by thewickedlady » 07 Jan 2009, 13:10
Parlando di verità invisibili
di Manuela Vigorita
Non so cosa sia la poesia, da dove provenga. Né come sia possibile che continui a nascere, a muovere, a dire. Scrivo da quando ero bimba, ma non so cosa sia. So che un tempo non era sola, su una pagina scritta. So che aveva note e voce e qualcuno in carne e ossa che ascoltava. So che ancora prima della scrittura portava con sé la memoria. Tutta. Che accompagnava le nascite, i funerali, i riti, gli amori. La vita. In realtà credo che sia un miracolo. Tutto umano. Come la musica, un quadro, un film, un tempio, una piramide o una chiesa. Come tutto ciò che nasce e che prima non c'era. Non c'era quel grumo di suoni, quell'immagine, non c'erano quelle parole. Semplicemente non c'era nulla che svelasse quello che svelano. Non c'era quella gioia.
Ecco, quello che credo è che le parole della poesia siano in grado di portare con sé la gioia di esistere. Che possano portarla in giro per il tempo e nei luoghi e nei cuori. Che sappiano ricordarla, ricordare quanto vale. Come le note, o una danza, un'armonia di colori. La gioia di ciò che è, per quello che è. Anche un dolore, anche un grido d'aiuto, una richiesta di pace, un buio che, quando viene detto, finalmente si vede. Ed esiste e ha nome, ha forma, ha suono, ha colore. Ed è quello che è. Oltre il giudizio del bene, del male, del bello o del brutto. Viene alla luce ed esiste e puoi vedere. Puoi vedere dentro e fuori di te qualcosa che non sapevi dire. Liberi gli occhi e senti davvero.
In fondo anche oggi che sono sole in un libro e prendono vita solo quando qualcuno le legge, anche oggi ci sono parole che portano con sé la memoria tutta. Ti ricordano che esistere è qualcosa di più profondo del possesso, del successo, dell'avidità con cui spesso la vita si divora. Va al di là dei confini giuridici, spaziali, di razze o religioni. È la memoria della nostra umanità che sa vedere e abbracciare. Ogni essere, ogni persona, ogni cosa. Che sa far risuonare il particolare, persino il nulla. Sa riconoscere quando la vita canta felice ed è protetta e curata, quando gli errori fanno stragi di ricchezze e di popolazioni. Sa cosa dire.
Per questo ho sempre provato tanta gratitudine per chi scrive, chi dipinge, chi suona, chi dedica una vita a raccontarti qualcosa. Non perché siano sempre persone speciali. Sono persone. Coi loro difetti, i loro errori. Ho però gratitudine per la loro ostinazione, per il loro cercare su di una strada infinita. Perché non si sono arresi. Per il dono che lasciano e che non sempre trova ascolto, non sempre trova fortuna o amore. Perché grazie a loro qualcosa di mio, di nostro, può continuare a cantare. Per quella gioia pura dell'esistenza tutta che sveglia l'anima, sveglia dal sonno delle autolimitazioni, delle censure. Perché mi ricordano che non c'è galera non c'è prigione in cui possa rinchiudersi la meraviglia dell'essere umano. Che non è una ma mille e milioni e miliardi di milioni.
Ecco. Per me la poesia è uno di quei miracoli che mi fanno amare l'essere umano. Che mi ricordano quanta meraviglia possa esistere dentro ognuno di noi, uno per uno. Mi ricorda che non sono nata per fare guerre, accumulare beni, dettare leggi agli altri, inquinare i mari e le terre di arroganza con la mia cecità . Né per odiare chi mi è diverso, per cercare il potere o sostenerlo. Non sono nata per distruggere speranze, togliere orizzonti agli sguardi, far finta di niente di fronte al dolore. Non sono nata neppure per contare i miei beni come se fossero miei, né per tacere. Né per chiudere gli occhi o morire.
Sono nata per partecipare, con gioia. Per ricordarmi di essere insieme nella gioia della vita. Per sostenerla, farle omaggio e onore. Per arricchire gli altri di quel poco o quel tanto che ho.
Forse, come tutti, sono nata per continuare a cercare quella bellezza che ogni poeta, ogni musicista, ogni scultore, ogni artista, ogni persona che cerca davvero con tutta se stessa mi giura. Mi giura che c'è.
l'ho letto su di una rivista e mi sembra una definizione molto bella di poesia che ne pensate?
Sono una piccola ape furibonda. Mi piace cambiare di colore. Mi piace cambiare di misura!