The Dark Side of the Moon 50th Anniversary

Un'area dedicata all'esplorazione dell'universo musicale in genere, e degli altri protagonisti del rock progressivo in particolare.

The Dark Side of the Moon 50th Anniversary

Postby aorlansky60 » 02 Mar 2023, 11:52

Il 1mo marzo 1973 usciva sul mercato americano un LP intitolato "The Dark Side of the Moon", un album destinato ad assumere un 'immagine' e una collocazione storica del tutto propria non solo nel mercato musicale del tempo ma anche di quello a venire, e nell'immaginario collettivo di molti milioni di appassionati, cultori e 'addetti ai lavori' di Musica Rock che si sono susseguiti attraverso più generazioni in 50anni di Storia da allora.

Nella giornata di ieri, in un blog a tema musicale rispondevo ad un entusiasta fan dell'album in oggetto (e dei Pink Floyd naturalmente) che lo aveva eletto come "IL" capolavoro assoluto del Rock, che secondo il mio modesto parere non può essere ritenuto tale, dato che [sempre secondo me] in campo Rock altri albums lo superano per creatività e capacità tecnica miscelate insieme, però alla fine se mi venisse chiesto di elencare i 5 albums maggiormente rappresentativi della storia del Rock, NON potrei lasciare fuori da questo elenco "The Dark Side of the Moon"... credo che sia questa la sua forza.
Quella di essere riuscito ad entrare nella mente percettiva di più generazioni di appassionati e cultori musicali, a partire da quella che lo conobbe nel 1973 quando il Rock era all'apoteosi, fino ad arrivare ai giorni attuali (quando del Rock non rimane poco più di nulla se non vivere di gloriosi ricordi), senza aver perso nulla del proprio potenziale creativo e rimanere saldo nella convinzione di tutti coloro (che sono davvero tanti nei suoi 50anni di vita) che lo hanno eletto per ciò che è: uno degli albums più rappresentativi della storia del Rock.
Sotto questo aspetto, credo che pochi[ssimi] altri albums della storia musicale contemporanea del 900 possano rivaleggiare con questo. Chapeau.
Per questo, credo che "The Dark Side of the Moon" possegga una sua capacità unica intrinseca, che pochissimi altri albums Rock in tutta la sua storia possono dire di avere: quella di essere riuscito a CATTURARE LO SPIRITO DEL PROPRIO TEMPO [condensandolo lungo la durata di un LP 33g] e di riuscire a rappresentarlo anno dopo anno, lungo decenni fino ad arrivare ad oggi dopo 50anni... ascolti quest'album e ti riaffiorano tutto intorno 'i colori e i sapori' degli anni 70... (l'altro suo epigono è il Beatlesiano "Sgt Peppers Lonely Hearts Club Band" che riuscì a catturare al meglio, più di ogni altro, lo spirito dei tempi dei magici anni 60, ndr). Questa è la capacità di opere capolavoro. Non di albums 'ordinari' destinati all'obblio dopo poco tempo, categoria alla quale l'album in oggetto non appartiene.

Restringendo il campo di valutazione ai soli fans della band, ho notato che molti di essi quasi tendono a snobbarlo e a sottovalutarlo, adducendo al fatto di una sua presunta 'commercialità' musicale più marcata rispetto ad altri albums dei Pink Floyd (in particolare "Atom Earth Mother" e "Meddle"), un aspetto che secondo me non esiste, forse solo in parte (per es. nelle sonorità apportate dall'uso di sax in alcune sue parti, che gli conferiscono un 'colore' melenso a volte)...

Rimane da dire che analizzandolo per ciò che è, presenta una esposizione creativa sublime, originale, anche di assoluta avanguardia in alcune sue parti -quando il synth VCS3 nelle mani di R.Wright conduce le danze nel celebre tema interludio "On the run" - specie nella sua side 1 (che tendo a preferire alla seconda), che di fatto è una sorta di suite continua ininterrotta nei suoi brani che la compongono (una progressione PERFETTA secondo chi scrive, già a partire dalla meravigliosa "Speak to me/Breath in the air" iniziale), che culmina con l'apoteosi finale [a tinte mistiche si potrebbe quasi dire] di "The great gig in the sky", una sequenza di 20minuti che ne fa un album senza tempo.
Altro suo punto di forza, inattaccabile secondo me, è la sua proverbiale formidabile (per il tempo) impeccabile PULIZIA TECNICA SONORA che ne ha fatto per molto tempo a venire il riferimento assoluto per QUALITA' DI REGISTRAZIONE. Chapeau ancora, in questo caso per Alan Parson in veste di 'engineer' che ne ha curato la registrazione (che i più esperti sanno in orbita EMI già come tecnico del suono per un altro 'chef d'oeuvre' del 900, il Beatlesiano "Abbey Road").

Buon cinquantenario, "The Dark Side of the Moon"...
Opere così oggi (e già da molto tempo a dir la verità) non se ne fanno più.
...AMA TUTTI, CREDI A POCHI, NON FAR MALE A NESSUNO...
User avatar
aorlansky60
Lamb
Lamb
 
Posts: 10437
Joined: 30 May 2006, 07:17
Location: Parma, Italy

Re: The Dark Side of the Moon 50th Anniversary

Postby rkive » 02 Mar 2023, 17:27

Un capolavoro che tutti dovrebbero avere nella propria raccolta.

Raccomandata anche ai fans di Lazza e Me.Rain. [^]
User avatar
rkive
Lamb
Lamb
 
Posts: 2686
Joined: 14 Mar 2019, 16:24
Location: Venezia

Re: The Dark Side of the Moon 50th Anniversary

Postby highinfidelity » 03 Mar 2023, 09:25

Diciamo che a mio modesto parere il punto di forza dell'album è quello di esser stato in grado di piacere ad un pubblico trasversale: chi non capisce nulla di musica colta ha trovato comunque qualcosa a cui agganciarsi (i ritmetti del registratore di cassa, gli assoli di sassofono, i vocalizzi liberi della donna - che con i Pink Floyd occorre dirlo non c'entrano assolutamente nulla, ma tant'è...) che li facesse sentire almeno per una volta degli ascoltatori colti e raffinati "perché erano in grado di capire i Pink Floyd" (!!!), e al contempo non disgustare chi ascoltatore colto e raffinato lo è veramente: perché comunque anche presso i più accaniti ascoltatori di rock progressivo questo disco - sebbene rimesso in giusta prospettiva, e collocato ben lontano dall'essere "il miglior album di tutti i tempi" - è comunque immancabilmente apprezzato.

Sottoscrivo dunque, anche se magari da una prospettiva leggermente diversa, quanto scrive Alain: The Dark Side è lontanissimo dall'essere il mio disco preferito dei Pink Floyd, non ci arriva proprio nemmeno vicino, e nella mia lista dei migliori dischi di tutti i tempi non ne parliamo nemmeno: è già un miracolo se arriva a metà classifica. Ma comunque non ho difficoltà a considerarlo un disco d'importanza capitale per quanto detto prima: è riuscito a piacere ad un pubblico vastissimo, pur proponendo un messaggio musicale tutt'altro che stupido e banale, anche a persone che - a parte proprio quel disco - in vita loro non hanno mai ascoltato null'altro che fosse di livello almeno pari.

Via quindi ai tributi con un bel riascolto celebrativo sul mio impiantino Hi-Fi!!! [:D]
<< Conoscete voi spettacolo più ridicolo di venti uomini che s'accaniscono a raddoppiare il miagolìo di un violino? >>
(Luigi Russolo, Intonarumorista. 1913.)
________________________

In dubbio, consultate le FAQ
User avatar
highinfidelity
ADMINISTRATOR
ADMINISTRATOR
 
Posts: 8810
Joined: 02 Jul 2003, 23:54
Location: Torino

Re: The Dark Side of the Moon 50th Anniversary

Postby Thomas Eiselberg » 03 Mar 2023, 12:28

Come fama sicuramente si può dire che è l'album più riconoscibile del rock o quantomeno tra i primissimi. Citato da tutti anche da chi magari manco l'ha mai ascoltato per davvero, come simbolo di un "rock colto" ma accessibile a tutti (spesso
da gente che manco sa cosa sia il rock a momenti).

Ma se riflettiamo attentamente, a parte gli arrangiamenti e la produzione, cosa ha in più di molta produzione precedente e successiva del gruppo? Cosa ha di originale o innovativo rispetto a buona parte della discografia dei PF? A me sembra, all'interno della discografia del gruppo di quegli anni, semplicemente l'album più accessibile, meno complesso o originale. Meno prog per dirla in breve.
A me ad esempio sconcerta che pezzi come Echoes non vengano citati come summa del sound del gruppo e invece Money si (che non è una schifezza sia chiaro, ma è un pezzo rock abbastanza ordinario). Ma pure negli album successivi abbiamo Shine per dire. Dark side of the Moon presenta pezzi ordinari ma costruiti in modo certosino, che si legano uno all'altro in maniera perfetta, dipingendo un quadro sonoro piacevole ed evocativo (i testi soprattutto sono molto convincenti). Ma i pezzi in se non mi hanno mai convinto del tutto, o meglio funzionano ma non sono certo eccezionali.

La penso insomma come High, anzi forse sono perfino più "cattivo" con l'album in questione. [:D]
Più importante che bello per me.
Essi vivono noi dormiamo. Obbedisci, compra, non pensare, il denaro è il tuo dio.

E' buona cosa leggere sempre leFAQ
User avatar
Thomas Eiselberg
GLOBAL MODERATOR
GLOBAL MODERATOR
 
Posts: 8840
Joined: 21 Oct 2005, 15:51
Location:

Re: The Dark Side of the Moon 50th Anniversary

Postby maomac 2 » 03 Mar 2023, 20:52

La perfezione di Dark Side è forse dovuta al fatto che il disco è stato suonato in tour per più di un anno prima che fosse inciso, cosa che era solito per i Pink Floyd. Lo è sempre stato sino a Animals così da poter amalgamare bene i suoni e sentire le reazioni del pubblico.
Per me il disco è stato un pò la conferma della formazione dei miei gusti musicali iniziata con l'ascolto di Shine On you Crazy Diamond, il disco deve sempre essere ascoltarlo nella sua interezza, per lo meno io non riesco o tutto o niente.
La forza di questo disco (sempre a mio parere) è che seppur essendo stato inciso negli anni 70, nei vari decenni a seguire è sempre stato attuale ed ancora oggi sembra li bello fresco appena inciso.
Altra domanda, il disco è il migliore dei Pink Floyd? secondo me no perchè brani come il su citato Shine On e l'incoparabile Echoes sono di ben altra levatura, comunque possiamo benissimo annoverarlo nei dieci dischi che mi porterei su un isola deserta.
Che dire viva Dark Side of the Moon lunga vita a Dark Side of the Moon.

P.S. mentre sto scrivendo sto ascoltando Live at Pompei che dire bellissimo
User avatar
maomac 2
Foxtrotter
Foxtrotter
 
Posts: 275
Joined: 20 May 2020, 20:06

Re: The Dark Side of the Moon 50th Anniversary

Postby aorlansky60 » 04 Mar 2023, 08:19

@Maomac

"La forza di questo disco è che seppur essendo stato inciso negli anni 70, nei vari decenni a seguire è sempre stato attuale ed ancora oggi sembra li bello fresco appena inciso."

[8D] Assolutamente d'accordo. A parte un piccolo dettaglio: purtroppo oggi (nel 2023 ma potrei dire a partire dal 2000 o addirittura prima) nessuno si sogna nemmeno più di poter creare un opera così.
Mancano gli stimoli, totalmente, manca la fantasia, manca il coraggio di volere 'osare' (e pensare che TDSOTM non è nemmeno il più avanguardistico degli albums dei PF) in sintesi mancano le basi attuali incentrate sul contesto sociale nel quale si ritrova a far musica un artista professionista.

"Live at Pompei che dire bellissimo"

[^] Concordo totalmente anche qui. L'ho già detto molte volte: per me, quelli 'catturati' in quel filmato sono i Pink Floyd al loro meglio assoluto. Parlo di brani quali "Set the control for the earth of the sun", "Carefull with that axe Eugene", "A saucerfull of secret" che erano già stati messi in luce nel disco 'live' di "Ummagumma", insieme a "Echoes" naturalmente... A questi ci aggiungo la suite di 'Atom Earth Mother' ed ottengo i Pink Floyd che preferisco.
...AMA TUTTI, CREDI A POCHI, NON FAR MALE A NESSUNO...
User avatar
aorlansky60
Lamb
Lamb
 
Posts: 10437
Joined: 30 May 2006, 07:17
Location: Parma, Italy

Re: The Dark Side of the Moon 50th Anniversary

Postby aorlansky60 » 04 Mar 2023, 08:40

@Thomas

"..."Money" si (che non è una schifezza sia chiaro, ma è un pezzo rock abbastanza ordinario)..."

In effetti, si tratta dell'episodio che mi piace di meno di tutto l'album... (e nel tempo avrò ascoltato la side2 per la metà rispetto all'ascolto che ho dedicato alla side1, che per me rappresenta la vera forza dell'opera qui trattata)... se non ricordo male questo brano fu pubblicato anche su singolo, ed in effetti è [secondo me] il pezzo dell'album che risponde meglio, più degli altri, a connotati squisitamente "da singolo" (volevo scrivere 'commerciali' ma qualcuno si potrebbe offendere...)
...AMA TUTTI, CREDI A POCHI, NON FAR MALE A NESSUNO...
User avatar
aorlansky60
Lamb
Lamb
 
Posts: 10437
Joined: 30 May 2006, 07:17
Location: Parma, Italy

Re: The Dark Side of the Moon 50th Anniversary

Postby aorlansky60 » 04 Mar 2023, 10:49

HIGH ha scritto :

"il punto di forza dell'album è quello di esser stato in grado di piacere ad un pubblico trasversale:
chi non capisce nulla di musica colta ha trovato comunque qualcosa a cui agganciarsi...
"

Vera anche questa osservazione, non è solo un opinione ma una constatazione sorretta da fatti oggettivi:
l'album vendette tantissimo, fin dalle prime settimane dopo la sua pubblicazione (continuando a vendere tanto nel proseguo del tempo), segno che fu 'avvicinato' da una platea di pubblico molto numerosa, assai più numerosa di quella che solitamente approcciava il 'progressive' Rock (anche se in questo caso figurano le solite eccezioni: per es. i Jethro Tull vendevano tantissimo negli USA già dai primi anni 70, "Thick as a brick" raggiunse la num.1 di Billboard (e quella proposta in quell'album si può definire a buon diritto 'musica colta' o 'progressive' a tutti gli effetti) e per me rimane un mistero -l'ho detto già molte volte in questo spazio- di come il mattone sonoro intitolato "A Passion play" [&:-S] riuscì a ripetere l'impresa e sia stato premiato dal pubblico nord americano tanto da raggiungere di nuovo la num.1 di Billboard [:0])...

Ci sarebbe da dire anche un altra cosa, un dettaglio che magari le ultime generazioni appassionate di musica Rock non conoscono bene quanto le generazioni che vissero in tempo reale l'evolvere della storia:
io ricordo bene quanto negli anni 70 si era diffuso un alone di mito sul nome 'Pink Floyd', lo captavo sia dalle riviste specializzate che dentro i negozi di dischi della mia città dove mi servivo, oltre che nei circoli di discussione che si creavano spontaneamente al di fuori di essi... sembrava quasi che 'qualsiasi' cosa uscisse da quella band dovesse essere superlativa per 'default' o 'per forza' di cose... nel tempo alcune 'gloriose' valutazioni (riguardo ad alcuni titoli dei PF) sono state corrette, ma allora vi assicuro che alleggiava un alone di 'magia collettiva' sul nome 'Pink Floyd'... evidentemente non solo in Italia, ma di sicuro anche tra il pubblico Britannico (nel cui mercato 'Ummagumma', 'Atom Earth Mother' e 'Meddle' raggiunsero posizioni di vertice assoluto, con pieno merito per chi scrive relativamente agli ultimi 2, decisamente meno per il primo relativamente al suo 'celebre' [e famigerato] [&:-S] disco da 'studio')...
il pubblico USA si era dimostrato un pò più tiepido, ma con l'arrivo di TDSOTM sciolse ogni riserva, perchè fu soprattutto in nord america che l'album 'sfondò' così tanto da fare la fortuna economica della band...
...AMA TUTTI, CREDI A POCHI, NON FAR MALE A NESSUNO...
User avatar
aorlansky60
Lamb
Lamb
 
Posts: 10437
Joined: 30 May 2006, 07:17
Location: Parma, Italy

Re: The Dark Side of the Moon 50th Anniversary

Postby Duke59 » 05 Mar 2023, 22:01

Devo essere sincero, sperando di non apparire come un maledetto snob a tutti i costi:
ho sempre avuto una certa difficoltà ad apprezzare l'album "Dark side of the moon".

Ha sempre trovato che scivolasse via come ... acqua fresca ... e l'unico brano che posso dire che riesca
ad emozionarmi davvero è "Us and them".

Riconosco però che i testi sono evocativi ed interessanti; "Time" e "Us and them in particolare",
e che questo album piace a tutti, ma proprio a tutti: da 0 a 99 anni, dagli amanti del folk
a quelli del metal estremo.

Per me, salvando "Us and them" e "Time", l'album mi sembra un mix ben riuscito di effetti sonori cristallini
e progressioni armoniche "sicure e collaudate" lente lente lente... credo che non ci sia un singolo
brano dove il metronomo salga sopra i 65 bpm, tolta la sequenza di sequencer (!) su "On the run".

Anche la tanto acclamata "The Great gig in the sky" a me suona piattuccia, eccessivamente lunga
e ultraripetitiva (sorry Claire Torry). Anche "Money" non mi ha mai entusiasmato.

Forse la prima volta che lo ascoltai (probabilmente nel 1975-76 ma non ho ricordi esatti legati
a questo album per me davvero evanescente) mi aspettavo chissà che, ma dopo essermi nutrito
di PFM, Orme, Banco, Genesis, Yes, Led Zeppelin, EL&P, Deep Purple, Jethro Tull e i vari Beethoven,
Bach e Stravinsky trovai l'album di un piattume assoluto. Una delusione totale.

Basti dire che catalogai come musicalmente più eccitanti le progressioni armoniche di "Sabato pomeriggio"
di Baglioni e di "Aria" di Baldan Bembo (musicalmente due composizioni di tutto rispetto) che non le banali strutture armoniche delle canzoni contenute in "Dark side", con l'unica eccezione di "Us and them",
a mio avviso unico brano che veramente spicca nell'album.

Un'impressione simile la ebbi anche ai primi ascolti di "Wish you were here".
Ricordo che mi chiesi se il mio giradischi si fosse messo a girare più lento, perchè
"Shine on you crazy diamond" sembrava iniziare al rallenty. [:-D]
E quindi al primo impatto detestai anche quell'album.
Poi però con il tempo maturai ed imparai ad apprezzarne le incredibili sfumature,
cosa che con Dark Side non mi è riuscita.

Per la cronaca gli album dei Pink Floyd che amo alla follìa sono "Animals" e "Meddle".

Ora a distanza di anni ho fatto in parte "pace" con "Dark side of the moon" e ne riconosco
i punti di appeal per il grande pubblico e l'importanza storica, ma continua a non entusiasmarmi.
Duke59
Lamb
Lamb
 
Posts: 1799
Joined: 28 Oct 2005, 16:26
Location: Italy

Re: The Dark Side of the Moon 50th Anniversary

Postby Ender » 06 Mar 2023, 09:12

Ciao a tutti,

stante che i brani che salto ogni volta all'ascolto sono "On the run" e "Money" (il primo inutile e secondo me fatto solo per aumentare il minutaggio, il secondo veramente banale e anche leggermente ipocrita nel testo), penso chi si tratti di un album piacevole e anche un po' ruffiano, fatto per sfondare le classifiche come un ariete. [:-D]
Certo, c'è un buon salto di qualità rispetto ai precedenti, anche come composizione, cammino che mi pare iniziato col precedente "Obscured by clouds" che, rispetto alle precedenti produzioni, e nonostante si tratti di una colonna sonora fatta in fretta mi è apparso sotto certi aspetti come più ragionato e più alla ricerca di qualcosa che si avvicinasse a un brano strutturato, per quanto semplice (non posso dire che un qualunque brano dei PF si avvicini anche lontanamente al virtuosismo o alla struttura di brani di Yes, o ELP e compagnia bella. Davvero, non c'è gara.).
Di certo non siamo quindi al livello del virtuosismo, nessuno dei PF è mai stato un'eccellenza nell'uso del suo strumento; solo Gilmour si è elevato al di sopra del livello degli altri. Tra le altre cose, Gilmour è di suo un chitarrista che ha cercato più le atmosfere che la velocità o la tecnica.
Quindi sì; album gradevole, ascoltato infinite volte (anche se ora sta prendendo qualche centimetro di polvere) e con qualche punto che si eleva rispetto alla media che - tutto sommato - non è poi così eccelsa : "Us and them", "Any colour you like" (mia opinione). D'accordo sul fatto che "The great gig" sia un gran bel pezzo, ma d'accordo anche che forse è andato troppo per le lunghe. In ogni caso, menzione d'onore per Clare Torry, che da sola si pappa tutti i PF in un sol boccone [:-D]
Con "Dark side" i PF avevano trovato il giusto mix per creare qualcosa che sarebbe stato ricordato per svariati decenni.
Looking behind me, the water turns icy blue
The light are dimmed, and once again the stage is set for you...
User avatar
Ender
Foxtrotter
Foxtrotter
 
Posts: 230
Joined: 07 Jan 2009, 08:04
Location:

Re: The Dark Side of the Moon 50th Anniversary

Postby highinfidelity » 06 Mar 2023, 10:45

aorlansky60 wrote:@Maomac

"La forza di questo disco è che seppur essendo stato inciso negli anni 70, nei vari decenni a seguire è sempre stato attuale ed ancora oggi sembra li bello fresco appena inciso."

[8D] Assolutamente d'accordo.


Beh... [:-I] Questo era un punto sul quale fino a una ventina d'anni fa ero pienamente d'accordo, anzi forse ho persino fatto in tempo a scrivere la stessa cosa su questo forum ai suoi esordi. In effetti fino alla fine degli anni '90 era un disco che stava invecchiando benissimo rispetto a tanti altri lavori del rock progressivo, e rispetto alla porcheria che stava iniziando prepotentemente a girare sembrava sempre attuale: tranquillamente proponibile a qualunque ragazzino senza che alle sue orecchie suonasse come vecchiume.

Oggi, onestamente, per quanto bene si voglia a questo disco e ad Alan Parsons, suona come "un disco particolarmente innovativo di quel periodo", fine. Alcuni dettagli, come gli echi a slapback sulle chitarre, riascoltati oggi, suonano più vecchi ancora. Anche i campionamenti (o erano solo montaggi? [:-I] ) di registratori di cassa, scontrini eccetera, denunciano pienamente la loro età. Ma comunque rimane il concetto: a suo tempo è stato un disco che è riuscito a rimanere "attuale" per molti più anni del normale, questo va sicuramente riconosciuto. [/:-|]
<< Conoscete voi spettacolo più ridicolo di venti uomini che s'accaniscono a raddoppiare il miagolìo di un violino? >>
(Luigi Russolo, Intonarumorista. 1913.)
________________________

In dubbio, consultate le FAQ
User avatar
highinfidelity
ADMINISTRATOR
ADMINISTRATOR
 
Posts: 8810
Joined: 02 Jul 2003, 23:54
Location: Torino

Re: The Dark Side of the Moon 50th Anniversary

Postby rkive » 06 Mar 2023, 14:10

Forse perchè in 50 anni alcuni sample di questo album (penso alle sveglie di Time, al grido di Great Gig, Money, Us and Them) sono state trasmesse frequentemente alla radio e alla televisione, rimanendo quindi impresse nell'immaginario collettivo.

Al momento non ricordo album con caratteristiche simili se non per la musica classica o per le colonne sonore di Morricone. [:-I]
User avatar
rkive
Lamb
Lamb
 
Posts: 2686
Joined: 14 Mar 2019, 16:24
Location: Venezia

Re: The Dark Side of the Moon 50th Anniversary

Postby aorlansky60 » 06 Mar 2023, 18:08

Ender said :

"nessuno dei PF è mai stato un'eccellenza nell'uso del suo strumento; solo Gilmour si è elevato al di sopra del livello degli altri. Tra le altre cose, Gilmour è di suo un chitarrista che ha cercato più le atmosfere che la velocità o la tecnica."

Anche su questa osservazione, concordo totalmente.
Non solo per i Pink Floyd ma anche per quanto riguarda Gilmour.
L'abbiamo già detto più volte in passato, mi pare.
Nel tempo ho maturato un concetto su quella rock band: il motore 'cerebrale' era R.Waters, ma le menti 'musicali' erano Gilmour e Wright (per questo, apprezzo molto alcuni degli album 'solo' degli ultimi due, mentre non ho mai sopportato le opere soliste di Waters...)

Altre progressive band del periodo (come i già ricordati YES EL&P e 'compagnia bella') non avevano alcun bisogno di 'trucchi od artifici' (usati invece a volte dai Pink Floyd) per arricchire le loro strutture armoniche, dato che le producevano direttamente con gli strumenti musicali. Però c'e' anche da dire che come 'atmosfere' ricreate(artificiosamente o meno), i Pink Floyd non erano banali ne dozzinali... le idee c'erano. Originali. E non erano poi male.
Forse l'errore che si corre è quello di volerli equiparare ad altre progressive band del tempo e considerarli alla fine appartenenti al genere progressive rock... c'era una distanza davvero notevole -dal punto di vista strettamente 'tecnico'- tra i migliori rappresentanti 'progressive' del tempo e i Pink Floyd (senza volere scomodare i mostri sacri Inglesi già citati, Mussida&Djivas&DiCioccio si mangiavano a colazione Gilmour&Waters&Mason ognuno al proprio strumento, per quanto mi riguarda), personalmente da un certo punto della storia ho maturato la convinzione che i Pink Floyd fossero di un genere tutto loro... cioè: con "Wish You Where Here" e "Animals" riesco a considerarli 'progressive', ma ho sempre faticato molto -e tuttora fatico- a considerarli 'progressive' da TDSOTM andando a ritroso...


"i brani che salto ogni volta all'ascolto sono "On the run" e "Money" (il primo inutile e secondo me fatto solo per aumentare il minutaggio)"

La pensavo anch'io uguale per quanto riguarda "On the run" (mentre non ho mai gradito molto neanch'io "Money") poi però mi sono dovuto ricredere nel corso del tempo, soprattutto da quando ho iniziato a possedere catene di riproduzioni Hi-Fi di un certo livello, che riescono a tirar fuori e a mettere in risalto delle frequenze BASSE contenute in quel brano che saltano fuori all'improvviso scolpite in una parte della scena stereo ricostruita, in lento crescendo per poi scomparire repentinamente, e poi riapparire sotto altra forma e altra dimensione nel corso dell'incedere del brano, unitamente alle frequenze alte riprodotte dal VCS3... [:p] una goduria all'ascolto... si lo so, è un concetto strettamente tecnico legato alla qualità di registrazione e agli 'orpelli' che Alan Parson ci ha voluto mettere dentro magari parlandone insieme alla band, però a me piacciono molto... [:D]
...AMA TUTTI, CREDI A POCHI, NON FAR MALE A NESSUNO...
User avatar
aorlansky60
Lamb
Lamb
 
Posts: 10437
Joined: 30 May 2006, 07:17
Location: Parma, Italy

Re: The Dark Side of the Moon 50th Anniversary

Postby maomac 2 » 06 Mar 2023, 20:38

Giusta osservazione, anch'io non ho mai considerato i Pink Floyd una band progressive ma un gruppo con un filone musicale a se stante. Per quanto riguarda Waters portava avanti le sue visioni paranoiche nei testi ma musicalmente erano Gilmour e Wright le menti, ed in effetti anch'io gli album solisti di Waters non li trovo un gran che di gran lunga migliori i due di Wright sopratutto Wet Dream.
User avatar
maomac 2
Foxtrotter
Foxtrotter
 
Posts: 275
Joined: 20 May 2020, 20:06

Re: The Dark Side of the Moon 50th Anniversary

Postby aorlansky60 » 07 Mar 2023, 07:50

"di gran lunga migliori i due di Wright soprattutto 'Wet Dream' "

E' un album che piace molto anche a me. [:)] l'ho scoperto decisamente tardi, molto tempo dopo la sua pubblicazione, ma è un ulteriore (ri)prova che per quanto riguarda la melodia inserita nelle progressioni armoniche dei Pink Floyd, Richard Wright ne era l'artefice principale, insieme a Gilmour.
...AMA TUTTI, CREDI A POCHI, NON FAR MALE A NESSUNO...
User avatar
aorlansky60
Lamb
Lamb
 
Posts: 10437
Joined: 30 May 2006, 07:17
Location: Parma, Italy

Re: The Dark Side of the Moon 50th Anniversary

Postby highinfidelity » 29 Mar 2023, 10:38

Volevo ringraziarvi per il consiglio (indiretto) riguardante Wet Dream di Richard Wright. Ne ho acquistato a buon prezzo una copia molto ben tenuta in Germania, e mi è piaciuto moltissimo, lo sto ascoltando ripetutamente. È sufficientemente originale da non sembrare un album di scarti dei Pink Floyd (sensazione che invece a più riprese convoglia About Face di Gilmour), è permeato da una piacevole atmosfera di delicata malinconia che molto si addice alla figura di Wright, e a sorpresa grazie alla partecipazione di Snowy White c'è persino una trama chitarristica veramente degna di nota (lasciatemi dire: persino superiore a quella riscontrabile sempre in About Face di Gilmour).
<< Conoscete voi spettacolo più ridicolo di venti uomini che s'accaniscono a raddoppiare il miagolìo di un violino? >>
(Luigi Russolo, Intonarumorista. 1913.)
________________________

In dubbio, consultate le FAQ
User avatar
highinfidelity
ADMINISTRATOR
ADMINISTRATOR
 
Posts: 8810
Joined: 02 Jul 2003, 23:54
Location: Torino

Re: The Dark Side of the Moon 50th Anniversary

Postby aorlansky60 » 30 Mar 2023, 09:50

@ HIGH

[;)] ...e hai giustamente sottolineato il contributo di un ottimo chitarrista nell' album... [:)]

In questo LP credo che venga fuori tutta la vena melodica di Wright, mai trabordante verso il lezioso o l'eccessivo 'zuccheroso', ma permeato da una piacevole atmosfera di delicata malinconia come hai commentato.
...AMA TUTTI, CREDI A POCHI, NON FAR MALE A NESSUNO...
User avatar
aorlansky60
Lamb
Lamb
 
Posts: 10437
Joined: 30 May 2006, 07:17
Location: Parma, Italy

Re: The Dark Side of the Moon 50th Anniversary

Postby Duke59 » 04 Aug 2025, 18:41

Riprendo questo thread per inserire una veloce annotazione.

Siccome a Febbraio di quest'anno grazie ai piani aziendali sono "scivolato" nel prepensionamento un anno prima del dovuto, i colleghi (ora ex) tra le varie cose mi hanno regalato il cofanettone del 50mo anniversario di "Dark side of the moon".

Ahimè, loro non lo sapevano perchè in ufficio non c'è mai stato modo di approfondire più di tanto l'argomento PInk Floyd, ma il mio album preferito dei Pink è "Animals". In ogni caso si tratta di regalo che ho apprezzato molto perchè contiene veramente un sacco di cose interessanti oltre all'album.

Parlando però esclusivamente del contenuto musicale probabilmente l'ultima volta che ebbi modo di sentire DSOTM era stato un paio di decine di anni fa; poi, essendo un album che mi ha sempre preso poco, non l'ho mai cercato.

Ora avendo diverse versioni a disposizione ho voluto mettermi alla prova e riascoltarlo. Quindi oggi mi sono sentito la versione live contenuta nel malloppone, una versione registrata a Wembley nel 1974. Non c'è una data precisa per cui immagino che si tratti di un collage delle takes migliori di più spettacoli.

Ebbene, devo dire che il mio parere non si è modificato.

Gli unici due brani che trovo veramente belli, interessanti e commoventi sono "Time" e "Us and them". Il resto mi sembra, mi perdonino i fans sfegatati dell'album, quasi un riempitivo di effetti ed effettini con giri armonici semplicissimi e spesso ripetuti troppo a lungo. Anche la celebre "The great gig in the sky", per quanto abbia sia un attacco che una chiusura vocale straordinaria poi, a mio parere, nel mezzo si perde un po' a causa dell'eccessiva ripetitività. In generale si salvano il suono spaziale della chitarra di Gilmour e la produzione curatissima.

E' un album di passaggio tra l'era puramente psichedelica del gruppo che - tralasciando le colonne sonore - si chiude con "Meddle" e quella pseudo-progressive che si aprirà con "Wish you were here". Però musicalmente lo trovo un pochino esile.
Duke59
Lamb
Lamb
 
Posts: 1799
Joined: 28 Oct 2005, 16:26
Location: Italy

Re: The Dark Side of the Moon 50th Anniversary

Postby highinfidelity » 05 Aug 2025, 10:08

Beh, intanto complimenti e giubilo da parte mia per il raggiunto pensionamento, pure in anticipo sul previsto! Mi attendo d'ora innanzi continui video con le tue ricostruzioni a chitarra e synth di capolavori musicali del passato!

Devo anche dire che i colleghi ti han fatto proprio un bel regalo, che denota comunque una particolare attenzione nei tuoi confronti, ai tuoi gusti e alla tua cultura musicale. I miei colleghi attuali - bravissime persone - penso che nemmeno sappiano cosa sia un "cofanetto".

Venendo al disco in sé (parlo dell'opera originale, fatti salvi i contenuti extra del cofanetto che magari sono interessantissimi, ma che non conosco), la penso esattamente come te. Non credo sia un caso che sia l'album meglio conosciuto dei Pink Floyd presso la plebe, spessissimo nominato (e forse neppure conoscendolo veramente bene nella sua interezza) da chi vuol darsi un tono da intenditore di buona musica, intendendosene invece proprio pochino. Il brano Money (tra quelli che ormai sopporto peggio) è in costante heavy rotation su Virgin Radio; non ho mai fatto rilevazioni reali ma la mia stima è che rimanendo sintonizzati su quel canale per tutto il giorno si ascolti quel brano non meno di 3-4 volte. Qualcosa vorrà dire.

Di The Great Gig In The Sky trovo addirittura irritante l'idea che sia considerato un brano iconico dei Pink Floyd, considerato che la vocalista non c'entrava nulla e in seguito non c'entrò più nulla con la band, anzi per qualche scherzo del destino non ebbe neppure da quel momento in avanti una carriera di rilievo. Per carità lei è stata brava, ma avrei preferito centomila volte che al posto dei suoi vocalizzi partisse un assolo indiavolato di Wright.

Più in generale, fin dalla giovanissima età avevo osservato che i dischi che "piacevano al primo ascolto" tendevano poi ad avere un bassissimo replay value, e che annoiavano quasi subito. Viceversa erano i dischi più ostici, che necessitavano di reiterate ed attente sedute d'ascolto per entrare in sintonia, ad essere quelli ai quali poi si ritornava sempre volentieri anche a distanza di molto tempo. Dark Side mi diede esattamente quell'impressione: di un approccio troppo facile e "piacione", difatti mi ha stufato quasi subito e non lo riascolto praticamente mai. Tipicamente, quando lo metto sù, è perché qualche amico in visita me lo chiede.

Dal lato tecnico comunque era stata un'incisione in studio delle più rimarchevoli della storia. Fino ad un paio di lustri fa credo di aver più volte ripetuto su queste pagine come continuasse a sembrare un disco sempre contemporaneo, registrato il giorno prima dal punto di vista timbrico. Gli anni passano inesorabili e forse oggi questo non lo si può più affermare, credo ormai suoni datato anche lui; ma ciò non toglie che dal punto di vista sonoro resterà per sempre un'incisione di riferimento. Almeno per questo aspetto, tanto di cappello.
<< Conoscete voi spettacolo più ridicolo di venti uomini che s'accaniscono a raddoppiare il miagolìo di un violino? >>
(Luigi Russolo, Intonarumorista. 1913.)
________________________

In dubbio, consultate le FAQ
User avatar
highinfidelity
ADMINISTRATOR
ADMINISTRATOR
 
Posts: 8810
Joined: 02 Jul 2003, 23:54
Location: Torino

Re: The Dark Side of the Moon 50th Anniversary

Postby rkive » 05 Aug 2025, 14:55

Approccio troppo facile.

Se è per questo ha rimeditato Roger Waters con The Dark Side of the Moon Redux. [:D]
User avatar
rkive
Lamb
Lamb
 
Posts: 2686
Joined: 14 Mar 2019, 16:24
Location: Venezia

Re: The Dark Side of the Moon 50th Anniversary

Postby 11mo Conte di Mar » 05 Aug 2025, 16:48

D’ estate ad una certa età bisognerebbe evitare di stare troppo al sole… [8D]
… poi, ok, qualche motivazione in più ci starebbe pure.


Raga, io vi voglio bene, vi stimo, ma toccarmi Dark side equivale mettere in dubbio la serietà della mia mamma o, per lo meno, di mia sorella maggiore…

Dark side è un album di impostazione psichedelica, come nella natura dei Floyd, ma dalle marcate tinte prog. processo questo a mio avviso già iniziato con Meddle, se non con Atom.

Ma la congiunzione astrale ha fatto sì che un lavoro così ibrido, anche pop, rock, blues, sperimentazione, con testi indovinati, una copertina iconica e una registrazione sì artigianale ma stellare, per l’epoca, abbia tolto a tutti il fiato.

Non c’è una nota fuori posto, un lavoro maniacale di stratificazione sonora, effetti speciali, colpi di genio in sequenza: time, Great gig in the sky che Wright ha saggiamente lasciato così, perché quello era l’equilibrio. Un assolo ne avrebbe fatto un disco marcatamente prog.

Voi me lo trattate come se fosse la solita raccolta blockbuster dei Queen…

Ammetto di averli conosciuti con questo album, e ammetto anche che con gli anni ho apprezzato oltre agli ovvii The Wall e WYWH anche lavori meno famosi come Animals, Meddle e pure The Final cut.
Ma dirmi che tra Time e Us & them il resto sono riempitivi…mi sale il crimine…

Il fatto che abbia venduto carrettate di copie, che viene citato ancora spesso, che non passa un servizio di economia e finanza su un qualsivoglia TG senza Money in sotto fondo e che, probabilmente ci sono milioni di pseudo amanti dei PF che possiedono giusto quello e The wall, senza averli manco ascoltati per intero...perdonatemi, non ne riduce la grandezza.

Poi capisco possa essere venuto a noia, si possa preferire altro dei PF…

Nel totale rispetto dei gusti, io ad esempio faccio fatica prima di AEM a farmeli piacere, anzi, trovo The Piper at the gates...inaffrontabile.

Rigatemi l’auto ma non criticatemi Dark Side...
e Selling

E il mio giudizio sulla versione Redux di RW è simile a quello di Fantozzi sul capolavoro del Grande Maestro Sergej M. Eisenstein...
User avatar
11mo Conte di Mar
Lamb
Lamb
 
Posts: 1089
Joined: 05 Feb 2007, 12:35
Location: Italy

Re: The Dark Side of the Moon 50th Anniversary

Postby rkive » 05 Aug 2025, 19:55

Quello che mi piace dei PF è quando raggiungono l'essenziale, senza tante complicazioni.

Capisco che album facili finisco per perdere il loro fascino, mentre quelli complicati con il tempo diventano interessanti.

Il redux di Roger Waters è un brutto album.

E non ci voleva Andrea Scanzi per capirlo. [:)]
User avatar
rkive
Lamb
Lamb
 
Posts: 2686
Joined: 14 Mar 2019, 16:24
Location: Venezia

Re: The Dark Side of the Moon 50th Anniversary

Postby aorlansky60 » 06 Aug 2025, 06:20

In merito all' ALBUM oggetto del thread, tra i punti di vista recentemente espressi da DUKE e HIGH da una parte, e da 11CONTE dall'altra, personalmente propendo più verso quest'ultimo (così bilanciamo i giudizi). [:D]

TDSOTM non sarà il loro migliore album, ma guarda caso è uno di quelli che ascolto più spesso e volentieri ancora adesso, insieme al disco LIVE di UMMAGUMMA(superlativo!), a ATOM EARTH MOTHER e WYWH.

Così come non è un caso che tra tutti i loro album TDSOTM mi sembra quello invecchiato meglio, nel senso che ha infranto la barriera del tempo fino ad arrivare nel 3zo millennio con la sua aurea di magia ancora del tutto intatta, e la stessa cosa non si può dire per altri loro album...

Non tutti i dischi Rock possono dire di essere riusciti a fare la stessa cosa, intendo non solo per un piccolo nucleo di fans fedeli e imperterriti (per i quali per es. "The piper at the gates of dawn" continua a rimanere il disco "più importante" della storia, non solo dei Pink Floyd), ma essendo invece riuscito ad attecchire sulla massa del GRANDE PUBBLICO per PIU GENERAZIONI: anche solo per questo dettaglio per me la migliore definizione di TDSOTM è quella di disco EPOCALE al pari di pochi altri nella storia del rock.



highinfidelity wrote:Di The Great Gig In The Sky trovo addirittura irritante l'idea che sia considerato un brano iconico dei Pink Floyd, considerato che la vocalista non c'entrava nulla e in seguito non c'entrò più nulla con la band, anzi per qualche scherzo del destino non ebbe neppure da quel momento in avanti una carriera di rilievo. Per carità lei è stata brava, ma avrei preferito centomila volte che al posto dei suoi vocalizzi partisse un assolo indiavolato di Wright.


Su questa tua osservazione, caro Marco, sono in completa antitesi. [:D]
Per me non solo trattasi di un loro brano tra i più "iconici" di tutta la loro discografia, ma trovo anche che la performance vocale di Clare TORRY fornita per l'occasione abbia aggiunto QUELLA MAGIA MEMORABILE come nessun altro strumento (ne eseguito da Gilmour o da Wright ne da chiunque altro, anche dal più virtuoso strumentista presente sul pianeta) sarebbe stato in grado di conferire a quel brano.
Una chiusura di lato memorabile (ho sempre preferito il lato 1 dell'album ritenendolo pressoche perfetto nel suo svolgimento, rispetto al lato 2).

Per il 'concept' immaginato da WATERS per l'abum (l'alienazione umana nel contesto di un mondo via via sempre più freddo e progredito tecnologicamente) non riesco ad immaginare nulla di meglio di quei vocalizzi a descriverne la preoccupante deriva alla quale siamo arrivati nel 3zo millenio. Ecco perchè TDSOTM è ancora così attuale dopo oltre mezzo secolo dalla sua pubblicazione: pur 'buon profeta' nel saper leggere i tempi, R.WATERS non avrebbe mai potuto immaginare allora LA DERIVA peggiorativa che 40anni dopo avrebbe preso I VERTICI DECISIONALI del genere umano (politica governante e poteri economici&finanziari) fino a coinvolgere tutto il resto del mondo sottostante.


highinfidelity wrote:...fin dalla giovanissima età avevo osservato che i dischi che "piacevano al primo ascolto" tendevano poi ad avere un bassissimo replay value, e che annoiavano quasi subito.


Questa regola (o teorema) non è da ritenere 'assoluta' dato che si presta ad eccezioni più che varie, per es. nel mio caso :

NURSERY CRYME : album acquistato e conosciuto in giovanissima età(14), con pochissime esperienze di ascolti alle spalle -tra i quali un certo SEBTP- mi piacque ENORMEMENTE fin da quella prima volta e continuo a ritenerlo UNO DEGLI ALBUMS a me più CARI ancora oggi e non solo, un album MUSICALMENTE GRANDIOSO. Questo va contro la tua regola. [;)] [:D]

Per citarne "uno" che segue la tua regola, contro altare: SELLING ENGLAND BY THE POUND tanto per rimanere "in casa" : acquistato ancora prima di NURSERY CRYME, con pochissime esperienze di ascolti sulle spalle (prettamente pop-rock in 4/4ti), la prima volta che lo ascoltai non potei non notarne LA MAGNIFICENZA MUSICALE ma anche la complessa tessitura e la conseguente difficile assimilazione per chi ascolta: allora, per me QUELLA era MUSICA proveniente non dal pianeta Marte ma DA UN ALTRA GALASSIA, tanto era elaborata e raffinata in tutti suoi molteplici incastri strumentali e nella sua progressione armonica; mi ci vollero MOLTI ripetuti ASCOLTI per capirlo; e dopo qualche tempo esso divenne IL MIO METRO DI PARAGONE in campo musicale (tramite il quale valutavo tutto il resto che mi capitava per le orecchie). Ancora oggi lo ritengo uno dei PRODIGI MUSICALI scaturiti da quell'epoca irripetibile.
Tecnicamente e creativamente addirittura MIGLIORE di NURSERY CRYME che però tendo ad amare di più.
Last edited by aorlansky60 on 06 Aug 2025, 07:24, edited 1 time in total.
...AMA TUTTI, CREDI A POCHI, NON FAR MALE A NESSUNO...
User avatar
aorlansky60
Lamb
Lamb
 
Posts: 10437
Joined: 30 May 2006, 07:17
Location: Parma, Italy

Re: The Dark Side of the Moon 50th Anniversary

Postby aorlansky60 » 06 Aug 2025, 07:15

11Conte ha scritto :

"Non c’è una nota fuori posto, un lavoro maniacale di stratificazione sonora, effetti speciali, colpi di genio in sequenza..."

SI, concordo su quanto hai detto.
I Pink Floyd presi "tecnicamente" non erano all'altezza di altri MOSTRI SACRI VIRTUOSI del tempo (non è un eresia quella che stò dicendo ma la semplice verità), tanto per citarne solo alcuni K.EMERSON, S.HOWE, P.COLLINS, C.SQUIRE

Seppero però sopperire con la fantasia e la ricerca, nell'uso sapiente di tutto quello che gli seppe fornire la tecnologia di allora, sia in fatto di strumenti musicali ma soprattutto di tecniche di registrazione in studio (qui entra in scena un certo Alan Parson, un tecnico audio cresciuto con tutta la squadra EMI al seguito dei BEATLES già a partire dal 66) e TDSOTM ben rappresenta la sublimazione di questa capacità.
...AMA TUTTI, CREDI A POCHI, NON FAR MALE A NESSUNO...
User avatar
aorlansky60
Lamb
Lamb
 
Posts: 10437
Joined: 30 May 2006, 07:17
Location: Parma, Italy

Re: The Dark Side of the Moon 50th Anniversary

Postby Duke59 » 06 Aug 2025, 10:20

Io resto dell'idea che musica e cibo abbiamo moltissimi tratti in comune.

La prima nutre l'anima veicolandosi tramite udito e vista dell'ascoltatore (per l'esecutore va aggiunto anche il tatto), il secondo nutre il corpo veicolato da gusto, olfatto, vista e tatto.

In entrambi i casi entrano in ballo innumerevoli componenti oggettive e soggettive.

Il miglior piatto cucinato dai migliori cuochi potrebbe non piacermi perché potrei non avere i gusti così raffinati da riuscire ad apprezzarlo e magari mi beo con un panino al salame o con un hamburger + patatine.

Ovviamente è possibile apprezzare entrambi, avendo però consapevolezza del loro diverso grado di qualità e raffinatezza.

Però può esistere anche il caso di particolari idiosincrasie/allergie per alcuni cibi per cui anche un piatto che l'universo intero giudica eccellente a me potrebbe non piacere.

Ovviamente ci sono cuochi scarsi e cuochi molto bravi, cuochi istintivi e cuochi che hanno studiato tutte le tecniche culinarie … e poi ci sono io che mangio i loro piatti e che li giudico a seconda dei miei gusti.

Non va dimenticato un livello più basso dove esistono i "cucinieri" da fast food che usano ricettucole predefinite e badano più che altro a sfornare grandi quantità di cibi poco originali, trascurando volutamente la qualità del contenuto e magari curando molto quella del contenitore.

Basta quindi sostituire cuoco con musicista e cibo/piatto con composizione/prodotto musicale e il ragionamento si applica anche alla musica.

Sorry per il sacrilegio [:D] estimatori di DSOTM.

Sarà che i primi album dei PF che ascoltai nella mia vita furono Meddle, Atom heart mother e The piper at the gates... ma venni urtato dall'eccessiva pulizia e levigatezza sonora di DSOTM assai poco "rock"alle mie orecchie. Questione di gusti.
Duke59
Lamb
Lamb
 
Posts: 1799
Joined: 28 Oct 2005, 16:26
Location: Italy

Re: The Dark Side of the Moon 50th Anniversary

Postby Duke59 » 06 Aug 2025, 12:05

highinfidelity wrote:Beh, intanto complimenti e giubilo da parte mia per il raggiunto pensionamento, pure in anticipo sul previsto! Mi attendo d'ora innanzi continui video con le tue ricostruzioni a chitarra e synth di capolavori musicali del passato!


Grazie. Ti dirò che dopo aver iniziato come Tecnico di produzione RAI, lavoro da cui mi licenziai dopo dieci anni nel 1993 (cosa che con il senno di poi non rifarei) per andare all'avventura sono transitato per varie esperienze che hanno incluso cose assai varie tipo: un periodo di alcuni anni come volontario in un'organizzazione che scoprìi essere altro da ciò che pensavo, una fase fallimentare come venditore di aspirapolveri, una fase da informatico presso una grossa catena di supermercati francese, seguita da una fase come operaio in svizzera, e infine il ritorno al lavoro come informatico a Milano fino a quest'anno. Tutti lavori cambiati per mia decisione, lasciando a volte sguardi interrogativi nei miei datori di lavoro e negli ex colleghi che non capivano perchè volessi andarmene.

Qualcuno potrebbe dire uno spirito tormentato e forse potrebbe avere ragione. Ma queste sono cose che dovrei discutere con uno psicanalista e non in un forum.

Ovviamente tutto ciò si ripercuote sulla mia pensione che non sarà quella che avrebbe potuto essere se fossi rimasto con il cubo al caldo presso mamma RAI. Ma vuoi mettere la soddisfazione di vedere realtà lavorative e collaborare con persone (varie e in alcuni casi avariate [:D] ) tanto diverse tra loro!

Quanto a fare musica ho ripreso a studiare piano e chitarra, vediamo cosa verrà fuori. Al momento però sono molto impegnato nella scrittura di un romanzo (quasi) thriller di fantascienza ... il futuro è aperto.

highinfidelity wrote:Devo anche dire che i colleghi ti han fatto proprio un bel regalo, che denota comunque una particolare attenzione nei tuoi confronti, ai tuoi gusti e alla tua cultura musicale. I miei colleghi attuali - bravissime persone - penso che nemmeno sappiano cosa sia un "cofanetto".


Si. In questo sono stato fortunato ad avere negli ultimi 16 anni un capo aspirante batterista metal un po' più giovane di me, super fanatico di Metallica e Slayer (gira tenendo nel portafoglio un plettro, durissimo, di James Hatfield raccolto ad un concerto dei Metallica [8D] e come firma su Whatasapp ha scritto "Minimo doppia chitarra elettrica distorta" [:D] ).
Purtroppo non ama il progressive però con lui si poteva discutere di musica che non fosse il solito poppettino ascoltato dal 90% dei colleghi.

Quanto all'oggetto del thread, come detto altrove, l'eccessiva (sottolineo eccessiva) levigatezza delle registrazioni che dovrebbero essere rock non rientra tra le cose che preferisco. Mi dà un po' l'idea di un gatto selvatico narcotizzato perchè stia fermo. Ricordo uno dei tanti video sui Genesis che avevo in videocassetta e che ovviamente non ho più in cui nei primi anni '80 mi pare venne chiesto a Phil Collins un parere musicale sui Pink Floyd e la sua risposta fu veramente cattiva tanto che preferisco non riportarla perchè credo offenderebbe qualcuno. Io non sono così drastico come fu Collins nel giudicarli negativamente ma dei Floyd ci sono cose che apprezzo di più e altre meno.
Duke59
Lamb
Lamb
 
Posts: 1799
Joined: 28 Oct 2005, 16:26
Location: Italy

Re: The Dark Side of the Moon 50th Anniversary

Postby highinfidelity » 07 Aug 2025, 07:55

...difatti ti facevo ancora trasnfrontaliero in Svizzera: mi son perso l'ultima fase delle tue peregrinazioni! [:D]

Anche per me i PF sono "un" complesso che mi piace, non "il" complesso che mi piace. Forse anzi sarebbe più preciso dire che mi piace Wright, e in seconda battuta Gilmour.
<< Conoscete voi spettacolo più ridicolo di venti uomini che s'accaniscono a raddoppiare il miagolìo di un violino? >>
(Luigi Russolo, Intonarumorista. 1913.)
________________________

In dubbio, consultate le FAQ
User avatar
highinfidelity
ADMINISTRATOR
ADMINISTRATOR
 
Posts: 8810
Joined: 02 Jul 2003, 23:54
Location: Torino

Re: The Dark Side of the Moon 50th Anniversary

Postby aorlansky60 » 07 Aug 2025, 08:38

Duke59 wrote:
Sorry per il sacrilegio [:D] estimatori di DSOTM.



oh non fa niente... [:D] e poi c'è "sacrilegio" e "sacrilegio": c'è chi lo fa non argomentando nulla, ne sul piano tecnico e nemmeno sulla costruzione armonica di un brano, perchè non è capace di "leggere" con PERIZIA quello che c'è all'interno di una struttura musicale, quindi le sue sono solo "sensazioni superficiali a pelle" e nulla di più; c'è invece chi come Te lo fa argomentando tecnicamente sulla base di una certa ESPERIENZA, quindi opinioni da tenere in considerazione che non sono nemmeno più da considerare come "sacrilegi" ma commenti autorevoli.
E poi ognuno ha il diritto di avere i propri gusti seguendo "ciò che gli piace"; per es. a me non ha mai fatto impazzire "l'hard rock", ma per questo non vado certo a dire o a scrivere che il genere non merita di essere seguito o non ha un importanza storica, anzi attraverso esponenti importanti quali DEEP PURPLE e BLACK SABBATH sono state scritte pagine IMPORTANTI di musica come varianti evolutive della prima matrice Rock, che poi a loro volta influenzeranno tutta una nutrita schiera di esponenti che evolveranno il genere attraverso gli anni 80 e a seguire.



Duke59 wrote:
Sarà che i primi album dei PF che ascoltai nella mia vita furono Meddle, Atom heart mother e The piper at the gates... ma venni urtato dall'eccessiva pulizia e levigatezza sonora di DSOTM assai poco "rock"alle mie orecchie. Questione di gusti.



SI hai detto giusto: alla fine è tutta "una questione di gusti" che ognuno detiene e conserva secondo la sua preparazione e la sua esperienza in materia.
Per quanto mi riguarda, i "miei" PINK FLOYD preferiti sono quelli di ATOM EARTH MOTHER e di più ancora QUELLI del DISCO LIVE di "Ummagumma" i cui 4 brani proposti vengono ripresi strepitosamente bene nel filmato di "At Pompei": ebbene quei Pink Floyd ancora magnificamente psichedelici -prima di incontrare la fase progressive post 73- per me sono qualcosa di unico ed imperdibile e di assolutamente "prezioso" all'interno della storia del rock...
...AMA TUTTI, CREDI A POCHI, NON FAR MALE A NESSUNO...
User avatar
aorlansky60
Lamb
Lamb
 
Posts: 10437
Joined: 30 May 2006, 07:17
Location: Parma, Italy

Re: The Dark Side of the Moon 50th Anniversary

Postby 11mo Conte di Mar » 07 Aug 2025, 09:03

... e comunque phil Collins, ok bravino ai tamburi ma di musica non ha mai capito un razzo... [>:-D]
User avatar
11mo Conte di Mar
Lamb
Lamb
 
Posts: 1089
Joined: 05 Feb 2007, 12:35
Location: Italy

Re: The Dark Side of the Moon 50th Anniversary

Postby aorlansky60 » 07 Aug 2025, 09:48

...a proposito di Phil (forse ne dovrei parlare nella sezione a lui dedicata nel forum) mi arrivano notizie preoccupanti da un mio amico (col quale condividiamo da molto tempo la passione per i GENESIS) che mi ha inviato foto scattate in ospedale dove è stato recentemente ricoverato; anche se le notizie ufficiali parlano di 'intervento programmato', come ha confermato l'ufficio stampa dell'artista “Phil è stato effettivamente ricoverato, ma solo per un’operazione programmata al ginocchio . Non c’è alcun aggravamento improvviso delle sue condizioni di salute” la visione del volto di Phil ritratto steso a letto, visibilmente dimagrito e in stato di apparente sofferenza, non fanno per niente bene (e non promettono nulla di buono) a vederle...
...AMA TUTTI, CREDI A POCHI, NON FAR MALE A NESSUNO...
User avatar
aorlansky60
Lamb
Lamb
 
Posts: 10437
Joined: 30 May 2006, 07:17
Location: Parma, Italy

Re: The Dark Side of the Moon 50th Anniversary

Postby rkive » 07 Aug 2025, 13:06

Phil non capisce di musica.

Phil è stato un bravo songwriter quindi un melodista.

Se alla musica togli la melodia, non so cosa rimane. [:-I]
User avatar
rkive
Lamb
Lamb
 
Posts: 2686
Joined: 14 Mar 2019, 16:24
Location: Venezia

Re: The Dark Side of the Moon 50th Anniversary

Postby aorlansky60 » 08 Aug 2025, 07:58

11mo Conte di Mar wrote:... e comunque phil Collins, ok bravino ai tamburi ma di musica non ha mai capito un razzo... [>:-D]


err... [:-I] pazienza per la seconda, posso ammettere (con riserva, molto) che di musica non capisse un "chip" come dici, ma la prima relativa ai "tamburi" mi sembra molto, troppo riduttiva... "bravini" ai tamburi erano magari (molti) altri suoi colleghi, perchè PHIL era ben sopra "la media" dei batteristi della sua epoca (e di quelli successivi anche), ma parecchio al di sopra, potendosi adattare a fare di TUTTO e BENE, dal pop al rock al rythm&blues spingendosi fino al JAZZ ROCK con i BRAND X, genere per il quale erano richieste capacità tecniche non indifferenti che un normale drummer 'ordinario' non possedeva... perfino Brian ENO si accorse di lui e delle sue capacità, chiamandolo a collaborare con lui...
Proprio "le collaborazioni" esterne (numerosissime, nei più svariati generi musicali, svolte in alcuni decenni) in qualità si session-man per lavori di altri (quando non anche col ruolo di produttore) costituiscono il miglior biglietto da visita per PHIL (per valutare in retrospettiva la sua carriera professionale, oltre ciò che fu capace di fare con i GENESIS che da solo rimane "tanta roba"): vista la solida reputazione che si era fatta come DRUMMER nei GENESIS, dalla seconda metà degli anni 70 divenne richiestissimo in sala di registrazione al di fuori dei GENESIS (per almeno 3 decenni, chiamato a lavorare nei generi musicali più disparati), e di solito si tende a chiamare uno "bravo" nel proprio strumento per registrare in studio (uno eclettico e tecnicamente ineccepibile come lui, in grado di adattarsi a qualsiasi consiglio o direttiva gli venisse data dal produttore di turno per eseguire la sua parte), non un mediocre o un ordinario qualsiasi...
Last edited by aorlansky60 on 08 Aug 2025, 09:15, edited 1 time in total.
...AMA TUTTI, CREDI A POCHI, NON FAR MALE A NESSUNO...
User avatar
aorlansky60
Lamb
Lamb
 
Posts: 10437
Joined: 30 May 2006, 07:17
Location: Parma, Italy

Re: The Dark Side of the Moon 50th Anniversary

Postby Thomas Eiselberg » 08 Aug 2025, 09:07

Phil capiva di musica, ci sono tantissimi gruppi storici che apprezzava. Non gli piacevano i PF e gli Elp? Pazienza. Sono gusti Anzi i Pink Floyd li trovo troppo mitizzati (li apprezzo, amo alcune cose, altre molto meno, non sono insomma tra i miei gruppi preferiti in assoluto e manco ci vanno vicino) e gli ELP non li ho mai sopportati. Ergo mi sa che di musica ne capiva abbastanza.
Non tantissimo, però, perchè gli piacevano gli Yes [:-D]
Essi vivono noi dormiamo. Obbedisci, compra, non pensare, il denaro è il tuo dio.

E' buona cosa leggere sempre leFAQ
User avatar
Thomas Eiselberg
GLOBAL MODERATOR
GLOBAL MODERATOR
 
Posts: 8840
Joined: 21 Oct 2005, 15:51
Location:

Re: The Dark Side of the Moon 50th Anniversary

Postby aorlansky60 » 08 Aug 2025, 09:21

Thomas Eiselberg wrote:Phil capiva di musica, ci sono tantissimi gruppi storici che apprezzava. Non gli piacevano i PF e gli Elp? Pazienza. Sono gusti Anzi i Pink Floyd li trovo troppo mitizzati (li apprezzo, amo alcune cose, altre molto meno, non sono insomma tra i miei gruppi preferiti in assoluto e manco ci vanno vicino) e gli ELP non li ho mai sopportati. Ergo mi sa che di musica ne capiva abbastanza.
Non tantissimo, però, perchè gli piacevano gli Yes [:-D]


In questa sua considerazione, deve aver un certo peso un dettaglio determinante:
Di certo Phil non potè NON notare il lavoro del suo collega di strumento "ai tamburi" in quella rock band, quel Bill BRUFORD che proprio insieme a Phil COLLINS ho sempre considerato i 2 MIGLIORI BATTERISTI dell'era progressive storica del decennio...
...AMA TUTTI, CREDI A POCHI, NON FAR MALE A NESSUNO...
User avatar
aorlansky60
Lamb
Lamb
 
Posts: 10437
Joined: 30 May 2006, 07:17
Location: Parma, Italy

Re: The Dark Side of the Moon 50th Anniversary

Postby vise60 » 08 Aug 2025, 16:16

Che piaccia oppure no The Dark Side rimarrà sempre una pietra miliare della musica del secolo scorso ed a venire e comunque gran parte della discografia dei Pink Floyd rimane sopra alla media di tanti artisti più reclamizzati... forse se devo proprio trovare il pelo verso la fine il disco puo' stancare, ma avercele di tracce finali cosi'...

Non dimentichiamoci pure il lavoro certosino di Alan Parson , sonorita' e registrazione al top che aggiungono valore a dei brani gia' belli di per se , i due vinili che possiedo dopo innumerevoli ascolti mi sorprendono ancora per la pulizia e qualita' del suono

Personalmente gli preferisco Wish You were Here così come il sito di Progarchives , ma e' un giudizio puramente personale e forse dettato dal fatto che questo fu uno dei primi album che ascoltai nello stereo 8 nell'auto di mio fratello, cosi come ascolto a fatica tutt'oggi ,scusami Aor ,Ummagumma ...

Poi spesso come capita nelle band affermate si sono trovati pure il tempo e denaro per farsi un po' di dispetti compromettendo la loro magnifica carriera ,ma questa e' un'altra storia tra maschi Alfa... [:-I] [8D] [8D]
User avatar
vise60
Lamb
Lamb
 
Posts: 1313
Joined: 23 Oct 2005, 05:47
Location: Italy

Re: The Dark Side of the Moon 50th Anniversary

Postby aorlansky60 » 09 Aug 2025, 06:49

vise60 wrote:Che piaccia oppure no The Dark Side rimarrà sempre una pietra miliare della musica del secolo scorso ed a venire...



D'accordissimo! [/:-|] [:D]


vise60 wrote:Non dimentichiamoci pure il lavoro certosino di Alan Parson , sonorita' e registrazione al top che aggiungono valore a dei brani gia' belli di per se , i due vinili che possiedo dopo innumerevoli ascolti mi sorprendono ancora per la pulizia e qualita' del suono



ri-d'accorsissimo! [/:-|] [:)]
QUELLA REGISTRAZIONE è un riferimento ancora oggi per QUALITA' DEL SUONO, FIGURARSI quando l'album uscì nel 1973 (praticamente un ERA fà!), il suo SUONO riprodotto sbalordì
(e non fece dormire per molti notti a venire) intere schiere di engineers e tecnici del suono di altri studi concorrenti quello di Abbey Road London, dove TDSOTM venne registrato.


vise60 wrote:Personalmente gli preferisco Wish You were Here così come il sito di Progarchives , ma e' un giudizio puramente personale e forse dettato dal fatto che questo fu uno dei primi album che ascoltai nello stereo 8 nell'auto di mio fratello, cosi come ascolto a fatica tutt'oggi ,scusami Aor ,Ummagumma ...



[:-I] qui c'è un malinteso che deve essere chiarito... e SI che mi sembrava d'esser stato chiaro riguardo "la faccenda" UMMAGUMMA del quale ho scritto già da molti anni qui (e altrove) le mie impressioni che vado a confermare :

"UMMAGUMMA" come noto è un album che riflette la "moda" del tempo (cosa che fecero diverse case discografiche per artisti che avevano sotto contratto) di pubblicare UN DOPPIO ALBUM costituito da un vinile contenente registrazioni DAL VIVO di brani già noti + un vinile contenente materiale inedito registrato in studio.

Ebbene:
per me il disco da studio di UMMAGUMMA è ancora peggio della celeberrima definizione che Paolo Villaggio diede della "corazzata Potemkin", una cosa del tutto I-N-V-E-R-E-C-O-N-D-A, una poderosa ostentazione da parte dei suoi autori di far credere al pubblico che "loro" erano "avanti" rispetto qualunque altro competitor del tempo, "anche" per queste cose astruse e particolari che componevano; questo disco fece crescere a dismisura l'alone di grandezza e di mito che allora circondava i PF, ma se tu lo ascolti lasciando perdere le inutili recensioni del tempo, colme di lodi ed incensi e fai ragionare il tuo cervello all'ascolto, scopri che "lì dentro" non c'è nulla, vuoto assoluto, specialmente le due composizioni a firma WATERS che sono di livello infimo ed inqualificabile, quasi a voler prendere in giro chi ascolta facendogli credere che "quella è arte". Una palese dimostrazione di carenza tecnica strumentale (più che idee che comunque non gli mancavano) che doveva in qualche modo essere coperta con simili composizioni e "trucchi" a voler sorprendere l'ascoltatore facendogli credere chissà che cosa... il 'bluff' (perchè di questo si tratta) di quest' album da studio pretenzioso privo di basi e di costrutto, ha retto almeno per un decennio, fino a che il pubblico "aprì i propri occhi" tornando a ragionare col proprio cervello.
Lo stesso Gilmour calò definitivamente un velo pietoso e mise una pietra tombale su quel disco, quando intervistato in proposito nel 1987, ne diede una descrizione imbarazzante e totalmente negativa (anche delle sue 2 stesse composizioni contenute nel disco).

invece, il disco LIVE di UMMAGUMMA è assolutamente superlativo ed imperdibile.
...AMA TUTTI, CREDI A POCHI, NON FAR MALE A NESSUNO...
User avatar
aorlansky60
Lamb
Lamb
 
Posts: 10437
Joined: 30 May 2006, 07:17
Location: Parma, Italy

Re: The Dark Side of the Moon 50th Anniversary

Postby rkive » 09 Aug 2025, 14:09

Ummagumma.

Diciamo che sono quei doppi album che prendi due e ne ascolti uno (quello live). [:)]

Ho fatto il qualcosa del genere con I/O: uno l' ho tenuto (dark mix) e l' altro l' ho regalato. [:D]
User avatar
rkive
Lamb
Lamb
 
Posts: 2686
Joined: 14 Mar 2019, 16:24
Location: Venezia

Re: The Dark Side of the Moon 50th Anniversary

Postby Thomas Eiselberg » 09 Aug 2025, 15:14

Guardando un po' su Wikipedia cosa scrivevano sulla questione "i PF erano prog o no?" mi sono imbattuto in una nota che fa riferimento ad un articolo vecchiotto, del 2008, che ci spiegava perchè i PF non erano prog. Incuriosito ho cominciato a leggere e...mai lette una marea di stupidaggini e assurdità così grande in poche righe.

L'autore dell'articolo voleva esaltare i PF e dare addosso al prog (non quello più cervellotico e pomposo, ma tutto) spiegando perchè il prog non aveva nulla a che fare con loro. L'unico risultato che invece ho ottenuto leggendolo e farmi capire ancora di più perchè apprezzo il prog e perchè i PF (pur apprezzando molto alcune loro cose) su di me non hanno e mai avranno lo stesso effetto di altri gruppi.

https://web.archive.org/web/20171107032 ... .prog.rock

Leggete la parte su Dance on a Volcano e preparatevi a vomitare o a ridere a crepapelle, fate vobis [:D]
Per fortuna negli ultimi anni certa stampa ha capito che lo snobismo nei confronti del prog (e ribadisco il prog tutto, non quello effettivamente più pomposo e fine a se stesso) era solo un modo per darsi un tono o per cavalcare l'onda, un'onda che ad un certo punto si è infranta sugli scogli perchè non portava da nessuna parte. [:)]
Essi vivono noi dormiamo. Obbedisci, compra, non pensare, il denaro è il tuo dio.

E' buona cosa leggere sempre leFAQ
User avatar
Thomas Eiselberg
GLOBAL MODERATOR
GLOBAL MODERATOR
 
Posts: 8840
Joined: 21 Oct 2005, 15:51
Location:

Re: The Dark Side of the Moon 50th Anniversary

Postby rkive » 09 Aug 2025, 16:52

Di questo articolo potrei condividere che i testi fantasy dei Genesis sono meno interessati di quelli di The Dark Side, Animals e The Wall.

In effetti la musica dei PF ha dei ritmi e armonie meno sincopate rispetto a Roundabout o Dance On A Volcano. [:-I]
User avatar
rkive
Lamb
Lamb
 
Posts: 2686
Joined: 14 Mar 2019, 16:24
Location: Venezia

Re: The Dark Side of the Moon 50th Anniversary

Postby Thomas Eiselberg » 09 Aug 2025, 17:33

rkive wrote:Di questo articolo potrei condividere che i testi fantasy dei Genesis sono meno interessati di quelli di The Dark Side, Animals e The Wall.

In effetti la musica dei PF ha dei ritmi e armonie meno sincopate rispetto a Roundabout o Dance On A Volcano. [:-I]


Si, ma un conto è avere dei gusti ed esprimere una preferenza, un conto è scrivere che Dance on a Volcano fa venire il mal di testa (manco parlassimo di Metal Machine Music o di una sorta di prog noioso e inascoltabile) o che fa schifo o che ha un tempo dispari che la fa sembrare non finita, o che non suona scorrevole come potrebbe suonare... e fesserie assortite come queste.

Sul fatto che i PF abbiano utilizzato di meno i tempi dispari o fossero meno virtuosi e complessi è ovvio (che poi non è manco un pregio tra l'altro ma semplicemente una caratteristica), il problema è il modo col quale si giustifica ciò che fa la differenza.

Detto questo i testi dei Genesis non li scambierei con quelli di nessuno altro gruppo. Quelli dei PF sono sempre stati di ottimo livello, migliori di quelli di tanti gruppi prog, ma certe complessità e trovate che ci sono nei testi dei nostri non le ho trovate in nessun altro gruppo. Quelli di The Lamb poi non possono essere liquidati ad esempio solo come "fantasy", sarebbe come dire che i PF in The Wall parlano solo del sistema scolastico inglese. I testi di The Lamb parlano di tantissimi argomenti: paranoia, alienazione, sessualità, arte, sentimento, mitologia ecc. [:)]

Lo stesso testo di Dance on a Volcano leggendolo bene di fantasy ha praticamente nulla ma parla di tutt'altro (e una metafora sul superare i propri limiti e compiere sfide impossibili laddove altri invece sono caduti, ci sono pure un paio di riferimenti alla guerra).

E' un po' il destino dei nostri: da sempre vengono etichettati come "quelli che parlavano di folletti, fate, gnomi, di tematiche fantasy" (che pure non mi dispiacciono), quando invece queste saranno al massimo il 5/10% del totale. Parlavano di tante cose, di fantasy, mitologia, fantascienza, religione, letteratura, eventi storici, anche tematiche sociali e politiche. Solo che a volte non si vuole fare lo sforzo di capirli e interpretarli certi testi, e allora se non si capiscono diventano "fantasy" (su questo, come ho scritto sopra, per fortuna buona parte della critica musicale ha finalmente capito, con gravissimo ritardo ma in molti ci sono arrivati [8D] ).
Essi vivono noi dormiamo. Obbedisci, compra, non pensare, il denaro è il tuo dio.

E' buona cosa leggere sempre leFAQ
User avatar
Thomas Eiselberg
GLOBAL MODERATOR
GLOBAL MODERATOR
 
Posts: 8840
Joined: 21 Oct 2005, 15:51
Location:

Re: The Dark Side of the Moon 50th Anniversary

Postby rkive » 09 Aug 2025, 18:42

Sono d'accordo che l' autore dell' articolo ha come minimo esagerato.

Il termine fantasy che ho usato è davvero impreciso, perché fa parte del mondo leggendario di Tolkien e in verità i Genesis si sono interessati di altri generi letterari.
User avatar
rkive
Lamb
Lamb
 
Posts: 2686
Joined: 14 Mar 2019, 16:24
Location: Venezia

Re: The Dark Side of the Moon 50th Anniversary

Postby aorlansky60 » 10 Aug 2025, 06:34

Rkive ha scritto :

"In effetti la musica dei PF ha dei ritmi e armonie meno sincopate rispetto a Roundabout o Dance On A Volcano."

Non si tratta solo di questo, non solo di "ritmi meno sincopati" ma (al netto dei testi) di TUTTA L'ARCHITETTURA STRUMENTALE che regge brani come "Dance On A Volcano" e/o "Roundabout" e di TUTTA LA PROGRESSIONE ARMONICA CHE NE CONSEGUE (ma potrei citarne moltissimi altri ad iniziare da molte pagine sontuose dei GENTLE GIANT) e vuoi sapere perchè ?

perchè secondo il mio umilissimo parere, Waters Wright Gilmour e Mason NON POSSEDEVANO LE COMPETENZE TECNICHE ognuno al proprio strumento, per ESEGUIRE prima ancora che COMPORRE simili brani così COMPLESSI strutturalmente come lo furono capaci di creare YES EL&P e GENTLE GIANT (la triade che considero la più TECNICA in assoluto di tutto il progressive rock) e GENESIS oltre a diversi altri nomi storici...

Che poi MUSICA composta da questi nomi possa piacere o meno è cosa del tutto SOGGETTIVA, è vero, ma chiediamoci: quanti del pubblico li bocciarono a priori, perchè NON NE RIUSCIRONO "a leggere" all'interno dello loro partiture, la magnificenza musicale?

Per cercare di dare un esempio ulteriore (di quanto LA TECNICA non solo aiuti ma sia DETERMINANTE per un musicista, nell'accostarsi a tipi di musiche AFFASCINANTI ma COMPLESSE e DIFFICILI da eseguire) :

Phill COLLINS e Nick MASON; il primo sapeva adattarsi a tutto, ad ogni stile musicale gli venisse chiesto di eseguire; ma dubito fortemente che Mason avesse potuto uscire dall'ambito in cui era nato: molto difficilmente egli si sarebbe potuto adattare ad eseguire quanto chiedevano di fare Percy JONES Robin LUMLEY e John GOODSALL a Phil COLLINS nelle complicatissime e molto spesso velocissime architetture sonore dei BRAND X

così come dubito fortemente che GILMOUR (credo il più "tecnico" dei PF) avrebbe saputo eseguire le certosine partiture arzigogolate di elettrica di STEVE HOWE che, abbinate in parallelo al grandioso ed inventivo lavoro al BASSO di Chris SQUIRE, hanno conferito il caratteristico inconfondibile "YES SOUND" a molti brani degli YES, impreziosendoli notevolmente, parlo di quelli fino al 1977 ("Going for the One")...
...AMA TUTTI, CREDI A POCHI, NON FAR MALE A NESSUNO...
User avatar
aorlansky60
Lamb
Lamb
 
Posts: 10437
Joined: 30 May 2006, 07:17
Location: Parma, Italy

Re: The Dark Side of the Moon 50th Anniversary

Postby aorlansky60 » 10 Aug 2025, 07:23

In merito all'articolo linkato, mi è bastato leggere QUESTO per capire l'approccio e i gusti del recensore (che tuttavia non è uno sprovveduto, visto che cita Captain Beefheart, Steve REICH, Bela Bartok come esempi)

"Se ascoltate la vile interpolazione di jazz che erutta al quinto minuto di 21st Century Schizoid Man dei King Crimson, capirete come un grande pezzo di rumore in stile Black Sabbath possa essere rovinato dagli eccessi del prog."

[:-D]

un tantino sopra le righe, mi pare... "liquidare" come "rumore" rovinato "dagli eccessi del prog" uno dei brani più emblematici (oltre che "APRI VIA") del progressive rock di ogni tempo mi sembra esagerato [:D] ma alla fine, AD OGNUNO "il suo"!
...AMA TUTTI, CREDI A POCHI, NON FAR MALE A NESSUNO...
User avatar
aorlansky60
Lamb
Lamb
 
Posts: 10437
Joined: 30 May 2006, 07:17
Location: Parma, Italy

Re: The Dark Side of the Moon 50th Anniversary

Postby Thomas Eiselberg » 10 Aug 2025, 09:32

aorlansky60 wrote:
perchè secondo il mio umilissimo parere, Waters Wright Gilmour e Mason NON POSSEDEVANO LE COMPETENZE TECNICHE ognuno al proprio strumento, per ESEGUIRE prima ancora che COMPORRE simili brani così COMPLESSI strutturalmente come lo furono capaci di creare YES EL&P e GENTLE GIANT (la triade che considero la più TECNICA in assoluto di tutto il progressive rock) e GENESIS oltre a diversi altri nomi storici...



Il bello è che l'autore dell'articolo dice che i PF avrebbero potuto comporre e suonare benissimo certi pezzi prog, solo che semplicemente non volevano, a suo dire. E cita Money come esempio di pezzo complesso, perchè con tempi dispari, per dimostrarlo (in pratica uno dei pezzi più accessibili e commerciali del gruppo dimostrerebbe che potevano fare pezzi complessi solo perché possiede tempi dispari [:D] )

aorlansky60 wrote:"Se ascoltate la vile interpolazione di jazz che erutta al quinto minuto di 21st Century Schizoid Man dei King Crimson, capirete come un grande pezzo di rumore in stile Black Sabbath possa essere rovinato dagli eccessi del prog."

[:-D]

un tantino sopra le righe, mi pare... "liquidare" come "rumore" rovinato "dagli eccessi del prog" uno dei brani più emblematici (oltre che "APRI VIA") del progressive rock di ogni tempo mi sembra esagerato [:D] ma alla fine, AD OGNUNO "il suo"!


Quella parte strumentale è una delle migliori del progressive in assoluto. E tra l'altro ha ispirato schiere di altri gruppi, anche metal. A volte basterebbe semplicemente dire "non mi piace il prog" e basta, invece...

Tra l'altro avrebbe potuto citare una miriade di brani più complessi e cacofonici all'interno del genere ma invece ha preso alcuni tra i migliori e tra i più gradevoli all'ascolto per definire il genere inascoltabile. Avrei capito se avesse citato, chessò, la parte "rumoristica" di In the Gates of Delirium e invece mi cita Roundabout (se c'è un pezzo che gasa è che rockeggia degli Yes è proprio Roundabout, che piace un sacco pure a chi non apprezza il gruppo, tipo me). Mah
Essi vivono noi dormiamo. Obbedisci, compra, non pensare, il denaro è il tuo dio.

E' buona cosa leggere sempre leFAQ
User avatar
Thomas Eiselberg
GLOBAL MODERATOR
GLOBAL MODERATOR
 
Posts: 8840
Joined: 21 Oct 2005, 15:51
Location:

Re: The Dark Side of the Moon 50th Anniversary

Postby aorlansky60 » 10 Aug 2025, 11:17

Thomas ha scritto :

"Avrei capito se avesse citato, chessò, la parte "rumoristica" di In the Gates of Delirium"...

Concordo;
se intendi davvero "attaccare" e criticare il progressive rock, facendolo tramite argomentazioni VALIDE e difficilmente "contrattacabili", quella parte che citi (da minuto 8 di quella suite che per me inizia a diventare inascoltabile tale è la pressione e la FATICA DI ASCOLTO che genera) è una di quelle "pagine" da portare ad esempio (insieme ad alcune parti di TALES FROM TOPOGRAPHIC OCEANS, volendo, che pur non essendo così sonoricamente "violente" come GATES OF DELIRIUM prestano il fianco a critiche, per una eccessiva elaborata costruzione armonica&strumentale, in special modo la suite al lato 3 dell'opera "The Ancient" che appare molto "fine a se stessa"...), oppure "l'ASSO" da giocare che non sbaglia mai, "A PASSION PLAY" dei Jethro Tull, un opera decisamente troppo "cervellotica"...
...AMA TUTTI, CREDI A POCHI, NON FAR MALE A NESSUNO...
User avatar
aorlansky60
Lamb
Lamb
 
Posts: 10437
Joined: 30 May 2006, 07:17
Location: Parma, Italy

Re: The Dark Side of the Moon 50th Anniversary

Postby Duke59 » 10 Aug 2025, 11:23

Ho letto l'articolo in questione e sebbene capisca il motivo dei giudizi non li condivido.

L'autore è un docente di musica, il che ci dice che tecnicamente dovrebbe essere competente, ma risulta fortemente influenzato dai suoi gusti personali.

Ad esempio ad un certo punto parlando di Rick Wright afferma "Il suo brano più noto, Great Gig in the Sky, un brano rilassante ed enigmatico, contiene accordi di settima jazz, ma in realtà è solo una serie di bellissime progressioni di accordi e non è jazz in senso stretto."

NOTA: quel headache-inducing credo non vada tradotto letteralmente come "che induce mal di testa" perchè striderebbe con l'aggettivo "rilassante" che lo segue. Mi sembrerebbe più usato nel senso di enigmatico o misterioso.

Lui afferma che il solo fatto che nel brano ci siano accordi di settima maggiore, che sono tipici del jazz, non significa che nel brano ci siano influenze jazz.

Mi sembra una constatazione scoperta-dell'acqua-calda perchè il mondo è pieno di canzoni non-jazz che contengono accordi di settima maggiore.

Se cercate in google la frase "pop songs with major 7th chords"

troverete tra le altre

Your song di Elton John
You never give me your money dei Beatles
Take on me degli A-Ha

poi si possono citare anche

Imagine di John Lennon
Year of the cat di Al Stewart

tutte canzoni che evidentemente non c'azzeccano nulla con il jazz.

Insomma non vedo il senso di rimarcare una cosa così palese.

Sarebbe assurdo come considerare jazz "Cavallo bianco" dei Matia Bazar solo per via del bel assolo di voce.

Questa considerazione per me non necessaria (a chi verrebbe in mente di accostare i Pink Floyd al jazz? Psichedelia non è jazz.) però ci spiega il punto di vista dell'autore dell'articolo che è un punto di vista accademico-elementare viziato dal gusto personale.

Basta leggere la sua breve biografia pubblicata sul Guardian per capire dove i suoi gusti vadano a parare: un inglese che vorrebbe diventare cantante country e western! L'antitesi del progressive britannico insomma.
[Però il suo suggerimento per riarrangiare "Dance on a volcano" in modo da renderla meno "tronca" e più fluente forse piacerebbe a Collins [:D] ]

http://www.theguardian.com/profile/willbyers
"Will Byers insegna musica agli alunni delle scuole primarie e secondarie di Camden, oltre a svolgere vari lavori di turnista e sogna di diventare un cantante country e western."
Duke59
Lamb
Lamb
 
Posts: 1799
Joined: 28 Oct 2005, 16:26
Location: Italy

Re: The Dark Side of the Moon 50th Anniversary

Postby rkive » 10 Aug 2025, 13:52

Will Byers.

La colpa più di Byers (nota 249) è dell' autore che ha scritto la voce PF su Wikipedia.

Forse la citazione dal libro Progressive Rock Reconsidered (nota 250) era più obiettiva. [:-I]

https://www.amazon.it/gp/aw/d/B0CM84XBB ... n_swatch_0

Anzi no è molto generica, perché è solo un' introduzione. [:(]
User avatar
rkive
Lamb
Lamb
 
Posts: 2686
Joined: 14 Mar 2019, 16:24
Location: Venezia

Re: The Dark Side of the Moon 50th Anniversary

Postby highinfidelity » 11 Aug 2025, 07:27

aorlansky60 wrote:Thomas ha scritto :

"Avrei capito se avesse citato, chessò, la parte "rumoristica" di In the Gates of Delirium"...

Concordo;
se intendi davvero "attaccare" e criticare il progressive rock, facendolo tramite argomentazioni VALIDE e difficilmente "contrattacabili", quella parte che citi (da minuto 8 di quella suite che per me inizia a diventare inascoltabile tale è la pressione e la FATICA DI ASCOLTO che genera) è una di quelle "pagine" da portare ad esempio (insieme ad alcune parti di TALES FROM TOPOGRAPHIC OCEANS, volendo, che pur non essendo così sonoricamente "violente" come GATES OF DELIRIUM prestano il fianco a critiche, per una eccessiva elaborata costruzione armonica&strumentale, in special modo la suite al lato 3 dell'opera "The Ancient" che appare molto "fine a se stessa"...), oppure "l'ASSO" da giocare che non sbaglia mai, "A PASSION PLAY" dei Jethro Tull, un opera decisamente troppo "cervellotica"...


Ma secondo me è del tutto intenzionale. Quella parte deve creare una tensione nervosa pazzesca, di modo che poi quando attaccano le prime note della celeberrima aria Soon The Light all'ascoltatore non sembri nemmeno che "cambi atmosfera", sembri proprio di aver cambiato pianeta. E direi che l'effetto riesce benissimo. Non credo sia mai stato inteso come un movimento a sé stante, da ascoltare in cuffia pensando "oh ma che bello"; non è veramente estrapolabile dalla suite. Per come lo concepisco io serve solo a preparare il terreno (piscologico) per l'ingresso del tema successivo, e caspita se lo prepara!!!
<< Conoscete voi spettacolo più ridicolo di venti uomini che s'accaniscono a raddoppiare il miagolìo di un violino? >>
(Luigi Russolo, Intonarumorista. 1913.)
________________________

In dubbio, consultate le FAQ
User avatar
highinfidelity
ADMINISTRATOR
ADMINISTRATOR
 
Posts: 8810
Joined: 02 Jul 2003, 23:54
Location: Torino

Re: The Dark Side of the Moon 50th Anniversary

Postby highinfidelity » 11 Aug 2025, 08:40

Thomas Eiselberg wrote:L'autore dell'articolo voleva esaltare i PF e dare addosso al prog (non quello più cervellotico e pomposo, ma tutto) spiegando perchè il prog non aveva nulla a che fare con loro. L'unico risultato che invece ho ottenuto leggendolo e farmi capire ancora di più perchè apprezzo il prog e perchè i PF (pur apprezzando molto alcune loro cose) su di me non hanno e mai avranno lo stesso effetto di altri gruppi.

https://web.archive.org/web/20171107032 ... .prog.rock


Giusto perché era stato commentato in lungo e in largo, ho dato una scorsa veloce all'articolo, perché davvero non merita più di una scorsa veloce. Anzi paradossalmente sono molto più interessanti ed informativi i commenti dei lettori a fondo pagina, alcuni fanno piegare dal ridere. [:D]

Si tratta palesemente di uno degli articoli più sciocchi che abbia mai letto contro il rock progressivo. Parte semplicemente dall'assunto assiomatico aprioristico che la parola stessa "progressìvo" porti con sé dei disvalori, e da lì non si sposta. Trovo per molti versi patetico l'arzigogolare dell'autore per svincolare dal genere del rock progressivo un complesso che a lui invece piace ma che logicamente afferisce a quel genere, contro il quale l'autore ha dei palesi preconcetti. A mio parere avrebbe fatto molto meglio e anche molto più in fretta a farsi consigliare qualche altro disco di rock progressivo simile a quello suonato dai PF (Camel, Barclay James Harvest, ce ne sono parecchi...) e cominciare a conoscere seriamente ed apprezzare il genere, piuttosto che scrivere tutte queste scemenze facendo brutta figura.

Mi vien da ridere perché solitamente sono gli oltranzisti del rock progressivo a non volere i Pink Floyd nelle fila del genere, in quanto considerati troppo semplici e commerciali. Onestamente l'ho sempre trovata una battaglia futile oltre che tremendamente noiosa: mi pare infatti del tutto palese che i PF hanno avuto un periodo psichedelico, seguito da un periodo progressivo, seguito da un periodo in cui hanno fatto brutta musica (ma sopravvoliamo). Comunque è la prima volta che leggo uno sforzo lettarario per trascinare i PF verso il basso, facendo di tutto per toglier loro la nobile palma di complesso progressivo. Bah!

Con che motivazioni poi! "Io non sono in grado di capire il rock progressivo, ergo il rock progressivo fà schifo".

E che dimostrazione sarebbe dare in pasto a dei bambini delle elmentari completamente digiuni di musica un brano difficile e complesso come Dance On a Volcano per stabilire che è roba da mal di testa? Perché invece il brano basato su poliritmie ungheresi di Bartók Béla (si scrive al contrario) da lui consigliato l'avrebbero apprezzato? Ma va là, vàh!
<< Conoscete voi spettacolo più ridicolo di venti uomini che s'accaniscono a raddoppiare il miagolìo di un violino? >>
(Luigi Russolo, Intonarumorista. 1913.)
________________________

In dubbio, consultate le FAQ
User avatar
highinfidelity
ADMINISTRATOR
ADMINISTRATOR
 
Posts: 8810
Joined: 02 Jul 2003, 23:54
Location: Torino

Re: The Dark Side of the Moon 50th Anniversary

Postby aorlansky60 » 11 Aug 2025, 08:56

highinfidelity wrote:
aorlansky60 wrote:Thomas ha scritto :

"Avrei capito se avesse citato, chessò, la parte "rumoristica" di In the Gates of Delirium"...

Concordo;
se intendi davvero "attaccare" e criticare il progressive rock, facendolo tramite argomentazioni VALIDE e difficilmente "contrattacabili", quella parte che citi (da minuto 8 di quella suite che per me inizia a diventare inascoltabile tale è la pressione e la FATICA DI ASCOLTO che genera) è una di quelle "pagine" da portare ad esempio


Ma secondo me è del tutto intenzionale. Quella parte deve creare una tensione nervosa pazzesca, di modo che poi quando attaccano le prime note della celeberrima aria Soon The Light all'ascoltatore non sembri nemmeno che "cambi atmosfera", sembri proprio di aver cambiato pianeta. E direi che l'effetto riesce benissimo. Non credo sia mai stato inteso come un movimento a sé stante, da ascoltare in cuffia pensando "oh ma che bello"; non è veramente estrapolabile dalla suite. Per come lo concepisco io serve solo a preparare il terreno (piscologico) per l'ingresso del tema successivo, e caspita se lo prepara!!!


SI,
concordo totalmente con quanto osservi a proposito di "quella sezione" di GATES; il problema [per me] è "arrivarci" a SOON... io non ci riesco. Una pressione sonora troppo esagerata in quella parte centrale. Effettuata peraltro con "una battaglia" di note e di strumenti quasi a voler rincorrersi anzi scontrarsi -come a volere stabilire la supremazia tra CHITARRA BASSO e TASTIERE (ma se non ricordo male, gli YES ci infilarono dentro anche dei "rumori" estranei per appesantire ulteriormente il sound che volevano ottenere) e con una progressione armonica (se ha senso parlare di progressione armonica in quella parte...) che personalmente non ho mai gradito molto... se è un effetto ossessivo "martellante" (per le orecchie di chi ascolta) quello che cercavano in questa sezione, bisogna dire che gli YES ci sono riusciti benissimo, a tal punto che più di "una musica da un altro pianeta" come scrivi, Marco, l'arrivo di SOON è una sorta di "liberazione"...
...AMA TUTTI, CREDI A POCHI, NON FAR MALE A NESSUNO...
User avatar
aorlansky60
Lamb
Lamb
 
Posts: 10437
Joined: 30 May 2006, 07:17
Location: Parma, Italy

Re: The Dark Side of the Moon 50th Anniversary

Postby Duke59 » 11 Aug 2025, 10:04

highinfidelity wrote:
aorlansky60 wrote:Thomas ha scritto :

"Avrei capito se avesse citato, chessò, la parte "rumoristica" di In the Gates of Delirium"...

Concordo;
se intendi davvero "attaccare" e criticare il progressive rock, facendolo tramite argomentazioni VALIDE e difficilmente "contrattacabili", quella parte che citi (da minuto 8 di quella suite che per me inizia a diventare inascoltabile tale è la pressione e la FATICA DI ASCOLTO che genera) è una di quelle "pagine" da portare ad esempio (insieme ad alcune parti di TALES FROM TOPOGRAPHIC OCEANS, volendo, che pur non essendo così sonoricamente "violente" come GATES OF DELIRIUM prestano il fianco a critiche, per una eccessiva elaborata costruzione armonica&strumentale, in special modo la suite al lato 3 dell'opera "The Ancient" che appare molto "fine a se stessa"...), oppure "l'ASSO" da giocare che non sbaglia mai, "A PASSION PLAY" dei Jethro Tull, un opera decisamente troppo "cervellotica"...


Ma secondo me è del tutto intenzionale. Quella parte deve creare una tensione nervosa pazzesca, di modo che poi quando attaccano le prime note della celeberrima aria Soon The Light all'ascoltatore non sembri nemmeno che "cambi atmosfera", sembri proprio di aver cambiato pianeta. E direi che l'effetto riesce benissimo. Non credo sia mai stato inteso come un movimento a sé stante, da ascoltare in cuffia pensando "oh ma che bello"; non è veramente estrapolabile dalla suite. Per come lo concepisco io serve solo a preparare il terreno (piscologico) per l'ingresso del tema successivo, e caspita se lo prepara!!!


Li ho visti suonare "Gates of delirium" live nel loro Symphonic tour dei primi 2000 e devo dire che ascoltata live quella parte è molto più digeribile (e tra l'altro mostra come Jon Anderson sia anche un decente percussionista e tastierista oltre che cantante). E' un po' come l'inizio di "Close to the edge" dove da un apparente caos si sfocia poi in una bellissima melodia che non avrebbe lo stesso effetto se ascoltata a sè stante.
Duke59
Lamb
Lamb
 
Posts: 1799
Joined: 28 Oct 2005, 16:26
Location: Italy

Re: The Dark Side of the Moon 50th Anniversary

Postby Thomas Eiselberg » 11 Aug 2025, 11:01

Su The Gates of Delirium: ovvio che il tutto fosse voluto, che fosse una cosa cercata, per rendere ancora più netto lo stacco con la parte successiva. Poi io quasi sempre vado ad ascoltare soltanto quella parte (Soon) ma va beh, come detto, non sono un fan degli Yes. [:D]
Citando quella suite intendevo semplicemente sottolineare che se l'autore dell'articolo doveva distruggere il prog poteva scegliere suites e pezzi ben più controversi di Roundabout o Dance on a Volcano, che tutto sono meno che esempi degli eccessi del genere, al massimo il contrario: sono l'esemplificazione che il prog può essere complesso ma comunque accessibile. Avrei potuto citare Karn Evil, alcune cose più cervellotiche dei Crimson, o piuttosto altre cose degli Yes per dimostrare la pomposità e prolissità di certa roba.
Ma l'autore dell'articolo evidentemente schifa o schiava tutto il prog, fossero stati anche pezzi più poppettari (I know what i like, long distance runaround ecc.) avrebbe scritto le stesse cose perchè di semplice idiosincrasia si tratta. Preconcetti insomma. Perchè il prog contiene gruppi anche diversissimi tra loro.

Quanto ai PF prog o meno: come ho già scritto in passato i PF sono un gruppo non prog che ha fatto anche prog. Come i Jethro Tull (che per me all'interno del genere ci sono entrati con più consapevolezza dei propri mezzi, quindi sono più "progressivi" dei PF). Quindi se uno mi chiede se i Jethro Tull e i PF erano prog la risposta è "si, anche". Se uno però mi chiede quali sono i gruppi più importanti del prog non gli cito di certo i PF o i Jethro Tull (questi ultimi tra l'altro sono tra i miei gruppi preferiti in assoluto) [:)]
Essi vivono noi dormiamo. Obbedisci, compra, non pensare, il denaro è il tuo dio.

E' buona cosa leggere sempre leFAQ
User avatar
Thomas Eiselberg
GLOBAL MODERATOR
GLOBAL MODERATOR
 
Posts: 8840
Joined: 21 Oct 2005, 15:51
Location:

Re: The Dark Side of the Moon 50th Anniversary

Postby aorlansky60 » 12 Aug 2025, 06:24

Duke59 wrote:
highinfidelity wrote:
aorlansky60 wrote:Thomas ha scritto :


Li ho visti suonare "Gates of delirium" live nel loro Symphonic tour dei primi 2000 e devo dire che ascoltata live quella parte è molto più digeribile (e tra l'altro mostra come Jon Anderson sia anche un decente percussionista e tastierista oltre che cantante). E' un po' come l'inizio di "Close to the edge" dove da un apparente caos si sfocia poi in una bellissima melodia che non avrebbe lo stesso effetto se ascoltata a sè stante.


E' vero, hai ragione, giusta osservazione.
Posseggo il DVD di quel tour e ora che mi ci fai pensare è proprio come dici.
...AMA TUTTI, CREDI A POCHI, NON FAR MALE A NESSUNO...
User avatar
aorlansky60
Lamb
Lamb
 
Posts: 10437
Joined: 30 May 2006, 07:17
Location: Parma, Italy

Re: The Dark Side of the Moon 50th Anniversary

Postby aorlansky60 » 12 Aug 2025, 06:37

Thomas Eiselberg wrote:Su The Gates of Delirium: ovvio che il tutto fosse voluto, che fosse una cosa cercata, per rendere ancora più netto lo stacco con la parte successiva. Poi io quasi sempre vado ad ascoltare soltanto quella parte (Soon) ma va beh, come detto, non sono un fan degli Yes. [:D]


davvero molto bella SOON anche presa di per se, non solo per costituire una sorta di "liberazione" da quel caos organizzato che lo precede... tra l'altro in questo pezzo HOWE suona la PEDAL STEEL GUITAR uno strumento tipico di certa musica nord americana


Thomas Eiselberg wrote:Citando quella suite intendevo semplicemente sottolineare che se l'autore dell'articolo doveva distruggere il prog poteva scegliere suites e pezzi ben più controversi di Roundabout o Dance on a Volcano, che tutto sono meno che esempi degli eccessi del genere, al massimo il contrario: sono l'esemplificazione che il prog può essere complesso ma comunque accessibile.


SI decisamente: se si hanno difficoltà ad assimilare DANCE ON A VOLCANO significa che il PROGRESSIVE non è proprio il tuo genere, meglio cambiare aria... alla ricerca di altro, visto che la storia della musica POP del 900 (inclusa di ROCK e di tutti i sotto generi e varianti) propone musica per ogni gusto e palato.


Thomas Eiselberg wrote:Avrei potuto citare "Karn Evil 9"


insieme a "Toccata" da quello stesso album (BRAIN SALAD SURGERY) ; questo è effettivamente il lato del progressive rock più cervellotico e magniloquente, quello che ha prestato il fianco agli attacchi più feroci degli oppositori del genere all'alba dell'arrivo del punk (1977); ma ci metto dentro volentieri anche "THE ANCIENT - Giant under the Sun" (3za suite di TALES) che pur contenendo momenti di alto lustro musicale è infarcito anche di parti davvero complesse per non dire "pesanti" all'ascolto...


Thomas Eiselberg wrote:Come i Jethro Tull (che per me all'interno del genere ci sono entrati con più consapevolezza dei propri mezzi, quindi sono più "progressivi" dei PF). Quindi se uno mi chiede se i Jethro Tull e i PF erano prog la risposta è "si, anche".


L'evoluzione stilistica dei JETHRO TULL è molto interessante e pressoche unica nel panorama rock del tempo.

Di fatto come rock band nascono ROCK BLUES con infarciture di British FOLK, per volere di uno dei 2 leader iniziali (Mick Abrahams che insieme a Ian Anderson maggiormente propenso verso il FOLK ROCK ne costituiva il fulcro creativo).

Come spesso accade, in una rock band dove due leader dichiarati hanno idee e background differenti (accadde la stessa cosa nei DEEP PURPLE tra Jon LORD e Ritchie BLACKMORE) la cosa genera conflitti ed è destinata a scontrarsi prima o poi. Nei DEEP PURPLE i due leader riuscirono a trovare un intesa per proseguire uniti, nei JETHRO TULL NO. Abrahams decise di andarsene (appena dopo il primo album) lasciando totale campo libero a Anderson. Che prosegue (col secondo album STAND UP) la via del primo però con maggiori dosi di FOLK, finchè con BENEFIT (terzo album) avviene la metamorfosi che li porterà al progressive : Anderson decide di inserire nella band un TASTIERISTA in pianta stabile (John EVAN). Molti brani di quell album risentono delle sonorità apportate dalle tastiere (piano forte ed organo Hammond) che di fatto spostano il sound verso un progressive non ancora compiuto, ma che sarà tale passando per AQUALUNG fino ad arrivare a THICK AS A BRICK, progressive rock al 100%...
...AMA TUTTI, CREDI A POCHI, NON FAR MALE A NESSUNO...
User avatar
aorlansky60
Lamb
Lamb
 
Posts: 10437
Joined: 30 May 2006, 07:17
Location: Parma, Italy

Re: The Dark Side of the Moon 50th Anniversary

Postby rkive » 13 Aug 2025, 12:47

DANCE ON A VOLCANO significa che il PROGRESSIVE non è proprio il tuo genere.

Per parità, criticare Money significa che non è del proprio genere.

Per me il semplice, se non è un banale jingle, ha lo stesso valore del complesso.
User avatar
rkive
Lamb
Lamb
 
Posts: 2686
Joined: 14 Mar 2019, 16:24
Location: Venezia

Re: The Dark Side of the Moon 50th Anniversary

Postby Thomas Eiselberg » 13 Aug 2025, 19:14

Mah, insomma. Money non mi fa impazzire. Questo non mi impedisce di apprezzare molto altre cose dei PF o dello stesso genere dei PF.

Il problema non è tanto il non apprezzare un brano in sé (sono gusti) ma scegliere un brano comunque accessibile e non complicatissimo per dimostrare che il genere al quale appartiene è complicatissimo e accessibile a pochi.

E' un po' come se per dimostrare che il metal è solo rumore senza melodia prendessi come esempio Master of the Wind dei Manowar, Nothing Else matters dei Metallica o Strange World degli Iron Maiden. Esempi che dimostrano forse l'esatto contrario. In questo caso è la stessa cosa: Roundabout è l'esempio perfetto che dimostra che gli Yes potevano essere prog ma rockeggianti e accessibili allo stesso tempo (se volevano) così come i nostri in Dance on a Volcano. Poi i brani in se possono pure non piacere ma sono pessimi esempi per dimostrare la cervelloticità del prog [;)]
Essi vivono noi dormiamo. Obbedisci, compra, non pensare, il denaro è il tuo dio.

E' buona cosa leggere sempre leFAQ
User avatar
Thomas Eiselberg
GLOBAL MODERATOR
GLOBAL MODERATOR
 
Posts: 8840
Joined: 21 Oct 2005, 15:51
Location:

Re: The Dark Side of the Moon 50th Anniversary

Postby rkive » 13 Aug 2025, 21:46

Dance on a Volcano vs Money.

Ok, ho preso l' esempio sbagliato. [I8)]

Però mi dispiace che venga sottovalutato Money, dove apprezzo il giro di basso, l'assolo di Gilmour.

Il testo non è il massimo, ma ci fa capire la contestazione degli anni '70.
User avatar
rkive
Lamb
Lamb
 
Posts: 2686
Joined: 14 Mar 2019, 16:24
Location: Venezia

Re: The Dark Side of the Moon 50th Anniversary

Postby aorlansky60 » 14 Aug 2025, 06:19

"Money" è il brano che mi piace decisamente meno dell'album, attualmente e già da molto tempo... il mio giudizio su di esso si è ribaltato : quando lo ascoltai la prima volta negli anni 70 lo trovai piuttosto buono ed interessante, in fondo si trattava di un brano abbastanza convenzionale e facilmente assimilabile rispetto ad altri apparentemente più azzardati come ON THE RUN, ma nel corso del tempo ho elevato TUTTA LA SIDE 1 di TDSOTM come un tutt'uno pressoche perfetto dal 1mo sec di BREATH all'ultimo di THE GREAT GIG...


Rkive ha scritto :

"Per me il semplice, se non è un banale jingle, ha lo stesso valore del complesso".

Non faccio fatica a seguirti perchè anch'io in musica la penso uguale o quasi...
per es. una semplicissima "BLACKBIRD" dei BEATLES (dal WHITE ALBUM del 68) costituita solo da voce guida e chitarra acustica (più rumori registrati) conserva tutt'ora un altissimo valore qualitativo, per me...

Generalmente più si complica la struttura di un brano (tra scelte di produzione e strumentazione coinvolta), più cresce il rischio di "appesantirlo" ma è proprio qui che emerge la caratura di un grande compositore (e di un grande produttore) nel saper saggiamente valutare tutti i dettagli della situazione, togliendo mantenendo o aggiungendo...

Resta comunque IL DATO DI FATTO che certi brani apparentemente "complicati" per struttura e progressione armonica (sia da eseguire che da ascoltare) siano stati creati e levigati fino a raggiungere la perfezione e LA MAGNIFICENZA MUSICALE una volta pubblicati, per me in questo uno degli esempi più compiuti rimane DANCING WITH THE MOONLIT KNIGHT che qui non ha bisogno di presentazioni...
...AMA TUTTI, CREDI A POCHI, NON FAR MALE A NESSUNO...
User avatar
aorlansky60
Lamb
Lamb
 
Posts: 10437
Joined: 30 May 2006, 07:17
Location: Parma, Italy

Re: The Dark Side of the Moon 50th Anniversary

Postby TDuke » 14 Aug 2025, 10:23

Sebbene l'album dei PF che tutt'ora ascolto più di frequente ed a cui forse sono più legato sia "Animals" se mi dovessero chiedere di stilare la fantomatica classifica dei migliori album "rock" (nel senso più esteso del termine) non potrei non inserire TDSOTM, anzi potrebbe collocarsi tranquillamente nella top 3, per i miei gusti. Album che, oltre ad essere importante a livello storico per la sua qualità di produzione (Alan Parson...) in almeno 3/4 dei suoi pezzi riesce ancora ad emozionarmi e a "stupirmi", pur ascoltandolo da quasi 40 anni... temo che si caschi un po' nel vecchio tranello della critica che vuole che un album che riscontra un successo ed un apprezzamento così forte diventi inevitalbilmente un album più "facile" o addirittura "commerciale"... questa cosa succede, per carità, ma non direi in questo caso e non quando si tratta dei PF, per lo meno fino a quando c'era Roger Waters con loro...
User avatar
TDuke
Foxtrotter
Foxtrotter
 
Posts: 417
Joined: 15 Sep 2024, 11:53

Re: The Dark Side of the Moon 50th Anniversary

Postby Thomas Eiselberg » 14 Aug 2025, 11:28

TDuke wrote:TDSOTM, anzi potrebbe collocarsi tranquillamente nella top 3, per i miei gusti. Album che, oltre ad essere importante a livello storico per la sua qualità di produzione (Alan Parson...) in almeno 3/4 dei suoi pezzi riesce ancora ad emozionarmi e a "stupirmi", pur ascoltandolo da quasi 40 anni... temo che si caschi un po' nel vecchio tranello della critica che vuole che un album che riscontra un successo ed un apprezzamento così forte diventi inevitalbilmente un album più "facile" o addirittura "commerciale"... questa cosa succede, per carità, ma non direi in questo caso e non quando si tratta dei PF, per lo meno fino a quando c'era Roger Waters con loro...


Non è il mio caso. Anzi ci sono tantissimi album giudicati come migliori di un gruppo, da fans e critica che lo sono pure per me. Anche album forse più commerciali di quelli prodotti in precedenza da un gruppo.
Un esempio è Selling England che per il 90% delle persone è l'album migliore della formazione classica dei nostri. Lo è pure per me e potrei fare tanti altri esempi simili.

DSOTM è invece realmente il più commerciale del gruppo fino a quel punto, che non significa necessariamente peggiore, ma sicuramente è il più immediato a livello di sonorità fino a quel momento. Ed anche per questo è diventato il più celebrato, perchè in grado di arrivare a più persone. Ma per me non contiene affatto le cose migliori del gruppo, non ci posso fare nulla.

Un po' lo stesso accade per The Wall, altro album pluriosannato che però davvero fatico a capire. Almeno DSOTM contiene comunque tutte cose almeno sulla sufficienza. The Wall invece ha 3/4 pezzi bellissimi (quelli infatti che citano tutti e riascoltano sempre tutti) e tantissimi riempitivi inutili. E' molto più sbilanciato insomma e in questo caso davvero faccio grandissima fatica a capire la mitizzazione di cui gode (ok il concept, i testi, le metafore, ma mi riferisco proprio ai pezzi in sé, se uno conosce la storia dei PF perchè dovrebbe giudicare questo album come uno dei picchi assoluti della band? Mah)

Io col gruppo in questione comunque ho da sempre un rapporto complicato: mi piacciono moltissimo alcune cose ma altre cose le giudico noiosissime o inascoltabili.

Tra le cose più belle metterei Animals. I fan probabilmente non saranno d'accordo ma è l'unico album dei PF che trovo bello (ma bello davvero, non solo gradevole) dall'inizio alla fine. Dovessi citare il loro capolavoro citerei quello. E non è che sia poi molto meno commerciale di quanto venuto prima, quindi il problema non è quello della commercialità. Diciamo sta sul 10 o 9,5.
Dopo, in ordine, ci sono:

- Meddle (molto molto bello con un riempitivo bruttarello e un'altro pezzo gradevole e basta) 8,5
- Atom (molto bello dall'inizio alla fine, non ha momenti pessimi ma neanche certi picchi) 8
La parte live di Ummagumma 8
- Wish you were here (il meglio sta tutto in Shine e Welcome To the Machine. Have a Cigar è mediocre e la title track mi sembra una normale ballata come tante e non ho mai capito perchè sia tanto osannata. Ok la dedica a SB ma il pezzo in sé non è tutto sto granchè). 7,5
- DSOTM (Non contiene pezzi epocali, forse Time e basta, ma neanche fetecchie. Un album gradevole quasi dall'inizio alla fine: ben suonato, ben arrangiato, ben prodotto ma proprio come qualitá delle composizioni non lo trovo affatto eccezionale). Tra il 6,5 e il 7

Il resto va dal sufficiente, al mediocre, al pessimo e tra questi ci metto pure certe astrusità dei primi tempi (ancora una volta quindi non è questione di commercialità o meno, ma di equilibrio e qualità delle composizioni in sé). Il migliore tra le prime cose è proprio Piper, che prima però mi piaceva molto di più.
Essi vivono noi dormiamo. Obbedisci, compra, non pensare, il denaro è il tuo dio.

E' buona cosa leggere sempre leFAQ
User avatar
Thomas Eiselberg
GLOBAL MODERATOR
GLOBAL MODERATOR
 
Posts: 8840
Joined: 21 Oct 2005, 15:51
Location:

Re: The Dark Side of the Moon 50th Anniversary

Postby TDuke » 14 Aug 2025, 12:17

Gusti [:)] Dissento tuttavia molto sul discorso più commerciale-immediato di "The Dark Side..." rispetto agli album precedenti, prendiamo ad esempio Meddle , considerato generalmente l'album più "prog" dei PF:

01. One Of These Days
02. A Pillow Of Winds
03. Fearless
04. San Tropez
05. Seamus
06. Echoes

Di queste 6 tracce, escluse One of These Days ed Echoes si tratta di pezzi (anche molto belli, salvo Seamus che detesto anche per averla criminosamente inserita sul Live at Pompei) semplici nella struttura ed anche abbastanza orecchiabili (San Tropez su tutte, forse l'unico pezzo "spensierato" di tutta la discografia della band [:D] ) , un discorso simile si potrebbe fare anche per il successivo "Wish you were here" , quindi, in sostanza, penso che pezzi come Speak to me/breath , Time, The great gig in the sky, Us and Them e Eclipse abbiano "semplicemente" il merito di essere dei capolavori, non delle belle canzoni sagacemente prodotte per piacere ad un pubblico più vasto e quando su un album ci sono 5 pezzi epocali (e gli altri sono cmq ,come minimo, più che dignitose) è normale che poi l'album faccia la storia, fermo restando poi che io conosco moltissime persone , anche con una discreta culturale musicale, che considerano i Pink Floyd lagnosissimi e quasi "inascoltabili", questa idea del gruppo o dell'album "che piace un po' a tutti" personalmente la rifuggo [:)]
User avatar
TDuke
Foxtrotter
Foxtrotter
 
Posts: 417
Joined: 15 Sep 2024, 11:53

Re: The Dark Side of the Moon 50th Anniversary

Postby Thomas Eiselberg » 14 Aug 2025, 13:02

Come detto in precedenza i PF non sono un gruppo prog iper complesso, ergo anche negli album più ostici ci sono pezzi dalla struttura semplice e immediata, il grosso del disco lo fanno le varie suites. Vale per Atom, vale per Meddle (varrá per Wish). E' in quei pezzi, in quelle suites, che sta però la differenza. DSOTM non contiene alcuna suite, ma solo normali pezzi pop rock allungati o che si avvalgono di suoni e rumori d'atmosfera. Non ha una Echoes, una Atom earth Mother, una Shine ecc. Solo Time è un pezzo un po' più strutturato (solo un po''), il resto è pop rock d'atmosfera. Che può piacere, anche moltissimo, ma è oggettivamente più commerciale di quanto avevano prodotto prima. Come detto mica è un'offesa, è una caratteristica (commerciale per i PF poi non significa commerciale tipo i cantanti trap, è ovvio che va contestualizzato). Se poi per te The great gig o Breathe ecc. sono più complesse e meno commerciali di Echoes o Atom allora alzo le mani [:D]

Tornando a Meddle, poi, non serve citare le tracce se poi non si cita la durata. Le più complesse sono 2 su 6, si ma quanto spazio prendono? 30 minuti su 45/46. Per dire. Poi a me piace molto pure a Pillow of Winds e quindi in pratica ci resta fuori pochissimo. Ma anche solo prendendo le due citate ci facciamo 2/3 dell'album. 2/3 di musica meno commerciale di quella contenuta su tutto DSOTM
Questo credo sia oggettivo. E meno commerciale significa quasi sempre meno venduto e meno osannato da tante persone, al di là della qualitá in sé. E' questo che hanno in meno Meddle, Atom, Animals rispetto a DSOTM: l'appeal. Non (per me almeno) la qualitá.

Poi sui gusti ognuno la pensa come vuole. DSOTM è tra gli album più celebrati, venduti e amati di sempre, nessuno lo nega, ma da qui ad essere oggettivamente migliore di altri dei PF ce ne passa, per me. I brani che tu consideri capolavori non valgono un'unghia di Pigs, Shine o Echoes. Sempre per me. Per te magari è l'opposto, pazienza. Sono gusti appunto. [;)]
Essi vivono noi dormiamo. Obbedisci, compra, non pensare, il denaro è il tuo dio.

E' buona cosa leggere sempre leFAQ
User avatar
Thomas Eiselberg
GLOBAL MODERATOR
GLOBAL MODERATOR
 
Posts: 8840
Joined: 21 Oct 2005, 15:51
Location:

Re: The Dark Side of the Moon 50th Anniversary

Postby TDuke » 14 Aug 2025, 13:18

Thomas Eiselberg wrote: Se poi per te The great gig o Breathe ecc. sono più complesse e meno commerciali di Echoes o Atom allora alzo le mani [:D]


Certamente non li considero più complessi di Echoes o Atom ma non per questo mi sento di parlare di "maggiore commercialità" del brano, non stiamo parlando delle (meravigliose) ballate di Lake che avevano la precisa funzione di "alleggerimento" negli album dei EL&P , ma di pezzi comunque strutturati , "particolari" se proprio non vogliamo parlare di "complessità" limitandone il termine a brani di natura esclusivamente progressiva (cosa che però mi sembrerebbe un po' riduttiva).


Thomas Eiselberg wrote: brani che tu consideri capolavori non valgono un'unghia di Pigs, Shine o Echoes. Sempre per me. Per te magari è l'opposto, pazienza. Sono gusti appunto. [;)]


Hai citato 3 indubbi capolavori ma di 3 album diversi, il mio discorso sta appunto anche nel fatto dell'incredibile quantità di pezzi notevolissimi e "famosi" (per me capolavori ma è certamente soggettivo) sullo stesso album, poi per quanto riguarda "Animals" come ho scritto sopra, è il loro album che ascolto di più ed a cui sono in un certo senso più legato per varie ragioni personali, quindi su Animals siamo assolutamente sulla stessa lunghezza d'onda, per ADSOTM decisamente no... ma ci sta [:)]
Last edited by TDuke on 14 Aug 2025, 13:24, edited 2 times in total.
User avatar
TDuke
Foxtrotter
Foxtrotter
 
Posts: 417
Joined: 15 Sep 2024, 11:53

Re: The Dark Side of the Moon 50th Anniversary

Postby rkive » 14 Aug 2025, 13:21

Semplice vs Complesso.

Sembrerà paradossale ma Animals mi sembra più facile da ascoltare di Dark Side.

Naturalmente per me è un pregio. [:)]
User avatar
rkive
Lamb
Lamb
 
Posts: 2686
Joined: 14 Mar 2019, 16:24
Location: Venezia

Re: The Dark Side of the Moon 50th Anniversary

Postby TDuke » 14 Aug 2025, 13:23

rkive wrote:Semplice vs Complesso.

Sembrerà paradossale ma Animals mi sembra più facile da ascoltare di Dark Side.

Naturalmente per me è un pregio. [:)]


Io invece considero Animals il loro album più "prog"... e forse anche per questo mi piace così tanto [:)]
User avatar
TDuke
Foxtrotter
Foxtrotter
 
Posts: 417
Joined: 15 Sep 2024, 11:53

Re: The Dark Side of the Moon 50th Anniversary

Postby Thomas Eiselberg » 14 Aug 2025, 13:32

Per me è entrambe le cose: è più complesso a livello di struttura ma forse orecchiabile come (se non di più) di DSOTM. Ed per questo che per me è il migliore, è il più equilibrato tra i loro album [:)]
Essi vivono noi dormiamo. Obbedisci, compra, non pensare, il denaro è il tuo dio.

E' buona cosa leggere sempre leFAQ
User avatar
Thomas Eiselberg
GLOBAL MODERATOR
GLOBAL MODERATOR
 
Posts: 8840
Joined: 21 Oct 2005, 15:51
Location:

Re: The Dark Side of the Moon 50th Anniversary

Postby rkive » 14 Aug 2025, 13:38

Animals facile da ascoltare.

Forse perché ci sono ampi "fraseggi" di chitarre che mi ricordano lo stile Hackett/ Rutherford. [:-I]
User avatar
rkive
Lamb
Lamb
 
Posts: 2686
Joined: 14 Mar 2019, 16:24
Location: Venezia

Re: The Dark Side of the Moon 50th Anniversary

Postby Thomas Eiselberg » 14 Aug 2025, 14:17

Comunque sulla questione singola suite vs tutto DSOTM, non per mettere il dito nella piaga. Per gioco, diciamo così, visto che è stata citata la tracklist di Meddle però se andiamo ad analizzare tutti i pezzi di DSOTM abbiamo questo:

Speak to me: un minuto di nulla, pura roba d'atmosfera
Breathe: bella ma in fondo è una versione più allungata a 2 minuti e mezzo dell'ultimo minuto e mezzo che troveremo poi su Time
On the Run: classica parte strumentale alla PF fatta di rumorini e poco altro. Nulla che non abbiano già fatto in precedenza.
Time: arriva a 7 minuti solo grazie a tutta la prima parte, comunque iconica e imprescindibile. Capolavoro o quasi.
The Great Gig in the Sky: mi sono sempre chiesto cosa c'azzeccasse on i PF. Se non altro per questo molto molto particolare anche se un po' ripetitiva.
Money: molto rockeggiante. Ha un bel tiro e un giro di basso memorabile. Ma come canzone in sé, presa tutta, alla lunga tende dopo tanti ascolti a risultare banalotta
Us and Them: un pezzo d'atmosfera, bello, jazzato, rilassante.
Any color you like: strumentale che riprende, in maniera più veloce, le sonorità di Breathe. 3 minuti gradevoli si, ok, e poi? Ennesimo riciclo.
Brain Damage: pezzo pop rock di 3 minuti che poteva stare pure su Meddle o Atom e sarebbe passato inosservato se non fosse per il testo.
Eclipse: 2 minuti di "chiusura" più che un vero pezzo a se stante. Ancora una volta gradevole per quello che deve fare, ma di epocale cos'ha?

Quindi volendo fare una somma, se prendiamo Time, Us and Them e Money (che come detto non mi fa impazzire) a cosa arriviamo? A 21 minuti a stento (grazie ai rumorini assortiti? Ci aggiungiamo pure The Great Gig in the Sky, facciamo 25 minuti mettendoci dentro proprio tutto tutto?
Il resto sono parti d'atmosfera, brani di raccordo, roba di 2 minuti massimo a brano. Cosa hanno di più rispetto a quanto giá contenuto sui primi album? Sono roba alla Silent Sorrow o Ravine dei Genesis (devono fare da raccordo ai presunti pezzi forti e allentare o aumentare la tensione, tutto qua) che nessuno si sogna di definire come capolavori se considerati a se stanti.
Se andiamo a vedere l'album di fatto contiene 3/4 pezzi veri, non lunghissimi, il resto è allungamento del brodo (difetto che i PF hanno sempre avuto ma qui si esagera [:D] ). Poi tutto sta nel vedere quanto questo brodo piaccia lo stesso.

Per tornare al confronto quindi con Meddle, ci metto tutto quello che mi piace, ci metto anche qualcosa che non mi convince e arrivo a 25 minuti a stento quando solo prendendo Echoes e One of These Days arrivo a 30 minuti (ma come detto apprezzo molto pure Pillow e il resto a parte un pezzo bruttarello è comunque gradevole) [:D]

Ok basta, era solo per vedere se mi inventavo tutto da anni o davvero DSOTM mi piaceva meno di altri album dei PF (chi lo sa, forse cominciavo a perdere la memoria. Per fortuna non è così) [:D]
Essi vivono noi dormiamo. Obbedisci, compra, non pensare, il denaro è il tuo dio.

E' buona cosa leggere sempre leFAQ
User avatar
Thomas Eiselberg
GLOBAL MODERATOR
GLOBAL MODERATOR
 
Posts: 8840
Joined: 21 Oct 2005, 15:51
Location:

Re: The Dark Side of the Moon 50th Anniversary

Postby rkive » 14 Aug 2025, 16:40

Il bello di questi topic è che riascolti un album che da tempo hai messo da parte.

Io vedrei il lato A e il lato B come due suite, quindi è normale che ci siano dei reprise.

Anch'io ho saltato Speak to Me, partendo direttamente da Breathe.

Non sarei così severo su On the Run, perché vedo originale il suono creato dai synth.

Il sound lento di The Great Gig In The Sky è tipico dei PF, con la variante che la parte melodica di Gilmour è stata sostituita dalla voce di Clare Torry.

Più scorrevole il lato B, dove a parte Us and Them, i brani hanno un ritmo rock che può piacere a tutti.

I testi parlano dell'alienazione dell'uomo nella società capitalista, quindi direi ancora attuali.
User avatar
rkive
Lamb
Lamb
 
Posts: 2686
Joined: 14 Mar 2019, 16:24
Location: Venezia

Re: The Dark Side of the Moon 50th Anniversary

Postby aorlansky60 » 15 Aug 2025, 07:17

TDuke wrote: ...se mi dovessero chiedere di stilare la fantomatica classifica dei migliori album "rock" (nel senso più esteso del termine) non potrei non inserire TDSOTM, anzi potrebbe collocarsi tranquillamente nella top 3, per i miei gusti.


Secondo me, TDSOTM è uno di quei rari albums che trascende "i gusti personali", nel senso che così TANTA è stata la sua "echo" e il riflesso a livello mondiale che è riuscito a trasmettere in 50anni fino ad oggi (grazie all'apprezzamento e al riconoscimento che ha ottenuto da una vastissima fetta di pubblico, e non solo, peraltro per più generazioni) che può tranquillamente essere collocato tra gli albums più rappresentativi non solo del Rock ma della musica popolare dell'intero 900. Una VERA e PROPRIA ICONA.

Al pari di REVOLVER e/o di SGT PEPPER'S LONELY HEARTS CLUB BAND dei BEATLES,
di KIND OF BLUE e di IN A SILENT WAY di MILES DAVIS, e di pochissimi altri.
Attenzione : non stò dicendo che a priori gli albums citati siano qualitativamente celestiali (per me si, ma magari per altri no) ma che dalla loro pubblicazione, non hanno ricevuto nessun dissenso ma lodi e riconoscimenti sperticati (anche per l'influenza che sono stati capaci di trasmettere "a valle") a più livelli (pubblico, critica, editoria specializzata, addetti ai lavori etc etc) ecco, secondo me TDSOTM possiede quella capacità e quell'autorevolezza riconosciuta per poter essere inquadrato in questo ristretto "club".

EDIT più che necessario per quanto riguarda "le lodi" dedicate a IN A SILENT WAY; che all'inizio non furono certamente tali, perchè alla sua pubblicazione (1969) scandalizzò l'intero mondo del JAZZ (pubblico e critica) per la sua impertinente attitudine "di cambiamento" (storicamente può essere considerato il primo esperimento di "JAZZ-ROCK", praticamente il PADRE di tutta la FUSION a seguire), ma nel tempo questo giudizio iniziale è stato ampiamente rivalutato e ribaltato fino a riconoscerne il vero e intero valore musicale.
Last edited by aorlansky60 on 15 Aug 2025, 08:05, edited 1 time in total.
...AMA TUTTI, CREDI A POCHI, NON FAR MALE A NESSUNO...
User avatar
aorlansky60
Lamb
Lamb
 
Posts: 10437
Joined: 30 May 2006, 07:17
Location: Parma, Italy

Re: The Dark Side of the Moon 50th Anniversary

Postby aorlansky60 » 15 Aug 2025, 07:33

TDuke wrote:... prendiamo ad esempio Meddle , considerato generalmente l'album più "prog" dei PF:

01. One Of These Days
02. A Pillow Of Winds
03. Fearless
04. San Tropez
05. Seamus
06. Echoes

Di queste 6 tracce, escluse One of These Days ed Echoes si tratta di pezzi (anche molto belli, salvo Seamus che detesto anche per averla criminosamente inserita sul Live at Pompei) semplici nella struttura ed anche abbastanza orecchiabili (San Tropez su tutte, forse l'unico pezzo "spensierato" di tutta la discografia della band [:D] )


[:-I] uhm... SI, togliamo pure "abbastanza" e diciamo DECISAMENTE (o spudoratamente) orecchiabile... definiamolo "un momento leggero", il più "spensierato" forse di tutta la loro discografia, io solitamente però uso ben altri aggettivi dispregiativi per descrivere questo scarabocchio, molto TROPPO propenso ad volersi attirare consensi addosso, grazie alla sua "rufiana" melodia... [:D]
...AMA TUTTI, CREDI A POCHI, NON FAR MALE A NESSUNO...
User avatar
aorlansky60
Lamb
Lamb
 
Posts: 10437
Joined: 30 May 2006, 07:17
Location: Parma, Italy

Re: The Dark Side of the Moon 50th Anniversary

Postby aorlansky60 » 15 Aug 2025, 07:39

TDuke wrote:
rkive wrote:Semplice vs Complesso.

Sembrerà paradossale ma Animals mi sembra più facile da ascoltare di Dark Side.

Naturalmente per me è un pregio. [:)]


Io invece considero Animals il loro album più "prog"... e forse anche per questo mi piace così tanto [:)]


Su questo concordo; seguito da Wish You Where Here.
Difficilmente tendo a inquadrare come "progressive" altri albums dei PF.
...AMA TUTTI, CREDI A POCHI, NON FAR MALE A NESSUNO...
User avatar
aorlansky60
Lamb
Lamb
 
Posts: 10437
Joined: 30 May 2006, 07:17
Location: Parma, Italy

Re: The Dark Side of the Moon 50th Anniversary

Postby aorlansky60 » 15 Aug 2025, 07:54

rkive wrote:
I testi parlano dell'alienazione dell'uomo nella società capitalista, quindi direi ancora attuali.


SI, certo, ma non solo: anche diversi pezzi dell'album, MUSICALMENTE, cercano di trasmettere IL DELIRIO oltre che l'alienazione a cui ormai siamo soggetti tutti quanti (R.Waters non poteva immaginarsi nel 73 quanto il genere umano avrebbe degenerato in mezzo secolo a seguire, a causa dell'evoluzione TECNOLOGICA sempre più esasperata venduta e raccontata alle masse come "progresso") mi riferisco in particolare alla strumentale ON THE RUN che bene riesce a trasmettere questo stato di disagio ed inquietudine...
...AMA TUTTI, CREDI A POCHI, NON FAR MALE A NESSUNO...
User avatar
aorlansky60
Lamb
Lamb
 
Posts: 10437
Joined: 30 May 2006, 07:17
Location: Parma, Italy

Re: The Dark Side of the Moon 50th Anniversary

Postby TDuke » 15 Aug 2025, 08:21

aorlansky60 wrote:
Secondo me, TDSOTM è uno di quei rari albums che trascende "i gusti personali", nel senso che così TANTA è stata la sua "echo" e il riflesso a livello mondiale che è riuscito a trasmettere in 50anni fino ad oggi (grazie all'apprezzamento e al riconoscimento che ha ottenuto da una vastissima fetta di pubblico, e non solo, peraltro per più generazioni) che può tranquillamente essere collocato tra gli albums più rappresentativi non solo del Rock ma della musica popolare dell'intero 900. Una VERA e PROPRIA ICONA.

Al pari di REVOLVER e/o di SGT PEPPER'S LONELY HEARTS CLUB BAND dei BEATLES,
di KIND OF BLUE e di IN A SILENT WAY di MILES DAVIS, e di pochissimi altri.
Attenzione : non stò dicendo che a priori gli albums citati siano qualitativamente celestiali (per me si, ma magari per altri no) ma che dalla loro pubblicazione, non hanno ricevuto nessun dissenso ma lodi e riconoscimenti sperticati (anche per l'influenza che sono stati capaci di trasmettere "a valle") a più livelli (pubblico, critica, editoria specializzata, addetti ai lavori etc etc) ecco, secondo me TDSOTM possiede quella capacità e quell'autorevolezza riconosciuta per poter essere inquadrato in questo ristretto "club".


Assolutamente d'accordo, e proprio come per gli altri album da te citati (ovviamente se ne potrebbero aggiungere degli altri) sostenere che tutto il riconoscimento e la fama acquisita all'epoca e perdurante tutt'oggi (almeno tra chi ama un certo tipo di musica) derivino dalla volontà di aver fatto un prodotto più commerciale o più facile per la "massa" secondo me non è fattibile, questi album (ed i loro pezzi) sono diventati epocali per la loro grande qualità e per l'incredibile "impatto" che hanno avuto. Poi ci sono gli insidacabili gusti personali, per esempio il mio album preferito dei Fab Four è decisamente Abbey Road, ma è chiaro Revolver e SGT Pepper's rimangono più "importanti" e probabilmente anche complessivamente "più belli", andando oltre il proprio singolo gusto personale. [:)]
User avatar
TDuke
Foxtrotter
Foxtrotter
 
Posts: 417
Joined: 15 Sep 2024, 11:53

Re: The Dark Side of the Moon 50th Anniversary

Postby Thomas Eiselberg » 15 Aug 2025, 10:16

TDuke wrote:
sostenere che tutto il riconoscimento e la fama acquisita all'epoca e perdurante tutt'oggi (almeno tra chi ama un certo tipo di musica) derivino dalla volontà di aver fatto un prodotto più commerciale o più facile per la "massa" secondo me non è fattibile, questi album (ed i loro pezzi) sono diventati epocali per la loro grande qualità e per l'incredibile "impatto" che hanno avuto.


Credo che nessuno abbia mai sostenuto questo: DSOTM non ha avuto successo SOLO perchè composto per essere spudoratamente commerciale o perchè di facile presa. Ovvio che i pezzi sono piaciuti a tante persone e non possano essere delle fetecchie (che siano di grandissima qualità può essere, anche se lì come detto si scivola sempre nei gusti personali) ed è ovvio che quando si parla di "commerciale" ci si riferisce ai PF o ad altri gruppi affini, non alle canzoncine dei cartoni animati [:D]

Si sosteneva tutt'altro: che il non avere momenti eccessivamente "cacofonici" o rumoristici o il non avere alcuna suite o pezzo molto elaborato (come nei primi album) ha sicuramente aiutato ad arrivare a più persone. Non penso proprio che un ulteriore disco fatto, chessò, da 2 pezzi di 20 minuti, uno strumentale cervellotico e una canzoncina acustica avrebbero avuto lo stesso impatto. E ribadisco per l'ennesima volta che qui si parla di cose oggettive, non di qualità dei pezzi in sé e di gusti personali. Non a caso altri album del gruppo che hanno una diversa struttura e un diverso tipo di caratteristiche non hanno avuto lo stesso impatto (pur avendo molto successo ovviamente).
Non potevano. Un Selling England o un Pawn Hearts non avrebbero mai potuto avere lo stesso successo commerciale, al di là della qualità dei dischi in se ma proprio per caratteristiche, non sono album per la grandissima massa (eppure sono comunque gli album più ricordati di quei gruppi e per certi versi i più accessibili. Ci sono un sacco di recensioni che definiscono Selling, il mio album preferito di sempre, come un album più piacione, più commerciale, perfettino di Nursery o Foxtrot. Più accessibile in effetti lo è).


Il fatto quindi di essere più commerciale o accessibile non vuole dire peggiore, è una caratteristica. Poi è una caratteristica che può piacere, non piacere, quello è un altro conto. Ma i dischi che vendono di più nel 90% dei casi sono sempre i più accessibili e commerciali di un gruppo o tra i più accessibili.

Per me la maggiore accessibilità può essere a volte un minus (come nel caso di DSOTM, dove trovo i pezzi troppo semplici e poco elaborati, quasi dei frammenti), posso essere indifferente (Selling) o magari può diventare un plus (Fragile). Un altro magari può pensare l'esatto opposto
Quelle sono cose soggettive che dipendono da come ognuno di noi si approccia alla musica o a certi gruppi e non è in discussione, si esprimono semplicemente dei pareri. [;)]
Essi vivono noi dormiamo. Obbedisci, compra, non pensare, il denaro è il tuo dio.

E' buona cosa leggere sempre leFAQ
User avatar
Thomas Eiselberg
GLOBAL MODERATOR
GLOBAL MODERATOR
 
Posts: 8840
Joined: 21 Oct 2005, 15:51
Location:

Re: The Dark Side of the Moon 50th Anniversary

Postby aorlansky60 » 17 Aug 2025, 09:35

Thomas ha scritto :

"il non avere momenti eccessivamente "cacofonici" o rumoristici o il non avere alcuna suite o pezzo molto elaborato (come nei primi album) ha sicuramente aiutato ad arrivare a più persone."

In effetti, in TDSOTM l'unico momento "difficile" all'ascolto (non per me, io adoro anche quello) è costituito da "ON THE RUN" con i suoi "effetti" sonori ottenuti dall'uso del VCS3 synth, per il resto l'album è piuttosto "digeribile" e fruibile anche per un pubblico non troppo preparato, credo... questo fattore ha aiutato il successo del disco fin dalla sua pubblicazione, successo che è continuato nel tempo fino a stabilire un record assoluto (per presenza ininterrotta di settimane consecutive nella classifica Billboard 100 USA).

Questo successo clamoroso (TDSOTM è uno degli album Rock più venduti di sempre) gli ha indubbiamente cucito addosso una sorta di "cattiva reputazione" agli occhi dei più 'intransigenti' (sia fans dei PF che non); si può discutere di questo: in effetti anche a me sembra che quest'album contenga 'aperture' e 'concessioni' "al più FACILE" ascolto che altri precedenti albums della band non avevano (con qualche eccezione, per es. come la già qui ricordata "San Tropez" di MEDDLE...) però tutto sommato questo dettaglio inficia solo in parte (per me per niente) il suo alto valore musicale intrinseco.


Ci sono un sacco di recensioni che definiscono Selling, il mio album preferito di sempre, come un album più piacione, più commerciale, perfettino di Nursery o Foxtrot.

In effetti il sound generale che caratterizza SELLING ENGLAND è decisamente più "raffinato" (più che "perfettino") dei due albums che lo precedettero. Questo è dovuto sia all'evoluzione creativa dei Genesis in qualità di COMPOSITORI, sia all'adozione da parte di Banks di nuova strumentazione a caratterizzare "il sound", in particolare il celebre ARP PRO SOLOIST che fà il suo ingresso proprio da quest'album. Per quanto mi riguarda SELLING ENGLAND non contiene alcuna concessione "al facile" e verso "le classifiche di vendite" (i PF adottarono il SAX -eseguito da un turnista- in diversi punti di TDSOTM, mentre i GENESIS i fiati li faranno entrare solo da ABACAB del 1981); gli unici punti che si possono considerare "leggeri" di SELLING ENGLAND sono costituiti da "More fool me" (che non aveva comunque alcuna velleità commerciale) e da "I know what I like" che fu pubblicata anche su singolo, attenzione però, quest'ultima da considerare "leggera" se paragonata al resto dell'album, perchè se paragonata all'esterno dei GENESIS di quei tempi, diventa un pezzo di tutto rispetto... le canzoni davvero leggere e commerciali erano ben altre!
...AMA TUTTI, CREDI A POCHI, NON FAR MALE A NESSUNO...
User avatar
aorlansky60
Lamb
Lamb
 
Posts: 10437
Joined: 30 May 2006, 07:17
Location: Parma, Italy

Re: The Dark Side of the Moon 50th Anniversary

Postby highinfidelity » 25 Aug 2025, 15:58

Thomas Eiselberg wrote:Speak to me: un minuto di nulla, pura roba d'atmosfera
Breathe: bella ma in fondo è una versione più allungata a 2 minuti e mezzo dell'ultimo minuto e mezzo che troveremo poi su Time
On the Run: classica parte strumentale alla PF fatta di rumorini e poco altro. Nulla che non abbiano già fatto in precedenza.
Time: arriva a 7 minuti solo grazie a tutta la prima parte, comunque iconica e imprescindibile. Capolavoro o quasi.
The Great Gig in the Sky: mi sono sempre chiesto cosa c'azzeccasse on i PF. Se non altro per questo molto molto particolare anche se un po' ripetitiva.
Money: molto rockeggiante. Ha un bel tiro e un giro di basso memorabile. Ma come canzone in sé, presa tutta, alla lunga tende dopo tanti ascolti a risultare banalotta
Us and Them: un pezzo d'atmosfera, bello, jazzato, rilassante.
Any color you like: strumentale che riprende, in maniera più veloce, le sonorità di Breathe. 3 minuti gradevoli si, ok, e poi? Ennesimo riciclo.
Brain Damage: pezzo pop rock di 3 minuti che poteva stare pure su Meddle o Atom e sarebbe passato inosservato se non fosse per il testo.
Eclipse: 2 minuti di "chiusura" più che un vero pezzo a se stante. Ancora una volta gradevole per quello che deve fare, ma di epocale cos'ha?


Con i miei soliti tempi, dilatati da disgrazie varie e impegni d'ogni tipo, ho riascotato nuovamente The Dark Side alla luce di quanto scritto in questo thread. Rileggendo i messaggi più in alto, è un esercizio che avevo fatto appena due anni fa e ovviamente il mio giudizio non può essere cambiato più di tanto.

Sostanzialmente l'intero disco è concepito - e quindi và ascoltato - come una suite. Quando c'è una suite di mezzo parto sempre prevenuto (in senso positivo, ovvio! [:D] ) e devo dire che, almeno sotto alcuni aspetti, l'effetto-suite il disco riesce a ottenerlo. Gli perdono quindi le numerose e palesi reprise con le quali Thomas è stato così tranchant, perché ttto sommato anche le sinfonie classiche presentano abitualmente temi ricorrenti e melodie che ritornano - non si può non perdonare ai Pink Flod ciò che perdoniamo a Beethoven. Tuttavia, la reprise di Any Colour You Like rasenta oggettivamente il filler. Inoltre, molti pezzi anziché fluire uno dentro l'altro sono incollati col bostik, senza davvero tanti complimenti. Non ci avevo mai fatto attenzione, e la cosa mi ha un po' sorpreso negativamente.

Altro aspetto: la bravura dei Pink Floyd a mio parere sta proprio nel saper creare atmosfere profonde, quindi a differenza di Thomas trovo molto interessanti sia Breathe che On The Run che Time. Certamente nella fattispecie vien da chiedersi quanto siano farina del loro sacco piuttosto che del sacco di Parsons, ma tant'è, è bravura anche sapersi far seguire da un ingegnere del suono in gamba e dargli ascolto senza atteggiamenti da primedonne.

Continuo a non riconoscere i Pink Floyd nei gorgheggi di The Great Gig In The Sky, e paradossalmente è uno dei brani che più sovente passano in radio anche oggi. Il riuscito espediente purtroppo li porterà ad inserire voci o cori femminili praticamente ovunque, persino nel loro ultimo The Division Bell, con risultati spesso stucchevoli.

Sono però meno critico di Thomas nei confronti di Brain Damage, soprattutto per via delle liriche, che trovo riuscitissime e in grado di chiudere in modo veramente congruo il concetto dell'album.

Che dire quindi? Impossibile non ripetersi: indubbiamente è un bel disco, ma indubbiamente ha alcuni brani poco-nulla pinkfloydiani di facile presa, indubbiamente è a suo modo un capolavoro del rock progressivo, ma indubbiamente non è QUEL capolavoro che certa propaganda commerciale vorrebbe far credere, o che crede chi di rock progressivo ne ha ascoltato pochino (e capito ancor meno). [I8)]
<< Conoscete voi spettacolo più ridicolo di venti uomini che s'accaniscono a raddoppiare il miagolìo di un violino? >>
(Luigi Russolo, Intonarumorista. 1913.)
________________________

In dubbio, consultate le FAQ
User avatar
highinfidelity
ADMINISTRATOR
ADMINISTRATOR
 
Posts: 8810
Joined: 02 Jul 2003, 23:54
Location: Torino

Re: The Dark Side of the Moon 50th Anniversary

Postby 11mo Conte di Mar » 27 Aug 2025, 11:21

11mo Conte di Mar wrote:... e comunque phil Collins, ok bravino ai tamburi ma di musica non ha mai capito un razzo... [>:-D]



Non è bello citare se stessi ma poi sono partito per le ferie e non sono rientrato nel forum...

Ragazzi stavo scherzando... speravo che l' emoticon chiarisse il mio intento canzonatorio, Phil è un signor musicista a tutto tondo, che diamine.
Che poi io preferisca Peter a livello di carriera solista è un altro paio di maniche...

Che non amasse i PF (ma neanche Banks parrebbe) era cosa nota, e il fatto che amasse jazz e Motown mi suggerisce che in un negozio di dischi avremmo frequentato settori diversi...
User avatar
11mo Conte di Mar
Lamb
Lamb
 
Posts: 1089
Joined: 05 Feb 2007, 12:35
Location: Italy

Re: The Dark Side of the Moon 50th Anniversary

Postby aorlansky60 » 27 Aug 2025, 17:01

@11mo Conte:

chiedo venia,
avevo preso troppo 'seriosamente' (com'è mio solito) quello che avevi scritto... [:D]
...AMA TUTTI, CREDI A POCHI, NON FAR MALE A NESSUNO...
User avatar
aorlansky60
Lamb
Lamb
 
Posts: 10437
Joined: 30 May 2006, 07:17
Location: Parma, Italy


Return to Rock progressivo (e non...)

Who is online

Users browsing this forum: No registered users and 3 guests