, con gli stessi diritti. Chi è arrivato per primo su quella terra o chi ci è rimasto di più o chi è più numeroso e così via non conta. Conta che abbiano tutti una casa, una nazione, una dignità.


L'ho cambiata l'idea sul conflitto arabo-israeliano, durante i fatti della seconda intifada, quella dei martiri kamikaze. Prima di allora ero pieno di pregiudizi antisraeliani e antisionisti. A vent'anni portavo anche la kefia... Che è successo? Non riuscivo a comprendere come mai un popolo potesse arrivare a tanto (parlo dei kamikaze) per affermare il proprio diritto ad una nazione indipendente. Nel corso della seconda intifada sono morti in Israele oltre mille civili, per mezzo dei kamikaze, nei mercati, nei bar, alla stazione dei bus, sopra i bus, in discoteca, al ristorante durante un matrimonio....oggi questi delitti sono cessati per mezzo di una barriera lunga oltre cento Km di cui soltanto 8 è un muraglione in cemento armato.

Mi sono informato e ho messo in discussione i miei pregiudizi.

Dunque in Palestina non c'è il petrolio, non ci sono risorse minerali pregiate, non c'è manco tanta acqua, ragione per cui fino all'arrivo dei primi coloni ebrei alla metà dell'800, quei territori si presentavano come una landa deserta.
Mark Twain in un viaggio (1867) scriveva che "la palestina è una silenziosa e funerea estensione, una desolazione (...) non abbiamo mai visto un essere umano sulla strada (...) perfino gli ulivi e i cactus, quegli amici sicuri di un terreno incolto, hanno per lo più abbandonato il paese (...) la palestina siede su sacchi di cenere, desolata e brutta".

Per quattro secoli la Palestina è stata una negletta provincia turca, male amministrata, quasi disabitata e consegnata all'incuria dei governi di Istambul, alla sabbia del deserto e alle rovine dell'antichità. La Palestina, meglio conosciuta in quei secoli, come provincia di Damasco, comprendeva l'attuale Israele, Cisgiordania, Giordania, Libano e parte della Siria.
Le prime occasioni di incremento della popolazione arrivano alla seconda metà dell'800 con i pionieri ebrei giunti da varie città dell'Impero zarista, che daranno occasioni di sviluppo nella regione attirando lavoratori di altre provincie turche come la Siria, l'Iraq, l'attuale Giordania (creata a tavolino dai britannici nel 1921). Maggiori occasioni si sviluppano tra la prima e la seconda guerra mondiale sotto il controllo della regione da parte dei britannici che avranno un ruolo di mediazione tra gli sceicchi arabi, proprietari terrieri (deserto), e gli acquirenti ebrei.

I palestinesi attuali, pronipoti dei lavoratori arabi giunti a lavorare in Palestina un secolo fa, hanno acquisito una coscienza nazionale prima inesistente, hanno il pieno diritto ad un loro Stato autonomo (oltre alla Giordania dove i palestinesi sono i due terzi), hanno diritto ad un futuro di pace con i popoli confinanti.

Ma non è falsando la Storia che questi diritti diventano più sicuri.

Oggi la leadership palestinese è passata nelle mani di una organizzazione terroristica di stampo islamista che non riconosce Israele (Hamas) che vorrebbe buttare in mare tutti gli ebrei. Queste cose sono scritte sullo statuto di hamas. E' finanziata principalmente dall'Iran, che è una teocrazia, che si distingue per affermare un giorno sì e l'altro anche che l'entità ebraica (Israele) dovrà scomparire dalle carte geografiche. La cosa che mi fa rabbia è che nessuno ha il coraggio di fermare sti pazzi che fanno sul serio. L'occidente se ne lava le mani e lascia fare il lavoro sporco ad Israele.
Le occasioni di dialogo di accordo tra le parti sono sempre state rigettate dagli arabi e nonostante si sia arrivati anche ad un riconoscimento da parte di Al Fatah (organizzazione nazionalista laica fondata da Arafat) dello Stato di Israele, adesso è in corso una guerra civile tra gli arabi palestinesi.

La vedo dura anche perchè chi dovrebbe fare dei passi avanti non perde tempo a farli indietro. Golda Meir, ex primo ministro, tra i fondatori di Israele nel '48, ebrea, atea, socialista, diceva che avremo la pace con gli arabi quando ameranno i loro bambini più di quanto odino noi ebrei.
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Postby King of Maybe » 03 Jan 2009, 13:23

A quanto pare Hamas ha rotto la tregua con Israele lanciando razzi, i primi dei quali sono caduti sullo stesso territorio palestinese uccidendo due bambine. Poi gl'Israeliani hanno replicato bombardando installazioni missilistiche di Hamas che sono, secondo un uso che forse risale all'Iraq di Saddam, collocate TRA le abitazioni civili: ne è derivato un orribile massacro tra la popolazione.

Hamas, con il suo programma politico, è stata premiata dagli elettori nelle ultime (prime?) elezioni dello Stato Palestinese e mandata al governo, cosa che ha destato preoccupazione in Israele e in tutto l'Occidente.

Sono convinto che, fuor di retorica, la convivenza è sempre possibile: il sorriso è tale ovunque e così anche le lacrime e il dolore; la gente è stanca di guerra e di morte, almeno chi è lontano dal fanatismo.
Israele negli ultimi anni ha compiuto passi indietro, ritirandosi da Gaza e dai Territori Occupati e dal Libano: queste aperture in realtà non hanno dato il via a una distensione anche in campo opposto, quasi che fossero viste come un segno di debolezza.

Credo fosse Ben Gurion ad aver detto che il problema nel Medio Oriente è che Israeliani e Palestinesi hanno ENTRAMBI ragione.
Da qui si dovrebbe partire per una mediazione. Certo poi è difficile arrivare a patti con chi si prefigge la tua eliminazione fisica.
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Postby genesisforever » 03 Jan 2009, 13:48

è una questione complessa e delicata, inizialmente i palestinesi avevano certamente le loro sacrosante ragioni, ma quando si arriva a mettere una bomba su un bus pieno di bambini si compie un atto ingiustificabile...
il punto è che quando si mescolano religione e politica i risultati sono deleteri.
non vorrei offendere nessuno, ma il mio parere è che le religioni monoteiste (con l'eccezione forse del buddismo) abbiano fatto più danno che bene alla storia dell'umanità: guerre, intolleranza, massacri, persecuzioni...
noi europei abbiamo avuto la fortuna di avere l'illuminismo e il razionalismo, ma ricordo che anche il cattolicesimo quando aveva carta bianca ha causato mali immensi: sanguinarie guerre sante, migliaia di donne innocenti torturate e bruciate vive, inquisizione, ruberie... e in america in nome di cristo si è compiuto il più grande genocidio della storia, peggio di hitler.
ecco, in medio oriente ci vorrebbe un neo-illuminismo che liberasse le menti ottenebrate e stuprate dalla religione.
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Postby wondering clouds » 03 Jan 2009, 14:21

son così stanco di vedere e sentire parlare di guerre e di morti.
Da quando siam piccoli che non è mai finita da quelle parti.
nel frattempo cèstata la jugoslavia,e altre...
ti toglie la voglia di vivere o di sorrridere alla vita.[xx(]
"A proposito di politica, ci sarebbe qualcosa da mangiare?"
(Antonio De Curtis)
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Postby Moog » 03 Jan 2009, 14:45

Ci vuole della cattiveria (tanta) per costringere il proprio popolo al dolore della guerra, a meno che un indottrinamento fanatico e totale non si impossessi dei cervelli della gente così in profondità da perdere il senso della realtà. Nella Berlino bombardata del '45, con l'armata rossa alle porte, i giovani della gioventù hitleriana distribuivano capsule di cianuro alla popolazione.
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Postby highinfidelity » 05 Jan 2009, 07:26

Premetto di non essere ne' filoisraeliano ne' filopalestinese in quanto entrambe le popolazioni tendono ad arroccarsi su posizioni aprioristiche ed integraliste che ritengo semplicemente demenziali, sebbene riconosca che i primi (gli israeliani) avendo una mentalita' di tipo piu' occidentale sono mediamente piu' ragionevoli a livello diplomatico.

Cio' detto, non conocordo comunque con quanti ritengano che il territorio disputato sia da attribuirsi a priori ai palestinesi. Per bello o brutto che sia, per quanto giusto o ingiusto, i confini nazionali si sono disputati da che mondo e' mondo con le guerre, e le guerre israelo-palestinesi sono sempre state vinte a man bassa dagli israeliani. PUNTO. Altrimenti tra un po' l'Italia si annette alla Savoia e a sua volta annette l'Istria, mentre in mitteleuropa si riforma la Prussia, non so se rendo l'idea...

Pertanto, al massimo, Israele CONCEDE l'esistenza di uno stato palestinese indipendente, non e' che esso debba esistere a priori. Questo per quanto giusto o ingiusto sembri tutto cio', senza dare un giudizio di merito: e' semplicemente che cosi' va il mondo.

Entrando nel merito, i palestinesi hanno fatto due idiozie grosse come il mondo:

1) hanno votato Hamas, una manica di pazzi invasati, alle ultime elezioni; e non mi si dica che non avevano scelta perche' ce l'avevano benissimo: bastava votare i soliti di Al-Fatah, un'accozzaglia di corrotti che pero' se non altro non li avrebbe condotti al massacro;
2) quelli di Hamas, come da programma elettorale (per chi non lo sapesse: cancellazione della razza ebraica dalla faccia del pianeta; e' scritto nello statuto stesso del partito), hanno tirato missili su Israele, nonostante vi fosse un cessate il fuoco rispettato dagli israeliani ed un programma di pace in corso, e nonostante vi fosse stato un importante cambiamento alla presidenza degli Stati Uniti (ragione tipica per stare fermi ed attendere gli eventi diplomatici).

Che dire se non "chi e' causa del suo male pianga se stesso"? E purtroppo di lacrime ne saranno versate ancora a ettolitri...

Il tutto senza voler affermare che gli israeliani siano dei bravi ragazzi, per carita', lungi da me. Ma anche un bambino capisce che tirargli addosso dei missili senza alcuna ragione apparente non sarebbe stata esattamente una buona idea.
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Postby The Serpent » 05 Jan 2009, 10:10

Ero restio ad entrare in un topic potenzialmente spinoso. Visti analoghi topic precedentemente come sono finiti...
Anche perchè formulare un pensiero su un disastro politico come è il conflitto israelo-palestinese è molto ma molto difficile. Ho anche avuto la fortuna di visitare quelle zone, sia Israele che i territori, e ho visto come si vive.

Premesso ciò, non posso che sottoscrivere ogni parola del post di High. Meglio di così non potrebbe essere espresso anche il mio pensiero sull'argomento.

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Postby windshield74 » 05 Jan 2009, 10:56

Premetto anch'io di non essere né filopalestinese né filoisraeliano, ma in questo caso non sono molto d'accordo con te High...

Da quello che so lo stato israeliano è nato sia per compensare gli ebrei dopo la shoah da parte degli occidentali che avevano chiuso 25 occhi sulla condotta di Hitler (si sapeva ciò che faceva agli ebrei, ma in fondo era un anticomunista....), sia per creare un avamposto occidentale strategico nel cuore del medio oriente.
E così è nato Israele, in territori occupati da altri popoli che si sono visti cacciare via dalla propria casa...e fin qui ci stava tutto, in fondo Gerusalemme è un punto nodale di tutta la civiltà umana e la convivenza tra i diversi popoli si sarebbe potuta trovare....
Poi è successo ciò è successo, guerra dei sei giorni, guerra del Kippur, con responsabilità da una parte e dall'altra, ma io mi soffermerei su alcuni dettagli:
1- Israele è uno stato riconosciuto a livello internazionale, la Palestina no.
2- Israele è uno stato benestante, i territroi della striscia di Gaza no, sono uno dei più poveri....
In una situazione del genere, fatta di povertà, odio, bombardamenti e mancanza di speranza nel futuro, come può non attecchire un'organizzazione come Hamas che tra l'altro aiuta i poveri con cibo e sostentamenti????
Dici che se la sono cercata, ma mi pare troppo facile ragionare dal nostro punto di vista...chissà, se anch'io fossi nato nei territori palestinesi e magari avessi visto morire amici o parenti forse sarei come loro.....
Tanto gentile e tanto onesta pare la donna mia quand'ella altrui saluta, e invece è una maiala risaputa...
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Postby highinfidelity » 05 Jan 2009, 11:19

1) La palestina non e' uno stato riconosciuto perche', in primo luogo, non riconosce l'esistenza dello stato di Israele.
2) Sorvolando sul fatto che i territori israeliani ora sembrano ricchi e floridi perche' i coloni hanno costruito canali d'irrigazione e kibbutz ovunque (i palestinesi NO), e facendo finta anche di non aver letto la descrizione riportata da Moog che Mark Twain dava della Palestina PRIMA (guarda caso) che vi si insediassero gli israeliani, forse e' sfuggito che non e' Hamas a distribuire soldi (al massimo li RIdistribuiva), ma era il mondo intero, Italia ed Unione Europea in primis, che inviava soldi ed aiuti alla popolazione palestinese, in particolar modo ai profughi. Anzi se non erro il nostro contingente di pace si trova ancora li'. Tutti questi aiuti sono stati sospesi nel 2006 in seguito alla vittoria di Hamas, che anche l'Unione Europea (quindi, una volta tanto, non solo gli Stati Uniti...) considera un movimento terroristico.

L'elezione di Hamas, come ampiamente previdibile e difatti perfettamente previsto, ha quindi sostanzialmente gettato i territori palestinesi in uno stato di embargo internazionale (direi mondiale).

Dopodiche' non cerchero' certo di attrarre le tue simpatie verso gli israeliani, perche' in primis non sono simpatici neanche a me. Sta di fatto comunque che c'e' stata una chiarissima azione di guerra unilaterale alla quale, salvo che uno non sia il Mahatma Gandhi, normalmente si risponde con una contro-azione di guerra, per quanto cio' sia brutale, inumano, ecc ecc.

Possiamo ripeterci fino alla nausea che in realta' sono bravi, che la popolazione civile non c'entra, che suvvia in fondo non vogliono veramente eliminare la razza ebraica dalla faccia della terra, ma intanto finche' ci si sveglia una mattina e si sparano un po' di missili al posto dei petardi di capodanno, non vedo come si possa pretendere di non ritrovarsi i carri armati israeliani nel giardino di casa.

Simpatie o antipatie a parte.

C'e' un processo di pace in corso, c'e' un nuovo presidente degli Stati Uniti, c'e' un cessate il fuoco che e' rispettato, c'e' il controllo dei contingenti di pace... mi spieghi perche' c.z hanno sparato quei missili, cosi', di punto in bianco? Esiste una ragione razionale al mondo?
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Postby genesisforever » 05 Jan 2009, 12:09

Hanno sparato quei missili perchè sono dei pazzi scatenati. E la cosa peggiore è che questo potere gliel'ha dato il popolo con il suo voto.
Ricordo che anni fa lessi una intervista ad un terrorista nord-irlandese carcerato, che a un certo punto diceva: "In questa situazione ti dimentichi i motivi per cui metti una bomba. La metti e basta". Temo che ormai molta gente da quelle parti sia arrivata a questo livello.
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Postby Duke of Mar » 05 Jan 2009, 14:55

I palestinesi hanno mille ragioni, ma il loro problema è quello di farsi rappresentare da un manipolo di pazzi fanatici, perchè tale è Hamas.
Io sto con Israele anche per questo, oltre che per il sacrosanto diritto degli ebrei di avere una patria, nonchè per il fatto che è l'unica democrazia e l'unica sacca di reale sviluppo civile in quell'area, piena zeppa di fanatici religiosi e di sultani ignoranti e retrogradi.
"Ripples never come back"

"Tutti noi duri, in fondo, siamo sentimentali senza speranza" Raymond Chandler
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Postby Moog » 05 Jan 2009, 16:46

Segnalo questo sito con slides illustrative

Pillole di Storia
http://www.conceptwizard.com/itl/con_itl.html
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http://www.youtube.com/watch?v=7tloxTQj ... re=related
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Postby Dalex_61 » 05 Jan 2009, 20:13

Sono sostanzialmente d'accordo con voi. Non con il titolo "pillole di storia" del sito segnalato, che - va detto per chiarezza - è di parte. Racconta ciò che vuole raccontare e tace ciò che vuole tacere. Normale. Però bisogna saperlo. [;)]

La voce di wikipedia "conflitti arabo-israeliani" mi sembra altrettanto di parte (l'opposta), ma almeno fornisce le informazioni che integrano quelle del link precedente (tacendo naturalmente quelle lì messe in evidenza).

Leggendo questo e quello (e tanto altro ancora) mi sono convinto che a questo punto è davvero impossibile risalire ai torti e alle ragioni d'origine. Questo non vale per il conflitto attuale, scatenato senz'altro da Hamas, come già segnalato. Di certo, non sarà quest'ulteriore guerra a chiudere la partita. [J-,]
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Postby Moog » 06 Jan 2009, 06:56

Per chi ha voglia di leggere, qui sotto c'è un sito (in francese ed italiano) dedicato ad Herbert Pagani, ebreo italiano, artista poliedrico e anticonformista, si impegnò dal campo progressive alla canzone d'autore (Teorema l'ha scritta lui) e in altri campi artistici.

"Arringa per la sua terra" è un testo scritto dopo che l'Assemblea dell'ONU nel 1975 votò una mozione che assimilava il sionismo al nazismo. La trovate cliccando su "il politico". Vale la pena visitare il sito per conoscere questo artista dimenticato.

Buona lettura[:)]
http://www.megalopolis.it/old/
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Postby Dalex_61 » 06 Jan 2009, 07:02

No, Moog, non è assolutamente dimenticato. Non da me, almeno. Grazie per il link. [;)]
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Postby The Knife » 07 Jan 2009, 04:18

Ieri sera ho visto il film 'il giardino di limoni' storia di una lotta giudiziaria tra una vedova palestinese proprietaria di un terreno coltivato a limoni e del ministro della difesa israeliano che va ad abitare sul confine e reputa il campo pericoloso perchè ritiene possa favorire attacchi ed attentati...è un film magari un po' lento ma godibile, che fa pensare...
chi lotta può perdere, chi non lotta ha già perso.
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Postby highinfidelity » 07 Jan 2009, 05:39

quote:
Originally posted by Dalex_61

Leggendo questo e quello (e tanto altro ancora) mi sono convinto che a questo punto è davvero impossibile risalire ai torti e alle ragioni d'origine. Questo non vale per il conflitto attuale, scatenato senz'altro da Hamas, come già segnalato. Di certo, non sarà quest'ulteriore guerra a chiudere la partita. [J-,]

Desidero infatti ribadire che la mia analisi precedente non e' centrata sul conflitto arabo-israeliano in generale, ma solo sul recente riavvio della guerra, che mi sembra da imputare totalmente ed esclusivamente ad Hamas.

Una controprova e' che in CisGiordania (intendo dire i territori che NON sono la striscia di Gaza) l'autorita' politica ha chiaramente preso le distanze da Hamas; non solo ma le manifestazioni spontanee scese in piazza a sostegno degli abitanti della striscia di Gaza sono state disperse dagli interventi della polizia.
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Postby Moog » 07 Jan 2009, 14:16

Corriere della Sera
Bernard Henri Lévy, "Ostaggi di Hamas":

Non essendo un esperto militare, mi astengo dal giudicare se i bombardamenti israeliani su Gaza potevano essere più mirati, meno intensi.
Poiché da decenni non sono mai riuscito a distinguere fra morti buoni e cattivi o, come diceva Camus, fra «vittime sospette» e «carnefici privilegiati», sono evidentemente sconvolto, anch'io, dalle immagini dei bambini palestinesi uccisi. Detto questo, e tenuto conto del vento di follia che, una volta di più, come sempre quando si tratta di Israele, sembra impadronirsi di certi mass media, vorrei ricordare alcuni fatti.
1) Nessun governo al mondo, nessun altro Paese se non l'Israele attuale, vilipeso, trascinato nel fango, demonizzato, tollererebbe di vedere migliaia di granate cadere, per anni, sulle proprie città: in questa vicenda, la cosa più sorprendente, il vero motivo di stupore non è la «brutalità» di Israele, ma, letteralmente, il fatto che si sia trattenuto così a lungo.
2) Il fatto che i Qassam di Hamas, e adesso i suoi missili Grad, abbiano provocato così pochi morti non prova che siano missili artigianali, inoffensivi o altro, ma che gli israeliani si proteggono, vivono rintanati nelle cantine dei loro edifici, nei rifugi: un'esistenza da incubo, in sospeso, al suono delle sirene e delle esplosioni. Sono stato a Sderot, lo so bene.
3) Il fatto che le granate israeliane facciano, al contrario, tante vittime non significa, come sbraitavano i manifestanti dello scorso week-end, che Israele si abbandoni a un «massacro» deliberato, ma che i dirigenti di Gaza hanno scelto l'atteggiamento inverso, di lasciare quindi le loro popolazioni esposte: una vecchia tattica dello «scudo umano » che fa sì che Hamas, come Hezbollah 2 anni fa, installi i propri centri di comando, i depositi d'armi, i bunker nei sotterranei di abitazioni, ospedali, scuole, moschee. Tattica efficace ma ripugnante.
4) Fra l'atteggiamento degli uni e quello degli altri esiste comunque una differenza capitale che non hanno diritto di ignorare coloro che vogliono farsi un'idea giusta e della tragedia e dei mezzi per porvi fine: i palestinesi sparano sulle città, in altre parole sui civili (e questo, in diritto internazionale, si chiama «crimine di guerra»); gli israeliani prendono come bersaglio obiettivi militari e, senza volerlo, provocano terribili danni civili (e questo, nel linguaggio della guerra, ha un nome: «danni collaterali» che, se pur orrendo, rimanda a una vera dissimmetria strategica e morale).
5) Poiché bisogna mettere i puntini sulle i, ricordiamo ancora un fatto al quale stranamente la stampa francese non ha dato risalto e di cui non conosco alcun precedente, in nessun'altra guerra, da parte di nessun altro esercito: le unità di Tsahal, durante l'offensiva aerea, hanno sistematicamente telefonato (la stampa anglosassone parla di 100.000 chiamate) ai cittadini di Gaza che vivono nei pressi di un bersaglio militare per invitarli ad andarsene. Che questo non cambi nulla rispetto alla disperazione delle famiglie, alle vite stroncate, alla carneficina, è evidente; ma che le cose si svolgano così non è, tuttavia, un dettaglio totalmente privo di senso.
6) Infine, quanto al famoso blocco integrale, imposto a un popolo affamato, che manca di tutto e precipitato in una crisi umanitaria senza precedenti (sic), di fatto non è proprio così: i convogli umanitari non hanno mai smesso di transitare, fino all'inizio dell'offensiva terrestre, per il punto di passaggio Kerem Shalom; solamente nella giornata del 2 gennaio, 90 camion di viveri e di medicinali hanno potuto, secondo il New York Times, entrare nel territorio. Tengo a ricordare (infatti, è inutile dirlo, anche se, secondo alcuni, sia meglio dirlo…) che gli ospedali israeliani continuano, nel momento in cui scrivo, ad accogliere e curare, tutti i giorni, i feriti palestinesi.

Speriamo che i combattimenti cessino al più presto. E speriamo che al più presto i commentatori tornino in sé. Allora scopriranno che sono tanti gli errori commessi da Israele negli anni (occasioni mancate, lungo diniego della rivendicazione nazionale palestinese, unilateralismo), ma che i peggiori nemici dei palestinesi sono quei dirigenti estremisti che non hanno mai voluto la pace, mai voluto uno Stato e hanno concepito il proprio popolo solo come strumento e ostaggio (immagine sinistra di Khaled Mechaal il quale, il 27 dicembre, mentre si precisava l'imminenza della risposta israeliana tanto desiderata, non sapeva far altro che esortare la propria «nazione» a «offrire il sangue di altri martiri», e questo lo faceva dal suo confortevole esilio, ben nascosto, a Damasco).
Oggi, delle due l'una. O i Fratelli musulmani di Gaza ristabiliscono la tregua che hanno rotto e dichiarano caduca una Carta fondata sul puro rifiuto dell'«Identità sionista», raggiungendo il vasto partito del compromesso che, Dio sia lodato, non smette di progredire nella regione, e allora la pace si farà. Oppure si ostinano a vedere nella sofferenza dei loro compagni solo un buon carburante per le loro passioni riacutizzate, il loro odio folle, nichilista, senza parole, e allora bisognerà liberare non solo Israele, ma i palestinesi, dall'oscura influenza di Hamas.
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Postby The Serpent » 23 Jan 2009, 06:23

Ormai i media non hanno più al centro gli avvenimenti di Gaza, gli israeliani stanno ritirandosi.... quindi non c'è più niente da dire e da condannare.

Se avete voglia di leggere un reportage da uno di quei giornalisti che non fanno gli inviati di guerra standosene chiusi in albergo, andate a questo link:

http://www.corriere.it/esteri/09_gennai ... aabc.shtml

[:D][:D][:D][:D]
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Postby ludletem » 04 Mar 2009, 10:37

Conferenza internazionale sulla Palestina, Ali Khamenei "No a qualsiasi trattativa fra palestinesi e israeliani, l'Olocausto è stato solo «un pretesto» per creare lo Stato di Israele, che è un «cancro».....con questa direttiva......
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Postby aorlansky60 » 04 Mar 2009, 12:05

Questo è uno dei grandi problemi politici a livello mondiale ormai da decenni. Forse "IL" problema...

Quando poi sento non uno qualunque, ma il presidente di uno stato sovrano quale l'Iran pronunciarsi in
termini di "Israele deve essere cancellata dalla faccia della terra"(testuale) quasi si stenta a crederci,
ma purtroppo è realtà.

L'aggravante ulteriore è che l'Iran già da alcuni anni ha messo a punto un vettore dalla gittata utile almeno per raggiungere il suolo Israeliano... e che fra breve, addirittura già da ora, disporrà dell'"atomica"... [:-|]

e anche Israele possiede l"atomica"... [:-|]

ora io non voglio portare "rogna" però conosco fino a che punto può arrivare la stupidità umana... [:-!]

speriamo bene...

secondo me, l'unica soluzione utile per fare finire questi kasini, se si potesse, è un bel "taglia ed incolla" come si può fare a livello informatico, prendere uno dei due popoli e collocarli in una terra lontana, ma sono il primo a rendermi conto che è utopia pura, irrealizzabile...[:(]
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Postby Rosario » 04 Mar 2009, 13:07

La colpa è dell'Inghilterra la quale,dopo la seconda guerra mondiale,ha abbandonato quella terra (era un suo possedimento) e ha lasciato che la patata bollente scoppiasse...
La colpa è degli americani,che proteggono israele ad oltranza con il veto nel consiglio di sicurezza delle nazioni unite.
Tutto ciò a monte.
Poi gli Israeliani c'hanno messo del loro...e i palestinesi anche...
Però,se un popolo lotta per la sua autodeterminazione,e non riesce ad avere un pochino di terra a disposizione,forse un pò di ragione ce l'hanno.
La cosa più grave è che sia da una parte,che dall'altra,ci sono fazioni così estremiste che non si può arrivare a risultati decenti...i leader che ci hanno provato sono finiti male...uccisi dalle proprie fazioni radicali(es. Rabin...).
E così continuerà ancora...finchè il conflitto sarà caratterizzato da questa esasperata radicalizzazione,andrà così...
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Postby highinfidelity » 05 Mar 2009, 04:24

quote:
Originally posted by aorlansky60

secondo me, l'unica soluzione utile per fare finire questi kasini, se si potesse, è un bel "taglia ed incolla" come si può fare a livello informatico, prendere uno dei due popoli e collocarli in una terra lontana, ma sono il primo a rendermi conto che è utopia pura, irrealizzabile...[:(]
Ma figurati... La mia famiglia, esule della Venezia Giulia e profuga dell'Esodo, e' qui a dimostrare che, quando si vuole, il taglia & incolla lo si fa ecccome, e senza farsi tanti problemi. [:-j]

Basta volerle, le cose.
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Postby ciciuisss » 05 Mar 2009, 06:00

----------------
La pace si basa su verità e riconciliazione

La guerra di distruzione su Gaza obbliga a dolorose difficili riflessioni.

Anche se le vittime non sono del tutto innocenti, il male fatto loro si chiama persecuzione. Anche se i più forti hanno subito a loro volta violenze, la loro violenza è ingiustificabile.

Dunque, anche se i palestinesi hanno commesso delle violenze ingiustificabili contro gli israeliani, è un fatto che sono sotto occupazione dal 1967, perseguitati e scacciati, sulla loro terra, dagli israeliani, fin da prima del 1948.

Dunque, anche se gli israeliani hanno subito violenze ingiustificabili dopo l’istituzione dello stato, la politica di violenza militare (con uno dei più potenti eserciti del mondo), psicologica, provocatoria e persecutoria, sulla popolazione palestinese disperata, non è giustificabile. Senza alcun dubbio gli ebrei avevano diritto a vera protezione politica, ma lo stato di Israele è nato male: per colpa dell’occidente (diciamo meglio: delle potenze vincitrici della seconda guerra mondiale, allora egemoni nell’Onu, preoccupate soprattutto di compensare gli ebrei e chiudere ogni responsabilità storica per la Shoah). Israele ha disobbedito a 72 risoluzioni dell’Onu, con alto spregio della legge tra i popoli.

Il diritto alla vita di un popolo, di ogni popolo, si può affermare se riconosce uguale diritto al popolo vicino, con risoluzione pacifica e giusta delle controversie di vicinato. L’imporsi sull’altro deturpa il proprio diritto.

Il diritto alla vita e alla terra di un popolo, di ogni popolo, esige oggi di riconoscere il fatto nuovo e positivo che la terra non può più, per mille ragioni di mobilità e di interdipendenza reale, spartirsi in modo assoluto tra identità etniche separate, ed esige che tutti impariamo a convivere tra più popoli e culture sulla stessa terra, pacificamente, nella giustizia. Chi non comprende e non vuole questo, cammina al contrario del possibile procedere nell’unità della famiglia umana.

La catena di errori e dolori in quei due popoli è inestricabile. Più che fare la storia passata occorre aprire quella futura, vedere oggi gli spiragli, chiarire l’orientamento per uscire dalla tragedia.

Insieme al diritto di esistere, Israele ha il dovere di ritirarsi dalle occupazioni del 1967, grave persecuzione testimoniata ogni giorno dai volontari di pace internazionali. La vita è resa impossibile ai palestinesi per spingerli all’esilio, ma l’effetto è anche la resistenza violenta, che fa perdere solidarietà alla Palestina.

In tale situazione di apartheid e di pulizia etnica, occultate dai media forti, e di violenza, va preparato un processo “verità e riconciliazione”, cominciando col porre chiare verità di fatto e aiutando gli animi stremati e corrotti dall’odio a mettersi in spirito di riconciliazione. Punto d’appoggio e speranza sono le minoranze pacifiste e nonviolente, come le molte associazioni di pace miste tra i due popoli.

Per l’odio accumulato nei più e ora crescente, la vicinanza di due stati sembra più difficile di uno stato binazionale, con vera parità di diritti per cittadini ebrei e palestinesi, senza carattere etnico. Sarà mai possibile, prima nell’immaginario e poi nella realtà giuridico-politica?

----------------
Editoriale da Il foglio, mensile torinese, n. 358, gennaio 2009 (www.ilfoglio.info)
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Postby aorlansky60 » 05 Mar 2009, 06:10

Il problema è ancora più antico del tempo nel quale fu affidato all'Inghilterra la giurisdizione di quella
zona, alla fine della prima guerra mondiale da parte della Società delle Nazioni...

le comunità ebraiche che a poco a poco si stabilirono -provenienti dall'Est Europa- in palestina crebbero via
via di numero, seppure ancora "tollerate" dal popolo sovrano Musulmano-Palestinese, parlo del 19mo secolo,
fine 1800... fu allora che nel popolo Ebraico si innalzò uno spirito di autodeterminazione tale a volere creare
uno stato Ebraico di diritto e sovrano in quella terra(il cosiddetto Sionismo)... da allora le tensioni tra Ebrei e Musulmani sono andate via via crescendo, passando per periodi drammatici e di "relativa" calma e
reciproca sopportazione... La tensione cresceva in proporzione all'aumentare in palestina di popolazione
Ebraica in arrivo dall'Europa via via sempre più numerosa... la crescita numerica del popolo ebraico era vista
come un pericolo da parte dei musulmani ma era il modo più naturale per crescere come forza da parte della
popolazione ebraica in modo tale da avere un peso necessario per autocostituirsi quale nazione vera e propria.

Prima dell'inizio della II guerra mondiale comunque i Britannici avevano appoggiato il movimento di
autodeterminazione Ebraico in palestina, prendendo quindi una netta presa di posizione... E prima dell'inizio
del secondo conflitto vi furono episodi di violenza organizzata ad alto livello da ambo le parti, sia Ebraica che Musulmana, che colpirono la reciproca parte avversa anche con moti molto feroci e crudeli...

Questo per fare un pò di storia e cercare di capire... è un problema vecchio come il mondo e l'uomo...
CHI HA VERAMENTE RAGIONE, QUI??? TUTTI E NESSUNO

La storia insegna che si impone colui o coloro che lo vogliono maggiormente, e quindi via "all'escalation"
che porta inevitabilmente a conflitti armati, cose di cui quella terra è ricca nel XXmo secolo... perchè qui
la ragione non prevale più... di fronte a certi tipi di scelte estreme come la terra ove vivere, finchè se ne
ha forza, l'uomo storicamente conosce solo la forza e la guerra, più della diplomazia.

Io purtroppo non vedo molte soluzioni, se non quella del "taglia ed incolla", separare quelle due popolazioni
così diverse per tradizione cultura e religione, e sappiamo bene quanto male e KASINI portino le religioni(sic); il problema è però molto grande e poco fattibile.

A differenza di quello successo alle popolazioni Friulane e dell'Istria sottolineato da HIGH
(non sapevo che la tua famiglia fosse originaria di quelle terre, ma conoscendo i fatti storici, ti capisco
benissimo per l'amarezza che hai espresso, deve essere terribile venire estromessi dalla terra in cui si vive
e dove si hanno radicate le proprie tradizioni, per cui porto alla tua famiglia, per quello che vale, il mio
pensiero solidale)
, che appartenevano ad un paese -ITALIA- che aveva appena perso la guerra per cui si
trovava letteralmente "in braghe di tela" rispetto alle richieste dei vincenti... segue -**-


(-VOGLIO QUI RICORDARE CHE SE NON CI FOSSE STATO IL PRESIDENTE USA TRUMAN A "CONTROLLARE" E DIFENDERE IN QUALCHE
MODO L'ITALIA, TITO SI SAREBBE PRESO TUTTO IL FRIULI-VEN-GIULIA E DE GAULLE TUTTA LA VALLE D'AOSTA...- in
cambio di questo "aiuto" l'italia come paese perdente dovette però accettare il fatto di diventare terra di
influenza americana, con le scelte politiche internazionali interamente governate dagli USA verso il ns paese,
questo per almeno 50 anni ed oltre...)


continua da -**-
...qui ci troviamo di fronte a due paesi forti nelle loro tradizioni-culture-religioni che pretendono di avere
ragione e che non vogliono cedere assolutamente NULLA... perchè entrambi si sentono dalla parte della ragione,
e non hanno perso nessuna guerra come ricordato prima, quindi non si sentono di sottostare a condizioni da
parte di alcuno...

1 secolo di tensioni continue come ho ricordato prima ci mette il resto...


Le altre "soluzioni" sono quelle della sopportazione reciproca nel vivere comune e vicino di questi due popoli,
che ogni tanto sfociano in episodi violenti e cruenti... alle quali la comunità internazionale cerca di fare
da elemento pacificante per atutire le "escalations" reciproche...

L'altra soluzione, quella finale, è la prevalenza definitiva dell'uno sopra l'altra parte... e sappiamo bene
dove porta... non sono io a volerlo qui sostenere od incoraggiare, ma lo sono i precedenti storici di attriti
tra nazioni di cui la storia dell'uomo è ricca, purtroppo...

Israele ha dalla fine della 2da guerra mondiale l'appoggio USA cosa non da poco a livello di forniture militari, il popolo palestinese ha tutto l'appoggio del mondo Arabo Musulmano, i quali stati sovrani sono
anche i maggiori detentori di materia prima a livello planetario che fa funzionare il mondo occidentale, il petrolio, di cui anche gli USA hanno un dannato bisogno per far funzionare la propria economia, per cui devono
scendere a compromessi...

proprio un bel KASINO. [:(]
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Postby highinfidelity » 05 Mar 2009, 06:36

quote:
Originally posted by aorlansky60

A differenza di quello successo alle popolazioni Friulane e dell'Istria sottolineato da HIGH
(non sapevo che la tua famiglia fosse originaria di quelle terre, ma conoscendo i fatti storici, ti capisco
benissimo per l'amarezza che hai espresso, deve essere terribile venire estromessi dalla terra in cui si vive
e dove si hanno radicate le proprie tradizioni, per cui porto alla tua famiglia, per quello che vale, il mio
pensiero solidale)

Amarezza si, ma anche tanto pragmatismo. Un esodo e' sempre meglio che finire tutti buttati nelle foibe. E' un'esperienza molto faticosa, soprattutto perche' ci si trova senza nessuna proprieta' a ripartire da zero, ma e' sempre meglio che farsi ammazzare. Inoltre funziona: come tutti sanno, guerre Italia-Yugoslavia o Italia-Croazia non ce ne sono mai piu' state.

Fosse per me, negli ultimi vent'anni di esodi ne avrei messi in cantiere come minimo un'altra decina. Bosnia, Kosovo, Israele, Palestina, Ruwanda, regioni basche, fiamminghi e valloni, Irlanda del nord. Tutti problemi affrontati in stile "muro contro muro", senza nessuna prospettiva di soluzione, con guerre continue e un assurdo numero di vittime. Il tutto all'insegna di un "patriottismo" ridicolo, concetto ormai morto e sepolto nel fango e nelle trincee della prima guerra mondiale.
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Postby ciciuisss » 05 Mar 2009, 07:05

Straquoto.
Il patriottismo è una se non "LA" causa della stragrande maggioranza dei disastri e dei crimini contro l'umanità perpetrati dagli esseri umani contro loro stessi.
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Postby aorlansky60 » 05 Mar 2009, 07:21

io oltre al "patriottismo" ci metto anche le religioni nelle sue forme più estreme quale causa scatenante ed opportunamente strumentalizzate...
l'uomo ubriaco di "religione" nelle sue manifestazioni più fanatiche ha prodotto nel corso della storia veri e propri orrori. degustibus. [:(]
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Postby ciciuisss » 06 Mar 2009, 04:55

Chiamiamo le cose col loro nome: se terrorismo è il massacro indiscriminato (tentato o eseguito) di civili, terroristi sono i missili Qassam che Hamas lancia sulle città di Israele; e terroristi sono i bombardamenti israeliani su Gaza.
Ma su scala 500, 1000 volte maggiore.
Col terrorismo Hamas esprime la sua aspirazione a eliminare Israele, e, stando alla sua Carta, gli ebrei in quanto tali, vuole punire gli ebrei in genere, in quanto genericamente sostenitori di Israele. Col terrorismo Israele pratica una sanguinaria punizione di massa sulla popolazione di Gaza perché genericamente implicata con Hamas.

E che cosa chiamiamo aggressione? I missili Qassam, certo.
Ma il blocco di Gaza non era già un’aggressione?
Nel 1967 Israele chiamò giustamente aggressione il blocco degli stretti di Tiran fatto da Nasser, e reagì con la guerra dei sei giorni.
Dal blocco di Gaza, che già in sé ha creato emergenze umanitarie, si è passati alla guerra. Ma è guerra? Non ci sono due eserciti in campo, ma un esercito da una parte e gruppi fondamentalisti e terroristici immersi in una popolazione che si dice la più densa del mondo.

In condizioni pacifiche esiste una fattispecie giuridica che si chiama “abuso di legittima difesa”. Se Israele ha diritto morale a una legittima difesa, che ne è dell’abuso? L’abuso è stato questo intollerabile massacro. Ci sono i morti. E i feriti? A migliaia.
Che cosa vale tutto questo?

Si dice, spesso a ragione, che i terroristi si fanno scudo dei civili. Dunque i civili sono ostaggi. Si massacrano gli ostaggi? La pratica degli scudi umani è ignobile perché cinicamente espone degli esseri umani al sacrificio, ma perché sarebbe meno ignobile l’azione di chi quel sacrificio lo compie sparando comunque?
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Postby Moog » 06 Mar 2009, 06:36

Non regge il confronto,Israele è uno stato sovrano che si difende come farebbe qualunque stato al mondo dagli attacchi terroristici, ieri i kamikaze nei mercati e alle stazioni, oggi i kassam da Gaza e dal sud del Libano che bombardano i civili. E' chiaro che qualcuno non vuole la pace al massimo una tregua per riarmarsi e attaccare nuovamente il nemico. Per fare la pace bisogna volerla... e innanzi tutto occorre riconoscere il diritto di Israele all'esistenza, fermare le azioni terroristiche e poi sedersi ad un tavolo. Ma l'educazione all'odio verso Israele e la cultura di morte (martirio salvifico) che esercita Hamas verso i sui figli è una micidiale premessa che allontana la pace.
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Postby ciciuisss » 06 Mar 2009, 07:47

La politica di Israele ha incautamente contribuito alla vittoria di Hamas; con l’espansione degli insediamenti, con la durezza vessatoria dei check point e dell’occupazione dei territori, con l’esproprio di terre e la distruzione delle coltivazioni, con il blocco che ha affamato Gaza, con il nulla di fatto diplomatico.

Tutto ciò ha favorito la presa di Hamas sui palestinesi. È un caso, un “effetto collaterale”? O l’oltranzismo di Hamas è utile a tutti coloro, tra i palestinesi e tra gli israeliani, che non vogliono compromessi ma solo vincere in cielo, in terra e in mare; che si valgono dell’oltranzismo altrui per poter dire: “non ci sono alternative”, che pongono la questione israelo-palestinese non in termini di trattativa per una convivenza, ma di vittoria definitiva e totale degli uni sugli altri?

I volantini in arabo lanciati dall’esercito israeliano sulla striscia di Gaza dicevano: “denunciate gli esponenti di Hamas”, che è come dire: fatevi ammazzare da loro, così non avremo bisogno di farlo noi. Tramutate il nostro assalto in guerra civile tra voi. Tramutatevi in nostri collaboratori in una vostra guerra civile. Ma i collaboratori palestinesi di un’aggressione israeliana ai palestinesi hanno forse qualche prospettiva politica o di vita tra i palestinesi? Basta mettersi nei panni di un palestinese nemico di Hamas per vedere come il dilemma proposto dai volantini israeliani sia insostenibile. O sia propaganda, un alibi per poter dire: una via di uscita gliel’abbiamo proposta.
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israele-palestina

Postby Moog » 06 Mar 2009, 16:03

Nel 2005 furono sfollati 8000 coloni israeliani da Gaza. In cambio hamas ha incrementato il lancio di qassam sui villaggi del Negev. Ha fatto strage dell'opposizione palestinese di Gaza. Ha rotto la tregua con israele nel 2008 aprendo all'operazione "piombo fuso". Usa i civili come scudi umani!! Non vuole la pace ne uno stato democratico indipendente palestinese. Vuole cacciare in mare tutti gli ebrei ed instaurare un regime teocratico islamico dal giordano al mare. Offre sangue su sangue perchè non ama la vita come la concepiamo noi occidentali. Come cazzo si fa a trattare con sta gente? La parte laica della società palestinese infatti è incazzata nera anche con l'Iran che finanzia hamas e addestra le sue milizie, i corpi scelti. Non ho dubbi sulle ragioni di Israele nel conflitto in medio oriente, paese che può permettersi di avere anche obiettori di coscienza alla leva militare.
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israele-palestina

Postby ciciuisss » 06 Mar 2009, 17:19

...e ci sono obbiettori di coscienza ANCHE tra i militari israeliani.

“Non possiamo restare in disparte mentre centinaia di civili vengono macellati dall'Idf (l’esercito israeliano). In questo momento la cosa più pericolosa è la falsa speranza che questo tipo di violenza possa portare sicurezza a Israele. Invitiamo dunque i soldati a rifiutarsi di partecipare alla campagna di Gaza”. Con queste parole è tornata a farsi sentire la voce di Courage to refuse, organizzazione nata nel 2002 da un gruppo di militari israeliani che si sono opposti all’invasione del territorio palestinese oltre il confine stabilito nel 1967.

L’8 gennaio scorso, Arik Diamant, uno dei fondatori di Courage to refuse, ha affermato: “Ci sono state diverse proteste contro la guerra, ma la nostra è particolare perché viene dall’interno dell’esercito”. Anche i media nazionali, ha aggiunto Diamant, preferiscono oscurare le voci che si levano contro la guerra e tendono a descriverle addirittura come un tradimento. Invece “il pubblico israeliano – ha chiarito – ha bisogno di ascoltare qualcuno che non sia tout court contrario alla guerra, qualcuno che sia stato un soldato e sappia cosa significa fare il proprio dovere in difesa del paese”. Allora “il nostro ruolo è strategico: consiste nel prendere il discorso dei pacifisti e tradurlo in modo che il grande pubblico lo possa consumare”.

Il rifiuto di imbracciare le armi è una decisione particolarmente rischiosa in Israele e comporta l’arresto immediato e la reclusione. Più semplice sarebbe ottenere l’esonero dalla leva militare: è sufficiente un certificato medico per motivi di salute o per disagio psicologico.

In una dichiarazione nel giorno dell’arresto, resa nota il 3 dicembre scorso dall’associazione “Donne in nero”, vicina agli obbiettori israeliani, Raz Bar David Varon ha così motivato le ragioni del suo ‘no’: “Sono stata testimone dell’opera di devastazione, di spari e di umiliazioni inflitta da questo esercito a persone che io non conosco, ma che ho imparato a rispettare per la loro capacità di andare avanti giorno dopo giorno nonostante questi orrori. Non sono venuta al mondo – ha aggiunto – per fare il soldato di un esercito che occupa un’altra terra e la lotta contro questa occupazione è anche la mia lotta. È una lotta per la speranza, per un mondo che a volte sembra così lontano da realizzare. Io ho una responsabilità verso questa società. Quella di rifiutarmi di fare il soldato”.


Finché c'è guerra c'è speranza... o no?!?
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