a parte che la sala Verdi del Conservatorio di Milano è magnifica, si sta comodissimi, si sente e si vede tutto benissimo[^] il concerto di Steve, l'ultimo del suo tour europeo, che seguiva quello mondiale, è stato addirittura al di sopra delle mie aspettative...
mi sono piaciute persino quelle canzoni che non amo particolarmente di Winwood, tipo la ottantiana Higher Love...
I musicisti credo fossero quelli che hanno inciso con lui gli ultimi due album, e a mio parere sono eccezionali: Richard Bailey alla batteria, Karl Van Den Bossche alle percussioni, Jose Neto alla chitarra e Paul Booth al sax.
Che dire, suonano divinamente, sembra di stare ascoltando un disco, ma non so se questo possa descrivere al meglio il senso di naturalezza e di perfetta fusione del suono che ho percepito durante il concerto... a parte che la voce di Winwood mi fa tremare le vene dei polsi, così come il suo modo di suonare le tastiere[I8)] e la chitarra[:p], in certi momenti avrei baciato pure l'altro chitarrista[^]
la sensazione che avevo avuto all'uscita di About time, e confermata da Nine lives, ascoltando la musica che Winwood propone ora, e come la propone, era quella di un ritrovato spirito originario... il concerto non ha fatto che rafforzarla, questa sensazione... giuro che in certi momenti mi sembrava di essere tornata ai bei tempi dei Traffic, se chiudevo gli occhi ero negli anni settanta, e poche storie[8D]
il concerto è iniziato con Different light, la prima traccia di About time, bellissima e indovinata scelta, nella quale Steve ci ha subito dimostato la sua eccellenza all'hammond[:p], seguita da I'm a man e da un brano di Nine lives...
poi, che dire, con Can't find my way home (Blind faith) è iniziato il delirio...[8:-x][8:-x][8:-x] e io ho cominciato a viaggiare nel tempo[O:-)]
alcuni brani dell'ultimo album, piuttosto belli, tra cui Dirty city, il brano inciso con Eric Clapton da Nine Lives, poi Light up or leave me alone, STRAORDINARIA[:0] qui ho cominciato a capire che ero a rischio lacrimuccia[:.-(][:D], The low spark of high heeled boys, Empty pages ( ma ero davvero lì o stavo solo sognando? boh...[:D])
i bis sono stati DA PAURA: Mr Fantasy come mai, dico mai, me la sarei immaginata... meglio che negli anni settanta, meglio che coi Traffic: e non c'era nemmeno Capaldi col basso, dico io!! lui da solo con la chitarra, ma roba da matti... ma come si fa a suonare ancora così[:p][:p][:p]
ero completamente persa, Valentino mi guardava allibito (eh vabbè, lui è più freddo...) io ero ad occhi chiusi e "ondeggiante", in puro stile Woodstock[:D], secondo me ho dato anche fastidio a qualcuno che mi sedeva accanto... ma chissenefrega!![:-D][:-D][:-D]
il pubblico era in estasi - è stato molto caloroso, i musicisti erano parecchio soddisfatti alla fine - la ciliegina di Gimme some lovin' (Spencer Davis Group) ha fatto ballare tutti[8D]
certo il mio sogno era Freedom rider, ma tutto sommato come chiedere di più a una serata come questa?[8:-x][8:-x][8:-x]
naturalmente è un concerto che STRACONSIGLIO, se l'anno prossimo dovesse ricapitare in Italia siete obbligati ad andarci, niente discussioni[;)][^]
ho scattato alcune foto ma non sono venute benissimo, comunque ve le posto:
mr. fantasy[8:-x][8:-x][8:-x]

steve all'hammond
Jose Neto
Richard Bailey
saluti
saluti


